| Pinzolo - Madonna di Campiglio 11 agosto 2001 |
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Descrivere le attrattive della Val Rendena, di Pinzolo o di Madonna di Campiglio significa imbarcarsi nel famoso "brevi cenni sull'universo...", cosa di cui ovviamente ci guardiamo bene. Per tutte le informazioni quindi vi rimandiamo al sito ufficiale dell'Azienda di Promozione Turistica www.campiglio.net.
Per sintetizzare brutalmente, diremo solo una parola: montagne! Qui si trovano probabilmente molte tra le più belle montagne dell'arco alpino: Le Dolomiti di Brenta a est con le loro ardite guglie, il Gruppo Adamello - Presanella a ovest con i suoi ghiacciai eterni. Un paradiso sconfinato per alpinisti ed escursionisti, che qui possono trovare percorsi e scalate di ogni difficoltà. Qui c'è anche il Parco Naturale Adamello-Brenta, la più vasta area protetta del Trentino: conta 50 laghi e il ghiacciaio dell'Adamello, uno dei più estesi d'Europa. La fauna comprende tutte le specie montane, inclusi lo stambecco e l'orso bruno, i cui ultimi esemplari dell'arco alpino sono sopravvissuti solo qui. Le Dolomiti di Brenta sono state la palestra per i più grandi alpinisti del mondo, uno tra tutti il mitico Cesare Maestri, il Ragno delle Dolomiti, che abita tuttora a Madonna di Campiglio. Al Rifugio Brentei trascorre l'estate il decano degli alpinisti e delle guide alpine trentine, l'altrettanto mitico Bruno Detassis, oggi ultranovantenne. Nella puntata di oggi cercheremo di scoprire qualche aspetto più nascosto e meno famoso della Val Rendena.
Il nuovo campo di golf di Caderzone
La
Chiesa di Santo Stefano a Carisolo
Nel riquadro sottostante è dipinto un lungo cartiglio che narra la leggendaria spedizione di Carlo Magno in Val Camonica ed in Trentino secondo l'antico Privilegio di Santo Stefano di Rendena. L'affresco rievoca le gesta dell'imperatore Carlo Magno che partendo da Bergamo percorre la Valle Camonica abbattendo castelli, erigendo chiese e piegando con la spada e con la croce i popoli "giudei" o "pagani" dei villaggi. Attraverso il Passo del Tonale, Carlo Magno ed il suo esercito (4000 lance) arriva in Val di Sole e al Passo della Moschera - oggi Passo di Campo Carlo Magno - discende la Val Rendena raggiungendo Castel San Giovanni a Giustino-Massimeno, attraversa il Fiume Sarca sul vecchio ponte romano di Fisto a Spiazzo Rendena, e giunge quindi al castello di Pelugo.
Maso Curio
Altri particolari degni di nota: l'acciottolato, le fantasiose sovrastrutture lignee, il tetto a capanna coperto di scandole, la casetta per la conservazione del latte, la casera da poco restaurata e le fontane perenni, l'una dinnanzi al portico, l'altra sul retro presso la porta del fienile. Sotto il porticato si aprono le porte delle stalle. Al primo piano c'è il "tablà", munito di apposito foro nel pavimento, la "fenèra", per far scendere il fieno direttamente nella stalla. Nel sottotetto si allarga il "plissàt" arieggiato quanto basta per la conservazione del foraggio e del grano. Un campionario di estremo interesse delle varie tradizionali tecniche di lavorazione del legno è ravvisabile nell'enorme struttura che ha saputo resistere al tempo più del cemento. Nonostante l'età, Maso Curio è ancora in piena attività: poco distante infatti pascola nel prato una mandria delle famose vacche della rustica razza Rendena.
Si avvicina l'ora di pranzo (era ora!), e dunque ci spostiamo a Vallesinella, una splendida valletta laterale a sud est di Madonna di Campiglio, la perla delle Dolomiti. Invidiamo i molti "bikers" che percorrono la tortuosa ma pianeggiante stradina che si inoltra in una splendida foresta. Vallesinella è uno dei punti di partenza classici per salire in quota nel cuore del Brenta, raggiungendo il rifugio Casinei prima e poi il famoso Brentei di Bruno Detassis, poco sotto la Cima Tosa, la vetta più alta del gruppo coi suoi 3173 metri. Chi scrive ricorda con una certa nostalgia questi luoghi, che parecchi anni fa videro le epiche gesta (si fa per dire) del sottoscritto impegnato in una mitica traversata con gli sci da Campiglio a Molveno. Era aprile-maggio, ma c'erano ancora metri di neve. Calzati gli sci con le pelli di foca, arrivammo al rifugio Casinei all'imbrunire: il rifugio, data la stagione, era ovviamente chiuso e così dormimmo sulle panche all'aperto, sotto a una stellata meravigliosa. Il mattino dopo raggiungemmo, non senza fatica, il locale invernale del Rif. Brentei sepolto dalla neve. Il terzo giorno -d'accordo, ce la siamo pigliata comoda- abbiamo raggiunto la Bocca di Brenta e finalmente, passando vicino al Rifugio Pedrotti, abbiamo iniziato una entusiasmante e lunghissima discesa fino a Molveno. Questa digressione personale -di cui mi scuserete- mi serve per dire che queste montagne d'inverno diventano non solo il paradiso per lo sci su pista ma anche il regno degli sci alpinisti.
A tavola, rifugio Cascate
Loredana vedendo i nostri sguardi assorti, non si sa se per fame o per l'estasi dello spettacolo naturale, chiede "Siete mai stati qui?". Ci guardiamo in faccia scuotendo mestamente il capo. Vergogna! Nessuno di noi trentini aveva mai visto le cascate di Vallesinella. Improvvisamente l'occhio vigile di Luciano avvista qualcosa. "Varda là" mi fa con una discreta gomitata nel fianco: "Badaloni". "Badalonechi?" rispondo io che non ci vedo più dalla fame.
Mi volto e lo riconosco: Piero Badaloni, l'ex mezzobusto del TG1, arriva con la faccia paonazza dal sole e stravolto di fatica. È bardato di tutto punto, scarponi, zaino e fiatone regolamentare. Si accascia anche lui a un tavolo insieme a moglie e figlia. Luciano scatta verso il suo tavolo per estorcergli un'intervista. Li vediamo parlottare. Da lontano scorgiamo l'ex mezzobusto fare cortesi ma energici dinieghi con la testa. "Non ce la dà" commentiamo noi. Torna Luciano: "E fatta! Ci dà l'intervista". Diavolo d'un uomo, come avrà fatto a convincerlo?
Badaloni, gentilissimo e sorridente, ci concede una chiacchierata davanti alla telecamera. Non l'avesse mai fatto! Gli altri avventori lo riconoscono e in men che non si dica è attorniato da un nugolo di petulanti fans che pretendono strette di mano e autografi. Probabilmente il povero Badaloni maledice in cuor suo il momento in cui ha accettato l'intervista, ma fa buon viso a cattivo gioco. Sorridendo a denti stretti stringe mani, firma autografi e bacia persino un bambino come il Papa. Quindi si sottrae alla folla fuggendo a gambe levate nel bosco per "finire il giro delle malghe". Facciamo finalmente la conoscenza con la titolare del Rifugio, gestito con l'aiuto dei famigliari e soprattutto del figlio Ivan, maestro di sci. È Teresa Maggi Ferrari, una simpatica, bonaria e robusta signora, che ricorda molto la "Sora Lella" di cara memoria, cioè la sorella di Aldo Fabrizi. Una specie di "Sora Lella delle Dolomiti" insomma.
Fa un sacco di feste a Luciano che aveva conosciuto anni prima in non si sa bene quale circostanza, e anche a noi che non c'entriamo niente. È un po' emozionata per l'intervista, anzi terrorizzata. Cerco di tranquillizzarla: "Vedrà che con Luciano andrà sul velluto". Infatti così è.
L'intervista fila via liscia tra chiacchiere varie e qualche bicchierino. A questo punto è doveroso parlare dei piatti, veramente eccellenti. Sarà stata anche la fame "blu" ma abbiamo spazzolato tutto quanto è stato portato in tavola. Nel giro di poche decine di minuti era sparito tutto, come se fossero passate le cavallette, le locuste, i piranhas, i pescecani. Sarà stata l'aria frizzantina, le cascate, abbiamo trovato insomma tutto buonissimo, anzi squisito. Purtroppo è giunta l'ora di andare. Prima però, come al solito, ci facciamo dare una ricetta per gli amici di Girovagando: stavolta si tratta di un dolce, la Torta Linz. Facciamo ancora due passi al fresco della cascata per sgranchirci un po' le gambe, quindi Ivan si offre gentilmente di accompagnarci con la jeep del rifugio fino alle nostre auto. Bacio in fronte da parte nostra, perché ci sono rampe micidiali e l'idea di farle da seduti anzichè a pedagna ci arride assai. Le Guide Alpine
Ci parla della attività delle guide, e di come l'escursionista o l'alpinista possa trovare qui dei professionisti perfettamente preparati per accompagnare gli appassionati della montagna,in tutta sicurezza, nel grandioso ambiente naturale del Brenta o dell'Adamello. Escursioni, scalate, trekking."Le Guide Alpine" dice Vidi "sono sempre a completa disposizione per dare informazioni sulla montagna, chiarire dubbi e consigliare per il meglio coloro che desiderano cimentarsi nelle scalate più impegnative come nelle tranquille escursioni. Iniziare con una guida è sempre la cosa migliore perché guida alpina significa sicurezza". Naturalmente chi scrive, appassionato escursionista ormai da decenni, non può che sottoscrivere. Anche una facile escursione, in montagna può diventare pericolosa se non si conoscono le insidie dell'ambiente.
Troppe volte ci tocca vedere gente che va in montagna letteralmente allo sbaraglio, portati in quota magari dalla funivia, e partire sui sentieri in scarpe da ginnastica e maglietta. Basta un rapido cambiamento del tempo per mettere in difficoltà chi è male equipaggiato. L'escursionista serio e responsabile va in montagna con scarponi alti con suola artigliata tipo vibram, maglione, giaccavento, pantaloni lunghi, calzettoni e mantella impermeabile. A 2000 metri, non dimentichiamolo mai, può nevicare anche in agosto. Le guide insomma offrono quei rudimenti indispensabili per andare in montagna in sicurezza a chi inizia, e un aiuto prezioso per chi, già esperto, vuole cimentarsi con le classiche arrampicate su roccia o in impegnative traversate su ghiacciaio. Alcuni recapiti: Gruppo Guide Alpine Pinzolo: tel. 0465/502111. Gruppo Guide Alpine Madonna di Campiglio: tel. 0465/442634 La nostra giornata volge al termine. La paziente Loredana ci accompagna nel vicino parco: sotto a un gazebo si tengono concerti all'aperto. Ci sediamo un momento ad ascoltare una brava e graziosa flautista (foto sotto).![]() Concerti all'aperto nel parco di Madonna di Campiglio (foto Agh) La Val Rendena offre molto al turista: non solo montagne ma anche storia, cultura, arte. Trovate tutte le informazioni e il calendario degli eventi sul sito ufficiale, e nel box qui sotto altri riferimenti utili su internet. Per quanto ci riguarda speriamo di tornare presto in Val Rendena, magari quest'inverno, per potervi raccontare come si deve una favolosa gita sci-alpinistica. testi e foto di Alessandro Ghezzer
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