per
questo spazio
 
Conca del Tesino - Lagorai
4 agosto 2001
 


Scenario tipico del Lagorai: foreste, pascoli e, in quota, meravigliosi laghetti alpini (foto Agh)

La Valsugana Orientale ci ha riservato una gradita sopresa, così come la Valle di Fiemme il 21 luglio con l'iniziativa "Vivere il bosco". Sul versante sud ecco Lagorai natura in libertà un bel progetto in cui, finalmente, si comincia a considerare lo straordinario patrimonio ambientale costituito dalla Catena del Lagorai. E lo si fa non coi "soliti" villaggi turistici e impianti di sci, che in altre zone hanno devastato la natura invece di valorizzarla, ma promuovendo la conoscenza della montagna A PIEDI.


Dalla vetta della Cima Orena mt 2248 (foto Agh)
 

Natura in libertà

Quindi camminate, escursioni, trekking, che non devono essere considerate attività riservate solo a sfegatati "sportsmen", ma anche a persone normali con una normale condizione fisica. L'escursionismo infatti, praticato con un minimo di criterio e preparazione, è uno sport meraviglioso alla portata veramente di tutti. La catena del Lagorai si trova nel trentino orientale e fa da spartiacque tra la Valsugana a sud e la Valle di Fiemme a nord. Si estende dall'Altopiano di Pinè, pochi km a est di Trento, e prosegue verso oriente fino al Passo Rolle. È uno dei luoghi più incontaminati non solo del Trentino ma di tutto l'arco alpino. È ricco di pascoli, foreste secolari, torrenti e splendidi laghetti alpini. La zona del Tesino rappresenta una via di accesso previlegiata dal versante sud. Una fitta rete di strade forestali, chiuse al traffico, e centinaia di lunghi e magnifici sentieri in quota, in genere abbastanza ben segnati, ne fanno un paradiso per escursionisti e bikers. Molti sentieri e mulattiere risalgono alla Prima Guerra Mondiale, quando lungo la cresta c'era la linea del fronte che divideva l'esercito italiano a sud da quello austriaco a nord. Le tracce di trinceramenti, fortificazioni, mulattiere e gallerie sono frequentissime ovunque.


Panorami mozzafiato lungo i percorsi in quota sulle creste
(foto Agh)
 
Grazie ai comodi sentieri e camminamenti è possibile compiere entusiasmanti traversate mantenendosi costantemente in quota. La maggiore elevazione del Lagorai è la Cima di Cece a 2754 metri. Nel sottogruppo ad est svetta la poderosa bastionata granitica di Cima D'Asta a 2847 metri. In inverno il Lagorai diventa il regno degli sci escursionisti e degli sci alpinisti, con centinaia di itinerari. Uno degli aspetti più interessanti del progetto "Lagorai natura in libertà" consiste nel permettere a persone anche non esperte di provare escursioni o trekking di varia difficoltà, assistiti da una guida e soprattutto dall'organizzazione che fornisce tutto il materiale tecnico adatto.


Credete che il vostro cameraman batta la fiacca? Giammai! Eccolo durante una mega escursione in Lagorai: 25 chilometri in un solo giorno! (foto Franza)


Michele Dalla Palma, coordinatore del progetto "Lagorai natura in libertà"
(foto Agh)
 
Alpe Fossernica (Lagorai), sullo sfondo il Gruppo di CIma D'Asta
(foto Agh)
 

"È l'approccio ideale anche per le famiglie", ci dice Michele Dalla Palma, coordinatore del progetto "che possono così iniziare a praticare l'escursionismo a costi contenuti apprendendo le conoscenze di base necessarie per muoversi con sicurezza in montagna". Durante le escursioni si imparano anche rudimenti di survival (sopravvivenza), orientamento, arramapicata e speleologia. Particolare attenzione è dedicata agli aspetti naturalistici, storici e culturali dei luoghi che si vanno a visitare. "Questo è il modo migliore" conclude Dalla Palma "per conoscere ed apprezzare le bellezze ambientali. Perchè solo ciò che si conosce si può apprezzare veramente, amare e quindi preservare". Noi di Girovagando sottoscriviamo in pieno. Nel programma in tv potremo ammirare bellissime immagini girate durante i trekking più belli.


Trekkers sul crinale poco sotto la vetta del Monte Fravort mt.2345: sullo sfondo la Valsugana (foto Agh)

Mini corsi di alimentazione naturale

Un'ultima nota sull'iniziativa: ci sono piaciuti molto i simpatici e interesssanti mini-corsi di alimentazione naturale sul pane e i cereali, il latte e il formaggio. Si impara a scegliere i semi, a macinarli nella farina, a impastare con le mani il pane e a cuocerlo nel forno a legna. Oppure a mungere le vacche (e non crediate sia un'operazione così facile!), cagliare il latte e fare il formaggio con gli antichi strumenti del malgaro. Il tutto in una vera malga di montagna nel cuore del Lagorai.


Giovanni De Silvestro, direttore dell'Apt Lagorai - Valsugana Orientale Tesino-
(foto Agh)
 
Lorenza Biasetto dell'ufficio promozione dell'Apt, sarà la nostra guida "spirituale" durante la giornata (foto Agh)
 

Per le informazioni più dettagliate su tutte queste iniziative vi rimandiamo al sito ufficiale dell'Apt Lagorai Valsugana Orientale Tesino. Il direttore dell'Apt Giovanni De Silvestro ci accoglie con la consueta bonomia, preparandoci il programma della giornata davanti a un caffè nel centro di Castello Tesino, "invaso" da un colorato mercatino. Prima di accomiatarsi però ci mette alle costole la loquace ed entusiasta Lorenza Biasetto dell'Ufficio Promozione, che ci impedirà di sgarrare sulla tabella di marcia. Visitiamo quindi, presso il Centro Tesino di Cultura nel rinascimentale Palazzo Gallo, il Centro di Documentazione sul lavoro nei boschi. Ci fa da guida Walter Zotta, responsabile dello Sportello dell'Azienda Protezione dell'Ambiente.


Walter Zotta
(foto Agh)
 
Una sala espositiva con i vecchi attrezzi
(foto Agh)
 

Il lavoro nei boschi

Il Centro ha lo scopo di favorire la raccolta e la documentazione sul lavoro nei boschi, promuovere studi e svolgere attività educativa e formativa sulla vita e sul lavoro nell'ambiente rurale montano. Le sale espositive raccolgono una grande quantità di attrezzi utilizzati dai boscaioli in varie epoche. Si possono osservare le fasi della lavorazione del legname, dal taglio alla scortecciatura sul posto e quindi del trasporto a valle, attraverso l'evoluzione della tecnologia. Dalla vecchia accetta alla moderna motosega, dalla antica "slitta" per trasportare i tronchi alle carrucole con funi d'acciaio, fino ai moderni mezzi disponibili oggi.


Slitta per il trasporto di fieno o legname
 
Boscaioli del Tesino in una delle vecchie foto d'epoca raccolte dal Centro di Documentazione sul lavoro nei boschi
 

Dal bosco la comunità ha ricavato e ricava ancora molti prodotti indispensabili a soddisfare bisogni essenziali: legno per riscaldarsi, cuocere i cibi, per costruire case, ponti, navi, per fabbricare attrezzi di lavoro e masserizie; erba, semi e frasca dagli alberi per l'alimentazione degli animali domestici e foglie per la loro lettiera; funghi, miele, frutti di bosco e carni di animali selvatici per nutrirsi. Un tempo, dal bosco e dall'ambiente montano e rurale si ricavava tutto quanto era necessario per vivere. Oggi il legno è ancora una importante risorsa economica.


La chiesetta di San Ippolito, del 1436 (foto Agh)
 
L'interno affrescato (foto Agh)
 

Chiesa di
S. Ippolito


Lorenza ora insiste perché si visiti assolutamente la chiesetta medievale di S. Ippolito, che sorge sull'omonimo colle poco al di fuori dall'abitato di Castello Tesino, dove anticamente passava la via romana Claudia Augusta Altinate. Nel medioevo era meta di pellegrinaggi e i viandanti vi facevano sosta durante il viaggio in Terra Santa.


Luciano osserva estasiato gli affreschi della chiesetta di S. Ippolito, mentre Lorenza gli fa un rapido riassunto dalla storia dei Papi fino ai giorni nostri... (foto Agh)

La caratteristica di questa chiesetta, sul cui architrave è segnata la data del 1436, sono gli interni totalmente decorati con bellissimi affreschi che, rimaneggiati in varie epoche e addirittura intonacati intorno alla metà del 1600, furono riportati alla luce casualmente nel 1927. Oggi si possono ammirare in tutta la loro bellezza grazie ad un recente restauro.


L'albergo Kapriol, lungo la strada del Passo Brocon
(foto Agh)
 
L'ampia e luminosa sala da pranzo del ristorante
(foto Agh)
 

A tavola

Ridendo e scherzando, si è fatta ora di pranzo. Imbocchiamo la strada che porta al Passo Del Brocon e, dopo pochi chilometri, arriviamo all'Albergo Kapriol dove potremo finalmente abbandonarci ai piaceri della tavola. Arriva ogni ben di Dio e, come al solito, malediciamo in cuor nostro di essere lì per lavoro e non in vacanza. Perché, checché se ne dica, a tavola si deve mangiare con CALMA.


L'antipasto di affettati con sottaceti e funghi sottolio
(foto Agh)
 
Il favoloso piatto tris
(foto Agh)
 

Comunque consci del nostro dovere affrontiamo il duro cimento con l'impegno e la disciplina che ci sono propri: e allora sotto con gli antipasti di salami affettati con sottaceti e funghi sott'olio, il favoloso piatto tris con canederli al sugo, tagliatelle ai funghi e rotolo di spinaci e patate, squisita carne ai ferri, trotelle di fiume impanate, polenta con funghi in doppia razione, il tutto innaffiato di ottimo vino della Cantina La Vis. Il rotolo di spinaci e patate riscuote grande successo tra i commensali. Ci facciamo dare la ricetta dalla cuoca Dina Rizzà, che acconsente di buon grado a svelarci i "segreti" di un piatto semplice ma molto gustoso. L'Albergo Kapriol è in località Fradea, pochi chilometri fuori dal'abitato di Castello Tesino, lungo la strada del Passo Brocon. Il telefono è 0461/594126.


Baita Spessa, a 1450 metri, il località Castello
 
Maso del Jaco in località Fradea, a 850 mt
 

Vacanze in baita

Il direttore De Silvestro, che ci ha raggiunti nel frattempo, ci esorta a vedere una orginale proposta turistica denominata "Vacanze in baita". Si tratta di una serie di baite o masi adibiti a case-vacanza. Perfettamente ristrutturate, a quota media tra i 500 e 1500 metri, si trovano in luoghi ameni e tranquilli, raggiungibili comunque in automobile. Nella zona del Tesino ce sono circa una decina, a cui se ne aggiungeranno altre. Per chi ama le vacanze "in santa pace" sono davvero l'ideale. Ne abbiamo avuto la conferma da Jean Marie, in vacanza con tutta la famiglia dal Lussemburgo. "Mi trovo benissimo. Il posto è bello, tranquillo, c'è un grande prato per far giocare i bambini e il cane". I bambini sguazzano in una piccola piscina gonfiabile in mezzo al prato. "Penso che torneremo anche l'anno prossimo" dice Jean Marie "ne abbiamo parlato con degli amici e anche loro sono entusiasti dell'idea. Probabilmente faremo qui un salto già il prossimo inverno, per passare il Natale". Salutiamo il nostro amico e facciamo ritorno in valle, diretti a Ivano Fracena.


Veduta del mastio, il forte torrione di struttura romanica con funzione di difesa e di abitazione: è il centro di gravità di tutta la costruzione
(foto Agh)
 
Le sculture di Luciano Minguzzi si trovano lungo un percorso nel parco esterno e nei cortili del castello
(foto Agh)
 

Castel Ivano

Castel Ivano è un maestoso complesso medievale, abitato dai proprietari ed attrezzato in una parte a centro congressi (tel. 0461/ 763432 fax 0461/763872
castelivano@tin.it). Il castello ha un parco e giardini a dir poco meravigliosi, che ne ingentiliscono l'aspetto altrimenti piuttosto austero. Dal 22 luglio al 2 settembre 2001 si tiene l'esposizione dello scultore bolognese
Luciano Minguzzi, e un omaggio al pittore trentino Eugenio Prati. La mostra di Minguzzi riassume mezzo secolo di attività: perlopiù fusioni bronzee, ma anche bassorilievi in legno. È insegnante di scultura all'Accademia di Brera dal '56 al 75. Dal 1957 espone in Australia, Perù, Stati Uniti, Inghilterra, Olanda e Germania. Nel 1964 è nominato docente di scultura alla Sommer Academy di Salisburgo.


Un colpo d'occhio fiabesco: la chiesetta ricoperta di edera nella corte dell castello. Tutt'intorno un tripudio di piante e fiori
(foto Agh)
 
Il professore Vittorio Staudacher, proprietario di Castel Ivano (foto Agh)
 

Nel 1970 riceve l'incarico da Paolo VI per la realizzazione della Porta del Bene e del Male della Basilica in San Pietro in Vaticano, opera alla quale lavorerà per sette anni e sarà inaugurata nel 1997. La sua è una scultura "acrobatica" per lo slancio fisico dei corpi, le sue figure sono ancestrali e primitiveggianti, tormentate e a volte scarnificate, ridotte a pura essenza. Del pittore Eugenio Prati, Tulllio Garbari scrive: "Il Segantini opera corrompendo il suo temperamento di stilista nelle ubbie divisioniste. Il Prati ci appare giovane e fresco ottenendo la vigoria della luce e dei colori con semplici mezzi, coll'amore, il vigore della memoria, dell'osservazione, degli effetti e della fantasia".


Luciano Minguzzi: Ippolito, 1971-89


Eugenio Prati: serate di inverno in Trentino 1898-1903
 
Il quadro di Eugenio Prati nella locandina della mostra a Castel Ivano. Entrambe le esposizioni sono aperte dal 22 luglio al 2 settembre 2001.
 

E ancora: "Questo disegnatore acuto, modellatore fermo, coloritore parco e fine, ci fa ritorvare nelle aderenze del colore e del disegno la pienezza antica della tradizione italica e un novello vigore nostrale e la realtà della vita trasformata nel sogno dell'arte, in una realtà superiore perché d'ordine spirituale" (Tullio Garbari, L'eredità di Eugenio Prati in "La libertà" agosto 1925). Nei suoi dipinti Prati racconta con dolcezza la vita quotidiana dei contadini e dei pastori che popolano la sua amata valle.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer

riferimenti

A.P.T. LAGORAI, VALSUGANA ORIENTALE E TESINO
38053 CastelloTesino
Via Dante 10
Tel.0461/593322
Fax 0461/593306
http://www.lagorai.tn.it/
apt@lagorai.tn.it

Laboratorio Territoriale di Educazione Ambientale della Bassa Valsugana e del Tesino
Agenzia Provincia per la protezione dell'Ambiente
Rete Trentina di Educazione Ambientale
Castel di Ivano
Vacanze in baita

 

clicca per ingrandire
 

home page