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Scenario tipico del Lagorai: foreste, pascoli
e, in quota, meravigliosi laghetti alpini (foto Agh)
La Valsugana Orientale ci ha riservato una gradita sopresa,
così come la Valle di Fiemme il 21 luglio con l'iniziativa "Vivere
il bosco". Sul versante sud ecco Lagorai
natura in libertà un bel progetto in cui, finalmente, si
comincia a considerare lo straordinario patrimonio ambientale costituito
dalla Catena del Lagorai. E lo si fa
non coi "soliti" villaggi turistici e impianti di sci, che in
altre zone hanno devastato la natura invece di valorizzarla, ma promuovendo
la conoscenza della montagna A PIEDI.

Dalla vetta della Cima Orena mt 2248 (foto Agh) |
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Natura in libertà
Quindi camminate, escursioni,
trekking, che non devono essere considerate
attività riservate solo a sfegatati "sportsmen", ma anche
a persone normali con una normale condizione fisica. L'escursionismo infatti,
praticato con un minimo di criterio e preparazione, è uno sport
meraviglioso alla portata veramente di tutti. La catena del Lagorai si
trova nel trentino orientale e fa da spartiacque tra la Valsugana
a sud e la Valle di Fiemme a nord.
Si estende dall'Altopiano di
Pinè, pochi km a est di Trento, e prosegue verso oriente fino
al Passo Rolle. È uno dei luoghi più incontaminati non solo
del Trentino ma di tutto l'arco alpino. È ricco di pascoli, foreste
secolari, torrenti e splendidi laghetti alpini. La zona del Tesino rappresenta
una via di accesso previlegiata dal versante sud. Una fitta rete di strade
forestali, chiuse al traffico, e centinaia di lunghi e magnifici sentieri
in quota, in genere abbastanza ben segnati, ne fanno un paradiso per escursionisti
e bikers. Molti sentieri e mulattiere risalgono alla Prima
Guerra Mondiale, quando lungo la cresta c'era la linea del fronte
che divideva l'esercito italiano a sud da quello austriaco a nord. Le
tracce di trinceramenti, fortificazioni, mulattiere e gallerie sono frequentissime
ovunque.

Panorami mozzafiato lungo i percorsi in quota sulle creste
(foto Agh) |
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Grazie ai comodi sentieri e camminamenti è possibile
compiere entusiasmanti traversate mantenendosi costantemente in quota.
La maggiore elevazione del Lagorai è la Cima
di Cece a 2754 metri. Nel sottogruppo ad est
svetta la poderosa bastionata granitica di Cima
D'Asta a 2847 metri. In inverno il Lagorai diventa
il regno degli sci escursionisti e degli sci alpinisti, con centinaia di
itinerari. Uno degli aspetti più interessanti del progetto "Lagorai
natura in libertà" consiste nel permettere a persone anche non
esperte di provare escursioni o trekking di varia difficoltà, assistiti
da una guida e soprattutto dall'organizzazione che fornisce tutto il materiale
tecnico adatto.

Credete che il vostro cameraman batta la fiacca? Giammai! Eccolo durante
una mega escursione in Lagorai: 25 chilometri in un solo giorno! (foto
Franza) |

Michele Dalla Palma, coordinatore del progetto "Lagorai natura
in libertà"
(foto Agh)
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Alpe Fossernica (Lagorai), sullo sfondo il Gruppo di CIma D'Asta
(foto Agh)
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"È l'approccio ideale anche per le famiglie",
ci dice Michele Dalla Palma, coordinatore del progetto
"che possono così iniziare a praticare l'escursionismo a costi
contenuti apprendendo le conoscenze di base necessarie per muoversi con
sicurezza in montagna". Durante le escursioni si imparano anche rudimenti
di survival
(sopravvivenza), orientamento,
arramapicata
e speleologia.
Particolare attenzione è dedicata agli aspetti naturalistici, storici
e culturali dei luoghi che si vanno a visitare. "Questo è
il modo migliore" conclude Dalla Palma "per conoscere ed apprezzare
le bellezze ambientali. Perchè solo ciò che si conosce si
può apprezzare veramente, amare e quindi preservare". Noi
di Girovagando sottoscriviamo in pieno. Nel programma in tv potremo ammirare
bellissime immagini girate durante i trekking più belli.

Trekkers sul crinale poco sotto la vetta
del Monte Fravort mt.2345: sullo sfondo la Valsugana (foto Agh) |
Mini corsi di alimentazione naturale
Un'ultima nota sull'iniziativa: ci sono piaciuti
molto i simpatici e interesssanti mini-corsi
di alimentazione naturale sul pane e i cereali,
il latte e il formaggio. Si impara a scegliere i semi, a macinarli nella
farina, a impastare con le mani il pane e a cuocerlo nel forno a legna.
Oppure a mungere le vacche (e non crediate sia un'operazione così
facile!), cagliare il latte e fare il formaggio con gli antichi strumenti
del malgaro. Il tutto in una vera malga di montagna nel cuore del Lagorai.

Giovanni De Silvestro, direttore dell'Apt Lagorai - Valsugana Orientale
Tesino-
(foto Agh) |
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Lorenza Biasetto dell'ufficio promozione dell'Apt, sarà la
nostra guida "spirituale" durante la giornata (foto Agh) |
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Per le informazioni più dettagliate
su tutte queste iniziative vi rimandiamo al sito ufficiale dell'Apt
Lagorai Valsugana Orientale Tesino. Il direttore dell'Apt Giovanni
De Silvestro ci accoglie con la consueta bonomia, preparandoci il programma
della giornata davanti a un caffè nel centro di Castello Tesino,
"invaso" da un colorato mercatino. Prima di accomiatarsi però
ci mette alle costole la loquace ed entusiasta Lorenza Biasetto dell'Ufficio
Promozione, che ci impedirà di sgarrare sulla tabella di marcia.
Visitiamo quindi, presso il Centro Tesino di
Cultura nel rinascimentale Palazzo Gallo,
il Centro di Documentazione sul lavoro nei boschi.
Ci fa da guida Walter Zotta, responsabile dello Sportello
dell'Azienda Protezione dell'Ambiente.

Walter Zotta
(foto Agh) |
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Una sala espositiva con i vecchi attrezzi
(foto Agh)
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Il lavoro nei boschi
Il Centro ha lo scopo di favorire la raccolta e la documentazione sul
lavoro nei boschi, promuovere studi e svolgere attività educativa
e formativa sulla vita e sul lavoro nell'ambiente rurale montano. Le sale
espositive raccolgono una grande quantità di attrezzi utilizzati
dai boscaioli in varie epoche. Si possono osservare le fasi della lavorazione
del legname, dal taglio alla scortecciatura sul posto e quindi del trasporto
a valle, attraverso l'evoluzione della tecnologia. Dalla vecchia accetta
alla moderna motosega, dalla antica "slitta" per trasportare
i tronchi alle carrucole con funi d'acciaio, fino ai moderni mezzi disponibili
oggi.

Slitta per il trasporto di fieno o legname |
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Boscaioli del Tesino in una delle vecchie foto d'epoca raccolte dal
Centro di Documentazione sul lavoro nei boschi |
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Dal bosco la comunità ha ricavato e ricava ancora
molti prodotti indispensabili a soddisfare bisogni essenziali: legno per
riscaldarsi, cuocere i cibi, per costruire case, ponti, navi, per fabbricare
attrezzi di lavoro e masserizie; erba, semi e frasca dagli alberi per
l'alimentazione degli animali domestici e foglie per la loro lettiera;
funghi, miele, frutti di bosco e carni di animali selvatici per nutrirsi.
Un tempo, dal bosco e dall'ambiente montano e rurale si ricavava tutto
quanto era necessario per vivere. Oggi il legno è ancora una importante
risorsa economica.

La chiesetta di San Ippolito, del 1436 (foto Agh) |
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L'interno affrescato (foto Agh) |
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Chiesa di
S. Ippolito
Lorenza ora insiste perché si visiti assolutamente la chiesetta
medievale di S. Ippolito, che sorge sull'omonimo colle poco al
di fuori dall'abitato di Castello Tesino, dove anticamente passava la
via romana Claudia
Augusta Altinate. Nel medioevo era meta di pellegrinaggi e i viandanti
vi facevano sosta durante il viaggio in Terra Santa.

Luciano osserva estasiato gli affreschi della
chiesetta di S. Ippolito, mentre Lorenza gli fa un rapido riassunto dalla
storia dei Papi fino ai giorni nostri... (foto Agh)
La caratteristica di questa chiesetta, sul cui architrave è segnata
la data del 1436, sono gli interni totalmente decorati con bellissimi
affreschi che, rimaneggiati in varie epoche e addirittura intonacati intorno
alla metà del 1600, furono riportati alla luce casualmente nel
1927. Oggi si possono ammirare in tutta la loro bellezza grazie ad un
recente restauro.

L'albergo Kapriol, lungo la strada del Passo Brocon
(foto Agh) |
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L'ampia e luminosa sala da pranzo del ristorante
(foto Agh)
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A tavola
Ridendo e scherzando, si è fatta ora di pranzo. Imbocchiamo la
strada che porta al Passo Del Brocon e, dopo pochi chilometri, arriviamo
all'Albergo Kapriol dove potremo finalmente
abbandonarci ai piaceri della tavola. Arriva ogni ben di Dio e, come al
solito, malediciamo in cuor nostro di essere lì per lavoro e non
in vacanza. Perché, checché se ne dica, a tavola si deve
mangiare con CALMA.

L'antipasto di affettati con sottaceti e funghi sottolio
(foto Agh)
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Il favoloso piatto tris
(foto Agh)
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Comunque consci del nostro dovere affrontiamo il duro cimento
con l'impegno e la disciplina che ci sono propri: e allora sotto con gli
antipasti di salami affettati con sottaceti e funghi sott'olio, il favoloso
piatto tris con canederli al sugo, tagliatelle ai funghi e rotolo di spinaci
e patate, squisita carne ai ferri, trotelle di fiume impanate, polenta
con funghi in doppia razione, il tutto innaffiato di ottimo vino della
Cantina La Vis. Il
rotolo di spinaci e patate riscuote grande successo tra i commensali.
Ci facciamo dare la ricetta dalla cuoca
Dina Rizzà, che acconsente di buon grado a svelarci i "segreti"
di un piatto semplice ma molto gustoso. L'Albergo Kapriol è in
località Fradea, pochi chilometri fuori dal'abitato di Castello
Tesino, lungo la strada del Passo Brocon. Il telefono è 0461/594126.

Baita Spessa, a 1450 metri, il località Castello |
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Maso del Jaco in località Fradea, a 850 mt |
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Vacanze in baita
Il direttore De Silvestro, che ci ha raggiunti nel frattempo, ci esorta
a vedere una orginale proposta turistica denominata "Vacanze
in baita". Si tratta di una serie di baite o masi adibiti a case-vacanza.
Perfettamente ristrutturate, a quota media tra i 500 e 1500 metri, si
trovano in luoghi ameni e tranquilli, raggiungibili comunque in automobile.
Nella zona del Tesino ce sono circa una decina, a cui se ne aggiungeranno
altre. Per chi ama le vacanze "in santa pace" sono davvero l'ideale.
Ne abbiamo avuto la conferma da Jean Marie, in vacanza con tutta la famiglia
dal Lussemburgo. "Mi trovo benissimo. Il posto è bello, tranquillo,
c'è un grande prato per far giocare i bambini e il cane".
I bambini sguazzano in una piccola piscina gonfiabile in mezzo al prato.
"Penso che torneremo anche l'anno prossimo" dice Jean Marie
"ne abbiamo parlato con degli amici e anche loro sono entusiasti
dell'idea. Probabilmente faremo qui un salto già il prossimo inverno,
per passare il Natale". Salutiamo il nostro amico e facciamo ritorno
in valle, diretti a Ivano Fracena.

Veduta del mastio, il forte torrione di struttura romanica con funzione
di difesa e di abitazione: è il centro di gravità di
tutta la costruzione
(foto Agh) |
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Le sculture di Luciano Minguzzi si trovano lungo un percorso nel parco
esterno e nei cortili del castello
(foto Agh)
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Castel Ivano
Castel
Ivano è un maestoso complesso medievale,
abitato dai proprietari ed attrezzato in una parte a centro congressi
(tel. 0461/ 763432 fax 0461/763872
castelivano@tin.it). Il castello
ha un parco e giardini a dir poco meravigliosi, che ne ingentiliscono
l'aspetto altrimenti piuttosto austero. Dal 22 luglio al 2 settembre 2001
si tiene l'esposizione dello scultore bolognese Luciano
Minguzzi, e un omaggio al pittore trentino
Eugenio Prati.
La mostra di Minguzzi riassume mezzo secolo di attività: perlopiù
fusioni bronzee, ma anche bassorilievi in legno. È insegnante di
scultura all'Accademia di Brera dal '56 al 75. Dal 1957 espone in Australia,
Perù, Stati Uniti, Inghilterra, Olanda e Germania. Nel 1964 è
nominato docente di scultura alla Sommer Academy di Salisburgo.

Un colpo d'occhio fiabesco: la chiesetta ricoperta di edera nella
corte dell castello. Tutt'intorno un tripudio di piante e fiori
(foto Agh) |
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Il professore Vittorio Staudacher, proprietario di Castel Ivano (foto Agh) |
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Nel 1970 riceve l'incarico da Paolo VI per la realizzazione
della Porta del Bene e del Male della Basilica in San Pietro in Vaticano,
opera alla quale lavorerà per sette anni e sarà inaugurata
nel 1997. La sua è una scultura "acrobatica" per lo slancio
fisico dei corpi, le sue figure sono ancestrali e primitiveggianti, tormentate
e a volte scarnificate, ridotte a pura essenza. Del pittore Eugenio Prati,
Tulllio Garbari scrive: "Il Segantini opera corrompendo il suo temperamento
di stilista nelle ubbie divisioniste. Il Prati ci appare giovane e fresco
ottenendo la vigoria della luce e dei colori con semplici mezzi, coll'amore,
il vigore della memoria, dell'osservazione, degli effetti e della fantasia".

Luciano Minguzzi: Ippolito, 1971-89

Eugenio Prati: serate di inverno in Trentino 1898-1903
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Il quadro di Eugenio Prati nella locandina della mostra a Castel Ivano.
Entrambe le esposizioni sono aperte dal 22 luglio al 2 settembre 2001. |
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E ancora: "Questo disegnatore acuto, modellatore fermo,
coloritore parco e fine, ci fa ritorvare nelle aderenze del colore e del
disegno la pienezza antica della tradizione italica e un novello vigore
nostrale e la realtà della vita trasformata nel sogno dell'arte,
in una realtà superiore perché d'ordine spirituale"
(Tullio Garbari, L'eredità di Eugenio Prati in "La libertà"
agosto 1925). Nei suoi dipinti Prati racconta con dolcezza la vita quotidiana
dei contadini e dei pastori che popolano la sua amata valle.
testi e foto di Alessandro Ghezzer

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