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Trento - Monte Bondone
14 luglio 2001
 
Giovani bikers sul Monte Bondone col loro istruttore Pierpaolo Consolati (foto Agh)

Siamo oggi a Trento città capoluogo del Trentino, luogo di incontro fra la cultura italiana e quella mitteleuropea.Città romana e Città del Concilio (1545 - 1563), Trento conserva nei suoi prestigiosi monumenti tutto il patrimonio d'arte e di storia scritto nei secoli dall'incontro fra le due culture, italiana e nordica, che tuttora si distinguono nella varietà degli stili architettonici.


Piazza Duomo giardino fiorito (foto Agh)
 
Uno dei tanti animali ricostruiti per la gioia dei bambini: un orso di foglie e arbusti
 
Città giardino

Abbiamo appuntamento in Piazza del Duomo con la direttrice dell'Apt di Trento e del Monte Bondone Giovanna Collauto. La piazza in questo periodo, come molte vie del centro, è "invasa" dai fiori e dalle piante della interessante manifestazione Città giardino. Grazie alla partecipazione delle giardinerie comunali di varie città italiane ed estere, il centro storico di Trento si è trasformato in un grande e bellissimo giardino. Quest’anno il tema è il gioco e la fiaba. Il gioco è riscoperto sulle strade e sulle piazze animate da bambini e adolescenti. La fiaba è interpretata con i fiori e le piante in aiuole, che le città italiane ed estere di Adria, Arco, Berlino, Gradisca, Innsbruck, Lignano Sabbiadoro, Kempten, Klagenfurt, Merano, Napoli, Padova, Praga, Riva del Garda, Rovereto, San Sebastian e ovviamente Trento, hanno contribuito a realizzare coi migliori giardinieri.


Giochi per bambini in Piazza del Duomo: i temi sono le fiabe e le leggende
(foto Agh)
 
Luciano Da Canal Intervista la dott.ssa Giovanna Collauto direttore dell'Apt Trento-Monte Bondone (foto Agh
 
Nelle piazze e nelle vie riecheggiano le leggende giocose del passato e dei giochi dimenticati. Assieme alle città italiane ed estere, aziende di costruzione d’attrezzature di gioco per i giardini propongono in un contesto floreale le loro migliori produzioni. In piazza Garzetti e in piazza Duomo sono organizzati momenti d’animazione con giochi tradizionali e di fantasia. Ogni sera inoltre ci sono cene tematiche ed assaggi gastronomici presso alcuni ristoranti e trattorie del centro storico, dove possono essere gustati piatti preparati a base di fiori ed erbe spontanee o di stagione, abbinati a vini trentini.


Balcone per il concorso floreale "Centro storico fiorito"
 
Alessandro Ghezzer impegnato nelle riprese in Piazza del Duomo a Trento
(foto A. Tombini)
 
Sempre in questo periodo è indetto anche il concorso floreale Centro Storico Fiorito per il più bel balcone/davanzale e la più bella vetrina. Lo scopo è quello di coinvolgere anche residenti e operatori economici del centro storico in questa festa di giochi tra fiori e piante. In collaborazione con il Comune di Trento sono allestite alcune mostre che approfondiscono i temi legati al mondo dei Bonsai, dei giardini e dei parchi privati del Trentino. Ci spostiamo quindi nel vicino Castello del Buonconsiglio dove è allestita la bellissima mostra di un grande pittore trentino forse poco conosciuto persino ai trentini stessi: Giovanni Battista Lampi.


Un ritrattista nell'Europa delle Corti: Giovanni Battista Lampi 1751-1839
 
L'esposizione dedicata al grande pittore trentino è promossa dal Museo del Castello del Buonconsiglio
 
Giovanni Battista Lampi

Nato a Romeno in Trentino nel 1751, divenne nell'arco di un trentennio uno dei più rinomati ritrattisti del suo tempo, richiesto e conteso dalle più importanti corti dell'Europa centrale e orientale. Dopo gli esordi al servizio dell'aristocrazia trentina, il pittore si trasferisce a Vienna, dove ritrae i membri della famiglia imperiale e dove è chiamato ad insegnare all'Accademia di Arti Figurative. Testimone di un passaggio epocale, quello dall'Ancien Régime alla Restaurazione attraverso la bufera napoleonica, la ritrattistica di Lampi si snoda tra la cultura figurativa tardobarocca e il neoclassicismo, giungendo alle soglie del Biedermeier.

   
Uno dei saloni del Castello con i dipinti di Lampi (foto Agh)   La mostra si svolge dal 23 luglio al 30 settembre 2001
(foto Agh)
 
La mostra organizzata dal Castello del Buonconsiglio in occasione del ducentocinquantesimo anniversario della nascita presenta un'eccezionale selezione di opere, spesso sconosciute o difficilmente visibili, provenienti dai maggiori musei austriaci, polacchi, russi e tedeschi, oltre che da prestigiose collezioni come quella dei principi di Liechtenstein. Anche la nativa Valle di Non, nel corso dell'estate 2001, dedicherà all'artista un'esposizione a Palazzo Martini di Sarnonico e un itinerario nelle chiese dove si conservano alcune sue pregevoli opere.


Il castello del Buonconsiglio a Trento
 
Il tema del ritratto sarà inoltre sviluppato in un'iniziativa espositiva organizzata dal Museo Civico di Riva del Garda.
La Mostra di G.B. Lampi a Trento si svolge dal 23/6/2001 al 30/9/2001, orario 10.00-18.00. Chiuso il lunedì.
Per informazioni: Castello del Buonconsiglio via B. Clesio, 5 - 38100 - TRENTO (TN) Telefono: 0461/233770, Fax: 0461/239497. E-mail:castellodelbuonconsiglio@provincia.tn.it
Associazione Lampi. Dal Castello del Buonconsiglio ci spostiamo nella vicina Piazza Cesare Battisti, dove visitiamo gli scavi archeologici sotto al Teatro Sociale, con strade e mura di epoca romana.

La citta' romana sotto il Teatro Sociale  
Tratti di strada romana venuti alla luce nel sottousolo durante gli scavi di ristrutturazione del Teatro Sociale (foto Andrea Tombini)  
Tridentum, la città sotterranea

Nel sottosuolo del centro storico cittadino esiste una Trento sino ad oggi sconosciuta. È la Tridentum romana, sepolta dalla città medievale e moderna. Ipotizzata da diversi eruditi e storici fin dal XVI secolo, per primo ne ricercò e individuò con sicurezza il perimetro Francesco Ranzi, nobile figura di imprenditore, uomo impegnato nel sociale e appassionato di storia cittadina, che riportò l’esito delle sue indagini nel volumetto “Pianta antica della città di Trento. Osservazioni e memorie” edito nel 1869. Ritrovamenti fortuiti nel corso di questo secolo portarono a diverse scoperte tra cui quelle della porta urbica meridionale, Porta Veronensis (sotto Palazzo Pretorio, in piazza Duomo) e di una domus fuori le mura (in Via Rosmini). Solo oggi però, dopo un ventennio fervido di scavi e ricerche, a cura dell’Ufficio Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento, è possibile avere un quadro ampio ed organico della città romana. Interessante l'intervista con Gianni Ciurletti, direttore dell'Ufficio Beni archeologici, che ci dà un quadro generale di quanto si è scoperto fino ad oggi.


I preziosi mosaici (foto Agh)
 
Case arricchite di mosaici, affreschi, arredi, servizi da mensa in ceramica e vetro, strade, infrastrutture pubbliche, mura urbiche con porte e torri, l’anfiteatro... seppur frammentariamente, stanno emergendo dall’oblio del sottosuolo in cui oltre 1500 anni di vicende cittadine l’avevano totalmente confinata. "Tridentum, splendidum municipium", come l’ebbe a magnificare l’imperatore Claudio nell’anno 46 d.C., oggi non è più un nome condannato ad un modesto ruolo nelle pagine dei testi di storia, ma sta riacquistando fisionomia e vita, pronta ad essere riscoperta e vissuta dai Trentini e dagli ospiti della città. La Provincia Autonoma ed il Comune di Trento in considerazione dell’importanza culturale di questo avvenimento, hanno avviato il Progetto “Tridentum: la "città sotterranea” che, nelle intenzioni delle due amministrazioni, dovrebbe costituire uno dei momenti forti dell’offerta culturale e turistica della città.


A pranzo con Andrea, Giancarlo e Daniela (foto Agh)
 
Una delle sale interne del Ristorante Chiesa a Trento in via S. Marco

A tavola, Ristorante Chiesa

Dopo la visita alla "Tridentum" sotterranea" siamo ospiti del rinomato Ristorante Chiesa, nato nel 1974, da tre generazioni simbolo della ristorazione trentina. È situato nel settecentesco Palazzo Wolkenstein, nei pressi del Castello del Buonconsiglio: noi ci sediamo al fresco, nel bel giardino, sotto a un gigantesco dipinto dell'artista Gelmi che ritrae la città di Trento con le sue personalità, un'opera che pochi trentini conoscono e che merita sicuramente una capatina.


Il risotto al vino Teroldego, una squisitezza (foto Agh)
 
Il Ristorante Chiesa è nato nel 1974 da tre generazioni di ristoratori trentini
Il ristorante Chiesa è celebre per aver inventato il "Mela party", un menù composto esclusivamente a base di mele del Trentino. La cucina si ispira ai sapori di stagione, abbinando prodotti di terra e di mare, non tralasciando però le tradizioni regionali. Incontriamo per puro caso, con stupore, due ex colleghi di lavoro ai tempi di Tva Televisione delle Alpi, Giancarlo e Daniela, che non vedevamo da oltre un decennio perché emigrati a Los Angeles. Scopriamo che ora sono qui in vacanza, a fare gli "ammerecani". Rievochiamo volentieri i tempi passati, insieme a qualche immancabile pettegolezzo. Nonostante la scaletta di oggi sia piuttosto frenetica, ahimè, riusciamo comunque a gustare qualche eccellente piatto, tra i quali vi consigliamo l'ottimo risotto al Teroldego di cui il cuoco Giuseppe Bruno ci dà la ricetta. Ristorante Chiesa, via S. Marco, tel. 0461/238766, fax. 0461/986169.


Visitatori al Giardino Botanico sul sentiero attrezzato
(foto Agh)
 
Le tabelle informative lungo il sentiero naturalistico
 
Monte Bondone

Nel primo pomeriggio saliamo sul Monte Bondone per una visita al bellissimo Giardino Botanico Alpino, sezione del Museo Tridentino di Scienze Naturali, dove incontriamo Attilio Coser, giardiniere, e Antonia Caola del Museo, che ci illustrano le attività del centro. Al Giardino Botanico Alpino possono essere ammirate oltre duemila specie di piante montane provenienti dai cinque continenti, raggruppate per ripartizione fitogeografica secondo grandi areali di origine. Così nel complesso euroasiatico sono raccolte specie dei Pirenei, delle Alpi, dell'Appennino, dei Balcani, dei Carpazi, del Caucaso ed entità comuni ai due continenti: di particolare interesse il settore delle piante endemiche. La roccera della flora himalayana raggruppa specie dei generi Meconopsis, Incarvillea, Potentilla, Androsace, Leontopodium, Veronica e la brevidiurna Gentiana farreri la cui fioritura segna l'arrivo dell'autunno.

     
Soldanella alpina   Meconopsis cambrica
  Potentilla nepalensis Hook.  

La roccera della flora americana raggruppa specie dei generi Phlox, Penstemon, Liatris, Arnica, Eriophyllum, Silphium, Lewisia e molte altre. Un sentiero naturalistico porta il visitatore ad conoscere meglio alcuni ambienti tipici del Monte Bondone, quali praterie a Nardo in fase evolutiva, rimboschimenti ad abete rosso, boschetti a latifoglie, ambienti umidi.Annesso all'Osservatorio climatologico, il Centro informativo offre al visitatore una completa visione della vegetazione alpina.

Una consistente serie di tabelloni a diagrammi, schizzi, fotocolor e didascalie trilingui, affronta in modo esauriente ogni aspetto degli ambienti che rendono così vario e complesso il manto vegetazionale sulla catena delle Alpi. La fondazione del Giardino Botanico Alpino alle Viote di Monte Bondone risale al 1938 e la realizzazione fu compiuta ad opera dell'allora Museo di Storia Naturale della Venezia Tridentina in collaborazione con la SAT (Società degli Alpinisti Tridentini) tuttora proprietaria di parte del terreno.
Giardino Botanico Alpino Tel. 0461-948050.



Escursione verso le Tre Cime del Bondone. Da sinistra Cima Verde, Doss D'Abramo, Cornetto
 
Intervista a Carlo Segata del Centro Fondo alle Viote, che in estate diventa un punto d'appoggio soprattutto per escursionisti e bikers... (foto Agh)
 
Centro del Fondo alle Viote

A meno di un chilometro c'è la magnifica piana delle Viote, dove incontriamo Carlo Segata del Centro del Fondo. "Il Monte Bondone d'estate è la meta ideale per il turista, lo sportivo, l'amante della montagna, la famiglia in cerca di svago e relax" dice Segata entusiasta. Il Bondone offre infatti sentieri attrezzati per tutti i livelli di escursionismo, sia con itinerari brevi per una passeggiata di qualche ora o quelli più impegnativi per una gita di un'intera giornata.


L'istruttore di mountain bike Pierpaolo Consolati con un giovane allievo
(foto Agh)
 
Una fitta rete di strade forestali sono l'ideale per bellissime escursioni in mountain bike. Le bibiclette possono essere noleggiate al Centro del Fondo, a ore o per tutto il giorno. Ci sono anche dei comodi locali con docce e spogliatoi, e armadietti a chiave per lasciare i propri effetti personali
 
Si possono praticare altre attività sportive come l'equitazione, le escursioni in mountain bike, tennis, pattinaggio, arrampicata e parapendio. Dalla conca delle Viote si può partire per una escursione nella Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime, che prende il nome dalle vette (Cima Verde, Dos d'Abramo, Cornetto) che fanno da corona alla conca, tutte e tre raggiungibili attraverso bellissimi sentieri panoramici. La salita a piedi sul Palon (2.090 m) consente di godere di un suggestivo panorama che abbraccia a 360° la città di Trento, la Valle dell'Adige, la Paganella, le Dolomiti di Brenta, i ghiacciai dell'Adamello, il Lago di Garda. Dai prati del Bondone provengono le erbe che vengono utilizzate per i cosiddetti "bagni di fieno", una pratica terapeutica alla quale le popolazioni locali ricorrevano già nel secolo scorso per combattere i disturbi derivanti dalle forme croniche di artrosi: a Vigolo Baselga ed a Garniga Terme (dove esiste un attrezzato stabilimento balneare) ci si può tutt'oggi sottoporre a questa particolare terapia. Dopo una bella birra fresca salutiamo Segata per una visita al vicino Centro di Ecologia Alpina (Viote Monte Bondone).


Il centro di Ecologia Alpina alle Viote sul Monte Bondone


Le principali linee di ricerca del Centro riguardano la biodiversità, l'ecopatologia, gli ecosistemi forestali, il suolo, l'etologia e le interazioni interspecifiche, il monitoraggio ecologico e i bioindicatori, lo sviluppo sostenibile, la tutela di specie e habitat.
 
Centro di Ecologia Alpina

Siamo attesi dalla dott.ssa Anna Paola Rizzoli, medico veterinario che ci spiega l'attività del centro: ha iniziato la sua attività a partire dal 1 marzo 1993 con i seguenti compiti istituzionali: promuovere, coordinare e realizzare progetti di ricerca a livello transfrontaliero e locale sull'ambiente alpino, sulle componenti ecologiche dei suoi ecosistemi, sugli spazi vitali e sulle specie vulnerabili, rare o in via di estinzione, attraverso lo sviluppo di specifici progetti e linee di ricerca da realizzarsi con la collaborazione di altri istituti scientifici, enti, associazioni ambientalistiche e con le comunità di lavoro delle regioni alpine. Le motivazioni culturali e scientifiche che hanno portato all'istituzione del Centro possono essere fatte risalire alla consapevolezza della necessità di creare un equilibrio tra lo sviluppo economico e la conservazione degli ambienti montani.

La sede è negli edifici costruiti all'inizio del secolo dall'esercito austroungarico come piazzaforte militare, ristrutturati dalla Provincia Autonoma di Trento e diventati monumenti provinciali dal maggio 1999 per il loro pregio storico, architettonico e ambientale. II territorio che lo circonda alterna prati, foreste, pascoli e vette, in gran parte sotto la gestione del Servizio Parchi e foreste demaniali della Provincia di Trento. Una riserva integrale e una torbiera (biotopo protetto) evidenziano il valore ambientale dell'area. La struttura ha carattere residenziale, con possibilità di ospitare gruppi di lavoro anche per lunghi periodi; comprende laboratori, due sale per convegni, biblioteca, segreteria, 36 camere, sala ristorante e bar. Centro di Ecologia Alpina, e-mail: info@cealp.it


Malga Brigolina sul Monte Bondone
 
Lavorazione del formaggio
 
Malga Brigolina

La nostra intensa giornata sta volgendo al termine: prima però è doverosa una visita alla Malga Brigolina. L'Apt propone la manifestazione Andar per Malghe, dedicata ai prodotti d’alpeggio: patrimonio da valorizzare e simbolo delle tradizioni dell’ambiente alpino. In luglio e in agosto è così possibile visitare malghe che "casèrano", cioè che producono artigianalmente latte, burro e formaggi, assistere ai cicli di lavorazione, degustarne le specialità e brindare con vini locali su musiche in tema eseguite da cori alpini, ensemble di ottoni e fisarmoniche, suonatori di campane da mucca.


Le molte varietà di gusti del miele prodotto dall'azienda Peterlana & Zambotti rende ogni assaggio un’esperienza sensoriale che risveglia i nostri palati assopiti (foto Agh)
 
Le api

Poco distante dalla malga incontriamo due apicoltori della Apicoltura Peterlana & Zambotti. "Sapevate che per produrre un chilogrammo di miele servono oltre un milione di fiori visitati dalle api? E che esse percorrono in totale una distanza corrispondente a 6 volte il giro della terra? Un’ape visita in un solo viaggio, a seconda della specie, da trenta fiori fino ad oltre un centinaio". Noi non lo sapevamo. Cristiano Zambotti e Stefano Peterlana si divertono a stupirci con le loro api, addirittura "una passione che è come una droga" (testuali parole!). La loro storia è davvero curiosa. La loro amicizia cominciò molti anni fa con lo scambio di…uno sciame d’api! Da quel momento le vite di questi due giovani si sono sempre più avvicinate per l’interesse crescente che li accomunava: le api e il loro meraviglioso mondo. Così per oltre 10 anni si sono sbizzarriti a giocare, osservare e lavorare con questi insetti scoprendo il delicato equilibrio fra l’ape e il suo ambiente.


Stefano Peterlana con il tipico "affumicatoio" per stordire le api (foto Agh)
 
Il gazebo con ampie vtrate permette ai visitatori di osservare da vicino tutte le operazioni dell'apicoltore in piena sicurezza
 
Il loro sogno era di potersi dedicare sempre a quella passione così forte.Finalmente nel 1997 Stefano e Cristiano si sono buttati nella loro avventura più grande: fare gli apicoltori a tempo pieno. Sono passati ben 15 anni da quel giorno che videro lo sciame appeso ad un ramo di nocciolo. Da quel singolo sciame di allora oggi Stefano e Cristiano dispongono di oltre 400 alveari e con essi hanno fatto un bel po’ di esperienza. Non lo considerano un lavoro ma, ancora, una grande passione nonostante sia un impegno pesante. Per questo si può visitare l’azienda e meravigliarsi alla vista di questi piccoli insetti. La quantità d’acqua presente nel nettare può arrivare ad oltre il settanta percento, mentre il miele né contiene solamente al massimo il quindici. Servono oltre 5 kg di nettare per ottenere 1 kg di miele.


Nella sede dell'azienda a Sopramonte
 
Il miele di montgna prodotto da Peterlana e Zambotti
 
L'azienda ha sede a Sopramonte sulle pendici del Monte Bondone vicino Trento. Pratica l’apicoltura nomade e stanziale. Cosa significa? L’apicoltura nomade nacque con gli antichi egizi: quando finiva una fioritura gli apicoltori d’allora staccavano gli ormeggi delle barche dove avevano le loro api e navigavano lungo il Nilo alla ricerca di nuove fioriture e di nuovi raccolti. Oggi le cose sono cambiate ben poco, al posto della barca c’è un camioncino mentre il resto è uguale ad allora. Durante la bella stagione parte degli alveari è portata in montagna alla ‘Baita delle Api’, presso il pascolo della Malga Brigolina, un incantevole ambiente in mezzo a boschi e incorniciato da bellissimi monti. Qui le api trovano tutto lo spazio che necessitano per raccogliere il nettare.


Sprezzo del pericolo: Luciano maneggia un telaio brulicante di api
 
E’ qui che si possono vedere i nostri apicoltori all’opera. Completamente al sicuro i visitatori rimangono incantati nel vedere, sotto i propri occhi, come si apre l’alveare, come le api tranquillamente svolgono i loro innumerevoli compiti. Cristiano e Stefano in questo modo condividono la loro esperienza, spiegando e mostrando tutto il possibile sulle loro amiche api! Apicoltura Peterlana & Zambotti, e-mail: PeterlanaZambotti@TrentinoShop.com. Confessiamo di essere rimasti affascinati dal lavoro dei due apicoltori anche se, all'inizio, eravamo molto timorosi ad avvicinarci agli alveari. Poi, rincuorati dalla assoluta calma dei nostri amici ci siamo avvicinati e Luciano, con grande sprezzo del pericolo, ha perfino preso in mano un telaio brulicante di api! Non ce la siamo sentita però di entrare nel gazebo ronzante di api con telecamera e treppiede: abbiamo preso la piccola Sony digitale e l'abbiamo ficcata in mano a Cristiano Zambotti con un "Vai! È tutto automatico".


Alessandro Ghezzer
ghezzer@iquebec.com

APT TRENTO, MONTE BONDONE, VALLE DEI LAGHI
38100 Trento (Italy)
via Manci 2
tel. 0461 / 216000
www.apt.trento.it

Museo del Castello del Buonconsiglio
Museo Storico
Museo degli Usi e Costumi della gente trentina
Museo Tridentino di Scienze Naturali
Giardino Botanico (sez. Museo Tridentino di Scienze Naturali)
Museo Diocesano Trentino

Musei del Trentino
Trentinocultura
Apicoltura Peterlana & Zambotti

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