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| Giovani bikers sul Monte Bondone
col loro istruttore Pierpaolo Consolati (foto Agh) |
Siamo oggi a Trento
città
capoluogo del Trentino, luogo di incontro fra la cultura italiana e
quella mitteleuropea.Città
romana e Città
del Concilio (1545 - 1563), Trento conserva nei suoi prestigiosi monumenti
tutto il patrimonio d'arte e di storia scritto nei secoli dall'incontro
fra le due culture, italiana e nordica, che tuttora si distinguono nella
varietà degli stili architettonici.

Piazza Duomo giardino fiorito (foto Agh) |
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Uno dei tanti animali ricostruiti per la gioia dei bambini: un orso
di foglie e arbusti |
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Città giardino
Abbiamo appuntamento in Piazza del Duomo con la direttrice
dell'Apt di Trento
e del Monte Bondone
Giovanna Collauto. La piazza in questo periodo, come molte vie del centro,
è "invasa" dai fiori e dalle piante della interessante
manifestazione Città giardino.
Grazie alla partecipazione delle giardinerie comunali di varie città
italiane ed estere, il centro storico di Trento si è trasformato
in un grande e bellissimo giardino. Questanno il tema è il
gioco e la fiaba. Il gioco è riscoperto sulle strade e sulle piazze
animate da bambini e adolescenti. La fiaba è interpretata con i fiori
e le piante in aiuole, che le città italiane ed estere di Adria,
Arco, Berlino, Gradisca, Innsbruck, Lignano Sabbiadoro, Kempten, Klagenfurt,
Merano, Napoli, Padova, Praga, Riva del Garda, Rovereto, San Sebastian e
ovviamente Trento, hanno contribuito a realizzare coi migliori giardinieri.

Giochi per bambini in Piazza del Duomo: i temi sono le fiabe e le
leggende
(foto Agh) |
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Luciano Da Canal Intervista la dott.ssa Giovanna Collauto direttore
dell'Apt Trento-Monte Bondone (foto Agh |
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Nelle piazze e nelle vie riecheggiano le leggende giocose
del passato e dei giochi dimenticati. Assieme alle città italiane
ed estere, aziende di costruzione dattrezzature di gioco per i giardini
propongono in un contesto floreale le loro migliori produzioni. In piazza
Garzetti e in piazza Duomo sono organizzati momenti danimazione con
giochi tradizionali e di fantasia. Ogni sera inoltre ci sono cene tematiche
ed assaggi gastronomici presso alcuni ristoranti e trattorie del centro
storico, dove possono essere gustati piatti preparati a base di fiori ed
erbe spontanee o di stagione, abbinati a vini trentini.

Balcone per il concorso floreale "Centro
storico fiorito" |
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Alessandro Ghezzer impegnato nelle riprese
in Piazza del Duomo a Trento
(foto A. Tombini) |
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Sempre in questo periodo è indetto anche il concorso
floreale Centro Storico Fiorito
per il più bel balcone/davanzale e la più bella vetrina. Lo
scopo è quello di coinvolgere anche residenti e operatori economici
del centro storico in questa festa di giochi tra fiori e piante. In collaborazione
con il Comune di
Trento sono allestite alcune mostre che approfondiscono i temi legati
al mondo dei Bonsai, dei giardini e dei parchi privati del Trentino. Ci
spostiamo quindi nel vicino Castello del Buonconsiglio dove è allestita
la bellissima mostra di un grande pittore trentino forse poco conosciuto
persino ai trentini stessi: Giovanni Battista Lampi.

Un ritrattista nell'Europa delle Corti: Giovanni
Battista Lampi 1751-1839 |
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L'esposizione dedicata al grande pittore
trentino è promossa dal Museo del Castello del Buonconsiglio |
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Giovanni Battista Lampi
Nato a Romeno in Trentino nel 1751, divenne nell'arco
di un trentennio uno dei più rinomati ritrattisti del suo tempo,
richiesto e conteso dalle più importanti corti dell'Europa centrale
e orientale. Dopo gli esordi al servizio dell'aristocrazia trentina, il
pittore si trasferisce a Vienna, dove ritrae i membri della famiglia imperiale
e dove è chiamato ad insegnare all'Accademia di Arti Figurative.
Testimone di un passaggio epocale, quello dall'Ancien Régime alla
Restaurazione attraverso la bufera napoleonica, la ritrattistica di Lampi
si snoda tra la cultura figurativa tardobarocca e il neoclassicismo, giungendo
alle soglie del Biedermeier.
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| Uno dei saloni del Castello con i
dipinti di Lampi (foto Agh) |
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La mostra si svolge dal 23 luglio
al 30 settembre 2001
(foto Agh) |
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La mostra organizzata dal Castello del Buonconsiglio
in occasione del ducentocinquantesimo anniversario della nascita presenta
un'eccezionale selezione di opere, spesso sconosciute o difficilmente visibili,
provenienti dai maggiori musei austriaci, polacchi, russi e tedeschi, oltre
che da prestigiose collezioni come quella dei principi di Liechtenstein.
Anche la nativa Valle di Non, nel corso dell'estate 2001, dedicherà
all'artista un'esposizione a Palazzo Martini di Sarnonico e un itinerario
nelle chiese dove si conservano alcune sue pregevoli opere.

Il castello del Buonconsiglio a Trento |
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Il tema del ritratto sarà inoltre sviluppato in un'iniziativa espositiva
organizzata dal Museo Civico di Riva del Garda.
La Mostra di G.B. Lampi a Trento si svolge dal 23/6/2001 al 30/9/2001, orario
10.00-18.00. Chiuso il lunedì.
Per informazioni: Castello
del Buonconsiglio via B. Clesio, 5 - 38100 - TRENTO (TN) Telefono: 0461/233770,
Fax: 0461/239497. E-mail:castellodelbuonconsiglio@provincia.tn.it
Associazione
Lampi. Dal Castello del Buonconsiglio ci spostiamo nella vicina Piazza
Cesare Battisti, dove visitiamo gli scavi archeologici sotto al Teatro Sociale,
con strade e mura di epoca romana.
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| Tratti di strada romana
venuti alla luce nel sottousolo durante gli scavi di ristrutturazione
del Teatro Sociale (foto Andrea Tombini) |
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Tridentum, la città
sotterranea
Nel sottosuolo del centro storico cittadino esiste
una Trento sino ad oggi sconosciuta. È la Tridentum
romana, sepolta dalla città medievale
e moderna. Ipotizzata da diversi eruditi e storici fin dal XVI secolo, per
primo ne ricercò e individuò con sicurezza il perimetro Francesco
Ranzi, nobile figura di imprenditore, uomo impegnato nel sociale e appassionato
di storia cittadina, che riportò lesito delle sue indagini
nel volumetto Pianta antica della città di Trento. Osservazioni
e memorie edito nel 1869. Ritrovamenti fortuiti nel corso di questo
secolo portarono a diverse scoperte tra cui quelle della porta urbica meridionale,
Porta Veronensis (sotto Palazzo Pretorio, in piazza Duomo) e di una domus
fuori le mura (in Via Rosmini). Solo oggi però, dopo un ventennio
fervido di scavi e ricerche, a cura dellUfficio Beni Archeologici
della Provincia Autonoma di Trento, è possibile avere un quadro ampio
ed organico della città romana. Interessante l'intervista
con Gianni Ciurletti, direttore dell'Ufficio Beni archeologici, che
ci dà un quadro generale di quanto si è scoperto fino ad oggi.

I preziosi mosaici (foto Agh) |
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Case arricchite di mosaici, affreschi, arredi, servizi
da mensa in ceramica e vetro, strade, infrastrutture pubbliche, mura urbiche
con porte e torri, lanfiteatro... seppur frammentariamente, stanno
emergendo dalloblio del sottosuolo in cui oltre 1500 anni di vicende
cittadine lavevano totalmente confinata. "Tridentum, splendidum
municipium", come lebbe a magnificare limperatore Claudio
nellanno 46 d.C., oggi non è più un nome condannato
ad un modesto ruolo nelle pagine dei testi di storia, ma sta riacquistando
fisionomia e vita, pronta ad essere riscoperta e vissuta dai Trentini e
dagli ospiti della città. La Provincia
Autonoma ed il Comune
di Trento in considerazione dellimportanza culturale di questo
avvenimento, hanno avviato il Progetto Tridentum: la "città
sotterranea che, nelle intenzioni delle due amministrazioni, dovrebbe
costituire uno dei momenti forti dellofferta culturale e turistica
della città.

A pranzo con Andrea, Giancarlo e Daniela
(foto Agh) |
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Una delle sale interne del Ristorante Chiesa
a Trento in via S. Marco |
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A tavola, Ristorante Chiesa
Dopo la visita alla
"Tridentum" sotterranea" siamo ospiti del rinomato Ristorante
Chiesa, nato nel 1974, da tre generazioni simbolo
della ristorazione trentina. È situato nel settecentesco Palazzo
Wolkenstein, nei pressi del Castello del Buonconsiglio: noi ci sediamo al
fresco, nel bel giardino, sotto a un gigantesco dipinto dell'artista Gelmi
che ritrae la città di Trento con le sue personalità, un'opera
che pochi trentini conoscono e che merita sicuramente una capatina.

Il risotto al vino Teroldego, una squisitezza
(foto Agh) |
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Il Ristorante Chiesa è nato nel 1974
da tre generazioni di ristoratori trentini |
Il ristorante Chiesa è celebre per aver inventato
il "Mela party", un menù composto esclusivamente a base
di mele del Trentino. La cucina si ispira ai sapori di stagione, abbinando
prodotti di terra e di mare, non tralasciando però le tradizioni
regionali. Incontriamo per puro caso, con stupore, due ex colleghi di lavoro
ai tempi di Tva Televisione delle Alpi, Giancarlo e Daniela, che non vedevamo
da oltre un decennio perché emigrati a Los Angeles. Scopriamo che
ora sono qui in vacanza, a fare gli "ammerecani". Rievochiamo
volentieri i tempi passati, insieme a qualche immancabile pettegolezzo.
Nonostante la scaletta di oggi sia piuttosto frenetica, ahimè, riusciamo
comunque a gustare qualche eccellente piatto, tra i quali vi consigliamo
l'ottimo risotto al Teroldego di cui il cuoco Giuseppe Bruno ci dà
la ricetta. Ristorante
Chiesa, via S. Marco, tel. 0461/238766, fax. 0461/986169.

Visitatori al Giardino Botanico sul sentiero
attrezzato
(foto Agh) |
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Le tabelle informative lungo il sentiero
naturalistico |
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Monte Bondone
Nel
primo pomeriggio saliamo sul Monte Bondone per una visita al bellissimo
Giardino Botanico Alpino,
sezione del
Museo Tridentino di Scienze Naturali, dove incontriamo Attilio Coser,
giardiniere, e Antonia Caola del Museo, che ci illustrano le attività
del centro. Al Giardino Botanico Alpino possono essere ammirate oltre duemila
specie di piante montane provenienti dai cinque continenti, raggruppate
per ripartizione fitogeografica secondo grandi areali di origine.
Così nel complesso euroasiatico sono raccolte
specie dei Pirenei, delle Alpi, dell'Appennino, dei Balcani, dei Carpazi,
del Caucaso ed entità comuni ai due continenti: di particolare interesse
il settore delle piante endemiche. La roccera della flora himalayana raggruppa
specie dei generi Meconopsis, Incarvillea, Potentilla, Androsace, Leontopodium,
Veronica e la brevidiurna Gentiana farreri la cui fioritura segna l'arrivo
dell'autunno.
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| Soldanella alpina |
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Meconopsis cambrica |
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Potentilla nepalensis Hook. |
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La roccera della flora americana raggruppa specie dei
generi Phlox, Penstemon, Liatris, Arnica, Eriophyllum, Silphium, Lewisia
e molte altre. Un sentiero naturalistico porta il visitatore ad conoscere
meglio alcuni ambienti tipici del Monte Bondone, quali praterie a Nardo
in fase evolutiva, rimboschimenti ad abete rosso, boschetti a latifoglie,
ambienti umidi.Annesso all'Osservatorio climatologico, il Centro informativo
offre al visitatore una completa visione della vegetazione alpina.
Una consistente serie di tabelloni a diagrammi, schizzi, fotocolor e didascalie
trilingui, affronta in modo esauriente ogni aspetto degli ambienti che rendono
così vario e complesso il manto vegetazionale sulla catena delle
Alpi. La fondazione del Giardino Botanico Alpino alle Viote di Monte Bondone
risale al 1938 e la realizzazione fu compiuta ad opera dell'allora Museo
di Storia Naturale della Venezia Tridentina in collaborazione con la SAT
(Società degli Alpinisti Tridentini) tuttora proprietaria di parte
del terreno.
Giardino Botanico
Alpino Tel. 0461-948050.

Escursione verso le Tre Cime del Bondone.
Da sinistra Cima Verde, Doss D'Abramo, Cornetto |
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Intervista a Carlo Segata del Centro Fondo
alle Viote, che in estate diventa un punto d'appoggio soprattutto
per escursionisti e bikers... (foto Agh) |
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Centro del Fondo alle Viote
A meno di un chilometro c'è la magnifica piana
delle Viote, dove incontriamo Carlo Segata del Centro
del Fondo. "Il Monte Bondone d'estate è
la meta ideale per il turista, lo sportivo, l'amante della montagna, la
famiglia in cerca di svago e relax" dice Segata entusiasta. Il Bondone
offre infatti sentieri attrezzati per tutti i livelli di escursionismo,
sia con itinerari brevi per una passeggiata di qualche ora o quelli più
impegnativi per una gita di un'intera giornata.

L'istruttore di mountain bike Pierpaolo
Consolati con un giovane allievo
(foto Agh) |
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Una fitta rete di strade forestali sono l'ideale
per bellissime escursioni in mountain bike. Le bibiclette possono
essere noleggiate al Centro del Fondo, a ore o per tutto il giorno.
Ci sono anche dei comodi locali con docce e spogliatoi, e armadietti
a chiave per lasciare i propri effetti personali |
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Si possono praticare altre attività sportive
come l'equitazione, le escursioni in mountain bike, tennis, pattinaggio,
arrampicata e parapendio. Dalla conca delle Viote si può partire
per una escursione nella Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime, che
prende il nome dalle vette (Cima Verde, Dos d'Abramo, Cornetto) che fanno
da corona alla conca, tutte e tre raggiungibili attraverso bellissimi sentieri
panoramici. La salita a piedi sul Palon (2.090 m) consente di godere di
un suggestivo panorama che abbraccia a 360° la città di Trento,
la Valle dell'Adige, la Paganella, le Dolomiti di Brenta, i ghiacciai dell'Adamello,
il Lago di Garda. Dai prati del Bondone provengono le erbe che vengono utilizzate
per i cosiddetti "bagni di fieno", una pratica terapeutica alla
quale le popolazioni locali ricorrevano già nel secolo scorso per
combattere i disturbi derivanti dalle forme croniche di artrosi: a Vigolo
Baselga ed a Garniga Terme (dove esiste un attrezzato stabilimento balneare)
ci si può tutt'oggi sottoporre a questa particolare terapia. Dopo
una bella birra fresca salutiamo Segata per una visita al vicino Centro
di Ecologia Alpina (Viote Monte Bondone).

Il centro di Ecologia Alpina alle Viote sul
Monte Bondone |
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Le principali linee di ricerca del Centro
riguardano la biodiversità, l'ecopatologia, gli ecosistemi
forestali, il suolo, l'etologia e le interazioni interspecifiche,
il monitoraggio ecologico e i bioindicatori, lo sviluppo sostenibile,
la tutela di specie e habitat. |
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Centro di Ecologia Alpina
Siamo attesi dalla dott.ssa Anna Paola Rizzoli,
medico veterinario che ci spiega l'attività del centro: ha iniziato
la sua attività a partire dal 1 marzo 1993 con i seguenti compiti
istituzionali: promuovere, coordinare e realizzare progetti di ricerca a
livello transfrontaliero e locale sull'ambiente alpino, sulle componenti
ecologiche dei suoi ecosistemi, sugli spazi vitali e sulle specie vulnerabili,
rare o in via di estinzione, attraverso lo sviluppo di specifici progetti
e linee di ricerca da realizzarsi con la collaborazione di altri istituti
scientifici, enti, associazioni ambientalistiche e con le comunità
di lavoro delle regioni alpine. Le motivazioni culturali e scientifiche
che hanno portato all'istituzione del Centro possono essere fatte risalire
alla consapevolezza della necessità di creare un equilibrio tra lo
sviluppo economico e la conservazione degli ambienti montani.
La sede è negli edifici costruiti all'inizio del secolo dall'esercito
austroungarico come piazzaforte militare, ristrutturati dalla Provincia
Autonoma di Trento e diventati monumenti provinciali dal maggio 1999 per
il loro pregio storico, architettonico e ambientale. II territorio che lo
circonda alterna prati, foreste, pascoli e vette, in gran parte sotto la
gestione del Servizio Parchi e foreste demaniali della Provincia di Trento.
Una riserva integrale e una torbiera (biotopo protetto) evidenziano il valore
ambientale dell'area. La struttura ha carattere residenziale, con possibilità
di ospitare gruppi di lavoro anche per lunghi periodi; comprende laboratori,
due sale per convegni, biblioteca, segreteria, 36 camere, sala ristorante
e bar. Centro
di Ecologia Alpina, e-mail: info@cealp.it

Malga Brigolina sul Monte Bondone |
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Lavorazione del formaggio |
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Malga Brigolina
La nostra intensa giornata sta volgendo al termine:
prima però è doverosa una visita alla Malga Brigolina. L'Apt
propone la manifestazione Andar
per Malghe, dedicata ai prodotti dalpeggio: patrimonio da valorizzare
e simbolo delle tradizioni dellambiente alpino. In luglio e in agosto
è così possibile visitare malghe che "casèrano",
cioè che producono artigianalmente latte, burro e formaggi, assistere
ai cicli di lavorazione, degustarne le specialità e brindare con
vini locali su musiche in tema eseguite da cori alpini, ensemble di ottoni
e fisarmoniche, suonatori di campane da mucca.

Le molte varietà di gusti del miele
prodotto dall'azienda Peterlana & Zambotti rende ogni assaggio
unesperienza sensoriale che risveglia i nostri palati assopiti
(foto Agh) |
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Le api
Poco distante dalla malga incontriamo due apicoltori
della Apicoltura Peterlana & Zambotti.
"Sapevate che per produrre un chilogrammo di miele
servono oltre un milione di fiori visitati dalle api? E che esse percorrono
in totale una distanza corrispondente a 6 volte il giro della terra? Unape
visita in un solo viaggio, a seconda della specie, da trenta fiori fino
ad oltre un centinaio". Noi non lo sapevamo. Cristiano Zambotti e Stefano
Peterlana si divertono a stupirci con le loro api, addirittura "una
passione che è come una droga" (testuali parole!). La loro storia
è davvero curiosa. La loro amicizia cominciò molti anni fa
con lo scambio di
uno sciame dapi! Da quel momento le vite di
questi due giovani si sono sempre più avvicinate per linteresse
crescente che li accomunava: le api e il loro meraviglioso mondo. Così
per oltre 10 anni si sono sbizzarriti a giocare, osservare e lavorare con
questi insetti scoprendo il delicato equilibrio fra lape e il suo
ambiente.

Stefano Peterlana con il tipico "affumicatoio"
per stordire le api (foto Agh) |
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Il gazebo con ampie vtrate permette
ai visitatori di osservare da vicino tutte le operazioni dell'apicoltore
in piena sicurezza |
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Il loro sogno era di potersi dedicare sempre a quella
passione così forte.Finalmente nel 1997 Stefano e Cristiano si sono
buttati nella loro avventura più grande: fare gli apicoltori a tempo
pieno. Sono passati ben 15 anni da quel giorno che videro lo sciame appeso
ad un ramo di nocciolo. Da quel singolo sciame di allora oggi Stefano e
Cristiano dispongono di oltre 400 alveari e con essi hanno fatto un bel
po di esperienza. Non lo considerano un lavoro ma, ancora, una grande
passione nonostante sia un impegno pesante. Per questo si può visitare
lazienda e meravigliarsi alla vista di questi piccoli insetti. La
quantità dacqua presente nel nettare può arrivare ad
oltre il settanta percento, mentre il miele né contiene solamente
al massimo il quindici. Servono oltre 5 kg di nettare per ottenere 1 kg
di miele.

Nella sede dell'azienda a Sopramonte |
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Il miele di montgna prodotto da Peterlana e Zambotti |
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L'azienda ha sede a Sopramonte sulle pendici del Monte
Bondone vicino Trento. Pratica lapicoltura nomade e stanziale. Cosa
significa? Lapicoltura nomade nacque con gli antichi egizi: quando
finiva una fioritura gli apicoltori dallora staccavano gli ormeggi
delle barche dove avevano le loro api e navigavano lungo il Nilo alla ricerca
di nuove fioriture e di nuovi raccolti. Oggi le cose sono cambiate ben poco,
al posto della barca cè un camioncino mentre il resto è
uguale ad allora. Durante la bella stagione parte degli alveari è
portata in montagna alla Baita delle Api, presso il pascolo
della Malga Brigolina, un incantevole ambiente in mezzo a boschi e incorniciato
da bellissimi monti. Qui le api trovano tutto lo spazio che necessitano
per raccogliere il nettare.

Sprezzo del pericolo: Luciano maneggia un telaio brulicante di api
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E qui che si possono vedere i nostri apicoltori
allopera. Completamente al sicuro i visitatori rimangono incantati
nel vedere, sotto i propri occhi, come si apre lalveare, come le api
tranquillamente svolgono i loro innumerevoli compiti. Cristiano e Stefano
in questo modo condividono la loro esperienza, spiegando e mostrando tutto
il possibile sulle loro amiche api! Apicoltura
Peterlana & Zambotti, e-mail: PeterlanaZambotti@TrentinoShop.com.
Confessiamo di essere rimasti affascinati dal lavoro dei due apicoltori
anche se, all'inizio, eravamo molto timorosi ad avvicinarci agli alveari.
Poi, rincuorati dalla assoluta calma dei nostri amici ci siamo avvicinati
e Luciano, con grande sprezzo del pericolo, ha perfino preso in mano un
telaio brulicante di api! Non ce la siamo sentita però di entrare
nel gazebo ronzante di api con telecamera e treppiede: abbiamo preso la
piccola Sony digitale e l'abbiamo ficcata in mano a Cristiano Zambotti con
un "Vai! È tutto automatico".
Alessandro Ghezzer
ghezzer@iquebec.com

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