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I meravigliosi prodotti biologici della Valle
di Gresta (foto Agh)
Girovagando riprende il ciclo autunnale facendo tappa in Valle
di Gresta, conosciuta anche come la Valle
degli Orti per le coltivazioni di ortaggi biologici.
Qui si svolge tutti gli anni una interessante Mostra
Mercato, con varie manifestazioni, fino al 28
ottobre, per conoscere e degustare i prodotti della valle. Qui
potete vedere il programma completo. La
bio-agricoltura sta suscitando parecchio interesse nei consumatori, specie
dopo le tristi vicende europee di mucca pazza et similia. Fino a ieri
i prodotti biologici avevano due gravi "difetti" all'occhio
del consumatore: erano brutti e costavano cari. Ma oggi si fa finalmente
strada una maggiore consapevolezza riguardo all'alimentazione, e il consumatore
cerca ora quella qualità degli alimenti che non sempre può
essere garantita dalla produzione su vasta scala tipica dell'alimentazione
industriale.

Il sindaco di Ronzo Chienis Alberto Cappelletti ci dà il benvenuto
(foto Agh) |
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Sai cosa mangi?
Naturalmente le grandi industrie alimentari cercano di creare un prodotto,
magari mediocre, che possa essere venduto in tutta Europa o addirittura
in tutto il mondo. La lavorazione standardizzata contiene i costi e massimizza
il profitto, però tutto questo va a scapito della qualità
che viene inevitabilmente "livellata" verso il basso. La conseguenza,
nefasta, è che i prodotti artigianali scompaiono poco a poco, anche
per effetto di norme europee che impongono modalità di produzione
insostenibili per chi non abbia una struttura industriale. La grande ricchezza
di cibi e sapori delle tradizioni gastronomiche locali si impoverisce
così progressivamente. Il prodotto alimentare industriale si impone
per il basso costo e la distribuzione capillare. Per esempio McDonald
può vendere i suoi hamburger, con lo stesso identico gusto, in
Cina come in Australia.
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Di fronte a questa omologazione del gusto è necessario
un cambio di mentalità del consumatore perché il "biologico"
possa trovare una sua nicchia di mercato per sopravvivere: non più
la bella mela quindi che però sa di poco, ma il frutto magari meno
perfetto ma più saporito, perché coltivato meglio, con piante
di migliore qualità e magari senza pesticidi. Del resto, che qualcosa
non funzioni in questo "sistema globale" è ormai chiaro
a molti: com'è possibile che nei nostri supermercati si trovino
soprattutto pomodori prodotti in Olanda nei Paesi Bassi, e non in Italia?
Pomodori bellissimi da vedere ma senza gusto né profumo. Tutto
questo non ha senso! Come non ha senso che l'Unione Europea imponga norme
assurde che "uccidono" le produzioni artigianali o l'agricoltura
di montagna, mentre, nello stesso tempo, si verificano avvelenamenti di
massa di milioni di persone col morbo BSE (mucca pazza). E' necessario
dunque un ripensamento generale su quella che è la nostra alimentazione,
da cui dipende strettamente la nostra salute. Ma per far questo serve
consapevolezza e soprattutto informazione, perché il consumatore
ha il diritto di sapere cosa mangia.
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Val di Gresta: l'orto biologico
del Trentino
Ci fa molto piacere quindi, dopo questa "tirata", trovare piccole
realtà come la Val di Gresta che, seppur tra non poche difficoltà,
cercano un loro spazio per condurre la loro battaglia per un'alimentazione
migliore, più sana e nello stesso tempo più rispettosa dell'ambiente.
Clima, terreno ed esposizione solare hanno fatto della Val di Gresta il
terreno ideale per la coltivazione degli ortaggi. Esposta totalmente a
meridione, la vallata risente dell'influsso climatico del Lago
di Garda. Forma un triangolo che ha per base la piana di Loppio
(220 metri) e per apice il monte Stivo (2050 metri).

Negli stand a Ronzo Chienis (foto Agh)
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Quattro gradoni
Si presenta con una configurazione a gradoni. Il primo gradone è
Valle S. Felice (580 metri), il secondo
Pannone (760 metri) il terzo Varano
(860) e il quarto è costituito dal sinclinale di Chienis-Ronzo
(1000 metri) e Bordala (1250 metri).
Tutte queste terre sono esposte a sud-ovest e ricevono la migliore insolazione
in ogni stagione. La distanza in linea d'aria dal Lago di Garda varia
da 2 chilometri per San Tomè a 6 chilometri per Ronzo Chienis.
La Val di Gresta è quindi una sorta di isola climatica privilegiata
in cui sono distinguibili almeno tre microclimi: il più basso con
clima temperato caldo, il medio con clima temperato e l'alto con clima
fresco. Altra caratteristica della valle è la luminosità,
favorita dal riflesso bianco azzurro delle rocce.

Il momento clou del pomeriggio: la preparazione della mitica "polenta
carbonera", una bontà da non perdere!
(foto Agh) |
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Cipolle, salsicce, pepe, vari formaggi e una sapiente e laboriosa
lavorazione: una tradizione secolare che dà vita alla portentosa
polenta carbonera
(foto Agh)
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(foto Agh)
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(foto Agh)
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Il clima del Lago di Garda
L'aria è estremamente pura sempre rinnovata dal vento "Ora
del Garda": è balsamica e l'inquinamento è assente.
Da questi dati risulta che la Val di Gresta è soprattutto indicata
per periodi di riposo. La vicinanza, pochi chilometri in linea d'aria
con il Lago di Garda, è importante per l'influenza mitigatrice
che esso esercita sul clima, determinando condizioni ottimali per le coltivazioni
agricole, in prevalenza ortaggi di pieno campo, e la possibilità
di un soggiorno anche prolungato ed ampiamente variato per altitudine
e condizioni ambientali che sono diverse nei 7 nuclei abitati: valle S.
Felice, Manzano, Nomesino, Pannone, Varano, Chienis, Ronzo cui si aggiungono
numerose località di misurato insediamento turistico.
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Da Santa Barbara, a Castil con il Monte
Stivo (m 2059, eccezionale panorama! n.d.r.) e la malga; da Prà
da Lac al passo Bordala al terrazzo naturale e panoramico del Somator.
I muri a secco che interrompono trasversalmente i versanti declivi circostanti
ai vari centri abitati, delimitando i campi coltivati, costruiti a partire
da alcuni secoli fa, sono il segno tangibile di una infaticabile volontà
di colonizzazione da parte della gente impegnata a sottrarre terreno utile
al bosco per fare posto alle coltivazioni. L'orticoltura della Valle di
Gresta era basata fino agli anni '50 sulla coltivazione di patate e cavoli
cappucci. Da questi si ricavavano i crauti che venivano esportati perfino
in Austria quale merce di scambio con il sale delle miniere di salgemma
di Salisburgo.
La carota è stata introdotta nel secondo dopoguerra
e ha trovato terreni e ambiente adatto a varie altitudini della valle.
Il più recente salto di qualità si è però
verificato alla fine degli anni '70 con l'attivazione di un servizio di
consulenza tecnica costantemente presente in valle ed il potenziamento
di una struttura consortile che fa capo al Consorzio
ortofrutticolo Val di Gresta, che si avvale di un magazzino di raccolta,
lavorazione, conservazione e vendita degli ortaggi biologici o da produzione
integrata. Il magazzino ha sede a Ronzo Chienis, e raccoglie ogni anno
dai circa 200 associati 20 mila quintali di ortaggi il 60% dei quali biologici
e per il resto da produzione integrata.
Non solo agricoltura
La Valle di Gresta non è solo zona privilegiata per l'orticoltura
di montagna. E' meta ideale per le famiglie che amano la tranquillità
e la natura; il clima particolarmente mite permette soggiorni in tutte
le stagioni. La valle è al tempo stesso fuori mano ed appartata
per il non eccessivo carico di abitanti e di traffico, ma facilmente raggiungibile,
data la vicinanza all'autostrada, alla ferrovia del Brennero e ai centri
urbani di Trento, Rovereto, Riva ed Arco. I motivi di interesse per soggiornarvi
anche per brevi periodi salutari sono molteplici e tali da soddisfare
le più svariate esigenze, riferite all'età delle persone
e ai diversi momenti stagionali. Piccoli alberghi e appartamenti in case
di abitazione opportunamente ristrutturate, sono punti di riferimento
sicuri a costi accettabili.

i vini pregiati della antica Cantina d'Isera, nata nel 1907: celeberrimo
il suo Marzemino (foto Agh)
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La famosa farina gialla di Storo, con cui si cucina l'altrettanto
famosa "polenta carbonera" (foto Agh) |
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Partendo dai vari nuclei abitati, si possono compiere passeggiate
o più impegnative escursioni che hanno come meta gli oggetti e
gli scenari più disparati. La vegetazione spontanea, erbacea ed
arbustiva, per buona parte di tipo sub-mediterraneo, comprende specie
che non si trovano in altre valli del Trentino meridionale. Sono numerosi
i segni di una storia antica e ricca di eventi e mutamenti: ruderi di
vecchi castelli, tra i quali merita evidenza il castello di Gresta che
ha dato il nome alla valle; chiese di epoca medioevale; villaggi abbandonati
come Corniano, evacuato a causa di ripetute pestilenze e pare anche a
seguito di calamità naturali. Della prima guerra mondiale sono
rimasti i fortilizi e le trincee del monte Biaena e del Creino. Dalla
sommità di quest'ultimo crinale si domina il Lago di Garda.

(foto Agh)
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Gli appassionati di scienze naturali trovano nella parte
alta della valle alcune zone ricche di fossili e appena sopra Pra da Lac
la Giazera o "busi del giaz", tipico ambiente di frana antica
ora ricoperta di bosco, nei cui anfratti e nei cunicoli, spesso molto
profondi, si formano strati di ghiaccio e cumuli di neve visibili anche
in piena estate. Per i giovani che amano l'attività sportiva l'offerta
è pure ricca e variata. In valle si trovano campi di tamburello
e da tennis; palestre di roccia; strade adatte per escursioni a piedi
o in mountain bike; punti di lancio con il deltaplano o il parapendio.
D'inverno si può fare sci da fondo su alcune piste situate sopra
l'abitato di Ronzo in località La Baita o sugli anelli tracciati
nei prati di Bordala.

Dal produttore al consumatore: Desiree offre a Luciano un assaggio
di miele direttamente dal favo
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Grandi varietà di miele prodotte dalla Apicoltura Girardelli |
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30anni di agricoltura biologica
La decisione di virare con decisione sul biologico, partita più
di trent'anni fa, si è rivelata intelligente e lungimirante, dal
momento che oggi in Italia si può parlare tranquillamente di bio-boom:
ben il 37% degli italiani ha provato i prodotti ricavati con tecniche
e trattamenti naturali. Va detto che produrre alimenti biologici significa
essere certificati da uno dei 9 enti appositi riconosciuti dal Ministero
(per la Val di Gresta è l'Aiab) e quindi essere sottoposti a controlli
continui senza preavviso, sia nei campi che in magazzino, per evitare
che la produzione bio sia confusa con quella integrata.

Albergo ristorante Martinelli a Ronzo Chienis |
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Il titolare Mirko Martinelli |
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A tavola
Il giorno in cui abbiamo fatto le riprese purtroppo, va detto, c'era un
tempo letteralmente infame, come da anni non si vedeva in zona. Nebbia
con visibilità a due metri, pioggia battente per tutto il giorno
e un freddo cane. Abbiamo dovuto quindi stare rintanati nel peraltro confortevole
tendone cursiosando negli stand, quindi ci siamo spostati al vicino Ristorante
Martinelli per il pranzo (Ronzo Chienis, via del Car 4, 0464/802908,
martinelli@val-di-gresta.com).
L'ottima cucina per fortuna ci ha riconciliato con il meteo e con la vita.
Abbiamo assaggiato numerosi piatti, uno piu' appetitoso dell'altro. Vi
mostriamo alcuni piatti e, come al solito, vi diamo anche una ricetta,
la torta di carote Martinelli.
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| Il delizioso rotolo di verdure |
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Piatto ricco mi ci ficco! |
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| Lo splendido orzetto |
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Polentina, funghi e formaggio fuso |
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| Gnocchetti di patata al pomodoro |
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L'immancabile carne salada |
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| Deliziosa torta alle castagne |
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Torta di carote |
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Viva le verdure!
(e anche il resto)
Naturalmente i piatti, e non poteva essere diversamente, si ispiravano
ai prodotti della Val di Gresta. Sublime e originale il rotolo di verdure;
molto appetitoso il piu' tradizionale a base di polenta, salsiccia e con
uno straordinario e tenerissimo prosciutto. Ottimi anche i gnocchetti
al pomodoro, e le giantesche fette di squisita carne salada con fagioli
e cipolle. Notevolissimi i dolci, semplici ma molto gustosi: abbiamo apprezzato
particolarmente la torta di castagne e quella di carote.
Infine abbiamo azzardato, per senso del dovere, il temutissimo gelato
a base di verdure. L'anno scorso a Malga Panna (Moena) ci eravamo già
cimentati con un incredibile gelato al gorgonzola: non era male ma il
sapore ci era sembrato un po' così, probabilmente perché
ci manca l'abitudine a un gelato che non sia dolce. Abbiamo voluto osare
quindi anche stavolta, e speriamo apprezzerete la nostra indubbia temerarietà.

Gelato alla zucchina, alla carota. al radicchio e al sedano! (foto Agh) |
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Il gelato: facciamolo strano
L'aspetto, come vedete nella foto, è tutt'altro che malvagio. Chi
scrive ha attaccato col gusto apparentemente meno "pericoloso":
la carota. Sospiro di sollievo e responso: ottimo, senza dubbio. Proviamo
la zucchina. Qui va meno bene: una smorfia di disgusto storce la bocca.
Chi prova il radicchio? L'aiuto operatore Alessio fa finta di non aver
sentito, allora metto il cucchiaino davanti al naso di Marta, che trangugia
con diffidenza. Subito appare un'espressione di raccapriccio sul suo volto,
e una di soddisfazione sul mio. Decidiamo di fare uno scherzo a Luciano,
che nel frattempo si era distratto. "Senti che squisitezza questo!"
gli diciamo porgendogli una cucchiata di gelato al radicchio. Io e Marta
ci scambiamo un'occhiata d'intesa mentre Luciano ignaro ingolla la pallina.
Attendiamo la reazione scomposta, forse lo sputo. Luciano deglutisce,
rotea gli occhi al cielo quindi schiocca rumorosamente la lingua e fa:
ottimo! Restiamo sbalorditi. Proviamo il sedano: questo invece non piace
proprio a nessuno. Seguono ampie sorsate di vino. Ci rifacciamo la bocca
col gelato alla carota, senza dubbio il migliore, quindi con la torta
eccellentissima di castagne. Però, chi l'avrebbe detto che si possono
fare i gelati con le verdure? Se volete provare...
Alessandro Ghezzer
webmaster@girovagandointrentino.it

Dalla Val di Gresta verso il Garda settentrionale

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