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Cristina Moggio
La sua pittura è molto colorata, allegra e gioiosa, piena di vita
e di passione. Sono per lo più figure geometriche astratte dai
colori vivi, caleidoscopi in cui spesso predominano i rossi e i gialli
accompagnati da azzurri, blu e verdi in un insieme armonico che richiama
spesso la natura, le sensazioni e gli stati d'animo che essa ispira. Abbiamo
così "Pomeriggio nel bosco", "Aspettando la primavera",
"Arcobaleno", "Aurora", "Vegetazione"...
Il legame con la natura è forte e presente soprattutto nei totem
coloratissimi, ricavati da vecchi tronchi recuperati nei boschi o nei
torrenti. Anche nella pittura il colore si accompagna a impasti di sabbia
che danno un rilievo materico alla pennellata. Cristina parlando di sè
non dimentica il sostegno e l'aiuto di uno dei grandi pittori italiani
del '900: Riccardo Schweizer.

Vegetazione |
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Nel colore & nell'armonia
di Riccardo Schweizer
I segmenti, i tratti che legano insieme gli spazi colorati della composizione,
hanno sicuramente le radici nell'istinto della natura che crea cristallizzazioni
secondo leggi geometriche individuabili scientificamente.
Si chiama armonia. Ma l'uomo nella sua sensibilità e affinamento
attraverso secoli di cultura ha in più un qualcosa che sfugge all'analisi.
È il mistero del ritmo e colore che si incrociano in cadenze non
individuabili. È il volo verso musiche cromatiche che vanno oltre
la natura. Questo è il caso di Cristina, che seguendo il misterioso
labirinto delle sue armonie interiori riesce a darci delle sinfonie complesse
e complete che mai si consumano. È l'opera d'arte.

Ti racconto una fiaba |
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Pianeta |

Totem in rovere "trouè" |
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Il fascino dei totem di Cristina
di Renzo Francescotti
Le acque, le sabbie, i sassolini, i ciottoli levigati e colorati. I fiori,
le piante, i legni marciti sono stati il mondo d'emozioni poetiche a cui
Cristina Moggio ha attinto quando si è affacciata all'arte... C'è
nei suoi lavori astratti una naturale eleganza, un gusto infallibile nell'accostamento
dei colori, una festosità cromatica che attinge alla natura. Per
questa via Cristina Moggio è arrivata negli ultimi anni alla realizzazione
di pitture-sculture su legni vissuti. Ci è approdata utilizzando
i legni "trouvè", antiche assi marcite, lacerti di civiltà
contadina amorosamente raccolti, restaurati, salvati dalla consunzione,
"medicati" nelle loro ferite. Cristina ha instaurato con loro
un rapporto "animistico" tipicamente femminile: questi reperti
che contengono la loro valenza di reliquie della civiltà contadina,
alpina e, allo stesso tempo, divengono oggetti-spazio di un processo,
di un evento artistico del tutto nuovo.
Biografia
E' nata e risiede a Borgo Vaisugana (Trento). Dipinge fin dall'infanzia,
anche su ceramica. Frequenta l'Istituto d'Arte "A.Vittoria"
di Trento. Collabora con l'associazione 'Arte Sella" e con gallerie
d'arte. Intrattiene rapporti di stretta amicizia con artisti della Costa
Azzurra.
Espone a Nizza su invito del Consolato Generale d'Italia. Soggiorna a
Salisburgo presso il Landesatelier nella Künstlerhaus. Nel 1993 è
la prima classificata alla Rassegna Nazionale "Ruga Giuffa"
a Venezia. Esposizioni personali alla Rocca Sforzesca di Dozza (Bologna),
a Marzabotto (Galleria Marzabotto Arte), a Noale (Palazzo della Loggia),
a Belluno (Palazzo Crepadona), a Cles (Galleria d'Arte Fedrizzi), a Montebelluna
(Barchessa Manin), a Castello Tesino (Palazzo Gallo), a Firenze (Galleria
del Candelaio), a Roma (Cavalieri Hilton Hotel), al Premio Alicante di
Vigolo Vattaro, a Padova (Villa Grimani Valmarana), a Feltre (Fondaco
delle Biade). E' invitata ad esporre alla Casa degli Artisti di Canale
di Tenno e Palazzo Trentini (Trento) alla Rassegna "Artisti e Ambiente
Alpino" e al progetto "La Soglia e Oltre" a Castel Ivano
(Trento).
Ha esposto alla Galleria San Marco di Atlanta in Georgia (USA) e nel 2001
ha realizzato una struttura per il Museo della Valle dello Zoidano e l'istallazione
presso Le Cantine Pianeta (Sambuca di Sicilia).

Luna, sorgente, paesaggio
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