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Alpe Cermis Nel cuore del Lagorai, 16 febbraio 2002 |
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Alessia De Zulian, responsabile marketing delle Funivie Alpe Cermis ci accoglie con la consueta simpatia (vedi foto a sinistra) per accompagnarci sulle piste e illustrarci le attrattive della zona e le principali novità. Sulle piste impazza il carnevale, che ha contagiato anche gli addetti agli impianti che fanno a gara per indossare il costume più orginale. Vincono a nostro giudizio gli addetti alla partenza dell'impianto di Costabella, con grembiuli osè che suscitano risate e lazzi nei turisti. La neve è quella farinosa dei tempi migliori, purtroppo sempre più rara in questi tempi pazzi. E abbiamo finalmente visto le piste con delle bellissime gobbe, una delizia per gli sciatori più abili e, anche questa, sempre più una rarità con la moda nefasta delle piste-biliardo, belle finché si vuole ma forse un po' noiosette alla lunga.
Mega pupazzi, funamboli e giocolieri Nei vari punti di ristoro dell'Eurohotel, del Rifugio Paion e a Costabella gruppi di giocolieri, funamboli e "artisti di strada" animano i momenti di pausa per il divertimento soprattutto dei bambini. Le due scuole di sci Scuola Italiana di Sci Cermis Cavalese e Associazione Maestri di Sci Lagorai lavorano a pieno ritmo: a Costabella c'è la premiazione della gara di fine corso dei bambini, un momento di grande festa e allegria, con la segreta speranza di premiare qualche piccolo campione del futuro.
Nelle foto che seguono alcuni momenti della giornata trascorsa sull'Alpe Cermis. Un grazie particolare ad Alessia degli impianti Cermis e a tutto il personale, compreso il guidatore di motoslitta che ci ha scarrozzato in giro tutto il giorno, risparmiandoci delle belle sfacchinate.
![]() Un momento della premiazione (foto Marco Benvenuti) A tavola al Rifugio Paion al Cermis Per pranzo siamo ospiti al Rifugio Paion al Cermis (tel. 0462 / 341616), posto a 2230 in un panorama incomparabile a 360 gradi. Di fronte a noi le vette della Catena del Lagorai coi suoi meravigliosi itinerari di sci alpinismo. Facciamo conoscenza coi nuovi gestori, i fratelli Gino e Michele Defrancesco (nella foto al centro qui sotto) che ci cucinano un ottimo e gustoso pranzetto. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Immagini scattate al Rifugio Paion al Cermis gestito dai fratelli Gino e Michele Defrancesco (foto Agh) Ecco l'immancabile orzetto, la pastasciutta "alla greca" con pomodoro e mozzarella, i classici e intramontabili piatti tipici come il prosciutto affumicato con crauti e patate o lo spezzatino con funghi, pure e patate saltate. Seguono i dolci fatti in casa come la torta al cioccolato, e lo strudel al papavero di cui ci facciamo dare la ricetta. Poi un momento di relax fuori sul solarium per un caffè corretto.
Scendiamo con la seggiovia per un doveroso saluto ad una vecchia conoscenza di Girovagando: Anita Vanzo della Baita Doss dei Laresi. La giornata sciistica volge al termine e una comitiva di irreprensibili e insospettabili svizzeri ha già iniziato una robusta bisboccia mentre noi scendiamo a valle a Cavalese.
Al centro del paese nell'antico Palazzo Firmian ci attende una vera chicca, una novità davvero interessante e inaspettata: la mostra permanente dedicata al grande artista Bruno Munari, allestita nel nuovo Centro di Arte Contemporanea aperto lo scorso 30 giugno. L'iniziativa del museo dedicato a Munari si deve a Giancarlo Baccoli, collezionista privato che d'intesa con il Comune di Cavalese ha messo a disposizione della collettività il suo patrimonio di centinaia di opere. Bruno Munari nasce a Milano nel 1907. Appena ventenne aderisce al Movimento futurista milanese di seconda generazione e da qui inizia la sua poliedrica attività nel campo della pittura, design, sperimentazione didattica e cinetica, grafica, pubblicità, fotografia. Nel 1948 fonda il MAC, con Monnet, Dorfles e Soldati. Numerose e ricche di inventiva le sue esposizioni personali: nel 1949, alla Libreria Salto di Milano, presenta le "Macchine inutili" e, nel 1950, "Libri illeggibili"; nel 1951, alla Saletta dellElicottero a Milano, espone la "Collezione di oggetti trovati"; nel 1952, alla Galleria Bergamini di Milano, sono in mostra i suoi "Quadri quadrati plastici". Nel 1950 Munari dà avvio ai dipinti "Negativo positivo" che espone, lo stesso anno, a Parigi.
Dall'arte di Munari passiamo a conoscere infine l'artigianato di un artista locale che ha seguito l'antica tradizione degli scultori del legno della Valle di Fiemme Giuseppe Mich "Bepo" Per l'Artigianato Artistico e di qualità del Trentino facciamo visita allo scultore Giuseppe Mich detto "Bepo". Intagli, sculture e pitture escono dalle mani e dalla mente di questo eclettico artigiano fiemmese che, come tradizione, ha inziato "a bottega" la propria esperienza professionale ed artistica.
Dal suo laboratorio, che profuma di legno e di colla, escono bassorilievi e altorilievi in legno naturale o dipinto, sculture imponenti, anche a grandezza naturale, oli e ed acrilici d'arte. La cultura di una valle si esprime in pezzi unici che scaldano il cuore e l'anima. Giuseppe Mich fa parte dell'Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento. Chi volesse fare una visita a Bepo, lo trova nel suo studio in via S. Leonardo a Tesero (Tn), tel. 0462 / 813444, cell. 347 / 0708711. testi e foto di Alessandro Ghezzer ![]() Solarium al Rifugio Paion m 2230 (foto Agh)
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