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| Rinaldo Cigolla all'opera nel suo
studio a Canazei (foto Agh) |
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Rinaldo Cigolla nasce a Vigo di Fassa nel 1934 e si
trasferisce ancor piccolo a Canazei dove risiede tuttora. I suoi occhi sono
chiari, guizzanti, sicuramente gli stessi occhi vivaci di quel fanciullo
che, un Natale di oltre cinquant'anni or sono, fu sorpreso dal padre mentre
con un semplice temperino si intagliava le statuine per il Presepe. Proprio
a seguito di questo episodio il padre lo avviò alla Scuola d'Arte
prima a San Giovanni poi a quella propriamente artistica di Moena, ove si
poté dedicare alla scultura e all'intaglio artistico sotto la guida
del Maestro Scultore Cirillo Dell'Antonio, artista conosciuto in campo internazionale
e direttore della Scuola d'Arte di Bad Warmbrunn in Slesia.
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| Sculture in lavorazione (foto Agh) |
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Cigolla si distinse come allievo esecutore di opere in
legno. E il legno della sua valle è tra i materiali che più
ha saputo plasmare stando sempre attento a sfruttare, di questa materia
viva, anche le venature naturali le quali, se collocate nella giusta posizione
di un corpo, possono contribuire a meglio evidenziarne l'anatomia. Ma Rinaldo
Cigolla è anche artista del bronzo, materiale con cui ha realizzato
opere raffiguranti il suo animale preferito, il cavallo, insieme ad altri
soggetti, sempre legati alla natura e all'immaginario dell'ambiente alpino.
Nei suoi progetti futuri c'è anche la realizzazione di opere in marmo
bianco, la materia più ambita per gli scultori, che l'Artista si
è fatto portare da Carrara. Ma parlare di Rinaldo Cigolla, per me,
non significa esprimere un "commento tecnico" sull'artista perché
c'è molto altro da aggiungere soprattutto sull'"Uomo" e
personalmente ancor più sull'"Amico".
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Ciò che affascina in lui è l'entusiasmo
e la positività, il modo in cui vive e vede la vita con lo stesso
entusiasmo che può avere un bambino ogni volta che scopre qualcosa
di nuovo del mondo che lo circonda e che rappresenta il suo futuro. Parlare
con Rinaldo Cigolla di arte, della natura o di ricordi significa sempre
recuperare il gusto della vita attraverso spiegazioni logiche che si fondano
su sentimenti positivi e su una visione ottimistica della realtà.Così
un crocifisso di Rinaldo Cigolla non esprime disperazione e dolore sul volto
del Cristo perché la morte è solamente un momento "intenso"
oppure, come per una crocifissione in legno di noce eseguita dall'artista
per la tomba del proprio padre, vi è solamente l'uomo, senza la croce,
perché è "l'uomo" che deve catalizzare l'attenzione.
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Così le sue "ninfe", uno tra i suoi
soggetti preferiti, saranno sempre creature che rappresentano la bellezza,
non solo dei lineamenti ma anche la bellezza data dalla grazia e dall'eleganza;
una bellezza umana, tuttavia, non la bellezza irreale ed inespressiva della
perfezione.Rinaldo Cigolla è una fucina di idee che egli, grazie
al suo talento artistico, riesce a realizzare e penso che per un uomo nulla
sia più gratificante del vedersi crescere fra le mani ciò
che ha immaginato. Stupisce poi la sua profonda apertura verso ogni cosa
gli sia proposta; è sufficiente proporgli di fare o vedere qualcosa
e lui non si tirerà mai indietro, anzi accoglierà sempre ogni
idea con entusiasmo e con un reale desiderio di realizzarla.
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| (foto Agh) |
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Così Cigolla si è lanciato nella realizzazione
di grandi opere come quella a cui sta da tempo lavorando insieme al grande
architetto Ettore Sottsass J. Si tratta di altorilievi in bronzo e legno
su uno sfondo a stucco veneziano per la sala consiliare del Municipio di
Canazei, altorilievi che rappresenteranno figure simboliche della Valle
di Fassa e della sua cultura. In riferimento a questa opera mi piace raccontare
un aneddoto su una confidenza fattami dal Maestro relativa agli studi per
la realizzazione di uno dei personaggi maggiormente presenti nella cultura
ladina: la "bregostena" o "stria". Il Maestro si domandava
se avesse dovuto rappresentare le streghe con un bel volto e un bel corpo
oppure, come spesso vengono raffigurate nell'immaginario popolare, vale
a dire brutte, vecchie e a volte storpie.
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| Maschere della tradizione fassana
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Ebbene le streghe, secondo le conclusioni
a cui è giunto il maestro dopo studi e ricerche e che sono state
oggetto di un carteggio con l'Architetto Sottsass, non dovevano essere
"brutte" ma viceversa dovevano essere sicuramente delle gran
belle ragazze altrimenti non avrebbero ispirato nessuno di quei sentimenti
che solitamente suscitano e che sicuramente sono mossi soprattutto da
invidie e gelosie.E lo stesso Ettore Sottsass ha commentato positivamente
questa conclusione condividendola appieno. Queste disquisizioni fra Artisti
possono costituire un semplice aneddoto ma ritengo siano indicative di
una personalità che, se da un lato vuole cercare per le sue opere
spiegazioni razionali anche se rappresentano il fantastico, tuttavia le
colloca pur sempre nella positività, nell'ottimismo e in quell'entusiasmo
con cui ogni giorno vive la propria vita.
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Franca Naccari Fiorentini
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| Luciano Da Canal con Rinaldo Cigolla
(foto Agh)
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