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Valle di Fassa 3 agosto 2002 |
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| Siamo oggi nella spettacolare Valle di Fassa, dove la bellezza delle montagne leva il respiro: in pochi chilometri sono concentrati gli scenari montuosi più spettacolari come il Catinaccio, Il Gruppo di Sella, Il Sassolungo e la regina delle Dolomiti, la Marmolada, solo per citare i più maestosi.
Nel cuore delle dolomiti
A Moena la società STM -Società Turistica Moenese organizza da anni con successo un trenino per turisti, molto apprezzato dai bambini, che parte ogni mezz'ora dal paese per visitare le frazioni e i dintorni più belli. In inverno il trenino è utilizzato dagli sciatori. Il servizio è attivo tutti i giorni tranne il sabato. Per informazioni STM via Nazionale 8/1, 38035 Moena, tel.335 / 259862.
Vicino alla grande chiesa parrocchiale di S. Vigilio nel centro di Moena, sorge la piccola e antichissima chiesetta di S. Volfango, a cui Daniela Brovadan ha dedicato i suoi studi pubblicando un libro. Incontriamo l'autrice che ci illustra la storia della chiesetta e i suoi bellissimi e particolari affreschi medievali. La chiesetta rimane aperta il sabato dalle 16.00 alle 19.00, la domenica dalle 10 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Ogni martedì alle 16.00 c'è una visita guidata gratuita ad entrambe le chiese. Approfondimento: La chiesa di S. Volfango
(la cantina della grappa) Ci spostiamo a Vigo di Fassa per prendere la funivia che sale al Ciampedie, splendido balcone naturale sul Catinaccio. Prima però, sulla strada per la chiesetta di S. Giuliana, facciamo visita a un locale particolare: La Cianeva dala Sgnapa di Tiziano Splendore, una micro azienda che produce artigianalmente grappe e liquori tradizionali trentini. Nella bella saletta di degustazione, ricavata da una vecchia stalla ristrutturata, si può assaggiare GRATIS scegliendo in una sterminata serie di grappe di tutti i tipi: grappe bianche da monovitigno come Teroldego, Marzemino, Chardonnay, Moscato, Schiava, Nosiola eccetera, distillati di frutta alla pera, prugna, uva bianca e fraga, grappe invecchiate di 3 anni in botti di rovere, grappe secche aromatizzate con ginepro, genziana, caffè, ortica ed altre erbe di montagna, grappe lavorate con miele (ratafià) e aromatizzate con frutta bacche o erbe quali fragole, mirtilli, lamponi eccetera; liquori dolci a base di grappa, rosoli al pino mugo o al cirmolo.
Tutti i prodotti, e il signor Splendore ci tiene a dirlo, sono ottenuti con lavorazione rigorosamente artigianale, in piccole quantità (massimo 200 bottiglie per tipo), secondo le antiche ricette dei nostri nonni. Sono perciò rigorosamente banditi coloranti e aromatizzanti artificiali. La produzione annuale non supera mai le 7000 bottiglie, suddivise in circa 50 gusti differenti. La Cianeva dala Sgnapa, via Piz 3 Vigo di Fassa (Trento). Per informazioni o acquisti Tiziano Splendore tel. 0462 / 763423.
Ciampedie: salendo in paradiso
Tra gli itinerari che partono da questo rifugio vi è lAlta Via di Fassa, un percorso breve, ma interessante, che collega il rifugio Roda di Vael con il Rif. Aleardo Fronza alle Coronelle. Con un itinerario ad anello è possibile partire dal rifugio di Ciampedie, giungendo al Rif. Roda di Vael, Passo delle Cigolade 2561 m., Gardéccia e da qui di nuovo al Ciampedie. Per ulteriori informazioni la locale Apt di Moena vi darà tutte le indicazioni di cui avete bisogno. Guida alpinistica: Catinaccio regno di guglie e di leggende, Antonio Bernard, Roma, Mediterranee, 1996, Guida escursionistica; Tires al Catinaccio, Mauizio Capobussi, Bolzano, Athesia, 1995 Cartografia: Val di Fassa e Dolomiti Fassane, Feletto (UD) Tabacco, scala 1:25.000 (Carta topografica per escursionisti; 06) Traversate: - al rifugio Roda di Vael m. 2280, sentiero 545 - ore 1.30 - al rifugio del Vaiolet m. 2243, sentiero 540 fino a Gardéccia m. 1950, poi sentiero 546 - ore 1.30 Ascensioni: - Cima Coronelle m. 2781-2797 per traccia dal Pra Martin a sud delle Pale Rabbiose, delle Cigolade, sentieri 541 e 551 alla Busa dei Vaiolon, Passo della Sforcella m. 2665 ore 4
Il gestore del rifugio Ciampedie è Massimo Pederiva
- via Nuova, 5 - 38039 Vigo di Fassa
A cinquanta metri dal Rifugio una baita è stata ristrutturata dalla famiglia Trottner 4 anni fa, ed ora è un piccolo ma splendido ristorante tipico: Baita Checco. Qui si possono gustare i piatti tipici della cucina tradizionale trentina nella Stua Ladina: canederli di formaggio, tagliatelle di ragù di cervo, stinco al forno e per chi volesse qualcosa di speciale il piatto Baita Checco, i dolci fatti in casa. Per i più piccini menù baby con sorpresa. In inverno si organizzano passeggiate accompagnate con le "ciaspole" e pranzo in baita. Abbiamo iniziato con splendidi taglieri di affettati e formaggi misti, con funghi peperoni e zucchine sottolio preparate in casa veramente favolosi; quindi strepitosi canederli al formaggio, un eccellente tris di primi tra cui gli immancabili speatzle, quindi i dolci fatti in casa. Il tutto accompagnato, come si conviene, gli ottimi vini della Cantina Toblino forniti da Carlo Filiberto Bleggi. L'amaro è stato offerto da Luigi Cappelletti, nostro fedele sponsor e titolare dell'Antica Erboristeria Cappelletti.
Scendiamo a valle e ci dirigiamo a Canazei per visitare lo studio di Rinaldo Cigolla, tra i più quotati scultori fassani. La sua passione per la scultura inizia da bambino quando, ammalato di pleurite, per passare il tempo intaglia con un temperino dei pezzi di legno, quindi un intero presepe. La passione per la scultura cresce anno dopo anno: si iscrive alla Scuola D'Arte, lavora a bottega con un artigiano, Battista Perathoner, dove sbozza le prime maschere. In seguito entra a far parte del gruppo sportivo della Polizia, dove può sfogare la sua passione per lo sport, entrando nella squadra agonistica di sci alpino e affermandosi in competizioni nazionali e internazionali. Naturalmente continua a scolpire, ma l'attività artistica a quel tempo non è sufficiente per vivere. Diventa quindi maestro di sci, poi allenatore della Federazione Sport Invernali con ottimi risultati anche nelle competizioni mondiali. Ricopre varie cariche in ambito sportivo e manageriale, come direttore della Scuola di Sci Marmolada e organizzatore della Marcialonga. Il resto è storia recente: allentati gradualmente gli impegni di lavoro ha potuto finalmente dedicarsi anima e corpo alla scultura, inseguendo un'evoluzione che non si è ancora fermata. Rinaldo ha trasmesso la passione per lo sci ai suoi due figli: Igor e Anastasia. Igor, il primogenito, è stato discesista di Coppa del Mondo ed ora è responsabile dell'ufficio Sport delle Fiamme Oro della Polizia di Stato a Moena. Anastasia, anche lei provetta sciatrice, si divide tra il lavoro come maestra e istruttrice di maestri di sci e quello più vicino al mondo dell'immagine e della moda. | Rinaldo Cigolla scultore
Da Canazei imbocchiamo la strada che sale a passo Fedaia e raggiungiamo in pochi minuti di automobile l'abitato di Penia. Qui incontriamo il signor Colombo Dantone, ex combattente e prigioniero in Russia, che in 50 anni di ricerche in montagna ha raccolto una quantità incredibile di cimeli di guerra, trasformando la sua casa in un museo. I reperti provengono in gran parte dalle montagne trentine come Marmolda, Col di Lana, Lagorai, Cima Bocche, Cauriol, Monte Piana eccetera. Il signor Colombo però non si è limitato a raccogliere solo cimeli di guerra ma anche oggetti di uso quotidiano dei tempi passati, che hanno così contribuito a creare un vero e proprio museo etonografico, che ci ricorda in qualche modo il micro Museo di Gino Bascher nelle Giudicarie. testi e foto di
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