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Valle di Fiemme - Laghi di Bombasèl
10 agosto 2002
 
Rifugio "El Paion" m 2230, Cermis - Valle di Fiemme (foto Agh)

Gli splendidi Laghetti di Bombasèl sono oggi la nostra mèta mattutina. Una breve e facile escursione di grande soddisfazione, alla portata delle famiglie.

 
Bombasèl, il lago principale (foto Agh)  
Si parte dal Cermis

Da Cavalese si prendono gli
impianti del Cermis che in tre tronconi portano fino alla cima del Paion ove sorge l'omonimo rifugio a 2230 metri. Di qui, come mostra la foto panoramica di apertura, si gode di una vista eccezionale a 360 gradi: il versante settentrionale del Lagorai verso sud, dove svettano il Cimon del To della Trappola e il Castel di Bombasèl, e il Latemar a nord. Alla fine del primo tronco però non possiamo esimerci da un saluto alla nostra amica Anita Vanzo, che gestisce Baita Doss dei Laresi, e Alessia De Zulian degli impianti del Cermis, che avevamo incontrato nella puntata invernale del 16 febbraio scorso. Un'altra escursione in Lagorai si trova nella puntata sul Lago delle Stellune del 18 agosto 2001. Per le altre puntate di Girovagando in Valle di Fiemme: puntate precedenti.

 
La funivia del Cermis (foto Agh)   In funivia con papà (foto Agh)
 
Val di Fiemme dal Paion, sul Cermis (foto Agh)   La seggiovia che porta al Paion (foto Agh)
 
In "volo" sopra il fiume Avisio (foto Agh)   Cavalli a Dos dei Laresi (foto Agh)

 
Cartine e buon senso

Il percorso fino ai Laghetti di Bombasèl non presenta difficoltà, il percorso è una facile mulattiera. Per avventurarsi oltre sui sentieri è assolutamente indispensabile però, oltre ad un abbigliamento adeguato, una buona cartina escursionistica in scala 1:25.000. Consigliamo la carta Tabacco n. 014, la Geografica n. 74 o la cartina doppia Kompass n. 626 che, grazie alla doppia faccia, copre tutta la catena del Lagorai. Purtroppo abbiamo visto dei turisti che, saliti con gli impianti, si sono incamminati sui sentieri con le scarpe da ginnastica. E' un comportamento che sconsigliamo vivamente: benché fino ai laghetti non ci siano pericoli una storta può essere sempre in agguato e rovinare così, nel modo più stupido, la sudata vacanza.

 
Vi piacerebbe trovare un posto così pieno di cartacce? (foto Agh)  
 
Un magnifico "cuscino" di Silene in fiore (foto Agh)  
 
Candidi eriofori ondeggiano al vento (foto Agh)  
Rispetta la natura!

Già che siamo in vena di prediche, un altro comportamento veramente disdicevole è quello di chi butta i rifiuti per terra. E' veramente incredibile come certi turisti non capiscano che se ciascuno buttasse una sola cartaccia il sentiero diventerebbe ben presto un immondezzaio. Molti si giustificano, dimostrando una triste ignoranza, con la scusa che "tanto è biodegradabile". Ma una carta per terra impiega circa due anni per scomparire, e non parliamo dei mozziconi di sigaretta, delle bucce d'arancia, di banana o peggio ancora le scatolette di tonno, i tetra-pak dei succhi di frutta o le bottiglie di plastica, che sono quasi indistruttibili e durano addirittura decenni. L'atteggiamento corretto di chi ama veramente la montagna e rispetta la natura è: non deve rimanere alcuna traccia del mio passaggio. Fare un piccolo sacchetto coi propri rifiuti costa così poca fatica, oltretutto le bottiglie e le scatolette vuote pesano pochissimo. Non bisogna nemmeno intasare, come si vede spesso purtroppo, i cestini di rifiuti che si trovano in giro, neppure quelli vicino ai rifugi. In quota non è come in città, dove passano i camion della nettezza urbana ogni giorno: tutto il materiale deve essere portato in quota e poi riportato a valle: sono ulteriori costi che pesano su chi gestisce i rifugi. Ripulire un sentiero, per esempio, significa organizzare una squadra che, a piedi, con dei sacchi, va a recuperare le immondizie sparse in giro. Portare a valle i propri rifiuti è un segno di grande civiltà e rispetto non solo della natura, ma anche delle persone che passeranno dopo di noi, e soprattutto di quelle che in montagna ci vivono.

   
L'ottima segnaletica (foto Agh)   Laghi di Bomabsèl (foto Agh)  
Ai laghetti di Bombasèl

Dal rifugio El Paion m. 2230 per strada sterrata si scende leggermente fino alla forcella di Bombasèl. Qui le scelte sono due: o si sale verso sud-ovest sino in vetta al Cimon To della Trappola m. 2401, percorso ultrapanoramico che consigliamo (circa mezz'ora dalla forcella); oppure si scende verso sud, nel profondo intaglio in una collinetta e si cala facilmente per mezzo di gradoni e corda fissa per circa 200 metri in un grande anfiteatro roccioso. Il segnavia, lungo una sassosa mulattiera, è il n. 353 che si snoda per circa 2 chilometri in costa, tra placche di roccia, con splendida vista sulla sottostante valle di Fiemme.

 
In marcia sul sentiero 353 (foto Agh)   Luciano guida la comitiva (foto Agh)
 
Verso forcella Bombasèl (foto Agh)   Forcella Bombasèl (foto Agh)
 
Il versante sud della forcella Bombasèl (foto Agh)   Sul sentiero 3-353 (foto Agh)

In circa un'ora dalla partenza si giunge ad una conca proprio sotto il Castel di Bombasèl, alla cui base c'è lo splendido laghetto. In realtà i laghetti sarebbero sei, disposti in fila con andamento nord-est: a parte i due principali, gli altri quattro sono piccolissimi e soggetti a sparizioni e apparizioni dovute all'andamento delle precipitazione e delle stagioni.

Lungo la mulattiera per i Laghetti di Bombasèl: sullo sfondo il Castel di Bombasèl m. 2535 (foto Agh)

Dai laghetti è possibile salire in dieci minuti alla Forcella del Macaco, con superba vista sul Vallone, la parte meridionale del Lago Lagorai, il più grande di tutta la catena e, verso sud, la mole del Cimon della Roa di m 2558. Qui incontriamo un gruppo di turisti israeliani, coi quali scambiamo due chiacchiere: la loro guida è Daron, un giovane studente di architettura residente a Venezia. Sono tutti entusiasti del posto.

 
Tabelle al Passo del Macao (foto Agh)   Dal passo del Macao verso Cimon della Roa m 2558
 
Sulla mulattiera per segnavia 353 (foto Agh)   Pic nic al secondo laghetto (foto Agh)
 
Daron, da Israele a Bombasèl (foto Agh)   Il Castel di Bombasèl m. 2530 (foto Agh)

Dopo aver fatto una piccola siesta e un rapido spuntino giunge purtroppo l'ora del ritorno: a Cavalese e a Paneveggio ci attendono altri importanti appuntamenti. Ripercorriamo dunque a ritroso, mestamente, la stessa via dell'andata per il segnavia 353.

Il nostro fonico Marco Benvenuti ammira estasiato uno dei laghi di Bombasèl (foto Agh)

Cermis punto strategico


Il Cermis è un ottimo punto di partenza e di appoggio per numerose escursioni e giri ad anello, per i quali però è necessario saper leggere una cartina, e soprattutto essere adeguatamente attrezzati. Qui siamo costantemente intorno ai 2000 metri e oltre: a questa quota la temperatura può abbassarsi repentinamente, talvolta può persino nevicare! Quindi il consiglio è: scarponi da montagna, pantaloni lunghi, mantella impermeabile, giacca a vento, maglione, berretto e occhiali.

   
Il sito dell'Apt Fiemme   Guido Travaglia (a destra) direttore dell'Apt Fiemme  

L'Apt - azienda di promozione turistica - dispone di cartine, depliant e opuscoli con le principali escursioni. Chi vuole fare trekking di un certo impegno può appoggiarsi alle Guide Alpine. Da segnalare l'interessante Sentiero geologico. Per tutte le informazioni: Apt Fiemme

 
Ristorante El Molin a Cavalese (foto Agh)  
A tavola: ristorante El Molin

Arriviamo a Cavalese per il pranzo al ristorante El Molin con un clamoroso ritardo sulla tabella di marcia, causa numerose scolaresche che hanno "intasato" gli impianti nella discesa a valle. Qui dobbiamo ringraziare la grande gentilezza e disponibilità dello chef Alessandro Gilmozzi, che ha atteso pazientemente il nostro arrivo. Dal centro di Cavalese, di fronte al Palazzo affrescato della Magnifica Comunità di Fiemme c'è il bellissimo Hotel Excelsior, un tempo residenza estiva dei Principi Vescovi di Trento. Il palazzo che ospita l'Hotel Excelsior fu costruito per volontà dalla nobile Famiglia Firmian e successivamente fu residenza dei Rotello, famiglia di notai, che scrissero nel XV e XIV secolo i primi statuti della Magnifica Comunità di Fiemme. Ora L'Hotel Excelsior e il ristorante El Molin sono gestiti dalla famiglia Gilmozzi.

 
Un angolo del vecchio mulino (foto Agh)   (foto Agh)
 
La sala al piano superiore per i banchetti (foto Agh)   Nella cantina con Carlo Filiberto Bleggi (foto Agh)
 
Fagottino di grano saraceno ripieno di polenta concia con delicata guarnizione a porcini (foto Agh)   Agnello alla lavanda con insalatina di campo
(foto Agh)
 
La struttura originale del mulino è rimasta quasi intatta (foto Agh)   Ervino Denardi, lo chef Alessandro Gilmozzi e Maria Dagostin con Luciano Da Canal (foto Agh)

Come indica il nome, il ristorante è stato ricavato all'interno di un antico mulino ristrutturato, del quale si possono osservare la antiche travature, i ballatoi, le grandi macine di pietra, le ripide scale. Il legno antico domina l'ambiente piccolo e raccolto, intimo e di gran classe. Questo è uno di quei locali che vanno apprezzati con la dovuta calma, in cui gustare non solo la cucina creativa e raffinata, ma anche gli arredi, i particolari architettonici, i dettagli preziosi. Dopo una visita al locale, disposto su due piani, facciamo visita alla fornitissima cantina guidati dal nostro amico Carlo Filiberto Bleggi della Cantina Toblino. Lo chef Alessandro Gilmozzi ci ha preparato due sue specialità: fagottino di grano saraceno ripieno di polenta concia con delicata guarnizione a porcini e l'agnello alla lavanda con insalatina di campo. Semplicemente sublimi. Fantasiosi gli antipasti con particolari salsine e pane fatto in casa, sorprendenti i buonissimi dolci presentati con bellissime composizioni estetiche. Insomma questo è un ristorante che Girovagando segnala senza dubbio tra i migliori. Da provare!

Un angolo del ristorante (foto Agh)

Come al solito, chiediamo allo chef Gilmozzi una ricetta per i nostri amici, eccola: Agnello alla lavanda con insalatina di campo.

El Molin
piazza Cesare Battisti 11, Cavalese (TN)
www.elmolin.info/

 
Le foreste del Lagorai (foto Agh)  
La foresta dei violini

La foresta di Paneveggio è famosa fin dall'antichità per i suoi alberi "magici": nei suoi boschi cresce infatti il cosiddetto abete di risonanza, utilizzato dai liutai di tutto il mondo per realizzare strumenti musicali. E' un legno dalle caratteristiche particolari e molto rare. Solo una minima parte degli alberi selezionati si rivela poi adatta per la lavorazione. Perfino il celeberrimo Stradivari si serviva del legno pregiato degli alberi di Paneveggio per i suoi strumenti. Il legno viene usato soprattutto per le tavole armoniche di strumenti come violini e pianoforti. 140.000 pianoforti nel mondo suonano con una tavola armonica Ciresa, l'azienda di Tesero che fornisce prestigiosi produttori come Bösendorfer, Petrof, Bechstein, Kawai, Shulze Pollman, Steinberg, e la cui quota di mercato in Europa è del 25%. Il Servizio Foreste della Stazione Forestale di Paneveggio ha organizzato una bella mostra, aperta fino al 31 agosto, proprio sulla Foresta dei Violini. Grazie a dei tabelloni esplicativi sono illustrate tutte le complesse fasi della lavorazione del legno di risonanza. Il direttore dott. Bruno Crosignani direttore Ufficio Foreste demaniali di Cavalese e Primiero e la guardia forestale Andrea Brunelli della stazione forestale di Paneveggio ci guidano nella nostra visita.

 
La sede della mostra a Paneveggio (foto Agh)   La mostra è aperta fino al 31 agosto (foto Agh)
 
Strumenti ad arco (foto Agh)   Andrea Brunelli con Luciano Da Canal (foto Agh)
 
Andrea Brunelli, guardia forestale (foto Agh)   Esposizione (foto Agh)
 
Vetrina con strumenti antichi (foto Agh)   Foto ricordo della mostra (foto Agh)

Dal 25 luglio fino al 31 agosto tutti i giovedì alle ore 10, con ritrovo presso l'albergo Bicocca a Paneveggio, parte un'escursione guidata di 2 ore con personale della forestale alla scoperta della foresta demaniale di Paneveggio. Lungo il percorso la spiegazione di come viene scelto, stagionato e lavorato questo legname pregiato. Visita alla Xiloteca e all'esposizione di strumenti musicali a corda della famosa Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona. La partecipazione è libera (max. 40 persone). L'orario della mostra è 9.30 - 12.00, 14,30 - 18.00. Tel. 0462 / 576285

Gino Bellante pittore e poeta


La nostra giornata si conclude con una visita a un personaggio storico della valle di Fiemme: Gino Bellante, pittore, poeta, lettore di prosa, e a tre interessanti mostre al Palacongressi di Cavalese.

 
Gino Bellante (foto A. Tombini)   (foto A. Tombini)

 
Mostra naturalistica di Marcus Parisini.
Il cervo 1997. Penna, acquerello e guazzo
 
Mostre al Palacongressi di Cavalese
tel. 0462 / 237521

Vespe e api
E' un omaggio a un uomo di cultura valligiano, Don Bruno Bonelli, scienziato entomologo, che espone la sua singolare collezione di api e vespe. Fino al 15 settembre. La montagna:
Giovanna D'Avenia espone una quarantina di acquerelli con tema la montagna. Fino al 29 settembre. Mostra Naturalistica di Marcus Parisini: Nasce a Genova il 3 dicembre 1966. Conseguita la maturità artistica nella sua città natale, frequenta la facoltà di Architettura a Firenze e l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 1988 abbandona la città per andare a vivere in montagna, dividendo il suo tempo tra la cura dell'orto, di una mucca, capre, galline, api e l'attività di disegnatore. Come illustratore ha collaborato con diverse riviste, tra le quali «Airone» e «Bell'Italia», illustrando inoltre due libri naturalistici.

La mostra è aperta fino 29 settembre |
Intervista a Marcus Parisini


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


riferimenti A.P.T. VALLE Dl FIEMME
38033 Cavalese
Via F.lli Bronzetti, 60
Tel. 0462 / 241111
Fax 0462 / 241199
www.aptfiemme.tn.it
info@aptfiemme.tn.it

Valle di Fiemme: le puntate precedenti
Alpe Cermis, 16 ferbbraio 2002
Pampeago Kindergarten - l'Asilo della Neve, 6 gennaio 2002
I presepi puntata del 22 dicembre 2001
La desmontegada, ritorno dall'alpeggio, puntata del 27 ottobre 2001
Lago delle Stellune, 18 agosto 2001
Vivere il bosco, puntata del 21 luglio 2001

Istituzioni
Magnifica Comunità di Fiemme
Servizo Foreste della Provincia Autonoma di Trento

Mostre al Palacongressi di Cavalese
tel. 0462 / 237521

Vespe e api
E' un omaggio a un uomo di cultura valligiano, Don Bruno Bonelli, scienziato entomologo, che espone la sua singolare collezione di api e vespe. Fino al 15 settembre.
La montagna
Giovanna D'Avenia espone una quarantina di acquerelli con tema la montagna.
Fino al 29 settembre.
Mostra naturalistica
di Marcus Pasini: disegni, acquerelli, guazzi | Intervista a Marcus Parisini

A tavola

Ristorate El Molin
P.zza Cesare Battisti, 11
38033 Cavalese (Trento)
tel. 0462 340074 fax.0462 231312
www.valdifiemme.it/famigliagilmozzi/elmolin/elmolin.htm
hotel excelsior@valdifiemme.it

La ricetta

Agnello alla lavanda con insalatina di campo di Alessandro Gilmozzi

Natura

Parco di Paneveggio
Sentiero geologico

L'abete di risonanza

Fabbrica Ciresa produzione tavole armoniche per strumenti musicali
Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona


Foto

Il grandioso sito fotografico di
Franzi Vitlacil

Manifestazioni

Campionati del Mondo di Sci Nordico Fiemme 2003 Portali locali
www.fiemme.it
www.fiemme.net

Rifugi
Rifugio Paion
di Gino e Michele Defrancesco
Alpe del Cermis - Cavalese (Trento)
Tel. 0462 / 341616

 

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