| Valle di Fiemme - I PRESEPI DI TESERO 28 dicembre 2002 |
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Tesero e la tradizione del presepe Questa puntata è dedicata in buona parte alla bellissima tradizione dei presepi, che nel paese di Tesero in Val di Fiemme vanta una gloriosa tradizione con il suo presepe a grandezza naturale, esposto per la prima volta nel lontano 1965.
Anche quest'anno si rinnova la manifestazione I Presepi nelle corte, giunta alla 15a edizione. Si tratta di un itinerario nella parte più antica del paese attraverso viuzze, piazzette, cantine e volti, in cui si possono ammirare decine di presepi realizzati dalle famiglie di Tesero. La gente che abita le "corte" mette ogni anno a disposizione nuove spazi nelle stalle, nei cortili, nelle cantine, con scorci sempre sorprendenti che rimandano ad un passato che rivive grazie ai presepi. Sono stati recuperati e esposti veri e propri capolavori, rimasti nascosti magari per anni nelle soffitte. Ogni presepio è diverso dall'altro, sia come composizione, grandezza o materiali utilizzati. Grandi e microscopici, con pochi personaggi o ricostruiti certosinamente nei minimi dettagli, ciascuno riflette la personale concezione del presepio di chi l'ha creato. La sera il percorso è illuminato fino a mezzanotte. Dal 6-8, 13-15 dicembre, dal 20 dicembre al 12 gennaio. La Rassegna della Stella E' un concerto itinerante nel centro storico del paese, lungo il percorso dei Presepi nelle corte, che raccoglie vari gruppi di cantori che per storia, cultura e tradizione sono vicini alla Comunità Teserana. Si svolge l'11 gennaio. Da non mancare una visita alla magnifica Casa Jellici, uno storico edificio ristrutturato e adibito a museo e sede di mostre, esposizioni e concerti. Febbre mondiale In Valle di Fiemme si percepisce "la febbre" dell'imminente Campionato Mondiale di Sci Nordico che si svolgerà nel Centro del Fondo di Lago di Tesero, dal 18 febbraio al 1 marzo 2003. Fervono gli ultimi preparativi, tutta la macchina organizzativa è rodata e pronta per il più importante avvenimento sportivo dell'anno. Lo staff capeggiato da Dino Degaudenz, presidente del Comitato Esecutivo dei Mondiali di Sci Nordico, è impegnato ormai allo spasimo perché tutto funz oni alla perfezione. Nell'attesa consigliamo una visita al bel sito ufficiale dei mondiali:
Paola Larger del Consorzio Impianti a fune Fiemme dello Ski Center Latemar (Pampeago, Predazzo, Obereggen) e neo mamma della bellissima Lisa, ci mostra lo splendore del rinnovato Hotel Bellavista, albergo storico di Cavalese di proprietà dell'olimpionico Franco Nones, medaglia d'oro nella 30 km di fondo alle Olimpiadi di Grenoble del 1968. Dopo le glorie dello sport Nones ha avviato una fiorente attività commerciale coi negozi di articoli sportivi Nones Sport di Castello di Fiemme e Cavalese e con i due hotel "Bellavista" e "Olimpionico". L'hotel Belalvista risale al periodo tra le due guerre mondiali, era un'elegante villa che fu chiamata in un primo tempo “Belvedere” per la splendida vista sul paese e sulla catena del Lagorai. Dalla prima costruzione furono ricavate delle camere per turisti e l’ampliamento più consistente avvenne intorno agli anni ’60. Gestito per oltre 20 anni dalla famiglia Pintori, l’hotel riapre oggi, completamente rinnovato.
La Magnifica Comunità di Fiemme Con Giovanni Defrancesco, dirigente dell'Apt Fiemme, ripercorriamo brevemente la storia della Magnifica Comunità di Fiemme, l'antica e quasi millenaria istituzione fondata sulla proprietà collettiva in nome dell'interesse comunitario, con lo scopo di tutelare meglio il territorio e le sue risorse economiche. Proprio nel centro di Cavalese, a pochi passi dalla chiesa di S. Sebastiano, sorge il Palazzo della Magnifica Comunità con la sua splendida facciata affrescata. |
Hotel Excelsior Un tempo residenza estiva dei Principi Vescovi di Trento, il palazzo che ospita l'Hotel Excelsior fu costruito per volontà dalla nobile Famiglia Firmian e successivamente fu residenza dei Rotello, famiglia di notai, che scrissero nel XV e XIV secolo i primi statuti della Magnifica Comunità di Fiemme.
All'interno saloni, scalinate, affreschi, dipinti, stucchi, soffitti a cassettone e un'antica stube. Ora L'Hotel Excelsior e il vicino ristorante El Molin, ricavato nello stesso edificio da un vecchio mulino, sono gestiti dalla famiglia Gilmozzi.
Da Cavalese scendiamo sul fondovalle e, traversato un ponticello sul fiume Avisio, ci dirigiamo in località Cascata. Oltrepassiamo un gruppetto di case e arrivati in vista della spettacolare cascata che scende fragorosamente in una piccola gola, pigliamo un bivio sulla destra che scende nuovamente verso il fondovalle, dove con un rettilineo lungo i campi scorgiamo la fattoria isolata al limite del bosco: Maso Sorte. E' un agritur a gestito dalla famiglia di Giorgio Moser, con l'aiuto della moglie Colomba e della figlia Elena. Nella fattoria il signor Giorgio, di professione macellaio, produce da sè tutti i salumi serviti in tavola, seguendo le vecchie tradizione dei nonni che macellavano le bestie seguendo le fasi lunari propizie. Le specialità sono: carne di manzo, vitello, lucaniche, salsicce, speck, carne salada e pancette. Accanto al maso una bella stalla con le mucche, un paio di cavalli nel prato, e altri animali a spasso nei paraggi. L'ambiente è arioso, caldo e accogliente con la grande stufa a olle che troneggia nell'ampio e luminoso salone con grandi finestre.
Noi abbiamo degustato un antipasto della casa con affettati misti, speck, lucanica, carne secca, pancetta, carpaccio; formaggi misti del Caseificio di Cavalese, di cui Giorgio Moser è presidente, ovvero formaggio nostrano stagionato, grana, fontina. Come primi minestra d'orzo alla trentina, canederli in brodo e col burro fuso, minestra di trippa. I secondi: polenta con lucanica bollita e crauti, formaggio fuso, patate saltate con carne salada, polenta con spezzatino, coda di manzo brasata. I dolci sono la specialità della figlia Elena: salame di cioccolato, fette d'Amburgo, crêpe alla marmellata. Noi di Girovagando ci sentiamo di consigliare senz'altro l'Agritur Maso Sorte, per la simpatia della famiglia Moser e per gustare come si deve i migliori piatti tipici della cucina trentina.
Marco Aurelio Nones, scultore Nella piazza di Castello di Fiemme, s'affaccia la bottega di uno scultore del legno che ha scelto un bel sole giallo come simbolo. In effetti rispecchia la sua personalità semplice e solare. Inizia a scolpire a 15 anni, per hobby. Scolpisce sempre, in ogni momento libero, anche quando sarà più grande e lavorerà nel suo distributore di benzina. La passione è tanta, come la voglia di fare, finché nel 1986 decide di fare l'artigiano a tempo pieno. Scelta di cui ovviamente non si è mai pentito.
"Scolpire il legno è un mestiere in cui c'è sempre da imparare", dice marco Nones, "ci vorrebbero due o tre vite almeno. Però sono contento, perché è anche questo il bello, vedere che ogni anno si migliora. Per me tutte le sculture sono importanti: anche quella più piccola e modesta. Ci metto sempre la stessa passione, anzi mi piace così tanto che potrei lavorare anche di notte".
Nones scolpisce il tiglio, il legno tipico da scultura, e il pino cembro, l'albero delle sue montagne. Si ispira alle fiabe, gli piacciono molto perché così può sbrigliare la sua fantasia. Un'altra passione sono i soggetti di vita contadina. Suo padre era contadino, e così gli piace rievocare in qualche modo la sua infanzia nel ricordo di un mondo ormai lontano.
testi e foto di Alessandro Ghezzer
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