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Trentingrana - Museo Caproni - CUS volo a vela
Mostra Destinazione Stelle, Formaggi Trentini - 2 marzo 2002
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Luciano alla mostra interattiva "Destinazione Stelle" al Museo Gianni Caproni (foto Agh)

Questa è l'ultima puntata del ciclo invernale di Girovagando, che conclude in bellezza e in bontà. In bellezza con l'affascinante universo delle stelle e la mostra interattiva al Museo Caproni, e con la bontà della squisitezza dei formaggi trentini. Dalle stelle alle stalle si potrebbe dire... nel senso più pregevole del termine, beninteso.


Casaro al lavoro
 
Stampo in legno per il burro
 
L'arte del casaro

Chi scrive ha passato numerose estati, da ragazzino, nella casa sopra al caseificio di un paesino del Trentino, trascorrendo interi pomeriggi fra i piedi del casaro ficcando il naso (e a volte anche le dita) nel suo lavoro. Ricorda la processione degli allevatori, che da mattina a sera portavano al "casel" (caseificio) i bidoni del latte appena munto. Chi sulle spalle, chi sul carretto trainato dal cavallo, i più moderni sul trattore.


i grandi paioli di rame
 
La "zangola" per il burro
 
Ha seguito da vicino i gesti del casaro tramandati dalla tradizione ed affinati con l'esperienza, che rimestava in enormi paioli di rame la cagliata, o che pressava nelle forme di legno il burro ancora tenero, e lo metteva a rassodare in grandi vasche piene d'acqua corrente nelle quali i pani galleggiavano come piccoli iceberg. Quasi ogni comune del Trentino aveva il suo caseificio sociale che lavorava il latte degli allevatori locali. Con il passare del tempo la produzione trentina di formaggio è passata da uno stadio per così dire casalingo dei vecchi caseifici ad una produzione di tipo artigianale, conservando però quelle caratteristiche di genuinità che hanno reso i formaggi trentini giustamente famosi in Italia e nel mondo. La grande varietà floristica dei pascoli, ricchi di essenze foraggere e di erbe dai mille aromi, fa sì che il latte prodotto abbia un aroma e un gusto particolari che si ritrovano poi nei vari tipi di formaggi trentini.


Gabriele Weber responsabile Centro Operativo Trentingrana (foto Agh)
 
Formaggi trentini

Per salvaguardare questa ricchezza di sapori nel rispetto delle tradizioni, i caseifici si sono consorziati dando vita a Trentingrana - Formaggi Trentini. L'attività sociale del consorzio comprende il ritiro, la stagionatura e la commercializzazione del prodotto conferito dai soci, e la salvaguardia e la promozione del marchio DOP (denominazione di origine protetta) che riconosce e certifica le caratteristiche della zona di produzione e l'identificazione geografica. Le aziende consorziate, gli animali, il latte ed i suoi derivati, sono regolarmente controllati dal laboratorio di analisi CONCAST con regole precise, garantite da un protocollo stabilito e sorvegliato dalla Provincia Autonoma di Trento che impegna le aziende aderenti al consorzio al rispetto di rigide norme di produzione che assicurano la qualità di burro e formaggi. Qualità che è il vero punto di forza della produzione casearia trentina.


Stagionatura del Grana Trentino (foto Agh)
 
Trentingrana

Uno dei prodotto di punta del consorzio è senza dubbio il grana trentino detto Trentingrana, prodotto dalla lavorazione artigianale di latte di vacche di razza Bruno alpina, Rendena e Frisona, rigorosamente alimentate a pascolo, fieno e mangimi selezionati a base di cereali e leguminose. Sono assolutamente vietati i mangimi a base di farine animali. Il risultato è un formaggio a pasta dura, cotta, a lenta maturazione, di alto valore nutritivo e di altissima qualità, che richiede una stagionatura fra i 18 ed i 24 mesi. Circa la metà del latte prodotto in Trentino (un milione di quintali) diventa grana, il resto è destinato alla produzione di latte pastorizzato, yogurt e alla lavorazione di altri formaggi tradizionali.


Taglio di una forma nel punto vendita di Segno
 
Fin dal 1926

Il Trentingrana si produce fin dal 1926, quando un certo signor Marchesi di Rumo, sposandosi con una ragazza di Mantova, ebbe modo di imparare l'arte del casaro in quel di Mirandola. Acquisiti i segreti del mestiere, acquistò il latte del caseificio di Cloz in valle di Non e lo trasformò nel prestigioso formaggio che si diffuse successivamente in tutta la provincia. Il Trentingrana fa parte della grande famiglia del Grana Padano e, nell'ambito di tale Denominazione di Origine Protetta, ne è stata riconosciuta la specificità apponendo sullo scalzo della forma un apposito marchio, proprio per le caratteristiche montane della zona di produzione e per la peculiarità del prodotto. Il Centro Operativo del Consorzio Trentingrana - Concast ha la sua sede a Segno di Taio, in Val di Non (tel.0463 / 469256), in un'ampia struttura riammodernata recentemente, con il magazzino di stagionatura, il reparto confezionamento, gli uffici commerciali ed il punto vendita. La struttura è facilmente raggiungibile lungo la strada statale che da Trento porta in valle di Non.

Antichi Sapori Trentini


Un nuovo elegante punto vendita dei Formaggi Trentini è stato aperto a Trento nella centralissima via Belenzani. Qui si possono trovare tutti i migliori formaggi trentini: i saporiti come Vezzena, Asiago Mezzano, Fior di Monte SAV, Caprino Rustico, Spressa; i delicati come Fontal SAV, Fontal Fiavé, Dolomiti Predazzo, Latteria SAV, Occhiato Fiavé; i semi-stagionati come il Puzzone di Moena, Nostrano Val di Fassa, Nostrano Primiero; i gustosi come Boscatella Fiavè, Fresco Vivo SAV, Spalmabili Fiavè, Mozzarella Fiavè.


I titolari del punto vendita Antichi Sapori Trentini in via Belenzani a Trento (foto Marco Benvenuti)
 
Fabio Malfer, responsabile della "Formaggi Trentini" e Massimo Piffer gestore del punto vendita

Nel punto vendita non si trovano solo i formaggi, ma anche una formidabile rassegna dei migliori prodotti eno-gastronomici trentini: vini, grappe, confetture, miele, funghi sottolio, salumi. Con una particolare attenzione nel privilegiare soprattutto i piccoli produttori e i loro prodotti tipicamente artigianali.

   
         
   
         
   
Prodotti trentini nel punto vendita Antichi Sapori Trentini (foto Agh)


Il punto vendita Antichi Sapori Trentini è a Trento in via Rodolfo Belenzani 56.
Tel. 0461 / 260535
. La competenza e affabilità del gestore sig. Piffer saprà certamente consigliarvi una degustazione coi fiocchi.


Uno dei meravigliosi aerei esposti al Museo Caproni (foto Agh)
 
Museo G. Caproni
Aeronautica, scienza e innovazione

Inaugurato nel 1992 il Museo G. Caproni raccoglie ed espone una collezione di rilievo mondiale di aeroplani e cimeli storici raccolti dalla famiglia di Gianni Caproni (Arco, TN 1886 - Roma 1957) e da essa affidati alla Provincia Autonoma di Trento. Dalla primavera del 1999 il museo è diventato sezione territoriale del Museo Tridentino di Scienze Naturali. La sala espositiva ospita una ventina di velivoli storici, di cui 9 sono pezzi unici al mondo. Tra i più significativi si possono ammirare un Caproni Ca6 e un Caproni Ca9 realizzati nel 1911, un Caproni Ca100 idro del 1928 e un SM79 del 1934. Oltre alle centinaia di cimeli storici esposti, sono stati ricostruiti lo studio di progettazione dell'illustre pioniere aeronautico e uno scorcio dell'officina eliche dello stabilimento Caproni operante negli anni venti. La missione del museo è quella di operare a favore della diffusione della cultura scientifica e tecnologica, con particolare riguardo agli aspetti di innovazione ed ai risultati delle ricerche raggiunti in territorio trentino.

Volare col CUS

All'aeroporto Caproni c'è il Centro di Volo del Centro Universitario Sportivo: si possono ottenere i brevetti di volo a vela e motore, fare stage di perfezionemento, partecipare a gare sportive di distanza, conseguire le insegne sportive FAI.



Girovagando ringrazia il CUS per il battesimo del volo di Luciano, l'istruttore di volo Marco Fozzer, il pilota Marco Tomasini e Mauro Lunelli per il bridinisi con lo Spumante Ferrari (immagini Marta Dal Palù).

Ma soprattutto si può provare l'ebbrezza del volo in mezzo alle nostre montagne a bordo di un aliante, accompagnati solo dal fruscio del vento sulle ali. Potevamo noi di Girovagando non provare questa nuova esperienza? Grazie al CUS anche Luciano ha potuto finalmente realizzare il suo sogno: il battesimo di volo!

 
Destinazione stelle

Le costellazioni esistono davvero? Cosa mangiano gli astronauti nello spazio? Perchè un uomo di 80 kg ne pesa oltre 200 su Giove? A queste ed ad altre domande interessanti risponde la mostra interattiva Destinazione Stelle, allestita al Museo Caproni. Attraverso una serie di esperimenti intereattivi è possibile osservare la simulazione di una campo gravitazionale, "pedalare" tra le costellazioni con una bici che accelera il tempo, misurare il proprio peso sui vari pianeti e fare molte altre interessanti osservazioni.


Christian Lavarian, uno dei curatori della mostra "Destinazione Stelle"
(foto Marco Benvenuti)
 
La scienza del cielo ha rappresentato, agli albori della civiltà, il primo tentativo dell'uomo di rapportarsi con l'immensità del cosmo nella speranza di comprenderne le leggi e svelarne i misteri. L'incanto del firmamento stellato nel silenzio della notte accende irresistibilmente il desiderio di conoscenza, come lo stupore nel constatare l'enormità che avvolge il nostro minuscolo pianeta. Nella società moderna, alla continua ricerca della soddisfazione materiale dimentichiamo troppo spesso ciò che là fuori, nello spazio profondo, assiste indisturbato da miliardi d'anni alle vicende di un piccolo sistema solare. Questa mostra vuole avvicinare il pubblico giovane e adulto ai grandi successi conoscitivi dell'astronomia, attraverso installazioni interattive ed attività di gruppo, con un approccio sensoriale completo. La mostra si apre con una sezione dedicata all'esplorazione dello spazio: attraversando il futuristico interno di un modulo della stazione spaziale internazionale si accede ad un'area dove affascinanti esperimenti stimolano lo studio dei fenomeni astronomici.


Luciano (g)astronauta (foto Marco Benvenuti)
 
Sono previste due aree tematiche dedicate rispettivamente alla moderna scienza astronomica compresa nei suoi concetti base e all'esplorazione spaziale. La prima sezione pone l'accento sulla natura dei fenomeni celesti e sulla loro comprensione tramite numerosi esperimenti. La seconda sezione vuole dare una panoramica sull'esplorazione passata e futura dello spazio, con exhibit interattivi che si richiamano agli esperimenti che gli astronauti fanno nello spazio, riprodotti all'interno di un tunnel che ricorda un modulo della Stazione Spaziale Internazionale.

Gli esperimenti interattivi


Noi di Girovagando abbiamo voluto provare qualche esperimento. Siamo stati subito attratti dalla macchina gravitazionale. Un aggeggio vagamente inquietante con degli anelli ruotanti alti tre metri. "Chi vuole salire?" ha detto Lavarian, il curatore della mostra che ci ha gentilmente accompagnati lungo il percorso. Tutti hanno finto di distrarsi. Il cameraman, con la scusa che doveva fare le riprese, ha declinato fermamente l'invito. L'aiuto operatore anche, con la scusa che è debole di stomaco. Restavano Luciano e Marta. Luciano s'è messo improvvisamente a scrivere qualcosa di urgentissimo e quindi la scelta è caduta su Marta che, aizzata perfidamente dal resto della troupe, si è sottoposta coraggiosamente all'esperimento. Salita al centro della macchina è stata immobilizzata con cinture che le legavano il corpo e i piedi. Quindi sono stati tolti i fermi alla macchina.

   
Marta Dal Palu' si cimenta impavidamente sulla "macchina gravitazionale" (foto Marco Benvenuti)

Per un attimo è rimasta ferma a mezzaria, noi della troupe col fiato sospeso. Poi è bastato un movimento impercettibile perchè la macchina si mettesse in moto improvvisamente, la povera Marta centrifugata come nell'urna di un lotto impazzito. Ogni tentativo di fermarsi, accompagnato da lamenti soffocati e da grugniti, risultava vano. Dopo qualche giravolta pero' ha pigliato confidenza riuscendo a compiere delle rotazioni (quasi) volontarie. L'abbiamo costretta a star lì a roteare come un salame per un po', poi ha voluto smettere. Quando è scesa aveva lo sguardo un po' così.


La bici spaziale
 
Luciano invece s'è voluto cimentare con una macchina meno infida: la bici spaziale. Inforcata una specie di cyclette con un monitor davanti che mostrava i pianeti è partito di buona lena per l'uscita, nientepopodimeno, del nostro sistema solare. La bici in realtà simula una velocità enorme e, accorciando i tempi, rende l'idea delle distanze proporzionali tra un pianeta e l'altro. Questa cosa ha ringalluzzito Luciano che ha passato in un balzo la Luna e s'è diretto senza indugio verso Marte. Durante il viaggio le cose si sono complicate un pochetto, perché Marte non arrivava mai. Luciano ha stretto i denti incrementando la velocità, ma dopo essere arrivato all'altezza del Pianeta Rosso con la lingua di fuori, quando gli si è detto di proseguire almeno fino a Plutone, sempre per esigenze di ripresa beninteso, è sceso d'un balzo dalla bici con un deciso "Ne' in mona valà'" lasciandoci tutti con un palmo di naso.

Chi scrive invece ha provato a "pesarsi" sui vari pianeti. 13 chili appena sulla Luna, ma ben 160 su Giove e due tonnellate e mezzo sul Sole! Ma quel che è peggio è stato tornare sulla Terra e scoprire con orrore di aver messo su 4 chili, 82 chili contro 78, colpa delle mangiate durante le puntate di Girovagando. Be', se non altro questa è l'ultima puntata, potrò mettermi a dieta e tornare quasi un giunco per l'inzio del ciclo estivo. Forse.

Arriverderci a presto!

testi e foto di
Alessandro Ghezzer



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Museo Gianni Caproni
aeronautica, scienza e innovazione

via Lidorno, 3 38100 TRENTO
tel. +39-0461-944 888 fax +39-0461-944 900
www.mtsn.tn.it/caproni/caphome.html
caproni@mtsn.tn.it

Centro volo a vela CUS Trento
Cus - Centro Sportivo Universitario
Via Lidorno loc. Mattarello (Trento)
tel. 0461/944890
www.gelso.unitn.it/custn/cvoloave.htm

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via calepina 14, 38100 Trento
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www.mtsn.tn.it/index.html
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www.formaggitrentini.com
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