|
Pampeago Kindergarten - l'asilo della neve, 6 gennaio 2002 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Girovagando fa tappa oggi a Pampeago in Valle di Fiemme, nello Ski Center Latemar, per una interessante novità dedicata ai bambini: l'Asilo della Neve. Un mini villaggio in cui i bimbi possono divertirsi in assoluta sicurezza, affidati ai maestri per imparare i primi rudimenti dello sci e al personale specializzato per tantissimi giochi divertenti.
L'area recintata è costantemente sorvegliata, così anche i genitori possono andare a fare qualche discesa in tutta tranquillità mentre i loro bambini si divertono a giocare, slittare, fare pupazzi di neve, impare a fare i primi passi con gli sci, sempre assistiti da personale specializzato. In caso di maltempo una confortevole struttura coperta accoglie i bambini, che possono anche fermarsi per un bel pranzetto. L'asilo della neve si trova all'arrivo della seggiovia Latemar.
L'ingresso per i bambini di ogni età costa 2 euro, i genitori o accompagnatori entrano gratis. Informazioni presso la Scuola di Sci - tel. 0462/813337 - fax. 0462/813570. E-mail: scuolasci.pampeago@tin.it
Con la scusa delle riprese, approfittiamo per fare un giro sulle piste. Pigliamo un bel paio di sci carving a noleggio dal signor Genesio, presso la Scuola di Sci, e via! Bisogna dire, e non è piaggeria, che nonstante la scaristà di neve le piste sono, come sempre, pressoché perfette. Si deve dare atto allo Ski Center Latemar di saper garantire piste in ottime condizioni anche quando la neve naturale scarseggia. Il potenziamento degli impianti ha inoltre eliminato le code che qualche volta in passato affliggevano lo sciatore. Ad esser pignoli la neve qua e là è un po' duretta, ma basta sciare sui bordi per trovare addirittura neve bella polverosa.
Ridendo e scherzando coi bimbi, sciottando sulle piste e chiaccherando un po' coi turisti, tra i quali una famiglia addirittura della Corea del Sud (!) alla quale abbiamo strappato una difficile intervista in simil-inglese, è venuta fatalmente anche l'ora di pranzo. Con il fido Marco Barbolini, gran conoscitore delle attrattive della valle di Fiemme, che ci ha accompagnati per l'occasione, siamo stati accolti al Rifugio Zischg-alm m. 2010 inondato di sole e di turisti come si conviene in una bella giornata come questa. Sulla soglia un invitante profumino di intingolo ci ha fatto vacillare... anzi no, ci ha accelerato il passo e accresciuto l'appetito già piuttosto vispo.
Rifugio Zischg-alm Il rifugio (tel. 0462-813600) di Joahnn Pichler si trova a quota m. 2010, poco distante dall'arrivo della seggiovia Latemar, davanti al campo scuola. In inverno è aperto da dicembre ad aprile, in estate da fine giugno a settembre. Mangiare fuori nel solarium ci tentava molto, ma Ivo Zanin e Cinzia Cimarolli, che si occupano della gestione del rifugio, hanno insistito per farci accomodare all'interno in un angolo più tranquillo.
Gli amanti dello slow-food posso lasciar perdere il pur ottimo self-service per concentrarsi sui gustosissimi piatti tipici. Chi scrive non ha fatto neppure a tempo a fotografare i primi, perché sono spariti in un baleno. Ho potuto fotografare solo i secondi, e i dolci, con i commensali che sbuffavano infastiditi per l'imprevista attesa. Sì, signori: perché il sottoscritto lavora mentre gli altri mangiano! E poi dicono che mi invidiano il mestiere.
Purtroppo le soste a tavola durano sempre troppo poco e così è giunta l'ora di riprendere il lavoro. Non prima però di aver concluso degnamente il lauto pasto con un carrello di dolci assolutamente degno di nota: torta Sacher, torta di ricotta e uvetta, strudel di mele, torta "foresta nera" al cioccolato e infine il curioso, ma ottimo, Gernknodel con ripieno di marmellata, ricoperto di salsa vaniglia e semi di papavero. Il tutto inaffiato con un gradevole vin dolce.
(tel. 0462/813520) Dentro c'é un bel tepore e una ricca tavola imbandita per noi, che ci aspetta per una allegra merenda insieme ai maestri di sci tra i quali Mario "Fassan", sempre in prima fila quando c'è da fare baldoria. Nonostante fossimo freschi reduci dal pranzo al Zigsch-alm, non abbiamo potuto fare a meno di assaggiare uno strepitoso orzetto caldo, a cui è seguito il solito contorno di affettati vari, vinelli e brindisi finali con schitarrata e cori alpini dei maestri. Peccato non potersi fermare a far tardi la sera. Sarà per un'altra volta! testi e foto di Alessandro Ghezzer
home page |