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La Ventessa |
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L'associazionismo culturale è molto attivo in valle: vi presentiamo una delle associazioni storiche: La Ventessa Tradizione e innovazione in Valle di Cembra Siamo un gruppo di donne della valle di Cembra che da un anno e mezzo sono in contatto costantemente per costruire e realizzare insieme una progetto comune nella valle di Cembra. Proveniamo da esperienze formative e di lavoro molto diverse. Alcune di noi sono contadine, altre artigiane, alcune insegnanti, madri, ricercatrici. Abbiamo fatto percorsi diversi, alcune sono sempre rimaste in valle, altre sono ritornate o vorrebbero ritornare dopo avere lavorato o studiato altrove. La valle di Cembra soffre da tempo di uno sviluppo economico programmato solo nel breve periodo, basato sul saccheggio e labbandono del territorio, sbilanciato prevalentemente sullestrazione del porfido.
Conosciamo le ricadute che questo ha comportato sulle donne e sugli uomini della valle: un precoce abbandono scolastico, una divisione netta tra Alta e Bassa valle di Cembra, la totale marginalizzazione di qualsiasi attività turistica, la chiusura delle piccole imprese zootecniche ed agricole e lesclusione delle donne dal mercato del lavoro. Nonostante il consistente contributo pubblico i paesi si sono spopolati e sono state prima di tutti e soprattutto le donne a lasciare la valle, ad abbandonare quella fitta rete di relazioni sociali che costruivano nei loro percorsi quotidiani e che era il tessuto su cui poggiava lidentità di ogni paese. Con le donne se ne è andata una fetta della memoria storica della nostra valle, se ne è andato un prezioso anello nella catena di trasmissione delle conoscenze tra la generazione delle nostre nonne e delle nostre figlie. Ancora oggi restare in valle per una donna vuole dire fare la pendolare verso Trento per farci lavori dequalificati spesso in nero e dequalificati come la donna delle pulizie, la baby-sitter per poi sposarsi, avere dei figli e dipendere dal marito.
Eppure la nostra valle ha una posizione geografica che la rende raggiungibile in venti minuti da Trento ed ha delle caratteristiche che ne fanno un territorio fragile e affascinante. La valle di Cembra è un territorio in cui convivono forti contrasti : linesorabile erosione del territorio e la bellezza delle piramidi, lasperità del dislivello ed il fascino dei boschi di faggi e larici, il gelo invernale e lo splendore dei muri a secco che sostengono i terrazzamenti tipici della valle che proprio in inverno si presentano in tutto il loro splendore sovrastati da un manto di neve. E proprio a partire da questi contrasti che abbiamo maturato la convinzione che possiamo pensare ad uno sviluppo della valle solo in chiave di sostenibilità ambientale. Crediamo che solo uno sviluppo attento alle esigenze del presente ma che non comprometta la qualità della vita delle future generazioni potrà fare di questi contrasti delle risorse e non più le condizioni che hanno spinto allemigrazione o alla marginalità molti/e di noi.
Ci siamo quindi costituite in associazione che abbiamo chiamato La Ventessa, come viene chiamato da noi il caldo vento dellinverno, con il desiderio di poter vivere nella valle che amiamo come protagoniste di un nuovo corso nello sviluppo della zona. Alcune di noi svolgono attività agricole e vitivinicole biologiche, altre sono impegnate in attività tradizionali di nicchia come linfeltrimento della lana per la realizzazione di indumenti, tappeti, cuscini e nel recupero della lavorazione della canapa e della lana. Altre sono interessate a mettere a disposizione la propria casa e la propria accoglienza per realizzare microattività recettive nelle forme del beed and breakfast, altre stanno impegnandosi per accogliere bambini in casa nella forma della mamma di giorno o ( Tages-mutter), altre ancora, in accordo con le scuole, propongono percorsi didattici e di gioco per bambini nelle varie aziende.
E proprio in questottica che si intravede la possibilità di creare nuove forme di turismo rurale integrato, basate basate su una fruizione consapevole e più rispettosa del territorio potenziando le risorse umane e culturali esistenti. Per questo lassociazione ha gia presentato dei progetti che prevedono: recupero di baite, manufatti storici, edifici rurali tipici del territorio, la progettazione di sentieri e percorsi interaziendali; laccoglienza e la degustazione presso le aziende agricole e vitivinicole; attività didattiche e dimostrative nelle singole aziende biologiche,nei laboratori di artigianato e di trasformazione. Abbiamo impostato anche un lavoro di ricerca, basato su interviste ad anziane della valle, per ricostruire alcuni tasselli nella nostra memoria storica. Abbiamo inoltre sollecitato le varie istituzioni perché attuino dei corsi in più discipline, che ci permettano di migliorare le nostre conoscenze culturali e professionali.
Lassociazione quindi ha lo scopo di sostenere e di mettere in rete le donne che realizzano queste attività, e vuole collegare queste donne con altre realtà ed istituzioni che operano in valle di Cembra, aiutandole in un rapporto di reciprocità e mutualità , che non sempre è facile da realizzare, soprattutto in alta valle o nelle piccole frazioni dove sono dati reali ed allarmanti lisolamento, il timore di mettersi in discussione e labbandono delle proprie radici. Lassociazione, seppure con un coinvolgimento ingiustificatamente tardivo, da' un proprio contributo allinterno del tavolo di concertazione per il patto territoriale della valle di Cembra che speriamo dia i suoi frutti; si fa promotrice delle esigenze delle donne presso la Provincia ed è particolarmente interessata alle proposte di legge sul bed and breakfast e la tages-mutter per garantirne in forma flessibile la massima simpateticità alle esigenze delle donne. Crediamo che solo lintegrazione di tali microattività con ciò che la valle e la provincia già offre possa veramente costituire una nuova forma di sviluppo della valle di Cembra. E una scommessa per tutte noi, i nostri figli ed il futuro della valle di Cembra.
Sapere, sapori, tradizioni attraverso la valle: un network per lo svilupo rurale Le aree montane e rurali, e conseguentemente le comunità che le popolano, sono spesso zone povere e svantaggiate in quanto soffrono per le condizioni morfologiche e climatiche, lo spopolamento umano, la crisi delleconomia agricola, la perifericità rispetto alle principali linee di comunicazioni e rispetto ai poli economici.Questi processi hanno portato ad una destrutturazione della società, della cultura e delleconomia che si manifesta con il pendolarismo e lesodo rurale, soprattutto dei giovani. Questa crisi di carattere qualitativo del tessuto sociale delle piccole comunità montane ha provocato una consistente diminuzione del reddito legato alle attività tradizionali.
Il superamento delle rigide separazioni tra le diverse attività
settoriali delle imprese, dei servizi vendibili e non, delle funzioni
pubbliche, collettive e private, delle risorse naturali, ambientali e
culturali, costituisce la principale chiave daccesso alla conservazione
dei valori della montagna e delle sue potenzialità produttive.
In questottica risulta di fondamentale importanza proporre degli
interventi-azioni che permettano il mantenimento del ricco patrimonio
naturale e culturale caratterizzante la comunità non intaccandone
lidentità culturale offrendo la possibilità alla popolazione
di mantenersi garantendo posti di lavoro ed indotto economico.
Per ottenere ciò le aree marginali devono offrire un prodotto
di qualità e ben visibile in grado di sostenere complessivamente
la comunità locale, allettare i visitatori, competere con le aree
più favorite. La scommessa quindi sta nel riuscire a trasformare
un limite in unopportunità insita/caratteristica del sistema
montano alpino.Durante lo svolgimento del corso di formazione professionale
organizzato dallAccademia di Commercio e Turismo di Trento, nellambito
dei Patti Territoriali della Valle di Cembra, abbiamo visitato alcune
aziende agrituristiche nel Parco di Monteveglio, ed alcune realtà
agrituristiche e turistiche del Trentino, e da queste visite abbiamo tratto
lo spunto per proporre un progetto complessivo che racchiuda una serie
di eventi/progetti, che interessano tutta la Valle e le Aziende coinvolte
nel corso e non. Un altro progetto europeo RECITE II - Learning sustainability
si occupa della realtà Val di Cembra. Ha obiettivi simili a quelli
che ispirarono il progetto in oggetto e vuole rispondere allesigenza
di diffondere la cooperazione rurale, la gestione del patrimonio naturale,
lagricoltura e il pascolo, la vendita di prodotti alimentari di
qualità ma di nicchia in modo tale da sviluppare un turismo integrato
che sfrutti le risorse locali e il potenziale esistente.
Soprattutto per raggiungere lultimo obiettivo presentato, le attività
verranno seguite direttamente (progettazione, programmazione e svolgimento)
da personale che abbia già maturato esperienze simili. Ogni manifestazione prevede la partecipazione di aziende private con offerta di prodotti e servizi di natura diversa, che vanno dallartigianato, ai prodotti biologici, al vino, allospitalità in aziende agrituristiche, alle attività ludico-educative e altro, e la collaborazione attiva degli altri soggetti pattizi, come le APT, i Comuni, le scuole, il BIM, le Casse Rurali, il Volontariato e altri. Le iniziative sono dislocate su tutto il nostro territorio per favorire la conoscenza e la valorizzazione di più località/realtà che caratterizzano la valle. |