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Altopiano di Piné - Valle di Cembra |
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| Cari amici di Girovagando eccoci di nuovo a voi con la prima puntata dell'estate 2002! Inauguriamo il ciclo ritornando sull'Altopiano di Piné - Valle di Cembra, dopo le precedenti visite del 12 gennaio 2002 e 30 giugno 2001. Anche quest'anno ci attendono novità molto interessanti, come ci hanno spiegato il presidente dell'Apt Enrico Colombini e il direttore Sergio Revolti che ci hanno accompagnato nel nostro itinerario.
La natura regina
Si possono anche prenotare escursioni, visite guidate, ed avere indicazioni sulle manifestazioni ed iniziative in corso. La sede di Piné Cembra Vacanze è a fianco dell'Apt in via Cesare Battisti 106 a Baselga di Piné.
Tra le novità più interessanti proposte dalla APT c'è la riscoperta del passaggio sulle nostre terre di uno tra i più grandi pittori e intellettuali del rinascimento tedesco: Albrecht Dürer. Nel suo viaggio in Italia nel 1500 ci ha lasciato 12 straordinari acquerelli: cinque di questi sono opere dedicate alla Valle di Cembra e in particolare alle Piramidi di Terra e al Castello di Segonzano.
Da Innsbruck, dove era arrivato il 18 ottobre 1494, si avviò verso il passo del Brennero e quindi attraverso Vipiteno, Chiusa e Bolzano, giunse fino a Laghetti di Egna dove però si trovò la strada di fondovalle sbarrata dalla piena dellAdige. Dürer non si perse danimo e decise di superare lostacolo passando dalle montagne. Raggiunse quindi Pochi di Salorno e di qui salì fino a Passo del Sauch (quota 915) e al Lago Santo (1200 metri) da dove scese a Cembra, al Castello di Segonzano e alle piramidi di terra. Da qui potè poi proseguire il suo cammino alla volta di Venezia. Grazie allinteressamento della direttrice della Dürerhaus di Norimberga, Dott. Jutta Tschöke, e alla sensibilità dei Comuni di Egna e Salorno, dellAssociazione turistica di Salorno e dellAPT Altopiano di Piné Valle di Cembra è stato ora ripristinato il tratto di percorso che Albrecht Dürer fece dalla Valle dellAdige alla Valle di Cembra nel 1494. Lungo l'itinerario si trovano dei "punti di interesse" contrassegnati da cippi in pietra con il famoso logo dell'artista "AD" e tabelle esplicative. L'itinerario parte da Salorno e raggiunge la Val di Cembra e può essere percorso a piedi in una giornata. Cartine e depliant possono essere richiesti all'Apt che organizza anche visite guidate
Nella frazione di Miola di Piné facciamo la conoscenza con Renato Leveghi, simpatico artigiano del ferro. Oltre alla produzione "classica" come fabbro nella sua officina, Leveghi possiede un estro artistico che si manifesta in originali incisioni su lastre di metallo. Le realizza con una potente torcia al plasma, che somiglia a una specie di laser, con cui taglia in pochi secondi pesanti lastre di ferro. In realtà il taglio è prodotto da un getto d'aria ad altissima pressione. Renato Leveghi produce pezzi unici, anche su ordinazione, e manufatti in ferro più tradizionali come cancellate e altri oggetti di uso comune, lavora in via dei Prai 21 a Miola, tel. 0461/558189.
Nella
tarda mattinata ci spostiamo nella vicina valle di Cembra, dove facciamo
visita all'antica azienda agricola dei Baroni
a Prato a Segonzano. Ci accoglie con cordialità il barone
Ferdinando, che ci mostra le vecchie cantine con le grandi botti in legno.
Lui continua la tradizione dei suoi avi coltivando il Pinot
e il Cabernet nelle vigne tutte
intorno sui terrazzamenti. Poco distante si possono vedere i ruderi merlati
del castello di Segonzano, ancor oggi a guardia del ponte di Cantilaga,
uno dei pochi punti accessibili della profonda valle dell'Avisio. Della
costruzione duecentesca e del rimaneggiamento cinquecentesco promosso
dagli a Prato sono rimasti solo pochi muri, ma la fortezza ebbe grande
importanza fra il Trecento e il Quattrocento.
La Valle di Cembra è famosa per i suoi vigneti ricavati su terrazzamenti sostenuti da migliaia di antichi muri a secco, una tecnica che nonostante i secoli trascorsi mostra ancora la sua efficienza. Grazie all'ingegno e al lavoro dell'uomo questa valle dai fianchi scoscesi è diventata un giardino dove la vite è regina.
In Valle di Cembra anche quest'anno dal 10 al 14 luglio 2002 si celebra la rassegna dei Müller Thurgau. E' un vitigno a frutto bianco ottenuto dall'incrocio di Riesling renano e Silvaner verde, una varietà che proprio su queste colline del Trentino ha trovato un suo habitat naturale con un clima tipicamente montano caratterizzato da forti escursioni termiche con notti particolarmente fredde ed innalzamenti repentini grazie all'azione mitigatrice del vento del Garda e alla particolare esposizione al sole dei vigneti. L'originalità del clima trentino determina una delle caratteristiche più importanti del Müller Thurgau: un'uva che riesce ad arrivare al punto ottimale di maturazione grazie alla grande concentrazione di terpeni (composti vegetali) che consentono di raggiungere un ottimo livello di acidità che rende il prodotto particolarmente aromatico e persistente. Nell'ultima vendemmia in Trentino ne sono stati prodotti 70.300 quintali. Sono circa un centinaio i vini in esposizione a Palazzo Barbi, edificio storico nel centro di Cembra. Il programma prevede degustazioni aperte al pubblico e guidate per sommelier, ristoratori, albergatori, incontri e dibattiti su temi legati alla viticoltura, al turismo rurale e laboratori del gusto.
In concomitanza con la Mostra, nei migliori ristoranti di varie località del Trentino sono proposti dei menù speciali A tavola con il Müller Thurgau, con pietanze che prevedono l'abbinamento con il famoso vino. La manifestazione è organizzata dal Comitato Mostra di Cembra c/o Palazzo Barbi, in Piazza Toniolli 2 - 38034 Cembra (TN). Tel. 0461 683110 / 0461 680668 - Fax 0461 683257. Indirizzo internet della mosta www.mullerthurgau-mostra.it. Per tutte le altre info contattare l'ufficio Apt a Cembra infocembra@aptpinecembra.it, tel. 0461/683110 oppure 680668, fax 0461/683257. Passeggiando tra i vigneti Con Carlo Filiberto Bleggi della Cantina Toblino facciamo una interessante e istruttiva passeggiata tra i vigneti della valle, dove possiamo ammirare quale cura e attenzione hanno qui i contadini per la loro terra.
Monumento vegetale Per pranzo siamo diretti al Rif. Sauch nei pressi del Lago Santo. Arrivati all'abitato di Cembra saliamo verso nord-ovest in direzione del Lago Santo: poco prima c'è un bivio sulla sinistra dal quale si stacca una strada forestale vietata al transito delle automobili. In una mezz'oretta a piedi tra splendidi boschi scendiamo verso passo Sauch, passaggio obbligato che nell'antichità era utilizzato per aggirare le frequenti inondazioni in valle dell'Adige. ![]() Il gigantesco Roccolo Mosaner nei pressi del Rifugio Sauch (foto Agh)
Poco prima del rifugio, in una radura, una singolare apparizione: uno stranissimo monumento vegetale con alti colonnati di piante. Sono i Roccoli Mosaner, una rarità da vedere e da scoprire. Si tratta un sistema antichissimo per la cattura degli uccelli, le prime notizie risalgono al 1300 e pare sia stato inventato da una comunità di frati bergamaschi. I roccoli si diffusero poi nell'Italia settentrionale dal Friuli al Piemonte. Sono generalmente situati a media altitudine, su declivi e orientati a nord-est perché questa è la direzione di migrazione degli stormi durante lautunno quando, finito il periodo della riproduzione, gli uccelli ritornano numerosi a Sud. I roccoli che sono orientati a Sud-Ovest sono invece utilizzati per la cattura durante la migrazione primaverile. Pochissimi sono i roccoli sopravvissuti fino ai giorni nostri, tra questi quello di Giulio Mosaner, l'attuale proprietario che, nonostante l'uccellagione sia vietata dal 1968 da una legge provinciale, continua per pura passione la manutenzione con laboriose potature e per testimonaire una tradizione che altrimenti è destinata a scomparire. Il Roccolo dal 1992 è utilizato dal Museo di Scienze Naturali di Trento come osservatorio d'ornitologia e dei flussi migratori.
Il roccolo è formato da tre parti fondamentali: 1 - il casello: postazione o torretta delluccellatore situata nella parte più alta del roccolo completamente nascosta dalla vegetazione. 2 - il tondo: piccolo prato rivolto verso valle su cui si trovano piante potate in forme rotondeggianti da cui spuntano i secchi, rami privi di foglie. 3 - colonnato con pergola: circonda il roccolo ed è formato da piante (abeti e faggi) potate in modo caratteristico tra cui sono nascoste le reti di cattura; è rotondo o a ferro di cavallo. Il Roccolo del Sauch è molto grande perché è formato da due caselli, due tondi e due colonnati. Molti roccoli oggi sono stati abbandonati perché la potatura delle piante richiede molto lavoro e perciò è molto costosa. Tecnica di cattura Per attirare e quindi catturare gli uccelli viene seguita una strategia molto particolare che prevede l’utilizzo di uccelli che, con il loro canto, richiamano quelli di passaggio durante le migrazioni. Lungo la valle disboscata vengono poste, a distanza di circa 300 metri l’una dall’altra, delle gabbiette con "uccelli spia" che iniziano a cantare appena avvistano gli uccelli della stessa specie. Intorno ai secchi vengono nascosti gli "uccelli canterini" che, con il loro canto primaverile, richiamano lo stormo di passaggio. Affinché in autunno possano emettere il canto tipico della stagione dell’accoppiamento, questi uccellini vengono tenuti in condizioni di luce che ricorda quella primaverile in modo da ingannare le loro funzioni fisiologiche.
Gli "uccelli zimbelli", attaccati ad un sottile filo, stanno invece sul prato del tondo e, mossi dall’uccellatore, richiamano gli uccelli dello stormo che, incuriositi, si posano sui secchi. A questo punto, per attirare la loro attenzione, l’uccellatore emette un fischio particolare ed aziona dall’alto lo "spauracchio", cioè una lunga pertica alla cui sommità vi è una sagoma che simula un rapace. Gli uccelli spaventati fuggono dalla parte opposta e rimangono così intrappolati nelle reti. Oggi per attirare gli uccelli non vengono più utilizzati uccellini vivi, ma registratori che riproducono i canti di richiamo. Gli uccelli catturati vengono pesati, misurati, inanellati e registrati su apposite schede che sono poi spedite in un centro che raccoglie, a livello nazionale, tutte le informazioni relative alle catture. Rifugio Sauch Dopo la visita al roccolo arriviamo in breve al Rifugio Sauch gestito da Giampaolo Rossi insieme alla famiglia. Siamo a 950 metri di quota e nel punto strategico del sentiero Dürer, cioè in prossimità del passo che consentiva il passaggio alternativo in quota rispetto al fondovalle. Qui probabilmente passava la storica via Claudia Augusta Altinate.
Il rifugio è la meta ideale per una scampagnata e punto d'appoggio per più lunghe escursioni tra i boschi, magari fino al bellissimo Lago Santo. La cucina è quella tipica trentina. Noi abbiamo degustato un ghiotto tortello di patate con affettati come antipasto, poi canederli in brodo, quindi una formidabile polenta con coniglio, crauti e lucanica. Infine un ottimo strudel fatto in casa accompagnato dal vin santo e grappino finale.
Per gli appassionati del mangiar (e bere) bene segnaliamo infine, a primavera e in autunno, la 1a Rassegna Enogastronomica che si svolge in valle nei migliori ristoranti. Con un menù a prezzo fisso è possibile degustare le specialità della cucina locale. Il sottotitolo della rassegna recita "primavera ed autunno sulle orme della selvaggina, funghi e vini per degustare prodotti e piatti tipici della cucina trentina". Per info info@pinecembravacanze.it Corso di cucina Un'altra interessante possibilità per gli appassionati è il corso I segreti della cucina trentina tenuto da esperti, sommelier e cuochi per un fine settimana davvero, è il caso di dirlo, appetitoso. Il corso inizia il prossimo autunno con le seguenti date: 13-15, 20-22, 27-29 settembre 2002, 4-6, 11-13 ottobre 2002. Sono previste anche escursioni con esperti per la raccolta dei funghi in autunnno, erbe aromatiche in primavera. Per prenotazioni e informazioni info@pinecembravacanze.it. ![]() Esempio dei menù proposti nei migliori ristoranti
testi e foto di ![]() L 'eccezionale punto panoramico dal Dosso di Costalta a m 1954: sulla destra si scorge l'anello della pista di pattinaggio (foto Franza)
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