VALLE DI PRIMIERO
Al cospetto delle Pale di S. Martino - 26 gennaio 2002
 

Tramonto sulle Pale di S. Martino: a destra il Cimon della Pala (foto Agh)

Siamo oggi nella bellissima valle di Primiero, al cospetto delle Pale di S. Martino. Torniamo sempre volentieri qui perché la gente è particolarmente simpatica ed aperta, forse perché contraddice un po' il clichè del trentino dalla fama, a volte non immeritata, di essere un po' chiuso ed "orso". Sarà forse per la vicinanza con gli amici veneti che, si sa, sono molto più "ciacoloni" (chiacchieroni) di noi trentini. Ma bando alle ciance appunto :))) e veniamo al sodo, cioè al formaggio.


I prodotti del caseificio Primiero (foto Agh)
 
Formaggio del Primiero tra i migliori d'Italia

Che c'entra il formaggio con le Pale, chiederà quache incauto. C'entra c'entra, perché in Primiero, per chi non lo sapesse, si producono i migliori formaggi non solo del Trentino ma d'Italia! Per saperne di più siamo andati a far visita al
Caseificio Sociale di Mezzano, reduce dal fresco successo ottenuto al 1° Concorso Nazionale Formaggi d'Autore tenutosi a Saint Vincent, in Valle D'Aosta, lo scorso novembre: il suo formaggio nostrano fresco è stato classificato tra i 10 migliori formaggi italiani a latte crudo (4° posto assoluto). Un premio che conferma, dopo il brillante risultato al concorso della Valle di Fiemme dello scorso anno, l'eccellenza dei formaggi prodotti in Primiero, che rispecchia, del resto, un'antica tradizione.


Malga Primalunetta (foto collezione Decimo Purin)
 
Vita da malgaro

Da sempre, in questa valle, la zootecnia ha rappresentato un'importante risorsa economica (un tempo quasi ogni famiglia possedeva delle mucche per il proprio sostentamento) e oggi è la principale attività agricola della zona. Nel passato, vista l'esiguità di latte prodotto da una singola famiglia, si creò la necessità di unirsi per lavorare il poco latte dei singoli allevatori: nacquero così, in alcuni paesi, i caseifici turnari, in altri le cooperative agricole.


Da sinistra: Fabio Malfer, responsabile della "Formaggi Trentini", Giovanni Battista Fontana e Alberto Bettega, rispettivamente presidente e direttore del Caseificio Primiero
(foto Marco Benvenuti)
 
Nel periodo estivo era diffusa la pratica dell'alpeggio dove il latte era lavorato in loco e successivamente i prodotti trasportati al fondovalle per essere venduti. Possiamo ben comprendere, quindi, quanto fosse diffusa e radicata l'arte e la pratica della lavorazione del latte. Tutta questa tradizione è oggi riunita nel Caseificio Sociale Comprensoriale di Primiero S.c.a.r.l. Fondata la società cooperativa nel 1973, la struttura del Caseificio entrò in funzione nel 1981; essa riuniva l'arte, la maestria e la tradizione dei caseifici dei paesi e delle malghe circostanti in un'unica struttura moderna e funzionale. Ancor oggi il Caseificio trasforma il latte raccolto dalle valli del Primiero, Vanoi e Mis in maniera artigianale. Oggi la cooperativa conta circa 100 Soci e nel 2000 ha lavorato 33.400 quintali di latte. Gestisce inoltre alcuni alpeggi e l'Agritur Malga Rolle, situato sull'omonimo passo a quota 1980 mt., dove si possono gustare i piatti tipici locali e i formaggi del Caseificio.


Il caseificio del Primiero a Mezzano (foto Agh)
 
I giganteschi paioli di rame (foto Agh)

La stgionatura (foto Marco Benvenuti)
 
Il Grana Trentino (foto Marco Benvenuti)

Lavorazione in salamoia (foto Agh)
 
Il marchio (foto Marco Benvenuti)

Il Formaggio Fresco Nostrano, premiato tra i 10 migliori formaggi d'Italia (foto Marco Benvenuti)
 
Lo spaccio per la vendita al dettaglio
(foto Marco Benvenuti)


La cima del Sass Maor svetta sulla Val Canali (foto Agh)
 
La Val Canali

In tarda mattinata siamo diretti nella splendida Val Canali, l'accesso meridionale al Parco Paneveggio - Pale di S. Martino, che si presenta con una scenografia unica: le cime del Cimerlo, il Sass Maor, la cima Canali, i Lastei, il Coro, il Sass d'Ortiga ed altre guglie invitano alla salita di sentieri anche impegnativi che portano ai numerosi rifugi della zona. A vigilare tutta la valle, eretto su un’inaccessibile baionetta di roccia spezzata dai fulmini e dall’acqua, c’è la rovina dell'arcigno Castel Pietra, risalente al XIII secolo. La rocca è stata testimone di guerre, rivolte ed assedi. La bellissima Villa Welsperg, situata poco dopo l'imbocco della Val Canali vicino al laghetto omonimo, è dal 1996 la sede amministrativa del Parco. Ospita un moderno ed articolato centro visitatori dotato, oltre che di una stanza con un grande plastico del parco, di una sala video ed una sala storica sulla dinastia dei Conti Welsperg, antichi proprietari della Villa. Inoltre ci sono sale espositive di nuova ed ardita concezione come la sala degli acquari, la xiloteca, una biblioteca del legno e degli alberi, la litoteca, la raccolta di libri di pietra e un bell’erbario sugli arbusti a bacca, la fruticoteca.

Autunno nel Parco di Paneveggio - Pale di San Martino

Un viale alberato attraversa il grande giardino con un piccolo stagno e conduce alla cappella della villa con uno splendido giardino di rose antiche molto profumate, all'orto di piante officinali e al simpatico giardino-labirinto.


Le pale di S.Martino con la baita Segantini
 
La biblioteca con sala di lettura dà modo ai visitatori di soffermarsi a leggere, all'aperto o al riparo; si possono consultare non solo libri e periodici ma anche videocassette; prossimamente sarà dotata di un sistema informativo multimediale. A completare il complesso della Villa un'aula adibita a laboratorio per le attività didattiche sia per gruppi che per singoli interessati, una ricostruzione di una stalla riutilizzata come sede espositiva per mostre temporanee ed una sala polivalente nell’antico fienile. Orario di apertura (dal 22.04 al 03.06 ) solo la domenica dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:30. Orario di apertura estivo (dal 10.06 al 30.09) tutti i giorni dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:30. Loc. Val Canali - Via Castelpietra, 2 38054 TONADICO (TN) - tel. 0439/64854 Fax. 0439/762419.


Il "Cant del Gal" in Val Canali (foto Agh)


Il gestore Nicola Cemin
 
A tavola al "Cant del Gal"

Per pranzo siamo attesi al
Cant del Gal (canto del gallo) un bel locale in cima alla splendida Val Canali. Originariamente fu ideato e costruito nel 1951 da Leopoldo Lucian che lo gestì fino al 1980, successivamente gli subentrò il figlio Tito. Nel 2002 il Cant del Gal è stato acquistato da Nicola Cemin e dalla famiglia De Paoli, di cui fa parte Gian Paolo guida alpina appartenente alle famose Aquile di S. Martino. Questo alberghetto fu il primo insediamento turistico della val Canali, e divenne rapidamente un punto di riferimento per gli alpinisti e gli amanti della natura.


La guida alpina Gian Paolo De Paoli ci accoglie al Cant del Gal. Partecipò nel 1976 alla spedizione vittoriosa sul Dhaulagiri (foto Agh)
 
Brindisi con Carlo Filiberto Bleggi, presidente della Cantina Toblino, sponsor di Girovagando
(foto Agh)

Una delle sale da pranzo del Cant del Gal (foto Agh)
 
Superpiatto tipico e l'immancabile Tosèla (foto Agh)

De Paoli con la nipotina Stefany (foto Agh)
 
Nonna Daria con Stefany e Pernilla (foto Agh)


Il Cimon della Pala m. 3184 (foto Agh)
 
Di recente la struttura è stata riammodernata con tutti i confort di base, e può alloggiare 25 persone. La gestione è stata assunta dalla figlia di De Paoli, Marzia, e dal marito Nicola Cemin. La gestione è rimasta famigliare, con la presenza e l'allegria di nonna Daria che, mentre i genitori sono affaccendati in cucina, tiene a bada i nipotini Stefany e Pernilla (che si è beccata questo bel nome in omaggio alla compionessa svedese di sci Pernilla Wiberg). Il Cant del Gal è ovviamente specializzato in piatti tipici trentini. Tra questi, non poteva mancare la famosa Tosèla, un formaggio fresco abbrustolito tipico e originale della Valle Primiero. Naturalmente, ci siamo procurati la ricetta direttamente alla fonte, cioé il caseificio, che ci propone la Tosèla nell'antica ricetta primierotta.


Evaristo Faoro, guida alpina
 
Personaggi del Primiero

In questa valle amena ci sono molti personaggi degni di nota, alcuni dei quali sono le guide alpine che hanno lasciato la loro impronta nella storia locale. Nella seconda metà dell'800 giunsero nelle nostre vallate i primi viaggiatori, generalmente inglesi o tedeschi. Grazie al loro spirito di avventura ed alle relative agiate condizioni economiche, essi colsero l'opportunità storica di salire e battezzare per primi le nostre cime dolomitiche al tempo ancora inviolate, guadagnandosi così un posto definitivo nella storia dell'alpinismo. Alcuni dei loro nomi: Tucker, Ball, Stephen, Neruda, Withwell, Lovelace, Wood, Von Trepton, Brodie, Phillmore, Raynor, per non dimenticare le signore Imminick e Thomasson. Di queste loro imprese trascrissero dettagliati resoconti che pubblicarono, secondo la moda dei tempi, presso i loro paesi d'origine diffondendo così la rarità e la bellezza delle nostre vallate dolomitiche. Per realizzare queste storiche prime traversate o ascensioni, detti "viaggiatori" si avvalsero della collaborazione di cacciatori o pastori locali che conoscevano bene gli itinerari di avvicinamento. Questi giovani montanari, malamente equipaggiati ma dotati di ottime qualità fisiche, diverranno col passare degli anni degli eccellenti e ricercati professionisti e scalatori rinomati.


Le prime storiche "Aquile" di S. Martino in una foto d'epoca
 
Ad ascensione conclusa il cliente trascriveva sul Libretto Personale
della Guida le proprie impressioni sulla salita e sulla condotta del titolare, raccomandandolo ad eventuali futuri ingaggiatori. I loro nomi più importanti: Bortolo Zagonel, Michele Bettega, Antonio Tavernaro e Giuseppe Zecchini. Con il rapido diffondersi della loro reputazione essi vennero definiti Aquile di S. Martino, appellativo tutt'oggi adottato dalle Guide Alpine di San Martino e Primiero.
Uno dei più illustri figli del Primiero, la cui fama ha travalicato i confini non solo regionali ma nazionali, non è però una guida alpina ma un ingegnere: Luigi Negrelli. Pur essendo nato e vissuto in mezzo alle montagne, arrivò a progettare nientemeno che il Canale di Suez!


Luigi Negrelli, nativo del Primiero, fu colui che ideò e progettò il Canale di Suez
 
Luigi Negrelli, nato nel 1799 in Trentino a Fiera di Primiero, nel cuore delle Dolomiti, fu uno dei propulsori del processo innovativo attuatosi nella prima metà del XIX° secolo. Negrelli realizzò importanti opere di ingegneria dei trasporti in Europa centrale, opere che contribuirono al superamento delle barriere fra i popoli e alla progressiva integrazione fra culture ed etnie, in un’antesignana visione europea. Il suo nome rimane comunque legato al lavoro che più di ogni altro lo ha visto impegnato durante tutto l'arco della vita e cioè il Progetto per la costruzione del Canale artificiale che taglia l'istmo di Suez e mette in comunicazione il Mediterraneo con il Mar Rosso. Seguendo antichi racconti, quasi mitologici, egli iniziò ad occuparsi del progetto verso il 1840 su diretta sollecitazione dei governo austriaco, che si fece carico di eliminare le preoccupazioni che le grandi potenze dell'epoca nutrivano nei confronti dell'impresa. Negrelli purtroppo non lo vide mai realizzato: morì infatti il primo giorno del mese di ottobre del 1858, pochi mesi prima che iniziassero i lavori, ultimati nel 1869. In quei dieci anni il nome di Negrelli fu del tutto dimenticato, anzi il progetto del canale fu attribuito ad un altro ingegnere, che raccolse meriti ed onori. Solo nel Novecento si riconobbero i molti meriti di Negrelli e soprattutto oggi la sua opera risulta assai ricca di legami e rapporti con la continua evoluzione storica e culturale dell'uomo contemporaneo.

Breve biografia di Luigi Negrelli


Silvio Alchini
 
Il fratello Giulio
 
Alchini: una dinastia

Girovagando non poteva, nella valle del Primiero, non rendere un piccolo omaggio alla grande arte dei fratelli Silvio e Giulio Alchini. Sono gli epigoni di una famiglia che affonda le radici nelle nebbie del tempo. E come tale impossibile da ricostruire. Risalendo il corso della corrente si arriva a malapena a ricostruire frammenti di un albero genealogico che estende i suoi rami tutt'intorno al gruppo montuoso delle Pale di S. Martino. Una genealogia che evidenzia in tutto e per tutto lo spirito dei tempi passati, quando l'intera zona apparteneva al Regio Impero Asburgico e i confini erano dei cippi posti al limitar delle strade e dei boschi soltanto per ricordare la predominanza del politico rispetto al sociale. Gli abitanti però sottostavano ad altre leggi, ad altre dinamiche, legate queste soprattutto alla vita quotidiana, agli spostamenti effettuati per cercare una vita migliore, per esaudire un sogno o costretti dalla violenza di una natura che non conosce freni.


Silvio Alchini, nudo 1957
 
Silvio Alchini, nudo 1975

Bastavano un inverno rigido, le frequenti cadute di valanghe, il disgelo, abbondanti piogge, per provocare morte e disperazione e gettare la popolazione alla disperazione e all'esodo. Per gli abitanti abituati a strappare alla terra ogni metro di coltivato bastava poco perché il delicato equilibrio vita-morte fosse alterato. Così, nel tempo, attorno alle Pale di San Martino, ci fu un continuo sommovimento di uomini e di idee, un movimento che seguiva i raggi dei sole: da oriente ad occidente o a settentrione.


Gulio Alchini, nudo 1951
 
Giulio Alchini, famiglia 1952
 
Le valli dell'Agordino con i loro piccoli paesi abbarbicati sui pendii o incuneati nelle strette vallicole di Canale d' Agordo, Cencenighe Agordino, Agordo, Taibon Agordino, i centri più grossi, poi la miriade di villaggi e masi che, come bianchi manti nevosi, tappezzano la Valle di Garès, la Valle di Angheràz, la Vai del Torco, sono segnate dalle vicende umane della povertà, stravolgimenti bellici, politici e istituzionali. La frammentazione è già indicatore di una qualità della vita di cui l'Agordino sembra essere stato esente per secoli e soltanto l'oggi vede il turismo portare quella possibilità di un riscatto non solo economico. Gli abitanti dell'Agordino quando emigravano si incamminavano verso la Valle di Valles e l'omonimo passo per poi distribuirsi nelle valli di Fiemme e di Primiero. Altri, per il Passo di S. Pellegrino, ricalcando l'antica via medioevale, si proiettavano nella Val di Fassa e, per il Sella, nella Val Gardena. Nei primi anni del Settecento un Alchini con famiglia lasciò le terre dell'Agordino e s incamminò verso il Passo Valles. Scese a San Martino di Castrozza, quindi a Fiera di Primiero, dove si stabilì. Come tanti altri agordini era un falegname e, dopo di lui, professarono l'arte del legno i figli e i nipoti fino ad arrivare a Giovanni Alchini e Margherita Scalet, rispettivamente padre e madre di Giulio e Silvio.


Silvio Alchini, torso 1975
 
Silvio Alchini, noce 1980
 
Giovanni teneva la falegnameria in Contrada di Sotto, lungo la strada che porta da Pieve a Transacqua, a pochi passi dal gotico Palazzo delle Miniere e dalla chiesa parrocchiale dell'Assunta, le cui campane scandivano il tempo del lavoro. Non sappiamo di preciso a quale ramo degli Alchini appartenesse Giovanni. Sappiamo soltanto che sulla parete di casa di Silvio ci sono due ritratti, i quali possono illuminarci sulla storia del casato. Il primo è datato 1732 ed è il ritratto di Jacopo Hycintho de Alchini, intraprendente uomo della Chiesa cattolica. La didascalia lo definisce plurimus caro, canonico a Salisburgo. Il secondo ritratto è del 1777 e raffigura Jacopo de Alchini, archivista, publico tabelioni. La particella nobiliare "de" definisce il ruolo sociale della famiglia, una particella andata perduta col tempo, oppure testimonia che il ramo a cui appartengono Giulio e Silvio è collaterale a quello dei due notabili. Di sicuro rimane il fatto che i due fratelli hanno mantenuto nel sangue il senso profondo del legno, l'amore per un materiale che in questa terra è simbolo, storia e leggenda. (Testi e foto da "Alchini Giulio e Silvio", La bottega dell'Arte)

testi e foto di
Alessandro Ghezzer


Sci escursionismo nel Parco di Paneveggio (foto Agh)
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A.P.T. SAN MARTINO Dl CASTROZZA E PRIMIERO
38058 San Martino di Castrozza
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natura
Parco Naturale Paneveggio - Pale di S. Martino
Le lontre del Primiero

portali

www.primiero.it portale di valle
www.sanmartino.org sito ufficiale di hotel e residences di S. Martino
Aquile di S. Martino Guide Alpine San Martino di Castrozza e Primiero
Primiero Iniziative
Primieroli.com
Primiero.net


gastronomia
Caseificio Sociale Comprensoriale di Primiero
Formaggi Trentini
Anfosc Associazione Nazionale Formaggi sotto il Cielo
Onaf Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi
Slow Food
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
Gambero Rosso

personaggi
Giovanni da Primiero
Luigi Negrelli il progettista del Canale di Suez


caroselli sci

Ski.Tognola.com
Dolomiti Superski San Martino di Castrozza


A tavola
Cant del Gal e Baita la Ritonda
loc. Val Canali 38054 Tonadico (Tn)
tel/fax. 0439 / 629797 e 0439 / 762223
www.valcanali-dolomiti.it

La ricetta
La tosèla, antica ricetta primierotta


Foto e testi, laddove non specificato diversamente, sono per cortesia Apt Provincia Autonoma di Trento
 

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