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Il museo della malga a Caderzone |
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Parafrasando un celebre film, Caderzone "il piccolo grande Paese" aggiunge così un altro tassello importante al suo già esteso e ricco patrimonio storico-culturale, con un museo che nasce soprattutto per ricordare l'identità di tante generazioni che in questa valle hanno sviluppato e concretizzato la loro storia evolutiva. Il ruolo importante del museo è quello di acquisire la consapevolezza che raccontare la propria storia contribuisce ad aumentare la coscienza e la fierezza dell proprie origini e della propria cultura. Il museo si articola all'interno di spazi che già posseggono spiccate caratteristiche museali perché sono il risultato di un lavoro di restauro e ripristino di strutture originali sorte, per tempi successivi, a partire dal XIV secolo
Murature poderose in granito di tonalite lasciate
in vista ed intonacate con la tecnica del "raso sasso", pilastri
monolitici della stessa pietra caratteristica dei luoghi, volte e voltine
restaurate e ricostruite perché in parte crollate sotto il peso
distruttivo delle strutture lignee del volume soprastante in seguito all'incendio
del novembre 1967 (gli avvolti crollati sono stati ricostruiti impiegando
gli stessi sassi rinvenuti sul posto del crollo, catalogati secondo le
funzioni originali che erano stati chiamati ad assolvere). Solo due elementi
materiali compongono dunque l'involucro che racchiude gli spazi del museo:
la pietra di tonalite delle murature ed i pavimenti realizzati con la
tecnica antica del "battuto e ribattuto" di calce idraulica
mista a cemento e sabbia del fiume Sarca; in particolare i giunti di dilatazione
del pavimento sono stati realizati impiegando piatte in acciaio inox posizionate
secondo una logica estetica in corrispondenza della proiezione orizzontale
delle presenze strutturali più significative.
All'interno delle tre sale sono ordinati gli oggetti con una precisa logica di lettura che procede da destra verso sinistra, secondo il senso antiorario. La prima sala è dedicata al pascolo, alla mungitura, al casello -la seconda alla casara ed ai prodotti finiti della trasformazione del latte- la terza dedicata alla presenza dell'uomo e della sua vita all'interno della malga. Un percorso che dagli zoccoli degli animali, comunicando cultura senza che il visitatore se ne accorga, lo conduce fino al letto del malgaro, giusto riposo dopo le fatiche dell'intensa giornata lavorativa. Prezioso nei suoi componenti strutturali perché composto dagli unici tre elementi che la furia distruttiva del fuoco ha risparmiato (un plinto in tonalite, un pilastro ed una trave dalle possenti, incredibili dimensioni in legno di castagno) il porticato di ingresso che ospita due carri per il trasporto del letame e dei lattonzoli di maiale usualmente portati in malga per l'ingrasso. Le linee guida che hanno informato l'allestimento del punto di vista funzionale ed estetico partono dalla convinzione soggettiva, derivante da una esigenza di pensiero contemporaneo, che gli strumenti che in passato, ma ancora oggi, aiutano l'uomo nel lavoro quotidiano continuano a rimanere tali se visti ed analizzati a contatto del proprio ambiente di lavoro; se invece sono chiamati a comporre ad esempio una collezione privata, o un museo, al di fuori de loro spazio operativo, cessano di essere "strumenti di lavoro" per diventare "oggetti della tradizione etnografica".
E' pertanto concettualmente errato tentare di ricostruire
all'interno degli spazi del museo le stesse atmosfere della malga impiegando,
come spesso si è fatto, materiali rustici come i sacchi di iuta,
le perline, gli scorzi di corteccia, i sassi; questi tentativi sono legati
esclusivamente ad una rappresentazione folcloristica della realtà.
Il museo propone all'attenzione del visitatore solamente oggetti originali raccolti presso numerose malghe delle valli Rendena e Giudicarie; oggetti severi, quasi rudimentali, perché espressione di un rapporto diretto ed immediato fra la funzione e la forma, eseguiti da mani rudi che badano più alla sostanza che all'apparenza; non belli da vedere perché finemente intarsiati, ma stupefacenti per la loro essenzialità.
Nel proporli non si è badato molto alla preziosità derivante dall'epoca di esecuzione, bensì al significato della funzione che è rimasta la stessa da tempi immemorabili. La mostra museale pertanto non stupirà per l'interesse legato alla preziosità tipologica o alla finezza dell'intaglio, bensì per l'immediatezza operativa derivante dalla semplicità rapportata alla resa del lavoro. Qualche difficoltà si è riscontrata nella stesura della definizione dialettale degli oggetti: fattore primario che verrà al più presto sottoposto ad un più attento controllo e rilettura degli stessi.L'allestimento è stato concepito in continuo divenire offrendo la possibilità di sostituzioni ed integrazioni, confidando nella rinnovata sensibilità degli abitanti del territorio nei confronti della cultura tradizionale locale, raccolta all'interno degli spazi del proprio museo. MUSEO DELLA MALGA ORARIO DI APERTURA |