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I PRESEPI DI SPERA
Valsugana - 4 gennaio 2003
 
Presepe realizzato in lana cotta (foto Agh)

I presepi nelle famiglie

Questa è una puntata un po' particolare: siamo in
Valsugana, precisamente nel piccolo paese di Spera. E' una località al di fuori dei grandi circuiti turistici ma Girovagando ha, da sempre, un'attenzione particolare anche per quelle piccole realtà del Trentino che, pur non essendo famose, meritano di essere conosciute. Spera è una di queste.

 
Luciano con gli abitanti di Spera (foto Agh)  
 
Il coro parrocchiale di Santa Apollonia (foto Agh)  
Una forte comunità

L'abitato di Spera sorge sul versante meridionale della catena del Lagorai, su una terrazza morenica con vista panoramica sulla Valsugana. Il paese è noto per la lavorazione del legno e per le sue castagne che, nel primo '900, venivano esportate in Austria. Anche i trentini però si chiederanno probabilmente: "Ma cosa c'è da vedere a Spera?". C'e' soprattutto qualcosa che non si vede con gli occhi, ma con l'anima: cioè un forte senso della comunità che tiene unite le persone, e che fa vivere il paese con le sue tradizioni e i suoi valori più importanti. Moltissima gente partecipa attivamente ogni anno, in vista del Natale, alla riuscita di questa bella manifestazione. Quest'anno ben 38 famiglie hanno allestito presso la propria abitazione un presepe. Ciascuna ha proposto la sua interpretazione della natività, con presepi grandi e piccoli, con poche e semplici statuette o con ricostruzioni minuziose di elementi meccanizzati, effetti luminosi e sonori. Le ambientazioni sono tra le più disparate: c'è chi ha utilizzato un angolo del giardino, la finestra di una cantina, un davanzale, un tronco d'albero o un vecchio tino, chi un intero garage. Tutti i presepi sono visibili fino all'inizio di febbraio, un depliant della Pro Loco riporta il percorso e i nomi delle famiglie che presentano il loro presepe.
     
 
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(foto Agh)   (foto Agh)
Uno dei 38 presepi di Spera in Valsugana (foto Agh)

Paterno e Bressanini sono molto soddisfatti nel riconoscere il grande aiuto avuto da tutti: il Comune, la Pro Loco, il Rifugio Crucolo come sponsor. Anche la Cassa Centrale della Bassa Valsugana dei paesi di Spera Telve e Strigno ha voluto fare la sua parte: Paolo Ferrari, il suo presidente, esprime bene la filosofia alla base di questa iniziativa: "E' importante che la gente si parli, perché oggi ci si parla sempre meno. Solo così ci si capisce. Questa festa serve soprattutto a questo. Perciò la Banca, che ha le disponibilità economiche, deve e vuole essere presente nelle iniziavtive che contribuiscono alla vita sociale della comunità".

 
Dorina e Renzo Paterno (foto Agh)  
15 anni di presepi

Uno degli organizzatori più attivi nella manifestazione dei presepi a Spera è Renzo Paterno. Un cognome comune a Spera, che deriva da immigrati di origine siciliana dediti all'agricoltura e alla pastorizia, che si stabilirono qui intorno al 1700, dando anche il nome a un rione di Spera chiamato appunto "Paterni". Il signor Renzo è un tipo gioviale e pieno di entusiasmo. Con Fabio Bressanini, di Strigno, è uno dei maggiori "trascinatori" in paese. La tradizione dei presepi a Spera risale a circa 15 anni fa: fino a qualche anno fa si organizzava anche un presepe vivente, poi interrotto perché troppo impegnativo, anche se l'idea di riprenderlo si ripresenta fatalmente ogni anno. Da circa 7 anni il signor Renzo ha riservato al presepe addirittura due locali di casa a pianterreno, con una ricostruzione paesaggistica di grande effetto che gli costa mesi e mesi di lavoro insieme alla moglie Dorina. Il presepe è così diventato una piccola attrazione turistica che richiama centinaia di visitatori.

     
 
Il grande presepe dei Paterno (foto Agh)   Volpe nel bosco (foto Agh)
 
(foto Agh)   (foto Agh)

Quasi tutti gli elementi del presepe sono autocostruiti, alcuni di essi sono autentici pezzi di arte naïf e popolare. In uno dei locali è rappresentata la vita dell'uomo in montagna: un bosco, un pastore e molti animali impagliati. Appese alla parete foto di malghe che ricordano la giovinezza di Renzo Paterno, quando da ragazzino aiutava il papà Valerio prima di diventare malgaro egli stesso. Mostra con orgoglio una foto di 50 anni fa che lo ritrae col papà e i fratelli.

I presepi a Spera sono visibili fino all'Epifania. Il presepe di Renzo Paterno è aperto fino ai primi di febbraio e, su richiesta, visitabile fino a tutto agosto. Per informazioni: Renzo Paterno, Spera di Valsugana tel. 0461 / 763085
     
Una foto di 50 anni fa scattata a Malga Campelletto: Renzo è il bimbetto di spalle. Da sinistra le sorelle Alfonsina, Giannina, Maria, il cuginetto Antonio, il fratello Bruno e papà Valerio
 
Il bellissimo libro "Vita di Malga" edito dal Coordinamento Attività Culturali di Bieno, Ivano Fracena, Samone, Scurelle, Strigno, Spera, Villa Agnedo (foto Agh)

 
Il rione dei "Paterni" (foto Agh)  
Il rione dei Paterni e l'artigianato

Accompagnati da Fabio Bressanini visitiamo il rione dei
Paterni, uno dei più antichi del paese, dove una volta stavano gli immigrati meridionali giunti dalla Sicilia, arrivati sin qui per dedicarsi alla pastorizia e all'agricoltura. Fino a pochi decenni fa Spera era il paese dei malgari. Tutta l'economia ruotava attorno alle malghe e a un po' di agricoltura. Durante la manifestazione dei presepi sono riproposti i mestieri artigianali di un tempo, fatti per lo più dalle donne di casa, come la confezione di vestiti, tessuti, il ricamo, la filatura, le decorazioni, la confezione di cesti e altri utensili per la casa e il lavoro. Nella sala polifunzionale di Spera vi è una esposizione con vendita dei prodotti artigianali.
     
 
Luigino Costa, decoratore (foto Agh)   Mara Paterno realizza cesti e gerle (foto Agh)
Milena Mutinelli confeziona bambole e streghe in stoffa (foto Agh)
 
Le bambole di Milena Mutinelli   (foto Agh)
 
Le streghe (foto Agh)   (foto Agh)
 
Elide Tessaro mostra la filatura (foto Agh)   (foto Agh)
 
Oggetti decorati da Adele Salvador (foto Agh)   Oggetti in feltro di Leonia De Giorgio (foto Agh)
Romano Paterno, realizza le "scandole", cioè le coperture dei tetti in legno di larice (foto Agh)

 
La mega polenta (foto Agh)  
 
La signora Dorina negli ultimi ritocchi (foto Agh)  
A tavola nel "volto"

Una volta tanto niente ristoranti ma un bel pranzo rustico nel "volto" di casa Paterno. Il volto sarebbe poi la cantina, che in questo caso è uno spettacolo e una gioia degli occhi: scaffali zeppi di cibarie sott'olio, salumi appesi a centinaia, una grossa forma di formaggio Crucolo su un grosso tino, una tavolata apparecchiata di tutto punto. Appesi al soffitto decine di campanacci, a ricordare che quello è posto di malgari. Quando si parla di malghe a Renzo si illuminano gli occhi: "Ci sono molti tipi di campanacci, almeno cinque tipi differenti, come la mantovana, la bronzina svizzera, il campanello francese, quello tedesco e "'taliano" (italiano), secondo il luogo di provenienza. Le campane per le pecore e per le capre sono più piccole. Poi ci sono campane da viaggio, quando il bestiame fa la transumanza, che hanno un suono che si sente molto lontano per avvisare in valle quando si "smalga", poi quelle da pascolo. E' una soddisfazione per il pastore ascoltare da lontano il concerto della campane delle sue vacche sull'alpeggio".
In realtà le campane servono più che altro al cane, amico inseparabile del pastore. Il cane svolge un lavoro enorme e insostituibile: basta un fischio del pastore e lui scatta. Tiene unita la mandria, dirige la marcia, acchiappa le vacche girovaghe, le riconduce alla stalla la sera. Le campane più vecchie sono tramandate di padre in figlio. Spesso erano acquistate all'estero durante le fiere, un tempo come regalo di Natale si usava portare a casa un nuovo campanaccio.
 

Diego Paterno di Spera, con le sue capre (foto Agh)


"Oggi il pastore non lo vuole fare più nessuno" dice Renzo sconsolato. Dopo aver lavorato per anni al caseificio, ora che è in pensione da' una mano in qualche malga dei dintorni, alle volte è chiamato per avviare qualche giovane alla professione. "Certo, ci provano. Ne avrò passati almeno una decina negli ultimi anni" dice. "Resistono qualche mese, al massimo una stagione e poi mollano, gli sembra una lavoro troppo duro. Allora nelle malghe si arrangiano con gli extracomunitari, gli unici che accettano".

Pranzo nel bellissimo "volto" di casa Paterno (foto Agh)

Bando alle tristezze. Arriva la polenta che viene depositata fumante su un grosso barile su cui è stato steso un lenzuolo. Quindi arrivano salsicce, lucaniche, crauti, cotechini, formaggio fuso, che sono disposti a raggiera sulla polenta. Un colpo d'occhio superbo.
A fine pranzo, immancabile, il celeberrimo
Parampampoli del Rifugio Crucolo, una bevanda alcolica dalla formula segreta, pare composta da caffè, grappa, zucchero, vino ed altro ancora, che si serve alla fiamma nei caratteristici bicchierini.

Il parampampoli (foto Agh)
 
Renzo Paterno, anima della manifestazione
(foto Agh)
  Luciano con Fabio Bressanini, autore della poesia dedicata a Girovagando (foto Agh)
 
Il sindaco di Spera Gianni Purin (foto Agh)   Fabio Paterno (foto Agh)
 
Paolo Ferrari presidente della Cassa Centrale Bassa Valsugana (foto Agh)   Erica Mahlknecht presidente pro loco di Spera
(foto Agh)
 
Luca con il nonno Romano (foto Agh)   Luca con la signora Hilde (foto Agh)
 
Tavolata all'aperto (foto Agh)   Bruno Purin e Gregorio Paterno (foto Agh)

 
   
Il parampampoli

Il
Rifugio Crucolo è una specie di istituzione in valle. Costruito agli inizi dell’800 da un antenato della famiglia Purin, è sempre stato luogo di incontro e di sosta per i viandanti, i pastori, i “caradori” e i "boscèri" (boscaioli) diretti in Val Campelle. Al Crucolo potevano trovare sul focolare la polenta fumante e un buon bicchiere di vino, il luogo per fare quattro chiacchiere in compagnia e magari una partita a carte o alle bocce. Giordano Purin, detto "Giorda", l'attuale titolare, ricorda i suoi inizi 40 anni fa insieme a Paolo Ferrari, quando trafficava con un "fiasco de bianco e uno de moro", che andavano ben presto esauriti tantoché capì subito che quello poteva essere il suo "business".
     
 
Parampampoli (foto Agh)   Giordano Purin (foto Agh)

Il Rifugio Crucolo è diventato in seguito sinonimo di ottima cucina trentina, luogo ideale per pranzi e cene in allegria, e sinonimo soprattutto del Parampampoli, un liquore alcolico con ricetta segreta e servito alla fiamma, con il quale si usa concludere degnamente un lauto pasto. Oggi l'azienda si è allargata con un albergo a Scurelle e uno stabilimento in cui si produce il Parampampoli, salumi, formaggi, grappe.

Rifugio Crucolo
Tel. 0461 / 766093 - 0461 / 766662 Fax 0461 / 777298
rifugiocrucolo@crucolo.it
Crucolo S.r.l. Loc. Lagarine, 10 - Scurelle (Tn)
Tel. 0461 / 763707 - fax 0461 / 782060 www.parampampoli.it | info@crucolo.it

La festa dei bambini

Con Tiziano Fietta e la sua slitta trainata da un cavallo bianco, facciamo festa coi bambini di Spera, con il tradizionale Babbo Natale vestito di rosso che arriva con la sua gerla carica di dolci e doni.
     
 
Giuliano Fietta conduce la slitta (foto Agh)   Luciano con Babbo Natale (foto Agh)
Arriva Babbo Natale! (foto Agh)
 
(foto Agh)   (foto Agh)
La distribuzione dei doni ai bambini di Spera (foto Agh)

La giornata si conclude nell'antica chiesa di Santa Apollonia, dove il coro diretto dal maestro Daniele Purin intona dei canti natalizi che suggellano idealmente questa giornata davvero speciale.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer


Il coro parrocchiale di Santa Apollonia diretto dal Maestro Daniele Purin (foto Agh)
RIone Paterni (foto Agh)
clicca per ingrandire

riferimenti

Comune di Spera
Municipio tel. 0461 / 762133 - fax 0461 / 763665
38059 Spera Valsugana (Trento)

Pro Loco
via Strigno 33, tel. 0461 / 762543

Il presepe di Renzo Paterno
Aperto fino ai primi di febbraio e, su richiesta, visitabile fino a tutto agosto. Per informazioni: Renzo Paterno, Spera di Valsugana tel. 0461 / 763085

A.P.T. LAGORAI, VALSUGANA ORIENTALE E TESINO
Via Dante 10, 38053 CastelloTesino
Tel.0461/593322 | Fax 0461/593306
www.lagorai.tn.it | apt@lagorai.tn.it

Puntate precedenti in Valsugana orientale
Tesino, campo golf La Farfalla - Malga Caserina, 13 luglio 2002
Tesino, Trekking del Lagorai, 2 febbraio 2002
Valsugana Ski Area 29 dicembre 2001
Conca del Tesino - Lagorai, 4 agosto 2001

Approfondimento
Gli uomini delle immagini di William Belli
Cronaca di una giornata in malga di Laura Zanetti

Cultura
Coordinamento Attività Culturali
dei paesi di Bieno, Ivano Fracena, Samone, Scurelle, Spera, Strigno e Villa Agnedo
Centro Tesino di Cultura

Poesia
A Girovagando di Fabio Bressanini

A tavola
Rifugio Crucolo
sulla strada da Strigno per Val Campelle
Tel. 0461/766093 - 0461/766662 Fax 0461/777298
www.parampampoli.it |
rifugiocrucolo@crucolo.it

Portali locali
www,valsugana.net
www.valsugana.com
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Economia
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