| Città di Trento Trento la Città in giardino, 22 giugno 2002 |
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Trento Città del Concilio Oggi Girovagando dedica la puntata al capoluogo del Trentino, cioè Trento. Città famosa nel mondo ed entrata nella storia per l'epocale Concilio nel 1545 - 1563, è da sempre luogo di incontro tra la cultura italiana e nordica. Città di orgine romana, conserva un patrimonio ricchissimo di testimonianze artistiche, e una grande e piacevole varietà di stili architettonici. Recenti restauri hanno ridato al centro storico il suo originario splendore. Da visitare il Castello del Buonconsiglio, dimora per molti secoli dei principi vescovi di Trento, il Duomo e la sua splendida piazza, una delle più belle d'Italia, le case affrescate del Fogolino, i palazzi, le chiese del Concilio e i musei, oltre alle moltissime interessanti mostre, una tra tutte: Il Gotico nelle Alpi, che sarà inaugurata il prossimo 20 luglio.
Due anni sono trascorsi dalla prima proposta della "Città in giardino" in cui il rinascimento del giardino ha mostrato il suo volto classico nell'eleganza e nel rigore delle siepi di bosso e di cipresso. Dopo il mistero dei labirinti di piazza Duomo sono apparse le giocose aiuole del fantastico mondo della fiaba: Peter Pan, Biancaneve, il principe ranocchio, l'usignolo e il pavone, Alice, hanno fatto il verso ad una città stupita ma ancora desiderosa di farsi incuriosire. Ed ecco nuovamente i giardinieri in piazza e sulle strade, pronti a creare nuove suggestioni, pronti alla felice provocazione di un sogno ammaliatore. L'affascinante e seducente mondo dell'arte pittorica quale musa ispiratrice della mano creativa di questo giardino del centro storico di Trento. Realismo, impressionismo, cubismo, futurismo, Jugendstil, minimalismo, nonché arte classica e rinascimento, sono interpretati con i fiori per ricostruirne i momenti e le suggestioni caratterizzanti. Forse un pò di nostalgia per quei giardini che la storia ci ha regalato, così ricchi di sensazioni e pervasi d'arte, rimane il richiamo per questo tema che sfida i giardinieri nelle loro capacità. Esempio da ricordare il brasiliano Roberto Burle Marx, pittore, musicista, scultore, ma soprattutto abile e capace paesaggista giardiniere (di rilevanza mondiale le sue realizzazioni con Lucio Costa, Le Corbusier, Oscar Niemeyer) ha interpretato i propri giardini come quadri raggiungendo le massime vette della capacità progettuale in chiave cromatica e pittorica. Forse lo spirito di questo eccelso artista, scomparso da pochi anni, aleggia sulle giardinerie comunali e gli enti che hanno voluto dare la propria adesione per un ritocco effimero ma discreto e gentile a questa nostra vecchia Trento. Alberto Pattini Delegato allo Sviluppo e Valorizzazione del Centro Storico di Trento
Trento Palazzo Geremia 18 maggio 30 giugno Il 18 maggio alle ore 18 si è inaugurata a Trento, Palazzo Geremia, la mostra "La magia e la poesia del Trentino nella pittura di Eugenio Prati". Artista trentino appartenente alla corrente realista del Secondo Ottocento, Eugenio Prati (1842-1907) è estremamente legato alle tradizioni e alle bellezze naturali della sua terra. I suoi quadri sono di elevato interesse pittorico e storico in quanto testimoni di usi, costumi e di luoghi ormai scomparsi. Percorso espositivo La mostra presenta una cinquantina di opere allestite nella Sala Falconetto e nella Sala Busti di Palazzo Geremia. Si tratta di oli, acquerelli e disegni provenienti da numerose collezioni private italiane e dal MART (Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto). Le opere esposte coprono un ampio arco cronologico: dai dipinti eseguiti al termine della preparazione accademica ("La dama che fuma" del 1877), fino alle opere compiute negli ultimi anni di lavoro ("Ottobre" del 1906). Sono presenti numerosi soggetti dipinti durante il soggiorno ad Agnedo, (1880-1893), periodo noto per importanti successi e riconoscimenti internazionali. Accanto a opere prestigiose quali "Divorzio", eseguito nel 1882 e presentato in quello stesso anno all'Esposizione di Belle Arti della Reale Accademia di Brera (Milano), sono presenti anche alcuni bozzetti che risultano di estremo interesse in quanto permettono di comprendere le tecniche e i processi esecutivi del pittore. Ne abbiamo un esempio nello studio preparatorio di "Solitudine", quadro esposto alla Prima Biennale di Venezia del 1895. Cenni biografici Eugenio Prati nasce il 27 gennaio 1842 a Caldonazzo, in Valsugana. Nel 1854 intraprende gli studi pittorici presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 1866 al 1879 è a Firenze dove abbandona i soggetti accademici e comincia a dedicarsi al realismo divenendo il più autentico interprete della realtà trentina nel periodo a cavallo fra i due secoli. Sposatosi con Ersilia Vasselai, ritorna in Valsugana e dal 1880 vive ad Agnedo, paese natio della moglie. Inizia un lungo e proficuo periodo, caratterizzato da un'intensa attività pittorica. Partecipa alle più importanti mostre nazionali e internazionali esponendo dipinti che narrano la vita quotidiana di paesani, contadini e pastori del Trentino. Dal matrimonio con la Vasselai nascono tre figli. Nel 1893 si trasferisce con la famiglia a Trento dove avvia una piccola scuola di pittura. Scompare a Caldonazzo l'8 marzo 1907. Catalogo e testi della mostra a cura di Elisabetta Staudacher. Sito della mostra
Trento: Castello del Buonconsiglio 20 luglio - 20 ottobre 2002 Museo Diocesano Tridentino 20 luglio - 20 ottobre 2002 E' stato affermato che il '400 è per certi versi il "Secolo delle Alpi": per il moltiplicarsi delle corti, per la crescente richiesta di opere d'arte e perché personaggi di provenienza "alpina" assursero a protagonisti della storia europea (il duca Amedeo VIII di Savoia divenuto papa con il nome di Felice V e il duca d'Austria Federico V divenuto Imperatore Federico III). Grazie all'impetuoso sviluppo socio-economico del continente, l'importanza dell'area geografica compresa tra le Alpi francesi e la Slovenia emerse infatti in questo periodo con grande evidenza, come snodo culturale fra nord e sud. Non a caso Trento, posta lungo una delle principali vie che valicavano la catena montuosa, conserva uno dei capolavori del Gotico internazionale, il ciclo del mesi, affrescato sulle pareti di Torre Aquila nel castello del Buonconsiglio. Nei dipinti, commissionati dal principe vescovo moravo Giorgio di Liechtenstein, lo spettacolo del mondo è indagato con occhio nuovo, e la dolcezza cortese si mescola al realismo più impietoso. Ma esistette attorno al 1400 una forte identità della cultura alpina? L'esposizione si propone di tentare tale verifica e di mostrare -attraverso sculture, dipinti, oreficerie, tessuti, smalti e avori- i tratti comuni a realtà anche distanti e diverse lungo tutto l'arco alpino, dalle Alpes maritimes alla Slovenia. Sito ufficiale Il Gotico nelle Alpi
La realtà dell'immagine Trento 24 aprile -31 maggio; Arco 7 giugno - 7 luglio "In questa mostra sono raccolte le foto che rappresentano il percorso lavorativo di una vita. Un racconto che si snoda attraverso fatti di cronaca nazionale e internazionale che hanno segnato questi ultimi quarant'anni. Ho seguito tutti questi eventi per motivi di lavoro: molte volte sono stato coinvolto in situazioni veramente drammatiche, altre volte più simpatiche. Con le foto ho voluto fermare queste emozioni, uno scatto che ha catturato l'istante del dolore, della tristezza o un bagliore di gioia sul viso di qualcuno.
Non mi sono mai interessato alla ricerca di una tecnica fotografica perfetta né a particolari metodologie di stampa. Non è questo il mio modo di intendere la fotografia, anche se ammiro e stimo altri fotografi che amano questo tipo di studio. Mi sono prefisso soprattutto di fare informazione e denuncia tramite delle istantanee. Io sono e rimango un fotoreporter pronto a cogliere l'evento in quel preciso e irripetibile attimo.
A tavola: Osteria Le Due Spade Per pranzo Girovagando ha fatto visita ad uno dei più antichi locali della ristorazione storica di Trento: l'Osteria Le due Spade, a Trento fin dal 1545. "Osteria" si fa per dire ovviamente, visto che oggi è uno dei migliori ristoranti del Trentino, segnalato sulla guida Michelin. Il menù si è ispirato alla stagione della fioritura in sintonia con Trento la Città in Giardino: un antipasto con tortino di verdure con formaggio alle erbe aromatiche e fiori di campo come nasturzi, primule, margherite, da mangiare direttamente nell'elegante piatto di vetro.
Come primo un piatto tradizionale storico reinventato dalla cucina creativa trentina: ecco quindi gli strangolapreti con letto di verza e pancetta affumicata, quindi il secondo, il filetto di cervo rosolato in padella accompagnato da un tortino di specialissimi broccoli di S. Massenza nella valle dei Laghi. Il tutto accompagnato da un Nosiola Trentino Doc della Cantina Toblino. Per dolce una classica sfogliatina di mele con confettura di albicocche ed un pallina di gelato, con il famoso Vin Santo della Valle dei Laghi. L'osteria Le Due Spade è a Trento in via Don Arcangelo Rizzi 11 (vicino al Duomo), tel. 0461/234343 testi e foto di Alessandro Ghezzer
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