| Il Mercatino di Natale in Piazza
Fiera a Trento (foto Agh) |
Trento e il mercatino di Natale
Girovagando oggi fa tappa a Trento, la storica città del Concilio.
Il Mercatino di Natale nella centralissima Piazza Fiera è diventato
ormai un tradizionale appuntamento per i turisti e i trentini: qui si
possono gustare i Sapori del Mercatino
con le specialità locali e, nei fine settimana, avventurarsi nel
Viaggio nei profumi del Trentino con
grappe e vini, spumante e gustosi spuntini a base di prodotti tipici.
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| P.zza Fiera con il palazzo Palazzo della Curia |
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Sosta con il vin brulè (foto Agh) |
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| La bancarella dei mieli tipici (foto Agh) |
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La gastronomia di Dario "Babas" (foto Agh) |
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| Lo scultore Marco Nones (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Un trittico di Egidio Petri (foto Agh) |
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Gli scultori Egidio Petri e Marco Nones (foto Agh) |
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| Roberta Maraschin direttore Apt di Trento (foto Agh) |
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Il trenino nel centro storico (foto Agh) |
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| Il Mercatino di Natale di Piazza
Fiera (foto Agh) |
In questa puntata di Girovagando vi parleremo di alcune
mostre particolarmente interessanti, senza dimenticare che Trento è
una città d'arte carica di storia e le cose da vedere sono davvero
moltissime: per ogni informazione vi rimandiamo al sito ufficiale dell'Apt
di Trento dove potrete trovare tutte le notizie utili.
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| Carro con suonatori, anni '30 (foto Agh) |
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Àneghe Tàneghe
Giochi popolari sotto l'albero
Una delle mostre più belle e interessanti è certamente Àneghe
e Tàneghe, dedicata ai giocattoli di una volta: una bellissima
esposizione di cavalli a dondolo, bambole, galletti
e uccellini, burattini a filo, giochi a traino e molti altri. Arte
spesso povera e popolare, eppure sempre sorprendente soprattutto per l'ingegnosità
con cui si lavorava il legno che si prestava a mille invenzioni. Gli organizzatori
dell’esposizione hanno scelto il titolo della filastrocca trentina,
"aneghe e tàneghe", con l’intento di stimolare
genitori e nonni alla memoria dell’infanzia.
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| Gioco a traino (foto Agh) |
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Seggiolina per bambino, inizio XX secolo (foto Agh) |
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| Orsetti di pezza (foto Agh) |
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Cavalluccio a traino (foto Agh) |
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| Burattini (foto Agh) |
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Sculture in legno (foto Agh) |
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| Cavalli a dondolo (foto Agh) |
Le opere sono messe a disposizione da Rosanna Cavallini,
Paolo De Carli e Katia Pustilnikov; Istituto Culturale Ladino di Vigo
di Fassa, Alberto e Lorenzo Nicolodi di Trento, Teresa e Renzo Biasior
di Trento. La mostra è a palazzo Trentini in via Manci a Trento,
dal 25 novembre 2002 all'11 gennaio 2003. Orario lunedì-sabato
10.00 - 19.00 - domenica e festivi 14.00 - 19.00. Chiuso Natale e Capodanno.
Sito ufficiale Àneghe
Tàneghe
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| Il manifesto della mostra |
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Tutti a nanna
Il sonno degli essere viventi
L’esposizione ideata e realizzata dal Museo
Tridentino di Scienze Naturali di Trento affronta un argomento vitale
e a volte problematico per noi uomini: il sonno.
Necessario per ogni organismo, il sonno fisiologico è il tema della
mostra che si rivolge con tono fiabesco al pubblico infantile in particolare,
ma anche al visitatore adulto che troverà informazioni scientifiche
utili a individuare sane abitudini sul “ben dormire”. L’allestimento
della mostra propone ai visitatori la riproduzione di vari ambienti naturali
e fantastici che illustrano le caratteristiche dei ritmi vitali nel mondo
vegetale e animale, consentendo un raffronto con quelli dell’uomo.
L'itinerario della mostra si svolge in divertenti ambienti ricostruiti
in gomma piuma con tantissimi pupazzi di peluche. Dei bravissimi accompagnatori
in... pigiama, per stare in tono con la mostra, guidano ragazzi ed adulti
lungo il percorso raccontando storie e favole che aiutano a comprendere
il fenomeno del sonno nel mondo della natura e in quello dell'uomo. La
mostra è al Museo di Scienze Naturali a Trento in via Calepina
14, dal 23/11/.02 al 23/03/03 |
Sito ufficiale della mostra Tutti
a nanna
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| I bambini ascoltano rapiti una favola (foto Agh) |
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L'orso all'ingresso del Museo (foto Agh) |
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| Lezione didattica con il gioco (foto Agh) |
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Favole su grandi schermi (foto Agh) |
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| Il racconto nella "giungla" (foto Agh) |
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Le favole mimate coi pupazzi (foto Agh) |
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| I bambini ascoltano un racconto su
un grande schermo multimediale (foto Agh) |
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| Il sito ufficiale della Sat |
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Mostra "Leggere da cima a fondo"
I libri di montagna
per bambini e ragazzi sono esposti presso la SAT
- Società Alpinisti Tridentini in via Manci 57 a Trento. Una
carrellata di titoli dedicata ai piccoli lettori che possono trovare non
solo libri di montagna ma anche storie, racconti, favole, leggende, manuali
dei trappers e un angolo ricreativo dove dipingere e disegnare. Tutti i
libri provengono dalla biblioteca della storica associazione alpinistica
trentina fondata a Madonna di Campiglio nel lontano 1872. Nella sua sede
di Trento vanta una formidabile biblioteca
specializzata di circa 25.000 volumi, consultabile
anche via internet tramite il CBT
Catalogo Bibliografico Trentino del portale Trentinocultura.
I volumi della biblioteca sono contrassegnati dalla sigla "Trentino
Ysat" seguita dalla segnatura. La Biblioteca della Montagna della SAT
si prefigge lo scopo di conservare e mettere a disposizione del pubblico
la maggior quantità possibile di informazioni sulla montagna: non
solo alpinismo e imprese sportive, ma la storia e la cultura di chi in montagna
vive e lavora, l’ambiente naturale e la letteratura che ne è
stata ispirata.
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| (foto Agh) |
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Bruno Angelini direttore della Sat (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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La biblioteca conserva, oltre ai testi che narrano di
ascensioni alpinistiche,
diari di viaggi ed esplorazioni,
guide e manuali tecnici,
ma anche opere relative all’architettura
alpina, agli usi
e costumi e leggende, testi di nivologia,
glaciologia,
meteorologia alpina,
botanica, zoologia,
geologia, speleologia
ecc. I libri sono suddivisi in varie sezioni: guide, etnologia, letteratura,
geografia, iconografia, pubblicazioni sociali, scienze naturali, ecologia
e ambiente, storia, storia dell’alpinismo, manuali, tesi di laurea,
Soccorso alpino, cori, legislazione, tesi di laurea, repertori e libri rari
e di pregio. Per quanto riguarda i periodici, sono conservati oltre ottanta
bollettini di sezioni del Cai, riviste di geografia, ambiente e parchi naturali,
riviste di associazioni alpinistiche straniere, e gran parte delle testate
nazionali e straniere che si occupano di montagna e alpinismo. In totale
sono circa 500 i periodici conservati, dei quali spesso è conservata
la raccolta completa. La sede della Sat è a Trento in va Manci 57,
l'orario di apertura è dal lunedì al venerdì 10-12
e 16-19. Tel. 0461 / 980211 - fax. 0461 / 986462 sat@biblio.infotn.it
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| Villa Madruzzo (foto Agh) |
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A tavola: Villa Madruzzo
Sulla collina di Trento a pochi chilometri dal centro
città sorge Villa Madruzzo,
un tempo residenza vescovile. Oggi è un albergo e ristorante che
offre ai propri clienti i comfort di un moderno hotel a tre stelle nella
quiete e nella tranquillità del suo parco privato. L'arredamento
con i pavimenti in legno, i mobili d'antiquariato e i tappeti persiani è
armoniosamente inserito nell'antica struttura, che si presenta con un aspetto
sobrio ed elegante. Girovagando ha incontrato a Villa Madruzzo, a sorpresa,
un grande personaggio: Dario Vitti,
uno dei ristoratori storici del Trentino, che con la moglie Nadia e i famigliari
festeggiava il 90° compleanno. Ci ha raccontato la sua vita avventurosa:
partito da Pergine sotto il fascismo fu cuoco in giro per l'Italia, quindi
in Sicilia e, dopo la guerra, in Francia. A Parigi aprì un famoso
Ristorante delle Dolomiti
frequentato da celebrità come Jean Gabin, Soraya, Anquetil. Comprò
un castello a qualche decina di chilometri da Parigi, girò il mondo,
fu invitato più volte in Iran dallo Scià di Persia. Nei primi
anni '70 si ritirò e tornò in Italia, nel suo Trentino. Ora
vive ai Masetti di Pergine.
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| Con Dario Vitti, storico ristoratore trentino (foto Agh) |
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Dario Vitti con la moglie Nadia (foto Agh) |
A Villa Madruzzo abbiamo degustato una ottima cucina: come
antipasto una nocetta di cervo servita
su insalatina di soncino novello e noci sgusciate condito con vinagreitte
all'aceto balsamico, dei favolosi strigoli di
pasta fresca serviti con caponatine di verdurine tagliaite a dadolini
e gamberi sgusciati, di cui ci siamo fatti dare la
ricetta dallo chef Michele Menestrina, filettino di puledro
cotto in padella e aromatizzato con aceto balsamico, salmerino
dorato con finferli trifolati e polentina di Storo, insalatina
tiepida di polpo con rucola e patatine al vapore condito con olio
extravergine del Garda. Il tutto innaffiato con vino rosso
Marzemino Trentino dei Ziresi della cantina Vallis Agri di Calliano.
Per finire in bellezza, sorbettino al limone
classico, sfogliatina di mele con salsa
di vaniglia, tortino di ricotta ripieno
con uvetta e pinoli con salsa e vaniglia.
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| Insalatina tiepida di polpo (foto Agh) |
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Strigoli di pasta fresca (foto Agh) |
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| Filettino di puledro (foto Agh) |
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Salmerino dorato con finferli trifolati (foto Agh) |
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| Sfogliatina di mele (foto Agh) |
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Tortino di ricotta (foto Agh) |
Villa Madruzzo, la residenza vescovile
La villa prende il nome dalla più importante
dinastia di vescovi che il Trentino abbia mai avuto: i Madruzzo. Questa
famiglia governò il principato vescovile di Trento dal 1539 al
1568 e, caso unico al mondo, furono ben quattro i discendenti che ressero
la diocesi tridentina consecutivamente. Le origini della villa
non sono certe: fu costruita probabilmente nel tardo ‘400, poco
prima cioè del Concilio di Trento, l’evento più emblematico
della storia trentina. Appartenne al cardinale Cristoforo Madruzzo, una
delle figure di spicco del periodo conciliare, che la scelse come dimora
estiva e vi ospitò numerosi illustri personaggi.
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| Cinzia Albertini direttore di Villa Madruzzo (foto Agh) |
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Sala da pranzo (foto Villa Madruzzo) |
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| Una delle tre sale da pranzo (foto Agh) |
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La sala da pranzo nella antica cappella (foto Agh) |
Tra le personalità di spicco accolse tra gli
altri l’ambasciatore imperiale Francesco di Toledo ed il cardinale
di Lorena. Nella seconda metà del ‘500 la villa appartenne
al principe vescovo Carlo Gaudenzio Madruzzo (1562-1629), che la scelse
come dimora preferita, quindi passò al successore Carlo Emanuele
Madruzzo (1599-1658). Confinante con Villa Madruzzo fu costruita, sempre
nel periodo del Concilio di Trento, un’altra splendida dimora: Casa
Particella, mirabile esempio dell'architettura rinascimentale trentina del
periodo.
Secondo la leggenda tra le due ville pare esistesse un
collegamento: a Villa Madruzzo abitava il principe vescovo Carlo Emanuele
Madruzzo mentre nella dimora accanto soggiornava la dama preferita dal
prelato Claudia Particella. Dal 1882 la villa divenne proprietà
di Paolo Oss Mazzurana (1833-1895) ricco podestà di Trento che
diede il via all’opera di risanamento della villa secondo quel gusto
classicheggiante ancora vivo alla fine del secolo scorso. Paolo Oss Mazzurana
fu il rappresentante di un’epoca della vita cittadina particolarmente
felice in cui al grande rinnovamento edilizio si aggiunse un altrettanto
sensibile risveglio sociale. Fu infatti in quegli anni che la città
venne dotata dell’energia elettrica. |
Sito ufficiale Villa
Madruzzo
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| Il manifesto della mostra di Carlo Sartori |
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Mostra Carlo Sartori: le crocifissioni
Il pittore trentino di estrazione naif Carlo Sartori, conosciuto al grande
pubblico per le sue grandi figure cariche di colore, ha trattato la crocifissione
in numerose tele, mai però presentate tutte insieme. Grazie al
lavoro di ricerca del professor Renzo Francescotti
oggi le possiamo ammirare nella Tridentum Romana,
ovvero nello Spazio
archeologico Sotterraneo del Sas, sotto la piazza Cesare Battisti
a Trento, proprio per rievocare l'immagine più diffusa delle crocifissioni
all'epoca romana. Sartori nasce a Ranzo di Vezzano, dal 1931 vive e lavora
a Godenzo nel Lomaso. Trascorre gli anni della giovinezza facendo il pastore
e successivamente l’imbianchino, senza trascurare però lo
studio, da autodidatta, dell’arte e della pittura. Dopo alcuni anni
di preparazione, nel 1959 partecipa ad una mostra collettiva tenuta al
Circolo della Stampa di Bolzano, dove riscuote l’interesse del pubblico
e della critica per le sue tematiche e le sue figurazioni in bilico tra
arcaismo ed accenti naif. L’anno seguente allestisce la sua prima
mostra personale nelle sale dell’Hotel Miralago, a Molveno, ottenendo
un grande consenso che lo stimola a proseguire nella ricerca di un proprio
linguaggio, che giungerà a piena maturazione nel corso degli anni
Settanta.
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Gli scavi archeologici sotto Piazza Battisti (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| La strada romana (foto Agh) |
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Tridentum sotterrenea (foto Agh) |
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| I mosaici della città romana rinvenuti durante
la ristrutturazione del Teatro Sociale (foto Agh) |
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Dott. Gianni Ciurletti direttore ufficio beni archeologici
della Provincia Autonoma di Trento (foto Agh) |
Felice incontro
Di quel periodo è l’incontro con il pittore Luigi Pizzini,
la cui amicizia e stretta frequentazione lo induce a dedicarsi completamente
alla pittura. Nel 1961 partecipa alla "Mostra Provinciale d’Arte
Figurativa" a Trento, mentre nel 1962 è presente alla 1ª
Mostra d’Arte Sacra di Trento; nel 1965 è alla Mostra degli
Artisti Trentini a Torino, quindi alla collettiva "Trento Arte Oggi"
al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1968. Partecipa alla rassegna
"Les Artistes de Trente d’aujour-d’hui" alla Camera
di Commercio Italiana di Parigi, nel 1969 e nel 1971 alla rassegna "10+10
Pittori ed incisori trentini del XX secolo" tenuta a Palazzo delle
Esposizioni di Roma, poi a Palazzo Pretorio, a Trento. Nel 1972 la sua
partecipazione alla mostra di Suzzara viene notata dal critico Raffaele
de Grada che lo segnala a Cesare
Zavattini. Sartori partecipa in seguito a ben sette edizioni vincendo
vari premi ed ottenendo anche l’omaggio di una sala personale.
Il suo è un espressionismo pittorico forte, quasi violento, in
cui predominano i colori rosso e arancione. Nella sua arte si riflette
l'esistenza semplice della vita contadina, le cui figure ricorrono spesso
nelle sue tele insieme ai crocifissi: contadini, pastori, artigiani, donne
del villaggio. La mostra è presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo
del Sas dal 23/10/2002 al 06/01/2003, orario 9.00-12.00 e 14.30-18.00.
testi e foto di Alessandro Ghezzer
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| Il Monte Bondone a ovest di Trento
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