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Trento
Mercatino di Natale, le mostre in città - 21 dicembre 2002
Il Mercatino di Natale in Piazza Fiera a Trento (foto Agh)

Trento e il mercatino di Natale

Girovagando oggi fa tappa a Trento, la storica città del Concilio. Il Mercatino di Natale nella centralissima Piazza Fiera è diventato ormai un tradizionale appuntamento per i turisti e i trentini: qui si possono gustare i Sapori del Mercatino con le specialità locali e, nei fine settimana, avventurarsi nel Viaggio nei profumi del Trentino con grappe e vini, spumante e gustosi spuntini a base di prodotti tipici.

 
P.zza Fiera con il palazzo Palazzo della Curia   Sosta con il vin brulè (foto Agh)
 
La bancarella dei mieli tipici (foto Agh)   La gastronomia di Dario "Babas" (foto Agh)
 
Lo scultore Marco Nones (foto Agh)   (foto Agh)
 
Un trittico di Egidio Petri (foto Agh)   Gli scultori Egidio Petri e Marco Nones (foto Agh)
 
Roberta Maraschin direttore Apt di Trento (foto Agh)   Il trenino nel centro storico (foto Agh)
Il Mercatino di Natale di Piazza Fiera (foto Agh)

In questa puntata di Girovagando vi parleremo di alcune mostre particolarmente interessanti, senza dimenticare che Trento è una città d'arte carica di storia e le cose da vedere sono davvero moltissime: per ogni informazione vi rimandiamo al sito ufficiale dell'Apt di Trento dove potrete trovare tutte le notizie utili.

 
Carro con suonatori, anni '30 (foto Agh)  

Àneghe Tàneghe
Giochi popolari sotto l'albero

Una delle mostre più belle e interessanti è certamente Àneghe e Tàneghe, dedicata ai giocattoli di una volta: una bellissima esposizione di cavalli a dondolo, bambole, galletti e uccellini, burattini a filo, giochi a traino e molti altri. Arte spesso povera e popolare, eppure sempre sorprendente soprattutto per l'ingegnosità con cui si lavorava il legno che si prestava a mille invenzioni. Gli organizzatori dell’esposizione hanno scelto il titolo della filastrocca trentina, "aneghe e tàneghe", con l’intento di stimolare genitori e nonni alla memoria dell’infanzia.

 
Gioco a traino (foto Agh)   Seggiolina per bambino, inizio XX secolo (foto Agh)
 
Orsetti di pezza (foto Agh)   Cavalluccio a traino (foto Agh)
 
Burattini (foto Agh)   Sculture in legno (foto Agh)
Cavalli a dondolo (foto Agh)

Le opere sono messe a disposizione da Rosanna Cavallini, Paolo De Carli e Katia Pustilnikov; Istituto Culturale Ladino di Vigo di Fassa, Alberto e Lorenzo Nicolodi di Trento, Teresa e Renzo Biasior di Trento. La mostra è a palazzo Trentini in via Manci a Trento, dal 25 novembre 2002 all'11 gennaio 2003. Orario lunedì-sabato 10.00 - 19.00 - domenica e festivi 14.00 - 19.00. Chiuso Natale e Capodanno. Sito ufficiale Àneghe Tàneghe

 
Il manifesto della mostra  

Tutti a nanna
Il sonno degli essere viventi

L’esposizione ideata e realizzata dal Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento affronta un argomento vitale e a volte problematico per noi uomini: il sonno. Necessario per ogni organismo, il sonno fisiologico è il tema della mostra che si rivolge con tono fiabesco al pubblico infantile in particolare, ma anche al visitatore adulto che troverà informazioni scientifiche utili a individuare sane abitudini sul “ben dormire”. L’allestimento della mostra propone ai visitatori la riproduzione di vari ambienti naturali e fantastici che illustrano le caratteristiche dei ritmi vitali nel mondo vegetale e animale, consentendo un raffronto con quelli dell’uomo. L'itinerario della mostra si svolge in divertenti ambienti ricostruiti in gomma piuma con tantissimi pupazzi di peluche. Dei bravissimi accompagnatori in... pigiama, per stare in tono con la mostra, guidano ragazzi ed adulti lungo il percorso raccontando storie e favole che aiutano a comprendere il fenomeno del sonno nel mondo della natura e in quello dell'uomo. La mostra è al Museo di Scienze Naturali a Trento in via Calepina 14, dal 23/11/.02 al 23/03/03 | Sito ufficiale della mostra Tutti a nanna

 
I bambini ascoltano rapiti una favola (foto Agh)   L'orso all'ingresso del Museo (foto Agh)
 
Lezione didattica con il gioco (foto Agh)   Favole su grandi schermi (foto Agh)
 
Il racconto nella "giungla" (foto Agh)   Le favole mimate coi pupazzi (foto Agh)
I bambini ascoltano un racconto su un grande schermo multimediale (foto Agh)

 
Il sito ufficiale della Sat  
Mostra "Leggere da cima a fondo"

I libri di montagna per bambini e ragazzi sono esposti presso la SAT - Società Alpinisti Tridentini in via Manci 57 a Trento. Una carrellata di titoli dedicata ai piccoli lettori che possono trovare non solo libri di montagna ma anche storie, racconti, favole, leggende, manuali dei trappers e un angolo ricreativo dove dipingere e disegnare. Tutti i libri provengono dalla biblioteca della storica associazione alpinistica trentina fondata a Madonna di Campiglio nel lontano 1872. Nella sua sede di Trento vanta una formidabile biblioteca specializzata di circa 25.000 volumi, consultabile anche via internet tramite il CBT Catalogo Bibliografico Trentino del portale Trentinocultura. I volumi della biblioteca sono contrassegnati dalla sigla "Trentino Ysat" seguita dalla segnatura. La Biblioteca della Montagna della SAT si prefigge lo scopo di conservare e mettere a disposizione del pubblico la maggior quantità possibile di informazioni sulla montagna: non solo alpinismo e imprese sportive, ma la storia e la cultura di chi in montagna vive e lavora, l’ambiente naturale e la letteratura che ne è stata ispirata.
     
 
(foto Agh)   Bruno Angelini direttore della Sat (foto Agh)
 
(foto Agh)   (foto Agh)
     
La biblioteca conserva, oltre ai testi che narrano di ascensioni alpinistiche, diari di viaggi ed esplorazioni, guide e manuali tecnici, ma anche opere relative all’architettura alpina, agli usi e costumi e leggende, testi di nivologia, glaciologia, meteorologia alpina, botanica, zoologia, geologia, speleologia ecc. I libri sono suddivisi in varie sezioni: guide, etnologia, letteratura, geografia, iconografia, pubblicazioni sociali, scienze naturali, ecologia e ambiente, storia, storia dell’alpinismo, manuali, tesi di laurea, Soccorso alpino, cori, legislazione, tesi di laurea, repertori e libri rari e di pregio. Per quanto riguarda i periodici, sono conservati oltre ottanta bollettini di sezioni del Cai, riviste di geografia, ambiente e parchi naturali, riviste di associazioni alpinistiche straniere, e gran parte delle testate nazionali e straniere che si occupano di montagna e alpinismo. In totale sono circa 500 i periodici conservati, dei quali spesso è conservata la raccolta completa. La sede della Sat è a Trento in va Manci 57, l'orario di apertura è dal lunedì al venerdì 10-12 e 16-19. Tel. 0461 / 980211 - fax. 0461 / 986462 sat@biblio.infotn.it

 
Villa Madruzzo (foto Agh)  
A tavola: Villa Madruzzo

Sulla collina di Trento a pochi chilometri dal centro città sorge Villa Madruzzo, un tempo residenza vescovile. Oggi è un albergo e ristorante che offre ai propri clienti i comfort di un moderno hotel a tre stelle nella quiete e nella tranquillità del suo parco privato. L'arredamento con i pavimenti in legno, i mobili d'antiquariato e i tappeti persiani è armoniosamente inserito nell'antica struttura, che si presenta con un aspetto sobrio ed elegante. Girovagando ha incontrato a Villa Madruzzo, a sorpresa, un grande personaggio: Dario Vitti, uno dei ristoratori storici del Trentino, che con la moglie Nadia e i famigliari festeggiava il 90° compleanno. Ci ha raccontato la sua vita avventurosa: partito da Pergine sotto il fascismo fu cuoco in giro per l'Italia, quindi in Sicilia e, dopo la guerra, in Francia. A Parigi aprì un famoso Ristorante delle Dolomiti frequentato da celebrità come Jean Gabin, Soraya, Anquetil. Comprò un castello a qualche decina di chilometri da Parigi, girò il mondo, fu invitato più volte in Iran dallo Scià di Persia. Nei primi anni '70 si ritirò e tornò in Italia, nel suo Trentino. Ora vive ai Masetti di Pergine.

 
Con Dario Vitti, storico ristoratore trentino (foto Agh)   Dario Vitti con la moglie Nadia (foto Agh)

A Villa Madruzzo abbiamo degustato una ottima cucina: come antipasto una nocetta di cervo servita su insalatina di soncino novello e noci sgusciate condito con vinagreitte all'aceto balsamico, dei favolosi strigoli di pasta fresca serviti con caponatine di verdurine tagliaite a dadolini e gamberi sgusciati, di cui ci siamo fatti dare la ricetta dallo chef Michele Menestrina, filettino di puledro cotto in padella e aromatizzato con aceto balsamico, salmerino dorato con finferli trifolati e polentina di Storo, insalatina tiepida di polpo con rucola e patatine al vapore condito con olio extravergine del Garda. Il tutto innaffiato con vino rosso Marzemino Trentino dei Ziresi della cantina Vallis Agri di Calliano. Per finire in bellezza, sorbettino al limone classico, sfogliatina di mele con salsa di vaniglia, tortino di ricotta ripieno con uvetta e pinoli con salsa e vaniglia.

 
Insalatina tiepida di polpo (foto Agh)   Strigoli di pasta fresca (foto Agh)
 
Filettino di puledro (foto Agh)   Salmerino dorato con finferli trifolati (foto Agh)
 
Sfogliatina di mele (foto Agh)   Tortino di ricotta (foto Agh)

Villa Madruzzo, la residenza vescovile

La villa prende il nome dalla più importante dinastia di vescovi che il Trentino abbia mai avuto: i Madruzzo. Questa famiglia governò il principato vescovile di Trento dal 1539 al 1568 e, caso unico al mondo, furono ben quattro i discendenti che ressero la diocesi tridentina consecutivamente. Le origini della villa non sono certe: fu costruita probabilmente nel tardo ‘400, poco prima cioè del Concilio di Trento, l’evento più emblematico della storia trentina. Appartenne al cardinale Cristoforo Madruzzo, una delle figure di spicco del periodo conciliare, che la scelse come dimora estiva e vi ospitò numerosi illustri personaggi.

 
Cinzia Albertini direttore di Villa Madruzzo (foto Agh)   Sala da pranzo (foto Villa Madruzzo)
 
Una delle tre sale da pranzo (foto Agh)   La sala da pranzo nella antica cappella (foto Agh)

Tra le personalità di spicco accolse tra gli altri l’ambasciatore imperiale Francesco di Toledo ed il cardinale di Lorena. Nella seconda metà del ‘500 la villa appartenne al principe vescovo Carlo Gaudenzio Madruzzo (1562-1629), che la scelse come dimora preferita, quindi passò al successore Carlo Emanuele Madruzzo (1599-1658). Confinante con Villa Madruzzo fu costruita, sempre nel periodo del Concilio di Trento, un’altra splendida dimora: Casa Particella, mirabile esempio dell'architettura rinascimentale trentina del periodo.

Secondo la leggenda tra le due ville pare esistesse un collegamento: a Villa Madruzzo abitava il principe vescovo Carlo Emanuele Madruzzo mentre nella dimora accanto soggiornava la dama preferita dal prelato Claudia Particella. Dal 1882 la villa divenne proprietà di Paolo Oss Mazzurana (1833-1895) ricco podestà di Trento che diede il via all’opera di risanamento della villa secondo quel gusto classicheggiante ancora vivo alla fine del secolo scorso. Paolo Oss Mazzurana fu il rappresentante di un’epoca della vita cittadina particolarmente felice in cui al grande rinnovamento edilizio si aggiunse un altrettanto sensibile risveglio sociale. Fu infatti in quegli anni che la città venne dotata dell’energia elettrica. | Sito ufficiale Villa Madruzzo

 
Il manifesto della mostra di Carlo Sartori  

Mostra Carlo Sartori: le crocifissioni

Il pittore trentino di estrazione naif Carlo Sartori, conosciuto al grande pubblico per le sue grandi figure cariche di colore, ha trattato la crocifissione in numerose tele, mai però presentate tutte insieme. Grazie al lavoro di ricerca del professor Renzo Francescotti oggi le possiamo ammirare nella Tridentum Romana, ovvero nello Spazio archeologico Sotterraneo del Sas, sotto la piazza Cesare Battisti a Trento, proprio per rievocare l'immagine più diffusa delle crocifissioni all'epoca romana. Sartori nasce a Ranzo di Vezzano, dal 1931 vive e lavora a Godenzo nel Lomaso. Trascorre gli anni della giovinezza facendo il pastore e successivamente l’imbianchino, senza trascurare però lo studio, da autodidatta, dell’arte e della pittura. Dopo alcuni anni di preparazione, nel 1959 partecipa ad una mostra collettiva tenuta al Circolo della Stampa di Bolzano, dove riscuote l’interesse del pubblico e della critica per le sue tematiche e le sue figurazioni in bilico tra arcaismo ed accenti naif. L’anno seguente allestisce la sua prima mostra personale nelle sale dell’Hotel Miralago, a Molveno, ottenendo un grande consenso che lo stimola a proseguire nella ricerca di un proprio linguaggio, che giungerà a piena maturazione nel corso degli anni Settanta.

 
(foto Agh)   (foto Agh)
 
Gli scavi archeologici sotto Piazza Battisti (foto Agh)   (foto Agh)
 
La strada romana (foto Agh)   Tridentum sotterrenea (foto Agh)
 
I mosaici della città romana rinvenuti durante la ristrutturazione del Teatro Sociale (foto Agh)   Dott. Gianni Ciurletti direttore ufficio beni archeologici della Provincia Autonoma di Trento (foto Agh)

Felice incontro

Di quel periodo è l’incontro con il pittore Luigi Pizzini, la cui amicizia e stretta frequentazione lo induce a dedicarsi completamente alla pittura. Nel 1961 partecipa alla "Mostra Provinciale d’Arte Figurativa" a Trento, mentre nel 1962 è presente alla 1ª Mostra d’Arte Sacra di Trento; nel 1965 è alla Mostra degli Artisti Trentini a Torino, quindi alla collettiva "Trento Arte Oggi" al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1968. Partecipa alla rassegna "Les Artistes de Trente d’aujour-d’hui" alla Camera di Commercio Italiana di Parigi, nel 1969 e nel 1971 alla rassegna "10+10 Pittori ed incisori trentini del XX secolo" tenuta a Palazzo delle Esposizioni di Roma, poi a Palazzo Pretorio, a Trento. Nel 1972 la sua partecipazione alla mostra di Suzzara viene notata dal critico Raffaele de Grada che lo segnala a Cesare Zavattini. Sartori partecipa in seguito a ben sette edizioni vincendo vari premi ed ottenendo anche l’omaggio di una sala personale.

Il suo è un espressionismo pittorico forte, quasi violento, in cui predominano i colori rosso e arancione. Nella sua arte si riflette l'esistenza semplice della vita contadina, le cui figure ricorrono spesso nelle sue tele insieme ai crocifissi: contadini, pastori, artigiani, donne del villaggio. La mostra è presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas dal 23/10/2002 al 06/01/2003, orario 9.00-12.00 e 14.30-18.00.


testi e foto di
Alessandro Ghezzer


APT TRENTO, MONTE BONDONE, VALLE DEI LAGHI
38100 Trento (Italy)
via Manci 2
tel. 0461 / 216000
www.apt.trento.it

Puntate precedenti a Trento
Trento - Autunno Trentino 28 settembre 2002
Trento Città Giardino 22 giugno 2002
Trento - Monte Bondone 15 dicembre 2001
Trento - Monte Bondone 14 luglio 2001

Istituzioni
Comune di Trento
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 0461 884453 - n. verde 800-017615 | comurp@comune.trento.it
Artigianato Artistico e di qualità trentino

Mercatini
Mercatini di Natale del Trentino
Mercatino di Trento

Cultura
CBT - Catalogo Bibliografico Trentino
Trentinocultura


Mostre
Tutti a nanna
Museo Tridentino di Scienze Naturali
tel. 0461/270 311 - fax 0461/233 830 | info@mtsn.tn.it
Àneghe Tàneghe
Museo di Scienze Naturali a Trento
via Calepina 14
dal 23/11/.02 al 23/03/03 | info Apt trento informazioni@apt.trento.it
Sat - Società Alpinisti Tridentini
Leggere da Cima a fondo
libri di montagna per bambini e ragazzi
dal 23 novembre 2002 al 6 gennaio 2003 - tel. 0461/ 980211 | sat@biblio.infotn.it
Carlo Sartori
Le crocifissioni
Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
dal 23/10/2002 al 06/01/2003
orario 9.00 - 12.00 e 14.30 -18.00

Arte
Museo Nazionale Arti Naïves "Cesare Zavattini"

A tavola
Villa Madruzzo

La ricetta
Strigoli alle piccole verdurine e gamberi

Montagna
Sat - Società Alpinisti Tridentini | sat@biblio.infotn.it

Sci

Monte Bondone
Scuola di Sci Monte Bondone
Trento funivie

Musei

Museo del Castello del Buonconsiglio
Museo Diocesano Trentino
Museo Storico
Museo degli Usi e Costumi della gente trentina
Museo Tridentino di Scienze Naturali
Musei del Trentino
Museo Aeronautico Gianni Caproni

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Il Monte Bondone a ovest di Trento
 

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