| La pieve di Thun Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta, Vigo D'Anaunia |
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La Pieve di Vigo di Thun, dall'apparenza modesta - fu ricostruita in forme semplici nel XVI secolo e ristrutturata nel XVIII - conserva uno straordinario nucleo di dipinti di Francesco Guardi e del fratello Antonio. Originari della val di Sole, i Guardi mantennero sempre contatti con la terra d'origine e naturalmente con i Thun, i signori più potenti dell'Anaunia. L'occasione per i dipinti della chiesa di Vigo di Ton si presentò nel 1738, quando Antonio Guardi, divenuto capofamiglia dopo la morte precoce del padre Domenico, venne in Trentino per regolare delle questioni di eredità. Il committente dei dipinti era un loro parente, Pietro Antonio Guardi, parroco di Vigo dal 1712 al 1755, autore di apprezzate opere a carattere teologico e rigorista nell'applicazione della dottrina della Chiesa.
L'idea guida delle lunette dipinte nella sacrestia è quella della purificazione e della dignità della missione sacerdotale, idea ribadita dai soggetti, tutti collegati all'eucaristia. Abbiamo così la Comunione sacrilega di Ugone, vescovo di Magdeburgo, truculenta storia in cui il vescovo, resosi indegno della sua funzione a causa dei continui peccati di lussuria, anche con le monache, e sacrilego per l'uso continuato della comunione nonostante fosse in stato di peccato mortale, è sottoposto a un processo davanti a tutta la corte divina, costretto a espellere le particole profanate dall'arcangelo Michele, particole che vengono poi raccolte e purificate, e infine decapitato.
Anche le altre due lunette - l'Apparizione dell'angelo a san Francesco d'Assisi e la Lavanda dei piedi- e i mazzi di fiori d'arancio, rami di ulivo e uva dipinti negli spicchi laterali, sono chiari simboli dell'eucaristia. I dipinti mostrano la differenza tra Antonio e Francesco Guardi, che già in queste prime opere si discosta dalla pittura del fratello per avviarsi a una ricerca personale dagli esiti altissimi.
La comunione sacrilega, la Lavanda dei piedi e le lunette con i fiori sono opera di Antonio e si inseriscono in un ambito rococò, basato su un forte contrasto cromatico-luminoso dell'esecuzione, l'Apparizione dell'Angelo a san Francesco è invece dovuta al pennello di Francesco ed è impostata su una ricerca plastica e chiaroscurale che fa presentire già fin d'ora le vedute e i capricci, quasi preimpressionisti, che resero celebre il pittore in tutta Europa.
Raimondina Thun era prematuramente morta di parto nel 1841 e il poeta Giovanni Prati, sorvegliato speciale della polizia austriaca e ospite di castel Thun, compose per l'occasione una dolcissima elegia. Di Raimondina era conservato a castel Thun anche un busto, ora scomparso, dovuto a Vincenzo Vela, uno dei più grandi scultori dell'Ottocento italiano. torna alla puntata |