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| Verso Passo Cinque Croci, Lagorai
(foto Agh) |
Dite la verità: non ne potete più della pazza folla, delle
resse sulle piste, del frastuono delle
stazioni invernali sempre più simili a caotici luna park? Ebbene,
sfuggire a tutto questo si può! Bastano due scietti, uno zaino e
un po' di spirito d'avventura: è lo sci
escursionismo! In questa puntata sul web di Girovagando vi introdurremo
alle gioie di questa pratica sportiva, mentre in tv continua la serie Anteprima
Inverno, con le anticipazioni della prossima stagione invernale.
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| Mini valanga di neve umida (foto Agh) |
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| Escursione lungo una strada forestale (foto Agh) |
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| Giochi di neve fresca in un torrente (foto Agh) |
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Sci escursionismo, quasi una filosofia di vita
Inspiegabilmente poco conosciuto in Italia, e perciò poco praticato,
lo sci escursionismo è popolarissimo
in Scandinavia, dov'è nato lo sci di fondo, ed ha preso piede perfino
negli Stati Uniti dove i grandi spazi delle Montagne Rocciose sono l'ideale
per il "back country" (sci fuoripista), come lo chiamano gli americani.
Nel nostro paese, che quanto a fantastici scenari montagnosi non è
secondo a nessuno, gli appassionati di questa disciplina sono ancora pochi,
anche se si riscontra un sempre crescente interesse per queste pratiche
alternative allo sci su pista. Le Alpi, considerate a torto poco adatte
allo sci escursionismo perché ritenute troppe impervie, offrono in
realtà migliaia di meravigliosi itinerari. Ma è l'Appennino,
coi suoi vasti paesaggi collinari e altipiani, la palestra ideale per questo
sport. Gli amanti dei percorsi fuoripista nel nostro paese sono dediti perlopiù
allo sci alpinismo, che per essere goduto
appieno richiede tuttavia capacità tecniche e fisiche non proprio
banali. Una moda recente è il ritorno del Telemark,
ma anche questa disciplina, progenitrice del moderno sci alpino, richiede
un impegno tecnico e fisico non comuni. Lo sci escursionismo è una
versione più dolce di entrambi gli sport, ed è adatto praticamente
a tutti, in quanto non richiede grande allenamento né particolari
abilità tecniche. Infatti lo sci, leggerissimo e molto simile a quello
da fondo, è utilizzato sostanzialmente per "camminare"
sulla neve senza scivolare. Le pelli di foca garantiscono un'ottima presa
su qualsiasi tipo di neve. La scarpetta non è rigida come nello sci
alpinismo, perciò l'andatura risulta estremamente naturale, grazie
anche al tallone libero, per cui dopo le prime uscite ci si dimentica quasi
di avere gli sci ai piedi.
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| Escursionismo nel Parco di Paneveggio
(foto Agh) |
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| Baite in Val Calamento, Lagorai (foto Agh) |
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| Sci escursionismo in quota in Lagorai, sullo sfondo
Cima D'Asta (foto Agh) |
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Cos'è
Lo sci escursionismo è una sorta di ritorno
alle origini, quando anticamente le popolazioni nordiche utilizzavano
gli sci per spostarsi sulla neve. Quello che per gli antichi era una necessità,
oggi è diventato uno sport, che soddisfa tra l'altro un'esigenza
interiore sempre più ricercata dall'uomo moderno, cioè il
contatto con una natura per quanto possibile incontaminata. L'escursionismo
invernale è quindi l'ideale completamento di quello estivo. Con gli
sci è possibile andare in montagna con la neve, entrare in un mondo
incantato e sconosciuto ai più, scoprire paesaggi fiabeschi altrimenti
inaccessibili. In inverno il paesaggio cambia radicalmente e diventa un
mondo fantastico da esplorare in perfetta solitudine, lontano dal chiasso
e dalla frenesia del turismo di massa. Tutti i riferimenti famigliari scompaiono
sotto la neve: strade, sentieri, segni, pietre. Perciò ci si muove
su percorsi liberi, per boschi e valli silenziose, senza dover rendere conto
a nessuno, in totale autosufficienza. Lo sci escursionista parte laddove
tutti gli altri devono fermarsi: la montagna ammantata di neve non è
un mondo ostile e impraticabile, come per la maggioranza delle persone,
ma un paradiso tutto da scoprire, in cui l'unico rumore è il fruscìo
leggero degli sci sulla neve.
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| Scenario immacolato in Lagorai (foto Agh) |
Cos'è in pratica
Lo sci escursionismo è in sostanza una
via di mezzo tra lo sci di fondo e lo sci alpinismo. E' una versione
"soft" di quest'ultimo, anche se l'attrezzatura somiglia molto
più a quella per lo sci da fondo: il tallone rimane libero, anche
in discesa, la scarpetta è leggera e non rigida, lo sci è
simile a quello utilizzato per il passo alternato. Ovviamente i percorsi
che si possono affrontare con tale attrezzatura saranno meno impegnativi
di quelli sci alpinistici, soprattutto per quanto riguarda la discesa.
Mettiamo a confronto le due discipline in questa tabella riassuntiva:
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Sci escursionismo |
Sci alpinismo |
| attrezzatura |
specifica, o la stessa dello sci da fondo per passo
alternato |
specifica |
| difficoltà |
facile, richiede capacità sciistiche minime;
difficoltà solo in discesa, specie sul ripido |
difficile, specialmente la discesa richiede ottime capacità
tecniche |
| salita |
con pelli di foca |
con pelli di foca |
| discesa |
a tallone libero, con diagonali sul ripido |
tallone bloccato, come nello sci da discesa |
| percorsi |
pianeggianti, collinari, boscosi, con pendeneze non
eccessive |
quasi ovunque e compatibilmente con la propria capacità
tecnica |
| pericoli |
valanghe, infortuni (rari) |
valanghe, infortuni tipici dello sci da discesa |
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| Monte Costalta, Lagorai (foto Agh) |
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| L'attrezzatura per praticare lo sci escursionismo non
è tassativa: nella foto vediamo la normale attrezzatura da
fondo per il passo alternato, ovvero attacco Rottefella di tipo "NNN"
con scarpa Artex a gambaletto alto, su sci da escursionismo Atomic
"Back Country" con lamine (foto Agh) |
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L'attrezzatura
L'attrezzatura specifica per lo sci escursionismo si trova con difficoltà
nei normali negozi: si tratta in sostanza di uno sci
da fondo maggiorato, più largo e robusto del normale, dotato
di lamine per una presa ottimale su nevi
dure, con soletta liscia (e non squamata) per far aderire la pelle
di foca. L'attacco più utilizzato è il glorioso Rottefella
da 75 mm, coi tre perni che si incastrano nella suola; le scarpe
sono di varia foggia, da quelle tradizionali in
cuoio, a quelle moderne con scafo in plastica
utilizzate anche per il Telemark. Si possono utilizzare in realtà
anche le normali scarpette per lo sci di fondo nei modelli "turistici",
preferibilmente con gambaletto alto. Indispensabili due robuste ghette
con laccio che passa sotto la suola. Per i bastoncini
va bene qualsiasi tipo da discesa, meglio se robusto e con la rotella grande.
Evitare quelli telescopici, troppo fragili. L'altezza giusta è grosso
modo poco sotto alle ascelle; in ogni caso, poggiando a terra le punte,
il gomito deve formare un angolo di 90° o inferiore. Se più ampio,
i bastoni sono troppo corti.
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| La traccia leggera degli sci sulla
neve fresca (foto Agh) |
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| Scarpa Karhu da telemark o escursionismo |
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L'attacco classico tipo Rottefella da 75 mm |
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| Modello classico tradizionale in pelle della Garmont |
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Modello Garmont moderno |
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| Costalta (foto Agh) |
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| Panorama dal Cengello, Lagorai (foto Agh) |
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| Verso Forcella Valsorda, Lagorai (foto Agh) |
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| Passo Valcion, sullo sfondo Cima D'Asta, Lagorai (foto Agh) |
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L'attrezzatura per provare quasi a costo zero
A questo punto qualcuno potrebbe aver voglia di provare, senza però
impegnarsi in spese eccessive. Bene, vi spieghiamo come procurarsi un'attrezzatura
di base a costo quasi zero. In realtà, basterebbe un qualsiasi vecchio
paio di sci da alternato, un po' di sciolina,
un paio di ghette e via. La difficoltà
della sciolinatura, specie per i non esperti, potrebbe però raffreddare
gli entusiasmi iniziali. Infatti ci sono vari tipi di sciolina, secondo
le caratteristiche della neve (fresca, vecchia, ghiacciata, bagnata etc).
Per saltare a pié pari queste difficoltà consigliamo senz'altro
le pelli di foca, che garantiscono un'eccellente
presa su quasi tutti i tipi di neve. Ma andiamo con ordine: prima di tutto
lo sci, come detto va bene qualsiasi tipo da passo
alternato, purché robusto e con soletta liscia. Se trovate
tutta l'attrezzatura (sci, scarpe e attacchi) in qualche cantina, tanto
meglio. Ottime possibilità sono i mercatini dell'usato: attrezzature
complete si possono portare via per appena 30-40 mila delle vecchie lirette,
al massimo. A questo punto rimane la parte più "rognosa",
che riguarda le pelli di foca. Raramente si trovano nella misura adatta
allo sci di fondo, mentre quelle da sci alpinismo (circa 50-70 euro nuove)
non vanno bene perché sono troppo larghe, e bisognerebbe quindi tagliarle.
Anche in questo caso si ricorre quindi all'usato: due vecchie pelli da sci
alpinismo dismesse, anche spelacchiate, andranno benissimo.
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| Passo Cinque Croci, Lagorai (foto Agh) |
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| Sul lago ghiacciato delle Stellune |
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Pericoli
I pericoli per chi va in montagna con la neve, sugli sci, con le
ciaspole o a piedi, sono principalmente quelli dovuti alle valanghe.
Non ci dilungheremo qui su un fenomeno estremamente complesso: resta obbligatorio
ascoltare sempre il bollettino
valanghe (Meteotrentino)
prima di qualsiasi gita e, se siete totalmente inesperti, state alla larga
da qualsiasi pendio che supera i 28 gradi di inclinazione. Per una "infarinata"
di massima vi rimandiamo al trattato Nivologia
e Valanghe di Luigi Telmon, istruttore nazionale Neve e Valanghe
del Servizio Valanghe Italiano del CAI, uno dei massimi esperti di valanghe
in Italia, che lo ha redatto per il newsgroup nazionale it.sport.montagna
e che potete trovare in fondo a questo capitolo. Per il resto i rischi dello
sci escursionismo, a parte quelli legati alla montagna (freddo, clima) sono
quasi nulli: la bassissima velocità (si cammina quasi sempre) e il
fondo "morbido", limita l'eventualità di infortuni dovuti
a cadute (contusioni, lussazioni etc) e, poiché il piede non è
bloccato allo sci (tallone libero) da un attacco ed uno scarpone rigido,
la possibilità di subire infortuni agli arti inferiori è scarsa.
Riguardo il clima inutile dire che in montagna, e a maggior ragione d'inverno,
ci si deve equipaggiare con vestiario adeguato. Per gli esordienti totali
possono essere molto utili gli appositi corsi propedeutici organizzati dalle
guide alpine.
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| Le Viotte del Bondone, sullo sfondo
la Paganella (foto Agh) |
Itinerari per iniziare
Per gli aspiranti sci escursionisti e non, proponiamo di seguito due facili
itinerari. I dislivelli sono modesti, generalmente piuttosto sicuri da valanghe,
le discese non troppo impegnative. Nello sci escursionismo la maggiore difficoltà
è ovviamente la discesa: il tallone non viene bloccato come nello
sci alpinismo, e perciò è necessario molto equilibrio che
viene acquisito man mano, con la pratica. Non è possibile perciò
curvare in velocità a meno di non essere super agili e ricorrere
alla difficile tecnica del telemark. Lo sci escursionista classico ricorre
quindi ad una tecnica ben collaudata che permette di scendere per pendii
anche molto ripidi senza particolari problemi. Si tratta di una serie di
diagonali al termine dei quali si inverte la marcia con dei "dietro-front"
da fermi.
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| Esempio di discesa con diagonali e dietro front sul Colbricon (foto Agh) |
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| Fig. 1: le discese ripide si affrontano con diagonali
e "dietro front" |
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| Fig. 2: l'inversione di direzione avviene da fermi (foto Agh) |
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Salire e scendere
Aprire una buona traccia in salita nella
neve fresca è un'arte. Consiste nel saper scegliere, seguendo la
conformazione del territorio, un itinerario con una pendenza
costante non troppo ripida, che permetta di salire gradualmente e
dolcemente col minimo sforzo. La discesa
rappresenta la difficoltà maggiore. Su pendenza facili o medie solitamente
si affronta con il classico spazzaneve,
laddove è possibile. Se molto ripida si ricorre ai diagonali
con dietro front. La prima regola è osservare bene il pendio
per individuare, secondo la morfologia del terreno, la serie
di diagonali che ci permetta di perdere gradualmente quota. Si cerca
cioè di immaginare la sequenza di diagonali e le relative inversioni
di marcia sul terreno più adatto, possibilmente privo di ostacoli.
Si inizia quindi il primo diagonale con pendenza
moderata, in modo da non prendere troppa velocità, avendo
già previsto il punto esatto in cui si farà, da fermi, l'inversione
di marcia. Quest'ultimo è chiamato anche dietro-front:
conviene provare questa manovra sul piano, e poi gradualmente sul ripido,
invertendo a destra e sinistra. Con la completa padronanza di questo passo
non avremo più alcun problema su nessun terreno. Si esegue come illustrato
nelle figure 1 e 2: ci si mette ben piantati sugli sci perfettamente
perpendicolari al pendio, che non devono scivolare quindi né
avanti né indietro: si ruota il busto verso
valle e si appoggiano saldamente i bastoncini dietro la schiena sul
pendio a monte (fig. 1); a questo punto, sempre mantenendo l'appoggio sui
bastoni, si alza e si ruota lo sci a valle di
180° (facendo perno sulla coda) poggiandolo a terra parallelo
all'altro. Si può spostare ora il peso
sullo sci a valle appena girato, ruotando
anche lo sci a monte (fig. 2). L'inversione di marcia ora è
completa: si è pronti quindi per il diagonale successivo e così
via fino alla fine della discesa.
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| Tre Cime del Bondone: Cima Verde,
Doss D'Abramo, Cornetto (foto Agh) |
| LA ROSTA DEL BONDONE |
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Itinerario n. 1 |
| quota massima |
|
m 1837, La Rosta |
| lunghezza |
|
km. 8 (andata e ritorno) |
| dislivello |
|
m. 281 |
| partenza e arrivo |
|
Località Viotte m 1566, Monte Bondone (Trento) |
| sentieri |
|
618 |
| mappa |
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Kompass
687 "M. Stivo, M. Bondone |
| difficoltà |
|
T - turistico |
| tempo |
|
1,30 h |
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| Paesaggio di fiaba dopo una nevicata alle Viotte (foto Agh) |
|
Descrizione
La grande piana delle Viotte è
certamente uno dei luoghi più belli a pochi km da Trento, sul Monte
Bondone. In mezz'ora circa di automobile si arriva in una specie
di paradiso per fondisti, escursionisti e sci alpinisti. I fondisti trovano
chilometri di splendidi tracciati, gli sci alpinisti e gli escursionisti
possono invece sbizzarrirsi sul vicino gruppo delle Tre
Cime (puntata del 6/09/2003), in ambiente prettamente alpinistico. Gli
sci escursionisti, nella fattispecie, possono girovagare senza alcun pericolo
sulle dolci colline dei dintorni tra splendidi panorami. In particolare
il modesto rilievo de La Rosta m 1837 a
ovest, offre una spettacolare vista sulla valle dei Laghi fino al Lago di
Garda, sul gruppo del Carè Alto e sul Gruppo di Brenta. E raggiungibile
con un percorso facile ed estremamente panoramico, generalmente sicuro,
ideale per gli esordienti.
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| Salendo le coste de La Rosta, sullo
fondo le Tre CIme (foto Agh) |
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| La Rosta, sullo sfondo il Gruppo di Brenta (foto Agh) |
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| La Rosta (foto Agh) |
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Itinerario
Dalla piana delle Viotte, presso il Centro del Fondo, si punta su percorso
libero, a piacere (traversando alcune volte con attenzione le piste di fondo),
verso la Val D'Eva, in direzione sud ovest, verso l'evidente insellatura
di Bocca di Vaiona m 1778. Il primo km
è pianeggiante, quindi arrivati nei pressi di Malga Fragari si risale
dolcemente la Val D'Eva lungo una strada
forestale, fino al mini strappettino che immette sull'ampio prato della
Bocca di Vaiona. Dopo aver goduto dell'ampio panorama, si piega decisamente
a nord risalendo il breve ma facile costoncino sovrastante una casupola
che serve come ricovero per i pastori. In breve si arriva ad un piccolo
altipiano molto bello (altro rudere), attraversato il quale c'è un
ultimo strappo che rapidamente porta alla successiva spianata alla base
de La Rosta, che si raggiunge in pochi minuti di salita, con grandioso panorama
dalla cima. La discesa avviene proseguendo per meno di 1 km per il dolce
crinale della vetta verso nord, quindi tornando indietro a 180° aggirando
ad est la cima per facile costa, indi per percorso libero a piacere. La
piccole discese successive, compresa quella più ripida alla Bocca
di Vaiona, possono essere affrontate egregiamente col classico "metodo"
dei diagonali e robusti dietro-front.
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| Malga Fragari alle Viotte (foto Agh) |
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| Val Calamento (foto Agh) |
| VAL CALAMENTO |
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Itinerario n. 2 |
| quota massima |
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m 1900, Malga Cagnon di Sopra |
| lunghezza |
|
km. 11 circa (andata e ritorno) |
| dislivello |
|
m. 500 |
| partenza e arrivo |
|
Rifugio Malga Valtrighetta m 1385 (Lagorai, Valsugana) |
| sentieri |
|
370 |
| mappa |
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Kompass
626 1:25.000 Catena dei Lagorai - Cima D'Asta |
| difficoltà |
|
E escursionistico |
| tempo |
|
1a giornata |
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| Val Calamento, Lagorai (foto Agh) |
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| Rifugio Malga Valtrighetta in Val Calamento (foto Agh) |
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| Val Calamento (foto Agh) |
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Descrizione
Splendido e facile itinerario su strada forestale nell'ampia e spettacolare
laterale di Val Calamento, che sale fino
alle malghe Cagnon. La pendenza è
moderata per tutto il percorso, quindi la salita è poco faticosa.
Meravigliosa la parte iniziale in mezzo al bosco, poi per ampi pascoli fino
a Malga Bolenga, quindi all'anfiteatro di Malga Cagnon di Sotto e poi alla
spettacolare spianata di Campiò
a sud del Monte Croce m 2490. La lunga
discesa per la forestale, specie se con neve recente o fresca, è
molto godibile. Meglio non togliere le pelli in discesa, utilissime per
moderare la velocità.
Itinerario
Da Borgo Valsugana si prende la strada
per il Passo Manghen. Raggiunta Malga
Baessa m 1317 (ristorante tipico) si prosegue per 2 km scarsi fino
al bivio presso una grande radura con il Rifugio
e Malga Valtrighetta, dove si lascia l'auto. Di qui per comoda forestale
con segnavia 370, si tocca Malga
Bolenghetta, Malga Bolenga e quindi
Malga Cagnon di Sotto. Si segue ancora
la forestale che con alcuni tornanti e traversando un bel bosco di larici
raggiunge la bellissima piana di Campiò, anticamente un lago, con
Malga Cagnon di Sopra a m 1900. La discesa avviene seguendo la forestale
per il medesimo itinerario di salita. E' un percorso assai spettacolare
da farsi anche anche in notturna, con la luna piena.
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| Tamari Edizioni |
|
La "bibbia" di Navarini
Detassis |
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Guide
I libri di sci escursionismo non sono moltissimi: vi segnaliamo perciò
la Tamari Montagna Edizioni
di Padova, che ha dedicato una serie di guide specifiche piuttosto interessanti
(vedi elenco nel box in fondo).
Infine un cenno alle "bibbie" sci alpinistiche di Luciano Navarini:
una dedicata esclusivamente al Lagorai, con oltre 130 itinerari, l'altra
scritta con Claudio Detassis per 45 itinerari nel Trentino. Naturalmente,
essendo itinerari sci alpinistici debbono essere valutati con attenzione
scartando senza indugio quelli più impegnativi: molti però
si prestano come spunto per realizzare itinerari più ridotti anche
con i leggeri sci da escursionismo. Tutti i libri sono riportati nella bibliografia
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
 |
| Sci escursionismo sotto la neve in
Val Calamento (foto Agh) |
A.P.T.
TRENTO (Monte Bondone) Azienda
di Promozione Turistica di Trento
Via Alfieri, 4
38100 TRENTO
Tel. 0461 / 983880 - Fax 0461 / 984508
www.apt.trento.it | informazioni@apt.trento.it
A.P.T. LAGORAI, VALSUGANA ORIENTALE E TESINO (Val Calamento)
Borgo Valsugana
Lungo Brenta Trento, 37
38051 Borgo Valsugana, Italia
Tel: +39 (0461) 752393 - Tel: +39 (0461) 593322 - Fax: +39
(0461) 752393 www.lagorai.tn.it
apt@lagorai.tn.it
Istituzioni
CAI
Club Alpino Italiano
Gude Alpine del Trentino
Guide Alpine Italiane
Servizio Valanghe Italiano del CAI
F.I.S.I. - Federazione
Italiana Sport Invernali
F.I.S. - Federazione
Internazionale sci
Portali
Escursionismo
invernale con gli sci - Sezione Cai S.Donà del Piave
Sci
escursionismo - Sezione Cai Sassuolo
Fridtjof Nansen Picture database - Database di immagini dedicate
a Nansen
Associazione Italiana
Maestri di Sci
Storia
dello Scialpinismo
Telemark
www.telemark.it
| link
telemark
Telemarktribe la guida del back country
Sondre Norheim,
il pioniere del Telemark
Com'è
nato il Telemark
Filmati
Telemark
Maestri di sci
ISIA
- International Ski Instructors Association
AMSI Associazione
Maestri Sci Italiani
| Attrezzatura
sci escursionismo e telemark |
45 itinerari di sci alpinismo nel Trentino, di Luciano Navarini e
Claudio Detassis, Manfrini Editore 1984 (in confanetto con la guida
dell'Alto Adige)
Guida di Sci alpinismo Lagorai Cima D'Asta, di Luciano Navarini, Manfrini
1988
64 - Canetta N., SCI ESCURSIONISMO NELLE ALPI CENTRALI, Bologna 1986.
Euro 12,95 - Volume formato 10,5X15,5, 296 pagine, 72 cartine a due
colori n.t.
Tamari Montagna Edizioni
Padova
66 - Baccini U. - De Benedet M.- Fradeloni S., SCI ALPINISMO IN COL
NUDO - CAVALLO, Bologna 1986. Euro 12,95 - Volume formato 10,5X15,5,
248 pagine con 8 illustrazioni a colori, 100 in b/n e 52 cartine n.t.
. Tamari Montagna
Edizioni Padova
73 - Canetta E. e N., SCI ESCURSIONISTICO NEL TRENTINO MERIDIONALE
E ALTIPIANI, Bologna 1989. Euro 11,35 - Formato 10,5X15,5, 136 pagine
con foto a colori e 19 cartine. Tamari
Montagna Edizioni Padova
78 - C.A.I. Commissione Veneto-Friulana-Giuliana di sci di fondo escursionistico,
SCI DI FONDO ESCURSIONISTICO NEL VENETO Vol. I Itinerari Dolomitici,
Padova 1994. Euro 14,50 - Volume formato 10,5X15,5, 256 pagine con
schemi cartografici e altimetrici, foto a colori. Tamari
Montagna Edizioni Padova
79 - C.A.I. Commissione Veneto-Friulana-Giuliana di sci di fondo escursionistico,
SCI DI FONDO ESCURSIONISTICO NEL VENETO Vol. II Itinerari Prealpini,
Padova 1994. Euro 14,50 - Volume formato 10,5X15,5, 256 pagine con
schemi cartografici e altimetrici, foto a colori. Tamari
Montagna Edizioni Padova
C.A.I. - Co.N.S.F.E., Sci di fondo escursionistico, manuale 1985 (in
corso di revisione) BENEDETTI-CARISSONI, 38 itinerari in Lombardia
per sci-escursionismo, Junior 1995
BENEDETTI-CARISSONI, 43 gite sci-escursionistiche nelle Alpi Centrali,
Junior 1996
CARNISIO-ALBERTELLA, Valle d’Aosta in sci, CDA 1993
CARRER-DALLA MORA, Sci escursionismo in Val Cellina e Altopiani
del Cavallo, Itinerari, traversate, alta via invernale "Adriano
Perissinotto", Ghedina e Tassotti 1988
CARRER-DALLA MORA, Sci escursionismo nella Foresta del Cansiglio
e Conca dell’Alpago, Itinerari, traversate, alta via invernale
"Adriano Perissinotto", Ghedina e Tassotti 1989
C.A.I. - Co.R.S.F.E. V.F.G., Sci di fondo escursionistico nel Veneto,
Volume I°, Itinerari Dolomitici,Tamari 1994
C.A.I. - Co.R.S.F.E. V.F.G., Sci di fondo escursionistico nel Veneto,
Volume II°, Itinerari Prealpini, Tamari 1994
LAV 1988/89, Lo sci di fondo escursionistico: un nuovo e antico
modo per muoversi nell’ambiente invernale
LAV 1988/89, Alla scoperta del magico inverno nei boschi
LAV 1988/89, Sci di fondo in Primiero e Zoldo
LAV 1989/90, Serenissimo principe, ecco i legni da neve
LA RIVISTA NAZIONALE - anno 111, 1990, n° 2, volume CIX
Alpago, Sentiero Invernale "Adriano Perissinotto"
LAV 1990/91, Tarvisiano: Sci-escursionismo al confine, dieci itinerari
tra le Carniche Orientali e le Giulie Occidentali
LAV 1992/93, Sci-escursionismo nei Parchi Naturali di Fanes-Sennes-Braies
e Ampezzo
LAV 1993/94, Tracce sul Mondeval, Sci-escursionismo sui territori
di caccia del Mesolitico
LAV 1994/95, Visentin-Cesen: per i valichi degli zattieri
LAV 1995/96, Sci-escursionismo sui monti di Sauris
LAV 1996/97, Sci-escursionismo nella Giogaia del Bivera
LAV 1997/98, Con gli sci nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane
LAV 1997/98, Sci di fondo escursionistico: stato dell’arte
o tempo di mutazioni?
LAV 1998/99, Per montagne di confine, sci-escursionismo tra Alpi
e Prealpi Giulie
Alpinismo
Invernale Vivalda
Sci escursionismo: bibiliografia CAI Club Alpino
Italiano
Bibilioteca della SAT Società Alpinisti Tridentini (consultabile
on line)
Bibiolteca
della SEM Società escurisionisti milanesi del Cai (consultabile
on line)
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