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Sci escursionismo
Via dalla pazza folla con gli sci da fondo, 8 novembre 2003
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Verso Passo Cinque Croci, Lagorai (foto Agh)

Dite la verità: non ne potete più della pazza folla, delle resse sulle piste, del frastuono delle stazioni invernali sempre più simili a caotici luna park? Ebbene, sfuggire a tutto questo si può! Bastano due scietti, uno zaino e un po' di spirito d'avventura: è lo sci escursionismo! In questa puntata sul web di Girovagando vi introdurremo alle gioie di questa pratica sportiva, mentre in tv continua la serie Anteprima Inverno, con le anticipazioni della prossima stagione invernale.

 
Mini valanga di neve umida (foto Agh)  
 
Escursione lungo una strada forestale (foto Agh)  
 
Giochi di neve fresca in un torrente (foto Agh)  
Sci escursionismo, quasi una filosofia di vita

Inspiegabilmente poco conosciuto in Italia, e perciò poco praticato, lo sci escursionismo è popolarissimo in Scandinavia, dov'è nato lo sci di fondo, ed ha preso piede perfino negli Stati Uniti dove i grandi spazi delle Montagne Rocciose sono l'ideale per il "back country" (sci fuoripista), come lo chiamano gli americani. Nel nostro paese, che quanto a fantastici scenari montagnosi non è secondo a nessuno, gli appassionati di questa disciplina sono ancora pochi, anche se si riscontra un sempre crescente interesse per queste pratiche alternative allo sci su pista. Le Alpi, considerate a torto poco adatte allo sci escursionismo perché ritenute troppe impervie, offrono in realtà migliaia di meravigliosi itinerari. Ma è l'Appennino, coi suoi vasti paesaggi collinari e altipiani, la palestra ideale per questo sport. Gli amanti dei percorsi fuoripista nel nostro paese sono dediti perlopiù allo sci alpinismo, che per essere goduto appieno richiede tuttavia capacità tecniche e fisiche non proprio banali. Una moda recente è il ritorno del Telemark, ma anche questa disciplina, progenitrice del moderno sci alpino, richiede un impegno tecnico e fisico non comuni. Lo sci escursionismo è una versione più dolce di entrambi gli sport, ed è adatto praticamente a tutti, in quanto non richiede grande allenamento né particolari abilità tecniche. Infatti lo sci, leggerissimo e molto simile a quello da fondo, è utilizzato sostanzialmente per "camminare" sulla neve senza scivolare. Le pelli di foca garantiscono un'ottima presa su qualsiasi tipo di neve. La scarpetta non è rigida come nello sci alpinismo, perciò l'andatura risulta estremamente naturale, grazie anche al tallone libero, per cui dopo le prime uscite ci si dimentica quasi di avere gli sci ai piedi.

Escursionismo nel Parco di Paneveggio (foto Agh)

 
Baite in Val Calamento, Lagorai (foto Agh)  
 
Sci escursionismo in quota in Lagorai, sullo sfondo Cima D'Asta (foto Agh)  
Cos'è

Lo sci escursionismo è una sorta di ritorno alle origini, quando anticamente le popolazioni nordiche utilizzavano gli sci per spostarsi sulla neve. Quello che per gli antichi era una necessità, oggi è diventato uno sport, che soddisfa tra l'altro un'esigenza interiore sempre più ricercata dall'uomo moderno, cioè il contatto con una natura per quanto possibile incontaminata. L'escursionismo invernale è quindi l'ideale completamento di quello estivo. Con gli sci è possibile andare in montagna con la neve, entrare in un mondo incantato e sconosciuto ai più, scoprire paesaggi fiabeschi altrimenti inaccessibili. In inverno il paesaggio cambia radicalmente e diventa un mondo fantastico da esplorare in perfetta solitudine, lontano dal chiasso e dalla frenesia del turismo di massa. Tutti i riferimenti famigliari scompaiono sotto la neve: strade, sentieri, segni, pietre. Perciò ci si muove su percorsi liberi, per boschi e valli silenziose, senza dover rendere conto a nessuno, in totale autosufficienza. Lo sci escursionista parte laddove tutti gli altri devono fermarsi: la montagna ammantata di neve non è un mondo ostile e impraticabile, come per la maggioranza delle persone, ma un paradiso tutto da scoprire, in cui l'unico rumore è il fruscìo leggero degli sci sulla neve.

Scenario immacolato in Lagorai (foto Agh)

Cos'è in pratica

Lo sci escursionismo è in sostanza una via di mezzo tra lo sci di fondo e lo sci alpinismo. E' una versione "soft" di quest'ultimo, anche se l'attrezzatura somiglia molto più a quella per lo sci da fondo: il tallone rimane libero, anche in discesa, la scarpetta è leggera e non rigida, lo sci è simile a quello utilizzato per il passo alternato. Ovviamente i percorsi che si possono affrontare con tale attrezzatura saranno meno impegnativi di quelli sci alpinistici, soprattutto per quanto riguarda la discesa.

Mettiamo a confronto le due discipline in questa tabella riassuntiva:

  Sci escursionismo Sci alpinismo
attrezzatura specifica, o la stessa dello sci da fondo per passo alternato specifica
difficoltà facile, richiede capacità sciistiche minime; difficoltà solo in discesa, specie sul ripido difficile, specialmente la discesa richiede ottime capacità tecniche
salita con pelli di foca con pelli di foca
discesa a tallone libero, con diagonali sul ripido tallone bloccato, come nello sci da discesa
percorsi pianeggianti, collinari, boscosi, con pendeneze non eccessive quasi ovunque e compatibilmente con la propria capacità tecnica
pericoli valanghe, infortuni (rari) valanghe, infortuni tipici dello sci da discesa

Monte Costalta, Lagorai (foto Agh)

 
L'attrezzatura per praticare lo sci escursionismo non è tassativa: nella foto vediamo la normale attrezzatura da fondo per il passo alternato, ovvero attacco Rottefella di tipo "NNN" con scarpa Artex a gambaletto alto, su sci da escursionismo Atomic "Back Country" con lamine (foto Agh)  
L'attrezzatura

L'attrezzatura specifica per lo sci escursionismo si trova con difficoltà nei normali negozi: si tratta in sostanza di uno sci da fondo maggiorato, più largo e robusto del normale, dotato di lamine per una presa ottimale su nevi dure, con soletta liscia (e non squamata) per far aderire la pelle di foca. L'attacco più utilizzato è il glorioso Rottefella da 75 mm, coi tre perni che si incastrano nella suola; le scarpe sono di varia foggia, da quelle tradizionali in cuoio, a quelle moderne con scafo in plastica utilizzate anche per il Telemark. Si possono utilizzare in realtà anche le normali scarpette per lo sci di fondo nei modelli "turistici", preferibilmente con gambaletto alto. Indispensabili due robuste ghette con laccio che passa sotto la suola. Per i bastoncini va bene qualsiasi tipo da discesa, meglio se robusto e con la rotella grande. Evitare quelli telescopici, troppo fragili. L'altezza giusta è grosso modo poco sotto alle ascelle; in ogni caso, poggiando a terra le punte, il gomito deve formare un angolo di 90° o inferiore. Se più ampio, i bastoni sono troppo corti.

La traccia leggera degli sci sulla neve fresca (foto Agh)
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Scarpa Karhu da telemark o escursionismo   L'attacco classico tipo Rottefella da 75 mm
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Modello classico tradizionale in pelle della Garmont   Modello Garmont moderno
Costalta (foto Agh)

 
Panorama dal Cengello, Lagorai (foto Agh)  
 
Verso Forcella Valsorda, Lagorai (foto Agh)  
 
Passo Valcion, sullo sfondo Cima D'Asta, Lagorai (foto Agh)  
L'attrezzatura per provare quasi a costo zero

A questo punto qualcuno potrebbe aver voglia di provare, senza però impegnarsi in spese eccessive. Bene, vi spieghiamo come procurarsi un'attrezzatura di base a costo quasi zero. In realtà, basterebbe un qualsiasi vecchio paio di sci da alternato, un po' di sciolina, un paio di ghette e via. La difficoltà della sciolinatura, specie per i non esperti, potrebbe però raffreddare gli entusiasmi iniziali. Infatti ci sono vari tipi di sciolina, secondo le caratteristiche della neve (fresca, vecchia, ghiacciata, bagnata etc). Per saltare a pié pari queste difficoltà consigliamo senz'altro le pelli di foca, che garantiscono un'eccellente presa su quasi tutti i tipi di neve. Ma andiamo con ordine: prima di tutto lo sci, come detto va bene qualsiasi tipo da passo alternato, purché robusto e con soletta liscia. Se trovate tutta l'attrezzatura (sci, scarpe e attacchi) in qualche cantina, tanto meglio. Ottime possibilità sono i mercatini dell'usato: attrezzature complete si possono portare via per appena 30-40 mila delle vecchie lirette, al massimo. A questo punto rimane la parte più "rognosa", che riguarda le pelli di foca. Raramente si trovano nella misura adatta allo sci di fondo, mentre quelle da sci alpinismo (circa 50-70 euro nuove) non vanno bene perché sono troppo larghe, e bisognerebbe quindi tagliarle. Anche in questo caso si ricorre quindi all'usato: due vecchie pelli da sci alpinismo dismesse, anche spelacchiate, andranno benissimo.

  Approfondimento

Sci escursionismo: come adattare le pelli di foca

per iniziare quasi a costo zero
di Agh

Passo Cinque Croci, Lagorai (foto Agh)

 
Sul lago ghiacciato delle Stellune  
Pericoli

I pericoli per chi va in montagna con la neve, sugli sci, con le ciaspole o a piedi, sono principalmente quelli dovuti alle valanghe. Non ci dilungheremo qui su un fenomeno estremamente complesso: resta obbligatorio ascoltare sempre il bollettino valanghe (Meteotrentino) prima di qualsiasi gita e, se siete totalmente inesperti, state alla larga da qualsiasi pendio che supera i 28 gradi di inclinazione. Per una "infarinata" di massima vi rimandiamo al trattato Nivologia e Valanghe di Luigi Telmon, istruttore nazionale Neve e Valanghe del Servizio Valanghe Italiano del CAI, uno dei massimi esperti di valanghe in Italia, che lo ha redatto per il newsgroup nazionale it.sport.montagna e che potete trovare in fondo a questo capitolo. Per il resto i rischi dello sci escursionismo, a parte quelli legati alla montagna (freddo, clima) sono quasi nulli: la bassissima velocità (si cammina quasi sempre) e il fondo "morbido", limita l'eventualità di infortuni dovuti a cadute (contusioni, lussazioni etc) e, poiché il piede non è bloccato allo sci (tallone libero) da un attacco ed uno scarpone rigido, la possibilità di subire infortuni agli arti inferiori è scarsa. Riguardo il clima inutile dire che in montagna, e a maggior ragione d'inverno, ci si deve equipaggiare con vestiario adeguato. Per gli esordienti totali possono essere molto utili gli appositi corsi propedeutici organizzati dalle guide alpine.

  Approfondimento

Nivologia e Valanghe
di Luigi Telmon, istruttore nazionale Neve e Valanghe del Servizio Valanghe Italiano del CAI

Le Viotte del Bondone, sullo sfondo la Paganella (foto Agh)

Itinerari per iniziare


Per gli aspiranti sci escursionisti e non, proponiamo di seguito due facili itinerari. I dislivelli sono modesti, generalmente piuttosto sicuri da valanghe, le discese non troppo impegnative. Nello sci escursionismo la maggiore difficoltà è ovviamente la discesa: il tallone non viene bloccato come nello sci alpinismo, e perciò è necessario molto equilibrio che viene acquisito man mano, con la pratica. Non è possibile perciò curvare in velocità a meno di non essere super agili e ricorrere alla difficile tecnica del telemark. Lo sci escursionista classico ricorre quindi ad una tecnica ben collaudata che permette di scendere per pendii anche molto ripidi senza particolari problemi. Si tratta di una serie di diagonali al termine dei quali si inverte la marcia con dei "dietro-front" da fermi.

 
Esempio di discesa con diagonali e dietro front sul Colbricon (foto Agh)  
 
Fig. 1: le discese ripide si affrontano con diagonali e "dietro front"  
 
Fig. 2: l'inversione di direzione avviene da fermi (foto Agh)  
Salire e scendere

Aprire una buona traccia in salita nella neve fresca è un'arte. Consiste nel saper scegliere, seguendo la conformazione del territorio, un itinerario con una pendenza costante non troppo ripida, che permetta di salire gradualmente e dolcemente col minimo sforzo. La discesa rappresenta la difficoltà maggiore. Su pendenza facili o medie solitamente si affronta con il classico spazzaneve, laddove è possibile. Se molto ripida si ricorre ai diagonali con dietro front. La prima regola è osservare bene il pendio per individuare, secondo la morfologia del terreno, la serie di diagonali che ci permetta di perdere gradualmente quota. Si cerca cioè di immaginare la sequenza di diagonali e le relative inversioni di marcia sul terreno più adatto, possibilmente privo di ostacoli. Si inizia quindi il primo diagonale con pendenza moderata, in modo da non prendere troppa velocità, avendo già previsto il punto esatto in cui si farà, da fermi, l'inversione di marcia. Quest'ultimo è chiamato anche dietro-front: conviene provare questa manovra sul piano, e poi gradualmente sul ripido, invertendo a destra e sinistra. Con la completa padronanza di questo passo non avremo più alcun problema su nessun terreno. Si esegue come illustrato nelle figure 1 e 2: ci si mette ben piantati sugli sci perfettamente perpendicolari al pendio, che non devono scivolare quindi né avanti né indietro: si ruota il busto verso valle e si appoggiano saldamente i bastoncini dietro la schiena sul pendio a monte (fig. 1); a questo punto, sempre mantenendo l'appoggio sui bastoni, si alza e si ruota lo sci a valle di 180° (facendo perno sulla coda) poggiandolo a terra parallelo all'altro. Si può spostare ora il peso sullo sci a valle appena girato, ruotando anche lo sci a monte (fig. 2). L'inversione di marcia ora è completa: si è pronti quindi per il diagonale successivo e così via fino alla fine della discesa.

Tre Cime del Bondone: Cima Verde, Doss D'Abramo, Cornetto (foto Agh)

LA ROSTA DEL BONDONE   Itinerario n. 1
quota massima   m 1837, La Rosta
lunghezza   km. 8 (andata e ritorno)
dislivello   m. 281
partenza e arrivo   Località Viotte m 1566, Monte Bondone (Trento)
sentieri   618
mappa   Kompass 687 "M. Stivo, M. Bondone
difficoltà   T - turistico
tempo   1,30 h

 
Paesaggio di fiaba dopo una nevicata alle Viotte (foto Agh)  
Descrizione

La grande piana delle Viotte è certamente uno dei luoghi più belli a pochi km da Trento, sul Monte Bondone. In mezz'ora circa di automobile si arriva in una specie di paradiso per fondisti, escursionisti e sci alpinisti. I fondisti trovano chilometri di splendidi tracciati, gli sci alpinisti e gli escursionisti possono invece sbizzarrirsi sul vicino gruppo delle Tre Cime (puntata del 6/09/2003), in ambiente prettamente alpinistico. Gli sci escursionisti, nella fattispecie, possono girovagare senza alcun pericolo sulle dolci colline dei dintorni tra splendidi panorami. In particolare il modesto rilievo de La Rosta m 1837 a ovest, offre una spettacolare vista sulla valle dei Laghi fino al Lago di Garda, sul gruppo del Carè Alto e sul Gruppo di Brenta. E raggiungibile con un percorso facile ed estremamente panoramico, generalmente sicuro, ideale per gli esordienti.

Salendo le coste de La Rosta, sullo fondo le Tre CIme (foto Agh)

 
La Rosta, sullo sfondo il Gruppo di Brenta (foto Agh)  
 
La Rosta (foto Agh)  
Itinerario

Dalla piana delle Viotte, presso il Centro del Fondo, si punta su percorso libero, a piacere (traversando alcune volte con attenzione le piste di fondo), verso la Val D'Eva, in direzione sud ovest, verso l'evidente insellatura di Bocca di Vaiona m 1778. Il primo km è pianeggiante, quindi arrivati nei pressi di Malga Fragari si risale dolcemente la Val D'Eva lungo una strada forestale, fino al mini strappettino che immette sull'ampio prato della Bocca di Vaiona. Dopo aver goduto dell'ampio panorama, si piega decisamente a nord risalendo il breve ma facile costoncino sovrastante una casupola che serve come ricovero per i pastori. In breve si arriva ad un piccolo altipiano molto bello (altro rudere), attraversato il quale c'è un ultimo strappo che rapidamente porta alla successiva spianata alla base de La Rosta, che si raggiunge in pochi minuti di salita, con grandioso panorama dalla cima. La discesa avviene proseguendo per meno di 1 km per il dolce crinale della vetta verso nord, quindi tornando indietro a 180° aggirando ad est la cima per facile costa, indi per percorso libero a piacere. La piccole discese successive, compresa quella più ripida alla Bocca di Vaiona, possono essere affrontate egregiamente col classico "metodo" dei diagonali e robusti dietro-front.

Malga Fragari alle Viotte (foto Agh)

Val Calamento (foto Agh)

VAL CALAMENTO   Itinerario n. 2
quota massima   m 1900, Malga Cagnon di Sopra
lunghezza   km. 11 circa (andata e ritorno)
dislivello   m. 500
partenza e arrivo   Rifugio Malga Valtrighetta m 1385 (Lagorai, Valsugana)
sentieri   370
mappa   Kompass 626 1:25.000 Catena dei Lagorai - Cima D'Asta
difficoltà   E escursionistico
tempo   1a giornata

 
Val Calamento, Lagorai (foto Agh)  
 
Rifugio Malga Valtrighetta in Val Calamento (foto Agh)  
 
Val Calamento (foto Agh)  
Descrizione

Splendido e facile itinerario su strada forestale nell'ampia e spettacolare laterale di Val Calamento, che sale fino alle malghe Cagnon. La pendenza è moderata per tutto il percorso, quindi la salita è poco faticosa. Meravigliosa la parte iniziale in mezzo al bosco, poi per ampi pascoli fino a Malga Bolenga, quindi all'anfiteatro di Malga Cagnon di Sotto e poi alla spettacolare spianata di Campiò a sud del Monte Croce m 2490. La lunga discesa per la forestale, specie se con neve recente o fresca, è molto godibile. Meglio non togliere le pelli in discesa, utilissime per moderare la velocità.

Itinerario

Da Borgo Valsugana si prende la strada per il Passo Manghen. Raggiunta Malga Baessa m 1317 (ristorante tipico) si prosegue per 2 km scarsi fino al bivio presso una grande radura con il Rifugio e Malga Valtrighetta, dove si lascia l'auto. Di qui per comoda forestale con segnavia 370, si tocca Malga Bolenghetta, Malga Bolenga e quindi Malga Cagnon di Sotto. Si segue ancora la forestale che con alcuni tornanti e traversando un bel bosco di larici raggiunge la bellissima piana di Campiò, anticamente un lago, con Malga Cagnon di Sopra a m 1900. La discesa avviene seguendo la forestale per il medesimo itinerario di salita. E' un percorso assai spettacolare da farsi anche anche in notturna, con la luna piena.

   
Tamari Edizioni   La "bibbia" di Navarini Detassis  
Guide

I libri di sci escursionismo non sono moltissimi: vi segnaliamo perciò la Tamari Montagna Edizioni di Padova, che ha dedicato una serie di guide specifiche piuttosto interessanti (vedi elenco nel box in fondo).
Infine un cenno alle "bibbie" sci alpinistiche di Luciano Navarini: una dedicata esclusivamente al Lagorai, con oltre 130 itinerari, l'altra scritta con Claudio Detassis per 45 itinerari nel Trentino. Naturalmente, essendo itinerari sci alpinistici debbono essere valutati con attenzione scartando senza indugio quelli più impegnativi: molti però si prestano come spunto per realizzare itinerari più ridotti anche con i leggeri sci da escursionismo. Tutti i libri sono riportati nella bibliografia


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Sci escursionismo sotto la neve in Val Calamento (foto Agh)
A.P.T. TRENTO (Monte Bondone)
Azienda di Promozione Turistica di Trento
Via Alfieri, 4
38100 TRENTO
Tel. 0461 / 983880 - Fax 0461 / 984508
www.apt.trento.it | informazioni@apt.trento.it


A.P.T. LAGORAI, VALSUGANA ORIENTALE E TESINO
(Val Calamento)
Borgo Valsugana
Lungo Brenta Trento, 37
38051 Borgo Valsugana, Italia
Tel: +39 (0461) 752393 - Tel: +39 (0461) 593322 - Fax: +39 (0461) 752393
www.lagorai.tn.it
apt@lagorai.tn.it

Approfondimenti

  Breve storia dello sci
Dalle origini scandinave al
ritorno del Telmark moderno

     
  Sci escursionismo: come adattare le pelli di foca
per iniziare quasi a costo zero
di Agh
     
  Nivologia e Valanghe
di Luigi Telmon, istruttore nazionale Neve e Valanghe del Servizio Valanghe Italiano del CAI

Links

Istituzioni
CAI Club Alpino Italiano
Gude Alpine del Trentino
Guide Alpine Italiane
Servizio Valanghe Italiano del CAI

F.I.S.I. - Federazione Italiana Sport Invernali
F.I.S. - Federazione Internazionale sci

Portali
Escursionismo invernale con gli sci - Sezione Cai S.Donà del Piave
Sci escursionismo - Sezione Cai Sassuolo
Fridtjof Nansen Picture database
- Database di immagini dedicate a Nansen
Associazione Italiana Maestri di Sci
Storia dello Scialpinismo

Telemark
www.telemark.it | link telemark
Telemarktribe l
a guida del back country
Sondre Norheim, il pioniere del Telemark
Com'è nato il Telemark
Filmati Telemark

Maestri di sci
ISIA - International Ski Instructors Association
AMSI Associazione Maestri Sci Italiani

Attrezzatura sci escursionismo e telemark

Attacchi
Rottefella
Marker
  Sci
Atomic
Blizzard
Dynamic
Dynastar
Fischer
Skitrab
Tua Ski
  Scarpe
Garmont
Alpina
Scarpa
Dolomite
Crispi
Adidas
Dalbello

Bibliografia

45 itinerari di sci alpinismo nel Trentino, di Luciano Navarini e Claudio Detassis, Manfrini Editore 1984 (in confanetto con la guida dell'Alto Adige)

Guida di Sci alpinismo Lagorai Cima D'Asta, di Luciano Navarini, Manfrini 1988

64 - Canetta N., SCI ESCURSIONISMO NELLE ALPI CENTRALI, Bologna 1986. Euro 12,95 - Volume formato 10,5X15,5, 296 pagine, 72 cartine a due colori n.t.
Tamari Montagna Edizioni Padova

66 - Baccini U. - De Benedet M.- Fradeloni S., SCI ALPINISMO IN COL NUDO - CAVALLO, Bologna 1986. Euro 12,95 - Volume formato 10,5X15,5, 248 pagine con 8 illustrazioni a colori, 100 in b/n e 52 cartine n.t. . Tamari Montagna Edizioni Padova

73 - Canetta E. e N., SCI ESCURSIONISTICO NEL TRENTINO MERIDIONALE E ALTIPIANI, Bologna 1989. Euro 11,35 - Formato 10,5X15,5, 136 pagine con foto a colori e 19 cartine. Tamari Montagna Edizioni Padova

78 - C.A.I. Commissione Veneto-Friulana-Giuliana di sci di fondo escursionistico, SCI DI FONDO ESCURSIONISTICO NEL VENETO Vol. I Itinerari Dolomitici, Padova 1994. Euro 14,50 - Volume formato 10,5X15,5, 256 pagine con schemi cartografici e altimetrici, foto a colori. Tamari Montagna Edizioni Padova

79 - C.A.I. Commissione Veneto-Friulana-Giuliana di sci di fondo escursionistico, SCI DI FONDO ESCURSIONISTICO NEL VENETO Vol. II Itinerari Prealpini, Padova 1994. Euro 14,50 - Volume formato 10,5X15,5, 256 pagine con schemi cartografici e altimetrici, foto a colori. Tamari Montagna Edizioni Padova

C.A.I. - Co.N.S.F.E., Sci di fondo escursionistico, manuale 1985 (in corso di revisione)

BENEDETTI-CARISSONI, 38 itinerari in Lombardia per sci-escursionismo, Junior 1995

BENEDETTI-CARISSONI, 43 gite sci-escursionistiche nelle Alpi Centrali, Junior 1996

CARNISIO-ALBERTELLA, Valle d’Aosta in sci, CDA 1993

CARRER-DALLA MORA, Sci escursionismo in Val Cellina e Altopiani del Cavallo, Itinerari, traversate, alta via invernale "Adriano Perissinotto", Ghedina e Tassotti 1988

CARRER-DALLA MORA, Sci escursionismo nella Foresta del Cansiglio e Conca dell’Alpago, Itinerari, traversate, alta via invernale "Adriano Perissinotto", Ghedina e Tassotti 1989

C.A.I. - Co.R.S.F.E. V.F.G., Sci di fondo escursionistico nel Veneto, Volume I°, Itinerari Dolomitici,Tamari 1994

C.A.I. - Co.R.S.F.E. V.F.G., Sci di fondo escursionistico nel Veneto, Volume II°, Itinerari Prealpini, Tamari 1994

LAV 1988/89, Lo sci di fondo escursionistico: un nuovo e antico modo per muoversi nell’ambiente invernale

LAV 1988/89, Alla scoperta del magico inverno nei boschi

LAV 1988/89, Sci di fondo in Primiero e Zoldo

LAV 1989/90, Serenissimo principe, ecco i legni da neve

LA RIVISTA NAZIONALE - anno 111, 1990, n° 2, volume CIX

Alpago, Sentiero Invernale "Adriano Perissinotto"

LAV 1990/91, Tarvisiano: Sci-escursionismo al confine, dieci itinerari tra le Carniche Orientali e le Giulie Occidentali

LAV 1992/93, Sci-escursionismo nei Parchi Naturali di Fanes-Sennes-Braies e Ampezzo

LAV 1993/94, Tracce sul Mondeval, Sci-escursionismo sui territori di caccia del Mesolitico

LAV 1994/95, Visentin-Cesen: per i valichi degli zattieri

LAV 1995/96, Sci-escursionismo sui monti di Sauris

LAV 1996/97, Sci-escursionismo nella Giogaia del Bivera

LAV 1997/98, Con gli sci nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane

LAV 1997/98, Sci di fondo escursionistico: stato dell’arte o tempo di mutazioni?

LAV 1998/99, Per montagne di confine, sci-escursionismo tra Alpi e Prealpi Giulie

Alpinismo Invernale Vivalda

Sci escursionismo: bibiliografia CAI Club Alpino Italiano

Bibilioteca della SAT Società Alpinisti Tridentini
(consultabile on line)
Bibiolteca della SEM Società escurisionisti milanesi del Cai (consultabile on line)

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