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| Patagonia? No, Trentino! E' il Lago
delle Buse Basse, in Lagorai. Sullo sfondo Cima D'Asta (foto Agh) |
Chi ha detto che le escursioni in montagna si possono fare solo in estate
e col bel tempo? Ogni stagione ha il suo fascino e il vero montanaro va
con qualsiasi tempo, tutto l'anno. Come ultima puntata del ciclo autunnale
vi proponiamo quindi 2 magnifiche escursioni nel Lagorai,
e precisamente in Val Campelle, che in
questo periodo offre gli splendidi colori dell'autunno inoltrato. La puntata
in tv invece riguarderà le principali novità della prossima
stagione invernale, con molte interviste e tante belle immagini girate
da Girovagando negli inverni scorsi..
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| Quasi tutto il Lagorai in un'unica cartina doppia faccia |
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Due escursioni in Val Campelle
La Val Campelle è una laterale della
Val Calamento, la valle principale, che da Borgo
Valsugana sale fino a Passo Manghen
a m 2047, nel cuore del Lagorai. L'accesso più comodo alla Val Campelle
è da Strigno, seguendo le indicazioni per il Rifugio
Crucolo e quindi per il Rifugio Carlettini
m 1368 fino a Ponte Conseria m 1468, dove
il segnale di divieto sbarra il passo alle auto. Questa zona è il
punto privilegiato per numerose e magnifiche escursioni in luoghi super-ameni
e non eccessivamente frequentati. Quando arriva la neve, di qui partono
le escursioni con gli sci o con le ciaspole. Come al solito, la cartina
consigliata è la Kompass 626 doppia
faccia, in scala 1:25.000, che copre praticamente tutto il Lagorai, dalla
Valle dei Mocheni fin quasi a Passo Rolle. La cartina è assolutamente
necessaria (come sempre del resto), poiché i due itinerari proposti
sono ad "anello" e piuttosto articolati. Non ci sono difficoltà
di sorta, è richiesto solo un buon allenamento e sapersi orientare
discretamente con la cartina. Non ci sono problemi per l'acqua, si trovano
molti torrentelli per il rifornimento.
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| Nuvole riflesse (foto Agh) |
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| Contrasto di larici (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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Mosso su larici (foto Agh) |
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| L'inconfondibile Amanita Muscaria,
velenosa! (foto Agh) |
Giro del Montalon, Caldenave e Laghi Inferno
Le due escursioni che proponiamo sono abbastanza lunghe ma molto "remunerative",
ciascuna tocca 4 splendidi laghetti alpini, in scenari che cambiano continuamente:
il Giro del Montalon (Lago Montalon, Lago
Stellune, Laghi delle Buse Basse) e Caldenave
e i Laghi Inferno (Laghi Inferno, Lago Nassere). In entrambi i casi
la gita richiede un'intera giornata e un buon allenamento, per il resto
non presentano difficoltà: il sentiero è facile e in genere
abbastanza ben segnato. Non indichiamo tempi di percorrenza stretti, ciascuno
li valuterà secondo il proprio passo, con l'aiuto dell'indispensabile
cartina.
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| Il Rio Montalon (foto Agh) |
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| Asinelli nei pressi di Malga Montalon (foto Agh) |
| GIRO DEL MONTALON |
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Itinerario 1 |
| quota massima |
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m 2256, Forcella Valsorda |
| lunghezza |
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km.20 circa |
| dislivello |
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m. 900 circa |
| partenza e arrivo |
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Villa Buffa m 1353 (poco a sud ovest Rif. Carlettini) |
| sentieri |
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362, 322, 318, 317 |
| mappa |
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Kompass
626 Catena dei Lagorai - Cima D'Asta |
| difficoltà |
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EE - escursionistico |
| tempo |
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1 giornata |
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| La splendida Val Montalon: clicca
per ingrandire (foto Agh) |
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| Asini e Forcella Pala del Becco sullo sfondo |
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| La splendida Malga Montaletto (foto Agh) |
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| Una "brisa" (porcino) sul sentiero! (foto Agh) |
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Descrizione
Diciamo subito che questo è un percorso splendido ma piuttosto
lungo, anzi quasi eterno :). Si tratta di un vero e proprio mini
trekking di circa 20 km, da farsi in giornata, quindi adatto ad ottimi
camminatori. Nessuno vieta comunque, avendo una tendina e un certo spirito
d'avventura, di spezzare il percorso in due giornate campeggiando al Lago
Montalon o al lago Stellune. Il campeggio libero è consentito a patto
di levare le tende al mattino :). L'itinerario è facile, l'orientamento
abbastanza intuitivo, il dislivello non durissimo anche se pur sempre di
quasi 1000 metri. In compenso si attraversano dei paesaggi sicuramente tra
i più belli del Lagorai, toccando ben quattro
magnifici laghetti: il Lago di Montalon,
presso la forcella omonima, il Lago delle Stellune,
i due Laghetti delle Buse Basse vicino
a Forcella Valsorda. Vista la lunghezza del percorso è opportuno
partire molto presto al mattino, tenendo presente che nella stagione autunnale
le ore-luce si riducono drasticamente e già verso le 18.30 inizia
ad imbrunire. Il segreto per fare queste "scalcagnate" senza soffrire
troppo, almeno per chi scrive, oltre ad un buon allenamento beninteso, è
quello di prendersela comoda. Quindi partire prima possibile, e poi andare
a ritmo moderato in modo da diluire lo sforzo nell'arco di tutta la giornata,
concedendosi molte soste o pause ristoratrici, mangerecce e non. E' il modo
migliore per andare in montagna, senza l'assillo dell'orologio: guardare
i panorami, osservare flora e fauna, fare fotografie, soste-spuntino eccetera.
Nota bene: dal mese di ottobre in poi non vi è alcun punto d'appoggio
in quota: l'unico sarebbe Malga Montalon, che però è chiusa
in questo periodo, così come il rifugio Carlettini. Nulla di grave
comunque, l'acqua si trova senza problemi con molti torrentelli e sorgenti
lungo il cammino. Per il resto bisogna arrangiarsi.
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| Marmotta di vedetta a Lago Montalòn
(foto Agh) |
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| Malga Montalon, sullo sfondo Malga Montaletto (foto Agh) |
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| Salendo al Lago Montalon (foto Agh) |
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Percorso
Raggiunto il Rifugio Crucolo si
prosegue in auto per altri 4 km circa in direzione del Rif. Carlettini,
fino a sbucare in un'ampia piana, circa 1 km prima del rifugio. Qui una
stradella scende sulla sinistra, indicazione segnavia 362,
verso un gruppo di case, attraversa un torrentello e raggiunge Villa Buffa,
con ampio parcheggio nei pressi. Si seguono i cartelli del sentiero 362,
passando per la splendida Malga Montaletto,
quindi nel bosco su sentiero facile che risale costeggiando le belle forre
del Rio Montalon. Dopo circa 2 km di salita moderata, la valle si apre in
modo spettacolare, sullo sfondo troneggia la Pala del Becco m 2422, sul
costone a destra la Malga Montalon che
si raggiunge in breve dopo un tratto pianeggiante, quindi risalendo un costone
erboso (circa h. 1,30 da Villa Buffa). Dalla malga, sempre per sentiero
ben segnato, si rimontano successivi costoni fino allo splendido Lago
Montalon in circa 30-40 minuti. E' un ottimo posto per la sosta pranzo,
le marmotte si avvicinano fino a pochi metri per curiosare, facendo capolino
tra grossi macigni. Poco distante dal lago c'è la forcella omonima,
che permette di passare sul lato settentrionale della catena ed offre un
grandioso panorama sulla Valle delle Stue, con le sovrastanti vette di Cimon
Busa Grana m 2510 e Cima dell'Inferno m 2333.
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| Lago Montalon m 2089 (foto Agh) |
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| Forcella Montalon (foto Agh) |
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| Lago delle Stellune (foto Agh) |
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| Cima delle Stellune m 2605, nei pressi di Forcella Valsorda (foto Agh) |
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| Tramonto sul lago delle Buse Basse e Cima D'Asta (foto Agh) |
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Dalla forcella si svolta a destra senza possibilità di sbagliare
(cartelli), per segnavia 322, che prosegue
in costa con leggeri saliscendi per circa 2 km, fino a che non si scorge
circa 100 metri di dislivello più in basso, a sinistra, lo splendido
Lago delle Stellune. Se si vuole scendere al lago non ci si deve
far tentare da delle ingannevoli scorciatoie fuori sentiero, che attraversano
in realtà faticosissime pietraie ricoperte di vegetazione: è
preferibile proseguire fino al bivio con il sentiero 318
che sale dalla Val delle Stue. Anche il lago delle Stellune è un
posto favoloso per piantarci la tenda. Verso est la grandiosa Forcella
Valsorda a m 2256, con numerosissime tracce di trinceramenti e ricoveri
della Prima Guerra Mondiale, da dove inizia
il rientro per segnavia 318. Conviene puntare
direttamente ai bei Laghi delle Buse Basse
per comodi prati con tracce, scendendo al primo laghetto visibile, poiché
il sentiero si tiene distante verso nord. Qui giunti, ci si affaccia verso
valle fino a scorgere il secondo e più grande lago, circa 50 metri
più in basso. Qui bisogna fare un po' di attenzione: subito a nord
del lago bisogna andare a "recuperare" il sentiero 318 abbandonato
sotto forcella Valsorda e scendere brevemente fino a quota 2086, sino a
che non si incontra il bivio col segnavia 317
che piega decisamente verso sud e che ci permette di rientrare comodamente
fino a Malga Valsorda Seconda m 1901. Attenzione
a non sbagliare il 317 perché qui la valle diventa impervia e sotto
ci sono dei baratri notevoli dove sarebbe assai deplorevole infognarsi.
Il sentiero comunque è ben tracciato e segnato di recente, quindi
è quasi impossibile sbagliarlo, basta un po' d'attenzione. Dopo una
graduale discesa di un centinaio di metri, il sentiero procede in costa
fino a sbucare sopra a Malga Valsorda Seconda. Qui si hanno due alternative:
scendere per la comoda, ma eterna, strada forestale sterrata, oppure proseguire
per il sentiero 317 nel bosco fino nel fondovalle e, traversato il torrente
(ponticello), riprendere la forestale risparmiando quasi 2 km. Da Ponte
Conseria si rientra all'auto per circa 3 km abbondanti di strada
asfaltata, fino a raggiungere il punto di partenza a Villa Buffa.
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| Il Lago inferiore delle Buse Basse,
sullo sfondo al centro la Cima D'Asta (foto Agh) |
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| Riflessi nell'acqua (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Alghe nell'acqua (foto Agh) |
| CALDENAVE E LAGHI INFERNO |
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Itinerario 2 |
| quota massima |
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m 2150 (presso cima di Monte Conseria) |
| lunghezza |
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km. 10 circa |
| dislivello |
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m. 750 |
| partenza e arrivo |
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Località Tedon m 1403 (1/2 km a sud-est del Rif.
Carlettini) |
| sentieri |
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332, 360, Sentiero Nomadi |
| mappa |
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Kompass
626 Catena dei Lagorai - Cima D'Asta |
| difficoltà |
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EE - escursionistico |
| tempo |
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1 giornata |
Descrizione
Giro lungo circa 10 km, cioè la metà del precedente, non particolarmente
faticoso, che si svolge in splendidi scenari naturali toccando ben quattro
spettacolari laghetti. La prima parte risale la Valle
di Caldenave con arrivo nella spettacolare e amenissima piana pratosa
dove pascolano cavalli in libertà, con un torrentello che disegna
anse sinuose con pozze d'acqua cristallina. La seconda parte si svolge in
ambiente più severo ma grandioso, risalendo i contrafforti della
Val d'Inferno fino agli splendidi laghetti
omonimi, incastonati in un ambiente selvaggio. Una ripida forcella porta
alle falde del panoramico Monte Conseria, quindi si scende leggermente fino
al meraviglioso Lago Nassere.
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| Cavalli al pascolo a Caldenave, sullo
sfondo la malga omonima (foto Agh) |
Percorso
La via di accesso è la medesima del percorso precedente. Il punto
di partenza è in località Tedon,
circa 1/2 km a sud est del Rifugio Carlettini in prossimità del ponte
sul torrente. Si svolta a destra e si risale per 500 metri la forestale,
lasciando la macchina nel parcheggio sulla destra vicino a una bassa palazzina.
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| Verso Malga Caldenave (foto Agh) |
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| Laghi dell'Inferno (foto Agh) |
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| L'anfiteatro con i Laghi Inferno (foto Agh) |
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Di qui si segue a piedi la strada brevemente quindi il bel sentiero 332,
segnato da cartelli, che costeggia il bel Rivo
di Caserine con splendide cascatelle. Il sentiero sale nel bosco
per circa 3 km con pendenza moderata: improvvisamente il paesaggio si apre
sulla splendida piana torbosa di Caldenave,
con l'omonima malga poco più in alto. Una sosta qui è d'obbligo.
I pesci guizzano nel torrentello dalle anse d'acqua limpidissima, in
cui verrebbe voglia di fare il bagno se non fosse ottobre inoltrato :).
Dal limite nord della piana si stacca verso est il sentiero 360
che sale decisamente in un bel bosco di larici e abeti, per circa 200 metri
scarsi di dislivello. Rimontato uno spallone, il sentiero si affaccia sulla vallata e
quindi scende leggermente in uno spettacolare anfiteatro, dove sono incastonati
i Laghetti dell'Inferno, poco distanti
uno dall'altro. Ovunque polle d'acqua cristallina e torrentelli gorgoglianti.
Non si capisce la ragione di un nome così in contrasto con l'aspetto
idilliaco del paesaggio. Il secondo lago è un po' nascosto rispetto
al primo: si raggiunge in 5 minuti seguendo il sentiero che aggira giganterschi
macigni, per poi apparire improvvisamente con un colpo d'occhio spettacolare.
Ora la rampa finale: si punta decisamente verso nord seguendo il sentiero
che sale ripido verso il passo. Qui un'altra sorpresa, un piccolo lago senza
nome, che noi abbiamo battezzato Infernetto:
ora siamo sopra al limite della vegetazione ad alto fusto e il panorama
tutt'intorno è grandioso: la catena e la valle di Montalon a nord
ovest, le cime del Gruppo di Rava a sud est, sotto di noi la testata della
Val Campelle. Si oltrepassa il laghetto e, mantenendosi al centro della
valletta, si punta verso nord-est per circa 300 metri, dove è visibile
un cartello presso un bivio. Qui si svolta decisamente a sinistra verso
ovest lungo il "Sentiero Nomadi",
si passa accanto ad un rudere, vecchio ricovero per pastori, si rimonta
leggermente il panoramico spallone e quindi si scende lungo un costone che
si affaccia sul bellissimo Lago Nassere.
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| Il lago senza nome sopra i Laghi
dell'Inferno, da noi battezzato "Infernetto" (foto Agh) |
Si inizia quindi il rientro proseguendo per il sentiero in costa per circa
1 km scarso: giunti al centro di una valletta si può scorgere, 300
metri di dislivello più in basso, Malga
Nassere. Si piega decisamente verso ovest scendendo ripidamente in
direzione della malga. Qui si prosegue verso ovest attraversando la strada
forestale sottostante per prendere il sentiero ai margini del bosco, che
scende ripido lungo uno spallone fino nei pressi di Rifugio Carlettini.
Di qui si rientra a Tedon in circa mezzo chilometro.
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| Riflessi nell'acqua (foto Agh) |
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| Riflessi nel Lago dell'Inferno (foto Agh) |
Nelle prossime puntate del mese di novembre vi introdurremo ai segreti dello
sci escursionismo e vi anticiperemo alcuni
fantastici itinerari, da fare anche con le ciaspole,
non mancate!
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Tramonto sul Lagorai (foto Agh) |
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