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Valsugana
4 ottobre 2003
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I colori dell'autunno in Valsugana (foto Agh)

Girovagando inizia il ciclo Autunno Trentino colori e sapori con una puntata dedicata alla bellissima Valsugana, dopo le cinque precedenti il 23 agosto 2003, il 22 febbraio 2003, il 27 luglio 2002, il 29 dicembre 2001 e il 23 giugno 2001.

   
Alessandro Conci, sindaco di Roncegno (foto Agh)   Stefano Ravelli, direttore Apt Valsugana (foto Agh)  
Terme di Roncegno

La nostra prima tappa è a Roncegno, centro termale rinomato sin dalla fine dell'Ottocento, posto su un soleggiato pendio ai piedi del Monte Fravort, nella catena del Lagorai. Ci accompagnano nella nostra visita il sindaco di Roncegno, Alessandro Conci, e il direttore dell'Apt Valsugana, Stefano Ravelli.

Casa di Salute Raphael

Il Palace Hotel di Roncegno, costruito fra la fine dell' '800 e la "Belle Epoque", di cui conserva l'eleganza e lo stile, circondato da un grande parco e da ombrosi viali, è oggi la sede della Casa di Salute Raphael, diretta dal dott. Vincenzo Bertozzi. Qui si applicano gli insegnamenti della medicina antroposofica, sviluppata negli anni 20 dal celeberrimo Rudolf Steiner, filosofo, pensatore e scienziato austriaco. L'antroposofia si definisce come un “prolungamento spirituale” della medicina tradizionale: attraverso diversi interventi terapeutici, ad esempio terapie creative come disegno, pittura, scultura, musica, mira a un riequilibrio delle relazioni fra ambiente, corpo e spirito.

 
Casa di Salute Raphael(foto Agh)   La sala da pranzo (foto Agh)
La piscina coperta (foto Agh)
 
La sala dei concerti (foto Agh)   Vincenzo Bertozzi, direttore sanitario (foto Agh)

La medicina antroposofica

Cura soprattutto malattie croniche e psichiche. Il medico che orienta la sua professione in senso antroposofico si sforza di cogliere, assieme al paziente, il significato della malattia riguardo alla sua evoluzione corporea, psichica e spirituale, tenendo sempre conto della biografia individuale del paziente. La malattia, secondo la visione antroposofica, non è un evento anomalo che colpisce l’uomo dall’esterno, ma è sempre presente al suo interno. La guarigione non può venir indotta semplicemente dall’esterno, ma è anch’essa una potenzialità intrinseca.

Al tepore del sole settembrino (foto Agh)
 
Le attività creative (foto Agh)   Laboratorio di pittura (foto Agh)
Relax nel giardino fiorito (foto Agh)

La salute è il risultato del raggiunto equilibrio fra le due forze polarmente contrapposte, sempre presenti all’interno dell’uomo: forze distruttive di malattia da un lato e forze costruttive di guarigione dall’altro lato. La salute non è uno stato finito, ma deve essere sempre di nuovo conquistata in modo diverso per ogni età della vita, per ogni giorno e per ogni ora, per ogni singolo uomo. Esistono tante forme di salute quanti sono gli esseri umani: ognuno potrebbe riconoscere la propria nel corso della vita e cercare di mantenerla.

  Approfondimento

Rudolf Steiner
Il padre della antroposofia

Casa di Salute Raphael
Palace Hotel, 38050 Roncegno (TN)
tel. 0039 0461 772000 - fax 0039 0461 764500
www.casaraphael.com | mail.info@casaraphael.com

 
Chiesa di Roncegno (foto Agh)  
La Chiesa Arcipretale di Roncegno

Fu l'arciprete Francesco Bruni, nel 1757, a porre la prima pietra della nuova chiesa che si può ammirare oggi a Roncegno, intitolata ai Santi Pietro e Paolo. In stile rinascimentale-barocco, misura ben 45 metri di lunghezza e 14,50 di altezza, all'interno e' alta 19 metri e la facciata misura 30 metri. La progettazione e la direzione dei lavori fu affidata agli architetti lombardi Bianchi (Carlo in particolare), che erano immigrati più o meno stabilmente nel Trentino e che realizzarono una quindicina di altre chiese in stile tardo barocco, con tipiche leggere decorazioni in stucco. L'altare maggiore della chiesa arcipretale di Roncegno, molto bello e maestoso, alto 10 metri e tutto di marmo, racchiude una preziosa pala del grande pittore
Francesco Guardi, scoperta per caso nel 1957 da Michelangelo Muraro, all'epoca sovrintendente ai monumenti di Venezia.

 
L'altare con il dipinto di Francesco Guardi (foto Agh)   Il crocefisso del presbiterio (foto Agh)
Giulio Candotti, insegnante elementare da 40 anni, ci illustra le bellezze della chiesa arcipretale (foto Agh)

Durante l'allestimento di una mostra di pittori veneti in America, Muraro trovò un disegno del Guardi con l'annotazione autografa "disegno per una pala dell'altare maggiore, chiesa di Roncegno". Rientrato in Italia, si precipitò a Roncegno e appurò che la pala corrispondeva perfettamente al disegno. Fu così scoperto che la pala del monumentale altare maggiore, fino ad allora ritenuta di autore ignoto e di scarso valore, era di Francesco Guardi. Suo padre, Domenico, nato a Mastellina in Val di Sole (Trentino), si recò giovanissimo a Vienna e vi rimase diversi anni. Sposò l'atesina Claudia Picler ed ebbe il primo figlio Giovanni Antonio. Si trasferì poi a Venezia dove nacquero i figli Maria Cecilia, che sposò
Giambattista Tiepolo, Francesco e Nicolò. Francesco produsse molte vedute di Venezia, succedendo al Canaletto dopo la morte di quest'ultimo. Pale d'altare ne dipinse poche, e pare che quella di Roncegno sia la migliore, databile intorno al 1775. Suoi dipinti sono conservati in vari musei del mondo.

 
Affresco di Valentino Rovisi (1715-1783) (foto Agh)   Il crocefisso del presibiterio (foto Agh)
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L'Altare del crocefisso in marmo (foto Agh)   Il grande affresco del Rovisi sulla navata (foto Agh)

Tra le opere da segnalare nella chiesa di Roncegno, i grandi affreschi di
Valentino Rovisi di Moena (Val di Fassa, Trentino), allievo nella scuola di Giambattista Tiepolo. Un bel crocefisso del presbiterio del XVII secolo, di autore ignoto, quindi i 5 altari, tra i quali spicca l'Altare del Crocefisso del 1717, attribuito a Guglielmo Montini, tutto di marmo bianco, costruito in origine per la chiesa di S. Francesco di Bassano, acquistato con una colletta della popolazione di Roncegno nel 1841. Nel mezzo dell'altare, il crocefisso dello scultore meranese Giovanni Battista Pendl.

La campagna sopra Roncegno coi colori incipienti dell'autunno (foto Agh)

 
Albero di castagno (foto Agh)  
I castagneti di Roncegno

Prodotto caratteristico della zona di Roncegno è la
castagna, di pregiata qualità e di antichissima tradizione. Pare addirittura che questo frutto sia stato portato in zona dai Romani, anche se si hanno notizie certe solo a partire dagli ultimi 350 anni. Nel secolo scorso le castagne di Roncegno erano particolarmente apprezzate dalla casa degli Asburgo. La castagna in realtà ha svolto un ruolo importante nella cultura e nella cucina contadina, risolvendo il problema della fame durante le lunghe carestie. Fino al secondo dopoguerra è stato uno degli alimenti base delle popolazioni povere montane. Con l’avvento dell'industrializzazione e il conseguente esodo dalle campagne verso le città, i castagneti subirono un graduale abbandono. I contadini rimasti nelle campagne intrapresero attività più remunerative come la frutticoltura specializzata.

 
Nicola col il suo raccolto (foto Agh)   Castagno colossale (foto Agh)
 
Ugo Montibeller, vicesindaco di Roncegno (foto Agh)   Castagne appena colte (foto Agh)

Da qualche decennio tuttavia è in atto un processo di recupero dei vecchi castagneti, grazie all'attaccamento delle popolazioni al proprio territorio. Da alimento povero per eccellenza, la castagna è divenuta in questi ultimi anni una ricercata prelibatezza. La coltivazione del castagno è oggi un'interessante integrazione al reddito per le famiglie contadine: a differenza di altre colture che richiedono un impegno oneroso, il castagno richiede solo la cura delle pianta e del sottobosco.

Confronto tra "big" :) (foto Agh)

 
Festa della Castagna
(foto da www.valsuanga.nu)
 
La Festa della Castagna
Roncegno 18 e 19 ottobre 2003

Da ben 24 anni, generalmente nell'ultima domenica di ottobre, Roncegno dedica a questo squisito frutto la Festa della Castagna, dove i coltivatori mettono in vendita la propria produzione. Si tratta di una festosa e ghiotta occasione per degustare, oltre alle caldarroste, un vasto assortimento di dolci tradizionali a base di castagne: torte, crostate, frittelle. Il tutto accompagnato da vini tipici del Trentino e da fumante vin brulè.


Associazione Produttori di Castagne Roncegno
c/o Beniamino Froner, via Trieste 10 - Roncegno Terme, tel.0461 773166 in occasione della Festa della Castagna, a Roncegno nell'ultimo fine settimana di ottobre.
Nel periodo di produzione: Remo Menegol, Maso Scali - Roncegno, tel. 0461 764520

 
   
Maso Cofleri

Visitiamo Maso Cofleri accompagnati da Beniamino Froner, presidente dell'
Associazione Produttori Castagne di Roncegno. Qui, come in altri masi sparsi nella zona sulle pendici meridionali del Lagorai, si curano i castagneti con l'amore e la passione di un tempo. Maso Cofleri è in una splendida posizione, circondato da un bosco di castagni secolari. Il sig. Beniamino ci mostra il più vecchio, un colosso di circa 400 anni: ci vogliono sei persone per abbracciarne la circonferenza! Poco distante c'è la zona dell'allevamento, dove si creano nuove piante di castagno mediante innesti, un'arte antica che si tramanda da generazioni. Uno dei più praticati, perché cicatrizza rapidamente, è il cosiddetto "innesto a zufolo".

 
Beniamino Froner mostra un innesto (foto Agh)   "Nene" Montibeller (foto Agh)
 
Angolo caratteristico (foto Agh)   Luciano in estasi sensoriale (foto Agh)

Il sig. Beniamino ci fa visitare gli angoli più caratteristici dei vecchi masi, dove vivevano i suoi genitori e ricorda i tempi della guerra, quando gli americani bombardavano con gli aerei qualsiasi movimento sulle montagne, dove c'erano i tedeschi in fuga.
Giustino Zottele abita in una casa ombreggiata da un bel pergolato d'uva: appena ci vede, corre in cantina ed esce con un vassoio di bicchieri riempiti di fresco vino rosso, un autentico novello di produzione propria: dal produttore al consumatore!

Assaggio del vino novello di Giustino Zottele (a sinistra) con Beniamino Froner (foto Agh)
 
A 80 anni ancora a lavorare in campagna! (foto Agh)   Uva a Maso Cofleri (foto Agh)
 
La cura dei particolari (foto Agh)   La sorgente (foto Agh)
Giustino Zottele (foto Agh)

 
Agritur Rincher in loc. Prese, Lagorai (foto Agh)  
A tavola: Agritur Rincher

A 1700 metri di altitudine in Località Prese, nei pressi dell'omonimo laghetto, si trova l'Agritur Rincher, il più alto di tutto il Trentino. L'Agritur è gestito dalla famiglia Zottele che da anni accoglie i suoi ospiti offrendo loro la semplicità e la ricchezza delle tradizioni contadine, la genuinità dei prodotti tipici e la bontà della cucina trentina. L'agritur è stato completamente ristrutturato e, pur conservando intatta la sua struttura originale, offre tutti i comfort per una vacanza piacevole in un ambiente splendido e assolutamente tranquillo. Molte sono le attività che si possono svolgere all'Agritur Rincher: dormire, abbronzarsi nei campi, pescare nel torrente o nel vicino lago delle Prese, lavorare nei campi, partecipare alla fienagione e alla coltivazione e raccolta dei prodotti dell'Azienda Agricola. Quindi passeggiate (a piedi, a cavallo e in mountain-bike), alle malghe vicine durante l'alpeggio, da giugno a settembre, raccogliere funghi, osservare animali come scoiattoli, caprioli, cervi, aquile, marmotte. In inverno escursioni con le ciaspole o sci alpinismo.

 
Intervista con Diego Zottele (foto Agh)   I prodotti tipici di produzione propria (foto Agh)
 
Piatto della casa: formaggio fritto e uova (foto Agh)   Polenta, fagioli del contadino e carne grigliata
 
I funghi (foto Agh)   La sala da pranzo (foto Agh)
 
Agritur Rincher (foto Agh)   Marzemino della Cantina Battistotti (foto Agh)

Diego Zottele ha preparato per noi un pranzetto coi fiocchi: antipasto di formaggi prodotti nel proprio mini-caseificio presso l' azienda agricola in loc.Pozze, salumi e affettati nostrani (lavorati dalla coop. di Telve), crostoni di pane con salsa ai funghi e ragù di selvaggina. L'immancabile polenta, con farina mista di mais e grano saraceno, con grigliata di carne alla brace e contorno di fagioli del contadino. Quindi i piatti della casa, davvero strepitosi, con ricetta segretissima che non siamo riusciti ad estorcere in alcun modo. Ovvero del formaggio fritto a mo' di frittata con radicchio, con cipolla, con funghi, con speck, con uova, con aglio e peperoncino. Tutti semplicemente squisiti! Come contorno, insalate con verdura di stagione del proprio orto in località Pozze, e il vino rosso Marzemino della Azienda Vinicola Battistotti di Nomi. Infine il dolce: torta di mele e pere.

Luciano con un gruppo di ragazzi di Rovigo, fedeli clienti dell'Agritur Rincher (foto Agh)

I prodotti tipici dell'Azienda Agricola, frutta, ortaggi, castagne (nel mese di ottobre), carni e salumi, formaggio, ricotta e tosella, sono in vendita da ottobre a marzo presso il mini-caseificio dell'Azienda Agricola di località Pozze. L'apertura è stagionale, da giugno a settembre e nelle festività di Natale e Pasqua. Nei fine settimana è aperto tutto l'anno.

Agritur Rincher
di Dario Zottele
Località Prese, 38050 Roncegno (TN) Italia
tel: 347 / 8403522
www.rincher.com | rincher@valsugana.net

Festa della Transumanza

E' la
rievocazione di un'antica usanza, una festa tipicamente contadina quando il bestiame nelle malghe in quota, terminato il periodo dell'alpeggio, verso metà settembre scendeva rumorosamente a valle in lunghe processioni. Gli animali erano addobbati con campanacci, corone di fiori e pennacchi, accompagnati dagli incitamenti dei pastori, tra i belati delle greggi, muggiti della vacche e l'abbaiare dei cani. Uno spettacolo e un "concerto" naturale unico.

L'arrivo delle greggi alle Lochere (foto Agh)

Nella zona di Pergine e Levico la transumanza avveniva dai pascoli dell'immenso Altipiano delle Vezzene scendendo per l'ardita "strada del Menador" o "Kaiserjägerweg”, costruita dagli austriaci durante l'Impero Austroungarico. Questa strada, scavata nella roccia a picco sulla valle, coi suoi ripidi tornanti offre un’incomparabile vista sulla Valsugana e sui laghi di Caldonazzo e Levico.

 
L'arrivo alle Lochere (foto Agh)   Prodotti ortofrutticoli della Valsugana (foto Agh)
 
Un momento della festa (foto Agh)   Sfilata di pecore e asini (foto Agh)
 
Lo stand gastronomico (foto Agh)   Vendita di prodotti tipici (foto Agh)
 
La banda cittadina di Levico Terme   Ottoni (foto Agh)
Riflesso in un basso tuba (foto Agh)

La festa della Transumanza diventa oggi l'occasione per un gioioso recupero delle tradizioni, con le dimostrazioni al pubblico delle lavorazioni casearie, assaggi enogastronomici e intrattenimenti musicali, degustazioni di prodotti dell’alpeggio tipici della zona, tra i quali spicca il formaggio Vezzena, uno dei più antichi e ricercati della tradizione casearia trentina. La festa si è svolta il 27 e 28 settembre scorsi, ma gli amici di Girovagando potranno godere dei tratti salienti trasmessi in tv il 4 ottobre (emittenti ed orari).

 
Hans Pojer, allevatore dell'Apoc (foto Agh)  
L'allevamento degli ovicaprini

Uno stand dell'Apoc, Associazione Allevatori Ovi-caprini Trentini incontriamo il presidente, Sandro Ciola, e l'allevatore Hans Pojer. L'allevamento ovicaprino viene tradizionalmente praticato allo scopo di utilizzare le zone di pascolo più impervie e meno adatte ai bovini. In gran parte l'allevamento è collegato alla transumanza verso le confinanti regione Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove gli animali svernano sfruttando i pascoli lungo i corsi dei fiumi Brenta e Piave. La transumanza sta però incontrando sempre maggiori difficoltà sia di ordine sanitario che colturale poiché il pascolo invernale mal si concilia con ordinamenti produttivi specializzati. In tempi recenti si assiste ad una prima affermazione di un nuovo tipo di allevamento ovicaprino volto alla produzione del latte e alla trasformazione lattiero casearia.

 
Sandro Ciola, presidente APOC (foto Agh)   Lo stand Apoc (foto Agh)
 
Le pecore "super" dell'Apoc (foto Agh)   Con Hans Pojer, allevatore

L'allevamento caprino da latte in Trentino trova esempi interessanti in Valle di Fiemme, in Valle di Ledro e Giudicarie, dove gli allevatori operano in stretto collegamento con le strutture cooperative di trasformazione del prodotto. Le razze caprine da latte più utilizzate sono la Camosciata delle Alpi e la Saanen. Un certo interesse stanno riscontrando anche le razze locali dell'arco alpino (Bionda dell'Adamello, Orobica ecc.). Si noti che la produzione lattiera ovicaprina non è soggetta a limitazioni comunitarie e pertanto può rappresentare un'alternativa alla produzione di latte bovino.

 
(foto Agh)  
Il formaggio Vezzena

Il Vezzena, da tempi remoti, è prodotto sugli altipiani di Vezzena, di Lavarone, di Folgaria e di Luserna. È un formaggio di vecchia fama per la squisitezza del suo sapore e per la virtù di essere utilizzato sia da tavola che da grattugia. Prima della guerra 1915/1918, nel Trentino, il Vezzena era pressoché l'unico formaggio da condimento. La produzione allora era modesta, ed anche il consumo da grattugia non era molto, perché la pastasciutta, pietanza tipica della cucina italiana, era poco presente nella lista dei cibi della vecchia cucina trentina. Il Vezzena veniva grattugiato sulle minestre o minestroni, sui canederli o su altri piatti di quei tempi. Finita la guerra, con l'annessione all'Italia anche in Trentino si impose sempre più la pastasciutta, e con essa il formaggio grana. Il Vezzena del resto era quasi scomparso perché i pascoli e le malghe era stati trasformati in campi di battaglia e distutti dai bombardamenti. La produzione del Vezzena nel dopoguerra si diffuse anche in altre malghe delle zone della Valsugana e della Vallagarina.

Il formaggio Vezzena

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)


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Plastigrafia dei laghi di Caldonazzo e Levico

APT VALSUGANA
Viale V. Emanuele, 3
38056 Levico Terme TN
Tel. 0461 / 706101 - fax 0461 / 706004 -
numero verde 800 / 018925
www.valsugana.info
info@valsugana.info

Puntate precedenti in Valsugana

  Valsugana
23/8/2003
    Passo Vezzena, Monte Panarotta
22/2/2003
             
  Lago di Levico
27/7/2002
    Ski Area Valsugana: Panarotta - P.sso Brocòn
29/12/2001
             
  Laghi di Levico e Caldonazzo, Monte Panarotta
23/6/2001
       

Approfondimenti

  Rudolf Steiner
Il padre della antroposofia
     
  La Grande Guerra in Lagorai
Il colle di S. Osvaldo e la sua chiesa nella 1a guerra mondiale
di Luca Girotto
(foto a sx da www.grandeguerra.com)
     
  Il formaggio Vezzena
Uno dei più antichi prodotti della tradizione casearia trentina

Links

Istituzioni
Comune di Levico
Comune di Pergine
Comune di Caldonazzo
Comune di Roncegno

Portali locali
www.levico.it
www.valsugana.com
www.valsugana.net


Montagna

SAT - Società Alpinisti Tridentini - Sezione di Levico

Natura
Biotopo Palude di Roncegno

Le terme
Le acque del benessere

Sport
Centro Sportivo di Roncegno - Valsugana Golf Club
Centro Orienteering Valsugana
Valsugana Race way

Associazioni
Parrocchia di Roncegno
Associazione per lo sviluppo della Valsugana
Coro S.Osvaldo
Coro Valsella

Grande Guerra
La grande Guerra: Forte Vezzena | La Grande Guerra 1915-1918
Cime e trincee
Società Storica per la Guerra Bianca
Museo della Grande Guerra in Marmolada
Sulle orme della Grande Guerra: tra Passo Cinque Croci e Monte Cima in Lagorai
Forte Cima Vezzena (Pizzo di Levico)

Economia
BSI Valsugana Fiere - Valsugana Expo

A tavola

Agritur Rincher
di Dario Zottele
Località Prese, 38050 Roncegno (TN) Italia
tel: 347 / 8403522
www.rincher.com | rincher@valsugana.net


Azienda Vinicola Battistotti
 

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