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| Vetta del Cornetto m 2180, sul Monte
Bondone. Sullo sfondo il Gruppo di Brenta (autoscatto foto Agh) |
Questa è la dodicesima ed ultima puntata del ciclo estivo: "Girovagando
in Trentino" farà quindi una pausa per riprendere verso metà
settembre con le quattro puntate del ciclo Autunno
Trentino colori e sapori. A grande richiesta e dopo il successo della
puntata Le Pozze - Lagorai del 30
agosto 2003, anche questa puntata sul sito è dedicata all'escursionismo.
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| La Rosta (Bondone), sullo sfondo il Gruppo di Brenta
(foto Agh) |
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Le montagne di Trento
Questa volta le escursioni scelte riguardano le montagne dei dintorni di
Trento: le Tre Cime del Monte Bondone,
la Marzola e la Vigolana.
Molte persone che non conoscono la città di Trento credono che essa
sia in alta montagna, magari su un picco roccioso. In realtà il capoluogo
è nel fondovalle della Val D'Adige,
ad appena 194 metri di quota. In compenso, è circondato da vette
che superano ampiamente i 2000 metri, ad eccezione della Marzola ad est,
di 1738 metri. La Paganella svetta a nord con i suoi 2125 metri, ad ovest
la parete verticale del Palòn del Monte Bondone, quasi a picco sulla
città con i suoi 2100 metri, infine a sud la grande e selvaggia Vigolana,
con il Becco di Filadonna di m. 2150.
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| Il lago di Caldonazzo dal Monte Marzola (foto Agh) |
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| Dalle pendici del Cornetto (Bondone) verso il Gruppo di Brenta (foto Agh) |
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| La Rosta del Bondone: sullo sfondo il Brenta emerge dalle nebbie |
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| Gregge alla Bocca di Vaiona, sul Bondone (foto Agh) |
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Panorami mozzafiato
La caratteristica delle montagne intorno a Trento è che hanno
tutte dei panorami favolosi. La modesta cimetta della Marzola,
per esempio, ha una visuale insospettabilmente strepitosa: sulla sua cima
sud si trova un "osservatorio" circolare con delle mire per identificare
le vette circostanti a 360°, che vanno dal Gruppo
di Brenta alla Catena del Lagorai,
dal Carè Alto al Cevedale,
dalle Dolomiti alle Pale
di S. Martino, con vista mozzafiato sulla Val D'Adige e la città
di Trento, sulla Valsugana con il grande Lago di Caldonazzo. Il Monte
Bondone è la montagna dei trentini per eccellenza, non solo
per lo sci l'inverno ma anche per la classica gita estiva fuoriporta. In
appena mezz'ora di automobile dalla città si arriva alle Viotte a
1600 metri, un'incantevole e verdissima piana ai piedi delle Tre
Cime, un ambiente tipicamente alpino con le vette oltre i 2000 metri,
ove nel 1968 è stata istituita nella Val del Merlo la Riserva
Naturale Integrale delle Tre Cime del Monte Bondone. Tutta la zona
è un piccolo paradiso soprattutto per gli escursionisti, che possono
salire una o più cime, o tutte e tre con la "traversata"
in quota. Anche gli arrampicatori qui trovano pane per i loro denti con
la breve ma impegnativa ferrata "Segata" sulla parete sud del
Doss D'Abramo. Infine la grande montagna della Vigolana,
a sud di Trento. E' un massiccio poco frequentato e decisamente selvaggio,
sconosciuto anche a molti trentini: l'unica struttura in quota è
il famoso Bivacco "alla Madonnina", ai piedi di uno spettacolare
picco roccioso. Il mese di settembre è decisamente tra i migliori
per fare escursionismo: l'aria è limpida, non fa troppo caldo, non
c'è ressa in giro e le montagne si "incendiano" dei meravigliosi
colori dell'autunno, mentre in quota arrivano le prime nevicate, che fanno
pregustare le imminenti uscite escursionistiche con gli sci.
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| La spettacolare vista del Gruppo
di Brenta dalla cima della Marzola (foto Agh) |
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| Kompass 647 |
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Kompass 631 |
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Kompass 687 |
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Le cartine
Le carte geografiche consigliate, irrinunciabili per un escursionista serio,
sono quelle rigorosamente in scala 1:25.000
che offrono un ottimo dettaglio del terreno: 1 cm sulla carta equivale a
250 metri sul terreno. La Kompass produce delle buone carte escursionistiche,
che possono essere acquistate on line sul
sito Kompass.
Per la Marzola ci servirà la carta Kompass
n. 647 Trento e dintorni, per la Vigolana
la Kompass
n. 631 Altipiani di Folgaria-Lavarone e Luserna,
per le Tre Cime del Bondone la Kompass
n. 687, Monte Stivo, Monte Bondone, Rovereto,
Mori, Arco.
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| Le Tre Cime del Monte Bondone: da
sinistra, Doss D'Abramo, Cornetto, Cima Verde (foto Agh) |
| TRE CIME del
BONDONE |
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Itinerario n. 1 - mini-trekking |
| quota massima |
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m 2180, Monte Cornetto |
| lunghezza |
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km. 12 circa |
| dislivello |
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m. 614 |
| partenza e arrivo |
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Località Viotte m 1566, Monte Bondone (Trento) |
| sentieri |
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630 bis, 630, 636, 617, 607 |
| mappa |
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Kompass
687 "M. Stivo, M. Bondone, Rovereto, Mori, Arco |
| difficoltà |
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EEA - per scursionisti esperti con attrezzatura |
| tempo |
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1 giornata |
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| Foto panoramica 360° da Cima
Verde: clicca per scaricare (file eseguibile 1150 k (foto Agh) |
Descrizione: splendido mini-trekking super-panoramico
che concatena la salita a tre cime oltre i duemila metri: la Cima
Verde m 2102, il Doss D'Abramo m
2140, il Cornetto 2180. Adatto per escursionisti
esperti, con brevi tratti attrezzati con corde fisse sul Doss D'Abramo.
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| Il sentiero "Sparavei" che sale a Cima Verde
(foto Agh) |
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| La cresta finale poco sotto Cima Verde, sullo sfondo la Vigolana
(foto Agh) |
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| La piana delle Viotte con la Cima Palòn (foto Agh) |
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Percorso
Si lascia la macchina al grande parcheggio alle Viotte,
presso il Centro del Fondo. Si percorre a piedi la strada asfaltata che
scende in direzione di Garniga: dopo il primo tornante a quota 1525 si prende
a destra la strada forestale sterrata per i "Fogolari".
Dopo circa un chilometro, poco dopo un parcheggio, si incontra il bivio
dove inizia il segnavia 630 bis. Si risale
per circa 1 km per strada forestale quindi per sentiero, che si stacca sulla
sinistra presso un tornante (cartello segnavia per Cima verde). Il sentiero
sale nel bosco gradualmente in costa, con leggeri strappi, fino alla sorgente
del Mandrét (fontanella in legno) a quota 1750 metri. Poco
dopo si sbuca sul crinale dove si incontra il segnavia
630 "Sparavei" che sale da Malga
Albi. Vasto panorama sulla val D'Adige. Si prosegue a questo punto
salendo lungo il filo di cresta a picco su spettacolari e impressionanti
strapiombi rocciosi. Dopo aver superato un paio di brevissimi tratti attrezzati
con fune metallica (circa 10 metri, uno dei due eventualmente aggirabile),
si arriva sul costone finale, dapprima pratoso poi terroso, che si risale
a zig zag su tracce evidenti fino alla vetta della Cima
Verde m. 2102 (circa 2 ore e mezza dalle Viotte). Ora inizia la traversata
vera e propria: si scende per pochi metri dalla cima verso nord, per prendere
il segnavia 636 che sale dallo spallone
e prosegue lungo la cresta in direzione del Doss D'Abramo. Attenzione, il
sentiero è ben tracciato ma necessita di pié fermo poiché
la cresta corre a filo di ripidi canaloni.
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| Larici sul versante sud del Palòn,
Monte Bondone (foto Agh) |
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| La cresta tra Doss D'Abramo e Cima Verde (foto Agh) |
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Distesa di ranuncoli verso la Val del Merlo (foto Agh) |
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| Clematide alpina (foto Agh) |
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Giglio rosso (foto Agh) |
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| "Infilata" di cime: da
sinistra il Doss D'Abramo, sullo sfondo il Palòn, a destra
la Cima Verde (foto Agh) |
Si arriva senza difficoltà alla base del Doss D'Abramo, che può
essere eventualmente aggirato sul lato nord (facile) o sul lato sud per
il sentiero (attenzione costone molto ripido) che conduce al camino della
via ferrata Segata, solo per esperti equipaggiati
con attrezzatura alpinistica: ovvero casco, imbrago e moschettoni.
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| La Val D'Adige dal Doss D'Abramo:
si riconosce il paese di Cimone e, nel fondovalle, Aldeno (foto Agh) |
Ferrata a parte, il Doss D'Abramo può essere salito anche dagli escursionisti
per il facile camino sul lato sud, attrezzato
con due corde metalliche fisse, con semplice salita su roccia "appoggiata"
con molti appigli (1°grado), in circa 10 minuti. Sul lato est della
cima si trova la grande croce in ferro con libro di vetta, sul lato ovest
invece un bellissimo prato pianeggiante è l'ideale per pranzare al
sacco in totale relax, con un panorama spettacoloso sotto gli occhi verso
la Vallagarina.
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| Doss D'Abramo versante sud: in rosso
a sx la via ferrata "Segata", a dx il facile tratto attrezzato
(foto Agh) |
Si scende ora sul lato ovest, per sentiero che si infila ripido in un colatoio:
nella parte bassa un breve tratto facile, circa 10 metri, è attrezzato
(1° grado) con corda fissa e staffe. Necessaria comunque una minima
confidenza con la montagna e l'arrampicata. Attenzione a possibili cadute
sassi provocate da persone che scendono dalla cima.
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| Doss D'Abramo versante ovest: il
segno rosso indica il percorso estivo. La parte bassa del colatoio
è attrezzata con corda fissa metallica e staffe. In inverno
sono ovviamente consigliati ramponi e piccozza (foto Agh) |
Scesi dal Doss D'Abramo rimane l'ultima cima, il Cornetto, che si raggiunge
facilmente seguendo la cresta verso ovest. Si rimonta brevemente lo spallone
e, aggirando verso nord, si sale facilmente alla vetta per segnavia 617.
Il panorama è anche qui grandioso.
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| Dalla Rosta (Bondone) verso la Valle
dei Laghi: a dx il Monte Casale, sullo sfondo il Carè Alto
(foto Agh) |
Ora inizia il ritorno: si scende a nord fino alla base per lo stesso sentiero,
quindi si cala lungo la bellissima e panoramica cresta fino alla Costa dei
Cavai per sentiero 607, che conduce fino
alla torbiera delle Viotte, poi per strada sterrata pianeggiante fino al
parcheggio al Centro del Fondo.
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| La piana di Caldonazzo, con il lago
omonimo, dalla cima della Marzola (foto Agh) |
| LA MARZOLA, TRAVERSATA |
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Itinerario n. 2 - mini-trekking |
| quota massima |
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m 1738, Cima Marzola |
| lunghezza |
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km. 16 circa |
| dislivello |
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m. 1287 |
| partenza |
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da Trento fino a S. Cristoforo (Caldonazzo), con autobus
o treno |
| arrivo |
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Trento, da Povo con autobus |
| sentieri |
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433, 411,413, |
| mappa |
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Kompass
n. 647 Trento e dintorni scala 1:25.000 |
| difficoltà |
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EE - escursionistico |
| tempo |
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1 giornata |
| note |
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Acqua quasi inesistente lungo tutto il percorso. Bivacco
Bailoni 10 minuti sotto Cima Sud |
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| Foto panoramica 360° da Cima
Marzola: clicca per scaricare il file eseguibile 1450 k (foto Agh) |
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| Cima Marzola m 1738. sullo sfondo il Lagorai (foto Agh) |
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| Monte Bondone: a sx le 3 Cime, la piana delle Viotte,
il Palòn (foto Agh) |
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Descrizione: la
Marzola, di m 1738, è la montagna a sud-est di Trento e, pur
di altezza modesta, offre uno dei più spettacolosi panorami a 360
gradi della zona. Dalla sua cima si possono vedere quasi tutti i principali
gruppi montuosi della regione. La salita più facile (ma anche più
banale) è quella dal rifugio Maranza
a quota 1067, raggiungibile in auto su strada sterrata. Dal rifugio si sale
alla cima con circa 2 ore e mezza, passando per il confortevole bivacco
Bailoni m 1623 (sempre aperto), poco sotto la cima. Noi vi proponiamo
un mini-trekking, con la traversata della Marzola da EST ad OVEST, con partenza
e arrivo da Trento utilizzando i mezzi pubblici. La traversata, di una giornata,
non presenta difficoltà alpinistiche però è adatta
ai buoni caminatori, sia per la lunghezza che per il dislivello.
Percorso: con corriera della società Atesina (per gli orari
vedere www.atesina.it)
si arriva da Trento in circa mezz’ora a S.
Cristoforo al Lago (Caldonazzo). Da qui ci si dirige a piedi, per
circa 2 km quasi in piano, sulla strada verso nord ovest a Canale e poi
a Susà. Appena usciti dall’abitato,
in direzione S. Vito dopo il ponte sul rio Merdar (sic!), sulla destra c’è
la tabella col sentiero 433. Si inizia
salire dapprima rapidamente poi più dolcemente in bei boschi di castagno
per una lunga dorsale "La Costa". Il sentiero si biforca spesso
ma è ben segnalato coi soliti segni bianchi e rossi. Si arriva alle
bella Malga di Susà quindi si procede
salendo lungo la forestale per circa 1 km e mezzo.
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| Malga Susà m 1003 (foto Agh) |
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Marzola, Cima Nord m 1736 (foto Agh) |
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| Marzola, verso Cima Sud 1736 (foto Agh) |
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Il bivacco Bailoni poco sotto cima
sud (foto Agh) |
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| Veduta
di Trento, a sx il Bondone, sullo sfondo la Paganella e il Gruppo
di Brenta (foto Agh) |
A circa 1200 metri, in località Sorti,
si arriva ad una radura, prestare attenzione sulla destra alla deviazione
poco evidente che punta a Terra Rossa,
sempre per segnavia 433. Il sentiero sale ora ripido in boscaglia, poi per
erti costoni erbosi su sentiero ben segnato fino alla panoramica Marzola
Cima Nord a m 1738, con grande croce in ferro. La vista è
grandiosa in tutte le direzioni: Brenta, Lagorai, Carè Alto, Stivo,
Baldo, Bondone, Vigolana, Paganella, Pasubio ecc. Bellissima la vista sulla
Valsugana e sui laghi di Caldonazzo e Levico. Sulla cima sud, di appena
2 metri inferiore e raggiungibile per dorsale in circa 20 minuti, c’è
un “osservatorio” con delle mire per il riconoscimento di tutte
le cime circostanti.
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| La Valsugana con il Lago di Caldonazzo
da Cima Marzola (foto Agh) |
La discesa verso la città di Trento avviene per due itinerari principali:
Grotta di Villazzano e Povo,
località entrambe raggiunte da autobus (controllare orari).
Discesa a Grotta: per ntiero 412
alla cima sud quindi in 10 minuti al sottostante Bivacco
Bailoni e discesa fino al Rif. Maranza.
Di qui per 412 o 441 al Rifugio Prati (Bindesi),
quindi a Grotta di Villazzano da cui si può prendere l’autobus
per rientrare a Trento.
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| Tramonto dalla Marzola verso la Val
D'Adige (foto Agh) |
Discesa a Povo: dalla cima Nord della Marzola si cala brevemente
a sud, alla Sella della Marzola; di qui
si svolta a destra per prendere il sentiero 411
in direzione nord: si scende a lungo fino a Doss
dei Corvi fino in località Chegùl,
quindi si gira a sinistra per segnavia 413
lungo la strada forestale per Rif. Fontana dei
Gai e quindi Castelet, dove ci si
ricongiunge con la strada che sale dal Passo Cimirlo,
distante circa 3 chilometri. Si taglia la strada per scendere lungo un pezzo
di strada attualmente in costruzione, in direzione di Oltrecastello, poi
sempre per sentiero 413 fino a sbucare più a valle su strada asfaltata,
a qualche chilometro dalla fermata autobus nella piccola frazione di Borino.
Di qui si rientra a Trento in autobus in circa 15 minuti.
| VIGOLANA |
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Itinerario n. 3 - mini-trekking |
| quota massima |
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m 2150, Becco di Filadonna |
| lunghezza |
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km. 24 circa |
| dislivello |
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m. 2050 |
| partenza e arrivo |
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Mattarello (Trento) |
| sentieri |
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447, 447b, 446, 434, 450, 442, 435, 446, 447b, 447 |
| mappa |
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Kompass
n. 647 e 631
scala 1:25.000 |
| difficoltà |
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EE - escursionistico |
| tempo |
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2 giorni, pernotto in bivacco |
| note |
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Acqua quasi inesistente lungo tutto il percorso. Presso
il Bivacco alla Madonnina esiste sorgente discontinua |
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| Il bivacco Vigolana "alla Madonnina"
(foto Agh) |
Descrizione: si tratta di un grandioso percorso
in ambiente selvaggio e poco frequentato sull'isolato gruppo montuoso della
Vigolana, con dislivello assai duro (2050
m). I chilometri sono 24 tra andata e ritorno, da fare in due giorni. La
lunghissima cresta che collega il Becco della
Ceriola al Becco di Filadonna offre
una visuale spettacolosa su Trento e la Val D'Adige. Si pernotta al bel
Bivacco alla Madonnina a m 2030. Il trekking
è adatto ad escursionisti esperti, con ottima forma e resistenza
fisica, ottime capacità di orientamento.
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| Fuijama? No, è la Vigolana
vista dalle pendici est del Bondone (foto Agh) |
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| Al di sopra delle nuvole (foto Agh) |
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Il Becco di Filadonna m 2150 (foto Agh) |
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| Mattarello e Trento dal Becco Ceriola (foto Agh) |
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Malga Derocca (foto Agh) |
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| I selvaggi dirupi del versante nord della Vigolana
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| Il Cornetto della Vigolana (foto Agh) |
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| Stelle alpine (foto Agh) |
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| Il bivio con il "Sasso dell'Aquila" (foto Agh) |
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| Dal Becco della Ceriola oltre 5 km di cresta fino al
Becco di Filadonna! (foto Agh) |
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Percorso: si parte dal paese di Mattarello,
pochi km a sud di Trento. Trovare l'attacco del sentiero è un po'
difficoltoso poiché quando abbiamo fatto l'itinerario non cerano
tabelle né segni (2001). Dalla piazzetta centrale, vicino alla chiesa,
si prende la strada delle Novaline per circa mezzo km. Appena si avvista
il castello ci si tiene sulla strada di destra dirigendosi verso sud, all'impluvio
con il torrente. Si attraversa il paese e il ponte, si piglia quindi una
strada asfaltata in salita che conduce al Forte
Medio, con segnavia 447. Si sale
per alcuni km su strada sterrata e si oltrepassa il forte quasi nascosto
nella vegetazione; quando la strada spiana e si arriva a un gruppo di case
si svolta ancora a destra. Dopo un tornantino ci si immette in una valletta
isolata con una bella villa con vigneti: Villa
Pian Lunghi. Si prosegue ancora per mezzo km, quando la stradella
termina si gira a sx dove c'é, finalmente, il primo cartello con
segnavia 447. Da qui in poi la segnaletica
a terra coi soliti segni bianchi e rossi è buona. Il sentiero sale
con pendenza costante: attenzione alla
sorgente Fontana dell'Orso: è l'ultima
occasione per fare rifornimento d'acqua sicuro. Si prosegue dunque per sentiero
eterno ma abbastanza vario, tra valloni impervi e selvaggi dove non si incontra
un cane. Poco dopo la sorgente c'è il bivio col 447 bis, noi consigliamo
il 447 normale, che sale poco più
a sud. A circa 1000 metri di quota si attraversa un costone in un vallone-canyon
riarso: alcuni tratti del sentiero sono franati ma comunque le
corde fisse rimaste offrono un buon ancoraggio. Fare attenzione in
alcuni brevi tratti delicati, il sentiero è ben segnato ma il pendio
è molto ripido e pericoloso in caso di caduta. Dopo aver attraversato
il canyon il sentiero diventa comodo e si arriva così in località
Doredondo, dove si congiunge con altri
segnavia: si prosegue per il 446 in direzione
Sasso Dell'Aquila e Becco
della Ceriola. Qui il sentiero, ripristinato molto bene nel 2000
dalla 1a Squadra di Zappatori "Gambinei", diventa decisamente
gradevole salendo nel bosco a zig zag, con ampi e spettacolari squarci sul
fondovalle. Al Sasso dell'Aquila, un macigno
sul sentiero che richiama la forma del rapace, proprio sotto al Becco della
Ceriola, c'è un altro bivio, a sx per Malga
Derocca, a dx per Malga Palazzo.
Si prosegue in quest'ultima direzione, sotto Il Becco della Ceriola. Ora
la vista sulla Val d'Adige si fa grandiosa. Si costeggia dal basso il becco
della Ceriola verso sud, quindi un bivio con cartello indica chiaramente
la salita alla cima per segnavia 434, che
si raggiunge facilmente in circa mezz'ora. Sulla vetta del Becco
della Ceriola m 1935 sorge una grande croce metallica, con cassetta
e libro di vetta. Il tratto più duro a questo punto è fatto,
sono circa 1735 metri di dislivello fin qui. Ora ci aspetta la lunghissima
cresta che, con sentiero evidente tracciato tra i mughi e continui saliscendi,
si dirige verso il becco di Filadonna. Dopo Cima
Campigolet il sentiero diventa il n. 450,
dopo la congiunzione con quello che sale da Malga Derocca.
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| Tramonto sulle cime (foto Agh) |
Alla forcella successiva, a est, c'è la possibilità di scendere
in 30 minuti al Bivacco Madonnina m 2030,
oppure salire la Cima Vigolana a 2148.
Noi siamo saliti alla cima, che sovrasta il bivacco, con facile sentiero
attrezzato per brevi tratti con corde fisse. Proseguendo sul filo di cresta,
sempre per sentiero evidente, si scende leggermente dalla parte opposta
verso sud-est, ad un'ampia insellatura, ovvero a circa mezz'ora dal Becco
di Filadonna m 2150 (cartelli), la cima più alta della Vigolana.
Se si è ancora in forze si può proseguire fino alla vetta,
oppure scendere al bivacco per il pernotto e salire in cima il giorno dopo
in circa 40 minuti.
Grotte e abissi
Il versanti settentrionali della Valsugana strapiombano a valle con impressionati
dirupi rocciosi, mentre quello meridionale digrada dolcemente verso sud
in un grandioso e verde anfiteatro ricoperto di fitti boschi, ovvero la
Riserva Naturale Scanuppia di 529 ettari,
istituita nel 1992. Percorrendo le creste in alto, dal becco della Ceriola
alla Cima Vigolana, o dalla Terza Cima al Becco di Filadonna, non si può
fare a meno di notare grandi e misteriose voragini circolari, simili a crateri
di meteoriti. Si tratta in realtà di pozzi carsici naturali, di cui
la zona è ricca.
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| Il pozzo naturale "Bus della Caldera" (foto Agh) |
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La grande voragine carsica (foto Agh) |
Uno dei più visibili è il Bus della
Caldera, circa 400 metri a nord del Castellazzo. Nell'area della
Vigolana ce ne sono molti altri, il Bus del Giaz, il Bus del Bech 1 e 2,
l'Abisso Bosentino e soprattutto la Grotta Gabrielli,
tra le più notevoli del Trentino, dove sono state rinvenute negli
anni '60 delle ossa di stambecco, conservate oggi al Museo
Trentino di Scienze Naturali di Trento.
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| Bivacco Vigolana (foto Agh) |
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Il
Bivacco Vigolana alla Madonnina
Fondamentale ricovero degli alpinisti nel cuore della Vigolana, il
bivacco sorge su di uno sperone roccioso affacciato su Vigolo Vattaro e
il Lago di Caldonazzo, sopra le ghiaie della Val Larga. Si trova ai piedi
del pinnacolo roccioso della Madonnina, accanto alla guglia del Frate, sovrastata
da una fascia di pareti strapiombanti che culminano nelle maggiori elevazioni
della montagna. É un classico bivacco in lamiera con finestre, rivestito
in legno all'interno, piuttosto confortevole, sempre aperto. Ha 6 posti
letto su brande, coperte di lana, angolo cucina con stufa a legna. Nelle
vicinanze, sotto le pareti a picco in direzione ovest lungo il sentiero
a 5 minuti dal bivacco, vi è una sorgente, ma con acqua non sempre
presente.
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| Il Bivacco Vigolana dalla Cima Vigolana
(foto Agh) |
Legna e viveri, come in tutti i bivacchi, non sono garantiti, quindi si
deve essere autosufficienti. Spesso si troverà comunque zucchero,
caffè, tè, pasta, scatolame vario, per l'opera meritoria dei
volontari che provvedono a portare in quota i viveri, tutto a spalla. Si
deve perciò essere parsimoniosi nel consumare quel che si trova,
pensando a chi arriverà dopo di voi. Nessuno si offenderà
se lasciate qualcosa che a voi non serve più: una scatola di tonno,
del tè, del cioccolato, un vecchio giornale. I propri rifiuti vanno
tassativamente portati a valle, chi li lascia sul posto è un incivile!
Il bivacco Vigolana fu eretto dalla Sezione S.A.T. di Caldonazzo nel 1966
e inaugurato il 25 settembre dello stesso anno. Sulla cima del pilastro
roccioso che lo sovrasta vi è la Statua
della Madonnina, posta su un perno girevole affinché chi riesce
a scalarlo possa girare la statua nella direzione del proprio paese.
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| Becco di Filadonna m 2150 (foto Agh) |
Il rientro a Mattarello
Dal bivacco si percorre il sentiero in costa 435 a verso nord-ovest per
scendere fino a Malga Derocca (aperta nella stagione estiva, con possibilità
rifornimento acqua e vitto). Di qui si risale brevemente al Sasso dell'Aquila
quindi si ridiscende per il sentiero 446 dell'andata.
Al bivio di Doredondo però ci si tiene sulla destra per la discesa
alla Malghetta. Si piega decisamente a
sx per sentiero evidente (ma non segnato) per 447
b. Dopo discesa eterna ci si ricongiunge col sentiero dell'andata
poco a monte della Fontana dell'Orso, quindi si rientra a Mattarello per
identica strada della salita. Discese alternative, con minor dislivello,
per le quali bisogna però farsi venire a prendere sono: dal bivacco
Madonnina per 444 e 445 a Dos del Bue, al rifugio Madonnina a m 1056; sempre
dal bivacco, per 444 a loc. Frisanchi 1090 e rif. Paludei; dalla vetta del
Becco di Filadonna, per 442 al rif. Casarota 1572 e quindi al Sindech al
valico della Fricca 1100; sempre dal Becco di Filadonna, traversata a Folgaria
m 1100 per 425 fino al Cornetto, quindi per 451 o 425.
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| Gregge sul Cornetto del Bondone (foto Agh) |
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| Marco Benedetti, assessore al Turismo della Provincia
Autonoma di Trento (f. M. Dalpalù) |
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L'ultima puntata in tv
L'ultima puntata di Girovagando in Trentino in
tv è dedicata ai momenti più belli del ciclo estivo,
con un riepilogo di tutte le 12 puntate andate in onda in una carrellata
ideale di immagini e suoni. Con l'Assessore provinciale al Turismo, Marco
Benedetti, tracciamo un bilancio della stagione turistica trentina.
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| Vignaioli del Trentino |
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Girovagando in libreria
Il volume che presentiamo è I Vignaioli
del Trentino – Personaggi cantine e storia, del giornalista
Nereo Pederzolli, con foto di Romano Magrone, ed. Artimedia
(via Madruzzo 31, Trento tel. 0461 / 232400), Euro 15,00 – pp. 112
. Un centinaio di pagine da “sorseggiare” adatte anche ai lettori
astemi. È un libro di terra e di suolo, di cose concrete, di uva
pigiata, di foglie rimirate in controluce per scoprire il segreto di certe
venature, di grappoli incantevoli ed incantati, di botti e cantine, di attese
e segrete speranze, di solenni delusioni. È un libro che racconta
un’arte antica, con una appassionata sfilata di vignaioli e vignaiole,
e persino vignaioli in erba.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
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| Larice sulle pendici del Cornetto
al tramonto (foto Agh) |
A.P.T.
TRENTO (per Tre Cime Bondone e Marzola) Azienda di Promozione Turistica
di Trento
Via Alfieri, 4
38100 TRENTO
Tel. 0461 / 983880 - Fax 0461 / 984508
www.apt.trento.it | informazioni@apt.trento.it
APT di ROVERETO (per Vigolana - Riserva
naturale Scanuppia)
38068 Rovereto
Corso Rosmini 6/A
Tel. 0464 430363
Fax 0464 435528 www.apt.rovereto.tn.it
rovereto@apt.rovereto.tn.it
Le foto panoramiche in movimento qui sotto sono file auto-eseguibili
che non necessitano di alcuna installazione: una volta scaricate si
aprono semplicemente col solito doppio clic del mouse
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| Foto panoramica 360° da
Cima Verde: clicca per scaricare (file eseguibile 1150 k (foto Agh) |
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| Foto panoramica 360° da
Cima Marzola: clicca per scaricare il file eseguibile 1450 k
(foto Agh) |
| Escursioni
di Girovagando |
Associazioni montagna
SAT Società Alpinisti Tridentini
SOSAT
Sezione Operaia Società Alpinisti Tridentini
CAI Club Alpino Italiano
Monte Bondone
Ferrata
Giulio Segata al Doss D'Abramo (Tre Cime)
www.apt.tn.it/bondone.htm
(Apt)
Consorzio
Tre Cime Bondone | Sentieri
Giardino
Botanico delle Viotte
Centro di Ecologia
Alpina
Patto territoriale del
Monte Bondone
Vigolana
www.vigolana.com
Club Vigolana
Vacanze
Bondone
Rif. Viotte m 1547 loc. Viotte, Tel. 0461 / 948162
Bivacco Baita "Sparavei" m 1502, a est di Cima Verde
Vigolana
Rif. Casarota m 1572
sopra Passo Fricca
Telefono gestore 0461-722165 - Telefono rifugio 0464-783677
Apertura 20 giugno - 20 settembre
Rif. Paludei m 1059
Comune Centa S. Nicolò
Gestore Montibeller Arturo - via Zandonai, 5 - 38057 Pergine
Telefono gestore 0347-7406438 - Telefono rifugio 0461-722130 / 0461-722368
rifugiosatpaludei1@virgilio.it
Apertura 20 giugno - 20 settembre
Rif. Madonnina m 1056, a nord di Vattaro e Doss del Bue
0461 / 848566
Bivacco alla Madonnina m 2030, a nord di Cima Vigolana
Marzola
Rif. Bindesi m 670
Comune Villazzano (Trento)
Gestore Cagol Anita - loc. Grotta, 78 - 38050 Villazzano (Trento)
Telefono gestore 0461-920181 - Telefono rifugio 0461-923344
Apertura 20 giugno - 20 settembre
Rif. Maranza m 1067, a ovest di Cima Sud della Marzola
tel. 0461 / 920056
aperto tutto l'anno
Bivacco F. Bailoni m 1623, sotto Cima Sud della Marzola (15 min)
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