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Valle di fassa
9 agosto 2003
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La Funivia del Sass Pordoi e, a destra, la "mitica" forcella Pordoi (foto Agh)

Il nostro viaggio in Val di Fassa inizia con il fantastico balzo dell'ardita funivia che da Passo Pordoi (m 2240) sale fino ai 2950 m di quota del Sass Pordoi, alle porte del grandioso anfiteatro del Gruppo del Sella.

 
Panorama dal Sass Pordoi: Sella e Sassolungo
(foto Anton Sessa, da www.dolomitigallery.com)
 
Il Sass Pordoi m 2950

La vista dalla cima abbraccia un panorama mozzafiato a 360 gradi: tra le tante montagne spicca a sud-est La Marmolada, la Regina delle Dolomiti, e lo spettacolare Gruppo del Sassolungo a nord-ovest. Le immagini però valgono più di mille parole: ecco due splendide foto panoramiche, una invernale ed una estiva, dal sito www.canazei.org. La funivia del Sass Pordoi fu costruita nei primi anni sessanta, un'opera pionieristica per quei tempi, fu infatti tra le prime nella zona dolomitica. E' stata completamente ammodernata nelle strutture e nella meccanica nel 1994/95. Le due cabine hanno oggi una capienza di 65 persone ed in soli 4 minuti conducono ai quasi tremila metri della cima.

 
Passo Pordoi (foto Agh)   Partenza della Funivia (foto Agh)
 
La terrazza panoramica sul Sass Pordoi (foto Agh)   Panorama sul Sella (foto Agh)
La troupe di Girovagando qualche anno fa sul Sass Pordoi, sullo sfondo il Piz Boè. Da sinistra: Marco Benvenuti, Marta Dalpalù, Luciano Da Canal, Alessandro Ghezzer alias Agh (foto Andrea Weiss)
 
Osservando il panorama (foto Agh)   Turista (foto Agh)

Sitc - Società Incremento Turistico Canazei S.r.l.
Via Pareda, 65 - 38032 CANAZEI (TN)
tel. 0462 601348 - 0462 601285
www.canazei.org | info@canazei.org

 
Paesaggio lunare a 3000 metri. sullo sfondo il Piz Boè m 3151 (foto Agh)  
Escursione al Piz Boè

Sulla vetta del Sass Pordoi il rinnovato Rifugio Maria, accessibile anche ai disabili, è non solo un fantastico punto panoramico ma anche un'ottima base d'appoggio per chi volesse avventurarsi nel Gruppo del Sella con escursioni non troppo difficili. Si deve tenere comunque presente che siamo pur sempre in alta montagna a 3000 metri, il tempo può cambiare repentinamente e in caso di scarsa visibilità possono essere guai. Sul grande altipiano in quota il paesaggio è lunare, totalmente privo di vegetazione. L'escursione più classica è la salita al Piz Boè, la vetta più alta di tutto il gruppo con i suoi 3151 metri. I più volenterosi possono partire addirittura dal Passo Pordoi, in questo caso devono prevedere circa un'ora e mezza di marcia discretamente faticosa. Presso la forcella a 2849 metri c'è il Rifugio Forcella Pordoi, recentemente rinnovato, di qui si prosegue quasi in piano per un lungo tratto fino alla base della piramide del Piz Boè, quindi per facili roccette fino alla vetta, dove c'è il rifugio Capanna Fassa.

 
Il Rifugio Boè m 2871 (foto Alessio Feci)   Capanna Fassa in vetta al Piz Boè (foto Alessio Feci)

Riassumendo: dalla funivia 1 ora di cammino circa, dal passo Pordoi 2.30 h circa. Un'altra escursione, più facile, è lungo il sentiero che porta in un'ora circa fino al Rifugio Boè a m 2871. Sullo spartiacque tra la Val de Mesdì e la Val Lasties, al centro orografico del Gruppo di Sella in un grandioso e arido pianoro sorge il rifugio. Anche questo, come tutti i primi rifugi sorti nelle Dolomiti, fu costruito nel 1894 dalla Sektion Bamberg del D.u.Oe.A.V (Deutsche und Oesterreichische Alpenverein, oggi DAV). Devastato nel corso della prima guerra mondiale, nel 1921 passò alla S.A.T. che nel 1924 lo rese nuovamente agibile mutando il nome da Bambergerhütte in rifugio Boè.

 
Tita Piaz, il "Diavolo delle Dolomiti"  
 
Il pilastro sud al Sass Pordoi (www.canazei.org)  
La via del "Diavolo delle Dolomiti"

La Via Maria è stata aperta nel 1932 dal Diavolo delle Dolomiti, l’alpinista fassano Tita Piaz, assieme a Virginio Dezulian. La via è dedicata alla sorella di Piaz, Maria, la "mare del Pordoi" (madre del Pordoi), una donna straordinaria che fu tra gli artefici della costruzione della funivia al Sass Pordoi. La Via Maria è ancor oggi, dopo 70 anni dalla prima scalata, una delle vie di IV grado più celebri delle Dolomiti, frequentata da alpinisti che provengono da tutto il mondo pur di averla nel proprio"carnet" di scalate. Durante la salita in funivia è possibile osservare gli alpinisti in parete appesi alla roccia su uno strapiombo da brivido. La carriera alpinistica di Piaz iniziò con clamore a soli 18 anni scalando la Torre Winkler, la più impegnativa delle Torri del Vajolet. Tita Piaz era capace nel 1899 di salire otto cime in sette ore, aprì oltre cinquanta nuove vie sulle Dolomiti di Fassa, sulle Dolomiti Orientali e nel Kaisergebirge. A lui sono da ricondurre “la scalata più difficile delle Alpi” al Campanile Toro nel 1906, “la scalata più celebrata” alla Ovest del Totenkirchl nel 1908, “l’arrampicata più pericolosa” allo Spigolo Nord Ovest dello Schenòn nel 1926. Di qui il soprannome di “Diavolo delle Dolomiti”. Nel 1932, assieme a Virginio Dezulian, aprì sul pilastro sud del Sass Pordoi la "Via Maria", un quarto grado ancora oggi frequentato da alpinisti di tutto il mondo. Dopo una vita trascorsa a scalare le vette più difficili e pericolose, con ascese anche notturne, Tita Piaz morì nel 1948 in un incidente in bicicletta a pochi metri da casa.

   
La funivia al Sass Pordoi negli anni '60, tra le prime nell'area dolomitica, un'opera pionieristica per l'epoca (www.canazei.org)   Maria Piaz, "ispiratrice" della funivia
(www.canazei.org)
 
La "mare del Pordoi"

Maria Piaz, madre di 6 figli e sorella del celebre scalatore Tita, dedicò tutta la sua vita al Pordoi. Dal modesto capanno affittato nel 1902 per dare ristoro ai viandanti e ai turisti, alla
costruzione dell'ardita funivia al Sass Pordoi, un'opera pionieristica tra le prime nella zona dolomitica. La sua caparbietà e fantasia hanno lasciato un segno indelebile nella storia dello sviluppo turistico della zona.

Maria Piaz e il Passo Pordoi

La "Terrazza delle Dolomiti", sulla vetta del Sass Pordoi (foto Agh)

 
Fossili (foto da www.canazei.org)  
Camminare sul fondo di un antico mare

Il Gruppo del Sella è una delle più belle montagne delle Dolomiti anche dal punto di vista geologico. Nella parte basale del massiccio c'è un atollo di circa 220 milioni di anni fa tra i meglio conservati al mondo. Coralli, spugne e molti altri organismi costruttori hanno prodotto l’ossatura portante del Sella (Dolomia Cassiana). Successivamente tutta l’area è stata modellata da sedimentazioni, eruzioni, spaccature e sollevamenti delle rocce. L’emersione dall’acqua delle Dolomiti risale a circa 25 milioni di anni fa. La cengia di detrito che si incontra salendo con la funivia del Sass Pordoi è data dagli strati di Raibl. La parete superiore e l’altopiano sono costruiti da dolomie ben stratificate (Dolomia Principale) depostesi in pianure soggette a correnti di marea, e in esse si trovano frequentemente i famosi megalodonti, impronte di conchiglie di lamellibranchi a forma di cuore. Poi vi è una sottile paretina rossastra di circa 160 milioni di anni (Ammonitico Rosso), proprio sotto la cima del Piz Boè, ricca di ammoniti, che sono cefalopodi dalla tipica geometria a spirale. La piramide superiore del Piz Boè è poi uno spettacolare relitto di sovrascorrimento, cioè rocce che sono risalite su altre rocce per la compressione conseguente alla convergenza tra i continenti, poi isolate dall’erosione legata al sollevamento ancora in corso delle Alpi.

Le Guide Alpine di Fassa

A Campitello visitiamo la sede delle Guide Alpine e della Scuola di Alpinismo "Tita Piaz", dove incontriamo Gino Comelli, guida alpina e presidente della scuola, nonché responsabile del Soccorso Alpino della Val di Fassa, fresco reduce da una salita in Marmolada dove "ha portato su" due olandesi entusiasti.

Gino Comelli, guida alpina, scruta le vette (foto Agh)

 
Le Guide Alpine di Fassa (foto Agh)  
Le Dolomiti fassane sono un vero paradiso non solo per gli scalatori ma anche per i semplici escursionisti, più o meno esperti: "Per questo" dice Comelli, "non bisogna immaginare la figura della guida come un aiuto solo nelle scalate estreme. La guida in realtà svolge anche la funzione di accompagnatore, anche per famiglie o gruppi, in escursioni anche facili dove la parte didattica sulla fauna, sulla flora e sulla cultura locale non è meno importante della meta. Per i più esperti e gli appassionati di scalate, le Guide alpine di Canazei sapranno certamente essere il migliore aiuto possibile per le arrampicate più difficili in tutta sicurezza: arrampicata sportiva e arrampicata classica, su roccia e ghiaccio. Organizzano inoltre escursioni guidate su sentieri e vie attrezzate, introduzioni all'alpinismo, corsi di roccia, corsi di perfezionamento.

 
Gino Comelli con Luciano Da Canal (foto Agh)   Tra una scalata e l'altra... (foto Agh)
La sede delle Guide Alpine di Campitello (foto Agh)

Guide Alpine di Campitello
Scuola D'Alpinismo "Tita Piaz"
Cesa de la Guides - tel. 0462 750459 (17.00 - 19.30) oppure
Sport Amplatz 0462 / 601605
  Guide Alpine di Moena
- Gruppo Guide Alpine Dolomiti - Via Loewy - tel. 0462 573770 (17.30 - 19.30)
- presso Ufficio Turistico - Piazza C.Battisti - tel. 0462 573122 (18.00 - 19.00)
     
Guide Alpine di Vigo
presso Ufficio Turistico - Via Roma - tel. 0462 764093 (17.00 - 19.00)
  Guide Alpine di Pozza
Via Meida - tel. 0462 763309 (10.00 - 12.00 e 16.00 - 19.30)

Il golf in Val di Fassa

D'estate la Val di Fassa dispone di uno splendido campo pratica di golf, immerso nel verde ai piedi del Col Rodella a Campitello di Fassa. Il campo, gestito dal "Val di Fassa Golf Club", è aperto dal 15 giugno al 30 settembre con accesso da località Ischia (partenza Funivia) e dispone di campo pratica con 10 postazioni di cui 2 coperte, putting green, bunker di pratica oltre ad un nuovo percorso provvisorio di 6 buche (n. 3 PAR 4 / n. 3 PAR 3). Nei mesi di luglio e agosto vengono impartite da maestri professionisti con corsi collettivi e lezioni individuali.

 
Il presidente del Golf Diego Amplatz, ex azzurro di sci (foto M. Dalpalù)   Lucio Merlino, maestro di golf
(foto M. Dalpalù)

Val di Fassa Golf Club
Loc. Ischia, via Dolomiti, 33 Campitello di Fassa 38030 (Tn)
Per informazioni: Diego Amplatz tel: 0335 / 6063499 - fax: 0462 / 606105
Prenotazioni: giugno- luglio tel. 347 293462, agosto 339 / 4143005

Mucche al pascolo a Fuciade, Passo S. Pellegrino (foto www.fassa.com)

 
Il Caseificio di Campitello (foto M. Dalpalù)  
Sapori di Montagna al Caseificio di Campitello

Può sembrare paradossale ma, secondo il Presidente del Caseificio Sociale di Campitello, Luigi Weiss, l’unico vero ostacolo sin qui incontrato dal formaggio Nostrano Val di Fassa nell’affrontare la concorrenza, e accattivarsi l’attenzione dei canali distributivi, è il nome poco commerciale se paragonato al "vicino di casa", il celebre Puzzone di Moena. Questi due celebri formaggi si contendono ormai da anni, oltre che i palati, anche il numero di forme vendute. Nella maggioranza dei casi, gli estimatori dell’uno sono detrattori dell’altro. Per esprimere un giudizio, a voi non resta che acquistarne un pezzo e lasciarvi guidare dalle vostre papille che sicuramente saranno sollecitate dalla gustosa pastosità e dall’inconfondibile odore di questo formaggio che ha il pregio di essere una tipica produzione tradizionale, limitata nei numeri e certificata. E' un formaggio saporito, dolce, chiamato in ladino Nostrano de Fasha, prodotto in piccole quantità (circa 19.000 forme), esclusivamente con il latte proveniente da allevamenti della Val di Fassa e conferito al Caseificio Sociale di Campitello, dove viene lavorato intero, quindi con tutto il grasso, una volta al giorno. La pasta è compatta, untuosa, elastica, con leggera occhiatura. Caratteristica è la crosta odorosa ed il tipico sapore che il formaggio acquista con l’affinatura, che dura mediamente tra i 60 ed i 90 giorni. L'affinatura, cioè la lavorazione a mano in cui la forma viene girata regolarmente una volta alla settimana, e lavata con acqua tiepida, è il vero segreto dei formaggiai, il trattamento che gli darà maturità e carattere.

 
Giulio Vanzo, direttore Caseificio (foto M. Dalpalù)   Il "Ciampedel de Fasha" (foto Agh)

La Via dei Formaggi

E’ un nuovo progetto che mira a valorizzare i formaggi, i luoghi ed i processi produttivi del territorio dolomitico trentino. Non si tratta di un semplice itinerario incentrato sui formaggi di produzione locale, ma di un vero e proprio percorso turistico, storico e culturale attraverso i sapori. Quattro sono i caseifici coinvolti: il Caseificio Sociale di Primiero, Moena e Predazzo, Cavalese e Campitello di Fassa. Traendo spunto dalla Käse Strasse Bregenzerwald (Strada del Formaggio della valle del Bregenz nel Vorarlberg), essi si impegnano a mettere a disposizione prodotti di alta qualità da presentare al pubblico. Saranno infatti gli ospiti dei ristoranti e degli hotel aderenti a quest’iniziativa a prestarsi all’assaggio. Lo scopo è quello non solo di deliziare i palati degli ospiti, ma anche di renderli partecipi del percorso produttivo e anche culturale che sta dietro i prodotti tipici della montagna, come il formaggio o il miele. Il Caseificio di Campitello è associato a Formaggi Trentini.

Caseificio Sociale di Campitello S.c.a.r.l.
Via Pent de Sera 38031 Campitello (Trento)
tel. 0462 / 750301

Sasso Piatto visto da Buffaure di Pozza (foto www.fassa.com)

 
Il sito ufficiale dell'APT Fassa  
APT Fassa

Nella nostra visita in Val di Fassa siamo stati assistiti, come sempre, da Livio Gabrielli, direttore dell'APT di Moena, che ci ha fatto da valida guida durante la giornata delle riprese. Con Andrea Weiss, direttore dell'APT Fassa, abbiamo fatto il punto sull'offerta turistica della valle che si presenta, come tutti gli anni, ricchissima. A questo riguardo segnaliamo il sito ufficiale dell'APT sul quale potete trovare ogni genere di informazione utile. Con Riccardo Franceschetti, sindaco di Moena, abbiamo fatto una breve visita al ritiro calcistico della Sampdoria che, insieme alla Lazio, sono gradite ospiti in valle di Fassa. Due squadre prestigiose che contribuiscono ad un'ottima ricaduta turistica e di immagine.

 
Andrea Weiss, direttore APT Fassa (foto M. Dalpalù)   Livio Gabrielli, direttore APT Moena (foto Agh)
 
Riccardo Franceschetti, sindaco di Moena (foto Agh)   La Sampdoria in ritiro a Moena (foto Agh)
Veduta invernale del Gruppo del Sella dal Belvedere, sopra Canazei (foto www.fassa.com)

APT Val di Fassa
Strèda de Dolèda, 10/b I-38032 Canazei
tel.+39.0462.602466 fax +39.0462.602278
www.fassa.com | info@fassa.com

A tavola, Rifugio Larezila

Larezila è uno dei più antichi insediamenti ladini della Valle di Fassa. Si trova a 1800 metri di quota in una radura incantevole sull'Alpe di Lusia, qualche chilometro sopra la partenza della cabinovia Lusia. La zona era abitata fin dagli inizi del 1700, e il nome deriva da "larice" o "lariceto" (bosco di larici).

Rifugio "Larezila" sull'Alpe di Luisa (foto Agh)
 
Angelo Iellico, un vero personaggio (foto Agh)   La sala da pranzo (foto Agh)

"Larezila" è anche rifugio fin dalla fine del 1800, quando i turisti e i viandanti arrivavano, a piedi, dal Passo di Costalunga, scendevano a Moena per poi risalire l'Alpe di Lusia diretti a S. Martino di Castrozza. Tutto iniziò alla fine del 1700 quando gli avi di Angelo Iellico, l'attuale gestore, arruolati negli Schützen (la milizia popolare tirolese) nella guerra contro l'invasore Napoleone, fecero ritorno a casa e, con la paga di soldati, ripresero l'attività di fienagione in zona.

"Rico che viene dalla caccia"
Angelo Iellico (foto Agh)

Con Giacomo e Valentino Iellico, costruirono agli inizi del 1800 il fienile, la stalla, le opere murarie con gli alloggi e una baita in legno annessa. Alla fine del 1800 il bisnonno di Angelo Iellico, Valentino, con l'aiuto del figlio Giambattista trasformò la baita in punto di ristoro per i contadini e per i primi escursionisti tedeschi e inglesi che transitavano nella zona diretti nel Primiero. Nel 1905, grazie ad un prestito di 200 corone del Deutscher und Österreichischer Alpenverein, l'Associazione Alpinistica tedesco-austriaca di allora, si costruì il rifugio. Durante la 1a Guerra Mondiale fu, per la sua posizione strategica, occupato e trasformato in ospedale militare dell'Impero Austroungarico. Finita la guerra fu ristrutturato e ampliato per soddisfare la sempre maggiore richiesta di alloggio dei turisti, tra i quali vi furono nomi illustri come l'Arciduca Eugenio D'Austria e la sorella dello scrittore russo Boris Pasternak. Furono quindi Enrico Iellico e sua moglie Angelica, ereditato il rifugio, a costruire la zona pranzo in muratura.

vedi anche Lo sviluppo turistico in Fassa nella puntata
Lusia - S. Pellegrino del 25/2/2003

 
Angelo Iellico (foto Agh)  
Angelo Iellico

Oggi il figlio Angelo, che è anche maestro di sci, continua la tradizione famigliare di ristoratore. E' un vero personaggio, molto estroso e simpatico, ha scritto anche un libro sulla sua vita che sarà pubblicato tra breve. Ha una sua particolare teoria: sostiene che osservando come una persona scia, lui è in grado di capirne la psicologia, i tratti caratteriali. La cucina del rifugio Larezila è quella tipica ladina, semplice e gustosa, con le specialità di antipasti misti di selvaggina, le minestre d'orzo e di fagioli, i canederli in brodo, la polenta con le costine di maiale e il formaggio fuso, i dolci fatti in casa, il tutto accompagnato da ottimi vini trentini.

 
Caminetto nella sala da pranzo (foto Agh)   Zuppa di goulasch (foto Agh)
 
Pasta e fagioli (foto Agh)   Il piatto Rezila (foto Agh)
 
I dolci fatti in casa (foto Agh)   Il Vino Santo della Cantina Toblino (foto Agh)

Noi abbiamo degustato: zuppa di goulasch, pasta e fagioli, canederli al burro fuso,
piatto Rezila con polenta, formaggio fuso, funghi, salsicce alla griglia, spezzatino nostrano di carne di vitellone, costine di maiale rosolate e bagnate col vino. Quindi i dolci fatti in casa come la crostata alla marmellata, lo strudel di mele, e i reziloti, biscotti di pasta frolla con uva passa. Infine i vini della Cantina Toblino: Nosiola come aperitivo, poi Müller Thürgau, Schiava Gentile, Rebo, Lagrein Dunkel, Vino Santo. Gran finale de Larezila: la grappa di genziana fatta in casa.

Come arrivare al rif. Rezila: con cabinovia Lusia fino alla stazione intermedia, quindi a piedi in 15 min; dal paese di Moena a piedi in h 1,30, oppure dal parcheggio della cabinovia in 1 h. Con il rampichino, ma è molto dura: la prima parte del percorso è quello della Rampilonga!. Solo per pochi! I più pigri possono arrivare anche in auto, per strada sterrata di 4 km. da prendere al bivio al 2° km della strada provinciale da Moena al Passo S. Pellegrino.

Rifugio Larezila
Alpe di Lusia (Moena, Trento)
0462 / 573357 - 339 / 5211077

 
Alberto Detomas (foto Agh)  
Le ceramiche di Alberto Detomas

Alberto Detomas è un ventiquattrenne artista fassano che dipinge la maiolica. Per questa sua tecnica originale si pone al di fuori della tradizione fassana, che vuole buona parte degli artisti locali scultori del legno, o pittori. Nel suo studio in via della Chiesa 5, accanto alla pieve di San Giovanni, a Vigo di Fassa, riproduce su piastrelle e piatti di ceramica le meraviglie della natura. Sono le montagne di casa, ma anche le Dolomiti più in generale, i soggetti preferiti da Detomas: il Sassolungo, le Torri del Vajolet, il Sella, simboli maestosi ed affascinanti della natura trentina, nella straordinaria bellezza dei colori vivi e scintillanti che si alternano nei magici cicli stagionali.

 
Sassolungo (foto Agh)   Gruppo del Sella (foto Agh)
 
Lo studio esposizione a Vigo di Fassa (foto Agh)   Alberto Detomas all'opera (foto Agh)
 
Plaiken (foto Agh)   Nello studio-esposizione (foto Agh)

"Perché proprio la ceramica?" abbiamo chiesto a Detomas: “La ceramica non invecchia e non stanca. E’ un materiale vivo che permette di rigenerare, di fare ricerca continua”. La tecnica è molto particolare, piuttosto difficile, bisogna lavorare con mano sicura, con i colori piuttosto liquidi. Non si riesce quasi mai a prevedere esattamente il risultato finale, ma è questo che rende affascinante questa tecnica. Detomas alterna i paesaggi maestosi a scorci più intimi, case di paese, chiesette, viottoli di campagna. Decora anche abitazioni, con la tecnica dell'affresco, e le tipiche stufe ad "olle" (piastrelle) delle abitazioni di montagna. Il fascino della ceramica però resta unico: “Lavorare e decorare la ceramica è un cosa antica come l’uomo ed è certamente paragonabile più alla natura. Mi permette di ritrovare tutti gli elementi: acqua, terra e poi nella fase di cottura il fuoco, che dà il giudizio severo e immutabile sulla qualità dell’esecuzione della pittura".

   
Lago di Carezza (foto Agh)   Torri del Vajolet (foto Agh)   Vigo (foto Agh)

Dopo aver conseguito il diploma di maestro d’arte alla scuola di Pozza, Detomas ha lavorato innanzitutto il legno, il materiale principe della zona, realizzando i lacchè, le tipiche maschere del carnevale fassano, poi statue e crocifissi. Una produzione tradizionale mai del tutto abbandonata, anche se la ceramica artistica ha ormai un ruolo centrale. Per due anni ha approfondito la tecnica all’Istituto Gaetano Ballardini (il fondatore del Museo Internazionale delle Ceramiche) di Faenza, in Romagna, considerata la capitale mondiale della ceramica artistica.

Sassolungo e Sella al tramonto (foto Agh)

Dopo la pratica in alcune botteghe artigiane, dove ha appreso i segreti di una tradizione artistica secolare, ha poi perfezionato e personalizzato la sua tecnica, soprattutto nello stendere il colore. "La ceramica mi dà un rapporto più completo. E’ lucente, emana vibrazioni di una luce che non stanca mai, è profonda, quasi istintiva, gioiosa nel farsi lavorare”. E’ molto impegnato come decoratore di pareti, spesso imponenti, come quella dell’Hotel Paradiso del passo del Tonale di ben 60 metri quadri. Nel suo laboratorio accanto all’antica chiesa, che è anche sala espositiva permanente, Alberto Detomas disegna su piatti e piastrelle di ceramica le immagini fantastiche della sua Val di Fassa.

Alberto Detomas
pittore ceramista
Per informazioni, visite, acquisti: via della Chiesa 5 . Vigo di Fassa (Tn)
Tel. 0462 / 764859 – cell 347 / 8521385

clicca per ingrandire  
Piante ed erbe nelle Dolomiti, ed. Artimedia  
Girovagando in libreria

Con questa puntata, Girovagando presenta una serie di novità librarie. Oggi è la volta di Erbe e piante nelle Dolomiti, di Silvia Vernaccini, euro 11,50 – pp. 144.
Edizioni Artimedia, via Madruzzo 31, Trento, tel. 0461 / 232400

Il volume, formato cm 13,5x21, è composto da 144 pagine a colori, confezionato con copertina a colori plastificata. Si tratta di una raccolta minuziosa delle erbe e piante del Trentino: la descrizione di ogni varietà è arricchita da un'immagine fotografica o da un particolare disegno della specie. In questo modo, attraverso la piacevole lettura si imparano i metodi per riconoscere o trovare la pianta; il libro è un valido strumento per capire quali sono le proprietà curative delle erbe e il loro uso. La prima parte del volume è dedicata alla cultura degli erbari e ai Giardini Botanici presenti sul nostro territorio: un'ottima mèta per una gita fuori porta.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)


A.P.T VALLE Dl FASSA
Canazei: Strèda de Dolèda 10/B
Tel. 0462 / 602466-602594 - Fax 0462 / 602278
info@fassa.com

Moena: Piazza C. Battisti 33
38035 Moena (TN)
Tel. 0462 573122 - Fax 0462 574342
www.fassa.com | infomoena@fassa.com

Puntate precedenti in Valle di Fassa

  Valle di Fassa
1 febbraio 2003
    Lusia - Passo S. Pellegrino
25 gennaio 2003
             
  Valle di Fassa
3 agosto 2002
    Ski Area Tre Valli Moena, Lusia, Passo S. Pellegrino
23 febbraio 2002
             
  Ciampac sentiero naturalistico
18 agosto 2001
       

Approfondimento

  Maria Piaz, la donna che costruì la funivia del Pordoi

La mare del Pordoi

Links

Portali
www.valdifassa.it
www.canazei.org
www.fassanews.com
www.fassanet.it
www.fassaski.it
www.dolomitigallery.com
www.dolomitinetwork.com
www.moenawelcome.com

www.dolomitisuperski.it
www.dolomiti-guide.com
www.dolomitinetwork.com
www.dolomiti.org

Webcam
webcam della Valle di Fassa


Enogastronomia
Rifugio Larezila
Alpe di Lusia (Moena, Trento)
0462 / 573357 - 339 / 5211077


Formaggi Trentini

Cantina Toblino
Via Ponte Oliveti, 1 38070 Sarche (Trento)
tel. 0461 / 564168 - Fax 0461 / 561026
toblino@tin.it

Cultura
Istituto Culturale Ladino
S. Giovanni (Vigo di Fassa, Tn)

Alpinismo
DAV Deutsche und Oesterreichische Alpenverein
SAT Società Alpinistica Tridentina
ISM it.sport.montagna - sito del newsgroup nazionale dedicato alla montagna
Via Maria al Pilastro sud del Sass Pordoi da www.paretiverticali.it, con schema
Via Maria sul pilastro sud del Sass Pordoi (relazione .rtf) di Emiliano Zorzi
Via Maria foto (1Mb)

Arte
Alberto Detomas, pittore ceramista
Per informazioni, visite, acquisti: via della Chiesa 5 . Vigo di Fassa (Tn)
Tel. 0462 / 764859 – cell 347 / 8521385

Calcio

Sampdoria
Lazio


Ringraziamenti

Virna Pierobon e Giuseppe Sangiorgi di "Fassa News" (testi)
APT Fassa (foto)
www.canazei.org (foto e testi)
Anton Sessa (foto)
Alessio Feci (foto)

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