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val rendena
26 luglio 2003
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Passeggiata a cavallo nel Parco Adamello - Brenta (foto Agh)

   
Con Loredana Bonazza dell'APT (foto Agh)   Riccardo Maturi, presidente APT (foto Agh)  
La Val Rendena

Si trova nel Trentino occidentale ed ha una lunghezza di circa 20 chilometri, da Tione fino a Passo Campo Carlo Magno. E' circondata dal Parco Naturale Adamello-Brenta, che si estende ad est con il celeberrimo gruppo delle Dolomiti di Brenta e, ad ovest, con ghiacciai dell'Adamello e Presanella. Girovagando si è già occupato della Val Rendena in tre precedenti puntate: due invernali, il 15 febbraio 2003 e il 19 gennaio 2002, una estiva il Pinzolo - Madonna di Campiglio. Ci accompagna nella nostra visita la sempre gentilissima ed efficiente Loredana Bonazza dell'APT Madonna di Campiglio, Pinzolo e val Rendena.

 
La chiesetta di S. Antonio Abate a Pelugo (foto Agh)  
La chiesetta di S. Antonio Abate

La prima tappa di questa puntata è a Pelugo: poco fuori dell'abitato, verso nord, visitiamo la bellissima chiesetta affrescata di S. Antonio Abate, con gli affreschi dei Baschenis, la famiglia di pittori itineranti bergamaschi che hanno lasciato molte splendide tracce in Trentino, che Girovagando ha testimoniato in precedenti puntate: vedi la Chiesetta di S. Stefano a Carisolo, la Cappella di S. Felice a Bono e la Chiesetta dell'Assunta a Dasindo. In Valle Rendena il lavoro forse più noto dei Baschenis sono gli affreschi della famosa Danza Macabra della Chiesetta di S. Vigilio a Pinzolo.

 
La facciata principale (foto Agh)   Sant'Antonio Abate (foto Agh)
 
Altare settentrionale: l'Ultima Cena (foto Agh)   Altare meridionale: Deposizione (foto Agh)
 
S. Cristoforo di Dionisio Baschenis, 1493
(foto Agh)
  Don Adolfo Orlandi, parroco di Pelugo, Vigo e Daré(foto Agh)

Qui a Pelugo fu Cristoforo Baschenis, il primo della dinastia a giungere in terra trentina, a firmare nel 1474 un imponente affresco, completato con l'aiuto del fratello Simone, che rappresenta Sant'Antonio Abate sopra la porta della chiesa. La chiesa ha una unica navata, non molto ampia, coperta da tetto a capanna sorretto sul fronte da una capriata. Elemento caratteristico, il campanile a bifore in tipologia romanica con cuspide ghibellina.

 
"Il gambero di fiume" di Enrico Gasperi (foto Agh)  
 
I gamberi nell'affresco dell'Ultima Cena (foto Agh)  
"Il gambero di fiume"

Enrico Gasperi è nato e vive a Vigo Rendena con Donatella, Benedetta e Nicolò. Bancario di professione ma con l'anima dello scrittore, osservando un giorno gli affreschi dell'ultima cena nella chiesa di S.Antonio Abate fu incuriosito dalla presenza dei gamberi raffigurati sulla mensa. Un animale praticamente sconosciuto al giorno d'oggi, ma che nell'antichità popolava i nostri fiumi ed anzi era una comune risorsa alimentare. Indagando sulla storia degli affreschi e sui misteriosi crostacei gli venne l'idea di scrivere un romanzo. Il gambero di fiume fu il primo, pubblicato da Edizioni Curcu & Genovese, con il quale vinse nel 1999 il Premio Papaleoni per la narrativa e quello dell'editoria. Questa affermazione fu ripetuta anche nell’edizione 2002 con “L’ultima ora” di prossima pubblicazione. "Il gambero di fiume" è ambientato in Val Rendena alla fine del 1400: un giovane si trova involontariamente proiettato in un giallo dai contorni sfuggenti e inquietanti. E, come in una tela di un ragno, quanto più tenterà di uscirne, tanto più ne resterà invischiato. La vicenda ruota attorno alla figura del gambero di fiume, minuscolo animale, assurto a enigmatico simbolo di purezza e di eresia, presente in ogni forma e in maniera ossessiva nel romanzo.Il protagonista ne insegue le tracce attraverso i tanti personaggi ambigui, i cicli pittorici dei Baschenis che sembrano rappresentare una mappa, gli itinerari dei pellegrini fino all’ospizio della Madonna di Campiglio.

Per Girovagando, un assaggio del “gambero” con alcune pagine introduttive

Enrico Gasperi, l'autore del romanzo "Il gambero di fiume", davanti all'affresco dell'Ultima Cena (foto Agh)

 
Il gambero di fiume (foto Agh)  
 
Pier Ernesto Righi, naturalista (foto Agh)  
Alla ricerca del gambero di fiume

A questo punto era d'obbligo sapere qualcosa in più sul misterioso gambero di fiume. A questo scopo abbiamo interpellato Pierernesto Righi, appassionato naturalista. Il Gambero d'acqua dolce (Austropotamobius Pallipes Italicus) era segnalato anni fa in numerosi torrenti. Oggi la sua presenza è sporadica e limitata ad alcune vallate. Tra le principali cause che hanno determinato la rarefazione dell'Austropotamobius pallipes italicus vi è lo sfruttamento a fini idroelettrici di numerosi torrenti, con drastiche diminuzioni di portata in alveo e il conseguente impoverimento dell'eco sistema, la semina incontrollata di ittiofauna nei corsi d'acqua oltre che al bracconaggio. Il gambero di fiume è un animale elusivo e poco studiato: in Val Rendena però ci sono molti progetti per migliorare la conoscenza di questo crostaceo che è un importante "segnalatore" della qualità ambientale. Il Progetto Gambero del Parco Adamello -Brenta in particolare ha la finalità di ricostituire all'interno del parco delle piccole popolazioni autonome di Austropotamobius pallipes in alcuni corsi d'acqua provvisti delle caratteristiche ecologiche e chimico-fisiche idonee alla specie. Un'altra interessante iniziativa è "I luoghi si raccontano, omaggio ai luoghi d’acqua e alle loro storie". In Val S. Valentino, sabato 26 luglio è previsto un itinerario letterario e naturalistico con Enrico Gasperi, scrittore, e Pierernesto Righi naturalista, intitolato Alla ricerca del gambero di fiume, con ritrovo alle ore 9.00 presso l'APT di Madonna di Campiglio, ore 9.15 agli uffici APT di Pinzolo e ore 9.30 alla Pro Loco di Spiazzo: il programma prevede il trasferimento in pullmino in Val San Valentino fino al Rifugio Gork, la passeggiata accompagnati dalle guide alpine, la sosta a Vauclo per la pausa pranzo e la visita alla Chiesetta di San Valentino, quindi il rientro in Val Rendena.
Tutte le info direttamente all'APT.

Il progetto Gambero

La cascata di S. Valentino (foto Agh)

 
Il Rifugio Gorck (foto Agh)  
 
Val S. Valentino (foto Agh)  
La valle di S. Valentino

Piccola valle laterale della val Rendena, prende il nome dall’antica Pieve medioevale la cui unica parte originaria rimasta è l’abside affrescata e attribuita a Simone Baschenis. La vallata si sviluppa da est verso ovest rispetto ai paesi di Javré, Darè e Vigo Rendena, da cui parte una strada carrozzabile. La Val S. Valentino è ricca di acque, selvaggia e isolata. La possibilità di compiere escursioni è molto ampia: dai 600 metri di altitudine della val Rendena si può arrivare fino alla soglia dei 2900 m. di quota, ai valichi di accesso a sud del gruppo del Carè Alto - Adamello. Sulle sue creste correva il confine che nel corso della I guerra mondiale fu oggetto di aspre contese, come i numerosi reperti, reticolati e ruderi di costruzioni ancora oggi lasciano intravvedere. L’iniziativa specifica si propone di ripercorre dal vero i luoghi descritti nel romanzo “Il gambero di fiume”, con le guide alpine che “prenderanno per mano” i partecipanti e li aiuteranno a leggere le caratteristiche della valle, fatta oggetto di approfondimento dal naturalista Pierernesto Righi, che individuerà le sorgenti dove si potranno osservare gli ormai rari gamberi. Enrico Gasperi completerà con notizie tra realtà e leggenda il percorso nella storia e nella letteratura.

Lago Valletta Alta in Val S. Valentino (foto Agh)

 
Fiori del Brenta (foto APT)  
Il Mistero dei Monti

Dopo l’interesse dell’edizione 2002, il progetto Il Mistero dei Monti torna con la nuova proposta che l’APT Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena, in collaborazione con il Gruppo Alte Quote ha intitolato: La Montagna era il Mare. Una serie d’incontri, iniziative e spettacoli che si terranno tra il 21 giugno e il 21 dicembre in Val Rendena. Il progetto segue il cammino del corso d’acqua, dalla sorgente alle valli, attraverso i laghi montani fino ad arrivare alla pianura e quindi al mare. Un lungo viaggio di conoscenza e d’esplorazione che porta a incontrare identità diverse. Il titolo dell’edizione 2003 rimanda a tempi remoti in cui “la montagna era il mare”, sono ancora visibili ricordi e testimonianze nascosti nella stratificazione della roccia: calchi di molluschi e di antichi pesci, impronte grandi e piccole, forme acquatiche fossilizzate, foglie, conchiglie.

Dolomiti di Brenta dal Lago Ritorto (foto APT)
 
Sul ghiacciaio della Lobbia (foto APT)   Eriofori (foto Agh)
 
Campanule (foto Agh)   Lago Valletta Alta (foto Agh)
Lago Cornsello (foto APT)

L'acqua è una presenza centrale nel paesaggio montano, e ad essa si cerca di dare voce nelle sue varie forme: neve, ghiaccio, sorgente, rigagnolo, torrente, fiume, lago. Ogni volta con un approccio diverso, scientifico, ambientale, letterario, artistico.

La montagna era il mare, il programma 2003 (rtf)

 
Giorgio Casanova, insegnante della scuola di cucina di Tione di Trento (foto Agh)  
Maso Ram: itinerari del gusto sulle tracce d’antichi sapori

I segreti della tradizione culinaria della Val Rendena sono proposti in
Natural…mente bosco
. L’APT di Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena, organizza ogni settimana dal 10 luglio fino al 2 settembre 2003, interessanti appuntamenti per conoscere e gustare i sapori della gastronomia tradizionale, presentati direttamente nel Parco Naturale Adamello Brenta dagli chef della Scuola Alberghiera di Tione di Trento. A Maso Ram nei pressi di Caderzone, uno dei luoghi in cui hanno luogo le dimostrazioni culinarie, abbiamo assistito ad un "happening" dedicato al formaggio. Giorgio Casanova e Giustino Giovannelli, insegnanti della scuola alberghiera di cucina, hanno mostrato come si cucinano i piatti tipici locali, rivisitati in chiave un po' moderna.

 
Maso Ram, presso Caderzone (foto Agh)   In bici a Maso Ram (foto Agh)
 
Lezione culinaria all'aperto (foto Agh)   Il pubblico in religiosa attenzione... (foto Agh)
 
Giorgio Casanova mentre spiega la preparazione dei piatti (foto Agh)   Risottino ai formaggi freschi con curry e lombetto di coniglio (foto Agh)

 
Silvano e Pietro Frigo, casari (foto Agh)  
Casari da una vita

A Maso Ram è protagonista uno di prodotti tipici più importanti della Valle Rendena: il formaggio. Pietro e Silvano Frigo, due energici fratelli di 75 e 76 anni, hanno lavorato il formaggio direttamente sotto gli occhi dei turisti. I fratelli Frigo sono oriundi del Veneto, arrivati in Trentino negli anni '50, quando in valle c'era bisogno di casari esperti, e furono scelti dalla scuola casearia di Thiene. "Se vede che eren i pu' strazi" dice Pietro con una risata (si vede che eravamo i più scarsi). Vennero in Rendena con un contratto di sei mesi, prima a Condino e poi a Spiazzo. Tanto scarsi in fondo non dovevano essere, visto che non se ne sono più andati. "In Veneto era difficile fare il casaro" dice Pietro rivangando il passato: "Non si trovava buon fieno, qui in Rendena invece si poteva lavorare ad occhi chiusi tanto era buono. Per noi era una pacchia, lavoro ce n'era fin che se ne voleva. Dopo ho trovà 'na bela mora e son ancora qua" dice ammiccando. Silvano Frigo ha 76 anni ma ne dimostra 60. Racconta di quando, ai suoi tempi, quando c'era la fame, la polenta "correva" sul tavolo, per via delle larve che si formavano nella farina. E i contadini la rincorrevano con la mano, magari con un bel tocco di formaggio, per farne un sol boccone appetitoso, larve comprese. I turisti restano orripilati dal racconto, forse pensano che Silvano esageri, eppure era la realtà. In ogni caso, un assaggio di favolosa "spressa", il formaggio tipico della Val Rendena, fa sparire in fretta questi tristi ricordi.

 
Lavorazione del formaggio (foto Agh)   Controllo della cagliata (foto Agh)
 
Degustazione di formaggi tipici (foto Agh)   Pietro Frigo (foto Agh)

Durante la degustazione accade anche un episodio curioso: prima di servire l'assaggio del formaggio, Pietro taglia dalla forma delle grosse croste, che butta in una scodella a parte. I turisti, credendo facessero parte della degustazione, si sono messi a mangiare le croste con grande soddisfazione, fino a che Silvano non li ha apostrofati: "Ma cosa fé, quele li' l'è croste!". Questo, a dimostrazione di come oggi il gusto del consumatore sia talmente appiattito verso il basso che la gente trova squisite anche le croste di formaggio!
Comunque un bel complimento per il formaggio locale: se sono ottime le croste, figuratevi il resto...

Calendario degli appuntamenti (doc)

Dimostrazione culinaria a Maso Ram, a Caderzone (foto Agh)

 
Cascate Nardis (foto Agh)  
Val di Genova

Nella tarda mattinata, accompagnati dal presidente del Parco Naturale Adamello Brenta, Antonello Zulberti, risaliamo la splendida Val di Genova, uno degli accessi occidentali più affascinanti del parco. L'imbocco della valle è poco più a nord di Pinzolo, che si incunea per circa 13 km fino ai piedi dei ghiacciai del Mandrone e delle Lobbie, tra i gruppi della Presanella (m 3556) a nord, dell'Adamello a ovest (m 3539) e del Carè Alto (m 3463) a sud ovest. L'accesso in auto è regolamentato, noi suggeriamo senza dubbio il comodo autobus navetta, o meglio ancora le mountain bike a noleggio oppure a piedi, lungo il fantastico nuovo sentiero delle cascate. La valle infatti è famosa per le meravigliose cascate, la più spettacolare è quella del Nardis che scende direttamente dalla Presanella e si tuffa nella valle con un fragoroso salto di oltre 130 metri. Il Parco Naturale Adamello-Brenta è la più vasta area protetta del Trentino con i suoi 618 km². Conta ben 80 laghi, il ghiacciaio dell'Adamello è tra i più estesi d'Europa.

 
Accesso al Parco dalla val di Genova (foto Agh)   Con Antonello Zulberti, presidente Parco (foto Agh)
 
Accesso al parco (foto Agh)   le bici a noleggio all'ingresso del parco (foto Agh)
 
Famigliola in escursione (foto Agh)   Il nuovo sentiero delle cascate (foto Agh)
 
Intervista sul sentiero delle cascate (foto Agh)   Graziano Molon, direttore APT (foto Agh)

La fauna è tra le più ricche dell'arco alpino e comprende tutte le specie montane, inclusi lo stambecco e l'orso bruno. Foreste e prati, frutti di bosco e fiori già quasi introvabili, migliaia di insetti, pesci, uccelli e animali la cui vita ha un ruolo determinante per gli equilibri biologici del parco e della Terra, hanno sempre più bisogno di essere salvaguardati e protetti anche con l'aiuto responsabile del visitatore.

Attività nel parco:

Speciale Val di Genova 2003
Escursioni e trekking | Trekking delle malghe
Serate culturali
Sentieri
Giardino botanico
Aree faunistiche: l'orso

Parco Naturale Adamello Brenta
Direzione e uffici: via Nazionale 12, Strembo (Tn) 38080
Tel. 0465 / 804.637 - fax 0465 / 804.649
Punto INFO nel parco, a Mavignola tel. 0465.507700

info@parcoadamellobrenta.tn.it
www.parcoadamellobrenta.tn.it

 
Ristorante albergo "Cascata Nardis" (foto Agh)  
A tavola, ristorante Cascata Nardis

Proprio di fronte alle Cascate del Nardis c'è l'albergo-ristorante omonimo, fondato nel 1955 da Armando Fostini. Oggi è gestito dalla famiglia con la moglie Bianca, i figli Flavio, Guelfo, Nadia, Norma. La cucina è casalinga e propone i piatti tipici regionali, che si possono degustare con una vista spettacolare sulle cascate. Noi abbiamo assaggiato: antipasto di affettati misti, eccellenti bocconcini di trota golosi e radicchio dell'orso (cicerbita alpina), un'erba amara che cresce sulle montagne e si conserva in agrodolce. Come primo piatto, un tris di primi con canederli al burro e salvia, riso ai funghi, penne al ragù di cinghiale; per secondo assaggi vari con capriolo, brasato di manzo con funghi porcini, salamelle in umido, funghi misti trifolati, polenta con funghi porcini, spezzatino, salsicce in umido. Infine le torte fatte in casa e il tradizionale dolce di mele, lo strudel.

 
Norma Fostini del ristorante Cascata Nardis (foto Agh)   Affettati misti (foto Agh)
 
Tris di primi (foto Agh)   Un classico: polenta e funghi (foto Agh)
 
Funghi sottolio (foto Agh)   Il "radicchio dell'orso" (foto Agh)
I gestori del Ristorante Cascata Nardis: Flavio, Bianca, Giorgia, Ruggero detto "Roger", Norma e Guelfo

Il tutto, come sempre, è stato accompagnato dai vini della Cantina Toblino, scelti per l'occasione dal sommelier Giancarlo Corradini.

 
I vini della Cantina Toblino
I vini scelti da Giancarlo Corradini, sommelier

Chardonnay, Schiava, Cabernet


Albergo Ristorante Cascata Nardis
di Fostini F.N.N. & C. snc
Val di Genova (Val Rendena, Trento)
tel. 0465 / 501454

Il nuovo maneggio di Palù della Fava


In località Palù della fava, nei pressi di Campo Carlo Magno poco a nord-est di Madonna di Campiglio, visitiamo il nuovo maneggio di Giorgio Cozzio, fondato quest'anno con i soci Werner Maturi e Nicola Artini. Lo scopo del maneggio, che conta già circa 100 soci, è quello di fornire un'attività sportiva alternativa sia d'estate che d'inverno. I cavalli per ora sono 16, ma la previsione è di arrivare a 20-30 animali.

 
Il maneggio di Palù della Fava (foto M. Dalpalù)   Luciano con i titolari: Giorgio, Werner e Nicola

Gli istruttori impartiscono lezioni di monta americana e inglese, inoltre si possono fare passeggiate ed escursioni a cavallo sulle montagne delle Dolomiti di Brenta. Sono previsti anche trekking più impegnativi di più giorni, con pernottamento nelle malghe. Per i bambini ci sono i pony e i docili cavalli di razza "haflinger".

Maneggio a Palù della Fava
Passo Campo Carlo Magno
Aperto tutto l'anno, info 329 / 1826614

 
Alberto Sordi nella mostra a Campiglio  
 
Sordi nella prima fase della carriera  
 
Sordi maturo  
Madonna di Campiglio, mostra su Alberto Sordi

A Madonna di Campiglio non possiamo mancare alla bella mostra in omaggio ad Alberto Sordi. Le storie tutte italiane, i personaggi più famosi interpretati dal grande attore scomparso lo scorso 25 febbraio, rivivono fino al 14 settembre 2003 nella mostra allestita alla Sala Congressi del Centro Rainalter di Madonna di Campiglio.
Creata da Roberto Festi e Maurizio Baroni, ripropone la cinematografia di Alberto Sordi attraverso preziosi materiali e cimeli iconografici. Tra gli oggetti esposti provenienti in particolare dalla collezione di Maurizio Baroni e dall’archivio della Scuola nazionale del Cinema, le famose “fotobuste” che accompagnavano l’uscita dei film nelle sale, numerose foto di scena, ma anche preziosi costumi e materiali di scena, come ad esempio la divisa e la moto del film “Il Vigile”, il costume di “Polvere di stelle”, la toga del protagonista di “Tutti dentro”, la divisa da ufficiale di “Tutti a casa”. Ampio spazio all’interno della mostra è dedicato alle locandine disegnate dai maggiori cartellonisti dell’epoca, in particolare da Renato Casaro, Enrico De Seta, Giuliano ed Enzo Nistri, Sandro Symeoni e Arnaldo Putzu. Sono esposti per la prima volta anche diversi bozzetti originali realizzati per la stampa dei materiali promozionali dei film. Grazie alla collaborazione con la Scuola nazionale del Cinema sono presentate a Madonna di Campiglio numerose e inedite foto di scena di set dei suoi film. Nel catalogo curato da Roberto Festi sono riproposti quasi tutti questi materiali - sono circa 150 i pezzi esposti - accompagnati da alcuni saggi a cura di Carlo Verdone, Gianluigi Bozza, Maurizio Baroni, Odoardo Semellini. Madonna di Campiglio ha inoltre istituito per l’occasione il “Premio Madonna di Campiglio per il Cinema” che è stato consegnato al maestro Piero Piccioni, autore delle colonne sonore di tutti i film diretti da Alberto Sordi.

La mostra dedicata ad Alberto Sordi a Madonna di Campiglio (foto Agh)

In concomitanza con il periodo di apertura della mostra, al Cinema Quill di Madonna di Campiglio sarà proposta una retrospettiva dedicata ad Alberto Sordi. Dal 17 luglio al 28 agosto, ogni settimana, appuntamento quindi con i suoi più celebri film. I prossimi appuntamenti sono: il 21 luglio con Un Giorno in Pretura di Steno (1954); il 31 luglio La Grande Guerra di Mario Monicelli (1959); il 7 agosto Il marchese del Grillo di Mario Monicelli (1981); il 21 agosto Lo scopone scientifico di Luigi Comencini (1972); il 28 agosto Una vita difficile di Dino Risi (1961). La Mostra “Alberto Sordi. Un attore grande grande” è stata promossa dall’APT Madonna di Campiglio - Pinzolo - Val Rendena in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, Trentino Spa, la Scuola Nazionale di Cinema - Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, il Comune di Pinzolo e MusicaRivaFestival.

  Approfondimento
Un attore grande grande

Alberto Sordi biografia

Alberto Sordi, un attore grande grande
Sala Congressi Centro Rainalter, Madonna di Campiglio
info APT Madonna di Campiglio tel. 0465 / 442000, fax. 0465 / 440404
www.campiglio.to
info@campiglio.to

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)


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APT MADONNA Dl CAMPIGLIO - PINZOLO - VAL RENDENA
38084 Madonna di Campiglio
Via Pradalago, 4
Tel. 0465/442000 - Fax 0465/440404
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Puntate precedenti in Val Rendena

  Madonna di Campiglio
15 febbraio 2003
    Valle Rendena
19 gennaio 2002
             
  Pinzolo - Madonna di Campiglio
11 agosto 2001
       


Link

Istituzioni
Comune di Pinzolo, Madonna di Campiglio, S. Antonio Mavignola
Comprensorio C8

Natura
Parco Naturale Adamello Brenta
Life Ursus progetto di reintroduzione dell'orso bruno

Arte e cultura
Le chiese della Val Rendena (rtf)

Portali locali
www.valrendena.net
www.madonnadicampiglio.tv consorzio operatori turismo
www.campiglio.it
www.pinzolo.to
Madonna di Campiglio, la perla delle Dolomiti di Brenta
Dolomiti Hotels - Madonna di Campiglio

Val Rendena On line
Val Rendena - La Valle da Madonna di Campiglio a Verdesina

Val Rendena in moto

Infotrentino – Val Rendena
Pinzolo, la montagna tutto l'anno
Funivie Pinzolo S.p.A.


Montagna
Dolomiti di Brenta ,rifugi e sentieri

Manifestazioni
Carnevale Asburgico


Sport
24 ore in Mountain Bike della Val Rendena
Sport in Val Rendena

Val Rendena ski club
Itinerari in bicicletta: Pinzolo, in Val Rendena
Sito Ufficiale Guide Alpine di Pinzolo
www.campigliosport.com
Sporting Club Madonna di Campiglio

A tavola

Albergo Ristorante Cascata Nardis
Val di Genova, tel. 0465 / 501454

Cantina Toblino
Chardonnay, Schiava Cabernet I vini della Cantina Toblino scelti da Giorgio Corradini
 
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