 |
| Passeggiata a cavallo nel Parco Adamello
- Brenta (foto Agh) |
 |
|
 |
|
| Con Loredana Bonazza dell'APT (foto Agh) |
|
Riccardo Maturi, presidente APT (foto Agh) |
|
La Val Rendena
Si trova nel Trentino occidentale ed ha una lunghezza di circa 20
chilometri, da Tione fino a Passo
Campo Carlo Magno. E' circondata dal Parco
Naturale Adamello-Brenta, che si estende ad est con il celeberrimo gruppo
delle Dolomiti di Brenta e, ad ovest, con
ghiacciai dell'Adamello e Presanella.
Girovagando si è già occupato della Val Rendena in tre precedenti
puntate: due invernali, il 15 febbraio
2003 e il 19
gennaio 2002, una estiva il Pinzolo
- Madonna di Campiglio. Ci accompagna nella nostra visita la sempre
gentilissima ed efficiente Loredana Bonazza dell'APT
Madonna di Campiglio, Pinzolo e val Rendena.
 |
|
| La chiesetta di S. Antonio Abate
a Pelugo (foto Agh) |
|
La chiesetta di S. Antonio Abate
La prima tappa di questa puntata è a Pelugo:
poco fuori dell'abitato, verso nord, visitiamo la bellissima chiesetta affrescata
di S. Antonio Abate, con gli affreschi dei Baschenis,
la famiglia di pittori itineranti bergamaschi che hanno lasciato molte splendide
tracce in Trentino, che Girovagando ha testimoniato in precedenti puntate:
vedi la Chiesetta
di S. Stefano a Carisolo, la Cappella
di S. Felice a Bono e la Chiesetta
dell'Assunta a Dasindo. In Valle Rendena il lavoro forse più
noto dei Baschenis sono gli affreschi della famosa Danza
Macabra della Chiesetta
di S. Vigilio a Pinzolo.
 |
|
 |
| La facciata principale (foto Agh) |
|
Sant'Antonio Abate (foto Agh) |
 |
|
 |
| Altare settentrionale: l'Ultima Cena (foto Agh) |
|
Altare meridionale: Deposizione (foto Agh) |
 |
|
 |
S. Cristoforo di Dionisio Baschenis, 1493 (foto Agh) |
|
Don Adolfo Orlandi, parroco di Pelugo, Vigo e Daré(foto Agh) |
Qui a Pelugo fu Cristoforo Baschenis, il primo della dinastia a giungere
in terra trentina, a firmare nel 1474 un imponente affresco, completato
con l'aiuto del fratello Simone, che rappresenta Sant'Antonio Abate sopra
la porta della chiesa. La chiesa ha una unica navata, non molto ampia, coperta
da tetto a capanna sorretto sul fronte da una capriata. Elemento caratteristico,
il campanile a bifore in tipologia romanica con cuspide ghibellina.
 |
|
| "Il gambero di fiume" di Enrico Gasperi (foto Agh) |
|
 |
|
| I gamberi nell'affresco dell'Ultima Cena (foto Agh) |
|
"Il gambero di fiume"
Enrico Gasperi è nato e vive a Vigo Rendena con Donatella, Benedetta
e Nicolò. Bancario di professione ma con l'anima dello scrittore,
osservando un giorno gli affreschi dell'ultima cena nella chiesa di S.Antonio
Abate fu incuriosito dalla presenza dei gamberi raffigurati sulla mensa.
Un animale praticamente sconosciuto al giorno d'oggi, ma che nell'antichità
popolava i nostri fiumi ed anzi era una comune risorsa alimentare. Indagando
sulla storia degli affreschi e sui misteriosi crostacei gli venne l'idea
di scrivere un romanzo. Il gambero di fiume
fu il primo, pubblicato da Edizioni
Curcu & Genovese, con il quale vinse nel 1999 il Premio
Papaleoni per la narrativa e quello dell'editoria. Questa affermazione
fu ripetuta anche nell’edizione 2002 con “L’ultima ora”
di prossima pubblicazione. "Il gambero di fiume" è ambientato
in Val Rendena alla fine del 1400: un giovane si trova involontariamente
proiettato in un giallo dai contorni sfuggenti e inquietanti. E, come in
una tela di un ragno, quanto più tenterà di uscirne, tanto
più ne resterà invischiato. La vicenda ruota attorno alla
figura del gambero di fiume, minuscolo animale, assurto a enigmatico simbolo
di purezza e di eresia, presente in ogni forma e in maniera ossessiva nel
romanzo.Il protagonista ne insegue le tracce attraverso i tanti personaggi
ambigui, i cicli pittorici dei Baschenis che sembrano rappresentare una
mappa, gli itinerari dei pellegrini fino all’ospizio della Madonna
di Campiglio.
Per
Girovagando, un assaggio del “gambero” con alcune
pagine introduttive
 |
| Enrico Gasperi, l'autore del romanzo
"Il gambero di fiume", davanti all'affresco dell'Ultima
Cena (foto Agh) |
 |
|
| Il gambero di fiume (foto Agh) |
|
 |
|
| Pier Ernesto Righi, naturalista (foto Agh) |
|
Alla ricerca del gambero di
fiume
A questo punto era d'obbligo sapere qualcosa in più sul misterioso
gambero di fiume. A questo scopo abbiamo interpellato Pierernesto
Righi, appassionato naturalista. Il Gambero d'acqua dolce (Austropotamobius
Pallipes Italicus) era segnalato anni fa in numerosi torrenti. Oggi la sua
presenza è sporadica e limitata ad alcune vallate. Tra le principali
cause che hanno determinato la rarefazione dell'Austropotamobius pallipes
italicus vi è lo sfruttamento a fini idroelettrici di numerosi torrenti,
con drastiche diminuzioni di portata in alveo e il conseguente impoverimento
dell'eco sistema, la semina incontrollata di ittiofauna nei corsi d'acqua
oltre che al bracconaggio. Il gambero di fiume è un animale elusivo
e poco studiato: in Val Rendena però ci sono molti progetti per migliorare
la conoscenza di questo crostaceo che è un importante "segnalatore"
della qualità ambientale. Il Progetto
Gambero del Parco Adamello -Brenta in particolare ha la finalità
di ricostituire all'interno del parco delle piccole popolazioni autonome
di Austropotamobius pallipes in alcuni corsi d'acqua provvisti delle caratteristiche
ecologiche e chimico-fisiche idonee alla specie. Un'altra interessante iniziativa
è "I luoghi si raccontano, omaggio ai luoghi d’acqua e
alle loro storie". In Val S. Valentino,
sabato 26 luglio è previsto un itinerario
letterario e naturalistico con Enrico Gasperi, scrittore, e Pierernesto
Righi naturalista, intitolato Alla ricerca del
gambero di fiume, con ritrovo alle ore 9.00 presso l'APT di Madonna
di Campiglio, ore 9.15 agli uffici APT di Pinzolo e ore 9.30 alla Pro Loco
di Spiazzo: il programma prevede il trasferimento in pullmino in Val San
Valentino fino al Rifugio
Gork, la passeggiata accompagnati dalle guide alpine, la sosta a Vauclo
per la pausa pranzo e la visita alla Chiesetta di San Valentino, quindi
il rientro in Val Rendena.
Tutte le info direttamente all'APT.
Il
progetto Gambero
 |
| La cascata di S. Valentino (foto Agh) |
La valle di S. Valentino
Piccola valle laterale della val Rendena, prende il nome dall’antica
Pieve medioevale la cui unica parte originaria
rimasta è l’abside affrescata e attribuita a Simone Baschenis.
La vallata si sviluppa da est verso ovest rispetto ai paesi di Javré,
Darè e Vigo Rendena, da cui parte una strada carrozzabile. La Val
S. Valentino è ricca di acque, selvaggia e isolata. La possibilità
di compiere escursioni è molto ampia: dai 600 metri di altitudine
della val Rendena si può arrivare fino alla soglia dei 2900 m. di
quota, ai valichi di accesso a sud del gruppo del Carè
Alto - Adamello. Sulle sue creste correva il confine che nel corso
della I guerra mondiale fu oggetto di aspre contese, come i numerosi reperti,
reticolati e ruderi di costruzioni ancora oggi lasciano intravvedere. L’iniziativa
specifica si propone di ripercorre dal vero i luoghi descritti nel romanzo
“Il gambero di fiume”, con le guide alpine che “prenderanno
per mano” i partecipanti e li aiuteranno a leggere le caratteristiche
della valle, fatta oggetto di approfondimento dal naturalista Pierernesto
Righi, che individuerà le sorgenti dove si potranno osservare gli
ormai rari gamberi. Enrico Gasperi completerà con notizie tra realtà
e leggenda il percorso nella storia e nella letteratura.
 |
| Lago Valletta Alta in Val S. Valentino
(foto Agh)
|
 |
|
| Fiori del Brenta (foto APT) |
|
Il Mistero dei Monti
Dopo l’interesse dell’edizione 2002, il progetto Il
Mistero dei Monti torna con la nuova proposta che l’APT Madonna
di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena, in collaborazione con il Gruppo Alte
Quote ha intitolato: La Montagna era il Mare.
Una serie d’incontri, iniziative e spettacoli che si terranno tra
il 21 giugno e il 21 dicembre in Val Rendena. Il progetto segue il cammino
del corso d’acqua, dalla sorgente alle valli, attraverso i laghi montani
fino ad arrivare alla pianura e quindi al mare. Un lungo viaggio di conoscenza
e d’esplorazione che porta a incontrare identità diverse. Il
titolo dell’edizione 2003 rimanda a tempi remoti in cui “la
montagna era il mare”, sono ancora visibili ricordi e testimonianze
nascosti nella stratificazione della roccia: calchi di molluschi e di antichi
pesci, impronte grandi e piccole, forme acquatiche fossilizzate, foglie,
conchiglie.
 |
| Dolomiti di Brenta dal Lago Ritorto
(foto APT) |
 |
|
 |
| Sul ghiacciaio della Lobbia (foto
APT) |
|
Eriofori (foto Agh) |
 |
|
 |
| Campanule (foto Agh) |
|
Lago Valletta Alta (foto Agh) |
 |
| Lago Cornsello (foto APT) |
L'acqua è una presenza centrale nel paesaggio montano, e ad essa
si cerca di dare voce nelle sue varie forme: neve, ghiaccio, sorgente, rigagnolo,
torrente, fiume, lago. Ogni volta con un approccio diverso, scientifico,
ambientale, letterario, artistico.
La
montagna era il mare, il programma 2003
(rtf)
 |
|
| Giorgio Casanova, insegnante della
scuola di cucina di Tione di Trento (foto Agh) |
|
Maso Ram: itinerari del gusto sulle tracce d’antichi
sapori
I segreti della tradizione culinaria della Val Rendena sono proposti in
Natural…mente bosco. L’APT di Madonna di Campiglio,
Pinzolo, Val Rendena, organizza ogni settimana dal 10 luglio fino al 2 settembre
2003, interessanti appuntamenti per conoscere e gustare i sapori della gastronomia
tradizionale, presentati direttamente nel Parco Naturale Adamello Brenta
dagli chef della Scuola Alberghiera di Tione di
Trento. A Maso Ram nei pressi di Caderzone, uno dei luoghi in cui
hanno luogo le dimostrazioni culinarie, abbiamo assistito ad un "happening"
dedicato al formaggio. Giorgio Casanova e Giustino Giovannelli, insegnanti
della scuola alberghiera di cucina, hanno mostrato come si cucinano i piatti
tipici locali, rivisitati in chiave un po' moderna.
 |
|
 |
| Maso Ram, presso Caderzone (foto Agh) |
|
In bici a Maso Ram (foto Agh) |
 |
|
 |
| Lezione culinaria all'aperto (foto Agh) |
|
Il pubblico in religiosa attenzione...
(foto Agh)
|
 |
|
 |
| Giorgio Casanova mentre spiega la preparazione dei piatti
(foto Agh) |
|
Risottino ai formaggi freschi con curry e lombetto di
coniglio (foto Agh) |
 |
|
| Silvano e Pietro Frigo, casari (foto Agh) |
|
Casari da una vita
A Maso Ram è protagonista uno di prodotti tipici più importanti
della Valle Rendena: il formaggio. Pietro e Silvano Frigo, due energici
fratelli di 75 e 76 anni, hanno lavorato il formaggio direttamente sotto
gli occhi dei turisti. I fratelli Frigo sono oriundi del Veneto, arrivati
in Trentino negli anni '50, quando in valle c'era bisogno di casari esperti,
e furono scelti dalla scuola casearia di Thiene. "Se vede che eren
i pu' strazi" dice Pietro con una risata (si vede che eravamo i più
scarsi). Vennero in Rendena con un contratto di sei mesi, prima a Condino
e poi a Spiazzo. Tanto scarsi in fondo non dovevano essere, visto che non
se ne sono più andati. "In Veneto era difficile fare il casaro"
dice Pietro rivangando il passato: "Non si trovava buon fieno, qui
in Rendena invece si poteva lavorare ad occhi chiusi tanto era buono. Per
noi era una pacchia, lavoro ce n'era fin che se ne voleva. Dopo ho trovà
'na bela mora e son ancora qua" dice ammiccando. Silvano Frigo ha 76
anni ma ne dimostra 60. Racconta di quando, ai suoi tempi, quando c'era
la fame, la polenta "correva" sul tavolo, per via delle larve
che si formavano nella farina. E i contadini la rincorrevano con la mano,
magari con un bel tocco di formaggio, per farne un sol boccone appetitoso,
larve comprese. I turisti restano orripilati dal racconto, forse pensano
che Silvano esageri, eppure era la realtà. In ogni caso, un assaggio
di favolosa "spressa", il formaggio
tipico della Val Rendena, fa sparire in fretta questi tristi ricordi.
 |
|
 |
| Lavorazione del formaggio (foto Agh) |
|
Controllo della cagliata (foto Agh) |
 |
|
 |
| Degustazione di formaggi tipici (foto Agh) |
|
Pietro Frigo (foto Agh)
|
Durante la degustazione accade anche un episodio curioso: prima di servire
l'assaggio del formaggio, Pietro taglia dalla forma delle grosse croste,
che butta in una scodella a parte. I turisti, credendo facessero parte della
degustazione, si sono messi a mangiare le croste con grande soddisfazione,
fino a che Silvano non li ha apostrofati: "Ma cosa fé, quele
li' l'è croste!". Questo, a dimostrazione di come oggi il gusto
del consumatore sia talmente appiattito verso il basso che la gente
trova squisite anche le croste di formaggio!
Comunque un bel complimento per il formaggio locale: se sono ottime le croste,
figuratevi il resto...
Calendario
degli appuntamenti (doc)
 |
| Dimostrazione culinaria a Maso Ram,
a Caderzone (foto Agh) |
 |
|
| Cascate Nardis (foto Agh) |
|
Val di Genova
Nella tarda mattinata, accompagnati dal presidente del Parco
Naturale Adamello Brenta, Antonello Zulberti, risaliamo la splendida
Val di Genova, uno degli accessi occidentali
più affascinanti del parco. L'imbocco della valle è poco più
a nord di Pinzolo, che si incunea per circa 13 km fino ai piedi dei ghiacciai
del Mandrone e delle Lobbie,
tra i gruppi della Presanella (m 3556)
a nord, dell'Adamello a ovest (m 3539)
e del Carè Alto (m 3463) a sud ovest.
L'accesso in auto è regolamentato, noi suggeriamo senza dubbio il
comodo autobus navetta, o meglio ancora
le mountain bike a noleggio oppure a
piedi, lungo il fantastico nuovo sentiero
delle cascate. La valle infatti è famosa per le meravigliose
cascate, la più spettacolare è quella del Nardis
che scende direttamente dalla Presanella e si tuffa nella valle con un fragoroso
salto di oltre 130 metri. Il Parco Naturale Adamello-Brenta è la
più vasta area protetta del Trentino con i suoi 618 km². Conta
ben 80 laghi, il ghiacciaio dell'Adamello è tra i più estesi
d'Europa.
 |
|
 |
| Accesso al Parco dalla val di Genova (foto Agh) |
|
Con Antonello Zulberti, presidente Parco (foto Agh) |
 |
|
 |
| Accesso al parco (foto Agh) |
|
le bici a noleggio all'ingresso del parco (foto Agh) |
 |
|
 |
| Famigliola in escursione (foto Agh) |
|
Il nuovo sentiero delle cascate (foto Agh) |
 |
|
 |
| Intervista sul sentiero delle cascate
(foto Agh) |
|
Graziano Molon, direttore APT (foto Agh) |
La fauna è tra le più ricche dell'arco alpino e comprende
tutte le specie montane, inclusi lo stambecco e l'orso
bruno. Foreste e prati, frutti di bosco e fiori già quasi introvabili,
migliaia di insetti, pesci, uccelli e animali la cui vita ha un ruolo determinante
per gli equilibri biologici del parco e della Terra, hanno sempre più
bisogno di essere salvaguardati e protetti anche con l'aiuto responsabile
del visitatore.
Attività nel parco:
Speciale
Val di Genova 2003
Escursioni
e trekking | Trekking
delle malghe
Serate
culturali
Sentieri
Giardino
botanico
Aree
faunistiche: l'orso
 |
|
| Ristorante albergo "Cascata
Nardis" (foto Agh) |
|
A tavola, ristorante Cascata Nardis
Proprio di fronte alle Cascate del Nardis c'è l'albergo-ristorante
omonimo, fondato nel 1955 da Armando Fostini. Oggi è gestito dalla
famiglia con la moglie Bianca, i figli Flavio, Guelfo, Nadia, Norma. La
cucina è casalinga e propone i piatti tipici regionali, che si possono
degustare con una vista spettacolare sulle cascate. Noi abbiamo assaggiato:
antipasto di affettati misti, eccellenti
bocconcini di trota golosi e radicchio
dell'orso (cicerbita alpina), un'erba amara che cresce sulle montagne
e si conserva in agrodolce. Come primo piatto, un tris di primi con canederli
al burro e salvia, riso ai funghi,
penne al ragù di cinghiale; per
secondo assaggi vari con capriolo, brasato
di manzo con funghi porcini, salamelle
in umido, funghi misti trifolati,
polenta con funghi porcini, spezzatino,
salsicce in umido. Infine le torte fatte
in casa e il tradizionale dolce di mele, lo strudel.
 |
|
 |
| Norma Fostini del ristorante Cascata Nardis (foto Agh) |
|
Affettati misti (foto Agh) |
 |
|
 |
| Tris di primi (foto Agh) |
|
Un classico: polenta e funghi (foto Agh) |
 |
|
 |
| Funghi sottolio (foto Agh) |
|
Il "radicchio dell'orso" (foto Agh) |
 |
| I gestori del Ristorante Cascata
Nardis: Flavio, Bianca, Giorgia, Ruggero detto "Roger",
Norma e Guelfo |
Il tutto, come sempre, è stato accompagnato dai vini della Cantina
Toblino, scelti per l'occasione dal sommelier Giancarlo Corradini.
I vini della Cantina Toblino
I vini scelti da Giancarlo Corradini, sommelier
Chardonnay, Schiava, Cabernet
Albergo Ristorante Cascata Nardis
di Fostini F.N.N. & C. snc
Val di Genova (Val Rendena, Trento)
tel. 0465 / 501454 |
Il nuovo maneggio di Palù della Fava
In località Palù della fava, nei pressi di Campo Carlo Magno
poco a nord-est di Madonna di Campiglio, visitiamo il nuovo
maneggio di Giorgio Cozzio, fondato quest'anno con i soci Werner
Maturi e Nicola Artini. Lo scopo del maneggio, che conta già circa
100 soci, è quello di fornire un'attività sportiva alternativa
sia d'estate che d'inverno. I cavalli per ora sono 16, ma la previsione
è di arrivare a 20-30 animali.
 |
|
 |
| Il maneggio di Palù della
Fava (foto M. Dalpalù) |
|
Luciano con i titolari: Giorgio,
Werner e Nicola |
Gli istruttori impartiscono lezioni di monta americana e inglese, inoltre
si possono fare passeggiate ed escursioni a cavallo sulle montagne delle
Dolomiti di Brenta. Sono previsti anche trekking più impegnativi
di più giorni, con pernottamento nelle malghe. Per i bambini ci sono
i pony e i docili cavalli di razza "haflinger".
Maneggio a Palù della Fava
Passo Campo Carlo Magno
Aperto tutto l'anno, info 329 / 1826614 |
 |
|
| Alberto Sordi nella mostra a Campiglio
|
|
 |
|
| Sordi nella prima fase della carriera |
|
 |
|
| Sordi maturo |
|
Madonna di Campiglio, mostra su Alberto Sordi
A Madonna di Campiglio non possiamo mancare alla bella mostra in omaggio
ad Alberto Sordi. Le storie tutte italiane,
i personaggi più famosi interpretati dal grande attore scomparso
lo scorso 25 febbraio, rivivono fino al 14 settembre 2003 nella mostra allestita
alla Sala Congressi del Centro Rainalter di Madonna di Campiglio.
Creata da Roberto Festi e Maurizio Baroni, ripropone la cinematografia di
Alberto Sordi attraverso preziosi materiali e cimeli iconografici. Tra gli
oggetti esposti provenienti in particolare dalla collezione di Maurizio
Baroni e dall’archivio della Scuola nazionale del Cinema, le famose
“fotobuste” che accompagnavano l’uscita dei film nelle
sale, numerose foto di scena, ma anche preziosi costumi e materiali di scena,
come ad esempio la divisa e la moto del film “Il Vigile”, il
costume di “Polvere di stelle”, la toga del protagonista di
“Tutti dentro”, la divisa da ufficiale di “Tutti a casa”.
Ampio spazio all’interno della mostra è dedicato alle locandine
disegnate dai maggiori cartellonisti dell’epoca, in particolare da
Renato Casaro, Enrico De Seta, Giuliano ed Enzo Nistri, Sandro Symeoni e
Arnaldo Putzu. Sono esposti per la prima volta anche diversi bozzetti originali
realizzati per la stampa dei materiali promozionali dei film. Grazie alla
collaborazione con la Scuola nazionale del Cinema sono presentate a Madonna
di Campiglio numerose e inedite foto di scena di set dei suoi film. Nel
catalogo curato da Roberto Festi sono riproposti quasi tutti questi materiali
- sono circa 150 i pezzi esposti - accompagnati da alcuni saggi a cura di
Carlo Verdone, Gianluigi Bozza, Maurizio Baroni, Odoardo Semellini. Madonna
di Campiglio ha inoltre istituito per l’occasione il “Premio
Madonna di Campiglio per il Cinema” che è stato consegnato
al maestro Piero Piccioni, autore delle colonne sonore di tutti i film diretti
da Alberto Sordi.
 |
| La mostra dedicata ad Alberto Sordi
a Madonna di Campiglio (foto Agh) |
In concomitanza con il periodo di apertura della mostra, al Cinema Quill
di Madonna di Campiglio sarà proposta una retrospettiva dedicata
ad Alberto Sordi. Dal 17 luglio al 28 agosto, ogni settimana, appuntamento
quindi con i suoi più celebri film. I prossimi appuntamenti sono:
il 21 luglio con Un Giorno in Pretura di
Steno (1954); il 31 luglio La Grande Guerra
di Mario Monicelli (1959); il 7 agosto Il marchese
del Grillo di Mario Monicelli (1981); il 21 agosto Lo
scopone scientifico di Luigi Comencini (1972); il 28 agosto Una
vita difficile di Dino Risi (1961). La Mostra “Alberto Sordi.
Un attore grande grande” è stata promossa dall’APT Madonna
di Campiglio - Pinzolo - Val Rendena in collaborazione con l’Assessorato
alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, Trentino Spa, la Scuola
Nazionale di Cinema - Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma,
il Comune di
Pinzolo e MusicaRivaFestival.
Alberto Sordi, un attore grande grande
Sala Congressi Centro Rainalter, Madonna di Campiglio
info APT Madonna di Campiglio tel. 0465 / 442000, fax. 0465 / 440404
www.campiglio.to
info@campiglio.to |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
|