| ALberto SORDI Un attore grande grande |
Molti anni più tardi, nel 1999, l’Accademia gli conferisce un diploma ad honorem in recitazione. Dopo un’esperienza non entusiasmante nel teatro leggero, torna a Roma dove ottiene il suo primo ruolo di comparsa nel kolossal storico “Scipione l’africano”, magniloquente film voluto dal regime fascista per celebrare la conquista dell’Etiopia. Girato con la regia di Carmine Gallone, nel cast compare la diva del cinema italiano anteguerra Isa Miranda. Il film ottiene la Coppa Mussolini al Festival di Venezia. Nel 1937 inizia la sua carriera di doppiatore per la Metro Goldwin Mayer, prestando la voce a Oliver Hardy; con lo pseudonimo di Albert Odisor esordisce nell’avanspettacolo, come imitatore di Stanlio e Ollio, al Teatro Augustus di Genova, dove conosce Aldo Fabrizi che gli offre l’opportunità di entrare nella sua compagnia. Lo stesso anno gira alcune sequenze de "Il feroce Saladino" di Bonnard, nel quale recita la sedicenne Alida Valli. Nei primi anni ’40 Sordi interpreta piccoli ruoli nei film "La notte delle beffe" e "Cuori nella tormenta", di Carlo Campogalliani, si dedica al doppiaggio, diventando la voce italiana di Robert Mitchum e Anthony Quinn. Al teatro lavora nella Compagnia di rivista Fanfulla, mentre alla radio ottiene grande successo di pubblico con gli spettacoli “Rosso e nero” e “Oplà” condotti da Corrado, lanciando personaggi diventati famosi: il Signor Dice, Mario Pio, il Conte Claro. La prima parte come protagonista in un film la ottiene da Mario Mattoli nel film "I tre aquilotti" in cui recita a fianco di Leonardo Cortese, Carlo Minello e Michela Belmonte, e nel film di Roberto Savarese “Mamma mia, che impressione!”, accolto abbastanza freddamente da pubblico e critica. Ma chi lo lancia definitivamente nel mondo della celluloide è, nel 1952, Federico Fellini che gli offre l’opportunità di recitare ne Lo sceicco bianco. Nel 1953, ancora sotto la direzione di Fellini, recita ne I vitelloni, quindi con Steno gira Un giorno in pretura, insieme a Peppino de Filippo, Silvana Pampanini, Walter Chiari, Sofia Loren. In questo film nasce il personaggio di Fernando Moriconi, che ritroveremo nel successivo Un americano a Roma. Borgataro romano innamorato di tutto quanto è America, varrà a Sordi un’onorificenza dal presidente americano Truman. Da questo momento in poi la carriera cinematografica di Sordi si arricchisce di innumerevoli successi e personaggi, lanciandolo nello star system internazionale. Nel corso della sua lunga carriera ha girato oltre 160 film, come La grande guerra ,1959, Tutti a casa, 1960, diventati film di culto, alcuni anche dietro la macchina da presa, come “Fumo di Londra”, del 1966 e “Nestore” del 1994. Sordi fu uno dei maggiori rappresentanti della cosiddetta commedia all’italiana, con i suoi imbarazzanti antieroi, pungente satira dell’italietta piccoloborghese.
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