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| Luciano Da Canal con Paolo Piccoli
nell'osservatorio astronomico del Museo Civico di Rovereto, sul Monte
Zugna (foto Agh) |
Il Museo Civico di Rovereto è tra
i più antichi musei italiani: fu fondato infatti nel 1851, 10 anni
prima dell'Unità d'Italia. Un'associazione di intellettuali e professionisti
roveretani, tra i quali spiccava il naturalista Fortunato
Zeni, costituì un'associazione con finalità culturali
e morali con la denominazione di Società
del Museo Civico di Rovereto. Lo scopo era salvaguardare il patrimonio
naturale e storico di ogni spoliazione e promuovere lo sviluppo della città
di Rovereto con la diffusione della cultura scientifica e la difesa del
territorio. Nel 1983 la Società ha donato tutto il patrimonio museale
al Comune. La Società Museo Civico continua a esistere e contribuisce
alla crescita e allo sviluppo del Museo grazie alla collaborazione dei suoi
soci.
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Il Museo Civico di Rovereto a Palazzo
Parolari (foto Agh)
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| Franco Finotti direttore del Museo Civico (foto Agh) |
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Il "museo vivo"
La storia del Museo conta dunque circa 150 anni di intensa attività,
pur con gli alti e bassi dovuti alle vicende storiche e politiche. Dalla
fondazione, il Museo ha conosciuto quattro sedi e quattro assetti espositivi,
l'ultimo dei quali è nel prestigioso Palazzo
Parolari a Rovereto. La filosofia attuale del museo cerca di superare
decisamente la concezione che spesso ha la gente comune di questa istituzione:
quella del museo polveroso da visitare almeno una volta nella vita, quasi
come per assolvere ad una specie di obbligo, salvo poi dimenticarsene per
decenni. Il Museo Civico di Rovereto intende invece essere un museo vivo,
una sorta di "fabbrica culturale" in cui si sviluppano continuamente
iniziative di divulgazione scientifica rivolte a tutti, ai giovani e alle
famiglie: mostre temporanee, conferenze,
concerti, proiezione
di documentari, spettacoli al planetario,
lezioni all’Osservatorio Astronomico,
festival tecnologici e rassegne
cinematografiche. A questo scopo si sono ideati gli abbonamenti,
proprio per favorire un rapporto con la cittadinanza che non si esaurisca
nella visita occasionale ma renda il pubblico partecipe e affezionato sostenitore
della vita museale.
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Claudia Beretta, responsabile della comunicazione
del Museo (foto Agh) |
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Nicola Marconi, responsabile della didattica
presso l'osservatorio (foto Agh) |
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Sandra Dorigotti, assessore alla cultura e presidente
del Museo (foto Agh) |
Gli ambiti di interesse del Museo sono ad ampio raggio: scienze
naturali, zoologia, archeologia,
astronomia, botanica,
numismatica, arti
figurative, didattica e nuove
tecnologie. Si posso individuare con nettezza tre epoche nella storia
del Museo: quella ottocentesca, intrecciata alla storia di una città
governata secondo principi liberali e nazionali nella cornice statuale dell'impero
asburgico; quelle tra le due guerre, a partire dall'annessione del Trentino
allo stato italiano, fino alla fine del periodo fascista; quella che va
dal 1945 agli anni di incubazione e di nascita del nuovo Museo di cui oggi
si sta completando la realizzazione.
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| Iguana (foto Agh) |
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| Dinosauri (foto Agh) |
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Campo archeologico (foto Claudia Beretta) |
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| Pitone (foto Agh) |
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Collezione di farfalle (foto Agh) |
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| Acquari (foto Claudia Beretta) |
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Collezione numismatica (foto Agh) |
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| Laboratorio del Museo: Mattia Conzatti
del Liceo Scientifico Tecnologico Marconi di Rovereto e Cristina Togni,
del Liceo Scientifico Rosmini di Rovereto (foto Agh) |
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| I minerali negli oggetti di uso quotidiano (foto Agh) |
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La mostra sui minerali (foto Agh) |
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| Il celebre vitello a due teste (foto Agh) |
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Pipistrello (foto Agh) |
Oltre alla conservazione della memoria e la valorizzazione delle storiche
collezioni, vi è oggi una particolare attenzione alla ricerca e ai
siti sul territorio, con visite guidate: le orme
dei dinosauri ai Lavini di Marco, Castel
Corno nei pressi di Isera, la Villa
romana d’Isera, l'osservatorio del Monte Zugna. Molto interessanti
anche le rassegne cinematografiche. Oltre
alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico
in ottobre, da segnalare quella in corso dedicata alla fantascienza,
intitolata Creature Meccaniche: film rari
ed inediti sul rapporto uomo-robot. La rassegna, per veri cinefili, è
curata dal famoso scrittore e critico cinematografico di fantascienza Giovanni
Mongini. Le proiezioni sono presso il Museo ogni domenica sera alle ore
20.45.
I
film di fantascienza della rassegna "Creature Meccaniche"
Rassegna
internazionale del cinema archeologico, 6-11 ottobre 2003 (rtf)
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| Cristina Togni, del Liceo Scientifico
Rosmini di Rovereto, con un robot (foto Agh) |
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| I robot didattici (foto Agh) |
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Il laboratorio didattico
Molto importante per il Museo è la sperimentazione
e la didattica: nel laboratorio abbiamo
potuto osservare, tra i vari esperimenti in corso, degli studenti alle prese
con dei particolari robot programmabili. Gli apparecchi sono costruiti
da una ditta americana specializzata, la Edmund
Scientifics, che li vende anche per corrispondenza via internet. Sono
robot che si possono assemblare e "istruire" per compiti specifici,
come seguire una traccia colorata sul pavimento per mezzo di sensori a infrarossi,
rilevare ed evitare ostacoli, catturare una preda, arrampicarsi su varie
superfici. I ragazzi sperimentano queste macchine pilotandole via filo o
via radio, e programmandole con il computer. Lo scopo è quello di
applicare creativamente la tecnologia per risolvere determinati problemi.
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| Robot in azione nel laboratorio del
museo (foto Agh) |
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| Stefano Monfalcon nel planetario
del Museo Civico di Rovereto (foto Agh) |
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Il Planetario
Il planetario è uno strumento
ottico-meccanico che riproduce in modo estremamente realistico la volta
celeste così come apparirebbe ad un osservatore in una determinata
posizione. Permette di simulare le varie sequenze del sole, aurora, crepuscolo
e luce diurna, le fasi lunari e il movimento dei pianeti. Tale apparato
è posto in un locale di forma circolare, con una cupola semisferica
bianca di dimensioni variabili tra 3 e 20-25 metri, sulla quale sono proiettate
le stelle ed i pianeti. La storia dei planetari moderni iniziò tra
il 1919 e il 1923, quando la casa tedesca Zeiss
progettò e costruì il primo planetario che non solo riproduceva
l'aspetto del cielo ma, per mezzo di un sistema di ingranaggi, era in grado
di simularne anche i movimenti principali.
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| Esposizione di minerali e meteoriti
(foto Agh) |
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L'esposizione al Planetarium (foto Agh) |
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| Stefano Monfalcon all'interno del
planetario durante uno spettacolo (foto Agh) |
Il planetarium del Museo Civico di Rovereto, unico in regione, ospita fino
a 40 persone: sulla cupola di sei
metri di diametro può proiettare 3000
stelle, il sole, la luna, i pianeti del sistema solare fino a Saturno.
Vengono mostrate galassie di diversa forma e dimensione e il loro moto,
la topografia celeste, le stelle che formano i segni dello Zodiaco e l’esplosione
di una stella, con la conseguente formazione di una nebulosa. Gli esperti
del Museo si avvalgono anche di uno speciale proiettore di diapositive con
obiettivo sferico, che consente di proiettare le immagini direttamente sulla
volta.
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| Osservatorio sul Monte Zugna (foto
Claudia Beretta) |
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L'osservatorio astronomico
L'osservatorio astronomico sorge a circa 1620 metri di altitudine sul Monte
Zugna, a pochi passi dal rifugio
omonimo, raggiungibile in auto in circa 40 minuti da Rovereto. L'osservatorio,
con il suo telescopio da mezzo metro di diametro, è uno dei fiori
all'occhiello del Museo. Svolge la sua attività in stretto rapporto
con l'Associazione Astronomica di Rovereto,
nel pieno rispetto della tradizione del Museo Civico che nasce e si sviluppa
contestualmente all'entusiasmo dei suoi sostenitori. Le immagini delle stelle
riportate sotto sono state riprese dall'Associazione Astronomica dall'Osservatorio
del Monte Zugna, foto di Casagrande e De Uffici.
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| Nell'osservatorio di Monte Zugna (foto Agh) |
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Paolo Piccoli , ricercatore (foto Agh) |
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| La luna |
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Cometa Hiakutake |
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| Ammasso aperto delle Pleiadi M 45
del Toro |
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Nebulosa M 82 dell'Orsa Maggiore |
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| Stefano Monfalcon, insegnante di
fisica a Bolzano e collaboratore del Museo (foto Agh) |
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| Il Rifugio Coni Zugna (foto Claudia
Beretta) |
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Astrogastro, a cena sotto le stelle
In collaborazione con l'APT di Rovereto e l'Associazione Astronomica, Astrogastro
è un'iniziativa che unisce le tradizioni culinarie trentine all'esplorazione
del cielo, con la cena al rifugio seguita
dall'osservazione della volta celeste con il potente telescopio dell'Osservatorio astronomico del Monte Zugna. Anche noi di Girovagando
abbiamo voluto provare i piatti tipici trentini
del rifugio Coni Zugna, gestito dalla simpatica famiglia Simoncelli. Abbiamo
degustato: antipasto a base di sopressa, speck trentino, cipolline in agrodolce;
come secondo piatti tradizionali trentini con polenta,
crauti e lucanica, cervo in salmì,
brasato, misto
di funghi, salsiccia con polenta.
Infine il dolce della casa, la torta saracena
guarnita con frutti di bosco, cioccolato e panna. Una cena davvero "stellare",
da provare!
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| L'allegra tavolata di "Astrogastro"
al rifugio Coni Zugna (foto Agh) |
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| Antipasto di salumi misti con cipolline (foto Agh) |
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Crauti e lucanica (foto Agh) |
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| Polenta con salsicce, funghi e crauti (foto Agh) |
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Torta saracena della casa (foto Agh) |
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| Luigi e Thomas Simoncelli (foto Agh) |
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Francesca e Simone (foto Agh) |
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| I gestori del rifugio Zugna. Da sinistra:
Giusy Simoncelli, Luigi, Thomas, i bimbi Simone e Francesca, Norberto
Bolomini, Danilo Mozzi (foto Agh) |
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| Castel Corno |
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Castel Corno
Risale probabilmente all'anno mille lo spettacolare Castel
Corno, edificato su una ardita rupe nei pressi dell'abitato di Lenzima,
nel comune di Isera, raggiungibile in circa 15 minuti a piedi su una mulattiera
nel bosco. Il castello è poco conosciuto persino dai trentini, forse
per la sua posizione poco appariscente. La famiglia dei Castelcorno, da
cui prende il nome, imparentati con i signori di Lizzana e di Brentonico,
era già presente in zona prima del 1178, anno in cui il castello
è nominato nei documenti per la prima volta. Il castello fu conteso
da più famiglie, i Castelcorno per
l'appunto, quindi i Lodron e i
Lichtenstein. Il castello fu abbandonato verso la fine del 1700,
riducendosi rapidamente in ruderi. Dopo secoli di degrado il comune di Isera,
proprietario del castello, ha iniziato nel 1997 i lavori
di recupero e restauro, sotto la direzione dell'architetto Giuseppe
Gorfer.
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| Castel Corno oggi, in via di ristrutturazione (foto Agh) |
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| I lavori di restauro (foto Agh) |
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Enrica Rigotti, ass. cultura di Isera (foto Agh) |
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| Interni di Castel Corno (foto Agh) |
L'inaugurazione, ormai prossima, è prevista per il mese di agosto.
Enrica Rigotti, assessore alla cultura del Comune di Isera, in collaborazione
con il Museo Civico, ha programmato una nutrita serie di eventi per far
rivivere degnamente l'antico maniero. Visite guidate
gratuite, concerti di musica antica,
lezioni-conferenza, proiezioni
di documentari archeologici sul medioevo e la storia dei castelli,
degustazioni di prodotti tipici. Dal 3
agosto, giorno dell'inaugurazione, saranno possibili le visite tutti
i sabati e le domeniche. Per ulteriori informazioni su appuntamenti, orari,
visite guidate, contattare il Museo Civico.
Castel Noarna
A pochi chilometri da Castel Corno sorge in splendida posizione panoramica
sulla Vallagarina, tra i vigneti, Castel Noarna.
Già nel XI secolo dominava imponente la valle, risorto dalle proprie
rovine dopo essere nato probabilmente come fortificazione in epoca romana.
I signori che vi dimoravano portavano il nome dal maniero stesso e lo possedettero
in quell'epoca travagliata dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini. Alla fine
del 1200 i Castelnuovo decaddero e il castello
passò ai Castelbarco, una delle
famiglie più importanti del Principato
di Trento i cui feudi di allora comprendevano quasi tutta la Vallagarina,
possedimenti nella città di Trento, il castello
di Sabbionara D'Avio e territori nelle zone di Verona e Belluno. Il
castello passò successivamente alla famiglia dei Lodron
nel 1486, dopo una lunga vertenza con i Castelbarco che vide coinvolta di
prima persona la Repubblica di Venezia,
la quale fece da garante e spalleggiò i Lodron per garantirsi il
loro futuro appoggio nella valle. Sotto il dominio di Nicolò Lodron
il castello assunse l'aspetto attuale, trasformandosi da fortificazione
difensiva in dimora gentilizia. Nicolò
Lodron fece realizzare i nuovi settori residenziali del castello, gli affreschi
della scala principale e quelli del giardino d'inverno.
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| L'ingresso (foto Agh) |
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Lo stemma nobiliare (foto Agh) |
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la cappella (foto Agh) |
La famiglia Lodron tenne il controllo della giurisdizione di Castelnuovo
- Castellano fino al 1826 e nel 1842 rinunciò ai diritti feudali.
Dopo il 1876 la famiglia Lodron che fino ad allora dimorava nel Castello,
si trasferì al palazzo di Nogaredo utilizzando il castello solo come
residenza estiva.
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| Castel Noarna (foto Agh) |
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| Barbara Fumagalli (foto Agh) |
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Visita guidata al castello (foto Agh) |
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| La cantina (foto Agh) |
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nella sala degustazione (foto Agh) |
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| La sala degustazione (foto Agh) |
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Petunie (foto Agh) |
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| L'acciottolato all'ingresso del castello
(foto Agh) |
Dal 1974 il castello è di proprietà della Famiglia
Zani, storici albergatori di Rovereto. Il signor Giulio acquistò
il castello dedicandosi al vigneto, rinnovando
gli impianti e riammodernando l'azienda agricola,
oggi guidata dal figlio Marco. Sono coltivati
Chardonnay, Nosiola,
Sauvignon blanc, Gewürztraminer,
Riesling Renano, Merlot,
Cabernet Franc, Cabernet
Sauvignon, Lagrein, quasi tutti
vitigni tradizionali del Trentino. Infatti Chardonnay e Cabernet sono coltivati
in Trentino dall'inizio del XX secolo, importati da lungimiranti ricercatori
e vignaioli. Il Trentino vanta una grossa tradizione anche nell'ambito degli
uvaggi bordolesi: già nel 1970 in Trentino venivano prodotti tra
i migliori vini rossi a base di Cabernet e Merlot d'Italia.
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| Barbara Fumagalli, responsabile del
punto vendita, delle degustazione e delle visite al pubblico (foto Agh) |
Nel castello, impreziosito da affreschi ispirati alla Cappella Sistina
di Michelangelo e da motivi floreali, si possono fare visite guidate e degustare
i vini prodotti in azienda. La gentilissima Barbara Fumagalli, responsabile
del punto vendita di Castel Noarna, delle degustazioni e delle visite al
pubblico, vi accompagnerà con simpatia e grande professionalità.
In Trentino da vent'anni
Infine un doveroso ringraziamento a due nostri amici, Adriano
e Anna Antonini di Roma, che ci hanno accompagnato, nostri graditi
ospiti, in questa puntata a Rovereto. Sono due turisti affezionati al Trentino
fin da quando, quasi vent'anni fa, comprarono casa al Villaggio Veronza
di Carano di Fiemme, dove conobbero Luciano Da Canal. Un'amicizia che dura
tutt'oggi.
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| Adriano e Anna Antonini di Roma,
"trentini di adozione", con Luciano Da Canal (foto Agh) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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