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MUSEO CIVICO DI ROVERETO
La scienza per tutti, 5 luglio 2003
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Luciano Da Canal con Paolo Piccoli nell'osservatorio astronomico del Museo Civico di Rovereto, sul Monte Zugna (foto Agh)

Il Museo Civico di Rovereto è tra i più antichi musei italiani: fu fondato infatti nel 1851, 10 anni prima dell'Unità d'Italia. Un'associazione di intellettuali e professionisti roveretani, tra i quali spiccava il naturalista Fortunato Zeni, costituì un'associazione con finalità culturali e morali con la denominazione di Società del Museo Civico di Rovereto. Lo scopo era salvaguardare il patrimonio naturale e storico di ogni spoliazione e promuovere lo sviluppo della città di Rovereto con la diffusione della cultura scientifica e la difesa del territorio. Nel 1983 la Società ha donato tutto il patrimonio museale al Comune. La Società Museo Civico continua a esistere e contribuisce alla crescita e allo sviluppo del Museo grazie alla collaborazione dei suoi soci.

 
Il Museo Civico di Rovereto a Palazzo Parolari
(foto Agh)
 
 
Franco Finotti direttore del Museo Civico (foto Agh)  
Il "museo vivo"

La storia del Museo conta dunque circa 150 anni di intensa attività, pur con gli alti e bassi dovuti alle vicende storiche e politiche. Dalla fondazione, il Museo ha conosciuto quattro sedi e quattro assetti espositivi, l'ultimo dei quali è nel prestigioso Palazzo Parolari a Rovereto. La filosofia attuale del museo cerca di superare decisamente la concezione che spesso ha la gente comune di questa istituzione: quella del museo polveroso da visitare almeno una volta nella vita, quasi come per assolvere ad una specie di obbligo, salvo poi dimenticarsene per decenni. Il Museo Civico di Rovereto intende invece essere un museo vivo, una sorta di "fabbrica culturale" in cui si sviluppano continuamente iniziative di divulgazione scientifica rivolte a tutti, ai giovani e alle famiglie: mostre temporanee, conferenze, concerti, proiezione di documentari, spettacoli al planetario, lezioni all’Osservatorio Astronomico, festival tecnologici e rassegne cinematografiche. A questo scopo si sono ideati gli abbonamenti, proprio per favorire un rapporto con la cittadinanza che non si esaurisca nella visita occasionale ma renda il pubblico partecipe e affezionato sostenitore della vita museale.

   
Claudia Beretta, responsabile della comunicazione del Museo
(foto Agh)
  Nicola Marconi, responsabile della didattica presso l'osservatorio
(foto Agh)
  Sandra Dorigotti, assessore alla cultura e presidente del Museo
(foto Agh)

Gli ambiti di interesse del Museo sono ad ampio raggio: scienze naturali, zoologia, archeologia, astronomia, botanica, numismatica, arti figurative, didattica e nuove tecnologie. Si posso individuare con nettezza tre epoche nella storia del Museo: quella ottocentesca, intrecciata alla storia di una città governata secondo principi liberali e nazionali nella cornice statuale dell'impero asburgico; quelle tra le due guerre, a partire dall'annessione del Trentino allo stato italiano, fino alla fine del periodo fascista; quella che va dal 1945 agli anni di incubazione e di nascita del nuovo Museo di cui oggi si sta completando la realizzazione.

Iguana (foto Agh)
 
Dinosauri (foto Agh)   Campo archeologico (foto Claudia Beretta)
 
Pitone (foto Agh)   Collezione di farfalle (foto Agh)
 
Acquari (foto Claudia Beretta)   Collezione numismatica (foto Agh)
Laboratorio del Museo: Mattia Conzatti del Liceo Scientifico Tecnologico Marconi di Rovereto e Cristina Togni, del Liceo Scientifico Rosmini di Rovereto (foto Agh)
 
I minerali negli oggetti di uso quotidiano (foto Agh)   La mostra sui minerali (foto Agh)
 
Il celebre vitello a due teste (foto Agh)   Pipistrello (foto Agh)

Oltre alla conservazione della memoria e la valorizzazione delle storiche collezioni, vi è oggi una particolare attenzione alla ricerca e ai siti sul territorio, con visite guidate: le orme dei dinosauri ai Lavini di Marco, Castel Corno nei pressi di Isera, la Villa romana d’Isera, l'osservatorio del Monte Zugna. Molto interessanti anche le rassegne cinematografiche. Oltre alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico in ottobre, da segnalare quella in corso dedicata alla fantascienza, intitolata Creature Meccaniche: film rari ed inediti sul rapporto uomo-robot. La rassegna, per veri cinefili, è curata dal famoso scrittore e critico cinematografico di fantascienza Giovanni Mongini. Le proiezioni sono presso il Museo ogni domenica sera alle ore 20.45.

I film di fantascienza della rassegna "Creature Meccaniche"
Rassegna internazionale del cinema archeologico, 6-11 ottobre 2003 (rtf)

Cristina Togni, del Liceo Scientifico Rosmini di Rovereto, con un robot (foto Agh)

 
I robot didattici (foto Agh)  
Il laboratorio didattico

Molto importante per il Museo è la sperimentazione e la didattica: nel laboratorio abbiamo potuto osservare, tra i vari esperimenti in corso, degli studenti alle prese con dei particolari robot programmabili. Gli apparecchi sono costruiti da una ditta americana specializzata, la Edmund Scientifics, che li vende anche per corrispondenza via internet. Sono robot che si possono assemblare e "istruire" per compiti specifici, come seguire una traccia colorata sul pavimento per mezzo di sensori a infrarossi, rilevare ed evitare ostacoli, catturare una preda, arrampicarsi su varie superfici. I ragazzi sperimentano queste macchine pilotandole via filo o via radio, e programmandole con il computer. Lo scopo è quello di applicare creativamente la tecnologia per risolvere determinati problemi.

Robot in azione nel laboratorio del museo (foto Agh)

 
Stefano Monfalcon nel planetario del Museo Civico di Rovereto (foto Agh)  
Il Planetario

Il planetario è uno strumento ottico-meccanico che riproduce in modo estremamente realistico la volta celeste così come apparirebbe ad un osservatore in una determinata posizione. Permette di simulare le varie sequenze del sole, aurora, crepuscolo e luce diurna, le fasi lunari e il movimento dei pianeti. Tale apparato è posto in un locale di forma circolare, con una cupola semisferica bianca di dimensioni variabili tra 3 e 20-25 metri, sulla quale sono proiettate le stelle ed i pianeti. La storia dei planetari moderni iniziò tra il 1919 e il 1923, quando la casa tedesca Zeiss progettò e costruì il primo planetario che non solo riproduceva l'aspetto del cielo ma, per mezzo di un sistema di ingranaggi, era in grado di simularne anche i movimenti principali.

 
Esposizione di minerali e meteoriti (foto Agh)   L'esposizione al Planetarium (foto Agh)
Stefano Monfalcon all'interno del planetario durante uno spettacolo (foto Agh)

Il planetarium del Museo Civico di Rovereto, unico in regione, ospita fino a 40 persone: sulla cupola di sei metri di diametro può proiettare 3000 stelle, il sole, la luna, i pianeti del sistema solare fino a Saturno. Vengono mostrate galassie di diversa forma e dimensione e il loro moto, la topografia celeste, le stelle che formano i segni dello Zodiaco e l’esplosione di una stella, con la conseguente formazione di una nebulosa. Gli esperti del Museo si avvalgono anche di uno speciale proiettore di diapositive con obiettivo sferico, che consente di proiettare le immagini direttamente sulla volta.

 
Osservatorio sul Monte Zugna (foto Claudia Beretta)  
L'osservatorio astronomico

L'osservatorio astronomico sorge a circa 1620 metri di altitudine sul Monte Zugna, a pochi passi dal rifugio omonimo, raggiungibile in auto in circa 40 minuti da Rovereto. L'osservatorio, con il suo telescopio da mezzo metro di diametro, è uno dei fiori all'occhiello del Museo. Svolge la sua attività in stretto rapporto con l'Associazione Astronomica di Rovereto, nel pieno rispetto della tradizione del Museo Civico che nasce e si sviluppa contestualmente all'entusiasmo dei suoi sostenitori. Le immagini delle stelle riportate sotto sono state riprese dall'Associazione Astronomica dall'Osservatorio del Monte Zugna, foto di Casagrande e De Uffici.

 
Nell'osservatorio di Monte Zugna (foto Agh)   Paolo Piccoli , ricercatore (foto Agh)
 
La luna   Cometa Hiakutake
 
Ammasso aperto delle Pleiadi M 45 del Toro   Nebulosa M 82 dell'Orsa Maggiore
Stefano Monfalcon, insegnante di fisica a Bolzano e collaboratore del Museo (foto Agh)

  Approfondimento
Incredibile progetto italiano per un occhio dal diametro di cento metri

Il più grande telescopio del mondo

Museo Civico di Rovereto
Borgo S. Caterina 41, 38068 Rovereto (TN)
tel. 0464 / 439055 - fax 0464 / 439487
www.museocivico.rovereto.tn.it
museo@museocivico.rovereto.tn.it
Tutti gli appuntamenti (rtf)


Associazione Astronomica di Rovereto
Via Silvio Pellico 18, 38068 Rovereto (TN), tel. 0464 432357
astrofilirovereto@usa.net

 
Il Rifugio Coni Zugna (foto Claudia Beretta)  
Astrogastro, a cena sotto le stelle

In collaborazione con l'APT di Rovereto e l'Associazione Astronomica, Astrogastro è un'iniziativa che unisce le tradizioni culinarie trentine all'esplorazione del cielo, con la cena al rifugio seguita dall'osservazione della volta celeste con il potente telescopio dell'Osservatorio astronomico del Monte Zugna. Anche noi di Girovagando abbiamo voluto provare i piatti tipici trentini del rifugio Coni Zugna, gestito dalla simpatica famiglia Simoncelli. Abbiamo degustato: antipasto a base di sopressa, speck trentino, cipolline in agrodolce; come secondo piatti tradizionali trentini con polenta, crauti e lucanica, cervo in salmì, brasato, misto di funghi, salsiccia con polenta. Infine il dolce della casa, la torta saracena guarnita con frutti di bosco, cioccolato e panna. Una cena davvero "stellare", da provare!

L'allegra tavolata di "Astrogastro" al rifugio Coni Zugna (foto Agh)
 
Antipasto di salumi misti con cipolline (foto Agh)   Crauti e lucanica (foto Agh)
 
Polenta con salsicce, funghi e crauti (foto Agh)   Torta saracena della casa (foto Agh)
 
Luigi e Thomas Simoncelli (foto Agh)   Francesca e Simone (foto Agh)
I gestori del rifugio Zugna. Da sinistra: Giusy Simoncelli, Luigi, Thomas, i bimbi Simone e Francesca, Norberto Bolomini, Danilo Mozzi (foto Agh)

Rifugio Coni Zugna
fam. Simoncelli - tel. 0464 / 917959
Per le visite all'osservatorio e Astrogastro contattare:
Museo Civico di Rovereto
tel. 0464 / 439055 - fax 0464 / 439487
www.museocivico.rovereto.tn.it
museo@museocivico.rovereto.tn.it

 
Castel Corno  
Castel Corno

Risale probabilmente all'anno mille lo spettacolare Castel Corno, edificato su una ardita rupe nei pressi dell'abitato di Lenzima, nel comune di Isera, raggiungibile in circa 15 minuti a piedi su una mulattiera nel bosco. Il castello è poco conosciuto persino dai trentini, forse per la sua posizione poco appariscente. La famiglia dei Castelcorno, da cui prende il nome, imparentati con i signori di Lizzana e di Brentonico, era già presente in zona prima del 1178, anno in cui il castello è nominato nei documenti per la prima volta. Il castello fu conteso da più famiglie, i Castelcorno per l'appunto, quindi i Lodron e i Lichtenstein. Il castello fu abbandonato verso la fine del 1700, riducendosi rapidamente in ruderi. Dopo secoli di degrado il comune di Isera, proprietario del castello, ha iniziato nel 1997 i lavori di recupero e restauro, sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Gorfer.

Castel Corno oggi, in via di ristrutturazione (foto Agh)
 
I lavori di restauro (foto Agh)   Enrica Rigotti, ass. cultura di Isera (foto Agh)
Interni di Castel Corno (foto Agh)

L'inaugurazione, ormai prossima, è prevista per il mese di agosto. Enrica Rigotti, assessore alla cultura del Comune di Isera, in collaborazione con il Museo Civico, ha programmato una nutrita serie di eventi per far rivivere degnamente l'antico maniero. Visite guidate gratuite, concerti di musica antica, lezioni-conferenza, proiezioni di documentari archeologici sul medioevo e la storia dei castelli, degustazioni di prodotti tipici. Dal 3 agosto, giorno dell'inaugurazione, saranno possibili le visite tutti i sabati e le domeniche. Per ulteriori informazioni su appuntamenti, orari, visite guidate, contattare il Museo Civico.

 
Veduta aerea di Castel Noarna  
Castel Noarna

A pochi chilometri da Castel Corno sorge in splendida posizione panoramica sulla Vallagarina, tra i vigneti, Castel Noarna. Già nel XI secolo dominava imponente la valle, risorto dalle proprie rovine dopo essere nato probabilmente come fortificazione in epoca romana. I signori che vi dimoravano portavano il nome dal maniero stesso e lo possedettero in quell'epoca travagliata dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini. Alla fine del 1200 i Castelnuovo decaddero e il castello passò ai Castelbarco, una delle famiglie più importanti del Principato di Trento i cui feudi di allora comprendevano quasi tutta la Vallagarina, possedimenti nella città di Trento, il castello di Sabbionara D'Avio e territori nelle zone di Verona e Belluno. Il castello passò successivamente alla famiglia dei Lodron nel 1486, dopo una lunga vertenza con i Castelbarco che vide coinvolta di prima persona la Repubblica di Venezia, la quale fece da garante e spalleggiò i Lodron per garantirsi il loro futuro appoggio nella valle. Sotto il dominio di Nicolò Lodron il castello assunse l'aspetto attuale, trasformandosi da fortificazione difensiva in dimora gentilizia. Nicolò Lodron fece realizzare i nuovi settori residenziali del castello, gli affreschi della scala principale e quelli del giardino d'inverno.

   
L'ingresso (foto Agh)   Lo stemma nobiliare (foto Agh)   la cappella (foto Agh)

La famiglia Lodron tenne il controllo della giurisdizione di Castelnuovo - Castellano fino al 1826 e nel 1842 rinunciò ai diritti feudali. Dopo il 1876 la famiglia Lodron che fino ad allora dimorava nel Castello, si trasferì al palazzo di Nogaredo utilizzando il castello solo come residenza estiva.

Castel Noarna (foto Agh)
 
Barbara Fumagalli (foto Agh)   Visita guidata al castello (foto Agh)
 
La cantina (foto Agh)   nella sala degustazione (foto Agh)
 
La sala degustazione (foto Agh)   Petunie (foto Agh)
L'acciottolato all'ingresso del castello (foto Agh)

Dal 1974 il castello è di proprietà della Famiglia Zani, storici albergatori di Rovereto. Il signor Giulio acquistò il castello dedicandosi al vigneto, rinnovando gli impianti e riammodernando l'azienda agricola, oggi guidata dal figlio Marco. Sono coltivati
Chardonnay, Nosiola, Sauvignon blanc, Gewürztraminer, Riesling Renano, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Lagrein, quasi tutti vitigni tradizionali del Trentino. Infatti Chardonnay e Cabernet sono coltivati in Trentino dall'inizio del XX secolo, importati da lungimiranti ricercatori e vignaioli. Il Trentino vanta una grossa tradizione anche nell'ambito degli uvaggi bordolesi: già nel 1970 in Trentino venivano prodotti tra i migliori vini rossi a base di Cabernet e Merlot d'Italia.

Barbara Fumagalli, responsabile del punto vendita, delle degustazione e delle visite al pubblico (foto Agh)

Nel castello, impreziosito da affreschi ispirati alla Cappella Sistina di Michelangelo e da motivi floreali, si possono fare visite guidate e degustare i vini prodotti in azienda. La gentilissima Barbara Fumagalli, responsabile del punto vendita di Castel Noarna, delle degustazioni e delle visite al pubblico, vi accompagnerà con simpatia e grande professionalità.

  Approfondimento
La tortura e il rogo per le donne accusate di stregoneria

Le streghe di Nogaredo

Castel Noarna
38060 Noarna di Nogaredo (tn) Italy
tel. 0464 / 435222 - fax 0464 / 439644
www.castelnoarna.com
info@castelnoarna.com

In Trentino da vent'anni


Infine un doveroso ringraziamento a due nostri amici, Adriano e Anna Antonini di Roma, che ci hanno accompagnato, nostri graditi ospiti, in questa puntata a Rovereto. Sono due turisti affezionati al Trentino fin da quando, quasi vent'anni fa, comprarono casa al Villaggio Veronza di Carano di Fiemme, dove conobbero Luciano Da Canal. Un'amicizia che dura tutt'oggi.

Adriano e Anna Antonini di Roma, "trentini di adozione", con Luciano Da Canal (foto Agh)

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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APT di ROVERETO
38068 Rovereto
Corso Rosmini 6/A
Tel. 0464 430363
Fax 0464 435528
www.apt.rovereto.tn.it
rovereto@apt.rovereto.tn.it

Approfondimento

  Il più grande telescopio del mondo
Incredibile progetto italiano per un occhio
dal diametro di cento metri
     
  Le streghe di Nogaredo
La tortura e il rogo

Puntate precedenti in zona

  Altopiano di Brentonico
16 gennaio 2003
    Castione di Brentonico
12 ottobre 2002
             
  Cammina Grestana
31 agosto 2002
    Biotopo Lago di Cei
24 agosto 2002
             
  Valle di Gresta
6 ottobre 2001
       

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Museo Civico di Rovereto | tutti gli appuntamenti (rtf)
Museo Storico Italiano della Guerra
MART Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Museo della Cartolina "S. Nuvoli"
Museo del Fossile del Monte Baldo
Museo del Pianoforte Antico

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Castel Beseno
Castel Noarna | Castel Noarna sito ufficiale
Castello di Sabbionara di Avio
Castel Corno
Castello di Rovereto
Castel Pietra
Castello di Castellano

Robotica
Edmund Scientifics

Cinema
Creature Meccaniche rassegna cinematografica di fantascienza al Museo Civico
Rassegna internazionale del cinema archeologico dal 6 all'11 ottobre 2003 (rtf)

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Associazioni astrofile trentine
Astrofili Trentini

Astrofili Fiemme
AMDIC Associazione Astronomica Madonna di Campiglio e
GIGA - Gruppo Italiano Giovani Astrofili

Associazione Astronomica di Rovereto
Via Silvio Pellico 18, 38068 Rovereto (TN), tel. 0464 432357
astrofilirovereto@usa.net

Gruppo Ricerca Astronomica
c/o Museo Civico di Rovereto Borgo S.Caterina, 43 - 38068 Rovereto (Tn). Tel. 0464/439055

Associazione Astrofili Alto Garda e Ledro
c/o Fabio Drescig, via Disciplini 15, 38066 Riva del Garda (TN), tel. 0464 555744

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