Prigionieri dell'orso
L'avventura di due cacciatori bloccati su un albero dagli orsi
 
   
Gianpiero Banal, un'ora e mezza con l'orso (foto Agh)   Un orso bruno: il maschio può pesare fino a 300 chili  
A caccia del capriolo, trovano l'orso

Gianpiero Banal è uno dei pochi fortunati ad aver incontrato l'orso, e soprattutto a poterlo raccontare. Banal fa l'idraulico comunale a Fai ed è appassionato cacciatore. Una sera di maggio di un anno fa si trovava con un amico su un capanno in cima ad un albero, appostato per la caccia di selezione al capriolo, sul versante nord della Paganella a circa 1500 metri di quota. La caccia era stata infruttuosa quando, all'imbrunire, i due osservarono con il binocolo uno strano movimento tra i cespugli. Poco dopo, con un tuffo al cuore, videro apparire improvvisamente in una radura un grosso orso, ad occhio almeno 140 chili. Subito ammutolirono, scrutando con emozione quell'imprevisto spettacolo. Trascorsero solo pochi minuti e l'orso sparì di nuovo tra i cespugli. Scrutarono ancora coi binocoli, un poco delusi. Stavano quasi per rassegnarsi alla scomparsa del plantigrado quand'eccolo riapparire poco distante, insieme a un altro orso: la femmina!

 
Gli orsi sono ottimi arrampicatori (foto web)  
Il terrore corre sul palo

Stavolta Banal e l'amico rimasero quasi in apnea nel timore di essere avvistati, senza staccare neppure un momento l'occhio dal binocolo. I due orsi si avvicinarono, apparentemente noncuranti della presenza umana, fino a poche decine di metri quando, d'improvviso, il vento cambiò direzione. Immediatamente gli orsi fiutarano qualcosa di strano e si rizzarono in piedi, inquieti. I due cacciatori erano stati scoperti. "I a scominzià a rugnar!" (hanno cominciato a grugnire!) racconta Banal ancora emozionato ricordando l'episodio. Gli orsi ora mostravano segni di nervosismo fiutando l'aria rumorosamente ed emettendo spaventevoli grugniti ascolta il grugnito Si avvicinarono fin sotto l'albero dei due cacciatori che ora, benché armati, non sapevano bene cosa fare, consci del fatto che gli orsi se vogliono si arrampicano benissimo. Furono attimi di autentico terrore. Decisero di aspettare sull'albero, a dieci metri d'altezza, sperando che i due animali si allontanassero. Calò il buio ma gli orsi erano sempre lì intorno, si sentivano solo i rami spezzati nel bosco, i loro ringhi inquietanti nell'oscurità ascolta il ringhio. Banal e l'amico rimasero sull'albero un'ora e mezza che sembrò un'eternità, con gli orsi sotto alla piattaforma che non mostravano nessuna intenzione di andarsene.

 
Gli ultimi esemplari di orso bruno nelle Alpi sopravvivono solo nel Trentino
(foto web)
 
Salvataggio col telefonino

Uno dei due si ricordò allora di avere un cellulare nello zaino. Scattò l'allarme in paese, una jeep partì dal fondovalle in loro soccorso. Gli orsi non appena sentirono il rumore del motore si dileguarano nella boscaglia. I due cacciatori, stremati dall'emozione, poterono finalmente scendere dall'albero: pochi minuti dopo, mentre percorrevano con la jeep la forestale per tornare a casa, i due orsi apparvero sulla strada illuminati dai fari, dirigendosi verso valle per qualche scorribanda notturna. La sera stessa furono allertate le guardie forestali, che seguivano da tempo i movimenti degli animali grazie ad un radiocollare. Si trattava degli orsi Joze e Maja, due esemplari importati dalla Slovenja per il progetto di ripopolamento Life Ursus. La sera prima Maja era stata segnalata con due cuccioli.

Alessandro Ghezzer

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