L'alpinismo scopre le dolomiti di brenta
La "corsa alle cime" dei primi scalatori a Molveno
 
Nella seconda metà del 1800 l’alpinismo aveva già scoperto le Dolomiti fassane, ma non aveva ancora rivolto la sua attenzione al Gruppo del Brenta, che nel 1860 era conosciuto soltanto ai pastori e ai cacciatori del luogo.

 
John Ball  
Arriva John Ball

Fu proprio da Molveno che partì la prima vera impresa alpinistica nel gruppo del Brenta. Nel 1864 l’inglese John Ball, uno dei grandi nomi dell’alpinismo dell’epoca, presidente dell'Alpine Club di Londra, giunse in paese e ingaggiò come guida Bonifacio Nicolussi, pastore del luogo e ottimo conoscitore della zona, diventato poi a sua volta uno dei protagonisti dell’esplorazione del Brenta. Il 23 luglio 1864 compirono per primi la traversata da Molveno alla val Rendena, salendo la valle delle Seghe e attraversando la Bocca di Brenta. Ball descrisse questa prima esplorazione sull’Alpine Journal con il titolo “Riva to Pinzolo by the Bocca di Brenta, 23 July 1864”.Di lì partì una specie di gara tra alpinisti. Cinque giorni dopo tentò un’impresa simile il bolzanino Albrecht Wachtler. Arrivò a Molveno a notte fonda, partito a piedi da Mezzolombardo: mise a soqquadro il paese addormentato per farsi dare da mangiare e da dormire, litigò con la persona che avrebbe dovuto accompagnarlo sulla Cima Tosa, che non raggiunse mai. Si fermò alla Bocca di Brenta.

   
Jules von Payer   D. W. Freshfield  
Jules von Payer e Douglas W. Freshfield

Jules von Payer, cartografo e tenente asburgico, giunse a Molveno nel settembre del 1864 e, accompagnato da un Nicolussi, salì alla bocca di Brenta, scese a Pinzolo in val Rendena e da lì, salendo la valle del Nardis, scalò la Presanella convinto di essere il primo. Fu invece preceduto di una settimana dal grande alpinista inglese Douglas W. Freshfield, uno dei padri dell’alpinismo europeo. Il destino volle che i due grandi alpinisti non si incontrassero a Molveno solo per pochi giorni. Freshfield infatti, dopo l’impresa della Presanella, provò a sua volta la salita alla Bocca di Brenta. Scelse però come guida un contadino che smarrì il sentiero conducendolo invece alla Bocca dei Camosci. Nel 1884, insieme a Francis Fox Tuckett e alla guida Henry Devouassoud, si prese la sua rivincita: raggiunse i 3.150 metri della Cima Brenta. Freshfield lasciò una magnifica descrizione del Brenta nel suo libro “Italian Alps” , che contribuì non poco a far conoscere questa meravigliosa catena di monti agli alpinisti europei (Douglas W. FRESHFIELD, Italian Alps : sketsches in the mountains of Ticino, Lombardy, the Trentino, and Venetia. – Oxford : Blackwell, 1937).

Alessandro Ghezzer


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