Panorama sulle Dolomiti di Brenta da Cascina Zeledria
(foto Agh)
Girovagando ritorna in Valle Rendena dopo
le puntate Valle Rendena del
19 gennaio 2002 e Pinzolo - Madonna
di Campiglio dell'11 agosto 2001. Siamo oggi a Madonna
di Campiglio, detta La Perla delle Dolomiti. Ci accompagna la sempre
gentilissima Loredana Bonazza dell'Apt, e la simpatica Lorena Torresani,
dee-jay radiofonica di Rttr
che aspira a lavorare in tv e perciò ha chiesto a Luciano di poter
seguire "dal vivo" una puntata di Girovagando.
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| Il sito Apt Madonna di Campiglio,
Pinzolo e Valle Rendena |
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Paradiso dello sci
Campiglio è universalmente considerata, coi suoi 150 km di
piste, un vero paradiso dello sci. Per tutte le informazioni al riguardo
vi rimandiamo all'ottimo sito
ufficiale dell'Apt. A noi di Girovagando piace andare un po' controcorrente
ogni tanto e quindi stavolta non vi parleremo di sci e di impianti ma vi
faremo conoscere qualche aspetto meno noto della splendida Valle Rendena.
La prima tappa è al Centro del Fondo Malghette che si trova a Passo
Campo Carlo Magno, un'ampia e splendida spianata con una vista spettacolare
sul Gruppo di Brenta. Il luogo ci dà
il destro, prima di parlare di sci, per una divagazione fanta-storica.
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| Lezioni di sci con Igor Maestri al
Centro del Fondo Maghette a Passo Campo Carlo Magno (foto Agh) |
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| Carlo Magno nell'affresco della Chiesetta
di S. Stefano |
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Sulle Tracce di Carlo Magno
La denominazione di Campo Carlo Magno
è recente e deriva dal nome dell’hotel così chiamato
da un albergatore tedesco, che si ispirò ad una leggenda letteraria
nella quale si narrava di una grandiosa spedizione militare del Re dei Franchi
e dei Longobardi nel VII secolo. Pare che Carlo Magno, dopo aver risalito
la Val Camonica e attraversato il Passo del Tonale, giungesse alle porte
della Val Rendena accampandosi sulle vaste distese prative di Passo Moschera
(oggi Passo Campo Carlo Magno). Il Re, alla testa di un esercito di ben
quattromila soldati, era accompagnato da Papa Adriano, sette vescovi, nobili,
monaci e guerrieri. Una traccia di questo passaggio sarebbe rappresentata
da un affresco del 1519 nella chiesetta
di Carisolo in valle Rendena, attribuito con certezza alla stirpe di
pittori Baschenis
de Averara. Girovagando ha dedicato parte della puntata Pinzolo
- Madonna di Campiglio del'11 agosto 2001 proprio alla chiesetta cimiteriale
intitolata a Santo Stefano. Sotto l'affresco, unico nel suo genere in Europa,
vi è una lunga scritta murale, ispirata da più antiche pergamene,
che descrive minuziosamente la leggendaria spedizione.
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| La chiesa di S. Stefano a Carisolo (foto Agh) |
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Il grande affresco dei Baschneis del 1519 (foto Agh) |
Il Circolo culturale "Il Faggio Val Rendena" e la Pro Loco di
Carisolo hanno unito le forze per dar vita al Progetto
Carlo Magno, patrocinato dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Provincia
di Brescia, dalla Regione Autonoma Trentino Alto Adige e dai comuni di Brescia
e Carisolo. Questa iniziativa cultuale si propone di indagare e approfondire
i fatti storici sul passaggio di Carlo Magno in Italia e valorizzarne le
eventuali testimonianze.
Per approfondire:
Progetto
Carlo Magno
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| A lezione col maestro Igor (foto Agh) |
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Scuola Italiana Sci Fondo Malghette
Il Centro del Fondo Malghette di Passo Carlo Magno è stato terminato
nel dicembre 1998, realizzato con sobri criteri architettonici di stile
nordico bene armonizzati nello splendido contesto paesaggistico. La struttura
offre una completa dotazione di servizi: La pista é composta da 4
percorsi, adatti ad ogni tipo di esigenza, con difficoltà medio facili,
suddivisi in 4 anelli: pista test km.0,5 pista baby km.2 pista sprint km.5
pista World Cup km. 7,5. I corsi di tecnica classica (alternato) e "skating"
(pattinato), sono individuali e collettivi. Sono possibili corsi di perfezionamento
e corsi di avviamento al "telemark". Il centro dispone di spogliatoi
con docce, deposito sci, noleggio attrezzatura, campi scuola riservati.
Si organizzano anche escursioni guidate notturne con racchette da neve,
gite guidate per l'avvistamento dei camosci all'interno del Parco Naturale
Adamello Brenta.
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| Lezione individuale (foto Agh) |
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Le piste di Passo Campo Carlo Magno (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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Leonardo Binelli direttore della scuola (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Sulle piste di Passo Campo Carlo
Magno (foto Agh) |
Anche noi sugli sci
Con la scusa delle riprese decidiamo di approfittare dell'occasione per
un breve giro con gli sci accompagnati da Igor, maestro della scuola. Si
offrono spavaldamente come volontari alcuni componenti della troupe di Girovagando:
Aldo Dal Palù, aiuto operatore, lo sponsor Luigi Cappelletti dell'Antica
Erboristeria Cappelletti, e la dee-jay Lorena Torresani. Igor è molto
paziente e molto bravo nonostante la deplorevole e anzi nulla preparazione
sciistica della truppa. Lorena sostiene che è la prima volta, Luigi
accusa lo scarso allenamento mentre Aldo, subito vergognosamente a corto
di fiato, incolpa la sciolina (ma se ha la soletta con le squame!). Ciononostante
i nostri eroi riescono a percorrere l'anello baby prima di arrivare sfiancati
all'arrivo e rifugiarsi tosto nel bar per recuperare le forze.
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| Come diavolo si mettono? (foto Agh) |
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I nostri eroi si cimentano sull'anello baby (foto Agh) |
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| Lorena e Igor (foto Agh) |
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Igor Maestri (foto Agh) |
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| Foto ricordo della sgambata: Luigi
Cappelletti, Aldo Dal Palù e Lorena Torresani con Igor Maestri
(foto Agh) |
Il Gruppo di Brenta
Il Gruppo di Brenta è uno degli scenari naturali più belli
dell'intero arco alpino. E' compreso tra la Valle di Non, la Valle di Sole,
la depressione di Andalo e Molveno, la Valle del Sarca e la Val Meledrio.
Per la sua posizione a ovest dell'Adige fa parte geograficamente delle Alpi
Retiche; tuttavia le sue rocce in prevalenza sedimentarie lo differenziano
nettamente dai massicci cristallini delle Alpi Centrali, meritandogli il
nome in uso di Dolomiti di Brenta.
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| Il Brenta settentrionale con la Pietra
Grande m 2936, visto da Cascina Zeledria a nord di Campiglio (foto Agh) |
Il gruppo è disposto orograficamente in direzione nord-sud per circa
42 Km, si estende su una superficie di circa 40.000 ettari ed è generalmente
suddiviso in tre settori: il settore settentrionale,
sovrastato dal Monte Peller (2319 m) e delimitato a sud dal massiccio della
Pietra Grande (2936 m); il settore centrale,
tra il Passo del Grosté e l'incisione della Busa degli Sfulmini,
comprendente il massiccio della Cima Brenta (3150 m); il settore
meridionale, caratterizzato dalla catena di vette più famose
del gruppo, fra le quali la Cima Tosa (3171 m), il Crozzon di Brenta (3135
m) e la Catena degli Sfulmini con il celebe Campanil Basso (2883 m).
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| Il Brenta centrale visto da est,
dalla cima della Paganella (foto Agh) |
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| Orso bruno (foto Parco Adamello) |
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Ultimo rifugio dell'orso bruno
ll Gruppo di Brenta è inciso da profonde vallate: a nord la Val
di Tovel con l'omonimo lago, reso famoso in passato dal fenomeno
di arrossamento naturale delle acque provocato dalla presenza di una particolare
alga; la Valle delle Seghe si apre verso
il Lago di Molveno; la Val d'Ambiez, la
Val d'Algone e la Val
Manez verso sud; la Vallesinella,
la Val Brenta e la Val
d'Agola che sboccano verso ovest. E' l'unico gruppo montuoso di tutto
l'arco alpino in cui è sopravvissuto l'orso bruno.
L'orso bruno nelle Alpi
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1951: Sergio Fambri e Fabio Susatti,
del Gruppo Rocciatori Riva del Garda
(foto Archivio Sat) |
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Il Campanil Basso
Le vette del gruppo di Brenta sono un paradiso per i "ferratisti"
e soprattutto per gli scalatori: a Campiglio abita Cesare
Maestri, "il Ragno delle Dolomiti", che su queste cime
ha scritto pagine memorabili della storia dell'alpinismo moderno, e Bruno
Detassis il "Re del Brenta". Il Campanil Basso è
il simbolo leggendario della storia dell'alpinismo dolomitico.
La conquista del Campanil
Basso
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| 1926: Re Alberto I° (al centro
con gli occhiali) in vetta al Campanil Basso (foto Archivio Sat) |
Antica Pasticceria Pasquini
Scendiamo a Madonna di Campiglio per la rituale intervista con Riccardo
Maturi presidente dell'Apt. Con l'occasione non ci lasciamo sfuggire una
visita all'Antica Pasticceria Pasquini,
un punto obbligato per i golosi, che Girovagando aveva scoperto qualche
anno fa nella puntata Valle Rendena
del 19 gennaio 2002, presentando il famoso maestro pasticcere Danilo
Freguja. Per gli amanti del cioccolato l'Antica Pasticceria Pasquini
è un appuntamento semplicemente imperdibile.
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| Luciano con Riccardo Maturi, presidente
dell'Apt Madonna di Campiglio, Pinzolo Valle Rendena (foto Agh) |
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| Il cocktail di Shane (foto Agh) |
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Le torte dell'Antica Pasticceria Pasquini (foto Agh) |
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| Una specialità: la Gianduiata (foto Agh) |
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La torta Sacher (foto Agh) |
Antica Pasticceria Pasquini
- cioccolateria artigianale
viale Dolomiti di Brenta 13 - Madonna di Campiglio 38084
Tel e fax 0465 / 440710 |
A tavola, cascina Zeledria
Per il pranzo siamo attesi a Cascina Zeledria,
poco a nord di Campiglio in una strepitosa posizione panoramica sul Brenta.
Un bellissimo gatto delle nevi d'epoca fa la spola lungo i pochi km di strada
forestale da Passo Campo Carlo Magno. Il titolare Guido Artini ci accoglie
con un pranzo da leccarsi i baffi, nella sala al piano superiore dalle grandi
vetrate con meravigliosa vista sulle vette.
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| Il gatto delle nevi che sale da Passo
Campo Carlo Magno a Cascina Zeledria (foto Agh) |
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| Arrivo a Cascina Zeledria (foto Agh) |
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Salto atletico di Luciano (foto Agh) |
Abbiamo degustato un antipasto di cappelle di
porcino alla griglia, spiedini di caciotta
e speck, affettati con carpaccio di cervo
in letto di rucola e scaglie di grana e salsettina vinagrette con arancio,
risotto coi funghi, strangolapreti,
mezzelune. Quindi i piatti forti della
casa: la polenta concia con salsicce
e fungi trifolati e il goulash accompagnato
con canederli, capriolo
in salmì al vino Teroldego.
Per i dolci crêpe al cioccolato,
torta di ricotta dalla ricetta esclusiva,
crostate di frutta, strudel,
millefoglie, torta
Sacher, accompagnati con vini passiti come il Vin
Santo e il Prepositura dell'Isitituto Agrario
di S. Michele, quindi grappe e amari trentini
a volontà.
Le ricette di Cascina Zeledria: Polenta
concia e zuppa di finferli
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| Guido Artini gestore di Cascina Zeledria (foto Agh) |
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Brindisi (foto Agh) |
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| Cascina Zeledria (foto Agh) |
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Le panoramiche vetrate sul Brenta (foto Agh) |
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| Affettati con carpaccio di cervo (foto Agh)
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La piastra per le grigliate (foto Agh) |
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| Lo squisito formaggio fuso (foto Agh) |
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Goulash con canederli (foto Agh) |
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| Crostata di frutta (foto Agh) |
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Composizione di dolci assortiti (foto Agh) |
Cascina Zeledria
- ristorante bar
Campo Carlo Magno - Madonna di Campiglio
Aperto tutti i giorni dal 1° dicembre al 1° maggio, quindi dal 20
giugno fino a fine settembre. Tel. 0465 / 440303. E' gradita la prenotazione.
nicola.artini@cr-surfing.net
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Partenza con le ciaspole (foto Agh)
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Vai con le ciaspole
Durante i due passi per sgranchire le gambe intercettiamo una pattuglia
di "ciaspolatori" condotti dalla guida alpina Renzo Springhetti.
Infatti Cascina Zeledria è raggiungibile con le ciaspole del Passo
Campo Carlo Magno oppure può essere un eccellente punto di partenza
per meravigliose escursioni nei dintorni. Nella comitiva c'è anche
Graziano Molon, direttore dell'Apt, che appena ha un momento libero ne approfitta
per fare una sgambata. Poco distante lo Sporting
Club Madonna di Campiglio diretto da Alberto Cozzio è in piena
attività: con il direttore Cornelio Dardi scambiamo due chiacchiere
sulle numerose attività sportive del club.
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| Escursione con le ciaspole (foto Agh) |
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Sosta al sole, sullo sfondo il Gruppo di Brenta
(foto Agh)
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Ferruccio Vidi, guida alpina e direttore delle Guide
Alpine di Madonna di Campiglio (foto Agh) |
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| Graziano Molon direttore Apt (foto Agh) |
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Paesaggi da fiaba (foto Agh) |
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| Cornelio Dardi, dir. tecnico Sporting
Club Campiglio con il piccolo atleta Marco Maffei (foto Agh) |
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Dardi, Maffei e Alberto Cozzio, presidente Sporting Club Campiglo
(foto Agh)
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Sosta col vin Brulé prima di scendere a valle
(foto Agh)
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Il vin Brulè Bacchus dell'Antica
Erboristeria Cappelletti, nostro sponsor (foto Agh) |
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| Gianluca Polla (foto Agh)
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Salumificio Polla
La giornata si conclude con la visita ad una nuova iniziativa imprenditoriale
della famiglia di Giuseppe Polla, che a Borzago sta completando il nuovo
stabilimento in cui si produrranno i prelibati salumi tradizionali della
Valle Rendena. La famiglia Polla ha una solida tradizione alle spalle, iniziata
da papà Giuseppe con un piccolo negozio-laboratorio a Caderzone:
"I nostri prodotti andavano benissimo e ci davano grandi soddisfazioni.
Però eravamo troppo piccoli per stare dietro alle richieste mantenendo
la qualità, così abbiamo deciso il gran salto con uno stabilimento
nuovo di zecca, tutto rigorosamente a norme Cee, con annesso punto vendita".
I figli Gianluca, Armando, Maria Teresa e Valentina sono orgogliosi di continuare
l'attività di papà Giuseppe. "Gran parte della produzione
e lavorazione è ancora a mano" dice Gianluca. "Ci teniamo
alla tradizione, per noi le macchine sono un grande aiuto nel controllo
della qualità, ma la parte manuale e artigianale è rimasta
come prima, perché niente può sostituire l'uomo. Selezioniamo
personalmente la carne: solo maiali nati e allevati rigorosamente in Trentino,
perché la qualità della materia viene prima di tutto. Poi
facciamo la lavorazione nei nostri laboratori: solo carne, sale e pepe,
non usiamo nessun aroma".
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| Il disegno di come sarà il salumificio Polla
quando sarà terminato (foto Agh) |
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Gianluca Polla (foto Agh) |
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| Lavorazione a mano (foto Agh) |
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Controllo stagionatura (foto Agh) |
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| L'assaggio... (foto Agh) |
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Lorena si cimenta come interivstatrice tv (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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Lo speck (foto Agh) |
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| Disegno del Salumificio Polla di
Borzago in Valle Rendena (foto Agh) |
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Porcelli di terracotta nell'ufficio
del salumificio Polla
(foto Agh)
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"Anche i tempi di stagionatura sono rigorosi, mai forzati, sempre di
40 giorni come minimo" precisa Gianluca. "Produciamo salami, salamini,
lucaniche fresche, cotechini e speck. Saremo aperti qui prima dell'estate,
inoltre abbiamo il punto vendita a Pinzolo. Siamo stati corteggiati dalle
grandi catene di distribuzione ma abbiamo rifiutato, perché cercano
soprattutto il prezzo: noi vogliamo puntare alla qualità dei nostri
prodotti e ci va benissimo la piccola nicchia delle botteghe qui in valle
Rendena, oltre ai nostri due punti vendita, dove possiamo garantire la migliore
qualità". Dopo la visita ai laboratori arriva, finalmente, il
momento dell'assaggio: il signor Giuseppe taglia davanti ai nostri occhi
un grande speck, poi meravigliosi salumi tra i quali il "Borzaghino".
Parola di Girovagando: è tutto squisito, provare per credere!
testi e foto di Alessandro Ghezzer
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| Dalle malghe Zeledria verso il Grosté
(foto Agh) |

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