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| Guardia di Folgaria: lo scultore
Florian Grott accanto ad un'opera del padre Cirillo (foto Agh) |
Girovagando conclude il suo ciclo invernale a Guardia
di Folgaria, paese natìo di Cirillo
Grott, scultore, pittore e poeta, la cui eredità artistica
è ora raccolta dal figlio Florian. Gli altri due fratelli di Florian
sono Tiziano, che gestisce il ristorante Grott
Stube, ed Emanuel, che ha seguito il richiamo potente della natura
andando a fare il boscaiolo. La mamma Sandra continua instancabilmente l'opera
di valorizzazione dell'arte di suo marito Cirillo, scomparso prematuramente
a 53 anni per una peritonite.
La puntata offre anche una carrellata dei momenti più belli del ciclo
invernale 2002/2003 nel riepilogo.
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| Cirillo Grott a Guardia di Folgaria |
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La natura sovrana
Il forte legame con la natura qui è un elemento costante. Disse una
volta Cirillo Grott: "Per la mia attività sarebbe molto più
sensato vivere in qualche grossa città come Venezia, Bologna o Milano.
Ma non potrei ritrovare in città quello che qui ho appena fuori l'uscio
di casa: il paesaggio, la natura, il legno vivo nel bosco, il ritmo del
vivere in parte ancora legato al succedersi delle stagioni... Sono un uomo
cresciuto in montagna, qui sono nato, qui la mia famiglia esiste da sempre.
Sarebbe come strappare una pianta dal suo terreno naturale. Come potrebbe
attecchire altrove?"
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| Florian Grott ritorna "dal baito"
dove si rifugia per scolpire in solitudine, in mezzo alla natura (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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Guardia, il paese dipinto
Il paese di Guardia è in cima ad un costone a 875 metri di altitudine,
affacciato sulla vallata del Rio Cavallo, di fronte all'Altopiano
di Folgaria. E' circondato da boschi, prati e dirupi: una stretta strada
secondaria sale faticosamente con dei tornanti da Mezzomonte. Poco distante
c'è il paese "fantasma" di Ondertòl, fatto ormai
di seconde case e praticamente disabitato per gran parte dell'anno. La natura
qui è aspra ed ha in qualche modo forgiato chi è rimasto.
Guardia nell'antichità era probabilmente un presidio in quota del
possente e grandioso Castel
Beseno, che dalla cima di un colle in fondo alla valle sbarrava l'accesso
all'altopiano di Folgaria, dominando la piana
della Lagarina e la Valle dell'Adige
a difesa di Trento, la capitale del Principato.
Approfondimento:
I
grandi altipiani trentini di Massimiliano Unterrichter
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| Panoramica da Guardia verso Folgaria
(foto Agh)
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In tempi recenti Guardia è diventato "il paese dipinto",
dopo che qualcuno ebbe l'idea di far realizzare dei murales
sulle facciate delle case. L'iniziativa prese piede e, di anno in anno,
arrivarono in paese artisti da tutta Italia per lasciare una traccia della
loro arte sui muri delle case di Guardia.
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| Franco Mora, Mantova: "Ritorno
dai campi" 1988 (foto Agh) |
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| Grott Stube con affresco di Cirillo Grott (foto Agh) |
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Sartori, Vicenza: "Heidi" 1988 (foto Agh) |
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Marco Bertoldi, Trento: "Poveri Cristi" 1988
(foto Agh) |
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Silvio Cattani, Rovereto: "L'angelo di Guardia"
1984 (foto Agh) |
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| Salvo Caramagno, Messina: "Mietitura"
1988 (foto Agh) |
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| Florian Grott al lavoro (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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Florian Grott
Poco sotto al paese di Guardia il sole illumina una piccola baita isolata:
all'esterno un tavolone grezzo ingombro di scalpelli, mazze, sgorbie, tutt'intorno
grossi ceppi di legno sparsi alla rifusa. E' il "rifugio" all'aperto
dove lavora Florian Grott, in mezzo alla natura e lontano dai "rompiscatole".
Somiglia vagamente a Rudolf Nureyev, il ballerino russo, del quale sembra
possedere anche l'energia. Florian è quel che si dice un tipo selvatico,
simpatico nella sua ruvidezza, dai modi un po' spicci ma non scortese. "Somiglia
molto al padre" ci confida la mamma Sandra. Racconta che la sera prima
ha fatto tardissimo giocando alla morra con gli amici, ed è piuttosto
stanco. Tuttavia si mette diligentemente a disposizione per le riprese e
le foto, che per un tipo schivo come lui devono essere una specie di supplizio,
forse come quando andava all'accademia e lo costringevano per ore ad imparare
la tecnica. Dice che non ne poteva più della scuola, la sua foga
creativa non poteva essere imbrigliata; appena gli fu possibile tornò
a Guardia dove poteva finalmente lavorare in santa pace, come piaceva a
lui. Florian girovaga spesso nei boschi per ascoltare la natura, per cercare
i "suoi" legni: sono quelli che in qualche modo lo chiamano nei
boschi, gli parlano. Talvolta li scolpisce direttamente sul posto, come
faceva il padre. Sono ciocchi, o alberi secchi, morti di fuori ma non di
dentro: lui segue il suo istinto, li cerca e li trova. Li tasta con le mani
e con lo sguardo, se percepisce qualcosa se li porta a casa, sicuro di riuscire
a cavarci una nuova espressione della sua inquietudine.
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| (foto Agh) |
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Al lavoro in mezzo alla natura (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Florian Grott (foto Agh) |
Florian ci mostra una bellissima testa femminile alla quale sta lavorando.
Non si vergogna di ammettere un errore: "L'era 'na Madona col bambinel"
dice carezzandogli la testa. "Ma ho sbaglià el bocia e ho dovù
bàterghelo via" ammette senza problemi, con candore (ho sbagliato
il bambino e ho dovuto tagliarglielo via). Florian Grott ha già al
suo attivo parecchie mostre personali e collettive, con un ottimo successo
di critica. Di recente ha aperto un atelier a Rovereto dove ha allestito
una mostra permanente.
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| Massimiliano Unterrichter, direttore Ispettorato Forestale
Pergine Valsugana (foto Agh) |
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Vivere il legno
A Guardia stanno nascendo, sulla spinta della casa-museo di Grott e dei
murales, nuove iniziative artistiche e culturali. Una tra le più
recenti è vivere il legno, che partirà
tra qualche mese: Massimiliano Unterrichter, uno dei promotori, ne parla
con entusiasmo: "La nostra intenzione è far riscoprire il legno,
questo materiale meraviglioso di cui ormai purtroppo si è persa memoria
e conoscenza: faremo mostre, serate a tema, incontri, escursioni, per conoscere
il legno nell'uso quotidiano, ma anche la sua storia millenaria che ha accompagnato
l'evoluzione dell'uomo. Abbiamo realizzato un nuovo sentiero
didattico a Lavarone, dove si possono vedere degli alberi monumentali,
e ideato un percorso enogastronomico con ricette a tema. Inizieremo con
aprile prossimo".
Il
programma Vivere il legno
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| Grott Stube a Guardia: il maresciallo
della Finanza Gino Stedile, con i suoi baffoni bianchi, è chiamato
regolarmente nelle sfilate storiche in costume per impersonare il
"Kaiser Franz" Francesco Giuseppe (foto Agh) |
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| Cirillo Grott |
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| Sandra Grott (foto Agh) |
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La casa museo di Cirillo Grott
Con la gentilissima signora Sandra, moglie di Cirillo Grott, ritorniamo
volentieri, dopo la puntata di qualche anno fa, per visitare la casa-museo
zeppa di sculture, dipinti, bronzi. In origine era l'atelier di Cirillo,
e prima ancora la vecchia chiesa di Guardia di Folgaria. Nell'edificio si
trova la collezione-esposizione di quadri e sculture dell'artista, suddivisi
in due parti: quella privata si trova nella parte rialzata, quella aperta
al pubblico si trova invece al piano terra. L'orario è 10-12, 16-19,
l'ingresso è accessibile ai disabili, per informazioni tel. +39 0464
720190 - fax +39 0464 721638. Cirillo Grott è nato a Guardia di Folgaria
nel 1937. Ha frequentato la Scuola d'Arte di Ortisei
e quindi l'Accademia di Belle Arti a Roma,
seguendo i corsi del maestro Pericle Fazzini. All'inizio degli anni Sessanta
si trasferì in Svizzera, dove lavorò presso uno scultore e
realizzò le sue prime opere, esposte in una collettiva a Losanna.
In seguito Cirillo Grott ritornò ad Ortisei dove lavorò assiduamente
alle sue sculture, che furono esposte prima in una mostra a Firenze e quindi
a Monaco di Baviera. Nel 1963 aprì a Rovereto un suo atelier che
in seguito divenne anche Galleria: iniziò un'intensa attività
espositiva personale e di organizzazione di mostre altrui.
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| La casa-museo di Cirillo Grott (foto Agh) |
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| La ballerina (foto Agh) |
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Il grido (foto Agh) |
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| La regina (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Catalogo (foto Agh) |
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Particolare dal catalogo (foto Agh) |
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| Ritratti: da sinistra Giorgio, Contadinella, Il Ragazzo
che ride (foto Agh) |
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L'Egiziana (Portatrice d'acqua) (foto Agh) |
Grott si dedicò anche alla pittura e scrisse molte poesie. Viaggiò
spesso e portò le sue opere alle più importanti rassegne in
Italia e all'estero. In patria, nel suo Trentino e anche nel suo stesso
paese, non era capito e questo lo amareggiava molto. Morì prematuramente
nel 1990. Dopo la sua morte è iniziata l'opera di rivalutazione,
grazie anche all'impegno della moglie Sandra. Le sue opere sono al centro
di varie iniziative espositive ed editoriali. Una mostra permanente si trova
nella Casa-Museo di Guardia di Folgaria.
Molto bello e completo il sito ufficiale
www.grott.net
Casa - Museo Cirillo Grott
38064 La Guardia di Folgaria - Trentino - Italia
tel. +39 0464 720190 - fax +39 0464 721638
www.grott.net
info@grott.net
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| La Grott Stube a Guardia di Folgaria (foto Agh) |
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Sfida alla morra alla Grott
Stube
In un piccolo paese come Guardia di Folgaria, meno di 100 anime, la Grott
Stube, bar e ristorante, è un po' il centro del mondo dove
ci si conosce tutti, ci si incontra, si chiacchiera, si beve e talvolta
si gioca alla morra. Noi di Girovagando
siamo stati subito sfidati a questo gioco antichissimo, molto spettacolare
e divertente da vedere. Si gioca generalmente a coppie, e si fronteggiano
due giocatori alla volta. Il gioco consiste nell'indovinare, gridandolo
ad alta voce, il numero dato dalla somma delle dita mostrate dai giocatori.
Questo si ripete velocissimamente a ritmo serrato fino a che uno dei due
non indovina e va a punto. Vince la coppia che arriva a quindici punti.
Nella sua semplicità è un gioco affascinante e anche divertente
perché i giocatori usano storpiare i numeri con espressioni molto
colorite, che variano di valle in valle. Per esempio: "un per un"
(uno a testa) sta per due, "caterina" vale quattro, "tre-tremendo"
o "trielina" vale tre, "settebello" o "biancaneve"
significa sette, "tutta la voglio" sta per dieci e via di seguito,
a volte inventando e improvvisando sul momento.
Nonostante sembri un gioco semplice, la morra è in realtà
molto faticosa e difficile: il lancio dei numeri avviene in frazioni di
secondo in cui bisogna pensare quale numero giocare, fare la somma, cosa
gridare, e nello stesso tempo pensare al gioco dell'avversario. Non di rado
si "bara" mettendo giù male la mano allungando o rattrappendo
le dita secondo la bisogna. Se il gioco si protrae a lungo si hanno forti
indolenzimenti al braccio oltre alla completa perdita della voce. Il segreto
per vincere è quello di far innervosire l'avversario con parole,
sguardi e toni ironici. E' per questo che talvolta i tornei finiscono in
rissa!
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| Sfida alla morra (foto Agh) |
E' un gioco basato sull'intuizione e sulla velocità e certi vecchietti
si prendono delle belle rivincite sul tempo infliggendo sonore batoste a
persone molto più giovani di loro. E' diffuso soprattutto in Veneto
e in Trentino, e nonostante una legge demenziale che lo vieta in quanto
gioco d'azzardo, è praticato assiduamente specie nei bar di paese.
Girovagando ha opposto ai campioni locali Grott-Nones la fortissima coppia
composta dai fratelli Dalpalù, originaria della Valle di Fiemme,
ovvero il nostro aiuto operatore Aldo e la sorella Marta, "camerawoman"
che ha sfoggiato insospettabili abilità in un gioco tipicamente da
osteria. La vittoria, di stretta misura, è andata alla coppia locale,
anche perché fresca reduce da un furibondo torneo la sera prima.
I nostri tuttavia hanno combattuto con onore, guadagnandosi i complimenti
di tutti.
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| Musica nella Grott Stube (foto Agh) |
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Roberto Nones, scultore cembrano (foto Agh) |
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| Con Angela Moser moglie di Tiziano Grott (foto Agh) |
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Gino Stedile (foto Agh) |
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| Grott Stube: Roberto Nones, Massimiliano
Unterricchter, Florian Grott (foto Agh) |
Musica dal vivo
Alla Grott Stube si possono assaporare anche dei gradevoli momenti di musica
dal vivo. dal classico al jazz al flamenco. Per l'occasione abbiamo
ascoltato l'Ensemble Oliver con Annalisa
Cuel al flauto traverso e Filippo Palumbo al clarinetto, in alcuni bei pezzi
di Rossini.
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| Musica dal vivo (foto Agh) |
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Marta, Augusto con la mamma Annalisa (foto Agh) |
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| Ensemble Oliver (foto Agh) |
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Annalisa Cuel e Filippo Palumbo (foto Agh) |
Ensemble Oliver
Annalisa Cuel (flauto traverso) e Filippo Palumbo (clarinetto)
via 25 aprile 24, Folgaria tel. 0464 / 720636
Repertorio: dal classico al '900, tanghi argentini di Piazzolla, ragtime
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| La sala da pranzo (foto Agh) |
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A tavola
La stirpe dei Grott pare derivi da un loro antenato che era capomastro a
Castel Beseno. Fu in seguito distaccato come vedetta per controllare dall'altura
di Guardia il passaggio per l'altopiano di Folgaria. Vi si stabilì
insieme ad altri coloni, coltivando la campagna sugli erti e sfruttando
le risorse del bosco dando così origine all'abitato. La Grott Stube
era in origine una vecchia casa semi-abbandonata avuta in lascito da loro
zio Eduino. Inizialmente si pensava di farne una casa di abitazione, in
seguito è nata l'idea di farne un ristorante per mantenere viva l'anima
del borgo. Nel 1987 fu avviata una minuziosa ristrutturazione che coinvolse
tutta la famiglia Grott. Il ristorante fu poi preso in mano da Tiziano,
che fin da piccino aveva sempre desiderato fare il cuoco, e dal fratello
Emanuel, che in seguito lascerà il posto alla moglie di Tiziano,
Angela. La Grott Stube propone una ristorazione "alternativa"
in un ambiente rustico e nello stesso tempo elegante, in cui mangiare piacevolmente
attorniati da opere d'arte e conversare in un ambiente tranquillo. La cucina
si ispira alla tradizione regionale ma con un pizzico di fantasia, che valorizzi
gli ingredienti scelti sempre con grande cura.
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| Luciano fa baby-sitteraggio (foto Agh) |
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Corrado Tononi con il piccolo Francesco (foto Agh) |
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| Con Paolo Manfrini dell'Apt Trentino (foto Agh) |
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Davide Luchesa del progetto Le
strade dei Sapori |
Noi abbiamo degustato un antipasto con affettati
misti, sottoaceti e sottolio, come primo un tris composto da: rotolo
di patate ai porcini e finferli, mezzelune
ripiene con radicchio e carciofi, ricottine
ai formaggi e Vezzena, cima di vitello
ripiena al timo, stracotto di lonza al
cervo, verze brasate, polenta
di patate, crostata di arance e cioccolato.
Per Girovagando la ricetta di Tiziano:
Ricottine
ai formaggi e Vezzena
La Grott Stube è associata all'Unione
Italiana Ristoratori (UIR), fondata nel 1971 con lo scopo di unire i
ristoranti dove l'arte della cucina, della cantina e della tavola, sono
nobilitate dall'arte figurativa, in cui la cucina è sempre attenta
alla territorialità dei piatti, alla riscoperta degli antichi sapori
e alla qualità dei prodotti utilizzati, soddisfando le esigenze dei
buongustai alla ricerca di piacevoli esperienze gastronomiche e di un'ottima
ospitalità..
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| Antipasto (foto Agh) |
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Piatto tris (foto Agh) |
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| Stracotto di lonza al cervo con polenta di patate |
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Cima di vitello al timo con verze (foto Agh) |
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Caffè e grappino accanto al fuoco (foto Agh) |
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Grappa Cadevita dell'Antica
Erboristeria Cappelletti (foto Agh)
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Grott Stube
Guardia di Folgaria (Trento)
tel. 0464 / 720190
www.grott.net
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Noi di Girovagando siamo stati molto contenti di testimoniare una piccolissima
realtà del Trentino come Guardia di Folgaria che, pur con modesti
mezzi economici, ha saputo trovare una sua dimensione grazie all'ingegno
e alla tenacia dei suoi abitanti. Qui la montagna non si spopola come altrove,
ma vive grazie all'arte e alla cultura. Forse Cirillo Grott sarebbe contento
e forse orgoglioso di vedere che la sua opera, poco compresa quand'era in
vita, il suo slancio vitale, non sono andati perduti. testi e foto di Alessandro Ghezzer
Non
contare su di me
Non
contare su di me se morirò,
e dopo la mia morte non cercarmi.
Lascia ch'io dorma in un viaggio lontano
che il vento vorticosamente
aveva già tracciato.
E' giusto che nessuno conti sull'altro,
Ognuno ha sufficienti problemi dopo la morte
non c'è che l'amore
a rimanere lì persistente, appassionato
ma poi anche quello cede ed il tempo
corre per chi è vivo.
Dimenticherai le cose del mondo.
Il volo dei gabbiani continuerà
ed anche loro moriranno.
Le acque continueranno a scorrere
e moriranno.
Soltanto un bimbo appena nato
non deve morire
non devono morire i bimbi
e la morte traccia silenzio.
Tutte le stelle brilleranno
finché le vedrai
ma il silenzio è silenzio,
è immortale. |
Una poesia di Cirillo Grott: "Non contare
su di me"
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