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GUARDIA DI FOLGARIA
Florian Grott, scultore - riepilogo puntate ciclo invernale - 1 marzo 2003
Guardia di Folgaria: lo scultore Florian Grott accanto ad un'opera del padre Cirillo (foto Agh)

Girovagando conclude il suo ciclo invernale a Guardia di Folgaria, paese natìo di Cirillo Grott, scultore, pittore e poeta, la cui eredità artistica è ora raccolta dal figlio Florian. Gli altri due fratelli di Florian sono Tiziano, che gestisce il ristorante Grott Stube, ed Emanuel, che ha seguito il richiamo potente della natura andando a fare il boscaiolo. La mamma Sandra continua instancabilmente l'opera di valorizzazione dell'arte di suo marito Cirillo, scomparso prematuramente a 53 anni per una peritonite.

La puntata offre anche una carrellata dei momenti più belli del ciclo invernale 2002/2003 nel riepilogo.

 
Cirillo Grott a Guardia di Folgaria  
La natura sovrana

Il forte legame con la natura qui è un elemento costante. Disse una volta Cirillo Grott: "Per la mia attività sarebbe molto più sensato vivere in qualche grossa città come Venezia, Bologna o Milano. Ma non potrei ritrovare in città quello che qui ho appena fuori l'uscio di casa: il paesaggio, la natura, il legno vivo nel bosco, il ritmo del vivere in parte ancora legato al succedersi delle stagioni... Sono un uomo cresciuto in montagna, qui sono nato, qui la mia famiglia esiste da sempre. Sarebbe come strappare una pianta dal suo terreno naturale. Come potrebbe attecchire altrove?"

Florian Grott ritorna "dal baito" dove si rifugia per scolpire in solitudine, in mezzo alla natura (foto Agh)

 
(foto Agh)  
Guardia, il paese dipinto

Il paese di Guardia è in cima ad un costone a 875 metri di altitudine, affacciato sulla vallata del Rio Cavallo, di fronte all'Altopiano di Folgaria. E' circondato da boschi, prati e dirupi: una stretta strada secondaria sale faticosamente con dei tornanti da Mezzomonte. Poco distante c'è il paese "fantasma" di Ondertòl, fatto ormai di seconde case e praticamente disabitato per gran parte dell'anno. La natura qui è aspra ed ha in qualche modo forgiato chi è rimasto. Guardia nell'antichità era probabilmente un presidio in quota del possente e grandioso Castel Beseno, che dalla cima di un colle in fondo alla valle sbarrava l'accesso all'altopiano di Folgaria, dominando la piana della Lagarina e la Valle dell'Adige a difesa di Trento, la capitale del Principato.

Approfondimento:
I grandi altipiani trentini di Massimiliano Unterrichter

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Panoramica da Guardia verso Folgaria (foto Agh)

In tempi recenti Guardia è diventato "il paese dipinto", dopo che qualcuno ebbe l'idea di far realizzare dei murales sulle facciate delle case. L'iniziativa prese piede e, di anno in anno, arrivarono in paese artisti da tutta Italia per lasciare una traccia della loro arte sui muri delle case di Guardia.

Franco Mora, Mantova: "Ritorno dai campi" 1988 (foto Agh)
 
Grott Stube con affresco di Cirillo Grott (foto Agh)   Sartori, Vicenza: "Heidi" 1988 (foto Agh)
 
Marco Bertoldi, Trento: "Poveri Cristi" 1988
(foto Agh)
  Silvio Cattani, Rovereto: "L'angelo di Guardia" 1984 (foto Agh)
Salvo Caramagno, Messina: "Mietitura" 1988 (foto Agh)

 
Florian Grott al lavoro (foto Agh)  
 
(foto Agh)  
Florian Grott

Poco sotto al paese di Guardia il sole illumina una piccola baita isolata: all'esterno un tavolone grezzo ingombro di scalpelli, mazze, sgorbie, tutt'intorno grossi ceppi di legno sparsi alla rifusa. E' il "rifugio" all'aperto dove lavora Florian Grott, in mezzo alla natura e lontano dai "rompiscatole". Somiglia vagamente a Rudolf Nureyev, il ballerino russo, del quale sembra possedere anche l'energia. Florian è quel che si dice un tipo selvatico, simpatico nella sua ruvidezza, dai modi un po' spicci ma non scortese. "Somiglia molto al padre" ci confida la mamma Sandra. Racconta che la sera prima ha fatto tardissimo giocando alla morra con gli amici, ed è piuttosto stanco. Tuttavia si mette diligentemente a disposizione per le riprese e le foto, che per un tipo schivo come lui devono essere una specie di supplizio, forse come quando andava all'accademia e lo costringevano per ore ad imparare la tecnica. Dice che non ne poteva più della scuola, la sua foga creativa non poteva essere imbrigliata; appena gli fu possibile tornò a Guardia dove poteva finalmente lavorare in santa pace, come piaceva a lui. Florian girovaga spesso nei boschi per ascoltare la natura, per cercare i "suoi" legni: sono quelli che in qualche modo lo chiamano nei boschi, gli parlano. Talvolta li scolpisce direttamente sul posto, come faceva il padre. Sono ciocchi, o alberi secchi, morti di fuori ma non di dentro: lui segue il suo istinto, li cerca e li trova. Li tasta con le mani e con lo sguardo, se percepisce qualcosa se li porta a casa, sicuro di riuscire a cavarci una nuova espressione della sua inquietudine.

 
(foto Agh)   Al lavoro in mezzo alla natura (foto Agh)
 
(foto Agh)   (foto Agh)
Florian Grott (foto Agh)

Florian ci mostra una bellissima testa femminile alla quale sta lavorando. Non si vergogna di ammettere un errore: "L'era 'na Madona col bambinel" dice carezzandogli la testa. "Ma ho sbaglià el bocia e ho dovù bàterghelo via" ammette senza problemi, con candore (ho sbagliato il bambino e ho dovuto tagliarglielo via). Florian Grott ha già al suo attivo parecchie mostre personali e collettive, con un ottimo successo di critica. Di recente ha aperto un atelier a Rovereto dove ha allestito una mostra permanente.

Florian Grott - scultore
Atelier: Piazza del Podestà n.2 38068 Rovereto - Trentino - Italia
Residenza: La Guardia di Folgaria, 38064 - Trentino - Italia
tel. e fax +39 0464 / 721638
www.grott.net/florian/index.html
florian@grott.net

 
Massimiliano Unterrichter, direttore Ispettorato Forestale Pergine Valsugana (foto Agh)  
Vivere il legno

A Guardia stanno nascendo, sulla spinta della casa-museo di Grott e dei murales, nuove iniziative artistiche e culturali. Una tra le più recenti è vivere il legno, che partirà tra qualche mese: Massimiliano Unterrichter, uno dei promotori, ne parla con entusiasmo: "La nostra intenzione è far riscoprire il legno, questo materiale meraviglioso di cui ormai purtroppo si è persa memoria e conoscenza: faremo mostre, serate a tema, incontri, escursioni, per conoscere il legno nell'uso quotidiano, ma anche la sua storia millenaria che ha accompagnato l'evoluzione dell'uomo. Abbiamo realizzato un nuovo sentiero didattico a Lavarone, dove si possono vedere degli alberi monumentali, e ideato un percorso enogastronomico con ricette a tema. Inizieremo con aprile prossimo". Il programma Vivere il legno

Grott Stube a Guardia: il maresciallo della Finanza Gino Stedile, con i suoi baffoni bianchi, è chiamato regolarmente nelle sfilate storiche in costume per impersonare il "Kaiser Franz" Francesco Giuseppe (foto Agh)

 
Cirillo Grott  
 
Sandra Grott (foto Agh)  
La casa museo di Cirillo Grott

Con la gentilissima signora Sandra, moglie di Cirillo Grott, ritorniamo volentieri, dopo la puntata di qualche anno fa, per visitare la casa-museo zeppa di sculture, dipinti, bronzi. In origine era l'atelier di Cirillo, e prima ancora la vecchia chiesa di Guardia di Folgaria. Nell'edificio si trova la collezione-esposizione di quadri e sculture dell'artista, suddivisi in due parti: quella privata si trova nella parte rialzata, quella aperta al pubblico si trova invece al piano terra. L'orario è 10-12, 16-19, l'ingresso è accessibile ai disabili, per informazioni tel. +39 0464 720190 - fax +39 0464 721638. Cirillo Grott è nato a Guardia di Folgaria nel 1937. Ha frequentato la Scuola d'Arte di Ortisei e quindi l'Accademia di Belle Arti a Roma, seguendo i corsi del maestro Pericle Fazzini. All'inizio degli anni Sessanta si trasferì in Svizzera, dove lavorò presso uno scultore e realizzò le sue prime opere, esposte in una collettiva a Losanna. In seguito Cirillo Grott ritornò ad Ortisei dove lavorò assiduamente alle sue sculture, che furono esposte prima in una mostra a Firenze e quindi a Monaco di Baviera. Nel 1963 aprì a Rovereto un suo atelier che in seguito divenne anche Galleria: iniziò un'intensa attività espositiva personale e di organizzazione di mostre altrui.

La casa-museo di Cirillo Grott (foto Agh)
 
La ballerina (foto Agh)   Il grido (foto Agh)
 
La regina (foto Agh)   (foto Agh)
 
Catalogo (foto Agh)   Particolare dal catalogo (foto Agh)
 
Ritratti: da sinistra Giorgio, Contadinella, Il Ragazzo che ride (foto Agh)   L'Egiziana (Portatrice d'acqua)
(foto Agh)

Grott si dedicò anche alla pittura e scrisse molte poesie. Viaggiò spesso e portò le sue opere alle più importanti rassegne in Italia e all'estero. In patria, nel suo Trentino e anche nel suo stesso paese, non era capito e questo lo amareggiava molto. Morì prematuramente nel 1990. Dopo la sua morte è iniziata l'opera di rivalutazione, grazie anche all'impegno della moglie Sandra. Le sue opere sono al centro di varie iniziative espositive ed editoriali. Una mostra permanente si trova nella Casa-Museo di Guardia di Folgaria.

Molto bello e completo il sito ufficiale
www.grott.net


Casa - Museo Cirillo Grott
38064 La Guardia di Folgaria - Trentino - Italia
tel. +39 0464 720190 - fax +39 0464 721638
www.grott.net
info@grott.net

 
La Grott Stube a Guardia di Folgaria (foto Agh)  
Sfida alla morra alla Grott Stube

In un piccolo paese come Guardia di Folgaria, meno di 100 anime, la Grott Stube, bar e ristorante, è un po' il centro del mondo dove ci si conosce tutti, ci si incontra, si chiacchiera, si beve e talvolta si gioca alla morra. Noi di Girovagando siamo stati subito sfidati a questo gioco antichissimo, molto spettacolare e divertente da vedere. Si gioca generalmente a coppie, e si fronteggiano due giocatori alla volta. Il gioco consiste nell'indovinare, gridandolo ad alta voce, il numero dato dalla somma delle dita mostrate dai giocatori. Questo si ripete velocissimamente a ritmo serrato fino a che uno dei due non indovina e va a punto. Vince la coppia che arriva a quindici punti. Nella sua semplicità è un gioco affascinante e anche divertente perché i giocatori usano storpiare i numeri con espressioni molto colorite, che variano di valle in valle. Per esempio: "un per un" (uno a testa) sta per due, "caterina" vale quattro, "tre-tremendo" o "trielina" vale tre, "settebello" o "biancaneve" significa sette, "tutta la voglio" sta per dieci e via di seguito, a volte inventando e improvvisando sul momento.

Nonostante sembri un gioco semplice, la morra è in realtà molto faticosa e difficile: il lancio dei numeri avviene in frazioni di secondo in cui bisogna pensare quale numero giocare, fare la somma, cosa gridare, e nello stesso tempo pensare al gioco dell'avversario. Non di rado si "bara" mettendo giù male la mano allungando o rattrappendo le dita secondo la bisogna. Se il gioco si protrae a lungo si hanno forti indolenzimenti al braccio oltre alla completa perdita della voce. Il segreto per vincere è quello di far innervosire l'avversario con parole, sguardi e toni ironici. E' per questo che talvolta i tornei finiscono in rissa!

Sfida alla morra (foto Agh)

E' un gioco basato sull'intuizione e sulla velocità e certi vecchietti si prendono delle belle rivincite sul tempo infliggendo sonore batoste a persone molto più giovani di loro. E' diffuso soprattutto in Veneto e in Trentino, e nonostante una legge demenziale che lo vieta in quanto gioco d'azzardo, è praticato assiduamente specie nei bar di paese. Girovagando ha opposto ai campioni locali Grott-Nones la fortissima coppia composta dai fratelli Dalpalù, originaria della Valle di Fiemme, ovvero il nostro aiuto operatore Aldo e la sorella Marta, "camerawoman" che ha sfoggiato insospettabili abilità in un gioco tipicamente da osteria. La vittoria, di stretta misura, è andata alla coppia locale, anche perché fresca reduce da un furibondo torneo la sera prima. I nostri tuttavia hanno combattuto con onore, guadagnandosi i complimenti di tutti.

 
Musica nella Grott Stube (foto Agh)   Roberto Nones, scultore cembrano (foto Agh)
 
Con Angela Moser moglie di Tiziano Grott (foto Agh)   Gino Stedile (foto Agh)
Grott Stube: Roberto Nones, Massimiliano Unterricchter, Florian Grott (foto Agh)

Musica dal vivo

Alla Grott Stube si possono assaporare anche dei gradevoli momenti di musica dal vivo. dal classico al jazz al flamenco. Per l'occasione abbiamo ascoltato l'Ensemble Oliver con Annalisa Cuel al flauto traverso e Filippo Palumbo al clarinetto, in alcuni bei pezzi di Rossini.

 
Musica dal vivo (foto Agh)   Marta, Augusto con la mamma Annalisa (foto Agh)
 
Ensemble Oliver (foto Agh)   Annalisa Cuel e Filippo Palumbo (foto Agh)

Ensemble Oliver
Annalisa Cuel (flauto traverso) e Filippo Palumbo (clarinetto)
via 25 aprile 24, Folgaria tel. 0464 / 720636
Repertorio: dal classico al '900, tanghi argentini di Piazzolla, ragtime

 
La sala da pranzo (foto Agh)  
A tavola

La stirpe dei Grott pare derivi da un loro antenato che era capomastro a Castel Beseno. Fu in seguito distaccato come vedetta per controllare dall'altura di Guardia il passaggio per l'altopiano di Folgaria. Vi si stabilì insieme ad altri coloni, coltivando la campagna sugli erti e sfruttando le risorse del bosco dando così origine all'abitato. La Grott Stube era in origine una vecchia casa semi-abbandonata avuta in lascito da loro zio Eduino. Inizialmente si pensava di farne una casa di abitazione, in seguito è nata l'idea di farne un ristorante per mantenere viva l'anima del borgo. Nel 1987 fu avviata una minuziosa ristrutturazione che coinvolse tutta la famiglia Grott. Il ristorante fu poi preso in mano da Tiziano, che fin da piccino aveva sempre desiderato fare il cuoco, e dal fratello Emanuel, che in seguito lascerà il posto alla moglie di Tiziano, Angela. La Grott Stube propone una ristorazione "alternativa" in un ambiente rustico e nello stesso tempo elegante, in cui mangiare piacevolmente attorniati da opere d'arte e conversare in un ambiente tranquillo. La cucina si ispira alla tradizione regionale ma con un pizzico di fantasia, che valorizzi gli ingredienti scelti sempre con grande cura.

 
Luciano fa baby-sitteraggio (foto Agh)   Corrado Tononi con il piccolo Francesco (foto Agh)
 
Con Paolo Manfrini dell'Apt Trentino (foto Agh)   Davide Luchesa del progetto Le strade dei Sapori

Noi abbiamo degustato un antipasto con affettati misti, sottoaceti e sottolio, come primo un tris composto da: rotolo di patate ai porcini e finferli, mezzelune ripiene con radicchio e carciofi, ricottine ai formaggi e Vezzena, cima di vitello ripiena al timo, stracotto di lonza al cervo, verze brasate, polenta di patate, crostata di arance e cioccolato.

Per Girovagando la ricetta di Tiziano:
Ricottine ai formaggi e Vezzena

La Grott Stube è associata all'Unione Italiana Ristoratori (UIR), fondata nel 1971 con lo scopo di unire i ristoranti dove l'arte della cucina, della cantina e della tavola, sono nobilitate dall'arte figurativa, in cui la cucina è sempre attenta alla territorialità dei piatti, alla riscoperta degli antichi sapori e alla qualità dei prodotti utilizzati, soddisfando le esigenze dei buongustai alla ricerca di piacevoli esperienze gastronomiche e di un'ottima ospitalità..

 
Antipasto (foto Agh)   Piatto tris (foto Agh)
 
Stracotto di lonza al cervo con polenta di patate   Cima di vitello al timo con verze (foto Agh)
 
Caffè e grappino accanto al fuoco
(foto Agh)
  Grappa Cadevita dell'Antica Erboristeria Cappelletti
(foto Agh)

Grott Stube
Guardia di Folgaria (Trento)
tel. 0464 / 720190
www.grott.net

Noi di Girovagando siamo stati molto contenti di testimoniare una piccolissima realtà del Trentino come Guardia di Folgaria che, pur con modesti mezzi economici, ha saputo trovare una sua dimensione grazie all'ingegno e alla tenacia dei suoi abitanti. Qui la montagna non si spopola come altrove, ma vive grazie all'arte e alla cultura. Forse Cirillo Grott sarebbe contento e forse orgoglioso di vedere che la sua opera, poco compresa quand'era in vita, il suo slancio vitale, non sono andati perduti.


testi e foto di
Alessandro Ghezzer



Non contare su di me

Non contare su di me se morirò,
e dopo la mia morte non cercarmi.
Lascia ch'io dorma in un viaggio lontano
che il vento vorticosamente
aveva già tracciato.
E' giusto che nessuno conti sull'altro,
Ognuno ha sufficienti problemi dopo la morte
non c'è che l'amore
a rimanere lì persistente, appassionato
ma poi anche quello cede ed il tempo
corre per chi è vivo.
Dimenticherai le cose del mondo.
Il volo dei gabbiani continuerà
ed anche loro moriranno.
Le acque continueranno a scorrere
e moriranno.
Soltanto un bimbo appena nato
non deve morire
non devono morire i bimbi
e la morte traccia silenzio.
Tutte le stelle brilleranno
finché le vedrai
ma il silenzio è silenzio,
è immortale.
Una poesia di Cirillo Grott: "Non contare su di me"
A.P.T. DEGLI ALTIPIANI DI FOLGARIA, LAVARONE E LUSERNA
Via Roma 62, Folgaria 38064
Tel. 0464 / 721133 - Fax 0464 / 720250
www.altipianitrentini.tn.it
apt.altipiani@trentino.to

Riepilogo
I momenti più belli del ciclo invernale 2002/2003

Approfondimento
I grandi altipiani trentini di Massimiliano Unterrichter

Cirillo Grott
www.grott.net

Iniziative
Vivere il legno

A tavola
Grott Stube

La Ricetta
Ricottine al Vezzena di Tiziano Grott

Storia
Gli altipiani attraverso la storia
Verso la Grande Guerra
Forti austroungarici degli altipiani

Portale
Folgaria Vacanze
Altipiani.net ricettività alberghiera

Musica dal vivo
Ensemble Oliver
di Annalisa Cuel (flauto traverso) e Filippo Palumbo (clarinetto)
via 25 aprile 24, Folgaria, tel. 0464 / 720636
Repertorio: dal classico al '900, tanghi argentini di Piazzolla, ragtime

Arte e gastronomia
Unione Italiana Ristoratori
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