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| L'asilo della neve "Babylandia
Club" sull'Alpe Lusia (foto Agh) |
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| Tramonto sulle Dolomiti (foto APT) |
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| Il sito ufficiale APT Fassa |
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Nove ski area nel paradiso dello sci
Girovagando ritorna in Val di Fassa, nel
cuore delle Dolomiti, in uno dei più fantastici comprensori sciistici
dell'intero arco alpino. 78 impianti sono distribuiti in ben 9
ski area per oltre 200 km di piste
perfettamente innevate grazie alla neve programmata. Molti anni sono passati
dalla vecchia slitta ad argano degli anni '30 al Belvedere di Canazei,
una tra le prime in assoluto nelle Alpi: oggi lo sci in Val di Fassa è
diventato l'asse portante dell'economia dell'intera vallata. I panorami
strepitosi di cui la natura qui è stata prodiga, dal Catinaccio
al gruppo di Sella, dal Sassolungo
alla regina delle Dolomiti, la Marmolada,
fanno da cornice ideale ad un paradiso dello sci
con pochi confronti. In questa puntata di Girovagando cercheremo di darvi
un piccolo assaggio della sterminata offerta turistica della Val di Fassa,
che potete comunque approfondire nel sito
ufficiale dell'APT, ricchissimo di informazioni e notizie.
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| Riccardo Franceschetti sindaco di Moena (foto Agh) |
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Livio Gabrielli direttore APT Moena (foto Agh) |
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| Relax all'ultimo sole del tramonto (foto APT) |
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| Con Giuseppe Zorzi, presidente del Consorzio Impianti
a fune "Tre Valli" e Alberto Kostner, direttore Scuola Italiana
di Sci di Moena (foto Agh) |
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| Sciare in paradiso (foto APT) |
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| Panorami eccezionali: sotto il Catinaccio (foto APT) |
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Lo sci totale
In pochi comprensori sciistici alpini si condensa tanta tecnologia
della neve come nelle nove ski area della Val di Fassa. Gli impianti di
risalita sono continuamente ammodernati: tra le innovazioni più recenti
l'ammorsamento automatico di cui sono dotati
quasi tutti gli impianti, che permette la salita e la discesa dei passeggeri
a bassa velocità e quindi con grande comfort e sicurezza; le seggiovie
sono dotate di capote che offrono riparo
in caso di freddo o intemperie. Oltre 700 cannoni
di innevamento artificiale governati da computer garantiscono la sciabilità
totale già dall’inizio della stagione, con vantaggio soprattutto
della sicurezza e della massima percorribilità. Infine tutte le piste
sono percorse ogni sera con grande accuratezza dai gatti
battipista, che provvedono a lavorare la neve in modo da renderla
adeguatamente "farinosa" per il giorno seguente. I sistemi di
lettura elettronici degli skipass rendono facile e veloce l'accesso agli
impianti di risalita. Chi compra lo skipass per una settimana ha quasi l'imbarazzo
della scelta: ogni giorno può cambiare ski area, secondo le sue esigenze:ci
sono i comprensori sciistici adatti alle famiglie con bambini, come il Catinaccio,
Buffaure, Ciampac, San Pellegrino,
o quelli con piste super tecniche adatte agli sciatori più esigenti
come il famoso giro del Sella Ronda, una
mega sciata di circa 40 km attorno al Gruppo del
Sella, da farsi in un giorno sfruttando gli impianti nelle valli
ladine di Fassa, Gardena, Livinallongo e Badia. Ogni mattina è quindi
possibile scegliere un itinerario differente da raggiungere con il servizio
skibus di valle. In Val di Fassa si può sciare anche con uno skipass
unico, il Dolomiti
Superski che garantisce l'accesso a tutti gli impianti.
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| Alpe Lusia con il maestoso scenario
delle Pale di S. Martino (foto da www.fassaski.com) |
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| Funivia sull'Alpe Lusia, sullo sfondo il Latemar (foto Agh) |
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| Alpe di Lusia, sullo sfondo le spettacolari Pale di S. Martino (foto Agh)
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| Giovani "surfers" (foto Agh) |
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Alpe
Lusia
Accompagnati dal direttore dell'APT di Moena Livio Gabrielli, prendiamo
la strada che da Moena porta
al Passo S. Pellegrino:
dopo pochi minuti di auto arriviamo alla partenza dell'impianto che sale
sull'Alpe Lusia, la nostra prima meta.
La zona del Lusia fa parte del consorzio sciistico Tre
Valli, che comprende anche il vicino Passo
S.Pellegrino e la Ski Area di Falcade
(Veneto); è collegata inoltre con gli impianti di Bellamonte sul
versante fiemmese. Qui sul Lusia troviamo un modernissimo centro che offre
la possibilità di sciare grazie a 8 impianti di risalita dell'ultima
generazione: 1 telecabina 12 posti ad agganciamento automatico, 1 funivia
36 posti, 5 seggiovie quadriposto ad agganciamento automatico di cui 3 carenate,
uno skilift campo scuola per un totale di 40 Km di piste, tenute in modo
impeccabile anche grazie all'innevamento programmato. La ski area Alpe Lusia
è servita da tipici Rifugi, Ristoranti - Self Service con ampi e
comodi solarium, in uno scenario meraviglioso con il gruppo del Catinaccio,
il Sassolungo, il gruppo delle Pale
di S. Martino ed il Latemar. Allo
Chalet Valbona, che abbiamo visitato l'anno scorso nella puntata
del 25 gennaio 2003, facciamo la prima sosta per visitare l'asilo della
neve, il "Babylandia Club" coi maestri specializzati della Scuola
Italiana di Sci di Moena.
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| Lezione di sci (foto Agh) |
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Asilo della neve: Babylandia
Club sull'Alpe Lusia
Sono 5 le scuole di sci della Val di Fassa animate da oltre 230 maestri,
la gran parte dei quali abilitati nell’insegnamento delle varie discipline
dello sci alpino, dallo snowboard al carving, dal telemark allo sci escursionismo.
Sull'Alpe Lusia presso lo Chalet Valbona esiste un'area molto apprezzata
dai genitori, e anche dai bambini: il Babylandia
Club, un'area attrezzata dove i piccoli sciatori possono imparare
i rudimenti dello sci grazie a maestri di sci specializzati della Scuola
Italiana di sci di Moena, oppure giocare in un'area protetta con i genitori
che, se vogliono, possono farsi una sciata in santa pace con la tranquillità
di sapere i loro figli in buone mani.
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| Giovane allievo del Babylandia Club
(foto Agh)
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| Tutti a lezione di sci! (foto Agh) |
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Concentrazione prima della discesa... (foto Agh) |
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| Danilo Mazzucco, maestro di sci con
specializzazione nell'insegnamento ai bambini (foto Agh) |
Abbiamo osservato personalmente la grande professionalità del personale,
in special modo del maestro di sci Danilo Mazzucco, alle prese con un gruppo
di bambini tra cui c'era un "frignone" realmente insopportabile.
Mai il maestro ha perso la calma o il sorriso, e assicuriamo che con un
bimbo simile non era facile. Con tatto e delicatezza psicologica ha saputo
tenere a bada alla perfezione il bambino pestifero e anche il gruppo. Anche
la direttrice Marinella Migliori ha sfoderato una capacità non comune
nel saper coinvolgere i bambini nei giochi e nelle altre attività.
In caso di maltempo la struttura dispone di un confortevole asilo coperto
dove i bambini possono mangiare, giocare e fare attività didattiche
o ludiche.
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| L'area protetta per bambini (foto Agh) |
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Lezione di trucco... (foto Agh) |
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| L'asilo (foto Agh) |
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Giochi nello snow park (foto Agh) |
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| Marinella Migliori, direttrice del
Babylandia Club sull'Alpe Lusia (foto Agh) |
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| Centro del Fondo Alochet: il maestro
Luigino Croce con due allievi di Padova (foto Agh) |
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| Centro del Fondo "Alochet" a P.sso S. Pellegrino |
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| Cristian Zorzi (foto Agh) |
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| Luigino Croce, maestro di sci di fondo (foto Agh) |
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Centro
del Fondo Alochet
Nei pressi di Passo San Pellegrino visitiamo il bellissimo Centro
del Fondo Alochet, a 1770 metri di quota, con 24
km di piste, di cui 14 per tecnica classica e 10 per tecnica libera.
Qui sui bellissimi tracciati che si snodano in ampie radure nel bosco si
allena il campione Cristian
Zorzi, che fermiamo al volo per un'intervista mentre sfreccia col suo
splendido "passo alternato". "Al momento la condizione non
è ancora al top" dice "ma mi sto allenando intensamente
e sono fiducioso per il futuro". Zorzi è nato il 14 agosto del
'72 a Cavalese (Tn) e già a 3 anni calzava gli sci. Fino a 12 anni
ha praticato lo sci alpino. A scuola si distingueva più per la vivacità
che per i risultati e le maestre spesso dicevano: "Ha ottime capacità
però...". A 12 anni iniziò a giocare ad hockey, a praticare
lo slittino su pista e quindi lo sci da fondo. In cantina c'era sempre un
disordine terribile di attrezzi e così la madre lo costrinse a scegliere:
diventò fondista. Lavorava anche, dapprima in una polleria e quindi
in una fabbrica, al tornio. Con i primi soldi comprò un motorino!
Quindi l'inizio dell'attività agonistica da ragazzino sotto la guida
di Serafino Guadagnini e la prima gara nella nazionale giovanlile dove chiuse
al 50° posto! A fine stagione però già saliva sul podio.
Deve molto a Fabio "Finco" Gabrielli, con cui si allenava, che
gli diede "la prima inquadrata". Dopo due anni di ragioneria lasciò
la scuola per dedicarsi allo sci. Il resto è storia recente, oggi
Zorzi è uno degli uomini di punta della nazionale azzurra. Nel 98
ha sposato Verusca, che nell'aprile del 2002 gli ha dato un bel bambino,
battezzato con il nome di Harald, come il re di Norvegia: certamente, come
dice lui, la sua "vittoria" più bella.
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| Cristian Zorzi in azione (foto Agh) |
Scuola di sci di fondo Alochet
c/o Centro Fondo Alochet, Passo S. Pellegrino
tel. 0462 /Tel. 0462 573733 |
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| Ristorante Rifugio Cima Uomo a P.sso S. Pellegrino |
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A tavola: ristorante Rifugio Cima Uomo
Al centro della Skiarea
Trevalli - “Skitour dell’Amore”, il Rifugio
Cima Uomo di Passo S. Pellegrino è una grande struttura realizzata
pochi anni fa secondo moderni criteri architettonici, comunque rispettosi
dell'ambiente montano: i colori dominanti sono quelli del legno e delle
cime dolomitiche, illuminati da grandi vetrate che ricevono la luce dall''esterno.
Ci accoglie il titolare Mauro Vendruscolo con la moglie Brigitte, impegnatissima
ad accudire la bella figlioletta Maria Sophie. La Ski area 3 Valli dispone
di 100 km di piste ed è anche conosciuta come “Skitour dell’Amore”,
per via degli itinerari scelti "a misura di innamorato", della
neve e non. Il Rifugio Cima Uomo ha un grande self-service,
un solarium da 300 posti, un "kinderheim"
sulla neve sorvegliato da personale specializzato e 16
posti letto.
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| Sala da pranzo (foto Agh) |
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Area self-service (foto Agh) |
La cucina prevede piatti tipici regionali con
un menu molto vario, ad esempio: zuppa di orzo, zuppa di cipolle, pasta
e fagioli, gulaschsuppe, crespelle in crema di funghi e porcini, pasta gratinata
alla trentina, schlutzkrapfen alla ricotta e spinaci, risotto alla zucca,
orzotto arlecchino, gnocchi alla piemontese, formaggio alla piastra con
soufflè di mais, bocconcini di vitello al Barolo con polenta e funghi,
stinco di maiale o vitello con patate al rosmarino, costicine e salsiccia
con polenta e funghi, spalla di vitello al ginepro con verdure miste, tournedos
di manzo con dadolata di legumi, entrecòte con patatine al forno,
tagliata su letto di rucola, polenta e funghi.
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| Cuoco al self service (foto Agh) |
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Un classico: lo stinco con polenta (foto Agh) |
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| La cucina propone piatti regionali (foto Agh) |
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Self service (foto Agh) |
Noi di Girovagando abbiamo potuto godere di un menù un po' speciale:
antipasto di
bresaola alla parmigiana, cuori di sfoglia
in salsa noci, orecchiette con legumi di
stagione, filetto di manzo con sugo
di vitello, patate al rosmarino con biete
e funghi al naturale, quindi il dolce: semifreddo
al croccantino con salsa caramello e crema cioccolato e biscotti
della casa. Il tutto accompagnato da vino Sudtiroler Lagrein Riserva Barbagòl
2000 e, con il dolce, il vino da dessert Rosis – Moscato Rosa Cantina
Gries 1996.
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| Marta, Livio Gabrielli dell'APT e Luciano (foto Agh) |
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Bresaola alla parmigiana (foto Agh) |
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| cuori di sfoglia in salsa noci (foto Agh) |
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Polenta e funghi, patate al rosmarino e piselli |
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| Biscotti fatti in casa (foto Agh) |
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Semifreddo al croccantino (foto Agh) |
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| Brigitte Vendruscolo con la figlioletta
Anna Sophia (foto Agh) |
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| Il titolare di Cima Uomo Mauro Vendruscolo |
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| Il parco per i bambini |
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| Una sala del rifugio Cima Uomo |
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Dall'asfalto allo sci
L'impresa famigliare di Mauro Vendruscolo ha origini lontane, precisamente
dal nonno Pietro, di Sacile, imprenditore edile nel settore civile. Il figlio
di Pietro, Alberto, era allievo della scuola ufficiali
di Merano durante la guerra, quando fu fatto prigioniero durante
il famoso 8 settembre 1943 e deportato in campo
di concentramento in Germania e in Polonia, dove imparò la
lingua parlando con le guardie, diventando in seguito capo sorvegliante.
Alla fine della guerra, con la liberazione nel '45, attraversò tutta
la Germania a piedi, rientrando in Italia dove riprese l'attività
con il fratello Guido. Pensò bene di allargare il campo d'azione
alla costruzione delle strade, riuscendo ad ottenere importanti lavori in
Calabria, nella Sila. La svolta avvenne grazie a dei lavori in occasione
delle Olimpiadi di Cortina del 1955, dove
stabilirono dei rapporti di lavoro con Anas, per la quale si trasferirono
un anno dopo a Bolzano, sempre come costruttori di strade e produttori di
asfalto. L'esperienza "olimpionica" lasciò tuttavia una
traccia indelebile in Alberto Vendruscolo: a Passo
di Carezza inaugurò nei primi anni '60, quasi per hobby, un
piccolo skilift. Qualche anno più tardi, nel 1964, durante la costruzione
della strada Moena - San Pellegrino, intuì le potenzialità
turistiche e sciistiche del passo: smontò quindi lo skilift di Passo
Carezza e lo rimontò al Passo S. Pellegrino. Da quel piccolo skylift
partì un'espansione lenta ma inarrestabile: seguirono altri skilift,
una capanna-baita come punto ristoro, quindi altri impianti, seggiovie,
il rifugio-albergo, lavori continui di investimento e ristrutturazione alle
strutture. Oggi papà Alberto ha lasciato la gestione di questo impero
sciistico al figlio Mauro, al quale non fa mai mancare tuttavia la sua occhiuta
e lungimirante supervisione. Mauro Vendruscolo è anche responsabile
della Società Funivia tre Valli e Val Biois (Falcade).
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| Rifugio Cima Uomo (foto Agh) |
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| Angelo Iellico, maestro di sci, con il suo libro |
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Maestro di sci... amore mio
A Cima Uomo incontriamo una vecchia conoscenza di Girovagando, Angelo Iellico,
conosciuto nella veste di ottimo ristoratore
al Rifugio Larezila nella puntata estiva del 9
agosto 2003. Qui lo troviamo come maestro di sci e persino scrittore:
ha infatti finalmente dato alle stampe il suo libro "Maestro
di sci... amore mio", il primo libro che sia mai stato scritto
su una professione tanto amata, odiata e forse invidiata. Aneddoti, avventure,
curiosità di una vita passata sui campi innevati nelle amate valli
di Fassa e Fiemme. Un racconto autobiografico sulle vicende passate come
maestro di sci: dalle sofferenze e le lotte per arrivare ad avere in mano
il titolo professionale alle le sue prime esperienze, le molte amicizie
alle volte anche birichine, e soprattutto la sua teoria: dimmi come scii
e ti dirò chi sei. Secondo la quale, dal modo di sciare si possono
capire molti aspetti della personalità dello sciatore. Tesi di cui
Iellico ha trovato conferme chiacchierando con psicologi e medici ospiti
del suo rifugio Larezila. Per Girovagando una ghiotta anticipazione di alcuni
capitoli del libro, andato subito esaurito e ora in ristampa.
Divisa...
cara divisa | Caccia
al pedofilo
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| Foto d'epoca esposta all'Hotel Maria
di Moena: la famiglia Zenoner |
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| Hotel Maria a Moena |
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Hotel
Maria - centro Wellness Aquarena
Il fondatore dell'Albergo Maria fu Gabriele Dellantonio, che ebbe una vita
molto movimentata. Era soldato "Kaiserjager" quando fu fatto prigioniero
in Russia, e per tornare in Italia, nel 1919, dovette addirittura fare il
giro della Cina. Nel 1928 iniziò l'attività turistica portando
i primi clienti in carrozza da Predazzo a Moena, attraverso i passi dolomitici.
La signora Mariuccia ci mostra alcuni oggetti provenienti dal campo di prigionia
in Russia di Gabriele: monete, oggetti intagliati, sculture di legno (era
anche un valente scultore).
Ci mostra anche un prezioso
documento che fa venire i brividi, in cui l'Unione Fascista dei Commercianti
dell'epoca chiede se Gabriele Dellantonio è iscritto al Partito Nazionale
Fascista e se è di "razza ariana". Tra molte difficoltà
ben tre generazioni hanno lavorato sodo per costruire quella che ora è
una delle più rinomate strutture alberghiere della valle: l’Hotel
Maria. Il figlio Umberto (classe 1931) e la moglie Mariuccia oggi
hanno lasciato la gestione ai figli Gabriele, Gianfranco, Carla e Andrea
che, coadiuvati da validissimi collaboratori, si occupano personalmente
delle varie attività dell’hotel. La struttura è stata
rinnovata di recente, utilizzando per gli arredi interni antiche travi e
legnami recuperati in vecchi masi e baite, con un effetto "vissuto"
che crea un'atmosfera veramente calda e accogliente.
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| 1928: Gabriele Dellantonio con la moglie Marianna |
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La famiglia Dellantonio e lo staff |
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| Il bar (foto Agh) |
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Una delle salette (foto Agh) |
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| Le travature con legni antichi (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Panoramica dell'atrio (foto Agh) |
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| Gabriele Dellantonio (a destra) con
la sorella Caterina, una zia e il padre in una foto degli anni 20 |
Centro wellness Aquarena
Novità di spicco dell'Hotel Maria è il nuovissimo Wellness
Centre Aquarena.
Cinquecento metri quadri disposti su due piani, con piscina coperta, giochi
d’acqua, bagni turchi, saune, cascata di ghiaccio, idromassaggio,
zone relax, trattamenti di bellezza e salute.
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| La piscina (foto Agh) |
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| Il sudario romano |
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Il bagno orientale |
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| "Paradiso artico" con rinvigorenti scrosci
d 'acqua |
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"Thepidarium" |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
Si ringrazia l'APT di Moena e il suo direttore Livio Gabrielli per la documentazione
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| Plastigrafia della Val di Fassa |
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