 |
| Sci alpinismo nelle Maddalene: salita
a Malga Cloz (foto Agh) |
Finalmente abbiamo potuto conoscere Le Maddalene
nella loro veste invernale, grazie all'invito di Leone Cirolini, presidente
del locale Consorzio
Turistico, che nella puntata
estiva del 2 agosto 2003 ci aveva proposto di ritornare in questa splendida
zona del Trentino in inverno, con la neve. Le nostre aspettative non sono
andate deluse, anzi! Le Maddalene sono un angolo di paradiso che merita
di essere conosciuto.
 |
|
| Nei pressi di Malga di Cloz: alle spalle a dx il Monte
Cornicolo (foto Agh) |
|
 |
|
| Maddalene: Monte Ometto, Seekopfl, Vedetta Alta (foto Agh) |
|
Paradiso nascosto
La catena montagnosa delle Maddalene è situata a cavallo delle due
province di Trento e di Bolzano e separa, grosso modo, l'alta Val
di Non (Trentino) dalla Val D'ultimo
(Alto Adige). Il versante trentino è a pochi chilometri a nord ovest
del grande invaso artificiale
di S. Giustina. Con le sue valli e i paesi di Bresimo,
Cis, Livo,
Rumo, Cagnò,
Revò e Romallo,
le Maddalene trentine sono vicine alle grandi vie di collegamento ma, nello
stesso tempo, in posizione appartata a soli 10 km da Cles,
il centro maggiore della Val di Non. Percorrendo l'Autostrada
del Brennero (A 22), si esce al casello di S.
Michele all'Adige e si prende la direzione "Valle di Non",
arrivando a Cles in circa 30 minuti e quindi nella zona delle Maddalene
in altri 15 minuti. Per chi arriva in treno si scende a Mezzocorona,
quindi con il piccolo Trenino della val di Non
della Ferrovia Trento-Malé
fino a Cles, proseguendo poi brevemente con i pullman di linea. Le Maddalene
sono il luogo ideale per chi predilige la montagna non ancora invasa dal
turismo di massa: qui non troverete caroselli di impianti, file di alberghi,
file di sciatori, piste e strade intasate ma qualcosa di sempre più
raro e prezioso: un ambiente ancora miracolosamente intatto e a misura d'uomo.
 |
| Con le "ciaspole" o racchette
da neve (foto Agh) |
 |
|
| Sci alpinisti (foto Agh) |
|
Escursione
a Malga Cloz
Per un rapido "assaggio" delle possibilità sci
alpinistiche ed escursionistiche
delle Maddalene abbiamo raggiunto Malga di Cloz
a m 1732, accompagnati da Gianfranco Canestrini, presidente della sezione
S.A.T. di Fondo, Roberto Daz guida alpina e capostazione del Soccorso
Alpino Trentino di Fondo, Ivan Antiga, tecnico del soccorso alpino e
vice presidente della sezione S.A.T. di Fondo e Luca Giupponi, atleta del gruppo
Sportivo Fiamme Oro di Moena. I tempi ristretti non ci hanno permesso una
lunga escursione su qualche cima, ma il panorama meraviglioso che abbiamo
visto è più che sufficiente per riprometterci di tornare presto,
con la dovuta calma. Malga Cloz è un punto panoramico eccezionale
ed è facilmente raggiungibile prendendo la comoda forestale che si
stacca poco prima di imboccare il tunnel che porta in Val D'Ultimo, nei
pressi di Passo Castrin.
 |
|
 |
| Malga di Cloz (foto Agh) |
|
Arrivo a Malga di Cloz m. 1732 (foto Agh) |
 |
| Roberto Daz, Ivan Antiga, Luca Giupponi
(foto Agh)
|
 |
|
 |
| Roberto Daz (foto Agh) |
|
Gianfranco Canestrini (foto Agh) |
 |
| Sci alpinismo nelle Maddalene (foto Agh) |
 |
|
 |
|
 |
|
| Guida Maddalene |
|
Alberto Callovini |
|
Heinrich Gruber |
|
Sci alpinismo nelle Maddalene
La guida alpina Alberto Callovini e l'amico Heinrich Gruber hanno dedicato
a tutti gli appassionati di scialpinismo una splendida guida. Si intitola
Sci alpinismo attraverso le Maddalene:
si tratta di ben 41 itinerari scelti, 20 dal versante sud in Val
di Non (Trentino), 21 sul versante opposto a nord, in Val
D'Ultimo (Alto Adige). Sono indicati per ogni itinerario la posizione
geografica, le caratteristiche, il periodo consigliato, il dislivello, i
tempi di percorrenza e l’attrezzatura necessaria: il tutto corredato
da ottime fotografie in cui sono segnati chiaramente i percorsi.
 |
| Escursione in ciaspole, sullo sfondo
il Gruppo di Brenta (foto Agh) |
 |
|
| Roberto Daz, guida alpina (foto Agh) |
|
 |
|
| Gianfranco Corradini in azione (dal sito www.superabile.it) |
|
Roberto Daz e Gianfranco
Corradini
La fortissima guida alpina Roberto Daz,
capostazione del soccorso alpino di Fondo, merita una menzione speciale
in quanto è l'angelo custode che ha ispirato le straordinarie imprese
di Gianfranco Corradini, invalido senza
una gamba amputato sopra al ginocchio a soli 18 anni in seguito ad un incidente
motociclistico che, grazie ad un'incredibile forza di volontà, è
riuscito in imprese sportive ed alpinistiche di tutto rispetto anche ai
cosiddetti "normali". Tra le tante, le ascensioni della parete
nord del Monte Cristallo e della Marmolada,
la parete nord della Presanella (con una
speciale protesi) e soprattutto la scalata nel 1999 del Monte
Bianco di m 4810, con il solo ausilio di speciali stampelle dotate
di puntali specificamente progettati per la progressione su ghiaccio e neve.
Molto modestamente chi scrive ha partecipato a quest'ultima impresa, in
qualità di cameraman, e può testimoniare la straordinaria
dedizione e premura di Roberto Daz nell'incoraggiare e accompagnare Corradini,
che di suo ci mette una straordinaria tenacia e forza mentale che gli ha
permesso, tra l'altro, di vincere ben 6 sei titoli italiani nello sci da
fondo nella categoria disabili. L'impresa sul Monte Bianco è stata
documentata in un film di Herman Zadra "Morph - la metamorfosi",
premiato al Filmfestival
della Montagna di Trento.
 |
| La forestale che porta a Malga Cloz
(foto Agh)
|
Il paese di Revò
Per l'ora di pranzo scendiamo dalle montagne per andare nel paese di Revò.
Centro culturale della cosiddetta "Terza Sponda Anaune", si estende
sul grande sperone proteso nel lago artificiale di Santa
Giustina (bacino realizzato tra il 1943 e il 1950) , tra le impressionanti
e profonde forre scavate dai torrenti Novella
e Pescara. Sulle panoramiche balze che digradano verso il lago, oggi intensamente
coltivate a frutteto, un tempo prevalevano le viti di Groppello,
il cui vino era rinomato in valle e fuori. Oggi, a testimonianza di un paesaggio
agrario scomparso, rimane qualche vigneto superstite e il grappolo d'uva
nello stemma del paese. Data la felice posizione, sia climatica che strategica,
la zona fu abitata fin dall'età del Rame (III millennio a. C.) come
testimonia la statua-stele rinvenuta nel
1993. Il sovrastante monte Ozol (1566 m.), presso l'anticima del Caslir
(1515 m.), fu sede di uno dei più importanti castellieri dell' età
del Ferro. Anche in epoca romana il paese ebbe una notevole importanza civile
e amministrativa. Il rinvenimento di vari reperti archeologici e una
lapide ne sono una conferma. Sulla lapide è scolpita la scritta:
L(ucius). SCANTIUS.PA(piria tribu). CRESCENS. 'VETERANUS SPECULATOR PRAET
(oriae cohortis).JUSTI SIBI ET PONTIAE CUSEDAE UCXORI. Traduzione: Lucio
ScanzioCrescente della tribù Papiria, veterano portaordini della
corte pretoria di Giusto, a sé e alla moglie Ponzia Guseda. Nelle
successive vicende storiche, Revò segue le vicissitudini dell'area
trentina tra Franchi, ducato
longobardo e nascita del Principato Vescovile
di Trento. Nella secolare durata di quest'ultimo, il paese non assume
un ruolo particolare se non in poche e precise circostanze: durante la guerra
contadina (vedi la
rivolta contadina) del 1525, allorché anche il parroco ribelle
di Revò, don Francesco de Magistri, fu condannato alla pena capitale.
Nella rivolta di Andreas Hofer del 1809,
a Revò si riunirono i delegati delle valli di Non e di Sole per concertare
un'azione comune. Infine, a partire dagli ultimi anni dell'Ottocento e fino
a qualche decennio fa, Revò fu tra i paesi più colpiti dal
fenomeno dell'emigrazione europea e transoceanica.
Fenomeno che solo negli ultimi anni si è andato via via esaurendo,
grazie anche ad un'economia frutticola che, soppiantando quella vinicola,
costituisce oggi la principale voce dell' economia locale.
 |
| Revò con il fiordo del Rio
Novella sul lago di S. Giustina (foto Comune
di Revò) |
 |
|
| Lo stretto imbocco "segreto" del canyon (foto Agh) |
|
 |
|
| Il canyon del Rio Novella (foto Agh) |
|
 |
|
| Esplorazione delle grotte del canyon (foto Agh) |
|
Il
Canyon del Rio Novella
Revò si affaccia su uno dei canyon
più spettacolari del grande bacino artificiale del Lago
di S. Giustina: quello scavato nei millenni dal Rio Novella. Attualmente
è percorribile, a proprio rischio, esclusivamente in barca o meglio
ancora in canoa, poiché le rive
sono molto ripide e in gran parte inaccessibili, anche se vi sono dei progetti
per realizzare dei sentieri turistici. Sul lato est del lago una specie
di fiordo si inoltra per alcuni chilometri in una gola selvaggia con numerose
cascatelle, che si restringe progressivamente fino a chiudersi, dopo una
svolta ad angolo retto, in una piccola laguna apparentemente senza sbocchi.
Grande è la sorpresa quando, avvistata una stretta fenditura nella
roccia, si scopre un passaggio "segreto" tra pareti ripidissime
a picco sull'acqua. Il pertugio è talmente angusto che in alcuni
tratti si passa a stento con una canoa: la luce filtra a fatica dall'alto,
creando fantastici giochi e riflessi sulle rocce e sull'acqua, in un silenzio
quasi tombale. Dopo circa 300 metri, percorsi quasi al buio nel cunicolo
roccioso che si apre in improvvise grotte, si sbuca infine in un lago interno.
Le sorprese non sono finite: si prosegue ancora per quasi mezzo chilometro
in un'altra gola con pareti verticali, fino all'imbocco di un altro canyon
nei pressi dell'eremo di S. Biagio, che si scorge in cima ad una rupe. Un
altro passaggio strettissimo tra le pareti strapiombanti alte oltre 80 metri
conduce ad un secondo laghetto interno, si prosegue ancora fino a che il
livello dell'acqua lo consente, ovvero fino a incontrare la corrente del
Rio Novella. Ci sono molti altri canyon nella valle, alcuni sono visitabili
ed attrezzati con sentieri e passerelle:
percorsi
a piedi | A.P.T.
Valle di Non
 |
| Canyon del Rio Novella visto da nord
in una foto virtuale realizzata con "Flight Simulator" (foto Agh) |
Canyon del Rio Novella: "La musica
del lago"
I fotogrammi sono tratti dal film-documentario "La musica del
lago" (1995)
di Andrea Tombini e Alessandro Ghezzer (premio "Comunità
Montana Val Borbera e Valle Spinti"; riconoscimento del Comitato
Organizzatore "Vignole in Video""per l'ottima fotografia
e l'efficace colonna sonora"; concorso Nazionale del Cinema indipendente
"Casteggio Cinema" ) |
 |
|
| Hotel Revò (foto Agh) |
|
A tavola: Hotel Revò
Per pranzo siamo allo storico Albergo Revò,
esistente fin dall'inizio del 1900, come testimoniano le belle foto antiche
appese alle pareti. E' il tipico albergo di montagna a gestione famigliare,
dove l'accoglienza e l'ospitalità sono una gradevole caratteristica.
La cucina è quella casalinga curata da Denis Rossi, con i ghiotti
piatti tipici locali. Noi abbiamo degustato un pranzo semplice (menu)
ma gustoso: antipasto di prosciutto d'oca con
crostino aromatico al lardo, saporite pappardelle
al ragù di selvaggina, capriolo
in umido con polenta nera e funghi,
un'insalata mista e per dessert l'ottimo tiramisù
della casa.
 |
|
 |
| L'albergo Revò nel 1905 (clicca per ingrandire) |
|
Micio buongustaio nei pressi delle cucine (foto Agh) |
 |
|
 |
| Prosciutto d'oca con crostino aromatico al lardo |
|
Pappardelle al ragù di selvaggina |
 |
|
 |
| Vino Rebo
della Cantina Toblino (foto Agh) |
|
Capriolo con polenta e funghi (foto Agh) |
 |
|
 |
| Il cuoco Denis Rossi (foto Agh) |
|
Tiramisù della casa (foto Agh) |
 |
| Marzia (moglie del cuoco Denis),
Vittorina, Natale, Franca e il piccolo Gianluca, Luciano (foto Agh) |
Hotel Revò
Via Giuseppe verdi 5
38028 Revò (Trento)
tel. e fax. 0463 / 432149 |
 |
|
| Riccardo Salvaterra (foto Agh) |
|
 |
|
| Clara - omaggio a Klimt, acquerello cm 61x50 (foto Agh) |
|
Riccardo
Salvaterra, il sindaco pittore
Da Revò ci spostiamo in pochi minuti di auto a Romallo,
per una visita al sindaco Riccardo Salvaterra,
che però stavolta ci interessa non tanto come amministratore ma nella
insolita veste di pittore. Ci accoglie molto cordialmente nella sua casa
di fronte alla chiesa di Romallo, con la moglie e la bellissima nipotina
Elisa. E' un tipo molto modesto, alla mano: Salvaterra si diletta con la
pittura (un tempo anche con la scultura) fin dalla gioventù
quando, per ristrettezze economiche, dovette tralasciare la sua passione
per occupazioni più concrete. Una passione che comunque non lo ha
mai abbandonato e che ora ha ripreso in età matura con rinnovato
e instancabile entusiasmo. Dipinge quasi ogni giorno per un paio d'ore,
preferibilmente "plen air", all'aria aperta, nei boschi o nei
campi, la tecnica preferita è l'acquerello.
Ha partecipato a vari concorsi, con risultati lusinghieri. Tuttavia è
ben conscio che in pittura non si finisce mai di imparare: ha quintali di
libri, anche in inglese, tedesco, spagnolo, comprati via via negli anni
e che sono fonte continua di studio e di documentazione. Cita il motto di
un famoso pittore americano, il grande James Whistler: "Due ore per
eseguire un quadro, una vita per eseguirlo in due ore". Guardiamo i
suoi quadri appesi alle pareti di casa, sono veramente bellissimi. Guardare
per credere.
 |
| "Pioppi tremuli", acquerello
cm 48x67 (foto Agh) |
 |
|
 |
| Riccardo Salvaterra durante l'intervista (foto Agh) |
|
"Scorcio di Revò", acquerello cm 38x47
(foto Agh) |
 |
|
 |
| "Ritorno a S. Biagio", acquerello cm 35,5x50 |
|
"Luce d'autunno tra le foglie di gropel" cm.
48x67 |
 |
|
 |
| "Oggetti in soffitta", acquerello cm 46x62
(foto Agh) |
|
Elisa con una scultura giovanile di nonno Riccardo |
 |
| "Foglie e fiori", acquerello
cm 34x49 (foto Agh) |
 |
|
| Agritur Monte Ozol a Revò |
|
Agritur Monte Ozol
La nostra bella giornata nelle Maddalene si conclude degnamente con la visita
all'Agriturismo Monte Ozol, gestito della
famiglia Fellin, da papà Simone (Nino) coi figli Marco e Domenico.
L'azienda agricola si trova a Revò, soleggiato balcone d'Anaunia,
che si affaccia sul Lago di S. Giustina, a 700 m. di altitudine. L'agritur
offre appartamenti dotati di 2 o 3 stanze (4-6 posti letto), cucina attrezzata,
bagno, ampi balconi, tv color, su richiesta anche servizio biancheria e
servizio lavanderia. Sono inoltre disponibili garage, terrazzo, giardino
con barbecue, culla o lettino per bambini. I prodotti dell'azienda sono
le famose mele Melinda,
il vino tipico Groppello, miele,
succo di mela, patate e verdure dell'orto
famigliare. In azienda sono presenti anche piccoli
animali (caprette, conigli, anatre, galline ecc.), con la possibilità
per gli ospiti di partecipare all'attività agricola e imparare a
conoscere gli aspetti della vita contadina.
 |
|
 |
| Agritur Monte Ozol (foto Agh) |
|
La tavolata coi prodotti tipici (foto Agh) |
 |
|
 |
| Tavolata di prodotti tipici (foto Agh) |
|
Lucanica e, sotto, la "mortandela"
(foto Agh) |
 |
|
 |
| La cantina (foto Agh) |
|
I vini Groppello e Müller Thurgau (foto Agh) |
 |
|
 |
| Leone Cirolini, pres. Consorzio Maddalene (foto Agh) |
|
Paolo Trepin, enologo (foto Agh) |
 |
|
 |
| Il bambino è Guido Iori, oggi ultraottantenne |
|
Revò, umorismo d'epoca |
 |
| La famiglia Fellin: Marco, papà
Nino e Domenico (foto Agh) |
 |
|
| Con l'enologo Paolo Trepin (foto Agh) |
|
 |
|
| Le colline del Lago di S. Giustina (foto Agh) |
|
 |
|
| Groppello di Revò di "Maso Sperdossi" (foto Agh)
|
|
 |
|
| Pietro Martini, pres. "Ass. amici del Groppello" |
|
 |
|
| Il sindaco di Revò Walter Iori (foto Agh) |
|
Il Groppello Trentino di
Revò , vitigno autoctono
L'enologo Paolo Trepin segue per passione l'Associazione
del Groppello di Revò, presieduta da Pietro Martini, che ha
lo scopo di rivalutare e rivitalizzare questo antico vitigno. "Probabilmente
il Groppello" dice Trepin "risale agli antichi vini retici, di
cui sono rimaste nicchie in Valtellina, e in Val di Non confinate nei comuni
di Revò, Romallo, Cagnò". Probabilmente questo vitigno
è sopravvissuto in questa zona del Trentino fino ai giorni nostri
poiché cresceva sulle ripide sponde del Lago
di S. Giustina, poco adatte alla coltivazione del melo che ha invece
soppiantato le altre coltivazioni.
Confuso spesso con i più conosciuti Groppelli della sponda bresciana
del lago di Garda, il vino Trentino Groppello
di Revò, ha ora ricevuto una sorta di attestato che lo qualifica
come vitigno autoctono, e sottozona DOC
del Trentino. Con una storia antica documentata in modo certo nelle cinquecentesche
cronache del Mariani, e un passato illustre che negli ultimi anni di appartenenza
del territorio all'Impero Austro-Ungarico
aveva visto una produzione di quasi 50 mila ettolitri di vino, oggi vanta
un presente fatto di 400 ettolitri, quelli prodotti da un pugno di appassionati
vignaioli "irriducibili". L'interesse per il Groppello si è
concretizzato tra l' altro nella messa a dimora di 5 mila metri quadrati
di nuovo vigneto: una superficie significativa considerata la realtà
delle micro aziende della zona. Non solo, il vitigno è stato riconosciuto
a rischio di estinzione e perciò proposto per il programma
nazionale per la tutela della biodiversità (art. 10, comma
4 DL 30 aprile 1998, n. 173). Il Groppello di Revò (noto anche con
i sinonimi di Groppello anaune, della Val di Non, e della Terza sponda)
prende il nome dal paese di Revò, che è il centro più
importante di quella zona dell' alta Val di Non. Proprio a Revò sorse,
nel 1893, la terza cantina sociale del Trentino. Poi il flagello delle malattie
parassitarie come la peronospora, la fillossera, il passaggio nel 1918 della
regione all'Italia ed infine la diffusione della frutticoltura intensiva
specializzata, hanno confinato il Groppello in pochi appezzamenti amatoriali
nei comuni di Cagnò, Revò e Romallo, con concreto rischio
di definitiva estinzione. Grazie ai cosiddetti "irriducibili",
appena una ventina di appassionati coltivatori, è stata fondata recentemente
l'associazione "Amici del Groppello",
che con una produzione annua di 4.000-4.500 bottiglie è il maggior
produttore. Sono coloro che hanno difeso un vitigno che appartiene a tutti
gli effetti alla tradizione enologica e paesaggistica della Val di Non e
dello stesso Trentino, e che finalmente ha ricevuto importanti riconoscimenti
anche sul piano scientifico e normativo.
 |
| Tavolata all'agritrurismo Monte Ozol:
Domenico Fellin, Paolo Trepin, Marco e Nino Fellin, Leone Cirolini |
Si conclude qui la puntata di Girovagando dedicata alle Maddalene. Possiamo
anticipare che quasi sicuramente torneremo, nella prossima primavera o estate,
per scoprire altri angoli affascinanti di questa meravigliosa zona del Trentino.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
 |
| Le Maddalene a nord ovest del Lago
di S. Giustina: foto aerea virtuale con il software Microsoft "Flight
Simulator" e lo scenario
del Trentino realizzato da Stefano Oss (foto Agh) |
|