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Valle dei Mocheni
La valle incantata - 24 gennaio 2004
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Tramonto ai "Prati Imperiali" in Valle dei Mocheni (foto Agh)

Girovagando oggi è in Valle dei Mocheni, una piccola realtà del Trentino poco conosciuta, al di fuori dei classici circuiti turistici: proprio per questo ha miracolosamente conservato, oltre ad una natura quasi intatta, una sua forte identità grazie anche alla sua etnìa particolare di origine tedesca, i mòcheni, che ancor oggi parlano una lingua quasi incomprensibile al di fuori della piccola valle. Può essere definita un tedesco antico integrato con parole provenienti dal dialetto trentino, sviluppata in seguito all'immigrazione di contadini tedeschi stabilitisi nella valle intorno al 1200-1300.

     
Diego Moltrer (foto Agh)   Renzo Lenzi (foto Agh)   Walter Moser (foto Agh)  
Alla scoperta della valle dei Mocheni

Ci accompagnano molto gentilmente nella nostra visita il sindaco di Fierozzo Diego Moltrer, con tanto di motoslitta grazie alla quale possiamo spostarci agilmente sulle strade forestali innevate, Renzo Lenzi presidente della Pro Loco di Palù e Walter Moser, segretario del Consorzio delle Pro Loco Valle dei Mocheni.

Le pendici del Gronlait (foto Agh)

 
La "Madonna Pellegrina", festa religiosa in Valle dei Mocheni, anni 50  
 
Diego Moltrer e Renzo Lenzi (foto Agh)  
Il mòcheno

Il linguaggio dei mòcheni è stato tramandato per secoli solo oralmente, di generazione in generazione, poiché la popolazione contadina che lo parlava era molto semplice e povera e non aveva alcun interesse ad avere un testo scritto. Per questo motivo la lingua si è impoverita gradualmente, perdendo termini e subendo notevoli infiltrazioni del dialetto perginese, in particolare nelle zone più agevolmente raggiungibili e più favorevoli agli scambi commerciali. Attualmente la parlata mòchena è diffusa tra la popolazione di Palù del Fersina, Fierozzo e Roveda, a Frassilongo solo tra una minoranza.

Ascolta la parlata mòchena

L'etnia dei mòcheni è una delle tre minoranze linguistiche sopravvissute nel Trentino, oltre ai cimbri a Luserna, Lavarone e Folgaria e ai ladini della Valle di Fassa. Per gli amici di Girovagando il sindaco di Fierozzo, Diego Moltrer, fa ascoltare la tipica parlata mòchena, che mettiamo a disposizione qui sotto in un file audio; la traduzione che segue è di Renzo Lenzi, presidente della Pro Loco di Palù del Fersina. Come si può sentire, il suono somiglia molto al tedesco...

Il mòcheno di Diego Moltrer

Escursione sul Monte Costalta (foto Franza)

 
Baita caratteristica in Valle dei Mocheni (foto Agh)  
 
La Valle dei Mocheni con la lunga dorsale del Monte Rujoch (foto Agh)  
 
Escursione autunnale: verso il Monte Hoamonder (foto Agh)  
 
Alta Val dei Mocheni (foto Agh)  
 
Maso-museo "Filzerhof" a Fierozzo/Vlarötz (foto ww.valledeimocheni.it)  
Il turismo "ecologico"

La Valle dei Mocheni è una piccola valle laterale della Valsugana che si sviluppa per circa 10 km a nord est del grosso centro abitato di Pergine. In passato è stata per anni una valle isolata e depressa economicamente. Ora un certo benessere è arrivato grazie anche al pendolarismo, ma le attività economiche in loco non sono molte. Una tra le più note e riuscite è la Cooperativa Sant'Orsola, famosa per la produzione e la commercializzazione dei piccoli frutti, rinomati sul mercato di tutta Italia ed anche all'estero: fragole, lamponi, ribes, uva spina, mirtilli, more, preparati in confettura, succhi o sciroppati. Anche la Val dei Mocheni oggi è arrivata a un bivio: rimanere una valle marginale, con un impoverimento progressivo dovuto all'abbandono dei giovani, oppure tentare di uscire dall'isolamento con uno sviluppo sostenibile. Tutti hanno ben chiaro, almeno a parole, che la via maestra è e dev'essere il "turismo soft": un turismo cioè non di massa ma di nicchia, che privilegi l'ambiente naturale, che è poi la principale ricchezza della valle, e lo mantenga quanto più possibile incontaminato. Un turismo insomma che preservi l'identità favorendo la nascita di piccole attività imprenditoriali fortemente legate alle caratteristiche del territorio, rallentando quindi l'esodo della popolazione verso il fondovalle o la città. Si tratta certamente di tentativi di sviluppo difficili da realizzare, quasi una scommessa. Tuttavia la grande forza della Valle dei Mocheni è proprio quella di essere un piccolo gioiello naturale, che andrebbe irrimediabilmente perduto se, anche qui, prendesse piede un certo turismo selvaggio che altrove ha creato danni ambientali non indifferenti e, purtroppo, irreversibili. Fortunatamente le amministrazioni locali sono determinate a perseguire la strada del "turismo dolce", e stanno perciò realizzando interessanti iniziative e progetti in questo senso, come il recupero e valorizzazione delle tradizioni e cultura montane. Tra i progetti degni di nota il recupero della vecchia miniera e la ristrutturazione del mulino, quindi l'incentivazione di agriturismo, zootecnia, agricoltura, la realizzazione del maso-museo etnografico "Filzerhof", di attività insomma che favoriscano quella forma di turismo in grado di rafforzare e sviluppare l'economia locale. In questo contesto si inserisce anche la nuova pista di fondo, che si sviluppa su strade forestali già esistenti

Panoramica dell'alta valle dei Mocheni verso il Monte Rujoch m 2415 (foto Agh)

 
Il grande Cristo scolpito da Lunz a Malga Cambroncoi (foto Agh)  
 
Roveda  
Origine dei Mocheni

Antiche tracce di attività metallurgiche risalenti all'età del bronzo sono state rinvenute in valle: ancora oggi sono visibili siti con forni in superficie e scorie di fusione tra i più importanti dell'arco alpino. In epoche successive la valle fu sfruttata per i boschi ed i pascoli dalle genti provenienti dal vicino abitato di Pergine. I "tedeschi" arrivarono intorno al 1200, e furono probabilmente i primi a colonizzare stabilmente la valle, specie con l'avvento dei Conti del Tirolo tra il 1300 e l'inizio del 1400. Questi introdussero la particolare suddivisione del territorio in masi, "hof" la cui estensione era di circa 15-25 ettari. Gli insediamenti abitativi si svilupparono ad un'altitudine tra i 700 e i 1400 metri di quota, al di sopra vi erano i pascoli e i boschi di proprietà comunale. Nel corso dei secoli, in particolare nel periodo 1550-1650, alcune famiglie emigrarono ed altre subentrarono, tuttavia molte famiglie ancora oggi residenti (ad es.: Marchel, Moar, Hoss, Korn, Toller, Stefani, Laner, Moltrer, Iobstreibizer, ecc.) possono far risalire la loro origine direttamente ai primi coloni. La Valle ebbe un'intensa attività mineraria a partire dal XV fino al XVI secolo. Le maestranze erano minatori tedeschi, i "knappen", che restavano per brevi periodi, senza amalgamarsi con la popolazione locale, che forniva manodopera sia maschile che femminile. Un'antica miniera di rame, la "Grua va Hardömbl" a Palù/Palae, è stata parzialmente ripristinata di recente per scopi turistici: all'interno sono ancora visibili parte delle strutture portanti, le gallerie e le scale in legno risalenti al 1500.

  A cura dell'Istituto Culturale Mòcheno - Cimbro
Cenni storici sulla Valle dei Mocheni
La storia antica e moderna, la lingua

Splendidi masi sotto al monte Rujoch (foto Agh)

 
Baite in Val dei Mocheni (foto Agh)  
 
Antico e moderno: la baita con la parabola satellitare... (foto Agh)  
 
Loc. Intertol (foto Agh)  
 
Vecchi masi ristrutturati (foto Agh)  
 
Masi in Valle dei Mocheni (foto Agh)  
 
Loc. Intertol con le cime del Lagorai (foto Agh)  
Il maso

L'insediamento mòcheno comprende la sponda sinistra e parte della sponda destra della valle del fiume Fersina. I paesi mòcheni sono: Frassilongo-Garait, Roveda-Oechlait, Fierozzo-Vlarötz e Palù-Palae e si estendono su una superficie di circa 50 kmq in totale. Caratteristica dei tre comuni mòcheni è l‘insediamento a maso sparso, cioè non esiste un centro abitato unico ma tanti piccoli nuclei famigliari sparsi per il territorio. Il maso è composto a sua volta da un gruppo di edifici: abitazioni, stalle, fienili, è circondato da campi, prati e boschi e comprende una stalla estiva, "summerstol" ai margini dei pascoli alti, oltre i 1500 metri di quota, che sono di proprietà comunale. La tecnica costruttiva tradizionale più diffusa è in legno con il sistema a blockbau, costituito da un insieme di tronchi con diametro di circa 30-40 cm, talvolta squadrati, sovrapposti a castello. I tronchi sono bloccati reciprocamente mediante incastro. La struttura può essere tutta in legno o con la parte inferiore in muratura di sassi. Il maso, "hof", che comprende l'abitazione permanente, è composto al piano terra dalla stalla "stol", dal piano superiore come parte residenziale e da altri ambienti di servizio, dall'ultimo piano adibito a fienile: infine il tetto, con la copertura in scandole (assicelle di larice sovrapposte). Le eredità del patrimonio famigliare erano assegnate ai figli maschi in parti uguali, alle figlie la dote e "la legittima". Ogni maso è chiamato con un nome che ricorda le particolari condizioni del territorio, per esempio Habichof , Hoslerhof , Puechof ecc. oppure il nome della famiglia che per prima si insediò, per esempio Turrerhof, Prighelhof eccetera. I toponimi ancora oggi identificano il gruppo residente e sono utilizzati come sinonimi di "stirpe" (stomm). L'economia è centrata soprattutto nell'allevamento del bestiame e nella vendita dei vitelli. La coltivazione di cereali (avena, orzo, segale) limitata a zone piane ed assolate, è sempre stata rivolta all'autoconsumo, che tuttavia era spesso era insufficiente. L'emigrazione temporanea maschile, documentata già a partire dalla metà del 1600, ha permesso di far fronte alla scarsità di risorse locali. Gli emigranti esercitavano soprattutto il commercio ambulante di mercerie, tessuti e piccoli utensili. I "kromeri" o "krumern" svolgevano la loro attività in un'area che comprendeva nel passato l'allora Impero austro-ungarico. Nel periodo 1930-1950 molte famiglie mòchene - approfittando di condizioni favorevoli di mercato della terra - acquistarono terre fuori della Valle (Roncogno, Roncegno, Civezzano, Villazzano, Levico, ecc.) riproducendo in condizioni più favorevoli la loro economia tradizionale.

Fraz. Marchelli, Valle dei Mocheni (foto Agh)

Le sculture di saggina di Isidoro Paoli


A Sant'Orsola la nostra attenzione è attratta da un suggestivo "dinosauro" che emerge da una catasta di legna ammassata alla rinfusa davanti ad una casa. Pare proprio la casa di uno scultore. Ci avviciniamo e scorgiamo delle strane e originali sculture sul davanzale di una finestra: sono fatte di rami, rami intrecciati di saggina, come quelli che si usavano una volta per fare le scope e ramazze. Sono opera di Isidoro Paoli, pensionato e scultore per hobby: "Faccio questi lavori da circa 10 anni" dice con semplicità.

 
Il "dinosauro" a Sant'Orsola (foto Agh)   Isidoro Paoli, scultore per hobby (foto Agh)
Isidoro Paoli con le sue sculture di rami intrecciati

"Raccolgo i rami nel bosco e poi creo questi animali: lo scoiattolo, il cervo... L'avevo visto fare quand'ero bambino da un artigiano del paese, ora che ho tempo ho pensato bene di riprendere io questa tradizione". Le sculture di Isidoro sono davvero belle e sorprendenti, nella loro semplicità splendidamente naif: grazie a lui quest'arte contadina non è ancora perduta.

Sci escursionismo sul Monte Costalta, sullo sfondo la Catena del Lagorai con il Gronlait (foto Agh)

 
Arrivo a Malga Pez m 1583 (foto Agh)  
 
Malga Pez (foto Agh)  
Sul Monte Costalta

A Passo Redebus, dove la strada collega la Val dei Mocheni con l'Altopiano di Piné, siamo attesi dall'esuberante sindaco di Fierozzo, Diego Moltrer, che conduce una motoslitta con "vagoncino" per traportare la troupe in quota con tutti i materiali. Saliamo lungo la forestale innevata fino a Malga Pez e Malga Cambroncoi, due splendide mete per passeggiate o escursioni in sci o ciaspole l'inverno, a piedi l'estate. Purtroppo la giornata, molto nuvolosa, fredda e ventosa, non è propizia alle riprese video ma, per vostra fortuna, chi scrive queste note ha realizzato in precedenza diverse escursioni sul Monte Costalta di cui potete quindi ammirare il panorama in tutto il suo splendore. Dopo la sosta a Malga Pez proseguiamo per la forestale fino a raggiungere Malga Cambroncoi a m1705, dove troneggia il grande Cristo scolpito da Lunz, artista di Costasavina. La malga ovviamente è chiusa, ma d'estate è pienamente attiva: di qui passa tra l'altro il Bersntol Ring, un itinerario a piedi di oltre 20 km.

Allenamento in ciaspole (foto Agh)
 
Il "trenino" della troupe di Girovagando (foto Agh)   Sergio Paoli e Rinaldo Paoli (foto Agh)
 
Arrivo a Malga Pez (foto Agh)   La ciaspola classica in legno (foto Agh)
Renzo Pisoni detto "lapide" per via dell'ex lavoro di marmista, è appassionato cacciatore (foto Agh)
 
Malga Pez (foto Agh)   Renzo Pisoni ci prepara un buon caffè (foto Agh)
Veduta estiva di Malga Cambroncoi, sullo sfondo le cime del Lagorai (foto Franza)

A Malga Cambroncoi incontriamo "lapide", al secolo Renzo Pisoni, chiamato così per il suo ex lavoro di marmista, ben 60 anni!. Ora è in pensione e si dedica alla sua passione, la caccia: ci prepara un ottimo caffè corretto alla sambuca che riscalda i cuori. Proseguendo, la strada arriva praticamente fino in vetta al Monte Costalta, che sovrasta il Lago di Serraia ed offre uno dei più spettacolari panorami a 360° della zona.

Diego Moltrer, sindaco di Fierozzo (foto Agh)

 
Agritur Scalzerfhof in loc. Frotten  
Il "cuccalar" a Maso Scalzerhof

Da passo Redebus percorriamo in motoslitta i 6 km di lunga forestale sui fianchi dei monti Lemperpech e Rujoch, punteggiata di splendidi masi, che conduce fino in località Frotten, dove è prevista una piccola pausa presso il maso Agritur Scalzerhof, di Rina Battisti, dove degustiamo alcuni squisiti prodotti tipici, tra i quali il delizioso cuccalar (audio), il "pane di una volta" cotto sulla piastra, fatto con farina bianca e latticello (il residuo della lavorazione del burro), che va mangiato caldo e si accompagna sia col dolce che col salato. Quindi i salumi e i formaggi prodotti in loco, il tutto accompagnato dalle allegre fisarmoniche di Luciano Petri Anderle e Andrea Petri Anderle, del gruppo musicale Palaearlearmusikant di Bernstòl, ed un buon bicchiere di chardonnay della Cantina di Toblino.

 
Andrea Petri Anderle (foto Agh)   Prodotti tipici dell'Agritur Scalzerhof (foto Agh)
 
Il "cuccalar" e un buon bicchiere di Chardonnay   Lo stemma del gruppo musicale Palaearlearmusikant
 
Luciano Petri Anderle (foto Agh)   In partenza per la Boemia (audio di A. Anderle)
Luciano e Andrea Petri Anderle (foto Agh)

L'agritur Scalzerhof è aperto sabato e domenica dalle ore 14.00 alle ore 23.00, si possono degustare merende con i tradizionali cuccalar e cene con i tipici kropfen, e ovviamente pernottare. E' il punto ideale per passeggiate in tutte le stagioni, il gestore in inverno mette a disposizione degli ospiti le ciaspole. Sono possibili splendide escursioni sulle montagne del Lagorai fino a 2400 metri di quota, al Lago di Erdemolo, al Rifugio Sette Selle, inoltre si organizzano visite guidate alla miniera-museo Grua va Handömbl.

Agritur Scalzerhof
Località Frotenn 108
38050 Palù del Fersina - Valle dei Mocheni
tel. 0461 / 550074 - cell. 338 / 9591987
www.agriturscalzerhof.it | scalzerhof@virgilio.it

Albino Laner, appassionato cacciatore (foto Agh)

 
Maria Zott, titolare dell'Aquila Nera a Kamauz  
 
La cucina (foto Agh)  
A tavola: "Aquila nera" a Kamauz

Nella bella località di Kamauz, in mòcheno Kamavrunt, a 1300 metri di quota su un bel poggio soleggiato dove parte la nuova pista di sci di fondo, siamo a pranzo all'Aquila Nera, un ristorante dall'aria un po' retrò ma con una cucina casalinga decisamente ottima e, il che non guasta, a prezzi più che onesti. Le portate sono sempre generosissime e quasi mai si riesce a mangiare tutto il ben di dio che viene portato in tavola. L'aria è prettamente famigliare, è il locale ideale per chi vuole farsi delle solenni mangiate in un tranquillo ristorante di montagna, e che magari ama particolarmente la selvaggina, qui cucinata come dio comanda: il marito della titolare Maria Zott, Albino Laner, è un appassionato cacciatore da sempre, come tanti qui in valle del resto. A Kamauz i nostalgici del Tirolo antico non sono pochi, nel piazzale del ristorante troneggia infati un cartello commemorativo della storia degli Schützen, del Kajserjaeger e del "ribelle" Andreas Hofer. Tornando alla cucina, noi di Girovagando abbiamo degustato deliziosi canederli al sugo di cervo, strangolapreti al burro fuso, favolose tagliatelle al sugo di cinghiale, poi il "piatto da battaglia" dell'Aquila Nera, un soave stinco di maiale con polenta, crauti, quindi la selvaggina, morbidissima, a base di cinghiale e cervo. Infine il dolce casalingo, la treccia con crema pasticcera e frutti di bosco.

 
La sala da pranzo dell'Aquila Nera a Kamauz   Canederli al sugo di cervo e strangolapreti (foto Agh)
 
Tagliatelle al sugo di cinghiale (foto Agh)   Cervo e stinco di maiale con polenta (foto Agh)
Albino Laner con il nipotino Stefano (foto Agh)

Ristorante Aquila Nera
Kamauz - Kamaovrunt
38050 Frassilongo di Roveda (Tn)
tel. 0461 / 549090

Prati Imperiali al tramonto. il Gruppo di Brenta sullo sfondo (foto Agh)

 
La nuova pista di fondo (foto Agh)  
 
Prati Imperiali (foto Agh)  
La pista di fondo

Un nuovo tracciato di sci di fondo di quasi 25 km è in preparazione in Valle dei Mocheni: il percorso sfrutta interamente la strada forestale già esitente che collega Kamauz con la Valcava, perciò l'impatto ambientale è ridotto al minimo. L'itinerario presenta un dislivello assai modesto, sviluppandosi in costa per quasi tutta la sua lunghezza. Per assicurare il continuo funzionamento di almeno una pista da km. 2,5 è previsto un impianto di innevamento artificiale ed è allo studio l'ipotesi di illuminazione notturna. A Kamauz e a Prati Imperiali saranno realizzate delle piccole strutture ricettive con parcheggi, locali di sciolinatura, spogliatoi, servizi, ristorante e bar, stanze per gestore e per turisti. Le amministrazioni locali contano molto su questa pista, ora in attesa dell'omologazione, per uno sviluppo "soft" della valle. La pista si snoda prevalentemente nel bosco, su forestale, tra grandi radure e ariosi panorami sulla valle sottostante: è già praticabile e battuta regolarmente per il passo pattinato. Informazioni presso l'ufficio turistico del Consorzio delle Pro Loco Valle dei Mòcheni, tel. 0461 / 551440 fax 0461 / 551030 | info@valledeimocheni.it

 
Prati Imperiali (foto Agh)   Prati Imperiali (foto Agh)
Baite ai prati imperiali (foto Agh)
 
La pista nei pressi di Kamauz (foto Agh)   Diego Moltrer, sindaco di Fierozzo (foto Agh)
 
Rinaldo Paoli, sindaco di Frassilongo (foto Agh)   Giuliano Casagranda, del Corpo Forestale (foto Agh)
Sopra i Prati Imperiali, sullo sfondo il Gronlait: di qui passa la pista che rientra a Kamauz (foto Agh)

 
La lucanica mochena tipica (foto Agh)  
 
Specialità mochene (foto Agh)  
Lucanica Mochena

A Sant'Orsola, presso la macelleria Fontanari, assistiamo alla preparazione della tipica lucanica mochena. E' un insaccato stagionato di puro maiale, da consumarsi allo stato crudo, dopo un'adeguata stagionatura. Il prodotto prende il nome di Lucanica mochena affumicata se dopo il periodo di asciugatura viene affumicato. L'affumicatura consiste nel mettere la lucanica in un forno a freddo, a norma di legge, entro il quale viene prodotto del fumo utilizzando della apposita segatura con l'aggiunta di bacche di ginepro. Il periodo di affumicatura è di circa 12 ore. La produzione si protrae per tutto l'anno; in passato essa avveniva, per problemi legati alla conservazione, solamente nel periodo che va da settembre ad aprile. Per la produzione della Lucanica mochena stagionata o affumicata viene usata solamente la polpa scelta di maiale, ottenuta da animali allevati in modo naturale.La lucanica mochena fa parte dei prodotti tipici trentini, elencati nell'Atlante dei prodotti tradizionali Trentini riportato nel portale Trentinoagricoltura. Una curiosità: le bellissime fotografie d'epoca in questa puntata e nell'approfondimento storico sui Mocheni sono state tratte dai calendari della Macelleria Fontanari, alla quale va il nostro ringraziamento.

Fontanari macelleria e salumeria
Specialità mochene
Sant'Orsola Terme (Trento)
tel. e fax. 0461 / 551123

Vista del Gruppo di Brenta dalla Valle dei Mocheni (foto Agh)

Concludendo, non abbiamo la pretesa di avervi illustrato tutte le bellezze della Valle dei Mocheni: speriamo solo di avervi offerto qualche stimolo per indurvi a vistare una valle veramente incantevole.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Tramonto ai Prati Imperiali (foto Agh)

CONSORZIO PRO LOCO VALLE DEI MOCHENI
Ufficio turistico di Sant'Orsola Terme (Trento) Italia
Loc. Pintarei, 75/a 38050
tel. 0461 / 551440 fax 0461 / 551030
www.valledeimocheni.it | info@valledeimocheni.it

TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Tel. 0461/839000
Trentino on line 800 / 010545
www.trentino.to
info@trentino.to

Approfondimenti

  A cura dell'Istituto Culturale Mòcheno - Cimbro
Cenni storici sulla Valle dei Mocheni
La storia antica e moderna, la lingua

Audio

  Diego Moltrer, sindaco di Fierozzo
La parlata mochena
(streaming audio, 2 min)
     
  Andrea Petri Anderle sui genitori
In partenza per la Boemia
(streaming audio, 2 min)
     
  Andrea Petri Anderle e "il pane di una volta"
Il "cuccalar"
(streaming audio, 1 min)

Link

Istituzioni
Comprensorio Alta Valsugana
Comune di Fierozzo
Istituto culturale Mòcheno-Cimbro
APT Valsugana
Ministero Interno – La minoranza Ṃchena (pdf)

Turismo

Vacanze in Baita

Portali locali

Consorzio delle Pro Loco Valle dei Ṃcheni
Infotrentino | La valle dei Ṃcheni
www.kib.it Istituto culturale mòcheno - cimbro

Cultura
I Ṃcheni della Valle del Fèrsina
Itinerari Visivi | Mostra "La fotografia del territorio" - Valle dei Ṃcheni
Istituto Culturale Ṃcheno-Cimbro
Isole Linguistiche | Valle del Fèrsina
Le minoranze linguistiche riconosciute dallo Statuto di Autonomia
Cronologia.it | I non Italici in Italia - Un paese dimenticato per 1500 anni

Montagna
Rifugio Sette Selle
Rifugio Spruggio - "G. Tonini"
SAT | Escursioni in Val dei Ṃcheni

A tavola

Ristorante Aquila Nera

Kamauz - Kamaovrunt
38050 Frassilongo di Roveda (Tn)
tel. 0461 / 549090


Agritur Scalzerhof

Prodotti tipici
Cooperativa Sant'Orsola i piccoli frutti
Lucanica mochena di cavallo
Lucanica mochena piccante
Lucanica mochena stagionata o affumicata
www.trentinoagricoltura.it prodotti tipici trentini
Cantina di Toblino