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| La famosa macchina cifrante tedesca
"Enigma" esposta nella mostra "Raiofronte" al
Museo della Guerra |
Un argomento particolare nel quadro delle comunicazioni radio nel corso
della Seconda guerra mondiale fu rappresentato dalla struttura elaborata
dagli inglesi per decrittare i messaggi radio tedeschi. Agevolati dal conoscere
le macchine cifranti tedesche, grazie ad abili tecnici e studiosi fu creato
il servizio ULTRA, che permise la decodifica
di numerosi messaggi dell'avversario e consentì di ottenere nel corso
del conflitto un vantaggio non solo tattico, che si può considerare
una delle armi principali che consentirono la vittoria degli Alleati.
Enigma
La macchina cifrante ENIGMA, concepita
originariamente come rimedio al dilagante fenomeno dello spionaggio industriale
e solo più tardi acquisita ed impiegata nella seconda guerra mondiale
dalle Forze Armate tedesche ed italiane, unitamente alla similare macchina
HAGELIN svedese, nacque negli Anni Venti dall’intuizione dell’olandese
Koch Van Delft, fu perfezionata dal tedesco Scherbius, che ne espose poi
il primo modello al Congresso Internazionale dell’Unione Postale del
1923. Aveva la forma di una portatile macchina da scrivere elettro-meccanica,
nella quale le lettere dell’alfabeto battute sulla tastiera venivano
scombinate e variamente ricomposte in seguito all’indotta azione disgregatrice
di una serie di rotori connessi tra loro, che a loro volta erano mossi dalla
intensità elettrica variabile fornita dall’inserimento di uno
spinotto in questa o quella “presa” elettrica. Tutto ciò
consentiva miliardi di provvisorie combinazioni cifranti (a seconda del
numero dei rotori: da tre a dieci), che per l’infinita e frequente
variabilità rendevano praticamente impossibile, anche a chi avesse
posseduto la stessa macchina, di interpretarne i relativi radiomessaggi
intercettati nell’etere. Per penetrare in modo costante ed affidabile
e non episodico il sistema ENIGMA, il Servizio Segreto britannico dovette
costruire calcolatori elettromeccanici altamente sofisticati (chiamati bombes)
e, nel tardo 1943, perfino calcolatori elettronici (chiamati colossus),
che vennero ubicati nella sede della Governement Code and Cipher School
(G.C. & C. S.) di Bletchley Park, sotto la direzione di illustri matematici,
tra cui il grande Alan Turing. E fu proprio questa organizzazione scientifica
(denominata “ULTRA Intelligence”) che, a partire dal maggio
1940, riuscì ad interpretare con una certa continuità i radiomessaggi
cifrati delle Forze Armate tedesche intercettati e, dall’ottobre 1940,
quelli della regia Marina italiana, fatto che contribuì notevolmente
alla vittoria finale delle Potenze democratiche.
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