| L'eccezionale panorama dal Monte
Costalta, nel pinetano (foto Agh) |
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Maurizio Rossini di Trentino S,p.A
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Questa è l'ultima puntata del ciclo
invernale di Girovagando in Trentino: in tv saranno riproposti i momenti
più belli delle puntate andate in onda nell'inverno 2003-2004, oltre
a varie interviste; con Maurizio Rossini della Trentino
S.p.a, società di marketing territoriale del Trentino, tracciamo
un bilancio della stagione turistica invernale che si va a concludere. Infine
due servizi inediti: Trento- Maschere Barocche,
una ricerca sulle decorazioni architettoniche della città del Concilio
del fotografo Massimo Monopoli, quindi Cucinare
con il vino, l'interessante iniziativa enogastronomica in cui lo chef
Michelangelo Croce dell'Hotel Tyrol di Moena propone fantasiosi piatti cucinati
con vari tipi di vino.
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| Monte Costalta (foto Agh) |
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Cima Larici (foto Agh) |
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Due escursioni superpanoramiche
Sul nostro sito internet proponiamo due facili
escursioni alle cime superpanoramiche del Monte
Costalta, nel pinetano, e Cima
Larici sull'Altopiano
di Vezzena. Con il mese di marzo inizia il periodo più propizio
per le escursioni in montagna: il manto nevoso è generalmente assestato,
la temperatura meno rigida e le ore di luce a disposizione si allungano
fin nel tardo pomeriggio. Si tratta di due ascensioni alla portata di tutti,
ideali con le ciaspole,
con gli sci
e anche a piedi, di solito sicure anche dopo nevicate abbondanti. Come sempre
consigliamo in ogni caso la pianificazione a tavolino della gita, cartina
alla mano, e la consultazione del bollettino
meteo e di quello della montagna-valanghe,
nel nostro caso di Meteotrentino.
Molto valide per la parte di Trentino che confina con il Veneto anche le
previsioni di Dolomiti
Meteo di Arabba.
| MONTE COSTALTA
M. 1955 |
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Itinerario n. 1 |
| quota massima |
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m 1955, Monte Costalta |
| lunghezza |
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km. 7 circa |
| dislivello |
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m. 500 |
| partenza e arrivo |
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Passo Redebus m 1455 (da Altop. Piné o valle
Mocheni) |
| sentieri |
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404 |
| mappa |
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621
Valsugana - Tesino e 647
Trento e dintorni 1:25.000 |
| difficoltà |
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T - turistico (per la strada) E - escursionistico per
sent. |
| tempo |
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4 ore andata e ritorno |
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| Foto aerea virtuale con Flight Simulator:
Monte Costalta tra Altopiano Piné e Valle dei Mocheni (foto Agh) |
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| La vetta del Monte Costalta con la grande croce in ferro (foto Agh) |
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| Il Dosso di Costalta visto da sud est: si distinguono
le due radure sulla spalla destra, corrispondenti a Malga Cambroncoi
e Malga Pez (foto Agh) |
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| L'ampio pianoro "Prà de la Casara" nei pressi della
cima (foto Agh) |
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| Dalla cima Costalta verso l'altopiano di Piné (foto Agh) |
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Descrizione
La salita è un itinerario facile, adatto a tutti, con dislivello
modesto, generalmente sicuro anche dopo abbondanti nevicate, ideale con
ciaspole o a piedi, secondo l'innevamento. Il Monte o Dosso
di Costalta è un "panettone" poco impegnativo che
tuttavia sfiora i 2000 metri, dalla cui cima si gode uno dei più
spettacolosi panorami a 360° della zona. Nelle giornate limpide, dall'ampia
e pianeggiante cima si scorgono tutti i principali gruppi montuosi, in particolare
il Gruppo del Brenta e la Catena
del Lagorai.
Percorso
Dall'Altopiano di Piné o dalla Valle
dei Mocheni si raggiunge il Passo Redebus
a quota 1455. Si lascia l'auto in prossimità del bar e, circa 300
metri a nord di quest'ultimo, vicino a dei piazzali di deposito legname
si prende il sentiero 404 che sale rapidamente
nel bosco. In circa 20 minuti si arriva a Malga
Pez m 1583 con bel colpo d'occhio sulla Valle dei Mocheni e le inconfondibili
cime del Gronlait e il Fravort.
A ridosso della malga il sentiero prosegue (tabelle) nel bosco salendo per
un centinaio di metri, poi più gradualmente percorrendo quasi in
piano fitte abetaie per poco meno di 2 km. Si sbuca quindi nella grande
radura di Malga Cambroncoi,
dove troneggia la bella statua
del Cristo scolpita da Lunz. Di qui in poi si riprende la strada forestale
che con lunghi zig zag risale il costone finale nel bosco fino al grande
pianoro di Prà della Casara, dal
quale si perviene alla cima in 5 minuti, con la grande croce in ferro, ometti
di pietra e resti di trincee della prima Guerra Mondiale. Il panorama è
a dir poco strepitoso, come si può vedere nella foto a 360° riportata
qui sotto, dove abbiamo indicato le vette principali tra le centinaia osservabili
a occhio nudo. In alternativa al sentiero 404,
specie nel caso di forte innevamento per cui può essere difficoltoso
individuare il percorso, si può percorrere interamente la strada
forestale dal Passo Redebus fin quasi sulla cima. La discesa avviene per
il medesimo itinerario della salita.
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| Le principali cime viste dal Monte
Costalta, clicca per ingrandire (foto Agh) |
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| Presso Malga Cambroncoi, sullo sfondo il Rujoch |
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Il Monte Gronlait (foto Agh) |
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| Malga Pez al tramonto (foto Agh) |
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Malga Pez (foto Agh) |
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| Tramonto con il profilo del Bondone (foto Agh) |
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Malga Pez (foto Agh) |
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| Monte Costalta: nei pressi di Malga
Pez (foto Franza) |
| CIMA LARICI
M. 2033 |
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Itinerario n. 2 |
| quota massima |
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m 2033, Cima Larici |
| lunghezza |
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km. 3 circa a/r |
| dislivello |
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m. 408 |
| partenza e arrivo |
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Malga Larici di sotto m 1625 |
| sentieri |
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si sale dallo spallone per traccia |
| mappa |
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621
Valsugana - Tesino e 623
Altopiano Asiago 1:25.000 |
| difficoltà |
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E - escursionistico |
| tempo |
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3-4 ore andata e ritorno |
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| Gli altipiani di Vezzena con la grande
dorsale di Cima Portule (foto Agh) |
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| Salendo a Cima Larici (foto Agh) |
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| Cima Larici, alle spalle il profilo del Portule (foto Agh) |
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| La traccia di salita degli scialpinisti sulle rampe di Cima Portule
(foto Agh) |
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| La vecchia pista che scende da Cima Larici (foto Agh) |
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Descrizione
Cima Larici ha riacquistato una propria
dignità sci-alpinistica dopo la recente chiusura degli impianti di
risalita. La (poca) fatica necessaria a risalire questa splendida cima ripaga
ampiamente con splendidi panorami. La possibilità di sfruttare le
due piste di discesa la rende un percorso piacevole e adatto anche ai principianti.
Per la salita in sci, ciaspole o a piedi consigliamo senz'altro lo
spallone sud, che ha il vantaggio di essere un percorso generalmente
al sicuro da valanghe. Basta salire lungo la spalla zigzagando nel bosco
rado, evitando facilmente i pendii ripidi e aperti. Splendido il panorama
sull'altopiano dalla cima: sulla Valsugana, sulla imponente Cima
Portule che sta proprio di verso est.
Percorso
Da Passo Vezzena si scende verso Asiago
per circa 12 km, fino al bivio sulla sinistra per "Malga Larici".
Si risale la strada con 8 tornanti per altri 6 km, poco prima dell'Albergo
Cima Larici altro bivio (svoltare a dx) per Malga
Larici di Sotto m 1625, dove si lascia l'auto. Di qui si prosegue
brevemente verso est per circa 500 metri in direzione della evidente spalla
boscosa. Si sale nel bosco rado con ampi zig zag, con splendide vedute,
man mano che ci si alza, sull'altopiano punteggiato di malghe. Dopo circa
1 ora e mezza di salita la spalla diventa quasi pianeggiante in prossimità
dell'arrivo dell'impianto di risalita in disuso (a proposito: perché
i vecchi impianti non sono mai rimossi?): si prosegue ancora brevemente
seguendo il crinale fino alla cimetta finale, un ampio e spettacolare balcone
panoramico sulla Valsugana. La discesa avviene per il medesimo itinerario
di salita, o per la vecchia pista. Attenzione alla "mugaia" (bosco
di mugo) poco sotto la spalla finale: se vi infognate dentro, poi venir
fuori può diventare un vero incubo. In realtà una stradella
l'attraversa in salita, in discesa si può aggirare abbassandosi in
costa sul versante ovest.
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| Sulla vetta di Cima Larici m .2033:
sullo sfondo la lunga cresta di Cima Portule m 2308 (foto Agh) |
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| Malga Larici di Sotto (foto Agh) |
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Malghe di Laste Manazzo (foto Agh) |
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| Quasi come in Finlandia (foto Agh) |
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Ciaspolatori (foto Agh) |
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| Casara Dosso di Sotto (foto Agh) |
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Sci escursionismo sotto cima Manderiolo (foto LR) |
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| Lo spallone finale vicino alla cima (foto Agh) |
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Cima Manderiolo (foto Agh) |
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| Il vasto altopiano di Vezzena (foto Agh) |
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Discesa verso Cima Larici di Sotto (foto Agh) |
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| Salendo a Cima Larici: il picco di
Cima Manderiolo m 2049 e, sullo sfondo, il Gruppo di Brenta (foto Agh) |
| Nella puntata in tv il 21 febbraio
2004 |
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| Palazzo Galasso, Trento (foto di Massimo Monopoli) |
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Trento, maschere barocche
Girovagando è lieta di presentare un'esplorazione inedita sulle decorazioni
architettoniche della città del Concilio attraverso l´obiettivo
di Massimo Monopoli, coadiuvato da alcuni
collaboratori, dal titolo Trento, maschere barocche.
Una ricerca durata alcuni anni che si è concretizzata in un catalogo
e in una mostra, che si propongono di raccontare
la storia della città di Trento attraverso i mascheroni barocchi
presenti su portali, finestre, pietre di palazzi cittadini, elementi architettonici
e decorativi che avevano spesso funzioni pratiche ed attribuzioni magiche
per la protezione degli edifici. "Ci ha spinto ad effettuare questa
ricerca" dice Massimo Monopoli, "la passione per l'arte, la comunicazione,
la fotografia, perché fino ad oggi nessuna pubblicazione locale ha
illustrato in modo specifico questo aspetto affascinante dell'architettura,
dando la possibilità alla comunità trentina di venire a conoscenza
di un particolare aspetto dell'arte locale".
Di
alcuni riflessi anticlassici nelle maschere architettoniche
della città del Concilio saggio di Eriberto Eulisse (documento
rtf)
La mostra è presente al Centro
Documentazione Luserna fino a Pasqua 2004, per informazioni tel. 0464-789638
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recensione
di Questotrentino di Duccio Drogheria
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| Massimo Monopoli, fotografo e grafico, autore di "Trento
maschere barocche" (foto di A, Tombini) |
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Palazzo Malfatti, Trento
(foto di Massimo Monopoli) |
Trento, maschere barocche
di Massimo Monopoli
segreteria organizzativa Arancia Studio
via Brennero, 21 38100 Trento
tel. 0461 / 824095
aranciastudio@virgilio.it
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| Post Hotel con il Ristorante Tyrol a Moena (foto Agh) |
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A tavola: cucinare con
il vino
Il 22 gennaio 2004 si è svolta al Ristorante
Tyrol, presso il Post
Hotel di Moena, in Val di Fassa, la
seconda edizione di Cucinare con il vino,
un'interessante proposta gastronomica dello chef e titolare Michelangelo
Croce, che ha realizzato un intero menù utilizzando, tra gli ingredienti,
i vini dell'azienda vinicola Velasco di
Montefiascone (Viterbo). Sapori sorprendenti e fantasiosi nel menù
proposto: bocconcini di tonno marinati
nel vino bianco e zenzero, con insalatine e tagliatelle croccanti; zuppa
gratinata di verza, Fontal di Cavalese e pane tostato con brodo al
Ferentano; gnocchetti di polenta con lucanica,
uva passita e vitiano; cosciotto d'anatra
all'arancio e vino rosso, con strudel di speck e patate; sorbetto
"aspettando il dessert", semifreddo
alle prugne, grappa e cioccolato.
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| Lo chef Michelangelo Croce (foto Agh) |
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Il ristorante "Tyrol" al Post Hotel (foto Agh) |
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| Zuppa gratinata di verza, Fontal
di Cavalese e pane tostato con brodo al Ferentano (foto Agh) |
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Gnocchetti di polenta con lucanica, uva passita e vitiano
(foto Agh) |
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| Cosciotto d'anatra all'arancio e vino rosso, con strudel
di speck e patate (foto Agh) |
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Semifreddo alle prugne, grappa e
cioccolato (foto Agh) |
Post Hotel - Ristorante Tyrol
Piazza Italia 10 38035 Moena (Tn)
Tel. 0462 / 573760 - fax 0462 / 573281
www.posthotelmoena.it
info@posthotelmoena.it
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Azienda
vinicola Falesco S. r.l.
Loc. Artigiana Le Guardie snc
01027 Montefiascone - Viterbo
tel. 0761 / 825669, 0761 /825803,
fax. 0761 / 834012 falesco@leonet.it |
Girovagando conclude con questa puntata il suo ciclo invernale. Riprenderà
la programmazione verso la metà di aprile
2004: per la data esatta e le anteprime tenete d'occhio la sezione
news e archivio.
A presto!
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
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| Scendendo da Cima Larici (foto Agh) |
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