Un soffio di vetro
Mostra di decori natalizi in vetro soffiato, di Rosanna Cavallini
 
 
Portatrici di addobbi di Lauscha nel 1921  
 
Portatrice di addobbi  
LAUSCHA - Germania

Ricerche recenti hanno rivelato in Turingia attività vetrarie e mercantili già dal VI e VII secolo dopo Cristo. La prima datazione documentata riguarda una vetreria attiva nel 1597 e la produzione riguarda soprattutto la fabbricazione di bottiglie. Il territorio di Lauscha si qualificò nel tempo soprattutto per la produzione industriale vetraria per usi tecnici. L’alta qualificazione raggiunta dalle maestranze condusse sempre più nella direzione della ricerca tecnologica. La vetreria artistica si qualificò, anche se in quantità minore, nella produzione giocattoliera con le notissime e colorate bilie in vetro e l’oggettistica per il gioco della “casa delle bambole”. Il corredo in vetro lattimo di piatti e bicchieri in miniatura prodotto a Lauscha, nato inizialmente come imitazione della porcellana, fu in seguito particolarmente apprezzato perché superiore in delicatezza esecutiva alla porcellana stessa. Il settore degli ornamenti natalizi occupa quindi una parte esigua e tardiva della produzione, ma il successo ottenuto ne determinò una veloce diffusione. Le caratteristiche lavorative furono pressoché identiche alle molte realtà sviluppatesi in altre zone d’Europa. Il soggetto e principale interprete fu quel piccolo artigianato decentrato, operoso e creativo, che diffuse con enorme successo di mercato il frutto delle proprie abilità manuali a prezzi competitivi. Come per la maggioranza di queste produzioni anche la creazione degli ornamenti in vetro avveniva a domicilio o in piccole fabbriche artigianali e vi partecipavano interi assetti familiari. Gli uomini erano addetti a soffiare il vetro nelle forme, le donne eseguivano le decorazioni pittoriche e infilavano le perle, i bambini curavano gli imballaggi. Alle donne del villaggio spettava anche l’incombenza della distribuzione. La merce leggera ma ingombrante, a causa dei voluminosi imballaggi protettivi, era trasportata a piedi dalle donne che si disperdevano per le strade verso i territori di vendita. Numerose fotografie d’epoca documentano la durezza di tale trasporto.

(foto Agh)

 
La locandina della mostra, aperta fino al 6/1/2004  
GABLONZ - Repubblica Ceca

La produzione vetraria della zona di Gablonz nella Boemia del Nord è già appannaggio di importanti dinastie di ottimi produttori e mercanti verso la fine del XV secolo. Il territorio di Gablonz, o Jablonec con dizione in lingua slava, situato sull’importante via di traffico tra la Boemia del Nord, la Sassonia e la Slesia, rese celebre la zona di Gablonz per la produzione di ottimo vetro. Manca purtroppo una documentazione scritta delle prime attività essendo la produzione eseguita a domicilio da vetrai isolati nelle numerose valli del territorio. L’isolamento non consentì lo sviluppo di strutture organizzative comparabili a quelle di area urbana, che registravano con scrupolosità ogni attività artigianale. La prima notizia scritta è del 1740 e descrive la produzione in zona di “perle nere”. Nel XIX secolo il territorio di Gablonz raggiunge una produzione vetraria talmente intensa che si può ritenere l’unica importante concorrente della produzione veneziano-muranese. La produzione che contraddistinse Gablonz fu quella di perle ornamentali di particolare bellezza, ma quella che la caratterizzò fu la produzione di vetro argentato detto Silberglas. Nel territorio si contavano a fine Ottocento circa duemila soffiatori. Dopo le perle a specchio con rifinitura in argento si produssero, nella seconda metà dell’Ottocento, perle dorate che divennero uno dei principali successi della produzione di bigiotteria di Gablonz. Successivamente le perle per la produzione di ornamenti femminili vennero impiegate nella produzione di ornamenti natalizi. I manufatti boemi non sono eseguiti con una sola operazione cioè soffiando il vetro nello stampo con la forma del decoro precostituita, ma il decoro si forma tramite l’accorpamento di perline di forme diverse infilate o attorcigliate. La produzione di perle da ornamento fu interrotta in modo repentino dopo l’annessione alla Germania nazista negli anni Trenta del XX secolo. L’ideologia nazista riteneva inutile la produzione di bigiotteria perché le donne dovevano disdegnare le frivolezze e ornarsi unicamente delle proprie virtù. Le vetrerie di Gablonz furono chiuse dando origine ad una crisi economica che il secondo conflitto mondiale rese drammatica.


Testi di Rosanna Cavallini

Collezioni di Antonella Vasicuro e Malcolm Lusa
La mostra rimane aperta fino al 6 gennaio

Note bibliografiche


Eva Stille - Christbaumschmuck - Edizioni Hans Carl - Norimberga, 1979
Sibille Jargstorf - Baubles, Buttons and Beads - Library of Congress Catalog N.93 - 85220 - USA, 1993 Collezioni di Antonella Vasicuro e Malcolm Lusa Testi di Rosanna Cavallini Allestimento di Paolo e Katia De Carli



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