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| Comitiva di turisti polacchi sul
Monte Bondone (foto Agh) |
Trento e la sua montagna
Questa terza puntata del ciclo invernale di Girovagando è dedicata
a Trento e alla sua montagna, il celeberrimo
Monte Bondone. In città visitiamo
alcune delle interessanti mostre di questo periodo natalizio, sul Bondone
invece facciamo il punto con il direttore dell'APT,
Roberta Maraschin, della stagione invernale, iniziata nel modo migliore
con tanta e ottima neve.
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| (foto Agh) |
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| Venditrice ambulante di addobbi natalizi |
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Un soffio di vetro
A Palazzo Mirana a Trento, in fondo a via
Belenzani, c'è una originale mostra intitolata Un
soffio di Vetro, realizzata da una collezione privata di oltre duecento
ornamenti natalizi in vetro soffiato del periodo compreso tra fine Ottocento
e gli anni Trenta del secolo scorso: si tratta di produzioni originarie
di Lauscha in Turingia e Gablonz (Jablonez) in Boemia. Caratteristica della
produzione di Lauscha fu la creazione di forme realistiche a tutto tondo.
La piacevolezza di simili manufatti sta nella leggerezza, gli ornamenti
di Lauscha rammentano infatti bolle di sapone cristallizzate. I manufatti
della zona di Gablonz invece si caratterizzarono per la complessità
esecutiva in cui la bellezza consiste nella varietà delle forme e
nella difficoltà di assemblaggio delle piccole perle in vetro soffiato.
I primi decori dell’albero di Natale furono commestibili e luminosi:
con il cibo e la luce si rappresentava l’augurio dell’abbondanza
e la gioia della nascita. Frutta e dolci avvolti nella carta stagnola, sfavillanti
alberi alti fino al soffitto, ammirati da bambini e bambine. La regione
in cui si ritiene tragga origine e sviluppo la tradizione dell'albero di
Natale nella sua concezione moderna è l'Alsazia. Nella cittadina
di Turckheim, presso Colmar, dove nel XVI secolo vivevano mercanti, contadini
e vignaioli benestanti sono conservati documenti, datati 1597 e 1669, con
segnate le note spesa per l'acquisto di carte colorate, mele e cialde per
il decoro di alberi natalizi. Più complesso datare l'introduzione
dei decori luminosi. Nel 1708 la duchessa di Orleans in una lettera indirizzata
alla figlia menziona alberi di bosso decorati con candele; numerosi documenti
della fine del XVIII secolo ne descrivono l'usanza presso gli ambienti della
borghesia e della nobiltà cortigiana. Nel XIX secolo la diffusione
dell'albero luminoso è pressoché totale in tutte le classi
sociali. I decori dell'albero di Natale furono dunque di due tipi: luminosi
e commestibili. Con la luce si rappresentava la gioia della rinascita e
con il cibo l'augurio di abbondanza. I primi addobbi commestibili furono
le mele. In ambito cristiano il decoro con le mele fu suggerito dal parallelismo
tra l'albero di Natale e la simbologia dell'albero di Adamo ed Eva nel paradiso
terrestre. In Austria e in Baviera, dove in periodo natalizio era già
diffusa la tradizionale esposizione del presepio, l'uso del Christbaum o
"Albero di Cristo" tardò a diffondersi; in Germania, in
ambito protestante, si diffuse rapidamente anche in seguito alla leggenda
che già Martin Lutero lo decorasse in famiglia. Intorno agli anni
Settanta del XIX secolo si formò una vera e propria industria degli
addobbi natalizi e i soffiatori della Turingia crearono bocce in vetro a
specchio, frutta, uccelli, strumenti musicali e altro per la decorazione
dell'albero che doveva brillare e luccicare di oro e argento come un gioiello;
infatti il termine in lingua tedesca con cui si definisce il decoro dell'albero,
Christbaumschmuck, è composto di tre parole: Christ (Cristo), Baum
(albero) e Schmuck (che può significare sia ornamento che gioiello).
L'albero natalizio di inizio XX secolo diviene un prodotto soggetto ai canoni
della moda, le riviste femminili informano sulle decorazioni più
in voga e suggeriscono le creazioni. In famiglia si gareggia per la costruzione
degli addobbi e si ricerca il "gusto personale" che diverrà
patrimonio da tramandare. Anche gli artisti si cimenteranno nella creazione
di addobbi originali proponendo i materiali più svariati e le forme
più ricercate. l'albero diviene protagonista del Natale. Nei racconti
di molte nostre nonne si favoleggiava di sfavillanti alberi di Natale alti
fino al soffitto e ammirati da bambine nelle case dei contadini di Boemia
e Moravia dove gli eventi del primo conflitto mondiale avevano sfollato
le nostre genti. Molti di noi trattengono ancora nella memoria il ricordo
della preparazione in casa dei decori. Si avvolgevano biscotti, noci e nocciole
nella carta stagnola e, per mezzo di un ago, s'infilava nella carta il filo
doppio che si annodava ai rami. Frutta e dolci, lucenti e irreali, contribuivano
a conferire all'albero l'aura magica che lo caratterizzava. Allo spegnersi
della luce elettrica e con l'accensione rituale delle candeline, il momento
collettivo della sua contemplazione rinsaldava i legami e gli affetti familiari.
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Approfondimento
Lauscha e Gablonz
Le produzioni vetrarie di Lauscha in Germania e Gablonz nella Repubblica
Ceca
di Rosanna Cavallini |
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| (foto Agh) |
Un soffio di vetro
Palazzo Mirana, via Belenzani, Trento.
Ore 10.00-12.30 e 14.30-18.00.
Info: 0461/983880 |
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| Zelten (foto Agh) |
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| Pasticcere impegnato nella preparazione dello
zelten (foto Agh) |
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| Zelten (foto Agh) |
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Il tipico dolce natalizio trentino:
lo zelten
Potevamo fare a meno di parlare di dolci natalizi? Ovviamente no: per questo
siamo andati alla
Pasticceria Marchiodi di Trento per farci spiegare come si prepara il
vero zelten trentino, il dolce a base di
frutta secca e canditi. Già citato nei trattati di cucina del 1700,
figura anche in un manoscritto conservato presso la biblioteca comunale
di Rovereto, dove è descritta la preparazione del "Celteno"
(zelten). Ecco la ricetta trentina:
- 1,25 farina bianca
- gr. 160 burro
- gr. 160 zucchero
- 2 bustine di lievito
- l. 0,5 latte
- gr. 160 noci del Bleggio
- gr. 160 fichi secchi
- gr. 160 mandorle e pinoli
- gr. 160 cedro candito
- gr. 160 uva sultanina
- 1 bicchierino di grappa trentina
- 2 uova
- 2 bucce d'arancia non trattata
- mandorle intere
- sale q.b.
Si inizia sbattendo in una terrina molto a lungo il burro, aggiungendovi,
sempre mescolando accuratamente, lo zucchero e le uova intere. Una volta
sbattuto e amalgamato il tutto, aggiungere la farina bianca, precedentemente
passata al setaccio assieme alle bustine di lievito, un pizzico di sale
e il latte. Nella pasta così ottenuta mettere le noci in precedenza
tagliate finemente, i fichi secchi tagliati a pezzettini, i pinoli (o le
mandorle tritate), il cedro anch'esso minutamente tagliato, la buccia grattugiata
delle arance non trattate chimicamente e, alla fine, la grappa trentina.
Lavorare accuratamente questo impasto per una ventina di minuti e porlo
sulla piastra del forno, unta e infarinata. Tirarlo con le mani fino a formare
una forma alta circa 1 centimetro. Guarnirlo con dei gherigli di noci del
Bleggio tagliati a metà e metterlo nel forno ben caldo per circa
40 minuti, cioè fino a quando il dolce assume un colore delicatamente
brunito.
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| Il sito dedicato al progetto scientifico Xperimentiamo |
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"Xperimentiamo", le mostre interattive
Al Padiglione Fiere visitiamo due particolari mostre "interattive",
dedicate in special modo ai ragazzi. Si tratta di un inedito progetto scientifico-culturale
di lungo periodo che intende favorire il gusto della conoscenza scientifica
mediante mostre temporanee, festival ed altri eventi di divulgazione. In
questa prima edizione le mostre sono due: Mobilità.
Fermate il mondo voglio... salire, un viaggio nel mondo dei trasporti,
dove si affrontano le problematiche legate alla mobilità di merci
e persone, quindi Survival Festival: obiettivo
sicurezza, un percorso interattivo in cui si imparano i comportamenti
nei casi di emergenza. Le due mostre sono illustrate anche nel sito internet
Xperimentiamo
Mobilità. Fermate il mondo voglio... salire
Questa mostra è ideata e realizzata dal Museo Tridentino di Scienze
Naturali, assieme al Servizio Comunicazioni e Trasporti della Provincia
Autonoma di Trento. Essa esplora il tema dei trasporti, di persone e merci,
anche attraverso una serie di interessanti esperimenti interattivi: si può
provare ad esempio il tempo di reazione agli stimoli sonori o visivi, simulare
un urto legati con le cinture ad un sedile, osservare la resistenza delle
putrelle di acciaio in un ponte, misurare l'attrito o l'effetto della gravità.
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| La mostra sui trasporti (foto Agh) |
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Lavinia Del Longo, fisico, responsabile della mostra |
Survival Festival: obiettivo sicurezza
E' un percorso interattivo che mira alla sicurezza
e prevenzione e suggerisce i comportamenti per affrontare situazioni
di pericolo improvvise: cosa fare durante una emergenza, come comportarsi,
chi chiamare, come intervengono i soccorsi. Lo scopo è quello di
coinvolgere il mondo giovanile ad una maggiore consapevolezza dei pericoli.
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| La mostra sulla sicurezza (foto Agh) |
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Samuela Caliari coordinatrice della mostra (foto Agh) |
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| Animali della foresta sulla neve
nella mostra interattiva "La neve al Museo" (foto Agh) |
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| Maddalena Nesler, laureata in lettere moderne ed Elena
Valenti, laureanda in storia medievale, nel laboratorio didattico
(foto Agh) |
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| La volpe (foto Agh) |
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| Capriolo con una martora (foto Agh) |
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La neve al Museo
Al Museo Tridentino
di Scienze Naturali di via Calepina a Trento, una mostra
didattica rivolta ai ragazzi insegna a riconoscere la vita nel bosco
d'inverno. In inverno la neve avvolge e ammanta le montagne, che ci sembrano
deserte. In realtà la vita continua, e possiamo scoprirne le tracce
sulla neve. La neve in un museo, ovvero
il bosco d'inverno, è riprodotto magicamente all'interno del museo
per farci scoprire le innumerevoli curiosità dell'ambiente naturale
del bosco e dei suoi abitanti. E' una stanza delle scoperte, pensata per
tutti i bambini curiosi che desiderano avventurarsi in un suggestivo paesaggio
innevato e confrontarsi con le sfide che il manto bianco pone agli animali
del bosco. In un'avvolgente scenografia di bianchi paesaggi, il popolo del
bosco si svela e si fa conoscere, ci racconta le sue abitudini di vita,
le strategie utilizzate per fronteggiare la stagione meno propizia, per
procurarsi il cibo e per risolvere le difficoltà causate dalla presenza
della neve. Oggetti da toccare, impronte diverse, tracce di pasti e marcature
da identificare attraverso i nostri sensi per imparare a conoscere gli abitanti
del bosco. Reinventando e riproponendo lo stile della mostra Tutti
a nanna, questo evento espositivo si candida a diventare per il periodo
invernale un ottimo compagno di avventura per i bimbi. Inoltre, accanto
alla stanza delle scoperte, un utilissimo laboratorio per riprodurre le
impronte degli animali e per creare degli originali addobbi natalizi da
realizzare con elementi naturali. L'attività è indicata per
bambini da 5 a 10 anni.
La neve al museo
La partecipazione è organizzata
in base all'ordine di arrivo degli interessati
Tutti i pomeriggi dal 22 novembre 2003 al 6 gennaio 2004
Due turni: alle ore 14.30 e alle ore 16.00, durata: 90 minuti
Informazioni: 0461-222 916 oppure 0461-228502 (9-12.30)
Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina 14
info@mtsn.tn.it
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| Il gruppo di Brenta visto dalle Viote
del Monte Bondone (foto Agh) |
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| Monte Bondone (foto Apt) |
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| Slittinovia Montesèl, 1935 (dal sito www.graffer.it) |
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| Marek Traczyk, dell'ufficio del Trentino in Polonia |
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Monte
Bondone
Saliamo sul Monte Bondone, a 16
km dalla città di Trento, dove hanno imparato a sciare intere generazioni
di trentini: fu proprio su queste nevi che lo sci mosse i suoi primi passi
in regione. Nel 1934 infatti fu installato il primo impianto di risalita,
uno "slittone" inventato dal pioniere degli impianti a fune, il
trentino Giovanni Graffer.
Dal 1959 il Monte Bondone è stato anche sede del Trofeo
Topolino di sci alpino, l’appuntamento mondiale più
prestigioso per lo sci giovanile. Gli impianti sono raggiungibili dalla
città in circa mezz'ora d'auto. In località Vason, a 1600
metri, alla partenza della seggiovia per il Palòn (m 2100) incontriamo
una nutrita comitiva di polacchi capeggiata da Marek Traczyk, presidente
dell'Albo dei giornalisti polacchi e rappresentante dell'Ufficio
del Trentino in Polonia. Questo ente organizza la promozione presso
il grande pubblico tramite i principali media, sui giornali, in tv, collaborando
nella organizzazione delle fiere e stabilendo rapporti con i tour operator.
Esiste anche un sito internet in lingua polacca, www.trentino.com.pl.
Una delegazione di giornalisti della Polonia è ospite in questi giorni
sul Monte Bondone, accompagnata dal direttore dell'APT Roberta Maraschin:
il clima è di grande allegria e cordialità, c'è molto
interesse reciproco per favorire lo sviluppo del nuovo turismo dell'Est
nel Trentino, anche in occasione del rilancio del Monte Bondone che quest'anno
si presenta con molte novità, prima tra tutte la nuova
seggiovia Rocce Rosse e la Gran Pista,
n. 1 in Europa per il maggior dislivello: ben 809 metri! Nel complesso i
chilometri a disposizione degli sciatori sono 20, con 6 impianti di risalita
Monte
Bondone
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| Turisti polacchi alla stazione di
partenza del Palòn (foto Agh) |
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| Vason (foto Agh) |
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Il Palòn (foto Agh) |
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| La pista "Cordèla" (foto Agh) |
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Soccorso della Polizia Municipale (foto Agh) |
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| Polacchi in posa per la foto ricordo
sul Bondone (foto Agh) |
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| Plastigrafia del Monte Bondone (clicca
per ingrandire) |
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| Capanna Viote (foto Agh) |
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A tavola, capanna Viote
Nella splendida piana delle Viote, paradiso
dei fondisti, siamo attesi per il pranzo alla Capanna
Viote, gestita da Martino dell'Eva con la compagna Annetta, che ci
hanno piacevolmente sorpresi per l'ottima cucina: agli antipasti
misti sono seguiti i primi: risotto al
teroldego, orzetto alla trentina,
strangolapreti al gorgonzola, gnocchi
di ricotta, spaetzle alla bavarese.
Per i secondi stinco al forno, salsiccia
con tosèla, funghi con polenta,
carne salada ai ferri con fagioli. Infine
i dolci: crostata, strudel
e un ottimo zelten.
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| Antipasto |
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Gnocchi di ricotta (foto Agh) |
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| Strangolapreti al gorgonzola |
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Risotto al teroldego (foto Agh) |
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| Polenta, salsiccia, tosèla, tortello di patate (foto Agh) |
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Carne salada (foto Agh) |
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| Martino dell''Eva con la compagna
Annetta, gestori di Capanna Viote (foto Agh) |
Ristorante Capanna Viote
loc. Viote Monte Bondone
Tel. 0461 / 948122 |
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| La piana delle Viote, col Monte Palòn
(foto Agh) |
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| Claudio Ferrari, direttore delle scuola di sci (foto Agh) |
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Scuola italiana di sci di fondo Viote
Accanto alla "Capanna Viote" c'è il Centro
del Fondo e la sede della Scuola di sci
di fondo delle Viote, attiva dal 1979, animata da 8 maestri, tre
dei quali sono istruttori riconosciuti dalla FISI
e altrettanti sono specializzati nell´insegnamento agli handicappati.
Il Centro del Fondo delle Viote è
dotato di locali per sciolinatura, noleggio
sci e ciaspole, spogliatoi riscaldati
con armadietti e docce. La scuola propone
lezioni e corsi di sci con tecnica libera e classica (skating e alternato),
gare di fine corso, Kindergarten (Vioteland), con lezioni anche in inglese.
Ci sono vari anelli di diversa difficoltà e lunghezza, per un totale
di 35 km di piste, con un campo scuola e un anello per principianti. Il
direttore della scuola è il maestro di sci Claudio Ferrari. Si organizzano
inoltre escursioni guidate con gli sci
o con le ciaspole (racchette da neve).
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| Viote dopo una nevicata (foto Agh) |
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| Diego Cozzitorto e Claudio Ferrari,
maestri di sci (foto Agh) |
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| Inseguendo le tracce sulla neve:
una lepre? (foto Agh) |
Scuola Italiana di Sci di fondo Viote
loc. Viote - 38040 Monte Bondone, Italia
Tel. e fax +39 (0461) 948105 |
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| Mercatino di Natale in Piazza Fiera
a Trento (foto Agh) |
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| La "casetta" dell'agritur "Fior
di Bosco" di Graziano Lozzer (foto Agh) |
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| Stand gastronomico (foto Agh) |
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Mercatino
di Natale
L’incantevole Mercatino
di Natale di Trento è ospitato in Piazza
Fiera, nello splendido scenario delle antiche mura cittadine edificate
dal re goto Teodorico (493-526 d.c.). Nelle casette di legno si trovano
i migliori prodotti dell'artigianato e
della gastronomia trentina. Inoltre presepi,
addobbi natalizi, dolci, sculture, ceramiche, composizioni floreali e idee
regalo. A rendere ancora più gustosa l’atmosfera provvedono
tutti i giorni “I Sapori del Mercatino”, un itinerario goloso
fra prodotti tipici trentini come speck, lucaniche, lardo, formaggi, sottaceti,
funghi, ma anche praline, torroni, mandorlati, frutta candita, sciroppi,
figurine di marzapane, zelten, strudel, krapfen, Schneebälle, caldarroste,
“frati embriaghi”, lebkuchen, vin brulè e “parampampoli”.
Ed ancora: canederli, mele, cioccolato, pasta ripiena. Nei fine settimana
è consigliabile avventurarsi nel seducente “Viaggio nei profumi
del Trentino” con degustazioni di grappe, vini e spumanti. Info: Trento
Expo, tel 0461 230264.
I
mercatini di Natale in Trentino
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
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| Effetto di mosso su una bancarella
(foto Agh) |
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