la rivoluzione del vapore
I piroscafi sui grandi laghi italiani nell'800
Girovagando in Trentino
 
L'impeccabile personale di bordo della Motonave Italia, dall'aspetto vagamente felliniano, forse intonato all'ex piroscafo costruito nel 1908. Da sinistra, Elena De Silvestro, Marilena Righi, Bruno Daiani, Agostino Parolari (foto Agh)

 
Il bel libro La memoria del lago, della Fondazione Negri: paesi e luoghi del lago di Garda, sia nella sponda bresciana che trentina e veronese, con immagini di paesaggi, vita e lavoro riprese tra la fine dell'800 ed i primi anni del '900  
 
Il piroscafo Lecco sull'omonimo lago (da web)  
 
Il battello "Como", demolito negli anni '50 (da web)  
 
La Gardesana occidentale scavata nella roccia, realizzata dal regime fascista tra il 1925 e 1932, vanto dell'ingegneria civile dell'epoca  
La propulsione a vapore

Fino alla prima metà del '900 sul Garda non esistevano praticamente strade. C'erano solo degli stretti sentieri che si percorrevano perlopiù a piedi. Il trasporto delle merci e delle persone un tempo avveniva per mezzo di barconi e chiatte, inizialmente a vela. Per questa ragione i trasporti non erano molto affidabili, perché dipendevano dai capricci del tempo e dalle condizioni meteorologiche. L'invenzione della propulsione a vapore diede un grande impulso alla ferrovia e fu l'inizio della rivoluzione industriale: ben presto fu impiegata anche nella navigazione. L'inizio dei servizi pubblici di linea di navigazione con piroscafi a vapore risale agli anni 1826-1827. Un sistema imprenditoriale privato avviò l'impresa sui tre Laghi Maggiore, di Como e di Garda. Fu l'inizio dello sviluppo turistico ed economico: gli stranieri erano fortemente attirati dalle bellezza dei luoghi e dall'ottimo clima. Giunsero sul Garda nobili, aristocratici, artisti, scrittori. Tra i personaggi di maggior spicco: Dürer, Goethe, Friedrich Nietzsche, Franz Kafka, Max Brod, , Thomas Mann. Le merci ora viaggiavano regolarmente coi piroscafi fino a Desenzano, dove arrivava la ferrovia. Tra gli anni '25 e il '32 il regime fascista costruì la Gardesana occidentale, la strada che collegava Salò a Riva del Garda, in parte scavata nella roccia in gallerie a picco sull'acqua, all'epoca un prodigio dell'ingegneria civile. Durante i due conflitti bellici i piroscafi furono armati e impiegati per scopi militari. Alla fine dell'ultima guerra la flotta e le strutture fisse a terra avevano subito gravi danni, perciò la società privata concessionaria fu costretta nel 1948 a rinunciare all'attività, che fu rilevata definitivamente dallo Stato nel 1957 con la nomina di un Gestore Governativo, che avviò un'opera di risanamento e di rilancio. Oggi la flotta conta 89 navi tra battelli, motonavi, traghetti autoveicoli, aliscafi, catamarani ecc., per una portata complessiva di circa 30.000 passeggeri, che diventano 8 milioni trasportati ogni anno. I vecchi piroscafi a vapore sono stati ristrutturati, rimodernati e trasformati in motonavi con motori diesel.

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