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| L'abate Antonio Stoppani |
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Antonio Stoppani fu un insigne studioso dell'Ottocento.
Nacque il 15 agosto 1824 a Lecco, nel 1835 entrò nel Seminario di
Castello per studiare grammatica. Ben presto sentì la vocazione per
il sacerdozio e passò quindi al Seminario di Monza e successivamente
a quello di Milano dove fu consacrato prete nel 1848. Nello stesso anno
il giovane sacerdote di idee liberali partecipò attivamente all’insurrezione
delle Cinque Giornate
schierandosi dalla parte dei patrioti, combattendo addirittura sulle barricate
e fabbricando aerostati che furono utilizzati per le comunicazioni con la
periferia e le vicine province lombarde. Prese parte anche ai successivi
eventi bellici e solo dopo la battaglia di Novara fece ritorno in Seminario,
come insegnante di grammatica. I suoi trascorsi patriottici e le sue idee
politiche non passarono inosservati ai suoi superiori che ben presto lo
espulsero dal Seminario e anche dal Collegio Calchi-Taeggi di cui era vicedirettore.
La sua fama di insegnante era tuttavia ormai ben consolidata e non gli fu
difficile trovare lavoro come precettore presso la famiglia dei Porro, a
Como. Fu durante questo periodo che ebbe modo di appassionarsi agli studi
di geologia
e paleontologia,
con particolare interesse alla Brianza e alle Alpi Retiche. Dopo la liberazione
di Milano lo Stoppani fu riammesso alla precedenti cariche e nel 1861 fu
nominato Straordinario di Geologia all’Università di Pavia.
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| Antonio Stoppani |
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| L'Abate sul formaggio |
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Il Bel Paese
Nel 1867 fu insegnante di geologia al neonato Politecnico
di Milano. In questo periodo scrisse una grande mole di lavori scientifici,
saggi anche polemici come "Gli intransigenti", diretto contro
certi ambienti della Curia Romana. La sua opera più celebre fu Il
Bel Paese, un ponderoso volume di divulgazione
scientifica in cui raccontava con linguaggio semplice e piacevole le bellezze
naturalistiche del territorio italiano. Egli immagina uno zio che, al ritorno
delle vacanze, sia interrogato dal nipotino su quanto visto e così,
nell'arco di 34 "serate", descrive la bellezza dei fenomeni naturali
in Italia, spaziando dalla città di Milano ai marmi di Carrara, dalle
tempeste in mare ai ricordi del Monte Rosa, dai vulcani di fango al Vesuvio
nella fase pozzuoliana. La 5a serata dell'appendice è dedicata alle
Marmitte dei Giganti del Trentino. Lo scopo dell’opera era quello
di fornire agli insegnanti, ma anche alla gente del popolo, uno strumento
divulgativo che, pur nel rigore scientifico, trattasse dei vari argomenti
in maniera facile e piacevole. L’ambizioso progetto ebbe un grande
successo, con innumerevoli riedizioni. La notorietà di Stoppani fu
tale che agli inizi del 1906 la sua effige e ll suo termine "Bel Paese"
furono utilizzati come etichetta di un noto formaggio. Stoppani fu un precursore
di quella sensibilità nei confronti della bellezza e della varietà
dei paesaggi italiani che solo molti decenni dopo si sarebbe insinuata nella
coscienza collettiva.
Fu una specie di ambientalista ante litteram,
che probabilmente oggi inorridirebbe di fronte alle devastazioni ambientali,
all'inurbamento selvaggio, alla progressiva distruzione della straordinaria
ricchezza del paesaggio italiano. Stoppani nell'introduzione del "Bel
Paese" così si esprime in una sorta di comparazione con le caratteristiche
del territorio svizzero:
| "Ma il mondo fisico
della Svizzera, si riduce, possiam dire, alle Alpi; mentre il nostro
mondo è assai più vasto e infinitamente più ricco
di fenomeni e di naturali bellezze. Alle bellezze ed alle ricchezze
scientifiche delle Alpi, noi aggiungiamo quelle così diverse
dell'Appennino; e quando avremmo descritto i nostri ghiacciai, le
nostre rupi e le gole delle Alpi e delle Prealpi, troveremo altri
nuovi mondi da descrivere: le emanazioni gassose, le fontane ardenti,
le salse, i vulcani di fango, i veri vulcani o vivi o spenti, il Vesuvio,
l''Etna, poi ancora il mare e le sue isole, i climi diversi, le diverse
zone di vegetazione, dalla subtropicale alla glaciale e così
via discorrendo, ché l'Italia è quasi (non balbetto
nel dirlo) la sintesi del mondo fisico." |
Fu un convinto estimatore dei geositi, quei luoghi che
non determinano solo la forma peculiare del paese e la varietà dei
nostri paesaggi, ma che costituiscono meraviglie della scienza e monumenti
della natura di indiscutibile valore culturale. Studiò a fondo la
storia dei grandi ghiacciai e dei loro movimenti nel corso delle ere geologiche.
Indagò anche sui massi erratici
trasportati dai ghiacciai: fra questi descrisse il famoso e colossale Sasso
di Preguda (Lecco), di ben 100 metri cubici di
roccia. Nel 1874 lo Stoppani fu nominato presidente della neonata Sezione
di Milano del Club Alpino Italiano.
Successivamente fu direttore del Museo
Civico di Milano e presidente della Società
Italiana di Scienze Naturali. Morì a Milano, per un attacco di
cuore il 2 gennaio 1891.
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