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| L'incantevole Lago di S. Colomba
(foto Agh) |
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| Il sito ufficiale della Val di Fassa |
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Val di Sole |
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| Altopiano di Piné - Valle di Cembra |
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S. Martino di Castrozza e Primiero |
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La puntata in tv
In questa 5a puntata di "anteprima inverno" parliamo di enogastronomia
trentina con Claudio Miorelli, presidente di Trentino
Spa. Quindi i direttori di Apt presentano le attrattive e le principali
novità del loro ambito nella stagione invernale ormai alle porte:
Sergio Revolti per Altopiano
di Piné - Valle di Cembra, Miriana Detti per S.
Martino di Castrozza e Primiero, Livio Gabrielli per la Val
di Fassa, Attilio Gregori per la Val
di Sole.
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| Passeggiata alle Viotte sul Monte Bondone (foto Agh) |
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Escursioni a bassa quota
Sul web proponiamo questa volta due escursioni
a bassa quota nei dintorni di Trento.
Non sempre si ha voglia, per via del tempo più o meno inclemente
o anche per pura pigrizia, di fare lunghe escursioni, specie l'inverno quando
le temperature non sono proprio invitanti e il sole tramonta presto. Magari
l'allenamento non è dei migliori e non desideriamo stancarci troppo.
Cosa c'è di meglio quindi che una rilassante passeggiata fuori porta?
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| La "collina est" di Trento,
paradiso per le escursioni brevi nel verde: a sx il Monte Calisio
(foto Agh) |
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| Escursione nel bosco (foto Agh) |
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| Animali del sottobosco (foto Agh) |
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Lago di S. Colomba e Monte Bosentino
Proponiamo due escursioni nei dintorni di Trento, totalmente prive di difficoltà,
ideali in qualsiasi stagione per una "sgambata soft" di mezza
giornata. La prima è una rilassante passeggiata fino al bellissimo
laghetto di S. Colomba, la seconda escursione consiste nella breve
salita al Monte Bosentino ai piedi della
Marzola. Sono percorsi adatti anche con la neve, a piedi con dei buoni scarponi
o con le ciaspole (quello di S.Colomba è bellissimo anche con gli
"sciotti" da sci escursionismo o da fondo). Sulle colline che
circondano Trento ci sono infinite possibilità di escursioni: un
fitto reticolo di sentieri, stradine di
campagna o forestali, percorrono i fianchi delle montagne che circondano
la città: Bondone, Vigolana,
ma soprattutto Marzola e Calisio
che hanno il vantaggio di essere soleggiate fino a tardi nell'inverno. Si
tratta di mettersi a tavolino con una buona carta in scala 1:25.000, nel
nostro caso la Kompass n. 647 "Trento e dintorni"
e studiarsi il percorso. Non è indispensabile trovare una cima o
una meta a tutti i costi, si possono ideare interessantissimi percorsi ad
anello concatenando vari sentieri.
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| Passeggiata sul Monte Bondone che
sale a Malga Brigolina (foto Agh) |
| LAGO DI S. COLOMBA m 926 |
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Itinerario n. 1 |
| quota massima |
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m 926 Lago di S. Colomba |
| lunghezza |
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km.12 circa a/r |
| dislivello |
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m 200 |
| partenza e arrivo |
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Rif. Campel m 720 |
| sentieri |
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421 e varianti |
| difficoltà |
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E escursionistico |
| tempo |
|
1/2 giornata |
| mappa |
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Kompass 647 |
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| A sx la Val D'Adige con Trento visti
dalla Marzola; quindi il Monte Calisio con l'altopiano di S. Colomba
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| Lago di S. Colomba (foto Agh) |
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| I bei sentieri nei boschi di pino (foto Agh) |
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| Il sentiero 421 collega il Calisio con il Lago di S.
Colomba (foto Agh) |
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| Località Pra Cesare (foto Agh) |
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| Dal dosso "Le Grave" nei pressi del biotopo (foto Agh) |
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Descrizione
Bellissimo percorso, in gran parte pianeggiante, che si snoda per stradine
e sentieri per bei boschi, al margine del vasto e insospettabile altopiano
(Altopiano di S. Colomba) che si stende a nord est del Monte
Calisio m 1096, fino allo splendido Lago
di S. Colomba (raggiungibile anche in auto prendendo la strada per
Lases in Valle di Cembra e svoltando al bivio per Seregnano/S.Agnese). Chi
si sentisse particolarmente avventuroso e dotato di ottimo senso dell'orientamento,
può abbandonare il comodo sentiero principale e sfidare l'intrico
di stradine per inventarsi decine di percorsi diversi o alternativi. ATTENZIONE:
non abbandonare i sentieri battuti poiché
tutta la zona, in quanto ex zona mineraria,
è interessata dalla presenza di numerosi
pozzi. Fin dall'antichità infatti sul Monte Calisio si estraeva
l'argento, e perciò era detto anche "Argentario". La SAT
(Società degli Alpinisti Tridentini) ha trovato oltre 160
imbocchi di gallerie ancora aperti, metà verticali e metà
orizzontali (dette localmente "i canopi"). Sono moltissimi gli
imbocchi chiusi o interrati, spesso nascosti e camuffati dalla vegetazione:
camminare sul fondo di questi "imbuti" nel terreno può
essere quindi assai pericoloso. Lungo il percorso si possono comunque osservare,
in assoluta sicurezza, molti di questi imbuti profondi parecchi metri; quindi
una fornace detta "calcara" per la produzione della calce, e l'interessante
biotopo Le
Grave con rarità botaniche e faunistiche. Tra queste, segnaliamo
i "pini bonsai", le orchidee
di palude, lo splendido gladiolo di palude
(Gladiolus palustris), la ninfea (Nymphaea
alba) e l’utricolaria (Utricularia
minor), una pianta insettivora che
vive completamente sommersa. Il termine dialettale "grave", con
tutte le sue varianti locali, indica attualmente un ghiaione, un cumulo
di ghiaia oppure un luogo ove si scaricano ghiaia o sassi. La porzione del
Doss Le Grave inclusa nel Biotopo si presenta
proprio costituita da una gran quantità di "ghiaia" di
porfido che conferisce al territorio un aspetto “semidesertico”
molto affascinante. L’origine di questo particolare ambiente è
legata all’attività umana: l’imponente accumulo di ghiaia
e sassi è infatti costituito da materiale di scarto derivante dall’attività
estrattiva dell’argento che, negli anni dal 1000 al 1500 circa, ha
interessato tutto l'altopiano del Calisio-Argentario. Poco a nord del biotopo
"Le Grave" si trova un altro interessante biotopo, quello del
Monte
Barco.
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| Biotopo "Le Grave": i bei
sentierini nel bosco (foto Agh) |
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| Canneto (foto Agh) |
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| Il sentiero che circonda il Lago di S. Colomba (foto Agh) |
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| Biotopo "Le Grave" (foto Agh) |
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Percorso
Gli "attacchi" possibili per questo itinerario sono tre, secondo
la lunghezza che si intende percorrere: da Montevaccino
(8 km a/r), da Bosco di Civezzano (4 o
8 km a/r) oppure dal Rifugio Campel sopra
Villamontagna. Il rifugio è tra
l'altro rinomato per la cucina con specialità quali speck, lucanica,
formaggi, canederli, strangolapreti, lasagne, coniglio, puntine di maiale,
polenta e salsiccia (tel. 0461/ 209070). Dal rifugio Campel si prende la
stradina che si inoltra subito nel bosco passando sul versante settentrionale
del crinale (sentiero 421), quindi per
2 buoni km pianeggianti si percorre la forestale fin quasi a raggiungere
l'ex Forte Casara (ruderi). Circa 250 metri
prima, si prende il bivio sulla destra, verso nord, che attraversa un ampio
prato denominato "Prà Grande".
Aggirata una collinetta si attraversa la parte superiore del prato per proseguire
nel bosco, addentrandosi nella zona mineraria dell´altopiano dell´Argentario.
Superato il bivio dove si collegano i sentieri provenienti da Montevaccino
e da Bosco, si continua con numerosi saliscendi fra prati e boschi lungo
le pendici orientali del Monte Corno, fino
al quadrivio a sud del Monte Gallina. L´itinerario
prosegue costeggiando ad est il Monte Gallina, fino a raggiungere la zona
paludosa del biotopo "Le
Grave", quindi risale brevemente una valletta ricoperta da un bosco
di abeti e pini silvestri fino alla strada provinciale nei pressi dell'alberghetto
sulla riva del lago di S. Colomba. Il ritorno avviene per la medesima via
dell'andata, percorrendo eventualmente le brevi varianti collegate.
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Approfondimento
Associazione
Ecomuseo Argentario
L'Associazione Ecomuseo Argentario, le schede di descrizione del
territorio del Monte Calisio, itinerari e percorsi ed alcuni link
utili per visitare la zona |
| MONTE
BOSENTINO m 991 |
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Itinerario n. 2 |
| quota massima |
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m 991 Monte Bosentino |
| lunghezza |
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km. 7 circa |
| dislivello |
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m 300 |
| partenza e arrivo |
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Bosentino |
| sentieri |
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forestale, sentieri non segnati |
| difficoltà |
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E - escursionistico |
| tempo |
|
1/2 giornata |
| mappa |
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Kompass 647 |
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| La cima boscosa del Monte Bosentino
vista dalla Marzola, a sx il lago di Caldonazzo (foto Agh) |
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| Il Monte Bosentino visto da Punta Ceriola sulla Vigolana
(foto Agh) |
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| Santuario della Madonna del Feles
(foto Agh) |
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| Castel Vigolo (foto Agh) |
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| Castel Vigolo, la torre quadrangolare difensiva (foto Agh) |
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Ai piedi della Marzola
Il Monte Bosentino è una modesta e poco conosciuta montagnola che
sfiora appena i 1000 metri (991): in realtà si tratta di una propaggine
della più nota
Marzola, ovvero una lunga dorsale che si protende verso sud est e termina
sulla cima boscosa e pianeggiante del Monte Bosentino.
E' una magnifica e tranquilla passeggiata che si svolge interamente su strada
forestale, con belle e inedite visuali sulla Vigolana,
la zona di Bosentino, Vattaro e Centa S. Nicolò. I motivi di interesse,
oltre al paesaggio, sono costituti dal Santuario
della Madonna del Feles (vedi legenda)
e dal vicino Castel
Vigolo (vedi legenda). Secondo
un'antica tradizione locale, il santuario sorge nel luogo in cui, nel 1620,
un pastorello muto avrebbe riacquistato
la favella dopo l'apparizione della Madonna,
che lasciò l'impronta della sua mano su una pietra. Sul posto fu
eretto un capitello. La chiesa fu edificata successivamente dai parrocchiani
nel 1729, e nel 1933 fu costruito il campanile e la tettoia sopra l'entrata.
Il santuario della Madonna del Feles, che ha nei pressi anche una "fonte
miracolosa", era fino a non molti anni fa meta di un nutrito pellegrinaggio
da parte dei fedeli, che visitavano anche i santuari di Montagnaga
(Altopiano di Piné) e Pietralba
(Alto Adige). A pochi passi dal santuario, su una panoramica collina, sorge
Castel Vigolo, un antico castelliere. Pare
che il luogo servì da estremo rifugio a nuclei di popolazioni primitive
risalenti all'età del Bronzo (1500-900
a.C) e del Ferro (900-100 a.C). Fu in seguito
insediamento fortificato, e in epoca romana
presidiava la strada che collegava la Valsugana
con Trento. Il castello, nella ricostruzione
secentesca, ha perduto il suo carattere di fortezza medioevale. L'edificio
di recente restauro (non visitabile), è adornato da eleganti
bifore e monofore cinquecentesche, alcune delle quali sono fregiate
dallo scudetto nobiliare dei Tabarelli de Fatis di Terlago, che si impossessarono
del castello verso la fine del 1477. Dell´antica cintura difensiva
rimane la torricella quadrangolare e taluni
elementi di cortina.
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Il paese di Vattaro salendo al Monte Bosentino (foto Agh) |
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| La comoda forestale che sale sul Monte Bosentino (foto Agh) |
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Percorso
Da Bosentino si prende la stradetta di campagna (asfaltata) che sale al
Santuario (indicato da tabelle, via Crucis lungo la via). Poco
a monte del Santuario occhio alla cartina poiché d'ora in
avanti la segnaletica è pressoché assente e con parecchi bivi.
Sul tornantino a pochi passi da Castel Vigolo
c'è il bivio con un sentiero che si stacca verso
est e traversa un fittissimo bosco. Si superano alcune case e dopo
circa un km ci si ricongiunge con la strada forestale
che sale direttamente da Bosentino. Di qui in avanti non ci sono problemi,
basta seguire la forestale che sale gradualmente fino alla bella cima pianeggiante
e boscosa. Si prosegue verso nord per tracce, fino ad intercettare la strada
forestale che scende verso il vivaio forestale
(chi vuole può allungare il percorso proseguendo verso nord ovest
fino a Sorti-Baito del Gusto, per poi scendere lungo la forestale contrassegnata
dal sentiero 437, badando a non
perdere il bivio di rientro che attraversa il rio
Rombonos poco sotto quota 864 metri). Dal vivaio forestale si cala,
sempre seguendo la strada forestale con tornanti, fino a Castel Vigolo,
e quindi rientro per Bosentino.
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| Il Castello di Vigolo sovrasta la
valle: si intravede l'abitato di Vattaro e, sulla dx, la Vigolana
(foto Agh) |
Questi che vi abbiamo descritto sono soltanto due piccoli esempi di escursioni
brevi nei dintorni di Trento tra le migliaia possibili. Con l'aiuto della
cartina, vi invitiamo a scovare voi stessi nuovi itinerari, e magari a segnalarceli.
Ma torneremo presto sull'argomento, è una promessa :) testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Colori dell'autunno a Lagolo, sul
Monte Bondone (foto Agh) |
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