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| Salendo a Cima Juribrutto, sullo
sfondo il grandioso spettacolo delle Pale di S. Martino (foto Agh) |
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| Claudio Miorelli, pres. Trentino
Spa |
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"Snow Friend" del Corpo
Forestale |
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| Ciaspolada (dal sito Ciaspolada.it) |
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Coi maestri della Polsa di Brentonico |
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| Millegrobbe www.altipianitrentini.tn.it |
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Ciaspolata notturna in Panarotta |
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La puntata in tv
Ecco il sommario di questa 3a puntata del ciclo "Anteprima Inverno"
in tv: con Claudio Miorelli, presidente della Trentino
Spa, parliamo di Snow
Friend, ovvero il progetto che coinvolge gli agenti del Corpo
Forestale della Provincia Autonoma di Trento, che possiamo incontrare
sulle piste del Trentino in veste di educatori ambientali: noi li abbiamo
incontrati nella puntata di Girovagando
del 7 febbraio 2004. Marco Fontanari, presidente dell'APT
di Rovereto e Vallagarina, ci offre una panoramica della stazione invernale
alla Polsa di
Brentonico (puntata di Girovagando 18 gennaio 2003). Infine, due grandi
e tradizionali manifestazioni sportive sulla neve: la competizione di gran
fondo Millegrobbe,
che festeggia il venticinquennale, presentata dal "patron" Enzo
Merz, quindi la Ciaspolada
in Valle di Non, giunta alla 32a edizione, presentata dal suo presdiente
Gianni Holzknecht. In tv andranno in onda anche le immagini della ciaspolata
notturna in Panarotta della puntata
di Girovagando del 22 febbraio 2003.
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| Pale di S. Martino (foto Agh) |
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| Cima Juribrutto (foto Agh) |
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L'escursione di questa settimana: Cima Juribrutto
m 2697
Novembre potrebbe sembrare un mese poco propizio per le escursioni e invece
no. E' un mese di transizione verso l'inverno che riserva spesso sorprese
ed emozioni: i colori ancora accesi dell'autunno, le prime nevicate, la
luce radente del sole basso sull'orizzonte, danno ai paesaggi un fascino
del tutto particolare. La montagna è bella anche per questo: si presenta
sempre in modo diverso, al variare delle condizioni meteorologiche e del
ciclo delle stagioni. Qui in Trentino la neve sui monti in quota è
già arrivata fin dal 15
ottobre, e poi a più riprese successivamente. L'ultima due giorni
fa, altri 40 cm in quota. In questa puntata proponiamo una salita classica,
buona in ogni stagione, da fare a piedi, con gli sci o con le ciaspole:
Cima Juribrutto, vicino a Passo
Valles, al confine fra Trentino e Veneto lungo la strada che attraversando
il Parco di Paneveggio
- Pale di S. Martino collega la Valle
di Fiemme a Falcade.
| CIMA JURIBRUTTO m 2697 |
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| quota massima |
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m 2697 |
| lunghezza |
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km. 9 circa |
| dislivello |
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m 762 |
| partenza e arrivo |
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Malga Vallazza m 1935 |
| sentieri |
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631, 629, 623 |
| difficoltà |
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EE - escursionisti esperti |
| tempo |
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1 giornata |
| mappa |
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Kompass 622 |
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| Malga Juribrutto con le Pale di S. Martino (foto Agh) |
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| Malga Vallazza presso Passo Valles (foto Agh) |
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Descrizione
Forse meno nota della classicissima Cima Bocche
poco più a ovest, anche Cima Juribrutto gode di un panorama a dir
poco fantastico, probabilmente uno dei più belli delle intere Dolomiti.
La salita, che risale lungamente un ampio e facile spallone, non presenta
nessuna difficoltà: solo in caso di nebbia si possono incontrare
seri problemi di orientamento, che possono diventare anche pericolosi poiché
i fianchi della montagna sono assai dirupati, mentre la cima è a
precipizio sui tre lati, escluso quello sud. Queste cime, come l'intero
fronte del Lagorai, furono teatro di aspri
combattimenti durante la Grande Guerra.
In tutta la zona sono ancora ben evidenti le caverne,
le trincee, i resti di baraccamenti
di questo terribile campo di battaglia, in cui si combatté ininterrottamente
estate e inverno dal maggio del 1915 al novembre del 1917. Una splendida
panoramica
delle cime la possiamo vedere nella puntata dedicata alla escursione
"storica" sulla Cavallazza.
Per gli appassionati di storia bellica segnaliamo anche l'escursione sul
Piccolo
Colbricon. Cima Juribrutto e cima Bocche, morfologicamente, si somigliano
molto e sono entrambe due classiche dello sci-alpinismo,
con neve quasi sempre abbastanza sicura poiché le pendenze, salendo
i due spalloni principali, sono modeste. Anche per gli sci-escursionisti
con gli "sciotti" (gli sci "stretti" da fondo o da escursionismo),
per i quali sono sufficienti appena 20-30 cm di neve, questa cima è
una vera pacchia, perché gli ampi spazi aperti permettono facili
"zig-zagoni" in discesa. Le foto di questa puntata si riferiscono
ad una delle ultime gite sci-escursionistiche dell'anno scorso: pur essendo
a fine maggio, in quota c'erano ancora circa 2 metri abbondanti di neve.
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| Salendo a Cima Juribrutto, sullo
sfondo la selvaggia Catena del Lagorai (foto Agh) |
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| Tabelle semisepolte di neve a fine
maggio (foto Agh) |
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| Salita a Cima Juribrutto (foto Agh) |
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| Salendo alla dorsale che porta alla
cima (foto Agh) |
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| I costoni di Cima Juribrutto (foto Agh) |
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L'itinerario
Il percorso proposto è ad anello,
ed è lungo circa 9 km. Si parte
da Malga Vallazza m 1935, presso Passo
Valles. Una mulattiera militare, con segnavia
631, risale facilmente con vari tornantini una valletta con un bel
bosco rado di larici e cirmoli. Dopo un centinaio di metri di dislivello,
superato il limite della vegetazione ad alto fusto, il paesaggio si apre
quasi di colpo in tutta la sua maestosità. Basta voltarsi verso sud
per restare subito a bocca aperta: lo spettacolo grandioso delle Pale
di S. Martino appare in tutto il suo splendore. Calziamo gli sciotti
entusiasti e rimontiamo facilmente a zig zag, su percorso libero poiché
il sentiero non si vede più sotto la neve, la dorsale che ci porterà
direttamente in vetta. Man mano che ci si alza di quota il paesaggio cambia
in continuazione, facendosi sempre più vasto. A quota 2339 siamo
sulla dorsale principale, con la vista che spazia lontano sull'orizzonte:
a sud ovest vediamo il nostro amato Lagorai,
con la sua lunga catena di silenziose montagne innevate: a sud le imponenti
cime delle Pale di S. Martino, poi Passo
Valles, Passo Rolle, a nord le Dolomiti
con il Catinaccio,, il Sassolungo,
il Sella, a nord est il Gran
Vernel, la Marmolada, ad est Antelao,
le Tofane, il Monte
Cristallo, il Civetta, il Monte
Pelmo. Con gli sciotti saliamo veloci e leggeri: con ampi zig zag
saliamo rapidamente di quota seguendo sempre la dorsale e traversando dei
bei costoni panoramici. A 2640 metri raggiungiamo l'anticima, quindi superando
un piccolo anfiteatro traversiamo verso nord ovest fino alla pianeggiante
cima, quasi un trampolino nel vuoto (attenzione al precipizio a nord!).
E' senza dubbio, come si può vedere nella foto panoramica qui sotto
(anche in versione scaricabile e ingrandita
900 k file autoeseguibile, oppure con legenda
cime) di uno dei più straordinari balconi naturali sulle Dolomiti.
| Il grandioso spettacolo dolomitico
da Cima Juribrutto m 2697 (foto Agh) |
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| Con lo sfondo del Cimon della Pala (foto Agh) |
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| Malga Juribrutto con lo sfondo delle Pale (foto Agh)
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| Il classico "traversone" dello sci-escursionista
(foto Agh)
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| Fiori di crocus (foto Agh) |
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| Il Lagorai dalla Cima Juribrutto (foto Agh) |
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| Sci escursionismo su Cima Juribrutto (foto Agh) |
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La
discesa
In cima il panorama è superbo ma c'è un vento maligno: scendiamo
un po' di quota per trovare un posto riparato per mangiare. Dopo esserci
adeguatamente rifocillati iniziamo quindi la discesa. Come di consueto
teniamo le pelli sotto agli sci, un accorgimento lungamente collaudato
che ci permette un'agevole "discesa frenata" senza pigliare velocità
incontrollabili. Scendiamo per la dorsale coi soliti lunghi e divertenti
traversoni: la neve è a tratti infida poiché sprofonda a tradimento.
Ma da vecchie volpi dello sci escursionismo non ci facciamo fregare facilmente:
avanziamo il più possibile lo sci a monte,
in modo da "tastare" in anticipo la consistenza del manto, pronti
come ghepardi a variare istantaneamente il peso sullo sci. Nonostante questo,
non possiamo esimerci da qualche pregevole "pelle di leone" nella
neve fradicia. E' il bello e il brivido dello sci escursionismo, ogni discesa
una sfida: riuscire a stare in piedi a tutti i costi. Scendere coi talloni
bloccati e gli scarponi, come fanno gli sci alpinisti, sono capaci tutti:
ma è col "tallone libero" che si vede la stoffa dell'escursionista,
del ravanatore, insomma il vero "sci creativo", quello che ciascuno
s'inventa sul momento pur di restare in piedi. Si vedono cose che farebbero
inorridire un maestro di sci: mulinamenti forsennati di braccia, "sbilancioni"
avanti e indietro, sforbiciate fantozziane, tuffi, giravolte, contorsioni,
fino alla valanga umana col solito groviglio inestricabile di sci, zaino
e bastoni. Comunque la tecnica è ormai collaudata, e anche semplice:
si osserva il pendio con attenzione e si traccia idealmente un traversone
con pendenza di 20-30° massimo. La zona di arrivo deve essere sgombra
di ostacoli in modo che ci possa arrestare con facilità, magari sterzando
leggermente verso monte. A quel punto ci si molla a valle col solito urlo.
I più bravi riescono a disegnare i traversoni esattamente dove li
hanno immaginati e a fermarsi senza sforzo, per inerzia. I meno bravi partono
convinti di andare da una parte e finiscono invece da un'altra: talvolta
per non prendere una velocità folle sono costretti a mettere giù
il sedere o a fermarsi con un inglorioso "pelle di leone". Con
questa tecnica (traversoni combinati con robusti dietro-front da fermi)
si può scendere praticamente (quasi) ovunque. Caliamo esattamente
fino a quota 2300 (viva l'altimetro!), quindi svoltiamo verso ovest in direzione
del Lago di Juribrutto, che incontriamo
ancora tutto ghiacciato. Scendiamo ancora con traversoni fin dentro la valletta
del Rio Juribrutto che si incassa parecchio. Costeggiamo, non senza qualche
difficoltà per timore di finire in acqua, il rio, quindi proseguiamo
a piedi poiché la neve finisce. Scendiamo ancora fino alla bella
Malga Juribrutto m 1912. Di qui prendiamo
il comodo e pianeggiante sentiero 623,
che in circa 2 km scarsi ci riporta a Malga Vallazza, dove abbiamo l'auto.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Quasi come Ronaldo nella famosa pubblicità
della Pirelli... Sullo sfondo la catena del Lagorai (foto L.R.) |
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