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| Tipico paesaggio delle Maddalene:
l'abitato di Proves da Malga Lauregno (foto Agh) |
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| Claudio Miorelli, pres. Trentino
Spa |
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Disney
Mountain Fun (foto Apt) |
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| Vita Nova - Trentino Welness |
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Vita Nova - Trentino Welness |
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| La carta prepagata "Trento-Card" |
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Monte Bondone (foto Apt) |
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| Con le ciaspole in Panarotta |
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Mercatino di Natale a Levico |
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La puntata in tv
In questa quarta puntata di anteprima inverno Claudio Miorelli, presidente
di Trentino Spa, ci
parla di Disney
Mountain Fun, ovvero l’allegria del mondo Disney sulle montagne
del Trentino, per indimenticabili vacanze dedicate ai bambini (vedi anche
Girovagando del 3 luglio
2004). Elisabetta Zanella, responsabile "Territorio e Sviluppo
prodotti" di Trentino Spa, ci presenta i principali centri termali
e l'iniziativa Vita Nova – Trentino Wellness,
un circuito selezionato di alberghi situati in scenari incantevoli, specializzati
per la cura del corpo ed il benessere (vedi Girovagando
15/05/2004). Roberta Maraschin, direttore APT
Trento - Monte Bondone ci illustra i vantaggi della Trento
Card, una carta prepagata che dà diritto ad un'interessante serie
di sconti e servizi: accessi a musei, visite guidate, degustazioni eccetera.
Infine Stefano Ravelli, direttore Apt
Valsugana ci presenta le principali attrattive turistiche della Valsugana
(Girovagando 4/10/2003),
come i bellissimi mercatini
di Natale, lo sci sulla Panarotta,
lo sci di fondo a Passo Vezzena, l'escursionismo con le ciaspole
(vedi Girovagando
27/12/2003).
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| Sci alpinismo nella Maddalene (foto Agh) |
Maddalene, giro delle Malghe
Sul web presentiamo uno splendido itinerario che si può fare praticamente
in ogni stagione, a piedi, con gli sci da escursionismo
o da fondo, con le ciaspole. Le pendenze
sono modestissime, così come il dislivello di appena 300 metri, distribuito
lungo i circa 12 km di percorso. L'itinerario tocca ben sei malghe e si
svolge negli splendidi panorami delle Maddalene,
in Val di Non, al confine con l'Alto Adige.
Alle Maddalene abbiamo già dedicato due puntate, una estiva ed una
invernale: il 2 agosto
2003 e 14
febbraio 2004.
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| Cristalli di ghiaccio su una finestra
di Malga Lauregno (foto Agh) |
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| In marcia tra boschi ed altipiani (foto L. R.) |
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Montagna avventurosa
In questi giorni ventosi di temperature "polari" e di marcato
effetto wind-chill
(percezione di basse temperature per effetto del vento) l'escursionista
serio non si fa certo intimorire: sceglie un itinerario a quota moderata,
preferibilmente al riparo nel bosco, e un opportuno equipaggiamento pesante.
Calzamaglia, pantaloni pesanti o imbottiti, una bella giaccavento con cappuccio,
(doppi) guanti, occhiali, ghette e robusti scarponi a prova di neve. Così
bardati si possono sfidare senza problemi temperature anche a -20, scoprendo
così il fascino più selvaggio della natura, col vento che
ulula nelle gole e sferza le montagne. Chi ha detto che bisogna andare sempre
col sole e con il caldo? La montagna affascina sempre, in ogni stagione,
con ogni tempo. E' un vero delitto rinunciare a conoscerla nel suo aspetto
più fascinoso e misterioso, quello invernale. Con la neve il paesaggio
cambia radicalmente: avanzare nella neve fresca, aprire la traccia al di
fuori di sentieri conosciuti, attraversare paesaggi ignoti ed irreali, ci
fa sentire tutti dei piccoli Jack
London nel "richiamo della foresta". Ci sembra di essere,
sia pure per qualche ora, esploratori polari, cacciatori di foche, cercatori
d'oro nel Klondike, avventurieri. Vi pare poco?
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| Canada? No, le Maddalene! La montagna
nella foto è il Monte Cornicolo m 2311 (foto Agh) |
| GIRO DELLE MALGHE |
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6 malghe delle Maddalene |
| quota massima |
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m 1894 (Malghetto di Cloz) |
| lunghezza |
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km. 12 circa |
| dislivello |
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m 300 |
| partenza e arrivo |
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parcheggio a nord del tunnel per la Val
d'Ultimo m 1600 |
| sentieri |
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3, 114,1,157, 133, 7 |
| difficoltà |
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E - escursionistico |
| tempo |
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1 giornata |
| mappa |
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Carta
turistica le Maddalene 1:25.000 |
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| La segnaletica altoatesina è un po' differente
da quella italiana (foto Agh) |
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Descrizione
Si tratta di uno splendido e facile itinerario nelle Maddalene,
in buona parte pianeggiante, adattissimo anche allo sci
escursionismo e alle ciaspole. Il
percorso tocca ben sei malghe, in cui è possibile eventualmente trovare
riparo nei locali sempre aperti, con possibilità di accendere il
fuoco. Lungo il percorso si incontrano grandi spazi e i meravigliosi panorami
nella zona di confine tra Trentino e Alto Adige, tra la Val
di Non e la Val d'Ultimo, ad una
quota media di 1800 metri, tra le montagne meno contaminate dal turismo
di massa.
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| Laurenieralm o Malga Lauregno m 1780
(foto Agh) |
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Malga di Monte Ori m 1845 (foto Agh) |
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| Malga Castrin m 1813 (foto Agh) |
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Malghetto di Cloz m 1894 (foto Agh) |
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| Malga di Revò m 1734 (foto Agh) |
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Malga di Cloz m 1678 (foto Agh) |
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| Arrivo a Malga Lauregno m 1780 (foto Agh) |
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| Proves da Malga Lauregno (foto Agh) |
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| Malga Lauregno, m 1780 (foto Agh) |
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| Il bellissimo locale, sempre aperto, di Malga Lauregno
(foto Agh) |
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| La spianata verso Malga Monte Ori m 1800 (foto Agh) |
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| Malga di Monte Ori m 1845 (foto Agh) |
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| Passo Castrin m 1805 (foto Agh) |
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| Malga di Monte Ori, conosciuta anche come Malga Brez
(foto Agh) |
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Itinerario
Da Revò o Cagnò
si prende la strada in direzione della Val D'Ultimo
per circa 16 km, si parcheggia nello spiazzo appena usciti dal primo tunnel.
Si prende la bella stradina nel bosco poco distante verso nord, che dopo
un tornante punta decisa a sud per calare gradualmente di quota per circa
1,5 chilometri, fino al bivio con il segnavia
3 che sale in breve alla splendida Malga
Lauregno m 1780. Si respira subito "aria
di Alto Adige": la malga, pur essendo in questa stagione disabitata,
è ordinatissima e curata in tanti particolari che fanno spesso la
visibile differenza, purtroppo, con le "nostre" che sembrano non
di rado abbandonate al degrado: qui no, ci sono le belle staccionate, i
tavoloni con le sedie scavate nei tronchi, i cancelli, la legnaia, l'orto
recintato con le puntute assicelle di legno. Con sorpresa scopriamo che
la porta è aperta, entriamo nel bellissimo e rustico locale rivestito
di legno, pulitissimo, con la bella stufa nell'angolo cucina. Sembra che
chi ci abitava se ne sia andato da 5 minuti, c'è ancora un bastone
da passeggio appeso all'attaccapanni fatto di rami di abete. Il panorama
sulla valle è fantastico, e domina il bell'abitato, di lingua tedesca,
di Proves. Dopo esserci rifocillati con
un buon tè caldo col rhum, riprendiamo la marcia per il segnavia
114, subito
a monte della malga, con una bella stradina pianeggiante nel bosco
che in circa 2 km sbuca in una spettacolare radura, per poi scendere in
breve alla grande Malga di M. Ori. Anche
questa gode di una posizione splendida, riparata al centro di una valletta.
In una piccola serra abbandonata lì vicino, ormai invasa dalla neve,
scopriamo dei profumatissimi cespuglietti di rosmarino e salvia, di cui
facciamo subito incetta. Mangiamo qualcosa e ripartiamo, stavolta ci tocca
un tratto di "orienteering" per intercettare a nord la strada
forestale con segnavia 157, per
raggiungere Malga Castrin. Ritorniamo al
grande capitello di legno ad est di Malga M. Ori e quindi puntiamo decisi
verso nord, passando ad ovest dell'altura "Popi"
a m 1935. Attraversiamo belle lande boscose, interrotte da grandi radure
in parte paludose: il paesaggio a tratti somiglia molto al Grande Nord canadese,
con le belle abetaie di alberi sottili e slanciati verso il cielo azzurro.
In circa 2 km intercettiamo prima il segnavia
n 3, e poi la forestale, che seguiamo fino a quota 1757. La strada
fa un largo giro verso ovest, noi decidiamo di "tagliare" ancora
per il bosco fino a raggiungere Malga Castrin
a m 1813 (ristrutturata recentemente). Anche Malga Castrin ha il
locale principale aperto, molto comodo in caso di emergenza o anche solo
per ripararsi da vento o dalla pioggia. Dopo una breve sosta riprendiamo
la via del ritorno, raggiungiamo il vicino e ampio Passo
Castrin, dove percorriamo il sentiero 133 che risale il costone del
Monte Cornicolo. In caso di innevamento
bisogna prestare attenzione poiché ci può essere pericolo
di valanghe dai costoni soprastanti: a questo proposito sarà assai
opportuno consultare preventivamente il bollettino valanghe di Meteotrentino
o di Meteobolzano.
Il sentiero si alza gradualmente in costa fino a raggiungere il bel Malghetto
di Cloz a m 1894. Di qui caliamo decisamente verso sud ovest a
Malga Revò m 1734, quindi
per forestale a Malga di Cloz. La luce
del tramonto sta calando e la nostra escursione è ormai quasi conclusa:
riprendiamo la forestale che in circa 15 minuti ci riporta alla macchina,
dopo una giornata di cammino entusiasmante.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| La vallata con Proves, da Malga Lauregno
(foto Agh) |
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