per
questo spazio
 
citta' di trento
Le mostre nella città del Concilio - 2 ottobre 2004
home page
 
Maschera da parata in lega di rame lavorata a sbalzo Inizi III sec. d.C. (Baviera, Germania) (foto Agh)

Girovagando in Trentino riprende il suo ciclo autunnale con un importante appuntamento culturale: la grande mostra al Castello del Buonconsiglio: Guerrieri Principi ed Eroi. Fra il Danubio e il Po, dalla Preistoria all'Alto Medioevo. Già nel giugno del 2004 avevamo anticipato i contenuti della mostra, che era in via di allestimento, oggi dedichiamo la nostra prima puntata a questa importante esposizione (aperta fino al 7 novembre). Lo facciamo con una guida d'eccezione, il direttore Franco Marzatico, che ci guiderà passo passo nelle varie sale espositive. Consigliamo perciò di non perdervi assolutamente la puntata in tv.

 
Franco Marzatico, direttore Castello Buonconsiglio  
Guerrieri Principi ed eroi

Il Potere e il Prestigio
: è questo l’affascinante tema che la Mostra propone attraverso i segni tramandati dal passato. L’esibizione della forza, del dominio e del lusso è il filo conduttore del percorso: dalle più antiche testimonianze a livello europeo di “personaggi eccezionali”, di circa 40.000 anni fa, fino alle armi e ai raffinati gioielli dei popoli barbarici dell’800 dopo Cristo. I segni del potere e del prestigio esposti in mostra provengono dal territorio compreso fra le grandi pianure solcate dal Po e dal Danubio, con al centro le Alpi, raccordo naturale fra l’Europa del nord e il mondo mediterraneo. Una straordinaria selezione di armi, di preziosi ornamenti, di sontuoso vasellame e altri simboli di distinzione -come il carro e il cavallo- si propongono di evidenziare l’affermazione di guerrieri-eroi, di capi, delle aristocrazie e dei principi.

 
Corazza in bronzo da Fillinges, Francia (foto Agh)   Vasellame per banchetti (foto Agh)
 
Magno Palazzo, Sala Scarlatti (foto Agh)   Magno Palazzo, Sala Specchi (foto Agh)
 
Magno Palazzo, Biblioteca Clesiana (foto Agh)   Pala di Fogolino (foto Agh)
 
Una sala della mostra (foto Agh)   Busto in oro dell'imperatore Marco Aurelio (foto Agh)

Sono proprio gli emblemi più rappresentativi di questi personaggi di rango che scandiscono le sezioni della mostra: dal segno dell’ascia a quello del pugnale, alla spada, al carro e al cavallo, fino al banchetto e alle testimonianze della supremazia di Roma e delle invasioni barbariche.

Approfondimenti sulla mostra "Guerrieri Principi ed Eroi"

  Visita virtuale alla mostra (sito ufficiale)
"Guerrieri, principi ed eroi fra il Danubio e il Po. Dalla Preistoria all'Alto Medioevo"
     
  Castello del Buonconsiglio (sito ufficiale)
Il Museo "Castello del Buonconsiglio" si articola su quattro sedi: oltre al Buonconsiglio di Trento, Castel Stenico nelle Giudicarie, Castel Beseno nei pressi di Rovereto e Castel Thun in Val di Non
     
  Guerrieri principi ed eroi
la puntata di "Girovagando in Trentino"
del 19 giugno 2004

Buonconsiglio, Castelvecchio: Carlo Magno nel grande affresco di Marcello Fogolino, 1533 (foto Agh)

 
Castello del Buonconsiglio a Trento (foto Agh)  
Castello del Buonconsiglio

Immortalato nel 1494 in un celebre acquerello di Albrecht Dürer, il Castello del Buonconsiglio è il simbolo di Trento e il maggiore complesso monumentale della regione. Fu fondato come presidio imperiale nella prima metà del XIII secolo su un rilievo roccioso lungo le mura urbane, in posizione dominante rispetto alla città. Fin dal 1255 divenne la sede dei principi vescovi di Trento, che ne promossero i successivi ampliamenti e lo trasformarono nel corso dei secoli in una magnifica residenza. Si tratta di un insieme di corpi di fabbrica di diversa epoca racchiusi entro un’imponente cinta muraria munita di bastioni, che cela un magnifico giardino all’italiana. Su tutto domina l’alta torre circolare detta d’Augusto, cui si accede attraverso la corte interna del medievale Castelvecchio, ingentilito da un’ariosa loggia in stile gotico veneziano. Di nobili proporzioni rinascimentali è l’adiacente Magno Palazzo, eretto dal cardinale umanista Bernardo Clesio e decorato da grandi maestri del Rinascimento come Gerolamo Romanino, Dosso Dossi, Marcello Fogolino e Zaccaria Zacchi.

Affreschi del Romanino nella Camera delle udienze (foto Agh)
 
Castello Buonconsiglio: Magno Palazzo (foto Agh)   Magno Palazzo, Loggia del Romanino (foto Agh)
 
Particolare della Loggia del Romanino (foto Agh)   "Il suicidio di Cleopatra", Romanino (foto Agh)
 
La Sala Grande col soffitto a cassettoni (foto Agh)   Satiro, particolare del caminetto (foto Agh)
Quadro di autore ignoto: "Seduta del Concilio di Trento nella chiesa di S.Maria Maggiore" (foto Agh)

Risale infine al 1686 la cosiddetta Giunta Albertiana, dove si conservano preziosi stucchi ed affreschi barocchi. All’estremità meridionale del complesso si eleva Torre Aquila, decorata al suo interno da uno fra i più importanti affreschi del gotico internazionale: il Ciclo dei Mesi. Dopo la fine del principato vescovile (1803), il castello venne adibito a caserma austriaca e fu teatro dell’esecuzione degli irredentisti italiani Cesare Battisti, Damiano Chiesa e Fabio Filzi. Nel 1924 divenne Museo Nazionale e dal 1973 appartiene alla Provincia Autonoma di Trento. Il Museo ospita una notevole collezione di dipinti, sculture, opere grafiche, codici miniati, stufe in maiolica, nonché importanti raccolte archeologiche e numismatiche.

Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 - Trento
Tel 0461/233770 - Fax 0461/239497
www.buonconsiglio.it | info@buonconsiglio.it

 
Antica trattoria "Due Mori" a Trento (foto Agh)  
A tavola all'antica trattoria "Due Mori"

Per pranzo siamo attesi in uno dei ristoranti più antichi della città, risalente addirittura alla seconda metà del '400: si tratta dell'Antica Trattoria "Due Mori", situata in via S. Marco a poca distanza del Castello del Buonconsiglio. E' stata riportata ai suoi antichi splendori grazie all'iniziativa di Fabio Dalpalù e della signora Lucia, dopo alcuni anni spesi nel restauro. Una delle tre raffinate salette conserva ancora le antiche travi quattrocentesche, mentre le altre due, con le pareti e le strutture portanti del colonnato, reggono le volte "a botte" tipiche dell'epoca. La cucina dell'antica trattoria Due Mori, che fa parte del club di prodotto Osteria tipica trentina, è basata sulle specialità locali: una curiosità su tutte i prelibati tartufi trentini, raccolti nella Valle dei Laghi.

 
Fabio Dalpalù fa annusare i tartufi trentini (foto Agh)   Risotto al carpaccio di porcini (foto Agh)
 
Polenta, formaggio tosella con finferli e porcini   Filetto di maiale con crema al tartufo (foto Agh)
 
Il vino Rebo della Cantina Toblino (foto Agh)   Dolce di ricotta con frutti di bosco (foto Agh)
 
Una delle sale da pranzo (foto Agh)   Con Fabio, Roberta e Lucia (foto Agh)

Noi abbiamo degustato: come antipasto fagottino di salmone su misticanza di insalata; tonnarelli ai finferli, tagliatelle al tartufo nero trentino e risotto al carpaccio di porcini come primi; per secondo formaggio di malga alla piastra con polenta e finferli, filetto di maiale con crema al tartufo. Il tutto accompagnato da uno splendido vino Rebo della Cantina Toblino. Per finire il dessert: panna cotta, dolce alla ricotta con frutti di bosco e salsa di lampone. Tutti piatti veramente ottimi, provare per credere!

Antica trattoria "Due Mori"
via S. Marco 11, Trento
tel. 0461 / 984251

 
La fontana del Nettuno (foto Agh)  
 
Una sala della mostra (foto Agh)  
 
Con Michela Bertoldi, ass. alla cultura di Trento  
 
La copia del Nettuno in bronzo (foto G. Zotta)  
 
Fortunato Depaoli, veduta piazza Duomo, 1938  
 
La statua originale custodita nel cortile del Comune  
 
La Fontana del Nettuno in piazza Duomo (foto Agh)  
La fontana del Nettuno
Mostra storico artistica, Palazzo Geremia e Palazzo Thun - Trento 19 sett - 21 nov 04

A Palazzo Geremia e Palazzo Thun, nel centro di Trento, visitiamo un'interessante mostra sulla Fontana del Nettuno, di cui forse molti trentini ignorano origine e storia.
La Fontana del Nettuno fa bella mostra di sé al centro di piazza Duomo ed è, da secoli, il simbolo della città di Trento. Un abbinamento ardito che lega una città alpina al mare, ma soprattutto una sede vescovile ad una divinità pagana posizionata in un luogo non casuale, ovvero davanti all’espressione massima del culto cattolico, la cattedrale. I motivi storici che hanno dato vita a questo binomio per certi versi bizzarro, di certo unico, viene ricostruito attraverso la mostra«La Fontana del Nettuno, salute e decoro della città».
Il monumento venne eretto nel 1767-68, espressione della fioritura artistica dell’Illuminismo: la scelta cadde su un simbolo laico perché l’intera cittadinanza potesse riconoscersi in esso. La mostra risponde ad una serie di intriganti domande: che cosa ci fa una statua colossale di Nettuno nel cuore di una città alpina? Perché ne è il simbolo? Chi decise di erigere la fontana che la ospita? In quale epoca? Chi la progettò e a che scopo? Chi si fece carico dei successivi interventi di restauro? Perché esistono due versioni della statua, una in pietra e l’altra in bronzo? Che cosa c’entra in tutto questo la città di Wuppertal? A tutte queste domande e ad altre ancora risponde la mostra. La fontana in piazza del Duomo è il più importante e rappresentativo monumento eretto a Trento nel corso del Settecento, un secolo che assiste al declino del Principato Vescovile ma anche alla grande fioritura culturale dell’Illuminismo. E' il coronamento di un’ambiziosa opera d’ingegneria idraulica, tesa a rifornire di nuova acqua potabile il centro città. Nello spirito dei Lumi, le arti figurative vennero dunque chiamate a coronare quest'impresa. L'opera fu promossa e voluta significativamente dal Magistrato consolare, ovvero l’organo di autogoverno della città, per “introdurre al riguardo della salute e decoro in questa città una fontana d’acqua sorgente e salubre“. L’opera fu inizialmente accolta con diffidenza perché giudicata “dispendiosissima” e tesa unicamente a celebrare le famiglie patrizie che reggevano la piccola capitale del Principato. In seguito però seppe conquistarsi il favore incondizionato dei trentini, che videro nel Nettuno una gloria civica e un simbolo condiviso. La fontana fu inoltre ammirata da illustri visitatori stranieri come il poeta Heinrich Heine, che la descrisse in una celebre pagina. Numerosi furono gli artisti che la immortalarono in opere pittoriche e grafiche, fino all’avvento della fotografia e delle cartoline illustrate, che ne diffusero l’immagine in tutto il mondo. Più recente è la fortuna della fontana come logo di enti e associazioni, nella cartellonistica pubblicitaria e nella filatelia. Singolare è il caso della città tedesca di Wuppertal, dove nel 1901 si decise di erigere una fontana del Nettuno sul modello di quella di Trento. Il percorso di visita prende avvio in piazza Duomo, dalla fontana stessa che mostra il suo volto sempre mutevole a seconda del punto di vista e delle condizioni di luce: l’invito è ad osservarla con occhio meno distratto, allo scopo di percepirne al meglio la complessità architettonica, iconografica e materica. Sul fusto della fontana è inciso il nome dell’architetto che la ideò, Francesco Antonio Giongo da Lavarone, unitamente alla scritta SPQT (Senatus Popolusque Tridenti) che sottolinea la committenza civica dell’opera, e alla data “1768”, che indica il completamento dei lavori. Per sopraggiunti problemi idraulici, l’acqua cominciò a sgorgare solo nell’estate dell’anno successivo. A pochi passi dalla fontana si trovano, incastonati nella parete del Duomo, due rilievi antichi a candelabra raffiguranti creature marine armate di tridente: riutilizzati nel cantiere medievale della cattedrale, alimentarono la leggenda dell’esistenza di un tempio dedicato a Nettuno nella romana Tridentum. L’itinerario prosegue in via Belenzani, l’antica Contrada Larga. Nel cortile di Palazzo Thun, sede del Municipio, si può ammirare da vicino la statua originale di Nettuno, opera dello scultore comasco Stefano Salterio: venne qui collocata nel 1940, quando si decise di porre sulla fontana una copia in bronzo. Quest’ultima, modellata sull’originale dallo scultore Davide Rigatti, dovette tuttavia attendere la fine della seconda guerra mondiale per poter dominare dall’alto la piazza del Duomo. La mostra a Palazzo Geremia propone un’esposizione di importanti opere d’arte connesse alla fontana accanto a documenti d’archivio, fotografie storiche e altri materiali provenienti da collezioni pubbliche e private. Al pianterreno sono esposte, tra giochi di luce, alcune opere di scultura che richiamano l’iconografia cinquecentesca del dio delle acque, la fase di progettazione della fontana settecentesca e i restauri intrapresi nel secolo successivo. Di particolare interesse tre bozzetti originali in terracotta, recentemente rintracciati in una collezione privata. Vengono inoltre esposti per la prima volta tutti i calchi in gesso realizzati dallo scultore trentino Andrea Malfatti tra il 1869 e il 1872, in occasione del primo radicale restauro della fontana. Contestualmente sono visibili i disegni di Ferdinando Bassi raffiguranti i tritoni originali della fontana, poi sostituiti da fedeli copie eseguite dallo stesso Malfatti.

La mostra con i giochi di luce del "light designer" Mariano Detassis (foto Agh)

Al piano superiore, nella cornice rinascimentale di Sala Falconetto, il visitatore è accompagnato attraverso un itinerario pittorico e fotografico che consente di ricostruire passo dopo passo la storia della fontana nel contesto monumentale della piazza del Duomo. Dipinti, acquerelli, disegni e incisioni raffiguranti la fontana tra il 1830 e il 1990, selezionati sulla base della loro qualità formale, evocano oltre due secoli di storia cittadina, di cui Nettuno è stato tacito testimone. La mostra si conclude con un’ampia sezione fotografica, con foto d'epoca dell'800 fino all’interpretazione artistica dei grandi fotografi storici, realizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storico-Artistici della Provincia Autonoma di Trento. Orario di apertura 10.00 - 18.00, ingresso gratuito, aperto fino al 21 novembre.

Servizio Cultura del Comune di Trento
Via delle Orfane, 13 - 38100 Trento
tel. 0461/884287-884523 – fax 0461/884386
servizio_cultura@comune.trento.it

 
Foto Faganello  
 
Flavio Faganello  
L'albero dell'amore
Mostra fotografia di Flavio Faganello
Museo Tridentino Scienze Naturali
Aperta fino al 24 ottobre

Al Museo Tridentino di Scienze Naturali, in via Calepina a Trento, una singolare mostra di incisioni su faggio di Flavio Faganello, uno dei più grandi fotografi trentini. Si tratta di 90 foto in grande formato, tutte dedicate all'allegoria delle scritte e dei segni d'amore incisi sulle cortecce di faggio. “L’albero dell’Amore”, ovvero “Graffiti su faggio nelle fotografie di Flavio Faganello” è il titolo della mostra (aperta fino al 24 ottobre 2004). Le immagini di Flavio Faganello sono il frutto di cinque anni di ricerca, di frequenti puntate nei boschi. Le ambientazioni sono quelle della mezza montagna trentina. I temi prevalenti sono quelli dell’amore, sprazzi di gioia, ma anche citazioni più complesse e riferite a un dato momento storico.
Molto spesso, per via della sua ecologia, la faggeta si trova in contesti ambientali gradevolissimi, adatti alle passeggiate. E sono proprio questi luoghi quelli preferiti dagli ignoti incisori che Flavio Faganello ha saputo così bene documentare. L’esposizione fotografica è introdotta da una descrizione dell’ambiente della faggeta, descritta nel suo mutare nelle quattro stagioni, nel rapporto con l’ecosistema alpino, nelle sue caratteristiche vegetazionali e di ruolo nell’economia forestale.

 
Foto Faganello   Foto Faganello
 
Foto Faganello   Foto Faganello

Flavio Faganello, fotografo, reporter e giornalista, è nato a Malé nel 1933: gli inizi dell’attività professionale sono riconducibili ai primi anni cinquanta in un significativo momento che corrisponde all’ultima stagione dei grandi fotografi trentini del Novecento. Profonda sensibilità e grande conoscenza del mezzo tecnico gli permettono in breve tempo di ottenere lusinghieri riconoscimenti che lo qualificano come il più completo e attivo fotografo del Trentino. Per oltre quarant’anni Faganello “scava” nel paesaggio, indaga l’uomo protagonista del mondo alpino, denuncia, con misura ed ironia, il repentino cambio di costume che nel dopoguerra muterà il volto della sua regione. Nel 1966 il giornale “La Nazione” di Firenze gli assegna la medaglia d’oro per il reportage sull’alluvione.

L’albero dell’Amore - Graffiti su faggio nelle fotografie di Flavio Faganello
Trento, 31 luglio 2004 – 24 ottobre 2004
Museo Tridentino di Scienze Naturali - Trento, via Calepina 14
Orario d’apertura: tutti giorni 9 – 12.30 / 14.30 – 18 chiuso il lunedì


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved

Camera delle udienze: Bernardo Cles in un affresco del Romanino (foto Agh)
  APT TRENTO, MONTE BONDONE, VALLE DEI LAGHI
38100 Trento (Italy)
via Manci 2
tel. 0461 / 216000
www.apt.trento.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.trentino.to

Approfondimenti

  Visita virtuale alla mostra (sito ufficiale)
"Guerrieri, principi ed eroi fra il Danubio e il Po. Dalla Preistoria all'Alto Medioevo"
     
  Castello del Buonconsiglio (sito ufficiale)
Il Museo "Castello del Buonconsiglio" si articola su quattro sedi: oltre al Buonconsiglio di Trento, Castel Stenico nelle Giudicarie, Castel Beseno nei pressi di Rovereto e Castel Thun in Val di Non
     
  Guerrieri principi ed eroi
la puntata di "Girovagando in Trentino"
del 19 giugno 2004

Puntate precedenti in zona

  Trento - Monte Bondone
19 giugno 2004
    Trento - Monte Bondone
21 giugno 2003
             
  Trento - Monte Bondone
21 giugno 2003
    Trento - Mercatino di Natale
21 dicembre 2002
             
  Trento - Autunno Trentino
28 settembre 2002
    Trento Città Giardino
22 giugno 2002
             
  Trento - Monte Bondone
15 dicembre 2001
    Trento - Monte Bondone
14 luglio 2001

link

Istituzioni

Comune di Trento
Provincia Autonoma di Trento


Manifestazioni
Feste Vigiliane
Trento Città in Giardino

Cultura

Trentinocultura

Musei
Museo del Castello del Buonconsiglio | Guerrieri principi ed eroi sito ufficiale mostra
Museo Tridentino di Scienze Naturali
Museo Diocesano Trentino
Museo Storico
Museo degli Usi e Costumi della gente trentina
Musei del Trentino
Museo Aeronautico Gianni Caproni

Archeologia
SASS, Spazio Archeologico Sotterraneo
Ufficio Beni Archeologici


Montagna
SAT - Società Alpinisti Tridentini
Centro di Ecologia Alpina

Monte Bondone

Monte Bondone
Centro di Ecologia Alpina
(Viote, Monte Bondone)

Patto Territoriale del Monte Bondone

A tavola

Antica trattoria "Due Mori"
via S. Marco 11, Trento
tel. 0461 / 984251


Vini
Cantina Toblino
Via Ponte Oliveti, 1 38070 Sarche (Trento)
tel. 0461 / 564168 - Fax 0461 / 561026
www.toblino.it | toblino@tin.it
Vino Rebo