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| Raccolta delle mele in Val di Sole:
Felice, Antonella e Ivan Bendetti nel loro podere a Terzolas (foto Agh) |
Girovagando oggi è nella splendida Val
di Sole, nel Trentino nord-occidentale, precisamente a Terzolas,
a pochi minuti d'auto da Malé, il
paese più importante della vallata. Contrariamente a quel che si
potrebbe pensare anche in Val di Sole, come nella vicina Val
di Non, la coltivazione del melo è assai importante.
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| Luciano con la nuova Seat Altea |
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Una Seat Altea per Luciano
A Trento, prima di partire, l'ing. Paolo Dorigoni presso la concessionaria
Iberia Spa di Ravina consegna a Luciano Da Canal la nuova
vettura ufficiale di "Girovagando in Trentino": una splendida
Seat Altea 2.0 TDI, 140 cv, 5 posti e 5
porte. La consegna delle chiavi è avvenuta per mano del "patron"
ing. Paolo Dorigoni (titolare della concessionaria del gruppo Volkswagen
in Trentino). Altea è un nuovo concetto di autovettura chiamato MPV
- Multi Sport Vehicle, ossia un monovolume compatto di 4,28 m interpretato
in chiave sportiva sia per i contenuti tecnologici sia per l'impostazione
estetica delle sue linee
leggi
tutto
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| Valle di Sole (foto APT) |
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La Val di Sole
La Val di Sole è racchiusa tra meravigliose
montagne: il Gruppo di Brenta a sud, Adamello-Presanella
a sud ovest, l'Ortles-Cevedale a nord ovest
e le Maddalene a nord-est. Circa un terzo
del suo territorio fa parte di due parchi naturali: il Parco
Naturale Adamello-Brenta e il Parco
Nazionale dello Stelvio. I suoi accessi principali sono tre: ad ovest
dal Passo Tonale (confine con la Lombardia),
a sud attraverso il Passo Campo Carlo Magno
con la Val Rendena e Madonna di Campiglio,
ad est dal Ponte di Mostizzolo, al limite
con la Val di Non. La vallata è
percorsa dal torrente Noce, nel quale confluiscono
numerosi piccoli corsi d’acqua, tra i quali quelli delle valli laterali
di Pejo e di Rabbi
(vedi puntata Girovagando del 31
luglio 2004), note da secoli per le terme dalle acque curative ricche
di minerali ferruginosi. Dai 700 metri del fondovalle si arriva fino ad
oltre 3500 m delle montagne dalle nevi perenni ed i maestosi ghiacciai.
La quota più elevata è il Monte
Cevedale di m 3769, sulla cui vetta corre il confine tra le tre province
di Sondrio, Bolzano e Trento.
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| La "Torraccia" a Terzolas, sede del Comune
(foto Agh) |
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| Il salone al secondo piano de "La Torraccia"
(foto Agh) |
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| Facciata de "La Torraccia" coi tipici "Erker"
(foto Agh)
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| Le famose mele "Golden" (foto Agh) |
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Il paese di Terzolas
E' situato nella bassa Val di Sole, a 755 metri di quota, sulla sponda orografica
sinistra del Noce, vicino alla confluenza con il torrente Rabbies ed al
bivio che porta in Val di Rabbi, su di
un ampio terrazzo glaciale in leggera pendenza, ai piedi del monte Lac m
2341.
Gli scavi archeologici fatti nel 1935 hanno accertato un’antica presenza
dell’uomo in questa località, confermata anche dal nome di
origine prelatina (suffisso in –as e personale reto-etrusco o romano
Tertio o Tertius). Alcune monete bronzee d’età imperiale testimoniano
la dominazione romana. Terciolasum compare nella documentazione scritta
solo nei primi anni del XIII secolo. Al tempo del Principato vescovile fu
sede di numerose famiglie nobili (Ferrari, Greifenberg, Malanotti), che
fabbricarono belle dimore tuttora visibili nel centro storico. La tradizione
popolare segnala il passaggio dell’imperatore Massimiliano I nel 1516.
Dopo secoli di autogoverno la comunità di Terzolas fu aggregata a
Malè in età napoleonica prima (1810-1814) e in età
fascista poi (1928). Nel 1952 fu ricostituito il comune autonomo. L'occupazione
del passato era prevalentemente basata su un'attività silvo-agricolo-pastorale
alla quale era legata un'attività artigianale
molto varia. Successivamente le attività turistico-commerciali sono
divenute trainanti per l'economia. L'abitato, in una posizione amena e soleggiata,
è circondato da frutteti (soprattutto mele Golden
e Stark Delicious, Renetta
del Canada), che costituiscono la principale fonte di reddito per
numerose famiglie. Terzolas infatti si trova infatti nella zona di maggior
concentrazione di alberi da frutto di tutta la valle di Sole. La
coltura del melo è divenuta assai importante in seguito alla costruzione
del Consorzio Frutticolo S. Apollonia di
Caldes, sostituendo via via i vasti campi di cereali e di patate. Le mele
sono conferite al consorzio Melinda.
Sul territorio comunale ha sede il Caseificio
Sociale Cercen la cui attività e iniziata nel 1976: oggi raccoglie
il latte prodotto da Mostizzolo a Dimaro, compresa la Val di Rabbi.
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| La Torraccia: in alto a dx la tipica caditoia (foto Agh) |
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La
Torraccia
Al centro del paese l'attenzione è immediatamente colpita da uno
splendido e severo palazzo: è Palazzo Malanotti-Greiffenberg,
detto anche La Torraccia, che si trova
presso il bivio delle strade che portano alla chiesa e a Samoclevo. E' un
significativo esempio di residenza nobiliare
del tardo rinascimento, e si presenta come un riuscito compromesso tra una
casa fortificata (terminazione merlata dei muri esterni, archibugiere, caditoia
in facciata) e un palazzo (eleganti bifore) con elementi ancora gotici (erker
angolari), ma altri pienamente rinascimentali (portale bugnato in facciata).
Costruito tra il 1573 e il 1579 da Francesco Enigler,
in parte distrutto da un incendio nel 1645, fu ampliato ed abbellito tra
il 1652 e il 1665 dal canonico Bernardino Malanotti, che fece affrescare
il salone del secondo piano con un fregio ornato da girali, putti, satiri,
con stemmi di famiglia, con finte architetture dipinte attorno alle porte.
Il nome "Torraccia" deriva probabilmente dalla presenza a Nord
dell'edificio di un'antica torretta diroccata. Particolare interessante
la tipica caditoia sotto al tetto, costruita
in verticale sulla porta d'ingresso: serviva per lanciare sugli aggressori
olio bollente o paglia
incendiata, stando al riparo da arcieri e balestrieri.
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| Affreschi nel salone al 2° piano
(foto Agh) |
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Particolare di affresco (foto Agh) |
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| Particolare della finestra a pianterreno
(foto Agh) |
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Il tipico "erker" angolare
(foto Agh) |
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| Il carro dei pompieri di Terzolas,
inizio secolo |
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Salone al primo piano (foto Agh) |
Dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1973 l'edificio fu acquistato
dalla Provincia Autonoma di Trento che provvide al suo consolidamento statico
ed al restauro conservativo. Ora l'edificio è sede del Municipio:
al secondo piano del palazzo è stata allestita, dal Centro Studi
per la Val di Sole di Malè, la biblioteca storica di valle, dove
sono custoditi i fondi librari di Quirino Bezzi
e del prof. Giovanni Ciccolini, eminente
storico da Terzolas.
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| Gli abitanti di Terzolas sembra abbiano
una particolare predilezione per i gatti... se ne incontrano tantissimi |
Terzolas, paradiso dei gatti
Un gradevole aspetto di Terzolas che ci ha colpito è la continua
presenza, discreta ma inesorabile, di gatti.
Non sappiamo se la cosa sia voluta, ma crediamo di si. Sono praticamente
ovunque: sui balconi, poggioli, sui davanzali delle finestre, sugli usci
di casa, nei giardini, alle finestre delle cantine, sopra le cataste di
legna. Osservano silenziosi e immobili lo straniero, seguendolo con lo sguardo.
Imperturbabili, balzano via solo quando la distanza si fa troppo ravvicinata.
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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| Palazzo delle Torri Franche (foto Agh) |
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| Il salone con le decorazioni a stucco (foto Agh) |
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Le dimore signorili
Il Palazzo delle
Torri Franche (o "de Ferrari") si trova nella parte alta
del paese e risale alla seconda metà del 1300: fu così denominato
perché circondato da 5 torri esenti
dal pagamento dei tributi. Dopo alterne vicende e passaggi a diversi proprietari
nel 1887 venne acquistato dai fratelli Giuseppe e don Michele Stanchina
Mochieni ed oggi è abitata dai loro eredi. In questo secolo la costruzione
subì radicali trasformazioni e gli attuali appartamenti residenziali
hanno purtroppo cancellato in gran parte i fasti architettonici ed ornamentali
del passato, dei quali resta il portale d’ingresso in pietra lavorata
a sesto acuto, ed un grande salone con resti di pitture e decorazioni a
stucco.
La Casa Tenni "alla Torraccia"
è stata costruita nel XV secolo e così chiamata perché
dal 1774 è sempre stata di proprietà della famiglia Tenni
ed è adiacente al Palazzo "alla Torraccia" nel centro del
paese. Dell'architettura del passato rimane un magnifico portale ad arco
romano, una bifora sulla facciata Est, alcuni stipiti della finestre in
pietra lavorata, la corte a voltabotte con lunette laterali.
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| Decorazione del Palazzo "Torri Franche" (foto Agh) |
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Una casa splendidamente ristrutturata (foto Agh) |
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| Casa Tenni alla Torraccia (foto Agh) |
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Una viuzza di Terzolas (foto Agh) |
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| Chiesa di S. Nicolò a Terzolas
(foto Agh) |
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La chiesa di S. Nicolò
Il sacerdote don Simone Weber nel suo volume "Le chiese della Val di
Sole nella storia dell'arte" fornisce ampie notizie della chiesa
di S. Nicolò, le cui prime notizie risalgono al 1312. Nel
suo genere, è una delle più belle della vallata. L'ampliamento
della chiesa nelle strutture barocco-neoclassiche
che ancora oggi possiamo ammirare avvenne tra il 1794 e il 1800, quando
maestranze locali la ricostruirono in stile tardobarocco, conservando l’antica
abside medievale trasformata in sacrestia e il vecchio campanile dalla cuspide
in muratura e con un ordine di monofore. L’interno a navata unica
ospita cinque altari marmorei, alcune tele
seicentesche (una attribuita ad Elia Naurizio) e ottocentesche (pala di
Domenico Delpero, 1841), pitture murali sulla volta dell’aula e del
presbiterio, la statua lignea dell’Immacolata (1720) del clesiano
Vigilio Prati.
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| Chiesa di S. Nicolò (foto Agh) |
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Uno dei cinque altari (foto Agh) |
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| L'altare maggiore (foto Agh) |
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Grande Cristo ligneo (foto Agh) |
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| Statua lignea di Madonna col bambino,
sullo sfondo "Gesù posto nel sepolcro" (foto Agh) |
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| A spasso tra i meleti carichi di
frutta (foto Agh) |
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Cofsac - Consorzio frutticoltori
S. Apollonia Caldes
Poco distante da Terzolas, precisamente a Caldes, visitiamo la sede di Cofsac,
ovvero il "Consorzio frutticoltori S. Apollonia Caldes", guidati
dal suo presidente Massimo Leonardi. Qui i contadini conferiscono la frutta
che viene poi selezionata e commercializzata da Melinda,
il consorzio che con i suoi 5200 soci coltivatori,
produce ogni anno circa 300.000 tonnellate di mele, rappresentanti il 60%
della produzione trentina, ovvero circa il 10%
di quella nazionale e il 5% di quella europea. Golden
Delicious, Red Delicious e Renetta
Canada sono attualmente le varietà maggiormente prodotte.
In questi ultimi anni sono state integrate con nuove coltivazioni di Gala
e Fuji.
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| Golden delicious (foto Agh) |
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Massimo Leonardi, presidente Cofsac
(foto Agh) |
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| Con Massimo Leonardi e Patrizio Ghirardini
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Red delicious (foto Agh) |
COFSAC - Consorzio Frutticoltori S.
Apollonia
via del Tonale 26
38022 Caldes (TN)
tel: 0463 901332
cofsac@inwind.it
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| Il "Casolét" formaggio
tipico della val di Sole |
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| Locale stagionatura (foto Agh) |
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Il Casolét del caseificio
Cercen
Non poteva mancare una visita al Caseificio Sociale
Cercen. Si tratta di una cooperativa costituita da allevatori (oggi
87), fondata nel 1971 con lo scopo di raccogliere il latte prodotto dagli
allevamenti della bassa Val di Sole. La produzione è in gran parte
utilizzata (circa il 95%) per produrre il Grana
Trentino. Il resto è destinato alla produzione di formaggi locali
quali il Nostrano Stavel, la Camocina,
la Capriociotta, il Cercen
Dolce, il Fontal, il Nostrano
Magro, il Cercen Saorì e
una squisita ricotta. Ma il formaggio più
rinomato, tipico della Val di Sole, è il Casolét,
tutelato dal presidio Slow
Food. Il nome ha un'origine latina e deriva da "caseolus"
che significa piccolo formaggio. E' un tipico cacio di montagna a pasta
cruda e tenera, fatto con latte intero. Un tempo si faceva solo in autunno,
quando le mandrie erano già scese dagli alpeggi, le vacche si apprestavano
all'asciutta e le mungiture giornaliere erano scarse: era il formaggio
di casa per eccellenza, da consumare prevalentemente in famiglia
nei mesi invernali. Le forme più tradizionali hanno ancora oggi uno
scalzo di circa 10 cm per 10 circa di diametro, in totale un chilogrammo
scarso di peso. Come spesso accade nelle produzioni
artigianali, non esiste uno standard preciso né nella lavorazione
né nelle dimensioni e, a volte, le forme sono di due, tre chilogrammi.
Anche un tempo succedeva, proprio perché si lavorava il latte che
si aveva a disposizione ogni giorno: secondo le quantità le forme
riuscivano più o meno grandi.
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| Elvio Gregori, casaro (foto Agh) |
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La squisita ricotta (foto Agh) |
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| Una prelibatezza della Val di Sole:
il tipico formaggio "Casolét" (foto Agh) |
Oggi il Casolét viene prodotto soprattutto con latte pastorizzato
dai caseifici di fondovalle e viene consumato fresco dopo 20, 30 giorni,
ma un tempo lo si conservava anche tre, quattro mesi. Il
Presidio di Slow Food si propone di valorizzare il Casolét
prodotto tradizionalmente a latte crudo,
riunendo alcuni piccoli casari. Le quantità sono minime ma l'obiettivo
è stimolare la ripresa della produzione a latte crudo, anche nei
caseifici, come accadeva fino a qualche anno fa.
Caseificio Comprensoriale Cercen scarl
via Nazionale 52
38027 Terzolas (Trento)
tel. 0463 / 900029 - fax 0463 / 901431 - punto vendita 0463 / 900681 |
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| Cesarino Fava (foto Agh) |
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| Durante l'intervista nella piazza di Malé
(foto Agh) |
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I sogni infranti di Cesarino
Nella piazza di Malè incontriamo fortuitamente un mito dell'alpinismo,
il grande Cesarino Fava. Emigrato in Argentina
alla fine degli anni Quaranta, trasferì sulle Ande la passione alpinistica
maturata sulle guglie delle sue Dolomiti. Una serie di sfortunate peripezie
nel corso di una salita all'Aconcagua gli
costò una severa amputazione ad entrambi i piedi (di qui il soprannome
"patacorta", piedecorto), ma questo incidente non lo distolse
dal praticare l'alpinismo, anzi l'andinismo, con una immutata e grande passione.
Oggi vive a Malè, e va ancora in montagna con l'entusiasmo di sempre:
a 81 anni ha addirittura scalato la Cima D'Ambiez,
(m 3012) con passaggi di 4° e 5° grado! Il suo nome è inevitabilmente
legato alle imprese di Cesare Maestri sul
Cerro Torre in Patagonia. Cesarino è
stato un grande alpinista, anche se non una prima donna. Ma resta un grande
e vecchio saggio che nella piazzetta di Malè arringa un gruppo di
giovani che lo ascolta quasi con venerazione. A quasi 85 anni conserva una
freschezza e lucidità invidiabili, e forse il Cesarino migliore è
quello che parla della vita, delle ingiustizie del mondo. Come quelle dei
"pobladores" (abitanti dei quartieri poveri e delle bidonville),
illusi di potersi costruire un futuro su terre ingrate ai confini del mondo,
in Argentina, dove ha vissuto a lungo. Sogni infranti di gente comune ma
anche di molti alpinisti che non arrivarono a salire le cime di cui si erano
perdutamente innamorati. Altri ci riuscirono, ma a costo di sacrifici immensi,
talvolta a costo della vita.
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| Cesarino Fava, alpinista (foto Agh) |
Patagonia, terra di sogni infranti (1999)
è la sua autobiografia, quella di un emigrato trentino in Argentina
che, dopo aver visto la Patagonia, un giorno scrisse a Cesare Maestri "Qui
c'é pane per i tuoi denti". Così ebbe inizio la storia
del Cerro Torre. Una storia di uomini, con le montagne più selvagge
della terra come testimoni.
Patacorta
sulla Cima D'Ambiez a 81 anni! di Elio Orlandi
Patagonia, terra di sogni infranti
di Cesarino Fava
Centro Documentazione Alpina
Pagg. 204 - Prezzo di copertina € 14,98 |
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| Ristorante "El Barba" nel
centro di Malé (foto Agh) |
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A
tavola al ristorante "El Barba" a Malé
Tre generazioni si sono succedute ai fornelli di quello che oggi è
l'Antico Ristorante Tipico "El Barba",
nel centro di Malé. Da cinquant'anni
qui si servono le tipiche specialità della Val di Sole, dalla minestra
di orzetto ai tortelli di patate, dalla carne salada agli strangolapreti.
La nonna Cesira ha tramandato a mamma Pia, e da questa alla figlia Mara
e al genero Maurizio,
i segreti delle ricette
povere legate a questi prodotti. Gli ambienti a vòlti del Cinquecento
sono stati ristrutturati e rinnovati nel 1994, secondo il tipico, caldo
e famigliare stile tirolese. Mara Cristoforetti, la titolare, ci accoglie
con squisita gentilezza. Ci ha preparato un pranzetto coi fiocchi: strepitoso
il primo con canederli, strangolapreti,
gnocchi al Casolét, deliziosi tortelloni
con ripieno alle verdure, ai funghi e alla carne; per secondo un
tenerissimo stinco di maiale, poi un gustoso
cervo alla griglia con pere e mirtilli,
e i piatti classici luganega con fagioli,
polenta con il goulasch. Eccellenti anche
i dolci: la crostata di prugne e il gelato
con i frutti di bosco. Come vini gli ottimi Traminer
e Rebo
della Cantina Toblino.
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| Una delle sale del ristorante (foto Agh) |
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Strepitoso piatto di primi (foto Agh) |
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| Cervo alla griglia (foto Agh) |
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Stinco di maiale (foto Agh) |
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| Traminer
della Cantina Toblino (foto Agh) |
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Rebo
della Cantina Toblino (foto Agh) |
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| Gelato con i frutti di bosco (foto Agh) |
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Luciano con mamma Pia e Mara Cristoforetti |
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| Luciano Da Canal con Padre Claudio
(foto Agh) |
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| L'entrata del convento (foto Agh) |
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| Il chiostro (foto Agh) |
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| Padre Claudio (foto Agh) |
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Convento dei Frati Cappuccini
La giornata si conclude con una visita al bel Convento
dei Frati Cappuccini a Terzolas. Padre Claudio ci accoglie, è
il caso di dirlo, "francescanamente", facendoci visitare gentilmente
la struttura e poi rifocillandoci con una gustosa merenda con caffè
e strudel fatto in casa. La fondazione del convento risale al 1742.
La Custodia Tridentina, appena separata da Venezia, aveva bisogno di espandersi
per ospitare i numerosi frati rientrati nel Trentino da tutto il Veneto.
Si pensò inizialmente, tra enormi difficoltà, contrasti e
opposizioni, alla fondazione di due conventi: a Condino e Malè, favoriti
dall'appoggio del Vescovo Domenico de Thun. Nel 1892 un furioso
incendio distrusse quasi tutta la borgata di Malè, ed anche
il convento fu ridotto ad un mucchio di macerie. Nel 1894, P. Dionisio da
Soraga, per motivazioni di ordine in gran parte religioso ed ecclesiale
e fra molte resistenze e opposizioni da parte dei frati e della popolazione
di Malè, decise di traslocare il convento, che era posto al margine
occidentale della borgata, verso Croviana e la Valle di Sole. Il convento
si trasferì dunque sull'altura tra i paesi di Terzolas, Magras e
Arnago, all'imbocco della Valle di Rabbi. Fabbriciere della nuova costruzione
fu P. Teodoro da Taio. Nel 1896 avvenne la consacrazione della nuova chiesa
da parte deI Vescovo di Trento Eugenio Carlo Valussi, con dedicazione al
S. Cuore di Gesù. Nel 1970-1973 il convento subì una ristrutturazione
generale per farne una “Casa di Accoglienza”,
con una nuova forma di apostolato e di presenza religiosa. L'attività
pastorale da allora è piuttosto nutrita, infatti il convento accoglie
e gestisce: corsi di esercizi spirituali, di formazione religiosa e pastorale
per religiosi/e, sacerdoti e laici impegnati; incontri e convegni per gruppi
giovanili; campi scuola per adolescenti in appositi locali indipendenti;
ospitalità per sacerdoti e religiosi; per famiglie e persone singole
bisognose di discrezione e silenzio.
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| La chiesa del convento (foto Agh) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Plastigrafia della Val di Sole, clicca
per ingrandire |
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