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| Lo splendore del paesaggio dolomitico
a Fuciade, l'antico alpeggio sopra Passo S. Pellegrino (foto Agh) |
"Girovagando in Trentino" torna nella splendida Val
di Fassa, alla quale abbiamo dedicato ben sette precedenti
puntate, tutte disponibili su questo sito. La nostra prima tappa è
a Moena, la porta della Valle di Fassa,
che segna il confine ideale con la vicina Valle
di Fiemme della quale ha fatto amministrativamente parte nei secoli
scorsi.
"La fata delle Dolomiti"
L'abitato di Moena sorge su una splendida conca alluvionale circondata da
alcuni fra i più bei gruppi dolomitici tra cui il Latemar,
la Valaccia e le verdi propaggini del Passo
di Costalunga. E' il maggiore centro abitato della Valle di Fassa,
conosciuto sia in Italia che all'estero come la "fata delle Dolomiti".
Il toponimo del paese deriva dal termine latino "mollis", a significare
la caratteristica di “terreno umido”. Negli ultimi anni Moena
si è dimostrata molto sensibile alla tradizione
culinaria ladina con una serie di ristoranti che hanno meritato riconoscenze
ufficiale tra cui le “Stelle Michelin” per Malga
Panna, il prestigio indiscusso per Tyrol,
Rifugio Fuciade e
Foresta, tanto da essere divenuti promotori della fortunata rassegna
eno-gastronomica A cena con Re Laurino.
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| Le passeggiate vicino al parco giochi
per bambini "Babylandia" (foto Agh) |
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| Bikers a Moena (foto Agh) |
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La salita alla frazione di Sort (foto Agh) |
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| Una splendida veduta aerea di Moena
da nord-ovest (foto APT) |
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| Il centro di Moena (foto Agh) |
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Il trenino turistico per le vie del paese (foto Agh) |
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| Mascherone tradizionale (foto Agh) |
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Moena (foto Agh) |
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| La spettacolosa "Via del Pan",
sullo sfondo la Marmolada e il Gran Vernel (foto APT) |
D’estate Moena è apprezzata per le moltissime
passeggiate e i numerosisisimi tracciati, di diversa difficoltà,
da percorrere con la mountain bike. È la patria ormai classica dei
bikers, infatti sul suo territorio si snoda il percorso della Rampilonga,
che con i suoi 4500 partecipanti è diventata la maggiore bike marathon
italiana.
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| Tramonto sul Sassolungo (foto APT) |
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| Livio Gabrielli (foto Agh) |
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Riccardo Franceschetti (foto Agh)
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| Escursione verso il Catinaccio, con partenza da Ciampedìe
(foto Agh) |
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| Le Pale di S. Martino, viste da Fuciade, incappucciate
dalle nuvole, (foto Agh) |
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| Centro storico di Canazei (foto Anton Sessa da www.dolomitinetwork.com) |
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Fassalandia e Panorama Pass
Oggi ci piace illustrare un aspetto particolare della Val di Fassa, quello
dedicato ai bambini: parliamo infatti di
Fassalandia, una serie
di parchi ed aree attrezzate, alcuni di
nuovissima realizzazione, dove i piccoli ospiti possono trascorrere momenti
divertenti e piacevoli, anche senza il controllo dei genitori grazie all'assistenza
di personale qualificato. Livio Gabrielli, responsabile della promozione
della nuova APT - Azienda
per il turismo della Valle di Fassa scarl, e Riccardo Franceschetti
sindaco di Moena e presidente APT Fassa, ci parlano di due interessanti
promozioni: la prima è la Fassalandia card
dedicata ai bambini, distribuita gratuitamente negli alberghi, hotel, garnì,
appartamenti eccetera, che permette l'entrata
gratuita nei parchi giochi della valle e in quota. La seconda, chiamata
Panorama Pass, è rivolta a tutti
gli appassionati della montagna e consiste in una tessera
plurigiornaliera per raggiungere in quota i punti di partenza delle
escursioni più belle, utilizzando gli impianti di risalita. In collaborazione
con il Consorzio degli Impianti a fune della Val di Fassa, questa tessera
consente il libero ed illimitato utilizzo
di tutti gli impianti di risalita aperti nel periodo estivo. La cosa interessante
è la possibilità di sfruttare la tessera nei giorni di propria
scelta all'interno di un periodo stabilito. Le alternative sono due: 6
giorni su 13 (è possibile utilizzare cioé gli impianti
di risalita sei giorni a scelta all'interno di tredici giorni consecutivi,
costo 46 euro per gli adulti e 32 per i ragazzi, gratis per i bambini fino
a 5 anni) e 4 giorni su 7 (34 euro gli
adulti e 24 i ragazzi, gratis i bambini). In questo modo non si rischia
di "sprecare" la tessera in caso di maltempo o nell'eventualità
si voglia fare qualcos'altro proprio quel giorno.
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| Cavalli al pascolo, sullo sfondo
il Gran Vernel (foto APT) |
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| Pasticciando coi colori (foto Agh) |
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Babylandia estate a Moena
In località Prato di Sorte a pochi
passi dal centro di Moena, poco sopra la
chiesa, incontriamo la dinamica Marinella, conosciuta all'Asilo
della Neve sul Lusia nella puntata
invernale di Girovagando
del 10 gennaio 2004: la sua verve e simpatia sa catturare l'attenzione
dei bambini come pochi. Grazie anche all'aiuto del personale specializzato,
qui i bambini non rischiano certo di annoiarsi: oltre ai tanti giochi nel
parco con altalene, scivoli, torri, casette e tende, cuscini d'aria eccetera,
Marinella sa coincolgere i bambini con i racconti di fiabe e leggende della
val di Fassa o gli esperimenti creativi coi colori, pasticciando con tempere,
colla e cartoncino. Impartisce appassionanti lezioni didattiche sugli animali
che popolano i boschi, organizza escursioni, feste notturne in maschera
in malga tra gnomi, streghe e folletti.
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| Marinella Migliori (foto Agh) |
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La troupe di Girovagando a Babylandia
(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Il personale specializzato di Babylandia-estate
di Moena (foto Agh) |
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| Ginnastica dolce per adulti e anziani
(foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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Le giunture scricchiolano, ma tengono ancora
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| Ginnastica dolce (foto Agh) |
Babylandia estate a Moena
dal 19 giugno al 18 settembre
Per informazioni e prenotazioni: Marinella tel. 339 4221483
oppure APT Fassa:
Moena tel. 0462 573122 - sede centrale Canazei tel. 0462 602466 |
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| Il Kinderpark al Ciampedìe
(foto Agh) |
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Kinderpark Ciampedìe
Da Moena ci spostiamo in pochi minuti a Vigo di Fassa dove parte la funivia
Catinaccio-Rosengarten che sale al Ciampedìe a 2000 metri
di quota, spettacoloso balcone naturale sulle Dolomiti. Qui visitiamo il
Kinderpark Ciampedìe, un bel parco
giochi per bambini che funziona sia l'estate che l'inverno (vedi Girovagando
del 1 febbraio 2003). Qui è possibile fermarsi con i bambini
accompagnati dalle famiglie, oppure affidarli al bravissimo personale specializzato,
che farà trascorrere loro ore divertenti e spensierate mentre i genitori
possono "tirare il fiato" dedicandosi mezza giornata di libertà.
Particolarità del Kinderpark Ciampedìe è il Sentiero
degli animali nel bosco, con la riproduzione della fauna locale,
e il Sentiero del Re Laurino che rievoca
la nota leggenda.
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| I giochi gonfiabili (foto Agh) |
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Animazione sui prati con musica (foto Agh) |
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| Operazione trucco... (foto Agh) |
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.... ed ecco il risultato... (foto Agh) |
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| A ritmo di dance... (foto Agh) |
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La tenda giochi (foto Agh) |
Per i genitori che non avessero voglia di salire fino al Ciampedìe
è possibile affidare i bambini direttamente
a Vigo, in paese, presso la palestra della scuola elementare: un'animatrice
provvederà ad accompagnarli in funivia fino al parco giochi e a seguirli
per tutto il giorno, pranzo compreso, per poi ricondurli a valle. In caso
di maltempo le attività sono svolte in una apposita sala al Ciampedìe
oppure direttamente nella palestra di Vigo.
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| Il rifugio Ciampedìe (foto Agh) |
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| Vigo di Fassa, dalla funivia che sale al Ciampedìe |
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| Pier Paolo Trottner titolare della "Baita Checco" |
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| Il ristorante Baita Checco (foto Agh) |
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Due escursioni dal Ciampedìe
Già che siamo sul posto non possiamo fare a meno di andare a trovare,
a pochi passi dall'arrivo della funivia del Ciampedìe, il nostro
amico Pier Paolo Trottner, titolare e gestore di Baita
Checco, ristorante già visitato nella puntata di Girovagando
del 3 agosto 2002.
L'occasione, a parte un opportuno brindisi, è quella di farci indicare
un paio di escursioni, una facile e una difficile. Ecco i consigli di Pier
Paolo.
Escursione
facile: Ciampedìe-Gardeccia. Dal rifugio
Ciampedìe, a 50 metri dalla Baita Checco, si scende una breve
rampa per risalire poi verso il rifugio Negritella.
Qui parte il sentiero, ampio e pianeggiante che, attraversata la pista da
sci, entra nel bosco in prevalenza di bellissimo pino cembro. Lungo il percorso,
sulla destra, appaiono le frastagliate pareti del Larsech, mentre da ovest
si avvicina l'imponente parete est del Catinaccio.
Si esce dal bosco presso alcune baite ed in pochi minuti si giunge ai rifugi
della conca di Gardeccia (m 1.948 - ore
0.45).
Escursione
difficile: Ciampedìe - Rifugio Roda di Vael, rif. Fronza -
Passo delle Coronelle - Gardeccia. Qui bisogna essere buoni camminatori.
Dal Rif. Ciampedìe a m 1.998 si raggiunge lungo il sentiero n. 545
la Sella del Ciampac dove sorgono i rifugi Baita
Marino Pederiva e Roda di Vael a
m 2.283 (ore 1.45). Si prosegue sul panoramico sentiero (Hirzel-Weg), segnavia
n. 549, che con leggera salita porta ad aggirare le propaggini meridionali
del Masarè. Qui si trova l'aquila
in bronzo realizzata in ricordo di Theodor
Christomannos, medico meranese di origine greca fautore dello sviluppo
turistico delle Dolomiti. Poco oltre si incontra il sentiero n. 539 proveniente
dal rifugio Paolina (lo si può raggiungere
in circa 20 minuti): in quota si percorre il versante ovest alla base della
Roda de Vael. Spettatori di magnifici panorami,
si procede con minimi dislivelli incrociando il sentiero n. 551 per il Passo
Vaiolon e più avanti la confluenza del sentiero n. 552 che
parte dal rifugio Paolina e che a quota inferiore corre parallelo al nostro
percorso. Ci si avvicina al rifugio A. Fronza
(Koelnerhuette) affrontando l'ultima salita verso il rifugio posto a quota
m 2.339 (ore 1.30; 3.00). Si vince il risalto roccioso alle spalle del rifugio
ed al bivio si prosegue a destra (a sinistra si va al Passo Santner) verso
il ripido canalone che porta al Passo delle Coronelle
a m 2.630 (ore 1.00; 4.00) da dove si scende per ghiaie nella lunare conca
di Davoi. Ad un quadrivio si volta a sinistra per sentiero n. 541
e, passando poco a valle della ciclopica parete est del Catinaccio, si raggiunge
per comodo sentiero pianeggiante la strada che sale ai rifugi
Preuss e Vaiolet. Si scende a destra nella conca di Gardeccia
(ore 1.15; 5.15) e da qui al Ciampedìe per ampio e facile tracciato
(ore 0.45; 6.00). Per chi non se la sente di affrontare la montagna da solo,
vale il solito consiglio: rivolgetevi con fiducia alle Guide
Alpine!
la
mappa dei percorsi
altre escursioni
in Val di Fassa (da www.dolomitinetwork.com)
trekking del Catinaccio
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| Il brindisi di rito (foto Agh) |
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Baita Checco (foto Agh) |
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| Daniela e Luisa della "Baita
Checco" nei tipici costumi (foto Agh) |
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| Malga Peniola con la chiesetta del
1700 (foto Agh) |
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| Interno con la stufa a olle (foto Agh) |
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| Saletta da pranzo (foto Agh) |
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A tavola a Malga Peniola
Il pranzo ci aspetta a Malga Peniola a
m 1474, un piccolo paradiso sopra Moena. Si raggiunge dal centro del paese,
prendendo la strada per Malga Panna (celebre
ristorante di spicco della tradizione culinaria fassana): raggiunta Malga
Panna si prosegue per strada sterrata per qualche chilometro fino a sbucare
in un amenissimo altopiano pratoso su cui svetta una caratteristica e bellissima
chiesetta di montagna. A pochi passi sorge
il ristorante Malga Peniola, gestito con amore da Maurizio Dantone e famiglia,
che prosegue l'attività di ristoratore iniziata avventurosamente
alla fine degli anni '60 da due zie. Una tradizione famigliare di vecchia
data: prima ancora i genitori di Maurizio gestivano il vecchio Rifugio
Fedaia, prima che fosse distrutto dalla costruzione della diga. In
origine, il microscopico borgo di Peniola era un classico insediamento contadino
abitato stabilmente da poche famiglie. La chiesetta fu costruita dalla famiglia
Donei nel 1729-1732 come cappella votiva per una scampata alluvione. E'
dedicata a S. Giovanni Nemopuceno, che
secondo la tradizione popolare viene invocato contro il pericolo delle inondazioni.
La chiesetta custodisce alcune raffigurazioni attribuite al pittore moenese
Don Martino Gabrielli (1681-1747), ed è molto amata dalle famiglie
che risiedono nella minuscola frazione, come dai locali e dai villeggianti
che salgono fin quassù anche a piedi da Moena. Maurizio Dantone ha
basato la sua cucina esclusivamente sui piatti
tipici locali. Niente spaghetti o tagliatelle quindi: del resto nessuno
rimpiangerà dei piatti che si possono trovare tranquillamente qualche
chilometro più a valle, quando qui si possono gustare le leccornie
cucinate da Michela, la moglie di Maurizio. Ecco i piatti principali del
menù tipico: antipasti di selvaggina
e salumi tipici locali, formaggi
alla piastra e tosèla, canederli
in brodo o al burro fuso, minestra
d'orzo, polenta con capriolo, formaggio
fuso, costine, salsicce,
goulash, stinco
al forno e le favolose grigliate miste.
Infine i dolci, fatti in casa, così
come pure il gelato, lo yogurt,
la panna cotta, le grappe
tipiche alla genziana, al mirtillo o al pino mugo. I Formaggi
Trentini serviti in malga ci sono presentati da Marcello Tagliati, formaggiaio
e titolare di un fornitissimo spaccio di formaggi tipici trentini a Moena,
in Piazza Italia (tel. 340 / 5460920). Citiamo solo, per brevità,
la "bandiera" dei formaggi fassani: il celeberrimo Puzzone
di Moena.
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| Marcello Tagliati, formaggiaio di
Moena (foto Agh) |
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Formaggi tipici trentini (foto Agh) |
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| Passeggiata a Malga Peniola (foto Agh) |
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| Tavolata all'aperto Malga Peniola
(foto Agh) |
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Polenta e grigliata mista (foto Agh) |
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| Lo squisito formaggio alla piastra (foto Agh) |
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Il tenerissimo stinco di maiale al forno (foto Agh) |
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| La famiglia Dantone (manca il figlio
Enrico): Martina, Maurizio con la moglie Michela, Francesco (foto Agh) |
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| La frazione di Peniola negli anni '40 |
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Enrico Dantone, papà dell'attuale gestore,
Maurizio |
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| Il vecchio Rifugio Fedaia negli anni
'40 prima della costruzione della diga: era gestito dalla fam. Dantone
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Malga Peniola
loc. Peniola, Moena
tel. 0462 / 573501 - cell. 335 / 6159738 |
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| La consegna dei doni simbolici a
Luciano (foto Agh) |
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Luciano "esploratore del Trentino"
A Malga Peniola si svolge una piccola e simpatica cerimonia: il signor Michele,
un fan di "Girovagando in Trentino" che ci segue da molti anni,
appassionato di antiquariato, consegna due doni simbolici a Luciano Da Canal:
uno zaino ed una piccozza
degli anni '30, a significare il merito della sua instancabile "esplorazione"
delle bellezze del Trentino. La "refa" o "prosac", com'è
detto lo zaino in dialetto trentino, è in robusta tela grossa e cinghie
di cuoio, molto diverso da quelli di oggi poiché era utilizzato perlopiù
per il lavoro in montagna, da malgari e boscaioli. La piccozza invece è
uno strumento più turistico, come testimoniano gli stemmini di metallo
che l'escursionista d'un tempo comprava nei rifugi ed apponeva sul manico,
a mo' di trofei.
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| Lo stemma del Rifugio Tuckett (foto Agh) |
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Lo zaino da lavoro di una volta (foto Agh) |
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| 7 luglio 2004: Michele e Luciano
a Malga Peniola (foto Agh) |
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| Il Rifugio Fuciade (foto Agh) |
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Eno-gastronomia al Rifugio
Fuciade: i nuovi vini della Cantina Toblino e la Pasta Felicetti
Nello splendido scenario degli antichi pascoli sopra il Passo
S. Pellegrino si trova il Rifugio Fuciade,
un'istituzione culinaria della vallata grazie alla celeberrima cucina dello
chef Sergio Rossi. Il rifugio è un santuario non solo della cucina
ma anche una sorta di monumento dell'architettura alpina di montagna: se
vi capita l'occasione, fate una visita per vedere gli splendidi interni
in legno! In questa meravigliosa cornice presenziamo ad un'interessante
iniziativa eno-gastronomica: Carlo Filiberto Bleggi, presidente della Cantina
Toblino, nostro sponsor, presenta due
nuovi vini dedicati espressamente alla Val di Fassa:
Enrosadira e Dantfora. L'abbinamento
gastronomico è con un'altra nota azienda trentina, il Pastificio
Felicetti di Predazzo, che per l'occasione presenta a sua volta, tramite
il suo responsabile commerciale Riccardo Felicetti, la sua nuova linea
di prodotti biologici.
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| I meravigliosi pascoli di Fuciade,
ricchi di fiori rari (foto L.R.) |
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| Giglio martagone (foto Agh) |
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Orchidea sambucina (foto Agh) |
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| Rifugio Fuciade, particolare (foto Agh) |
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Rifugio Fuciade, particolare (foto Agh) |
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| Gli splendidi interni del rifugio Fuciade (foto Agh) |
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| Carlo Filiberto Bleggi, presidente della Cantina Toblino,
presenta i nuovi vini (foto Agh) |
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I nuovi vini di
Cantina Toblino: Enrosadira e Dantfora
Enrosadira, che prende il nome dal colore
rosato dei tramonti fassani sulle Dolomiti, è un vino rosso proveniente
al 70% dal vitigno autoctono trentino Rebo
con couvée di Lagrein e Cabernet
Sauvignon. Si presenta con un corpo avvolgente e profondo, struttura
di grande eleganza e note intense di frutti rossi e di sottobosco. Si arricchisce
dell'affinamento per alcuni mesi in botti di rovere. Dantfora
è invece un vino bianco, il nome significa grosso modo "dato
fuori o dato prima", ovvero che può essere servito come aperitivo.
Proviene all'80% dal vitigno autoctono Nosiola
con couvée di Müller Thürgau e Sauvignon.
Si caratterizza per una stratificazione aromatica complessa e dall'ampia
ricerca strutturata. Questi due vini sono stati voluti come un "biglietto
da visita" delle valli ladine, e sarannno offerti nei migliori ristoranti
della valle di Fassa, in cui si svolge tra l'altro la nota rassegna gastronomica
A Cena con Re Laurino. Le etichette sono
nel doppio idioma italiano e ladino e presentano due opere del noto artista
fassano Luigi Pederiva. "E' un'iniziativa
in antitesi con la massificazione imperante del prodotto" spiega il
presidente Bleggi, tra l'altro fiduciario di Slow
Food: "Abbiamo puntato su vitigni autoctoni e su un abbinamento
linguistico e culturale che valorizza le differenze". Una parte del
ricavato della vendita di questi vini andrà ad una fondazione, con
lo scopo di restaurare opere artistiche minori sul territorio, come capitelli,
crocefissi, chiesette, affreschi, sculture eccetera.
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| Enrosadira della Cantina Toblino
(foto Agh) |
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Stefano Dell'Antonio, operatore culturale
(foto Agh) |
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| L'artista Luigi Pederiva ha disegnato le etichette |
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Dantfora Cantina Toblino (foto Agh) |
Rifugio Fuciade
Passo S. Pellegrino
tel. 0462 / 574281 - 768194 |
Il pastificio Felicetti
Veniamo ora alla parte gastronomica. Da quasi un secolo la famiglia
Felicetti, originaria della Val
di Fiemme, produce pasta. Prima con il proprio marchio ed oggi anche
per conto terzi. Fu Valentino Felicetti
nel 1908, falegname, ad acquistare un opificio che produceva fiammiferi.
Coadiuvato dai figli Giacomo, Francesco, Emilio ed Elvira, abbandonò
ben presto la produzione di zolfanelli per dedicarsi alla produzione della
pasta, che fu commercializzata subito col marchio "Pasta Felicetti".
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| Il primo camion Isotta-Fraschini per la distribuzione |
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| Linea Kamut |
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| Linea farro |
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Gli inizi
All'epoca la pasta era prodotta con grani di diverso tipo, principalmente
grano tenero, avena e orzo, coltivati in Val di Fiemme e macinati nei mulini
del circondario. Il pastificio infatti era ubicato in un’area attraversata
da "rogge" (corsi d'acqua) che azionavano la fabbrica con la forza
idraulica. Col passare degli anni e l’avvento di nuove tecnologie
furono introdotti i primi macchinari, iniziando una produzione su scala
artigianale che raggiunse ben presto i 70-100 kg giornalieri, distribuiti
esclusivamente in Val di Fiemme e nella
vicina Val di Fassa. Questo malgrado il
consumo di pasta fosse abbastanza limitato a quel tempo, poiché l’alimentazione
di allora era costituita essenzialmente da polenta e patate. Anche la distribuzione
era naturalmente affidata ai mezzi dell’epoca, ovvero un carro trainato
da una cavalla: solo nel '37 si passò al primo automezzo, un camioncino
Isotta-Fraschini da 15 quintali. Verso il 1940 la produzione giornaliera
raggiunse i 10-12 quintali e si iniziò la distribuzione anche nella
vicina provincia di Bolzano, dove le attività
artigiane della Val di Fiemme avevano uno sbocco commerciale. Nel 1945 lo
stabilimento fu completamente distrutto da un violento incendio, ma ciò
non scoraggiò i fratelli Felicetti che, sostenuti dal padre, ricostruirono
il pastificio ammodernandolo, dotandolo di attrezzature all’avanguardia
e dando il via ad una produzione su vasta scala. Da allora i Felicetti,
sotto la guida caparbia di Valentino, non si sono più fermati. Oggi
il pastificio è una solida realtà dell'economia trentina con
42 dipendenti ed un fatturato che, nel 2003, ha superato i 10 milioni di
euro. La maggior parte del fatturato, circa l'80%, va al mercato estero
e in particolare al Nord Europa, agli Stati Uniti e al Giappone. La sede
del pastificio si trova ancora a Predazzo ed ospita la produzione, il confezionamento
e il settore commerciale. In azienda sono attualmente impegnati in vari
ruoli nove membri della famiglia Felicetti. Oggi si producono oltre 90 formati
di pasta, con semole diverse: semole specifiche per la ristorazione qualificata,
semole provenienti da agricolture biologiche, semole integrali, di Kamut
(l'antico frumento egiziano) e farro (il
cereale da cui è nato il frumento, originario della Siria ed Egitto).
Felicetti propone inoltre una linea di pasta aromatizzata. Obiettivo dei
prossimi anni è aumentare la produzione biologica:
nel 1997 incideva per il 5%, oggi raggiunge il 35% e si prevede di incrementare
questa quota al 50% entro il 2006.
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| Riccardo Felicetti, responsabile commerciale |
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| Kamut Felicetti (foto Agh) |
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| Logo delle Selezioni Monograno Valentino Felicetti |
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Le selezioni monograno Valentino Felicetti
Nel 2003 Riccardo Felicetti, responsabile commerciale dell'azienda, propose
al padre Valentino un progetto innovativo: le selezioni
monograno. Inizialmente la proposta incontrò una certa diffidenza,
ma Riccardo non era tipo da farsi smontare facilmente. Forte dei suoi continui
viaggi di ricerca con il suo consulente Fabrizio Tota e la conoscenza e
l'aiuto di Bob Quinn, presidente di Kamut
Enterprises, aveva potuto visitare alcune delle aree esclusive in Nord
America di coltivazioni di grano Kamut.
Quinn gli raccontò la storia di questo cereale, il suo arrivo negli
USA, le prime coltivazioni biologiche e
quindi la scelta di produrre qualcosa di esclusivo nelle zone migliori attorno
al fiume Missouri, tra il Montana in Usa e il Saskatchewan in Canada. Nello
stesso periodo Riccardo aveva approfondito il problema delle allergie e
saturazioni alimentari, di cui soffriva da tempo, sperimentando varie alternative
alla pasta di grano duro. Per interesse personale quindi, ma anche professionale,
aveva dunque cercato un produttore di farro in Italia: lo trovò nell'azienda
Agribosco srl di
Sigillo (PG). Tornò alla carica riuscendo finalmente a convincere
il padre: questi, resosi conto della bontà del progetto, lo incoraggiò
e lo appoggiò creando una divisione apposita in azienda. Nel 2003
il Pastificio Felicetti iniziò quindi la produzione di pasta denominata
Selezioni monograno Valentino Felicetti,
fatta esclusivamente in Kamut o in farro,
creando un prodotto ad altissima qualità. Gli sfarinati utilizzati
per le selezioni monograno devono infatti rispondere a precisi canoni di
purezza, biodiversità, tracciabilità, e provenire da coltivazioni
con metodi biologici. Il Kamut, per esempio, viene acquistato esclusivamente
negli USA e in Canada, il farro in Umbria, dove rispettivamente sono state
individuate le aree di coltivazione che assicurano un raccolto corrispondente
alle esigenze produttive dell’azienda garantendo, nel contempo, una
materia prima di assoluta eccellenza. La nuova linea di selezioni monograno
è attualmente distribuita, oltre che in alcuni ristoranti di alto
livello, in pochi e selezionati punti vendita specializzati in gastronomia,
in Italia e all’estero. Il lancio in grande stile è previsto
per settembre 2004.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2006 - E' vietata la riproduzione di testi
o foto salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved
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| Plastigrafia della Val di Fassa |
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A.P.T
VALLE Dl FASSA Strèda
de Dolèda 10/B
Canazei (Trento)
Tel. 0462 / 602466 - fax 0462 /
602278
www.fassa.com
| info@fassa.com
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TRENTINO
SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Tel. 0461 / 405405 - fax 0461 / 260245
Trentino on line 800 / 010545
www.trentino.to
info@trentino.to |
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Sella
Ronda Ski Maraton competizione di sci alpinismo
Cultura
Istituto
Culturale Ladino S. Giovanni, Vigo di Fassa
(Tn)
Malga Peniola
loc. Peniola, Moena
tel. 0462 / 573501 - cell. 335 / 6159738
Rifugio Fuciade
Passo S. Pellegrino
tel. 0462 / 574281 - 768194
(scarica la scarica la foto panoramica
degli interni, 300 k)
Baita Checcho
loc. Ciampedie, Vigo di Fassa
38039 Vigo di Fassa (TN)
Tel. 335 / 6563512
www.dolomitinetwork.com/rifugi/checco
Pastificio Felicetti
38037 Predazzo (TN) - 9, v. Felicetti
tel: 0462 501225 - fax: 0462 501569
www.felicetti.it
Cantina Toblino
Via Ponte Oliveti, 1 38070 Sarche (Trento)
tel. 0461 / 564168 - Fax 0461 / 561026
www.toblino.it
| toblino@tin.it
Enrosadira e Dantfora
i nuovi vini di Cantina Toblino (file pdf)
Formaggi Trentini
Puzzone
di Moena
www.slowfood.it
www.agribosco.com
prodotti agroforestali umbri
www.kamut.com
Kamut Enterprises (eng) |
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