per
questo spazio
 
VAL DI FASSA
17 luglio 2004
home page
 
Lo splendore del paesaggio dolomitico a Fuciade, l'antico alpeggio sopra Passo S. Pellegrino (foto Agh)

"Girovagando in Trentino" torna nella splendida Val di Fassa, alla quale abbiamo dedicato ben sette precedenti puntate, tutte disponibili su questo sito. La nostra prima tappa è a Moena, la porta della Valle di Fassa, che segna il confine ideale con la vicina Valle di Fiemme della quale ha fatto amministrativamente parte nei secoli scorsi.

 
Veduta di Moena (foto da Fassanews)  
"La fata delle Dolomiti"

L'abitato di Moena sorge su una splendida conca alluvionale circondata da alcuni fra i più bei gruppi dolomitici tra cui il Latemar, la Valaccia e le verdi propaggini del Passo di Costalunga. E' il maggiore centro abitato della Valle di Fassa, conosciuto sia in Italia che all'estero come la "fata delle Dolomiti". Il toponimo del paese deriva dal termine latino "mollis", a significare la caratteristica di “terreno umido”. Negli ultimi anni Moena si è dimostrata molto sensibile alla tradizione culinaria ladina con una serie di ristoranti che hanno meritato riconoscenze ufficiale tra cui le “Stelle Michelin” per Malga Panna, il prestigio indiscusso per Tyrol, Rifugio Fuciade e Foresta, tanto da essere divenuti promotori della fortunata rassegna eno-gastronomica A cena con Re Laurino.

Le passeggiate vicino al parco giochi per bambini "Babylandia" (foto Agh)
 
Bikers a Moena (foto Agh)   La salita alla frazione di Sort (foto Agh)
Una splendida veduta aerea di Moena da nord-ovest (foto APT)
 
Il centro di Moena (foto Agh)   Il trenino turistico per le vie del paese (foto Agh)
 
Mascherone tradizionale (foto Agh)   Moena (foto Agh)
La spettacolosa "Via del Pan", sullo sfondo la Marmolada e il Gran Vernel (foto APT)

D’estate Moena è apprezzata per le moltissime passeggiate e i numerosisisimi tracciati, di diversa difficoltà, da percorrere con la mountain bike. È la patria ormai classica dei bikers, infatti sul suo territorio si snoda il percorso della Rampilonga, che con i suoi 4500 partecipanti è diventata la maggiore bike marathon italiana.

 
Tramonto sul Sassolungo (foto APT)  
   
Livio Gabrielli (foto Agh)   Riccardo Franceschetti (foto Agh)
 
 
Escursione verso il Catinaccio, con partenza da Ciampedìe (foto Agh)  
 
Le Pale di S. Martino, viste da Fuciade, incappucciate dalle nuvole, (foto Agh)  
 
Centro storico di Canazei (foto Anton Sessa da www.dolomitinetwork.com)  
Fassalandia e Panorama Pass

Oggi ci piace illustrare un aspetto particolare della Val di Fassa, quello dedicato ai bambini: parliamo infatti di Fassalandia, una serie di parchi ed aree attrezzate, alcuni di nuovissima realizzazione, dove i piccoli ospiti possono trascorrere momenti divertenti e piacevoli, anche senza il controllo dei genitori grazie all'assistenza di personale qualificato. Livio Gabrielli, responsabile della promozione della nuova APT - Azienda per il turismo della Valle di Fassa scarl, e Riccardo Franceschetti sindaco di Moena e presidente APT Fassa, ci parlano di due interessanti promozioni: la prima è la Fassalandia card dedicata ai bambini, distribuita gratuitamente negli alberghi, hotel, garnì, appartamenti eccetera, che permette l'entrata gratuita nei parchi giochi della valle e in quota. La seconda, chiamata Panorama Pass, è rivolta a tutti gli appassionati della montagna e consiste in una tessera plurigiornaliera per raggiungere in quota i punti di partenza delle escursioni più belle, utilizzando gli impianti di risalita. In collaborazione con il Consorzio degli Impianti a fune della Val di Fassa, questa tessera consente il libero ed illimitato utilizzo di tutti gli impianti di risalita aperti nel periodo estivo. La cosa interessante è la possibilità di sfruttare la tessera nei giorni di propria scelta all'interno di un periodo stabilito. Le alternative sono due: 6 giorni su 13 (è possibile utilizzare cioé gli impianti di risalita sei giorni a scelta all'interno di tredici giorni consecutivi, costo 46 euro per gli adulti e 32 per i ragazzi, gratis per i bambini fino a 5 anni) e 4 giorni su 7 (34 euro gli adulti e 24 i ragazzi, gratis i bambini). In questo modo non si rischia di "sprecare" la tessera in caso di maltempo o nell'eventualità si voglia fare qualcos'altro proprio quel giorno.

Cavalli al pascolo, sullo sfondo il Gran Vernel (foto APT)

 
Pasticciando coi colori (foto Agh)  
Babylandia estate a Moena

In località Prato di Sorte a pochi passi dal centro di Moena, poco sopra la chiesa, incontriamo la dinamica Marinella, conosciuta all'Asilo della Neve sul Lusia nella puntata invernale di Girovagando del 10 gennaio 2004: la sua verve e simpatia sa catturare l'attenzione dei bambini come pochi. Grazie anche all'aiuto del personale specializzato, qui i bambini non rischiano certo di annoiarsi: oltre ai tanti giochi nel parco con altalene, scivoli, torri, casette e tende, cuscini d'aria eccetera, Marinella sa coincolgere i bambini con i racconti di fiabe e leggende della val di Fassa o gli esperimenti creativi coi colori, pasticciando con tempere, colla e cartoncino. Impartisce appassionanti lezioni didattiche sugli animali che popolano i boschi, organizza escursioni, feste notturne in maschera in malga tra gnomi, streghe e folletti.

 
Marinella Migliori (foto Agh)   La troupe di Girovagando a Babylandia (foto Agh)
 
(foto Agh)   (foto Agh)
 
     
Il personale specializzato di Babylandia-estate di Moena (foto Agh)
 
Ginnastica dolce per adulti e anziani (foto Agh)   (foto Agh)
 
(foto Agh)   Le giunture scricchiolano, ma tengono ancora ...
Ginnastica dolce (foto Agh)

Babylandia estate a Moena
dal 19 giugno al 18 settembre
Per informazioni e prenotazioni: Marinella tel. 339 4221483
oppure APT Fassa: Moena tel. 0462 573122 - sede centrale Canazei tel. 0462 602466

 
Il Kinderpark al Ciampedìe (foto Agh)  
Kinderpark Ciampedìe

Da Moena ci spostiamo in pochi minuti a Vigo di Fassa dove parte la funivia Catinaccio-Rosengarten che sale al Ciampedìe a 2000 metri di quota, spettacoloso balcone naturale sulle Dolomiti. Qui visitiamo il Kinderpark Ciampedìe, un bel parco giochi per bambini che funziona sia l'estate che l'inverno (vedi Girovagando del 1 febbraio 2003). Qui è possibile fermarsi con i bambini accompagnati dalle famiglie, oppure affidarli al bravissimo personale specializzato, che farà trascorrere loro ore divertenti e spensierate mentre i genitori possono "tirare il fiato" dedicandosi mezza giornata di libertà. Particolarità del Kinderpark Ciampedìe è il Sentiero degli animali nel bosco, con la riproduzione della fauna locale, e il Sentiero del Re Laurino che rievoca la nota leggenda.

 
I giochi gonfiabili (foto Agh)   Animazione sui prati con musica (foto Agh)
 
Operazione trucco... (foto Agh)   .... ed ecco il risultato... (foto Agh)
 
A ritmo di dance... (foto Agh)   La tenda giochi (foto Agh)

Per i genitori che non avessero voglia di salire fino al Ciampedìe è possibile affidare i bambini direttamente a Vigo, in paese, presso la palestra della scuola elementare: un'animatrice provvederà ad accompagnarli in funivia fino al parco giochi e a seguirli per tutto il giorno, pranzo compreso, per poi ricondurli a valle. In caso di maltempo le attività sono svolte in una apposita sala al Ciampedìe oppure direttamente nella palestra di Vigo.

Kinderpark Ciampedìe
loc. Ciampedìe m 2000 (raggiungibile con la funivia da Vigo di Fassa)
info: tel. 328 4591740
Tutti i parchi giochi per bambini della Val di Fassa

 
Il rifugio Ciampedìe (foto Agh)  
 
Vigo di Fassa, dalla funivia che sale al Ciampedìe  
 
Pier Paolo Trottner titolare della "Baita Checco"  
 
Il ristorante Baita Checco (foto Agh)  
Due escursioni dal Ciampedìe

Già che siamo sul posto non possiamo fare a meno di andare a trovare, a pochi passi dall'arrivo della funivia del Ciampedìe, il nostro amico Pier Paolo Trottner, titolare e gestore di Baita Checco, ristorante già visitato nella puntata di Girovagando del 3 agosto 2002. L'occasione, a parte un opportuno brindisi, è quella di farci indicare un paio di escursioni, una facile e una difficile. Ecco i consigli di Pier Paolo.
Escursione facile: Ciampedìe-Gardeccia. Dal rifugio Ciampedìe, a 50 metri dalla Baita Checco, si scende una breve rampa per risalire poi verso il rifugio Negritella. Qui parte il sentiero, ampio e pianeggiante che, attraversata la pista da sci, entra nel bosco in prevalenza di bellissimo pino cembro. Lungo il percorso, sulla destra, appaiono le frastagliate pareti del Larsech, mentre da ovest si avvicina l'imponente parete est del Catinaccio. Si esce dal bosco presso alcune baite ed in pochi minuti si giunge ai rifugi della conca di Gardeccia (m 1.948 - ore 0.45).
Escursione difficile: Ciampedìe - Rifugio Roda di Vael, rif. Fronza - Passo delle Coronelle - Gardeccia. Qui bisogna essere buoni camminatori. Dal Rif. Ciampedìe a m 1.998 si raggiunge lungo il sentiero n. 545 la Sella del Ciampac dove sorgono i rifugi Baita Marino Pederiva e Roda di Vael a m 2.283 (ore 1.45). Si prosegue sul panoramico sentiero (Hirzel-Weg), segnavia n. 549, che con leggera salita porta ad aggirare le propaggini meridionali del Masarè. Qui si trova l'aquila in bronzo realizzata in ricordo di Theodor Christomannos, medico meranese di origine greca fautore dello sviluppo turistico delle Dolomiti. Poco oltre si incontra il sentiero n. 539 proveniente dal rifugio Paolina (lo si può raggiungere in circa 20 minuti): in quota si percorre il versante ovest alla base della Roda de Vael. Spettatori di magnifici panorami, si procede con minimi dislivelli incrociando il sentiero n. 551 per il Passo Vaiolon e più avanti la confluenza del sentiero n. 552 che parte dal rifugio Paolina e che a quota inferiore corre parallelo al nostro percorso. Ci si avvicina al rifugio A. Fronza (Koelnerhuette) affrontando l'ultima salita verso il rifugio posto a quota m 2.339 (ore 1.30; 3.00). Si vince il risalto roccioso alle spalle del rifugio ed al bivio si prosegue a destra (a sinistra si va al Passo Santner) verso il ripido canalone che porta al Passo delle Coronelle a m 2.630 (ore 1.00; 4.00) da dove si scende per ghiaie nella lunare conca di Davoi. Ad un quadrivio si volta a sinistra per sentiero n. 541 e, passando poco a valle della ciclopica parete est del Catinaccio, si raggiunge per comodo sentiero pianeggiante la strada che sale ai rifugi Preuss e Vaiolet. Si scende a destra nella conca di Gardeccia (ore 1.15; 5.15) e da qui al Ciampedìe per ampio e facile tracciato (ore 0.45; 6.00). Per chi non se la sente di affrontare la montagna da solo, vale il solito consiglio: rivolgetevi con fiducia alle Guide Alpine!

la mappa dei percorsi
altre escursioni in Val di Fassa (da www.dolomitinetwork.com)
trekking del Catinaccio

 
Il brindisi di rito (foto Agh)   Baita Checco (foto Agh)
Daniela e Luisa della "Baita Checco" nei tipici costumi (foto Agh)

Baita Checco
loc. Ciampedìe, Vigo di Fassa
38039 Vigo di Fassa (TN)
Tel. 335 / 6563512
www.dolomitinetwork.com/rifugi/checco

 
Malga Peniola con la chiesetta del 1700 (foto Agh)  
 
Interno con la stufa a olle (foto Agh)  
 
Saletta da pranzo (foto Agh)  
A tavola a Malga Peniola

Il pranzo ci aspetta a Malga Peniola a m 1474, un piccolo paradiso sopra Moena. Si raggiunge dal centro del paese, prendendo la strada per Malga Panna (celebre ristorante di spicco della tradizione culinaria fassana): raggiunta Malga Panna si prosegue per strada sterrata per qualche chilometro fino a sbucare in un amenissimo altopiano pratoso su cui svetta una caratteristica e bellissima chiesetta di montagna. A pochi passi sorge il ristorante Malga Peniola, gestito con amore da Maurizio Dantone e famiglia, che prosegue l'attività di ristoratore iniziata avventurosamente alla fine degli anni '60 da due zie. Una tradizione famigliare di vecchia data: prima ancora i genitori di Maurizio gestivano il vecchio Rifugio Fedaia, prima che fosse distrutto dalla costruzione della diga. In origine, il microscopico borgo di Peniola era un classico insediamento contadino abitato stabilmente da poche famiglie. La chiesetta fu costruita dalla famiglia Donei nel 1729-1732 come cappella votiva per una scampata alluvione. E' dedicata a S. Giovanni Nemopuceno, che secondo la tradizione popolare viene invocato contro il pericolo delle inondazioni. La chiesetta custodisce alcune raffigurazioni attribuite al pittore moenese Don Martino Gabrielli (1681-1747), ed è molto amata dalle famiglie che risiedono nella minuscola frazione, come dai locali e dai villeggianti che salgono fin quassù anche a piedi da Moena. Maurizio Dantone ha basato la sua cucina esclusivamente sui piatti tipici locali. Niente spaghetti o tagliatelle quindi: del resto nessuno rimpiangerà dei piatti che si possono trovare tranquillamente qualche chilometro più a valle, quando qui si possono gustare le leccornie cucinate da Michela, la moglie di Maurizio. Ecco i piatti principali del menù tipico: antipasti di selvaggina e salumi tipici locali, formaggi alla piastra e tosèla, canederli in brodo o al burro fuso, minestra d'orzo, polenta con capriolo, formaggio fuso, costine, salsicce, goulash, stinco al forno e le favolose grigliate miste.

Malga Peniola (foto Agh)

Infine i dolci, fatti in casa, così come pure il gelato, lo yogurt, la panna cotta, le grappe tipiche alla genziana, al mirtillo o al pino mugo. I Formaggi Trentini serviti in malga ci sono presentati da Marcello Tagliati, formaggiaio e titolare di un fornitissimo spaccio di formaggi tipici trentini a Moena, in Piazza Italia (tel. 340 / 5460920). Citiamo solo, per brevità, la "bandiera" dei formaggi fassani: il celeberrimo Puzzone di Moena.

 
Marcello Tagliati, formaggiaio di Moena (foto Agh)   Formaggi tipici trentini (foto Agh)
Passeggiata a Malga Peniola (foto Agh)
 
Tavolata all'aperto Malga Peniola (foto Agh)   Polenta e grigliata mista (foto Agh)
 
Lo squisito formaggio alla piastra (foto Agh)   Il tenerissimo stinco di maiale al forno (foto Agh)
La famiglia Dantone (manca il figlio Enrico): Martina, Maurizio con la moglie Michela, Francesco (foto Agh)
 
La frazione di Peniola negli anni '40   Enrico Dantone, papà dell'attuale gestore, Maurizio
Il vecchio Rifugio Fedaia negli anni '40 prima della costruzione della diga: era gestito dalla fam. Dantone

Malga Peniola
loc. Peniola, Moena
tel. 0462 / 573501 - cell. 335 / 6159738

 
La consegna dei doni simbolici a Luciano (foto Agh)  
Luciano "esploratore del Trentino"

A Malga Peniola si svolge una piccola e simpatica cerimonia: il signor Michele, un fan di "Girovagando in Trentino" che ci segue da molti anni, appassionato di antiquariato, consegna due doni simbolici a Luciano Da Canal: uno zaino ed una piccozza degli anni '30, a significare il merito della sua instancabile "esplorazione" delle bellezze del Trentino. La "refa" o "prosac", com'è detto lo zaino in dialetto trentino, è in robusta tela grossa e cinghie di cuoio, molto diverso da quelli di oggi poiché era utilizzato perlopiù per il lavoro in montagna, da malgari e boscaioli. La piccozza invece è uno strumento più turistico, come testimoniano gli stemmini di metallo che l'escursionista d'un tempo comprava nei rifugi ed apponeva sul manico, a mo' di trofei.

 
Lo stemma del Rifugio Tuckett (foto Agh)   Lo zaino da lavoro di una volta (foto Agh)
7 luglio 2004: Michele e Luciano a Malga Peniola (foto Agh)

 
Il Rifugio Fuciade (foto Agh)  
Eno-gastronomia al Rifugio Fuciade: i nuovi vini della Cantina Toblino e la Pasta Felicetti

Nello splendido scenario degli antichi pascoli sopra il Passo S. Pellegrino si trova il Rifugio Fuciade, un'istituzione culinaria della vallata grazie alla celeberrima cucina dello chef Sergio Rossi. Il rifugio è un santuario non solo della cucina ma anche una sorta di monumento dell'architettura alpina di montagna: se vi capita l'occasione, fate una visita per vedere gli splendidi interni in legno! In questa meravigliosa cornice presenziamo ad un'interessante iniziativa eno-gastronomica: Carlo Filiberto Bleggi, presidente della Cantina Toblino, nostro sponsor, presenta due nuovi vini dedicati espressamente alla Val di Fassa: Enrosadira e Dantfora. L'abbinamento gastronomico è con un'altra nota azienda trentina, il Pastificio Felicetti di Predazzo, che per l'occasione presenta a sua volta, tramite il suo responsabile commerciale Riccardo Felicetti, la sua nuova linea di prodotti biologici.

I meravigliosi pascoli di Fuciade, ricchi di fiori rari (foto L.R.)
 
Giglio martagone (foto Agh)   Orchidea sambucina (foto Agh)
 
Rifugio Fuciade, particolare (foto Agh)   Rifugio Fuciade, particolare (foto Agh)
Gli spettacolari arredi del rifugio Fuciade (scarica la foto panoramica, 300 k) (foto Agh)

 
Gli splendidi interni del rifugio Fuciade (foto Agh)  
 
Carlo Filiberto Bleggi, presidente della Cantina Toblino, presenta i nuovi vini (foto Agh)  
I nuovi vini di Cantina Toblino: Enrosadira e Dantfora

Enrosadira, che prende il nome dal colore rosato dei tramonti fassani sulle Dolomiti, è un vino rosso proveniente al 70% dal vitigno autoctono trentino Rebo con couvée di Lagrein e Cabernet Sauvignon. Si presenta con un corpo avvolgente e profondo, struttura di grande eleganza e note intense di frutti rossi e di sottobosco. Si arricchisce dell'affinamento per alcuni mesi in botti di rovere. Dantfora è invece un vino bianco, il nome significa grosso modo "dato fuori o dato prima", ovvero che può essere servito come aperitivo. Proviene all'80% dal vitigno autoctono Nosiola con couvée di Müller Thürgau e Sauvignon. Si caratterizza per una stratificazione aromatica complessa e dall'ampia ricerca strutturata. Questi due vini sono stati voluti come un "biglietto da visita" delle valli ladine, e sarannno offerti nei migliori ristoranti della valle di Fassa, in cui si svolge tra l'altro la nota rassegna gastronomica A Cena con Re Laurino. Le etichette sono nel doppio idioma italiano e ladino e presentano due opere del noto artista fassano Luigi Pederiva. "E' un'iniziativa in antitesi con la massificazione imperante del prodotto" spiega il presidente Bleggi, tra l'altro fiduciario di Slow Food: "Abbiamo puntato su vitigni autoctoni e su un abbinamento linguistico e culturale che valorizza le differenze". Una parte del ricavato della vendita di questi vini andrà ad una fondazione, con lo scopo di restaurare opere artistiche minori sul territorio, come capitelli, crocefissi, chiesette, affreschi, sculture eccetera.

 
Enrosadira della Cantina Toblino (foto Agh)   Stefano Dell'Antonio, operatore culturale (foto Agh)
 
L'artista Luigi Pederiva ha disegnato le etichette   Dantfora Cantina Toblino (foto Agh)

Rifugio Fuciade
Passo S. Pellegrino
tel. 0462 / 574281 - 768194

 
Il pastificio Felicetti

Veniamo ora alla parte gastronomica. Da quasi un secolo la famiglia Felicetti, originaria della Val di Fiemme, produce pasta. Prima con il proprio marchio ed oggi anche per conto terzi. Fu Valentino Felicetti nel 1908, falegname, ad acquistare un opificio che produceva fiammiferi. Coadiuvato dai figli Giacomo, Francesco, Emilio ed Elvira, abbandonò ben presto la produzione di zolfanelli per dedicarsi alla produzione della pasta, che fu commercializzata subito col marchio "Pasta Felicetti".

 
Il primo camion Isotta-Fraschini per la distribuzione  
 
Linea Kamut  
 
Linea farro  
Gli inizi

All'epoca la pasta era prodotta con grani di diverso tipo, principalmente grano tenero, avena e orzo, coltivati in Val di Fiemme e macinati nei mulini del circondario. Il pastificio infatti era ubicato in un’area attraversata da "rogge" (corsi d'acqua) che azionavano la fabbrica con la forza idraulica. Col passare degli anni e l’avvento di nuove tecnologie furono introdotti i primi macchinari, iniziando una produzione su scala artigianale che raggiunse ben presto i 70-100 kg giornalieri, distribuiti esclusivamente in Val di Fiemme e nella vicina Val di Fassa. Questo malgrado il consumo di pasta fosse abbastanza limitato a quel tempo, poiché l’alimentazione di allora era costituita essenzialmente da polenta e patate. Anche la distribuzione era naturalmente affidata ai mezzi dell’epoca, ovvero un carro trainato da una cavalla: solo nel '37 si passò al primo automezzo, un camioncino Isotta-Fraschini da 15 quintali. Verso il 1940 la produzione giornaliera raggiunse i 10-12 quintali e si iniziò la distribuzione anche nella vicina provincia di Bolzano, dove le attività artigiane della Val di Fiemme avevano uno sbocco commerciale. Nel 1945 lo stabilimento fu completamente distrutto da un violento incendio, ma ciò non scoraggiò i fratelli Felicetti che, sostenuti dal padre, ricostruirono il pastificio ammodernandolo, dotandolo di attrezzature all’avanguardia e dando il via ad una produzione su vasta scala. Da allora i Felicetti, sotto la guida caparbia di Valentino, non si sono più fermati. Oggi il pastificio è una solida realtà dell'economia trentina con 42 dipendenti ed un fatturato che, nel 2003, ha superato i 10 milioni di euro. La maggior parte del fatturato, circa l'80%, va al mercato estero e in particolare al Nord Europa, agli Stati Uniti e al Giappone. La sede del pastificio si trova ancora a Predazzo ed ospita la produzione, il confezionamento e il settore commerciale. In azienda sono attualmente impegnati in vari ruoli nove membri della famiglia Felicetti. Oggi si producono oltre 90 formati di pasta, con semole diverse: semole specifiche per la ristorazione qualificata, semole provenienti da agricolture biologiche, semole integrali, di Kamut (l'antico frumento egiziano) e farro (il cereale da cui è nato il frumento, originario della Siria ed Egitto). Felicetti propone inoltre una linea di pasta aromatizzata. Obiettivo dei prossimi anni è aumentare la produzione biologica: nel 1997 incideva per il 5%, oggi raggiunge il 35% e si prevede di incrementare questa quota al 50% entro il 2006.

 
Riccardo Felicetti, responsabile commerciale  
 
Kamut Felicetti (foto Agh)  
 
Logo delle Selezioni Monograno Valentino Felicetti  
Le selezioni monograno Valentino Felicetti

Nel 2003 Riccardo Felicetti, responsabile commerciale dell'azienda, propose al padre Valentino un progetto innovativo: le selezioni monograno. Inizialmente la proposta incontrò una certa diffidenza, ma Riccardo non era tipo da farsi smontare facilmente. Forte dei suoi continui viaggi di ricerca con il suo consulente Fabrizio Tota e la conoscenza e l'aiuto di Bob Quinn, presidente di Kamut Enterprises, aveva potuto visitare alcune delle aree esclusive in Nord America di coltivazioni di grano Kamut. Quinn gli raccontò la storia di questo cereale, il suo arrivo negli USA, le prime coltivazioni biologiche e quindi la scelta di produrre qualcosa di esclusivo nelle zone migliori attorno al fiume Missouri, tra il Montana in Usa e il Saskatchewan in Canada. Nello stesso periodo Riccardo aveva approfondito il problema delle allergie e saturazioni alimentari, di cui soffriva da tempo, sperimentando varie alternative alla pasta di grano duro. Per interesse personale quindi, ma anche professionale, aveva dunque cercato un produttore di farro in Italia: lo trovò nell'azienda Agribosco srl di Sigillo (PG). Tornò alla carica riuscendo finalmente a convincere il padre: questi, resosi conto della bontà del progetto, lo incoraggiò e lo appoggiò creando una divisione apposita in azienda. Nel 2003 il Pastificio Felicetti iniziò quindi la produzione di pasta denominata Selezioni monograno Valentino Felicetti, fatta esclusivamente in Kamut o in farro, creando un prodotto ad altissima qualità. Gli sfarinati utilizzati per le selezioni monograno devono infatti rispondere a precisi canoni di purezza, biodiversità, tracciabilità, e provenire da coltivazioni con metodi biologici. Il Kamut, per esempio, viene acquistato esclusivamente negli USA e in Canada, il farro in Umbria, dove rispettivamente sono state individuate le aree di coltivazione che assicurano un raccolto corrispondente alle esigenze produttive dell’azienda garantendo, nel contempo, una materia prima di assoluta eccellenza. La nuova linea di selezioni monograno è attualmente distribuita, oltre che in alcuni ristoranti di alto livello, in pochi e selezionati punti vendita specializzati in gastronomia, in Italia e all’estero. Il lancio in grande stile è previsto per settembre 2004.

Pastificio Felicetti
38037 Predazzo (TN) - 9, v. Felicetti
tel: 0462 501225 - fax: 0462 501569
www.felicetti.it | Selezioni monograno

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2006 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Plastigrafia della Val di Fassa
  A.P.T VALLE Dl FASSA
Strèda de Dolèda 10/B
Canazei (Trento)
Tel. 0462 / 602466 - fax 0462 / 602278
www.fassa.com | info@fassa.com
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Tel. 0461 / 405405 - fax 0461 / 260245
Trentino on line 800 / 010545
www.trentino.to
info@trentino.to
vai al sito ufficiale di Trentinoi Spa
Puntate precedenti in zona

  Valle di Fassa
10 gennaio 2004
    Valle di Fassa
9 agosto 2003
             
  Valle di Fassa
1 febbraio 2003
    Lusia - Passo S. Pellegrino
25 gennaio 2003
             
  Valle di Fassa
3 agosto 2002
    Ski Area Tre Valli Moena, Lusia, Passo S. Pellegrino
23 febbraio 2002
             
  Ciampac sentiero naturalistico
18 agosto 2001
       

link

Istituzioni
Comune di Moena
Comune di Soraga
Comune di Vigo
Comune di Mazzin
Comune di Campitello
Comune di Canazei

Comprensorio della Val di Fassa


Portali
www.fassanews.com manifestazioni, eventi, notizie, sport, foto
www.fassaski.com
www.valdifassa.it
www.moenawelcome.com
www.scufons.com Scufoneda - Festival del Telemark
dolomiti-guide.com
www.dolomiti.org
www.falcade.com
www.fassahotel.com
www.dolomiti.it
www.dolomitinetwork.com

Montagna
Guide Alpine della Val di Fassa
Escursioni in val di Fassa da www.dolomitinetwork.com
Trekking del Catinaccio

Foto e Webcam

Dolomiti Gallery portale fotografico di Anton Sessa
webcam della Valle di Fassa


Manifestazioni sportive
Rampilonga

Sci

Dolomiti Superski
www.scuolascimoena.it
www.trevalli.com comprensorio sciistico Tre Valli | Live cam webcam Tre Valli
www.passosanpellegrino.it
www.sella-ronda.it
www.falcadedolomiti.it
Sella Ronda Ski Maraton competizione di sci alpinismo


Cultura
Istituto Culturale Ladino S. Giovanni, Vigo di Fassa (Tn)

A tavola

Malga Peniola
loc. Peniola, Moena
tel. 0462 / 573501 - cell. 335 / 6159738


Rifugio Fuciade
Passo S. Pellegrino
tel. 0462 / 574281 - 768194

(scarica la scarica la foto panoramica degli interni, 300 k)

Baita Checcho
loc. Ciampedie, Vigo di Fassa
38039 Vigo di Fassa (TN)
Tel. 335 / 6563512
www.dolomitinetwork.com/rifugi/checco

Pastificio Felicetti
38037 Predazzo (TN) - 9, v. Felicetti
tel: 0462 501225 - fax: 0462 501569
www.felicetti.it


Cantina Toblino
Via Ponte Oliveti, 1 38070 Sarche (Trento)
tel. 0461 / 564168 - Fax 0461 / 561026
www.toblino.it | toblino@tin.it
Enrosadira e Dantfora i nuovi vini di Cantina Toblino (file pdf)

Formaggi Trentini
Puzzone di Moena
www.slowfood.it
www.agribosco.com prodotti agroforestali umbri
www.kamut.com Kamut Enterprises (eng)
per
questo spazio