 |
| Il meraviglioso Lago di Molveno (foto Agh) |
La puntata di oggi è nel Trentino occidentale, più
precisamente sul bellissimo Altopiano della Paganella.
L'altopiano si trova a circa 1000 metri di quota, tra il Monte
Paganella con la lunga dorsale di Gaza
ad est e il celeberrimo Gruppo di Brenta
a ovest: i suoi principali centri turistici sono i paesi di Fai,
Andalo e Molveno
con il suo splendido lago (come
arrivare, mappa). Ci accompagna nella nostra visita la gentilissima
Francesca Clementel dell'APT
Dolomiti di Brenta - Altopiano della Paganella.
 |
|
| Lago di Molveno (foto Agh) |
|
 |
|
| Francesca Clementel dell'APT |
|
L'altopiano
Parte del territorio si estende all´interno del Parco
naturale Adamello-Brenta, la più vasta area protetta del Trentino.
Il versante est del Gruppo
di Brenta si staglia nel cielo con le sue guglie ardite, sulle quali
si sono cimentati i migliori scalatori del mondo: tra questi Bruno
Detassis, "il Re del Brenta", e il "Ragno delle Dolomiti",
Cesare Maestri. L'Altopiano della Paganella,
paradiso dello sci nella stagione invernale con oltre 50 km di piste, offre
tantissime attrattive anche l'estate. Tra le più affascinanti senza
dubbio il Lago di Molveno: dopo la sistemazione
della riva nord-ovest anni fa, ha ora una spiaggia (libera) a dir poco meravigliosa.
La prima tappa della nostra giornata sull'altopiano è lo spettacolare
Belvedere di Fai, dal quale si gode una
grandiosa vista sulla Val d'Adige. Un percorso "fitness" si snoda
su un sentiero pianeggiante nel bosco, con vari punti di sosta in cui fare
gli esercizi, e numerose piazzole panoramiche a sbalzo sulla Val D'Adige
che si apre in tutta la sua vastità, come si può vedere nella
foto panoramica poco sotto (foto
con legenda dei nomi): si può osservare la confluenza del fiume
Noce nell'Adige e, all'orizzonte, verso sud, il Monte Bondone con le Tre
Cime, la Marzola e in fondo il massiccio della Vigolana che emerge dalle
foschie.
 |
|
| Danilo Cavosi, guida alpina (foto Agh) |
|
Le escursioni con le Guide Alpine di Brenta Est
L’Altopiano offre innumerevoli possibilità di escursioni,
dalle più semplici lungo comodi e facili sentieri a quelle che richiedono
preparazione ed esperienza su impegnative e spettacolari vie alpinistiche,
come le famosissime Via
delle Bocchette. Chi non se la sente di affrontare la montagna perché
non abbastanza esperto può rivolgersi con fiducia alle guide
alpine, che offrono il giusto approccio e in tutta sicurezza. Ne
parliamo con Danilo Cavosi delle Guide Alpine
Brenta Est: "Questa è un'annata molto favorevole per
le escursioni in alta quota" ci dice: "In alto c'è ancora
tanta neve e questo garantisce una progressione molto più sicura
e veloce: nelle stagioni passate lo scarso innevamento creava difficoltà
nei passaggi più impegnativi con ghiaccio, sassi affioranti o neve
durissima. La marcia era notevolmente rallentata perché bisognava
prestare molta assistenza ai clienti meno esperti".
 |
|
| Tramonto sul Brenta (foto APT) |
|
 |
|
| Via delle Bocchette (foto APT) |
|
Stagione eccezionale per le escursioni in quota
"Questa stagione invece", aggiunge Cavosi "è ottima
perché la neve, col caldo, cede quel tanto da assicurare una buona
presa con gli scarponi e anche in caso di piccole "scivolate"
non crea problemi. Sui percorsi impegnativi di regola portiamo poche persone
per volta, per offrire la massima sicurezza: l'ideale è che i partecipanti
siano gruppi di amici, che quindi si conoscano già tra di loro ed
abbiano una preparazione simile. In ogni caso noi capiamo subito le capacità
di ciascuno e cerchiamo di fare gruppi omogenei, scegliendo di volta in
volta la guida alpina più adatta, anche dal punto di vista psicologico".
Per gli "espertoni" andrà bene una guida che bada al sodo
e non si perde in chiacchiere, per i novizi sarà più adatto
un "ciacolone" (parlatore) per creare quella confidenza e rilassatezza
che possono far gustare al meglio la gita". Una escursione sulla via
delle Bocchette accompagnati in sicurezza da una guida, è un'esperienza
assolutamente indimenticabile, alla portata dei buoni camminatori che non
abbiano problemi di vertigini. Naturalmente vi sono molte
altre escursioni (vedi programma)
per tutte le difficoltà: vie ferrate, escursioni naturalistiche,
trekking, corsi di arrampicata e di alpinismo per adulti ed anche per bambini.
Basta chiedere alle guide.
 |
| Altopiano della Paganella, sullo
sfondo il Gruppo di Brenta (foto Agh) |
 |
|
 |
| Via delle Bocchette (foto APT) |
|
Escursione sul Brenta (foto APT) |
 |
| Il "belvedere" di Fai della
Paganella e la guida alpina Danilo Cavosi (foto Agh) |
 |
|
| La segheria di Molveno (foto Agh) |
|
Segheria Taialacqua, la forza
dell'acqua da 500 anni!
Da Fai ci spostiamo in circa 15 minuti di auto a Molveno, vicino al lido,
per visitare un eccezionale reperto storico: una vecchissima segheria
veneziana (mossa dalla forza dell'acqua) di ben 500 anni! La segheria,
l'unica rimasta delle sette che c'erano in zona, è ancora perfettamente
funzionante, principalmente per scopo dimostrativo e per piccoli lavori
dei paesani: Sergio Donini di Molveno, detto anche "Belgi", una
vita da segantino, è a disposizione per spiegare i segreti di questa
macchina eccezionale che, a dispetto dell' età, funziona ancora benissimo.
La segheria fu costruita attorno al 1500 dagli abitanti del paese per merito
del parroco Don Taialacqua, da cui poi
la segheria prese il nome. Lo scopo della costruzione era quello di contribuire
al miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti di Molveno.
 |
| Sergio Donini detto "Belgi",
una vita da segantino (foto Agh) |
 |
|
| Donata Sartori, asso. cultura e vicesindaco di Molveno |
|
 |
|
| Con Oli ta e Francesca Gobbi di Merlare (PD) |
|
In seguito sulla derivazione del Rio di Massò furono costruite altre
segherie, oggi non più esistenti ma di cui si possono ancora osservare
alcuni ruderi. La valle dove si trovavano gli impianti conserva tutt’oggi
la denominazione Valle delle Seghe e, dalla
zona “Ischia” dove si trova la segheria Taialacqua, si spinge
all’interno delle Dolomiti di Brenta, da dove venivano fatti affluire
i tronchi destinati alla segagione. Le segherie della zona producevano tavole
di spessore variabile da 6 a 10 mm, utilizzate per gli imballaggi, che solo
i segantini locali riuscivano a produrre in quei particolari spessori, da
cui il nome di “Molvene”. Le tavole erano trasportate a Riva
del Garda, dove erano imbarcate su chiatte e inviate verso la pianura
Padana attraverso il lago di Garda. L’edificio
della segheria di Molveno ha una pianta rettangolare di circa 11x5 metri,
ed è organizzato su due piani. Nel piano superiore, dove si effettua
la segagione, sono presenti il carro ed il telaio: sul lato a monte vi è
un un grande ingresso per far rotolare i tronchi dal piazzale di deposito
all'interno della segheria. Accanto al locale principale vi è una
piccola stanza che serve al segantino per cucinarsi un pasto caldo o per
riposarsi durante i turni di notte. Al piano inferiore, dove si deposita
la segatura, si trovano gli organi di trasmissione che imprimono il movimento
grazie alla forza dell'acqua incanalata in una "cascata" artificiale
che fa girare una pala all'esterno dell'edificio.
 |
|
| Si riporta il "carro" al
punto di partenza (foto Agh) |
|
 |
|
| Turisti osservano come funziona la segheria |
|
 |
|
| Sergio Donini (foto Agh) |
|
Il lavoro del segantino
Nel secolo scorso e fino alla seconda guerra mondiale, nelle segherie commerciali
più importanti il lavoro era sempre organizzato
in due turni, diurno e notturno, di dodici ore ciascuno. Negli impianti
meno specializzati il segantino, sia che lavorasse nel turno di notte o
in quello di giorno, svolgeva più o meno gli stessi compiti, mentre
nelle segherie maggiormente organizzate i ruoli erano piuttosto diversi.
Il segantino che lavorava la notte lasciava al suo collega del giorno dopo
il compito di rifinire le assi segate, di sostituire la lame e di fare la
manutenzione. L’unica incombenza del lavoratore notturno era quella
di accatastare il segato e di disporre i tronchi accanto al carro, in modo
che il segantino di giorno, che era quello più esperto, potesse mettersi
subito al lavoro al suo arrivo. Non sempre il segantino di giorno percepiva
un compenso superiore, ma quando questo avveniva la sua retribuzione era
superiore al collega anche del 40%. Il segantino di regola svolgeva le sue
mansioni da solo, eventualmente poteva farsi aiutare da un garzone, spesso
il figlio, a cui insegnava così il mestiere. Per i lavori particolarmente
pesanti poteva comunque essere aiutato da un manovale con il compito di
spostare ed accatastare il legname segato. La segheria di Molveno è
inserita nel circuito etnografico trentino
del Museo degli Usi
e Costumi della Gente Trentina. La segheria funziona a scopo dimostrativo
da metà giugno a metà settembre con orario 10-12 e 16-18,
chiuso la domenica. Per informazioni rivolgersi in Comune al tel. 0461 /
586936.
 |
| Segheria di Molveno (foto Agh) |
 |
| Sergio Donini (foto Agh) |
 |
|
| La piscina olimpionica di Molveno
(foto Agh) |
|
Il lago di Molveno e la piscina
La riva nord ovest del Lago
di Molveno, nei pressi del campeggio, è davvero uno spettacolo
senza pari a queste quote: i lavori di sistemazione nel corso degli anni
hanno trasformato quest'angolo di lago, prima pressoché inutilizzato,
in un piccolo paradiso. Le selvagge cime del Brenta si specchiano nelle
acque color cobalto, la spiaggia di ghiaia bianchissima crea uno spettacolare
contrasto coi vicini prati verdi, curatissimi come prati inglesi e punteggiati
di alberi ombrosi. Non bastasse questa meraviglia, a pochi passi c'è
la piscina comunale con un parco riservato, giochi d'acqua per bambini e
la grande piscina olimpionica scoperta, dove la temperatura dell'acqua è
meno severa di quella del grande lago. Il complesso sportivo è gestito
gestito dalla Società Incremento Turistico
di Molveno, che dispone di animatori specializzati per i bambini.
 |
| L'acqua-park per i bambini presso
la piscina di Molveno (foto Agh) |
 |
|
 |
| Fausto Stefani, capo animatore (foto Agh) |
|
(foto Agh) |
 |
|
 |
| I prati presso la piscina di Molveno
(foto Agh) |
|
(foto Agh) |
 |
| Tuffo al cospetto delle guglie del
Brenta (foto Agh) |
Piscina di Molveno
Via Lungolago, c/o Lido di Molveno
38018 Molveno, Italia
Tel. 0461 / 586015 - fax: 0461 / 586330
|
 |
|
| Lago di Molveno (foto Agh) |
|
 |
|
| I grandi prati della riva settentrionale (foto Agh) |
|
 |
|
| Lago di Molveno (foto Agh) |
|
 |
|
| Lido di Molveno (foto Agh) |
|
 |
|
| Lago di Molveno dall'impianto che sale al Pradel |
|
Il lago di Molveno
Quasi un secolo fa, lo scrittore e poeta Antonio
Fogazzaro, che amava soggiornare a Molveno, aveva definito il lago come
"preziosa perla in più prezioso scrigno", per descrivere
questo limpido specchio d'acqua nel quale si riflettono le cime del Brenta.
Quello di Molveno è il più grande lago alpino di origine naturale
situato in territorio italiano ad una quota superiore agli 800 metri. La
sua origine risale all'epoca postglaciale
(circa 3000-4000 anni orsono) ed è dovuta ad uno sbarramento della
valle causato da un'enorme frana staccatasi
dalla montagna sovrastante. Purtroppo subito dopo la II Guerra Mondiale
la sua bellezza fu in parte compromessa a causa dello sfruttamento
idroelettrico: fu scavata una galleria di ben 5 km sotto alle montagne
del Brenta, con la quale si convogliarono le acque glaciali del Sarca, captate
da una presa poco sotto le Cascate
del Nardis in Val di Genova, fino al Lago di Molveno, che diventò
così un grande serbatoio idroelettrico. Durante i lavori di svuotamento
del bacino fu rinvenuta sui fondali una foresta
composta da una enorme quantità di tronchi sradicati o spezzati,
immersi nel limo, ma anche da un certo numero ancora in piedi, radicati
nel vecchio terreno. E' stata proprio l'analisi di questo antico bosco che
ha permesso di risalire alla data di formazione del lago. Accordi con l'Enel,
che gestisce il bacino, hanno permesso in seguito di garantire un livello
delle acque adeguato almeno durante la stagione turistica, cosicché
il Lago di Molveno è ritornato all'antico splendore. Un comitato
locale tuttavia, l'Associazione
per il lago di Molveno, si batte da anni "per l'attenuazione dei
danni ambientali al lago di Molveno", dovuti agli svasi annuali e alle
continue variazioni di livello che compromettono la riproduzione della fauna
ittica. Contro lo sfruttamento
selvaggio dell'Enel segnaliamo tra l'altro anche l'interessante studio
di Michele Bortoli e Gabriele Venturini, Progetto
per salvare il lago di Santa Massenza e il lago di Toblino, nella Valle
dei Laghi, due bacini naturali che ricevono le acque del lago di Molveno
e che fanno parte dell'imponente sistema di sfruttmento idroelettrico. Il
lago di Molveno oggi ha una estensione di circa 3.3 kmq, una lunghezza massima
di km 4,4 e una larghezza di km 1,5: la profondità media è
di 49 metri e la profondità massima raggiunge la notevole misura
di 123 metri. Il lago è incorniciato a ovest dalle vette della catena
centrale del Gruppo di Brenta, a sud-est
dalla dorsale del massiccio montuoso Paganella-Gazza
e a nord-est dall'abitato di Molveno. Le rive del Lago di Molveno sono caratterizzate
nella parte settentrionale dalla bellissima spiaggia
mentre altrove troviamo scogli, cale, spiaggette, prati e boschi. Il suo
perimetro è completamente percorribile a piedi, in bicicletta e a
cavallo. Il lato est è delimitato dalla strada statale 421 dei laghi
di Molveno e di Tenno che collega
la Valle di Non
e la Piana Rotaliana
alle Giudicarie
e di qui al bacino del Garda
o alla Val Rendena.
Nelle acque azzurre e profonde del lago si trova una fauna ittica costituita
da persico reale, trota marmorata, salmerino, carpa, tinca, barbo, cavedone
e altre specie minori, che costituiscono una attrazione invincibile per
gli appassionati della pesca.
 |
| La meravigliosa spiaggia del Lago
di Molveno (foto Agh) |
 |
|
 |
| Passeggiate lungo lago nel verde
(foto Agh) |
|
La frescura all'ombra degli alberi
(foto Agh) |
 |
| I verdi prati sulla riva settentrionale
del Lago di Molveno (foto Agh) |
 |
|
| Al Pradel con la bidonvia da Molveno
(foto Agh) |
|
 |
|
| Rifugio Brenta al Pradel (foto Agh) |
|
Altopiano del Pradel
Ritorniamo alla Baita Pineta dell'amico
Tiziano Pallanch, in località Pradel,
già visitata in inverno nella puntata
di Girovagando dell'8 febbraio 2003). Questa volta la raggiungiamo dal
versante di Molveno: dall'abitato di Molveno prendiamo la comoda bidonvia
che sale verso il Pradel e che arriva al rifugio omonimo a quota 1367, sul
piccolo altopiano al di sopra di un dosso roccioso che si estende in mezzo
a prati e boschi. La conformazione ondulata, fatta di dolci declivi, la
posizione soleggiata e non esposta ai venti freddi, il magnifico panorama
e l’ambiente naturale rendono questo luogo una specie di paradiso
naturale. Dal Pradel si può proseguire più in alto, a piedi
o in seggiovia, fino al rifugio Montanara
m 1527, dove si ha un'insuperabile vista sulle cime del Brenta. Gli escursionisti
e gli alpinisti che hanno programmi più impegnativi del nostro si
servono volentieri degli impianti per portarsi in quota diminuendo di un
bel po' il dislivello e quindi i tempi di percorrenza. Questa del resto
è la via privilegiata per risalire la Val
delle Seghe ed inoltrarsi nel cuore del Brenta fino ai rifugi Croz
dell'Altissimo, Selvata, Pedrotti
e Tosa. Noi però dal Pradel svoltiamo
subito verso est per la comoda strada forestale che scende dolcemente verso
la Baita Pineta in circa 20 minuti di cammino, ammirando la ricchissima
flora nei boschi circostanti.
 |
| Il Lago di Molveno visto salendo
al Pradel con la bidonvia (foto Agh) |
 |
|
 |
| Arrivo al Pradel (foto Agh) |
|
Dal Pradel verso le cime del Brenta (foto Agh) |
 |
|
 |
| Clematide alpina (foto Agh) |
|
Mughetto (foto Agh) |
 |
|
 |
| Rosa alpina (foto Agh) |
|
Geranio selvatico (foto Agh) |
 |
| Parapendio sopra le cime del Brenta
(foto Agh) |
 |
|
| Baita Pineta al Pradel (foto Agh) |
|
A tavola alla Baita Pineta
La proposta culinaria della Baita Pineta
di Tiziano Pallanch si basa sulla più schietta tradizione
locale, con i piatti di selvaggina
(su prenotazione) in bella evidenza. Il menù classico , oltre al
ghiotto "antipasto trentino", prevede tagliatelle con ragù
di cervo, polenta con lo stinco, costine di maiale, arrosto di coniglio,
salsicce, contorni di crauti, funghi, fagioli. Sempre su prenotazione è
possibile degustare anche il delizioso tortello
di patate. Per dessert si può scegliere tra torta di mele,
lo strudel fatto in casa o il gelato ai frutti di bosco. La Baita Pineta
è raggiungibile anche da Andalo (2,5 km), per comoda strada forestale.
 |
|
 |
| Con Tiziano Pallanch, il titolare della Baita Pineta
|
|
Massima concentrazione... (foto Agh) |
 |
|
 |
| La sala da pranzo (foto Agh) |
|
Aldo Dalpalù: il duro lavoro dell'aiuto operatore... |
 |
| La bellissima Laura, nipotina di
Tiziano Pallanch (foto Agh) |
Alla Baita Pineta, Tiziano Pallanch ci ha fatto degustare: garganelli
al sugo di capriolo e canederlo al burro
fuso, polenta con stinco di maiale, costine,
salsiccia , coi contorni di funghi
e fagioli "en bronzon" (in dialetto
trentino antico il “bronzon” o bronzin era un utensile di cucina
di bronzo di forma sferica nel quale venivano cotti i fagioli). Il tutto
accompagnato dall'ottimo vino Rebo
della Cantina di Toblino. Infine, per dessert, il gelato
ai frutti di bosco e lo strudel,
questa volta con il superbo Vino
Santo, sempre della Cantina
di Toblino.
 |
| Laura (foto Agh) |
Baita Pineta
loc. Pradel, Molveno (Trento)
cell. Tiziano Pallanch: 335 5951734 |
 |
|
| Il Lago di Andalo (foto Agh) |
|
Il parco di Andalo
Dalla baita Pineta scendiamo ad Andalo
per visitare il bellissimo parco che si
estende per 100.000 mq poco a nord dell'abitato, presso il Centro
Sportivo. Qui l'ospite può davvero trovare sfogo a qualsiasi
esigenza sportiva con le innumerevoli strutture a disposizione: il campo
di calcio regolamentare con pista di atletica,
minigolf, palestra di roccia, campo di
calcetto e basket, campo di pallavolo, tiro con l'arco, 6
campi da tennis, inoltre la piscina coperta
e il nuovissimo stadio del ghiaccio con
la sua pista di 1.800 metri quadrati. Non mancano gli spazi dedicati espressamente
ai bambini, i prati per prendere il sole o leggere in completo relax, le
passeggiate intorno all'interessante Lago di Andalo,
che essendo un lago effimero appare e scompare secondo le stagioni e il
clima, mutando continuamente l'aspetto del paesaggio.
 |
|
 |
| Il parco di Andalo (foto Agh) |
|
Il trenino turistico (foto Agh) |
 |
|
 |
| Relax nel verde.. . (foto Agh) |
|
Lui sembra molto soddisfatto... no? |
 |
| Dai rigogliosi prati di Andalo verso
il Brenta (foto Agh) |
 |
|
| Michele Viola, presidente Ass. Albergatori
Andalo |
|
 |
|
| Il progetto Disney Mountain Fun (foto Agh) |
|
Il mondo Disney ad Andalo
Michele Viola, presidente dell'Associazione
Albergatori di Andalo e vicepresidente di Andalo
gestione vacanze ci parla del progetto Disney
Mountain Fun. Questa iniziativa si svolge in contemporanea ad Andalo,
Pinzolo e Pozza di Fassa, secondo un programma articolato di eventi che
coinvolgerà in modo diretto e costante alberghi e centri sportivi
nonché le diverse realtà dei tre comprensori: segnaletica
ad hoc, aree riservate al gioco o all'intrattenimento, miniclub, iniziative
sul campo sotto la diretta supervisione Disney.
Una particolare attenzione è stata dedicata alla qualità
dell'accoglienza da riservare ai piccoli ospiti e alle rispettive
famiglie. Infatti il programma prevede la presenza negli alberghi di un'area
a tema con giochi, libri, video, la personalizzazione
delle stanze dove alloggeranno i più piccoli per passare degli
splendidi momenti in compagnia di Topolino e i suoi amici. E' importante
sottolineare che le località prescelte che ospitano il Disney Mountain
Fun debbono sottostare ad un'accuratissima selezione da parte dell'organizzazione
Disney. La scelta di
Andalo tra molte pretendenti è stata perciò una grande soddisfazione
e motivo di orgoglio per tutti. La nostra giornata sullAltopiano della Paganella
si conclude con una meritata sosta in un nuovo luogo di ritrovo e di ristoro,
la splendida pasticceria-gelateria La Stua,
nel centro di Andalo in piazza Dolomiti,
un locale completamente e splendidamente ristrutturato con abbondante uso
del legno.
 |
|
 |
| Pasticceria - gelateria "La
Stua" di Andalo (foto Agh) |
|
(foto Agh) |
 |
| Due simpatiche signore venete si
ristorano con un bel gelato (foto Agh) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
|