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Altopiano della paganella
Fai, Lago di Molveno e Andalo - 3 luglio 2004
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Il meraviglioso Lago di Molveno (foto Agh)

La puntata di oggi è nel Trentino occidentale, più precisamente sul bellissimo Altopiano della Paganella. L'altopiano si trova a circa 1000 metri di quota, tra il Monte Paganella con la lunga dorsale di Gaza ad est e il celeberrimo Gruppo di Brenta a ovest: i suoi principali centri turistici sono i paesi di Fai, Andalo e Molveno con il suo splendido lago (come arrivare, mappa). Ci accompagna nella nostra visita la gentilissima Francesca Clementel dell'APT Dolomiti di Brenta - Altopiano della Paganella.

 
Lago di Molveno (foto Agh)  
 
Francesca Clementel dell'APT  
L'altopiano

Parte del territorio si estende all´interno del Parco naturale Adamello-Brenta, la più vasta area protetta del Trentino. Il versante est del Gruppo di Brenta si staglia nel cielo con le sue guglie ardite, sulle quali si sono cimentati i migliori scalatori del mondo: tra questi Bruno Detassis, "il Re del Brenta", e il "Ragno delle Dolomiti", Cesare Maestri. L'Altopiano della Paganella, paradiso dello sci nella stagione invernale con oltre 50 km di piste, offre tantissime attrattive anche l'estate. Tra le più affascinanti senza dubbio il Lago di Molveno: dopo la sistemazione della riva nord-ovest anni fa, ha ora una spiaggia (libera) a dir poco meravigliosa. La prima tappa della nostra giornata sull'altopiano è lo spettacolare Belvedere di Fai, dal quale si gode una grandiosa vista sulla Val d'Adige. Un percorso "fitness" si snoda su un sentiero pianeggiante nel bosco, con vari punti di sosta in cui fare gli esercizi, e numerose piazzole panoramiche a sbalzo sulla Val D'Adige che si apre in tutta la sua vastità, come si può vedere nella foto panoramica poco sotto (foto con legenda dei nomi): si può osservare la confluenza del fiume Noce nell'Adige e, all'orizzonte, verso sud, il Monte Bondone con le Tre Cime, la Marzola e in fondo il massiccio della Vigolana che emerge dalle foschie.

Vista della Val D'Adige dal Belvedere di Fai, foto con legenda (foto Agh)

 
Danilo Cavosi, guida alpina (foto Agh)  
Le escursioni con le Guide Alpine di Brenta Est

L’Altopiano offre innumerevoli possibilità di escursioni, dalle più semplici lungo comodi e facili sentieri a quelle che richiedono preparazione ed esperienza su impegnative e spettacolari vie alpinistiche, come le famosissime Via delle Bocchette. Chi non se la sente di affrontare la montagna perché non abbastanza esperto può rivolgersi con fiducia alle guide alpine, che offrono il giusto approccio e in tutta sicurezza. Ne parliamo con Danilo Cavosi delle Guide Alpine Brenta Est: "Questa è un'annata molto favorevole per le escursioni in alta quota" ci dice: "In alto c'è ancora tanta neve e questo garantisce una progressione molto più sicura e veloce: nelle stagioni passate lo scarso innevamento creava difficoltà nei passaggi più impegnativi con ghiaccio, sassi affioranti o neve durissima. La marcia era notevolmente rallentata perché bisognava prestare molta assistenza ai clienti meno esperti".

 
Tramonto sul Brenta (foto APT)  
 
Via delle Bocchette (foto APT)  
Stagione eccezionale per le escursioni in quota

"Questa stagione invece", aggiunge Cavosi "è ottima perché la neve, col caldo, cede quel tanto da assicurare una buona presa con gli scarponi e anche in caso di piccole "scivolate" non crea problemi. Sui percorsi impegnativi di regola portiamo poche persone per volta, per offrire la massima sicurezza: l'ideale è che i partecipanti siano gruppi di amici, che quindi si conoscano già tra di loro ed abbiano una preparazione simile. In ogni caso noi capiamo subito le capacità di ciascuno e cerchiamo di fare gruppi omogenei, scegliendo di volta in volta la guida alpina più adatta, anche dal punto di vista psicologico". Per gli "espertoni" andrà bene una guida che bada al sodo e non si perde in chiacchiere, per i novizi sarà più adatto un "ciacolone" (parlatore) per creare quella confidenza e rilassatezza che possono far gustare al meglio la gita". Una escursione sulla via delle Bocchette accompagnati in sicurezza da una guida, è un'esperienza assolutamente indimenticabile, alla portata dei buoni camminatori che non abbiano problemi di vertigini. Naturalmente vi sono molte altre escursioni (vedi programma) per tutte le difficoltà: vie ferrate, escursioni naturalistiche, trekking, corsi di arrampicata e di alpinismo per adulti ed anche per bambini. Basta chiedere alle guide.

Altopiano della Paganella, sullo sfondo il Gruppo di Brenta (foto Agh)
 
Via delle Bocchette (foto APT)   Escursione sul Brenta (foto APT)
Il "belvedere" di Fai della Paganella e la guida alpina Danilo Cavosi (foto Agh)

Guide Alpine Brenta Est
piazza Marconi, Molveno (Trento)
Info e prenotazioni tel. 329 / 5824146 - Danilo Cavosi: 337 / 208512
escursioni in programma
guidealpine@aptdolomitipaganella.com

 
La segheria di Molveno (foto Agh)  
Segheria Taialacqua, la forza dell'acqua da 500 anni!

Da Fai ci spostiamo in circa 15 minuti di auto a Molveno, vicino al lido, per visitare un eccezionale reperto storico: una vecchissima segheria veneziana (mossa dalla forza dell'acqua) di ben 500 anni! La segheria, l'unica rimasta delle sette che c'erano in zona, è ancora perfettamente funzionante, principalmente per scopo dimostrativo e per piccoli lavori dei paesani: Sergio Donini di Molveno, detto anche "Belgi", una vita da segantino, è a disposizione per spiegare i segreti di questa macchina eccezionale che, a dispetto dell' età, funziona ancora benissimo. La segheria fu costruita attorno al 1500 dagli abitanti del paese per merito del parroco Don Taialacqua, da cui poi la segheria prese il nome. Lo scopo della costruzione era quello di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti di Molveno.

Sergio Donini detto "Belgi", una vita da segantino (foto Agh)

 
Donata Sartori, asso. cultura e vicesindaco di Molveno  
 
Con Oli ta e Francesca Gobbi di Merlare (PD)  
In seguito sulla derivazione del Rio di Massò furono costruite altre segherie, oggi non più esistenti ma di cui si possono ancora osservare alcuni ruderi. La valle dove si trovavano gli impianti conserva tutt’oggi la denominazione Valle delle Seghe e, dalla zona “Ischia” dove si trova la segheria Taialacqua, si spinge all’interno delle Dolomiti di Brenta, da dove venivano fatti affluire i tronchi destinati alla segagione. Le segherie della zona producevano tavole di spessore variabile da 6 a 10 mm, utilizzate per gli imballaggi, che solo i segantini locali riuscivano a produrre in quei particolari spessori, da cui il nome di “Molvene”. Le tavole erano trasportate a Riva del Garda, dove erano imbarcate su chiatte e inviate verso la pianura Padana attraverso il lago di Garda. L’edificio della segheria di Molveno ha una pianta rettangolare di circa 11x5 metri, ed è organizzato su due piani. Nel piano superiore, dove si effettua la segagione, sono presenti il carro ed il telaio: sul lato a monte vi è un un grande ingresso per far rotolare i tronchi dal piazzale di deposito all'interno della segheria. Accanto al locale principale vi è una piccola stanza che serve al segantino per cucinarsi un pasto caldo o per riposarsi durante i turni di notte. Al piano inferiore, dove si deposita la segatura, si trovano gli organi di trasmissione che imprimono il movimento grazie alla forza dell'acqua incanalata in una "cascata" artificiale che fa girare una pala all'esterno dell'edificio.

 
Si riporta il "carro" al punto di partenza (foto Agh)  
 
Turisti osservano come funziona la segheria  
 
Sergio Donini (foto Agh)  
Il lavoro del segantino

Nel secolo scorso e fino alla seconda guerra mondiale, nelle segherie commerciali più importanti il lavoro era sempre organizzato in due turni, diurno e notturno, di dodici ore ciascuno. Negli impianti meno specializzati il segantino, sia che lavorasse nel turno di notte o in quello di giorno, svolgeva più o meno gli stessi compiti, mentre nelle segherie maggiormente organizzate i ruoli erano piuttosto diversi. Il segantino che lavorava la notte lasciava al suo collega del giorno dopo il compito di rifinire le assi segate, di sostituire la lame e di fare la manutenzione. L’unica incombenza del lavoratore notturno era quella di accatastare il segato e di disporre i tronchi accanto al carro, in modo che il segantino di giorno, che era quello più esperto, potesse mettersi subito al lavoro al suo arrivo. Non sempre il segantino di giorno percepiva un compenso superiore, ma quando questo avveniva la sua retribuzione era superiore al collega anche del 40%. Il segantino di regola svolgeva le sue mansioni da solo, eventualmente poteva farsi aiutare da un garzone, spesso il figlio, a cui insegnava così il mestiere. Per i lavori particolarmente pesanti poteva comunque essere aiutato da un manovale con il compito di spostare ed accatastare il legname segato. La segheria di Molveno è inserita nel circuito etnografico trentino del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. La segheria funziona a scopo dimostrativo da metà giugno a metà settembre con orario 10-12 e 16-18, chiuso la domenica. Per informazioni rivolgersi in Comune al tel. 0461 / 586936.

Segheria di Molveno (foto Agh)
Sergio Donini (foto Agh)

 
La piscina olimpionica di Molveno (foto Agh)  
Il lago di Molveno e la piscina

La riva nord ovest del Lago di Molveno, nei pressi del campeggio, è davvero uno spettacolo senza pari a queste quote: i lavori di sistemazione nel corso degli anni hanno trasformato quest'angolo di lago, prima pressoché inutilizzato, in un piccolo paradiso. Le selvagge cime del Brenta si specchiano nelle acque color cobalto, la spiaggia di ghiaia bianchissima crea uno spettacolare contrasto coi vicini prati verdi, curatissimi come prati inglesi e punteggiati di alberi ombrosi. Non bastasse questa meraviglia, a pochi passi c'è la piscina comunale con un parco riservato, giochi d'acqua per bambini e la grande piscina olimpionica scoperta, dove la temperatura dell'acqua è meno severa di quella del grande lago. Il complesso sportivo è gestito gestito dalla Società Incremento Turistico di Molveno, che dispone di animatori specializzati per i bambini.

L'acqua-park per i bambini presso la piscina di Molveno (foto Agh)
 
Fausto Stefani, capo animatore (foto Agh)   (foto Agh)
 
I prati presso la piscina di Molveno (foto Agh)   (foto Agh)
Tuffo al cospetto delle guglie del Brenta (foto Agh)

Piscina di Molveno
Via Lungolago, c/o Lido di Molveno
38018 Molveno, Italia
Tel. 0461 / 586015 - fax: 0461 / 586330

 
Lago di Molveno (foto Agh)  
 
I grandi prati della riva settentrionale (foto Agh)  
 
Lago di Molveno (foto Agh)  
 
Lido di Molveno (foto Agh)  
 
Lago di Molveno dall'impianto che sale al Pradel  
Il lago di Molveno

Quasi un secolo fa, lo scrittore e poeta Antonio Fogazzaro, che amava soggiornare a Molveno, aveva definito il lago come "preziosa perla in più prezioso scrigno", per descrivere questo limpido specchio d'acqua nel quale si riflettono le cime del Brenta. Quello di Molveno è il più grande lago alpino di origine naturale situato in territorio italiano ad una quota superiore agli 800 metri. La sua origine risale all'epoca postglaciale (circa 3000-4000 anni orsono) ed è dovuta ad uno sbarramento della valle causato da un'enorme frana staccatasi dalla montagna sovrastante. Purtroppo subito dopo la II Guerra Mondiale la sua bellezza fu in parte compromessa a causa dello sfruttamento idroelettrico: fu scavata una galleria di ben 5 km sotto alle montagne del Brenta, con la quale si convogliarono le acque glaciali del Sarca, captate da una presa poco sotto le Cascate del Nardis in Val di Genova, fino al Lago di Molveno, che diventò così un grande serbatoio idroelettrico. Durante i lavori di svuotamento del bacino fu rinvenuta sui fondali una foresta composta da una enorme quantità di tronchi sradicati o spezzati, immersi nel limo, ma anche da un certo numero ancora in piedi, radicati nel vecchio terreno. E' stata proprio l'analisi di questo antico bosco che ha permesso di risalire alla data di formazione del lago. Accordi con l'Enel, che gestisce il bacino, hanno permesso in seguito di garantire un livello delle acque adeguato almeno durante la stagione turistica, cosicché il Lago di Molveno è ritornato all'antico splendore. Un comitato locale tuttavia, l'Associazione per il lago di Molveno, si batte da anni "per l'attenuazione dei danni ambientali al lago di Molveno", dovuti agli svasi annuali e alle continue variazioni di livello che compromettono la riproduzione della fauna ittica. Contro lo sfruttamento selvaggio dell'Enel segnaliamo tra l'altro anche l'interessante studio di Michele Bortoli e Gabriele Venturini, Progetto per salvare il lago di Santa Massenza e il lago di Toblino, nella Valle dei Laghi, due bacini naturali che ricevono le acque del lago di Molveno e che fanno parte dell'imponente sistema di sfruttmento idroelettrico. Il lago di Molveno oggi ha una estensione di circa 3.3 kmq, una lunghezza massima di km 4,4 e una larghezza di km 1,5: la profondità media è di 49 metri e la profondità massima raggiunge la notevole misura di 123 metri. Il lago è incorniciato a ovest dalle vette della catena centrale del Gruppo di Brenta, a sud-est dalla dorsale del massiccio montuoso Paganella-Gazza e a nord-est dall'abitato di Molveno. Le rive del Lago di Molveno sono caratterizzate nella parte settentrionale dalla bellissima spiaggia mentre altrove troviamo scogli, cale, spiaggette, prati e boschi. Il suo perimetro è completamente percorribile a piedi, in bicicletta e a cavallo. Il lato est è delimitato dalla strada statale 421 dei laghi di Molveno e di Tenno che collega la Valle di Non e la Piana Rotaliana alle Giudicarie e di qui al bacino del Garda o alla Val Rendena. Nelle acque azzurre e profonde del lago si trova una fauna ittica costituita da persico reale, trota marmorata, salmerino, carpa, tinca, barbo, cavedone e altre specie minori, che costituiscono una attrazione invincibile per gli appassionati della pesca.

La meravigliosa spiaggia del Lago di Molveno (foto Agh)
 
Passeggiate lungo lago nel verde (foto Agh)   La frescura all'ombra degli alberi (foto Agh)
I verdi prati sulla riva settentrionale del Lago di Molveno (foto Agh)

 
Al Pradel con la bidonvia da Molveno (foto Agh)  
 
Rifugio Brenta al Pradel (foto Agh)  
Altopiano del Pradel

Ritorniamo alla Baita Pineta dell'amico Tiziano Pallanch, in località Pradel, già visitata in inverno nella puntata di Girovagando dell'8 febbraio 2003). Questa volta la raggiungiamo dal versante di Molveno: dall'abitato di Molveno prendiamo la comoda bidonvia che sale verso il Pradel e che arriva al rifugio omonimo a quota 1367, sul piccolo altopiano al di sopra di un dosso roccioso che si estende in mezzo a prati e boschi. La conformazione ondulata, fatta di dolci declivi, la posizione soleggiata e non esposta ai venti freddi, il magnifico panorama e l’ambiente naturale rendono questo luogo una specie di paradiso naturale. Dal Pradel si può proseguire più in alto, a piedi o in seggiovia, fino al rifugio Montanara m 1527, dove si ha un'insuperabile vista sulle cime del Brenta. Gli escursionisti e gli alpinisti che hanno programmi più impegnativi del nostro si servono volentieri degli impianti per portarsi in quota diminuendo di un bel po' il dislivello e quindi i tempi di percorrenza. Questa del resto è la via privilegiata per risalire la Val delle Seghe ed inoltrarsi nel cuore del Brenta fino ai rifugi Croz dell'Altissimo, Selvata, Pedrotti e Tosa. Noi però dal Pradel svoltiamo subito verso est per la comoda strada forestale che scende dolcemente verso la Baita Pineta in circa 20 minuti di cammino, ammirando la ricchissima flora nei boschi circostanti.

Il Lago di Molveno visto salendo al Pradel con la bidonvia (foto Agh)
 
Arrivo al Pradel (foto Agh)   Dal Pradel verso le cime del Brenta (foto Agh)
 
Clematide alpina (foto Agh)   Mughetto (foto Agh)
 
Rosa alpina (foto Agh)   Geranio selvatico (foto Agh)
Parapendio sopra le cime del Brenta (foto Agh)

 
Baita Pineta al Pradel (foto Agh)  
A tavola alla Baita Pineta

La proposta culinaria della Baita Pineta di Tiziano Pallanch si basa sulla più schietta tradizione locale, con i piatti di selvaggina (su prenotazione) in bella evidenza. Il menù classico , oltre al ghiotto "antipasto trentino", prevede tagliatelle con ragù di cervo, polenta con lo stinco, costine di maiale, arrosto di coniglio, salsicce, contorni di crauti, funghi, fagioli. Sempre su prenotazione è possibile degustare anche il delizioso tortello di patate. Per dessert si può scegliere tra torta di mele, lo strudel fatto in casa o il gelato ai frutti di bosco. La Baita Pineta è raggiungibile anche da Andalo (2,5 km), per comoda strada forestale.

 
Con Tiziano Pallanch, il titolare della Baita Pineta   Massima concentrazione... (foto Agh)
 
La sala da pranzo (foto Agh)   Aldo Dalpalù: il duro lavoro dell'aiuto operatore...
La bellissima Laura, nipotina di Tiziano Pallanch (foto Agh)

Alla Baita Pineta, Tiziano Pallanch ci ha fatto degustare: garganelli al sugo di capriolo e canederlo al burro fuso, polenta con stinco di maiale, costine, salsiccia , coi contorni di funghi e fagioli "en bronzon" (in dialetto trentino antico il “bronzon” o bronzin era un utensile di cucina di bronzo di forma sferica nel quale venivano cotti i fagioli). Il tutto accompagnato dall'ottimo vino Rebo della Cantina di Toblino. Infine, per dessert, il gelato ai frutti di bosco e lo strudel, questa volta con il superbo Vino Santo, sempre della Cantina di Toblino.

 
Garganelli al sugo di capriolo e canederlo (foto Agh)   Polenta e stinco, costine e salsiccia (foto Agh)
 
Gelato ai frutti di bosco (foto Agh)   Dolce di strudel col Vino Santo di Cantina Toblino
 
Vino Rebo della Cantina Toblino (foto Agh)   Lorenzo Filippi, sommelier (foto Agh)
Laura (foto Agh)

Baita Pineta
loc. Pradel, Molveno (Trento)
cell. Tiziano Pallanch: 335 5951734

 
Il Lago di Andalo (foto Agh)  
Il parco di Andalo

Dalla baita Pineta scendiamo ad Andalo per visitare il bellissimo parco che si estende per 100.000 mq poco a nord dell'abitato, presso il Centro Sportivo. Qui l'ospite può davvero trovare sfogo a qualsiasi esigenza sportiva con le innumerevoli strutture a disposizione: il campo di calcio regolamentare con pista di atletica, minigolf, palestra di roccia, campo di calcetto e basket, campo di pallavolo, tiro con l'arco, 6 campi da tennis, inoltre la piscina coperta e il nuovissimo stadio del ghiaccio con la sua pista di 1.800 metri quadrati. Non mancano gli spazi dedicati espressamente ai bambini, i prati per prendere il sole o leggere in completo relax, le passeggiate intorno all'interessante Lago di Andalo, che essendo un lago effimero appare e scompare secondo le stagioni e il clima, mutando continuamente l'aspetto del paesaggio.

 
Il parco di Andalo (foto Agh)   Il trenino turistico (foto Agh)
 
Relax nel verde.. . (foto Agh)   Lui sembra molto soddisfatto... no?
Dai rigogliosi prati di Andalo verso il Brenta (foto Agh)

 
Michele Viola, presidente Ass. Albergatori Andalo  
 
Il progetto Disney Mountain Fun (foto Agh)  
Il mondo Disney ad Andalo

Michele Viola, presidente dell'Associazione Albergatori di Andalo e vicepresidente di Andalo gestione vacanze ci parla del progetto Disney Mountain Fun. Questa iniziativa si svolge in contemporanea ad Andalo, Pinzolo e Pozza di Fassa, secondo un programma articolato di eventi che coinvolgerà in modo diretto e costante alberghi e centri sportivi nonché le diverse realtà dei tre comprensori: segnaletica ad hoc, aree riservate al gioco o all'intrattenimento, miniclub, iniziative sul campo sotto la diretta supervisione Disney.
Una particolare attenzione è stata dedicata alla qualità dell'accoglienza da riservare ai piccoli ospiti e alle rispettive famiglie. Infatti il programma prevede la presenza negli alberghi di un'area a tema con giochi, libri, video, la personalizzazione delle stanze dove alloggeranno i più piccoli per passare degli splendidi momenti in compagnia di Topolino e i suoi amici. E' importante sottolineare che le località prescelte che ospitano il Disney Mountain Fun debbono sottostare ad un'accuratissima selezione da parte dell'organizzazione Disney. La scelta di Andalo tra molte pretendenti è stata perciò una grande soddisfazione e motivo di orgoglio per tutti. La nostra giornata sullAltopiano della Paganella si conclude con una meritata sosta in un nuovo luogo di ritrovo e di ristoro, la splendida pasticceria-gelateria La Stua, nel centro di Andalo in piazza Dolomiti, un locale completamente e splendidamente ristrutturato con abbondante uso del legno.

 
Pasticceria - gelateria "La Stua" di Andalo (foto Agh)   (foto Agh)
Due simpatiche signore venete si ristorano con un bel gelato (foto Agh)

Andalo Gestione Vacanze
Viale del Parco 1
38010 Andalo (TN)
Tel. 0461 / 585776 - fax 0461 / 585342
info@andalovacanze.com
www.andalovacanze.com

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


  A.P.T. DOLOMITI Dl BRENTA -
ALTOPIANO DELLA PAGANELLA

P.zza Dolomiti 1, 38010 Andalo
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Puntate precedenti sull'Altopiano della Paganella

  Altopiano della Paganella, Andalo
8 febbraio 2003
       

Foto panoramica

Val d'Adige vista dal belvedere di Fai della Paganella, clicca per ingrandire (foto Agh)

link

Istituzioni
Comune di Andalo
Comune di Spormaggiore
Comune di Cavedago
www.prolococavedago.com Pro Loco di Cavedago
www.bibliopaganella.it
Biblioteca Intercomunale "Altopiano Paganella Brenta"
Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

Portali locali

www.dolomitimolveno.com Molveno Iniziative Turistiche
www.molveno.it
www.brentapaganella.it

www.voltarepagina.org Associazione per il lago di Molveno

Montagna
Guide Alpine - Scuola di Alpinismo "Brenta Est"
piazza Marconi, Molveno (Trento)
Info e prenotazioni tel. 329 / 5824146 - Danilo Cavosi: 337 / 208512

Escursioni con le Guide di Brenta Est
guidealpine@aptdolomitipaganella.com

Gruppo di Brenta
da Enrosadira

Piscina di Molveno
Via Lungolago, c/o Lido di Molveno
38018 Molveno, Italia
Tel. 0461 / 586015 - fax: 0461 / 586330


Natura
Life Ursus progetto di ripopolamento degli orsi
Parco Adamello Brenta


Turismo
Come arrivare sull'altopiano della Paganella (mappa)
www.andalovacanze.com
Associazione Albergatori
Progetto Disney Mountain Fun

Pacchetti turistici
Consorzio Paganella Dolomiti - Piazza Dolomiti, 5 - Andalo
Tel 0461 585 588 Fax 0461 585 707
info@paganella.net

A tavola e punti di ristoro

Baita Pineta
loc. Pradel, Molveno (Trento)
tel. 335 / 5951734

Vini
Cantina di Toblino | Vino Rebo | Vino Santo

Gelateria - pasticceria
La Stua, piazza Dolomiti, Andalo (Trento) tel. 0461 / 589164