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Passo Brocon - lagorai
"Centro di natura e trekking Lagorai" a Malga Valarica di Sopra - 7 agosto 2004
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I boschi del Lagorai (foto Agh)

"Girovagando" oggi è a Passo Brocon nel Tesino, nel magnifico Lagorai. L'occasione è l'inaugurazione del primo Centro di Natura e Trekking realizzato a Malga Valarica di Sopra, fortemente voluto e sostenuto dall’APT Lagorai Valsugana Orientale e Tesino.

 
Il Centro Natura e Trekking di Malga Valarica  
 
La cucina col grande focolare (foto Agh)  
Centro Natura e Trekking di Malga Valarica di Sopra

Si tratta di un progetto partito anni fa che finalmente si concretizza, grazie alla collaborazione del comune di Cinte Tesino, con la realizzazione della struttura fissa di Malga Valarica di Sopra a m 1703. Nelle intenzioni dell'APT e dei suoi responsabili, il commissario straordinario Alessandro Chiesa e il direttore Lorenza Biasetto, è la prima tappa di una vera e propria "rete" di percorsi di trekking che hanno come base d'appoggio le malghe sparse per il Lagorai. Malga Valarica di Sopra è dunque il primo passo: i due edifici, che erano ormai in disuso, sono stati perfettamente ristrutturati rispettando l'architettura della struttura originaria, con ampio uso del legno per gli interni. La struttura, destinata alle attività didattiche per scolaresche e gruppi, centro di documentazione e base logistica per i trekkers, è volutamente priva di corrente elettrica per mantenere un certo "distacco" dalle agiatezze moderne: siamo pur sempre in montagna, a 1700 metri di quota! Gli ambienti sono perciò spartani ma confortevoli, con un'ampia cucina con focolare, camerata per il pernotto, servizi igienici, sala esposizioni. È possibile campeggiare con la tenda nel prato antistante la struttura.

Trekkers a Malga Valarica di Sopra (foto Agh)
 
Alessandro Chiesa presidente APT Lagorai (foto Agh)   Lorenza Biasetto direttore APT Lagorai (foto Agh)
 
Il coro Lagorai (foto Agh)   Interno del Centro Natura e Trekking (foto Agh)
 
La grande e confortevole cucina (foto Agh)   Surfinie alla finestra (foto Agh)
Particolare delle finestre-feritoie (foto Agh)

L'APT Lagorai si è battuta, da sempre, per uno sviluppo turistico nel rispetto dell'ambiente naturale, che è, in definitiva, la più grande ricchezza di questa zona del Trentino. A conferma della validità del lavoro svolto in questi anni è arrivato, graditissimo, il premio della "Bandierina verde" assegnata da Lega Ambiente per i migliori progetti di valorizzazione ambientale.

Tipico scorcio del Lagorai, pascoli, fiori e boschi: in primo piano fiori di senecione jacobeo (foto Agh)

 
Escursione a cavallo verso Malga Valarica (foto Agh)  
La manifestazione di inaugurazione del Centro Natura e trekking

Tra i momenti più apprezzati della manifestazione, rinfresco a parte :), va segnalata la bella esibizione del coro Lagorai diretto dal maestro Fulvio Ropelato, con esecuzioni di canzoni della montagna. Tra le facce note, quella del campione trentino di ciclismo Maurizio Fondriest, che insieme al giornalista Gabriele Buselli conduce su TCA di Trento la fortunata trasmissione televisiva Pedalando in Trentino, una specie di "Girovagando" in versione biciclettara. Incontriamo anche il fabbro Andrea Iori, uno degli ultimi artigiani specializzati nella lavorazione artistica del ferro, ora con sede a Maso Stralleri a Roncegno, che ha realizzato l'insegna del Centro Natura e Trekking.

"Pedalando in Trentino": Maurizio Fondriest " tira la volata" (sic!) al giornalista Gabriele Buselli (foto Agh)
Luciano con i colleghi di "Pedalando in Trentino"   Il fabbro Andrea Iori (foto Agh)
L'immancabile alpino (foto Agh)

 
Preparazione alla scalata (foto Agh)  
Prove di arrampicata sugli alberi

Molto apprezzata da parte dei bambini è stata la prova di arrampicata sugli alberi, a cura della Sezione Forestale e dei Custodi Forestali del Tesino. Imbragati e perfettamente assicurati con corde e moschettoni, i bambini hanno potuto provare l'ebbrezza di arrampicarsi su un grande abete rosso, sotto lo sguardo divertito e interessato dei genitori. Dava una mano, sovrintendendo alla sicurezza, anche una vecchia conoscenza di "Girovagando in Trentino": Daniele Lira, guida alpina nonché bravissimo fotografo, che proprio di recente ha dato alle stampe il libro Perché il silenzio non ha parole, malghesi e pastori del Lagorai. Da quattro anni Lira collabora con l’APT Lagorai – Valsugana orientale e Tesino nel progetto di promozione ecosostenibile del Lagorai. Nel suo bel libro alterna scatti in bianco e nero di malghe e pastori, realizzati in anni di frequentazione del Lagorai, a versi poetici di autori come Mario Luzi, Alda Merini, Giovanni Raboni ma anche dei trentini Gigi Zoppello, Sandro Boato, Nives Fedrigotti e di molti altri ancora.

 
Prova di arrampicata sugli alberi (foto Agh)   Daniele Lira, guida alpina, assicura uno scalatore

 
Campo base al Lago Porta Bozze m 1985 (foto Agh)  
In trekking con l'APT Lagorai

Daniele Lira, tra l'altro, ci ha fatto da guida in un'indimenticabile trekking invernale di qualche anno fa, di cui ampio resoconto si trova su questo sito nella puntata Trekking del Lagorai, due giorni nelle valli selvagge delle Cime di Tolvà del 2 febbraio 2002. E' disponibile anche il video in modalità "streaming" (senza attese) di quella mitica puntata, che ci ha visti protagonisti di un'avventura a 15 gradi sottozero.

Relax nella natura, sullo sfondo Cima Cece m 2754 (foto Agh)

 
Passo Brocon (foto Agh)  
 
Passo Brocon visto da nord est (da www.brocon.it)  
 
Strada del Brocon, foto d'epoca (da www.brocon.it)  
 
Passo Brocon, Giro d'Italia 1965 (da www.brocon.it)  
 
Il Passo Brocon è un "must" per i motociclisti (Agh)  
Il Passo Brocon

E' un ampio valico pianeggiante, quasi un piccolo altipiano, tra la valle del Vanoi (Primiero) e del Tesino a 1616 metri di quota. Il Passo Brocon deve il suo nome all'Erica Carnea volgarmente detta "brocon", una pianta ricca di nettare che produce un miele scuro molto apprezzato; con le vecchie radici si fabbricano pipe mentre il decotto dei fiori è utile in molte malattie renali. Il passo Brocon fu un importante punto strategico durante le due guerre mondiali: ancor oggi si possono trovare le tracce delle trincee e dei bunker sotterranei. La strada per il passo fu realizzata dagli austriaci esclusivamente a scopo militare. Nel 1903 I'ltalia aveva iniziato la costruzione del Forte di Cima Campo, immediatamente a ridosso del confine con I'Austria. Esso avrebbe dovuto dominare tutta la zona del Tesino, della Valsugana fino a Levico e del Brocon, con cannoni a lunga gittata. Per fronteggiare la fortificazione, allora di enorme importanza, l'Austria aveva costruito i lontani forti di Busa Verle sull'altopiano di Vezzena. Per poter proteggere il traffico militare anche verso Primiero, progettò una camionabile che si snodasse in terreno coperto, irraggiungibile dai cannoni italiani. Il suo percorso avrebbe agevolato rapidi spostamenti di truppe, vettovaglie e materiale bellico ed avrebbe costituito la spina dorsale di un sistema di fortificazioni dal Tesino a Fiera di Primiero, collegate da strade secondarie, che diramandosi da essa, avrebbero raggiunto le cime di Picosta, del Col della Zimogna, di Agaro e i versanti del Vanoi. L' Austria mascherò il carattere militare del futuro stradone affidando il progetto e la costruzione al Ministero dei Lavori Pubblici, anziché a quello della Guerra e ... chiamando i Comuni a parteciparvi con un contributo. Già nella primavera del 1905 numerose squadre di geometri e ingegneri austriaci picchettarono il tracciato. Nel tardo autunno dello stesso anno il progetto fu ultimato e presentato ai Comuni della zona, chiamati a contribuire alla spesa in rapporto alle loro possibilità finanziarie ed ai vantaggi che sarebbero loro derivati. Il contributo dei Comuni, dopo lunghe trattative col Capitanato di Borgo e la Luogotenenza di lnnsbruck, fu fissato in 150.000 corone. Il progetto presentato ai Comuni prevedeva che il primo tratto raggiungesse il valico del Brocon attraversando le zone di Fradea - Forche e Marande (l'attuale tracciato). i comuni di Castel Tesino, Cinte e Canale osservarono che il tragitto avrebbe potuto essere accorciato di almeno cinque chilometri se si fosse seguita la mulattiera delle Scale, con ulteriori vantaggi per il migliore sfruttamento dei boschi del Parpezze, Pisternon, Coazzo e Dotessa. Delegati dei paesi interessati andarono a Vienna per esporre al Ministero dei Lavori Pubblici i loro interessi. La proposta fu respinta perché «ragioni militari» prevedevano che uno stradone per le Scale sarebbe stato esposto al tiro diretto dei cannoni del nuovo forte di Cima Campo e di altri eventuali batterie dislocate sul versante italiano del Coppolo. I delegati compresero che era inutile insistere!

Banda musicale di Pieve Tesino, 1902 (foto da Vivoscuola)

 
L'albergo Piancavalli (foto da www.brocon.it)  
L'albergo Piancavalli costruito nel posto sbagliato!

Un aneddoto curioso legato alla costruzione della strada riguarda l'Albergo Piancavalli in frazione Cainari. Alessandro Stefani, persona del posto, era uomo intraprendente e perspicace: quando seppe della costruzione della nuova strada del Brocon intuì subito che un albergo, costruito davanti allo stradone, sarebbe stato frequentato da tutti i passeggeri del futuro servizio di posta, dai guidatori delle vetture a cavalli per il trasporto delle merci e dagli eventuali... turisti! Iniziò perciò, alacremente, la costruzione dell'albergo proprio nel punto migliore, dove la strada avrebbe incrociato il tratto pianeggiante prima di discendere verso il vallone. La sua intenzione era di ultimare l'albergo prima che si desse il via ai lavori per il nuovo stradone, per non insospettire la possibile concorrenza. Nel 1906 era iniziato lo sbancamento del tronco Casteltesino - Forche, quindi un'altra impresa aveva dato l'avvio al tratto VaI Calgeròle - Brocon. Nello stesso periodo giunse da Vienna un gruppo di ingegneri, che dopo qualche sopralluogo modificò il tracciato scegliendo il percorso lungo il versante orientale del Pizzo degli Uccelli ed i rocciosi pendii di Colmandro, del «Boàl de le Partìe» e della Cantoniera, saltando quindi le frazioni di Cainari e Ronco. Per raggiungerle bisognava servirsi, come oggi, di strade secondarie. Anche l' Albergo Piancavalli, con grande disappunto di Alessandro Stefani, rimase ben cento metri al di là dello stradone.

Cavalletta su centaurea montana (foto Agh)

 
Il percorso del Trodo dei fiori (foto di Stefano Paternolli)  
 
Rino Ballerin, "l'inventore" del Trodo dei Fiori, con Luciano (foto Agh)  
Il Trodo dei Fiori

Oggi il passo Brocon vive di agricoltura con il pascolo bovino e la produzione di latte e formaggi e, più recentemente, con il turismo sia invernale che estivo. E' un eccellente punto di partenza per innumerevoli escursioni a piedi o in bici. Tra le escursioni a piedi vivamente raccomandate segnaliamo quella denominata Trodo dei Fiori. E' una sorta di straordinario giardino botanico naturale nel quale la natura ha profuso a piene mani i suoi doni più aggraziati e colorati: i fiori di montagna. Per una fortuita combinazione di fattori dell'ambiente, ovvero la contemporanea presenza di rocce calcaree e cristalline, la ricchezza di piante qui è davvero straordinaria; così in estate, in una passeggiata di qualche ora è possibile osservare facilmente una quantità di specie che su altri monti richiederebbe giornate e giornate di ricerca. Il trodo dei fiori raggruppa nell'arco dei 4 mesi d'estate più di 400 specie di fiori! Il percorso dura circa 2 ore e mezza, o meglio mezza giornata se si vogliono osservare fiori e panorami senza fretta. Si sviluppa tra i 1600 e i 2000 metri di quota per circa 5 km lungo una mulattiera e una trincea, probabilmente costruite dai soldati italiani del 58° battaglione di fanteria, che occuparono Castello Tesino il 30 maggio 1915 a seguito della fulminea quanto incruenta avanzata dell'esercito italiano.

 
Silene acaule e miosotide alpestre (foto Agh)   Rododendro (foto Agh)
 
Rosa alpina (foto Agh)   Stelle alpine (foto Agh)
 
Iperico (foto Agh)   Silene acaule (foto Agh)
 
Geranio selvatico (foto Agh)   Doronico grandiflora (foto Agh)
 
Giglio martagone (foto Agh)   Aconito napello (foto Agh)
 
Giglio rosso o di S. Giovanni (foto Agh)   Astro alpino (foto Agh)
 
Semprevivo montano (foto Agh)   "Non ti scordar di me" alpino (foto Agh)
 
Genziana germanica (foto Agh)   Negritella (foto Agh)
 
Potentilla strisciante (foto Agh)   Sassifraga di Burser (foto Agh)
 
Fior di stecco (foto Agh)   Primula veris (foto Agh)
 
Infruttescenza di geo montano (foto Agh)   Genziana di Koch (foto Agh)
Rosa canina (foto Agh)

 
Rino Ballerin (foto Agh)  
Rino Ballerin: "Come scoprii il Trodo"

Classe 1922, originario di Castello Tesino (TN), Rino Ballerin è laureato in medicina e chirurgia ed ha esercitato la libera professione di medico - dentista a Trento e Mestre. Ha sempre coltivato gli studi di erboristeria e fitoterapia, una passione che gli fu inculcata ancor giovanissimo dal padre, erborista diplomato, che lo portava con sè nelle lunghe e frequenti escursioni alla ricerca e raccolta di erbe medicinali. Ecco come racconta la scoperta del Trodo.

"Andavo a caccia, come sempre, coi miei cani: al ritorno di una battuta mi fermai a riposare nella vecchia trincea sul Col del Boia. La sera era tiepida, il sole al tramonto, l'atmosfera tersa e l'orizzonte limpido, il silenzio assoluto. Mi addormentai. A quel tempo, interessandomi di fitoterapia, avevo cercato a lungo l'Achillea senza mai trovarla. Al mio risveglio fu grande lo stupore quando la vidi spuntare da sotto i calzoni. Mi guardai in giro incredulo: c'erano achillee dappertutto! Ma non solo, c'erano anche genziane, dafne, campanelle, silene, sassifraghe, e tanti altri fiori meravigliosi. Stordito da questa sorprendente visione, alzai lo sguardo sull'orizzonte per rassicurarmi che non stessi sognando. Vidi nitidamente il Monte Grappa, l'Ortigara, la Valsugana, Cima Trento, Cima D'Asta, il Monte Cauriol e la catena dei Lagorai, la Marmolada, le Pale di S.Martino. Fu una specie di folgorazione improvvisa: vidi insomma, forse per la prima volta, il mondo. Rientrato a casa scrissi subito agli amici del circolo culturale "Zent Trentina", invitandoli a prendere insieme l'iniziativa di sistemare e attrezzare un "Sentiero botanico del Col del Boia". Presentai l'idea anche al Museo di Scienze Naturali di Trento, precisamente nel 1980: tre anni dopo iniziarono i lavori. Nell'88 scrissi infine Piccola antologia dei fiori di montagna (Dolomia Editrice D'Arte) per divulgare le meraviglie del trodo".
 
Il sentiero segue inizialmente la vecchia mulattiera della Prima Guerra Mondiale risalendo con ampi tornanti il versante assolato, ammantato da prati e pascoli. Tra l'erba verdissima i vividi "occhi della Terra" si aprono festosi a migliaia, rallegrando il facile cammino. In alto il percorso si fa piano seguendo un crinale roccioso solcato da una trincea di guerra; fiori di tutti i tipi, anche molto rari, crescono ovunque, soprattutto nelle fessure della roccia, che si animano di vita. Il rientro lungo la vecchia mulattiera dà modo di osservare ancora, gli uni vicini agli altri, i fiori delle rocce e quelli dei prati. Gli occhi si riempiono di colori e il cuore trabocca d'emozione, esattamente quanto accadde a Rino Ballerin, che "scoprì" il Trodo dei Fiori tanti anni fa. "Trodo" è un termine dialettale autoctono e deriva dal greco "triodon" che significa via campestre, o anche dal latino "tractus" nel senso di distanza fra due luoghi, ovvero sentiero, viottolo. Purtroppo negli ultimi anni il Trodo dei fiori ha subìto il degrado del tempo e l'azione imbecille dei vandali. Più di una volta la famiglia Paternolli dell'Albergo Brocon ha visto Ballerin entrare al bar visibilmente abbattuto, mormorare tra sè "Perché rovinano il lavoro di tanti anni...". Da poco però è subentrata la SAT - Società Alpinisti Tridentini, in quanto il trodo è zona di collegamento tra passo Brocon e la val del Tolvà e Regana verso la Cima d'Asta (sentiero SAT n. 398) e in collaborazione con la cooperativa Albatros sta provvedendo al rifacimento di tutta la segnaletica e delle tabelle.

Trodo dei Fiori

Una splendida orchidea maculata (foto Agh)

 
Albergo Passo Brocon (foto Agh)  
A tavola al ristorante Passo Brocon

Per pranzo siamo al Passo Brocon, ospiti dell'Albergo Passo Brocon. Costruito nel 1966, è sempre stato condotto dalla famiglia Zampiero: successivamente è subentrata la la famiglia Paternolli, che offre una conduzione familiare ed un'ottima cucina trentina, con i prodotti tipici del luogo (riconoscimento "Forchetta d'Oro" 1989). Rinnovato di recente, l'albergo è diventato un "tre stelle", con nuove stanze, una piccola palestra e la sauna a pian terreno, la terrazza privata. Lo chef Stefano con l'aiuto di mamma Rosetta ci ha preparato un assaggio delle migliori specialità: per gli antipasti rotolino di carne salà, sfogliatine alla trentina. Primi piatti: gnocchi di funghi, strangolapreti con burro fuso, crespoline ai porcini. I secondi: goulasch con polenta, braciola affumicata alla griglia, lucanica alla griglia, cervo o capriolo in salmì, pancetta alla griglia, contorni di funghi misti, carciofi principessa. Infine i dolci fatti in casa: strudel di mele alla tirolese, torta di mandorle, panna cotta con frutti di bosco.

Stefano Paternolli mostra a Luciano i prelibati piatti dell'Albergo Brocon (foto Agh)
 
I formaggi tipici (foto Agh)   Strangolapreti al burro fuso (foto Agh)
 
Crauti con salsiccia (foto Agh)   Stefano, Adriano, Rosetta, e Claudio Paternolli

Segnaliamo inoltre che Stefano Paternolli, oltre che un abile cuoco, è anche un bravo webmaster che ha relizzato non solo il sito dell'albergo, ricco di contenuti, ma anche quello dedicato al bellissimo Trodo dei Fiori.

Albergo Passo Brocon
Loc. Passo Brocon 2
38053 Castello Tesino (Trento) Italy
Tel e fax: 0461 / 594364 cell. 340 / 5463072
www.brocon.it | www.trododeifiori.it

Mucche al pascolo sopra Passo Brocon (foto Agh)

 
Malga Arpaco (foto Agh)  
 
Il prof. Antonio Raschi con Francesca (foto Agh)  
Il progetto "Greengrass" a Malga Arpaco

Nell'ambito dell'inaugurazione del centro Natura e Trekking di Malga Valarica, il prof. Antonio Raschi, primo ricercatore presso l'Istituto di Biometeorologia del C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), coadiuvato da Francesca, collaboratrice del progetto Greengrass e studentessa di agraria, presenta al pubblico la stazione di rilevamento degli scambi gassosi tra il pascolo e l'atmosfera. Il progetto si propone di studiare, in sostanza, quali sono le potenzialità delle praterie nell'abbattimento dei gas che producono un riscaldamento dell'atmosfera, meglio conosciuto come effetto serra. "Ogni giorno la vegetazione assorbe gradi quantità di anidride carbonica" dice il prof. Raschi. "La fotosintesi clorofilliana trasforma questo gas in materia organica come legno, frutti, foraggio. I prati ed i pascoli sono ancor oggi tra gli ecosistemi meno studiati: il progetto europeo Greengrass ha lo scopo di monitorare gli scambi gassosi di praterie di tipo diverso, in varie località del nostro continente". La stazione di rilevamento è stata realizzata con il minimo impatto ambientale, e consiste in un piccolo prato recintato da palizzate in legno, all'interno del quale ci sono le strumentazioni di rilevamento automatico, che registrano dati in tempo reale. Ogni 15 giorni, del personale si reca su posto per per raccogliere i dati e compiere altre misurazioni. Un'altra stazione in Trentino simile a questa sul Col della Madonna, poco distante da Malga Arpaco, si trova sul Monte Bondone vicino a Trento.

 
Francesca misura il "respiro" del terreno (foto Agh)   Pascoli sopra Passo Brocon (foto Agh)
 
Anche le mucche emettono gas metano... (foto Agh)   Antonio Raschi, Istituto di Biometeorologia del CNR
Il progetto europeo Greengrass: prati e boschi quanto possono contenere l'effetto serra? (foto Agh)

Progetto Greengrass
dr. Antonio Raschi | a.raschi@ibimet.cnr.it
Progetto Greengrass | Istituto di Biometeorologia del C.N.R.
www.unitus.it
Università della Tuscia

Farfalla Brenthis ino (foto Agh)

 
Litegosa (foto Agh)  
 
Lago Lagorai (foto Agh)  
 
Lago delle Buse (foto Agh)  
 
Laghi di Rocco (foto Agh)  
Il Lagorai

E' una lunga catena montuosa nel Trentino orientale, che si estende dall'Altopiano di Piné, a pochi km a est da Trento, e prosegue verso oriente fino al passo Rolle. E' uno dei luoghi più incontaminati di tutto il Trentino, uno dei pochi veramente "wilderness" rimasti in tutto l'arco alpino. La catena del Lagorai separa la Val di Fiemme a nord dalla Valsugana a sud. E' l'unico massiccio montuoso della regione dove la natura è rimasta quasi intatta: questo lo si deve principalmente alla quasi totale assenza di strade asfaltate in quota, con l'eccezione di quella di Passo Manghen che valica la catena a 2.047 metri e mette in comunicazione la Valsugana con la Val di Fiemme. Il Lagorai è ricco di pascoli, fitte abetaie, torrenti e splendidi laghetti alpini (più di cento!), con un'interessantefauna e una ricca flora. In anni recenti è stata segnalata la ricomparsa della lince e persino dell'orso, proveniente dalla vicina Slovenia. Con pazienza e un buon binocolo si possono osservare con facilità caprioli, camosci, cervi, marmotte, aquile, falchi e, con un po' do fortuna, galli cedroni, galli forcelli, martore e tassi. Nella parte orientale del Lagorai è stato istituito negli anni '60 il Parco Naturale di Paneveggio-Pale di San Martino, con le sue spettacolari foreste dai cui abeti si ricava, fin dall'antichità, le famose tavole di risonanza, utilizzate dai liutai di tutto il mondo per la costruzione dei violini. La catena del Lagorai è percorsa a bassa quota da una fitta rete di strade forestali chiuse al traffico, e da centinaia di lunghi e magnifici sentieri in alta quota, in gran parte tracciati durante la Prima Guerra Mondiale, con frequentissimi resti di trinceramenti, fortificazioni, mulattiere, grotte e gallerie. Grazie ai sentieri militari è possibile compiere tutta la traversata (il percorso intero misura quasi 80 km) mantenendosi costantemente intorno ai 1800 - 2.400 metri. La maggiore elevazione del Lagorai è la Cima di Cece a 2754 metri, nel sottogruppo limitrofo svetta poderosa la bastionata granitica di Cima D'Asta a metri 2847.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)


Malga delle Buse (foto Agh)
  APT LAGORAI - VALSUGANA ORIENTALE E TESINO
Via Dante 10
38053 Castello Tesino (TN)
tel. 0039 0461 593322 - fax 0039 0461 593306
www.lagorai.tn.it
apt@lagorai.tn.it
     
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Tel. 0461 / 839000
Trentino on line 800 / 010545
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Puntate precedenti in zona Lagorai

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Storia di un'escursione in Lagorai di Andrea Calori
Catena del Lagorai e Cima d'Asta di Andrea Ceolan (con itinerari)
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Ambiente
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