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Val di Rabbi - Parco dello Stelvio
31 luglio 2004
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Baite in Val di Rabbi (foto Agh)

Girovagando oggi è in Val di Rabbi, alle porte del Parco Nazionale dello Stelvio, certamente una tra le più belle valli del Trentino. Laterale della Val di Sole, nel Trentino nord-occidentale, la Val di Rabbi è raggiungibile da Trento attraverso la Val di Non in circa una ora e mezza di auto.

 
Le baite nei pressi di S. Bernardo (foto Agh)  
 
Arturo Benedetti Michelangeli in vacanza in Val di Rabbi (foto da www.arturobenedettimichelangeli.net)  
Il verde della Val di Rabbi

Il verde intenso è il colore predominante di questa bucolica vallata punteggiata da bellissimi masi, sbarrata a nord ovest dalle maestose montagne delle cime Venezia, Saent, Rabbi e Sternai, tutte abbondantemene oltre i 3000 metri e che fanno parte del gruppo Cevedale - Ortles. L'attività silvo-pastorale è stata predominante nei secoli fino ad oggi, e questo ha permesso di conservare un ambiente a misura d'uomo. L'architettura dei masi, anche di quelli ristrutturati per uso civile o per uso turistico, è rimasta quella tradizionale: la parte bassa in pietra, una volta adibita a stalla, e la parte superiore in legno, utilizzata come fienile, il tetto coperto di scandole. In queste pittoresche costruzioni alcuni contadini del luogo custodiscono tutt’ora i propri bovini nella maggior parte dei mesi dell’anno. D'estate le mucche salgono sui pascoli più alti delle malghe in quota, in cui si producono prelibati formaggi, ricotta e burro. La Val di Rabbi era il luogo di vacanza di un illustrissimo ospite: il celebre pianista Arturo Benedetti Michelangeli, che qui possedeva una baita. Il maestro era così affascinato dagli ambienti montani che addirittura armonizzò 19 canti di montagna, raccolti nel disco "The Folk Songs Harmonized by Arturo Benedetti Michelangeli" per il famoso Coro della S.A.T. (MEMORIA ABM - 999.106 ES © 1997 Appassionato AG, Basel Svizzera).

Per cortesia del sito Arturo Benedetti Michelangeli
siamo lieti di offrirvi l'ascolto di:
'Ndormenzete popin ("Addormentati bambino", eseguito dal Coro della S.A.T.)

Pecore al pascolo in Val di Rabbi (foto Agh)

 
Terme di Rabbi (foto Agh)  
Terme di Rabbi

Il termalismo a Rabbi vanta antiche radici: la scoperta dell'Antica Fonte è documentata fin dal lontano 1650. Ben nota è la ricchezza delle sue acque minerali, tra le quali spicca quella bicarbonato-alcalina, ferruginosa ed altamente carbonica, naturalmente gassata. L'alta concentrazione di anidride carbonica naturale dell'acqua permette di mantenere in soluzione numerosi elementi minerali, ognuno con una propria indicazione terapeutica. La componente gassosa favorisce i processi digestivi, mentre l'uso in balneoterapia è efficace nel trattamento delle malattie reumatiche e nei disturbi della circolazione. Gli studi sperimentali hanno dimostrato notevoli benefici nella cura delle varicosità degli arti inferiori e nelle affezioni riconducibili alle disfunzioni del microcircolo.

 
Giovanni Rubino, direttore sanitario (foto Agh)   La reception (foto Agh)
 
Il porticato esterno (foto Agh)   Un sorso di frizzante allegria (foto Agh)

Tra i programmi che le terme di Rabbi propongono vanno menzionati quelli per la prevenzione della cellulite. La componente ferruginosa, presente come ione ferroso, rende quest'acqua particolarmene adatta per il trattamento d'anemie e linfatismi. La presenza di bicarbonati inoltre permette un'utile applicazione nelle affezioni delle vie aeree superiori quali riniti, sinusiti, faringiti, e laringiti croniche.

   
Relax (foto Terme)   Cura idropinica (foto Terme)   Percorso flebologico (foto Terme)
Da sinistrra: Grand Hotel Rabbi e palazzo delle Terme (foto Agh)

Le Terme offrono anche una nuova vasca rigenerante e un settore dedicato alla Kneipp-terapia e agli impacchi di torbe. Nel corso dei secoli numerose furono le personalità attirate a Rabbi da quest'acqua dalle grandi qualità terapeutiche: tra di esse l'Imperatrice Maria Teresa d'Austria ed il grande uomo di scienza Antonio Stoppani (vedi Girovagando 31 maggio 2003). Il Grand Hotel Rabbi, ubicato proprio di fronte alla terme, è parte integrante del centro termale: ricco di storia e tradizione, è stato ristrutturato di recente e trasformato in un'elegante e raffinata struttura.

Terme di Rabbi
Fonti di Rabbi
38020 RABBI (TN)
tel. 0463 / 983000 - fax 0463 / 985070
www.termedirabbi.it
termeinformazioni@cr-surfing.net
  Grand Hotel Rabbi
Fonti di Rabbi

38020 RABBI (TN)
tel. 0463 / 983050 - fax 0463 / 985070
www.grandhotelrabbi.it
grandhotelrabbi@cr-surfing.net

 
Nuovo agritur Ruatti con 15 stanze (foto Agh)  
 
La reception dell'Agritur Ruatti (foto Agh)  
 
Stanza da letto (foto Agh)  
Agriturismo Ruatti

A Pracorno, il primo paese che si incontra salendo in Val di Rabbi, visitiamo l'azienda agricola e agrituristica della famiglia di Severino Ruatti. Una famiglia semplice e alla mano che mette subito a proprio agio con la sua simpatia. L'idea di creare un agriturismo prese forma quando i genitori di Severino, allora operaio, iniziarono a faticare per via dell'età a mantenere la campagna, la stalla e il caseificio. C'era la terra, il bestiame, le strutture, mancava solo la forza fisica per mandare avanti tutto. Ma Severino, un omone energico alto quasi un metro e novanta, di forza fisica ne aveva da vendere, e anche tutta la famiglia con la moglie Paola, i figli Maurizio, Filippo e Michela, era piena di entusiasmo pronta a lanciarsi in questa avventura. Con l'impotante aiuto del fratello Giovanni, sedici anni fa nacque così l'agriturismo. Il lavoro agli inizi fu duro ma le soddisfazioni non sono mai mancate. La famiglia Ruatti ha fatto della qualità dei suoi prodotti un punto di orgoglio: ortaggi del proprio orto, salumi e formaggi prodotti in proprio. Ormai c'è una clientela affezionata che ritorna da anni, e non c'é "crisi" turistica di cui preoccuparsi troppo. Anzi, nel '93 per star dietro alle richieste crescenti la casa dei nonni è stata ristrutturata in uno splendido agritur con 15 stanze, dotate di tutti i comfort, gli interni tutti in legno con travi a vista. Severino però non è il tipo che dorme sugli allori: lui e Giovanni, da buoni contadini, sanno che occorre sempre mettere il fieno in cascina. Da poco hanno aperto il caseificio nuovo di zecca, per l'autunno sarà pronto il macello, mentre nuova campagna per gli orti è stata acquisita tutt'intorno. Nell'agritur Ruatti, a parte il vino che a queste quote non si produce, tutti i prodotti sono di produzione propria. Nota curiosa: il giorno prima della nostra visita, in azienda era capitato a sorpresa l'illustre scalatore Reinhold Messner. Dice Severino di Messner, quasi con una punta di divertimento: "Ha mostrato quasi indifferenza per i prodotti gastronomici, mentre era invece interessatissimo al caseificio, al macello, alle bestie, alla stalla e agli orti, insomma alla nostra idea di sviluppo sostenibile. Penso che gli abbiamo fatto una buona impressione".

 
L'agritur con il ristorante (foto Agh)   Sala da pranzo (foto Agh)
 
Severino Ruatti (foto Agh)   Michela sorveglia il caseificio (foto Agh)
 
Cavoli cappuccio dell'orto (foto Agh)   Prelibati salumi e formaggi (foto Agh)
Agritur Ruatti: da sx Filippo, Severino, Michela, Paola, Maurizio e Giovanni (foto Agh)

Agriturismo Ruatti
38020 Pracorno, Val di Rabbi (TN)
tel. 0463 / 901070 - 902560

 
Cascate del Saent (foto P.N.S.)  
 
Paesaggio invernale (foto P.N.S.)  
 
Capriolo (foto P.N.S.)  
 
Segheria veneziana (foto P.N.S.)  
 
Camosci sulle vette (foto P.N.S.)  
Il Parco dello Stelvio

Il Parco Nazionale dello Stelvio, il più grande dei parchi storici italiani e tuttora il più esteso dell'arco alpino, si estende nel cuore delle Alpi Centrali e comprende tipiche vallate modellate dall'azione dei ghiacci e delle acque che discendono dal possente massiccio montuoso dell'Ortles-Cevedale. Il paesaggio del parco è formato da maestose creste, rigogliose foreste, verdeggianti praterie d'alta montagna solcate da spumeggianti torrenti che sgorgano dai ghiacciai perenni. La varietà morfologica del territorio, determinata da rilevanti dislivelli altimetrici, presenta ampi ecosistemi con numerose specie rare di animali e piante. Villaggi e masi, sparsi nei fondovalle e sui versanti delle montagne, completano lo scenario e costituiscono affascinanti testimonianze di architettura rurale in magico equilibrio con l'ambiente. Il territorio del parco si estende tra le province di Bolzano, Brescia, Sondrio e Trento, diviso nei tre settori lombardo, altoatesino e trentino. Gli accessi trentini sono entrambi dalla Valle di Sole, più precisamente dalle sue due valli laterali di Pejo e Rabbi. La colonizzazione di Peio, che risale alla notte dei tempi, è legata princialmente a due fattori: l’ottima insolazione, con grande abbondanza d’acqua proveniente dai ghiacciai, e la vicinanza di due passi montani, Montozzo e Sforzellina, che mettono in comunicazione il Trentino con la Lombardia. In Val di Rabbi il popolamento avvenne dopo l'anno Mille: quest'area costituì una naturale espansione della popolazione della sottostante Val di Sole. Dai villaggi del fondovalle partì una colonizzazione progressiva di Rabbi, che si completò grosso modo intorno al XV secolo. Da sempre, la vita delle comunità lì stabilite non fu solo di tipo stagionale: si consolidarono infatti strutture di autogoverno, documentate dal 1300 nelle Carte di regola di Peio e nella tradizione delle "Consortele" a Rabbi. La vita sociale era regolata dalla turnazione delle cariche annuali e dalla possibilità per tutti di accedervi: la libera elezione dei responsabili della cosa pubblica costituiva un'orgogliosa affermazione di autonomia, almeno fino al XIX secolo. Le varie attività economiche, che volutamente mantenevano un delicato equilibrio ambientale con la tutela dei beni comuni come boschi, pascoli, malghe, corsi d’acqua, strade, erano legate alla coltivazione dei campi, all’allevamento del bestiame, alla lavorazione dei prodotti caseari, ad un piccolo artigianato nato dalle necessità più comuni come la tessitura, la fabbricazione di utensili in legno ed in ferro, la carpenteria. La vita materiale si concretizzava in lavori stagionali ben definiti e nella ricerca continua di aree adatte alla coltivazione per soddisfare la crescita progressiva della popolazione. La comunità aveva un'unica filosofia di vita, che era quella dal rispetto per il luogo e per i beni comuni, nell’armonica integrazione fra abitanti e territorio, dove la cura e il mantenimento delle strutture di uso collettivo era stabilita fin nei particolari. Il rispetto delle tradizioni e, contemporaneamente, l'apertura alle novità, non erano in contrasto: così per secoli la gente di Rabbi crebbe con solide basi ed un tenace senso di responsabilità per la collettività.

La volpe (foto Angeli - P.N.S.)

 
Ricostruzione di segheria veneziana al Centro Visitatori a Rabbi (foto Agh)  
 
Cristian Moro del Servizio Foreste e Fauna e Lorenzo Iachelini, guida alpina e guida parco, gestore del Rifugio Silvio Dorigoni (foto Agh)  
Parco dello Stelvio: il Centro visitatori di Rabbi

La Val di Rabbi offre una serie quasi infinita di meravigliose escursioni naturalistiche, molte alla portata di tutti come la camminata lungo il torrente Rabbies nei pressi degli abitati di Pracorno, San Bernardo e di Rabbi Fonti; la Via dei Masi nell’incantevole scenario di Valorz e la passeggiata nei pressi di Piazzola, da cui si può godere del panorama dall'alto di tutta la valle. Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio si snodano fantastici itinerari, tra i più noti quello alle spumeggianti cascate di Saent e il percorso didattico della Scalinata dei larici monumentali, con spettacolari alberi centenari. Bus navetta permettono di entrare nel parco avvicinandosi ai punti di partenza delle escursioni lasciando l'auto nei parcheggi in basso. La rete sentieristica è assai curata e consente di affrontare agevolmente i percorsi in quota: ottimi i punti di appoggio come il Rifugio Silvio Dorigoni (m 2437) e Stella Alpina al Lago Corvo (m 2425), dai quali intraprendere fantastici trekking, fino alle grandi ascensioni e traversate al Cevedale (m 3769) o all'Ortles (m 3905). Lorenzo Iachelini, guida alpina, guida parco e gestore del Rifugio Dorigoni, ha ideato un nuovo itinerario ai Laghi di Sternai, realizzando una mappa con rilevamenti per mezzo del sistema GPS ("Global Positioning System"). D’inverno è possibile affrontare entusiasmanti escursioni con le racchette da neve e con gli sci d’alpinismo, meglio ancora se accompagnati dalle Guide Alpine della Valle di Sole, che offrono una serie di percorsi adatti a tutti, dal principiante totale all'alpinista più esperto.

 
I bellissimi pannelli illustrativi : la volpe (foto Agh)   I camosci (foto Agh)
 
Centro visitatori di Rabbi (foto Agh)   Il comodo servizio navetta (foto P.N.S.)
 
Rifugio Dorigoni (foto Uff. turistico Rabbi)   Rif. Stella Alpina al Lago Corvo (f. Uff. Rabbi)

Centro Visitatori di Rabbi
Località Rabbi Fonti - 38020 Rabbi (TN)
Tel. e Fax 0463 / 985190

 
La condotta di acqua che aziona la pala (foto APT)  
 
La ruota gira vorticosamente... (foto Agh)  
 
Carlo Zanon, segantino (foto Agh)  
La segheria veneziana di Bègoi

Da sempre il legno, importantissima risorsa naturale ricavata dagli estesi boschi di conifere, viene utilizzato per svariati usi dalla piccola comunità alpina di Rabbi. Sono tutt’ora funzionanti due antiche segherie veneziane per il taglio dei tronchi, che sfruttano l’energia sviluppata dalle impetuose acque del torrente Rabbies. Una è nel paese di Rabbi, l'altra, quella che visitiamo, è all'interno del parco ed è chiamata Seghja di Bègoi. Il segantino Carlo Zanon, di S. Bernardo, gentilissimo, ci offre la dimostrazione di un taglio: posiziona un grosso tronco sul "carro" serrandolo con un un lungo palo contro il telaio per impedire che si muova. A rinforzo, blocca il tutto con dei grossi cunei sull'altro lato. Quindi aziona un lungo leveraggio che muove all'esterno dell'edificio una paratia mobile che intercetta l'acqua che precipita così sulla pala che inizia a ruotare velocemente. Un albero a camme nel sotterraneo, dove ci sono i vari ingranaggi, trasforma il moto rotatorio in moto alternato. E' sempre uno spettacolo vedere questa incredibile macchina dell'ingegno umano muoversi con la sola forza dell'acqua. Si resta sorpresi nel constatare che i meccanismi che ruotano quasi furiosamente, in gran parte ancora in legno, non vadano in pezzi per l'attrito e l'usura dopo pochi minuti. Invece sono macchine che hanno centinaia d'anni! (vedi anche Segheria di Bresimo puntata sulle Maddalene 2 agosto 2003, e Segheria di Molveno puntata Altopiano della Paganella 3 luglio 2004). Il segantino regola lo spessore della tavola e quindi fa avanzare il carro che procede con impercettibili "spintarelle" verso la lama che incide finalmente il legno. Mano a mano che la lama avanza tagliando il tronco, il segantino pianta dei cunei nel taglio per impedire che questo si chiuda e blocchi la lama. Una tavola di circa 6 metri è tagliata in circa 8-10 minuti. La velocità ovviamente dipende anche dalla portata d'acqua, influenzata dal ciclo delle stagioni, che aziona la segheria. In primavera, con il disgelo, la portata è massima. Una vecchia tradizione della valle era anche la produzione di scandole, le particolari assicelle in legno di larice utilizzate per la copertura dei tetti delle baite.

Nel centro il "carro" sul quale è adagiato il tronco da tagliare (foto Agh)
 
Il segantino al lavoro (foto Agh)   Torrente Rabbies, sullo sfondo la segheria (foto Agh)
Cristian Moro, Carla Zanon del Centro Visitatori di Rabbi, Carlo Zanon, Luciano Da Canal (foto Agh)

 
Salendo al centro visite Stablet (foto Agh)  
 
Il centro visite dedicato alla marmotta (foto Agh)  
 
Marmotta (foto P.N.S.)  
Centro visite “Stablet”

Grazie alla disponibilità del Parco e del Servizio Forestale nella persona della guardia Cristian Moro, possiamo trasportare con la jeep l'attrezzatura fino al nuovo Centro Visite Stablet a m 1589, poco a monte di Malga Stablasolo. Si tratta di due piccoli edifici completamente ristrutturati, dopo che la malga era stata abbandonata e stava quindi andando in rovina. L'amministrazione del parco ha provveduto così al recupero realizzando un centro di documentazione didattico sulla marmotta, con la ricostruzione di una tana in spaccato, pannelli informativi e documentari video. Nell'edificio vicino è stato ricavato un punto di sosta e ristoro con cucina e servizi, destinato ad ospitare le scolaresche o gruppi, particolarmente comodo in caso di tempo inclemente. Il centro visitatori si trova proprio di fronte agli erti costoni del Monte Collecchio a nordest, di quasi 3000 metri, dove non è difficile, con un po' di pazienza, scorgere la fauna, meglio magari con l'aiuto di un cannocchiale: i caprioli a bassa quota vicino al fondovalle, i camosci più in alto oltre il limite della vegetazione ad alto fusto, vicino alle vette, fino all'aquila reale e al gipeto che volteggiano maestosi nei cieli. La marmotta è un grosso roditore del peso di 4-8 Kg, di aspetto massiccio con la testa arrotondata, orecchie brevi, coda corta: le femmine partoriscono 2/3 piccoli due volte l'anno. La colorazione del pelo è giallo-brunastra, più scura alle estremità. Vive in colonie, anche numerose, nei pianori e nei pendii alpini soleggiati, al di sopra del limite della vegetazione arborea, circa oltre i 1800 metri di quota. Preferisce le zone ghiaiose o pietrose in cui può scavarsi facilmente delle tane, costituite da un intrico di gallerie con varie uscite ed entrate. Caratteristico è l'acuto "fischio" che emette quando viene disturbata, avvisando le compagne del pericolo. In estate si alimenta con vegetali freschi come germogli, bacche e radici, in autunno erbe secche e anche licheni. Il suo nemico principale è l'aquila. In inverno cade in letargo in tane scavate in profondità, per svegliarsi in primavera.

 
Osservazione della fauna (foto Agh)   Aquila reale e gipeto (foto P.N.S.)
 
La vita della marmotta (foto Agh)   Il locale ristoro (foto Agh)
Mucche al pascolo nella valle del torrente Rabbies (foto Agh)

Parco Nazionale dello Stelvio
Comitato Gestione per la Provincia Autonoma di Trento
Via Ugo Silvestri, 16
38027 Malè (TN)
Tel. 0463 / 903046 - fax 0463 / 903047
info.tn@stelviopark.it

 
Malga Stablasolo (foto Agh)  
A tavola a Malga Stablasolo

A 1539 metri di quota si trova Malga Stablasolo, raggiungibile comodamente con bus navetta oppure in una mezz'oretta a piedi, partendo dal parcheggio in basso, su strada forestale. Incontriamo la dinamica Franca Penasa, presidente del Comitato di gestione trentino del Parco dello Stelvio e sindaco di Rabbi, che ci spiega l'importanza del parco per la tutela dell'ambiente ma anche come richiamo turistico. A Malga Stablasolo la cucina che abbiamo degustato è quella tipica trentina, con selvaggina con polenta, funghi, salsiccia, panna con frutti di bosco, strudel di mele. Per i vini ci siamo affidati come al solito al nostro sponsor, la Cantina di Toblino, rappresentata dall'enologo Lorenzo Tomazzoli e dal sommelier Paolo Zoina che ci hanno proposto il Nosiola per l'antipasto, il Teroldego con la polenta e spezzatino, il Rebo con la selvaggina di cervo. Immancabile il Vino Santo con lo strudel. Il gestore, Fedele Pangrazzi e famiglia, ha trovato particolarmente interessante il Teroldego che, pur essendo un vitigno giovane messo a dimora di recente nella Valle dei Laghi, ha già dimostrato una personalità molto interessante che promette assai bene tra qualche anno.

 
La sala da pranzo di Malga Stablasolo, la cucina è quella tipica trentina (foto Agh)   Franca Penasa, sindaco di Rabbi e presidente del Comitato trentino Parco dello Stelvio (foto Agh)
 
Affettati misti (foto Agh)   Nosiola di Cantina Toblino (foto Agh)
 
Rebo di Cantina Toblino (foto Agh)   Spezzatino di manzo e di cervo con polenta e funghi
 
Funghi, salsiccia e polenta (foto Agh)   Lorenzo Tomazzoli e Paolo Zoina - Cantina Toblino
 
Lorenzo Tomazzoli, enologo di Cantina Toblino   Teroldego di Cantina Toblino (foto Agh)
Bassa Val di Saent (foto Agh)

Ristorante Malga Stablasolo
Loc. Stablasolo
Rabbi (TN), Italia
tel. 0463 / 985109

La valle di Valorz con S. Bernardo sullo sfondo (foto Agh)

 
Elisabetta Mengon (foto Agh)  
Rabbi Vacanze

A S. Bernardo si trova l'Ufficio turistico di Rabbi Vacanze, una società cooperativa nata una decina di anni fa e che riunisce vari operatori turistici della zona. Nella casetta in legno in centro al paese, Elisabetta Mengon, la responsabile dell'ufficio, fornisce ogni sorta di informazione ai turisti: strutture ricettive, escursioni, trekking, manifestazione d'arte, musica e cultura. Per l'informazione in "tempo reale" si è puntato molto su internet, con il ricco portale Rabbi Vacanze, costantemente aggiornato. E' possibile alloggiare negli alberghi della valle, negli agriturismo, negli affittacamere o nei "bed & breakfast". Da segnalare inoltre la ricca offerta di appartamenti e soprattutto di alcuni meravigliosi rustici per le vacanze, che Elisabetta ci accompagna a vedere. Tra le manifestazioni di rilievo, da ricordare l’ormai tradizionale appuntamento con il Ricordo di Arturo Benedetti Michelangeli, ogni primo fine settimana di luglio: un concerto per pianoforte e orchestra con grandi interpreti della musica classica, inoltre il Coro Sasso Rosso nell'interpretazione dei canti della montagna armonizzati dal celebre pianista.

"Pomeriggio col pastore", incontro con il mondo rurale (foto Agh)
 
S. Bernardo con la frazione di Ceresè (foto Agh)   Valle di Valorz (foto Agh)
 
Escursione in Val Valorz (foto Agh)   Albergo Miramonti a S. Bernardo (foto Agh)
 
Alpenrose (foto Uff. turistico Rabbi)   Rifugio Fontanin (foto Uff. turistico Rabbi)
 
Rustico in affitto per le vacanza (foto M. Dalpalù)   Gli interni (foto M. Dalpalù)

Rabbi Vacanze
Associazione operatori turistici di Rabbi
Ufficio informazioni, fraz. di S. Bernardo 38020
tel e fax: 0463 / 985048
www.valdirabbi.com | rabbivacanze@valdirabbi.com

 
Norbert Daprà (foto Agh)  
 
L'intervista (foto Agh)  
 
Norbert accorda la sua chitarra (foto Agh)  
 
Mentre canta il suo inno alle bellezze della natura... (foto Agh)  
Norbert, il menestrello della Val di Rabbi

Nel paese di S. Bernardo conosciamo due singolari e simpatici personaggi: Norbert e Cheyenne Daprà, rispettivamente padre e figlia. Lui menestrello, lei pastora di pecore. Hanno vissuto a lungo in Germania per poi tornare nella terra dei loro genitori, che erano originari della Val di Rabbi. Norbert è un tipo decisamente pittoresco e fuori dai canoni. Apparentemente sulla cinquantina, ha un piglio giovanile e allegro: la barba fluente e i lunghi capelli lo farebbero sembrare un eremita, se non fosse per il vestiario fantasioso più simile a quello di un "figlio dei fiori", sia pure un po' in là con gli anni. Indossa braghette corte un po' sbrindellate, sandali, una camicia di jeans sulla quale spicca una bella cravatta rossa a fiori, il capo è fasciato da una specie di mezzo turbante all'orientale. Norbert ha viaggiato in mezzo mondo, ma alla fine ha trovato qui il suo eden e la sua filosofia di vita. Vive dipingendo e soprattutto suonando con la sua inseparabile chitarra brasiliana, che si porta sempre appresso in giro per i paesi, ovunque lo chiamino. "La tecnica strumentale non mi interessa" precisa subito mentre mangia con calma del ribes nero trovato su un cespuglio: "La velocità la lascio agli altri, è solo sovrastruttura. Canto e suono quello che mi passa per la testa, improvviso sul momento, in base all'umore mio ma anche alle sensazioni che percepisco in chi mi sta davanti". Ci fa sentire qualcosa: si siede su una panca sotto ad un albero e, accordata cerimoniosamente la chitarra con uno strumento elettronico, inizia a suonare e cantare. La melodia somiglia ad una nenia vagamente orientaleggiante, sia pure cantata in un italiano un po' storpiato da una pronuncia mezza tedesca e spagnola: le parole sono una specie di inno alla natura, all'amore e alla bellezza. Effettivamente il tutto non è privo di una certa suggestione. Ecco due esempi, per gentile concessione dell'autorei:

Traccia_01 (3' 32)
Traccia_02 (2' 28)

Norbert ha abbracciato la fede dei Testimoni di Geova (foto Agh)

Ci racconta com'è diventato Testimone di Geova: "Una sera di molti anni fa, ero in un periodo di grande difficoltà interiore, pregai con forza Dio di dirmi quale fosse la verità. Il mattino dopo si presentarono alla porta due signori che mi dissero "Siamo qui per rivelarle l'assoluta verità". Norbert rimase di sasso e li fece entrare in casa sbalordito: parlò con loro a lungo. Da allora ha abbracciato con convinzione la fede dei Testimoni di Geova. Studia in continuazione le Sacre Scritture che, tra una suonata e l'altra, legge con voce ispirata e profetica.

Cheyenne: in paese la chiamano "la pastora" (foto Agh)

 
Cheyenne Daprà (foto Agh)  
Le pecore di Cheyenne

Non meno interessante di Norbert, come personaggio, è sua figlia Cheyenne. Il nome inconsueto glielo dette sua madre, che era una grande appassionata della cultura degli indiani nativi d'America, in particolare della tribù Cheyenne. Evidentememte qualcosa di "selvatico" si è tramandato col nome: Cheyenne ha sempre amato profondamente la natura e gli animali, e quand'era in Germania frequentò addirittura un'apposita scuola per diventare pastore. Il suo sogno si è realizzato qui in Val di Rabbi, grazie anche al sostegno dell'amministrazione locale, da sempre volta a mantenere ed anzi incentivare le tradizioni contadine. Perché è soprattutto il contadino che, vivendo in montagna e presidiando il territoro, cura e difende veramente l'ambiente.

 
Al pascolo (foto Agh)   Con un gruppo di turisti (foto Agh)
Il bel viso di Cheyenne (foto Agh)

Cheyenne provvede a far pascolare i suoi animali, in accordo col Comune, sui prati che non sono più sfalciati da tempo. Una volta a settimana inoltre il Comune di Rabbi organizza Il pomeriggio con il pastore, un'interessante e simpatica occasione per i turisti per incontrare, anzi toccare con mano, il mondo rurale della montagna, con le sue bellezze ma anche i suoi problemi. Cheyenne accompagna i gruppi in una passeggiata nei prati poco a monte di S. Bernardo, nella valle di Valorz, dove pascolano le sue pecore, spiegando in cosa consiste il lavoro del pastore.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)


  A.P.T. DELLE VALLI DI SOLE, PEJO E RABBI
Via Marconi 7
38027 Malè (Tn),
Tel. 0463 / 901280 - Fax 0463 / 902911
www.valdisole.net
info@valdisole.net
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Tel. 0461 / 839000
Trentino on line 800 / 010545
www.trentino.to
info@trentino.to
vai al sito ufficiale di Trentinoi Spa
link

Istituzioni
Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento
Provincia Autonoma di Trento
Comprensorio Valle di Sole

Parco Nazionale dello Stelvio
Parco Nazionale dello Stelvio sito ufficiale
Il Parco Nazionale dello Stelvio da www.parks.it
Centro Visitatori di Rabbi - Località Rabbi Fonti - Tel. e Fax 0463 / 985190
Comitato Gestione Prov. Aut. Trento - Via Ugo Silvestri 16 Malé (TN)
Tel. 0463 / 903046 - fax 0463 / 903047
info.tn@stelviopark.it


Terme
Terme di Rabbi
Grand Hotel Rabbi


Turismo
Rabbi Vacanze portale dell'associazione operatori turistici di Rabbi

Portali locali
www.valdisole.it

Montagna
www.guidealpinevaldisole.it
Rif. Silvio Dorigoni
Lorenzo Iachelini guida alpina e guida parco
Itinerario Laghi di Sternai (mappa)
Scalinata dei larici monumentali
Escursioni in Val di Sole da www.dolomiti.it
Soccorso Alpino trentino

GPS - Global Positioning System
www.gpscomefare.com
L'impiego del GPS in montagna
Guida all'uso del GPS in montagna dal newsgroup nazionale it.sport.montagna

Sport
Raftingcenter
Associazione sportiva pescatori solandri

Musica
Arturo Benedetti Michelangeli
Coro della S.A.T.

Audio

  'Ndormenzete popin
(Addormentati bambino)
eseguito dal Coro della S.A.T.
per cortesia del sito Arturo Benedetti Michelangeli
     
  La musica di Norbert Daprà

Traccia_01 (3' 32'')
Traccia_02 (2' 28'')

A tavola

Malga Stablasolo
Loc. Stablasolo
Rabbi (TN), Italia
tel. 0463 / 985109


Agriturismo Ruatti
38020 Pracorno, Val di Rabbi (TN)
tel. 0463 / 901070 - 902560


Vini

Cantina Toblino: Nosiola | Teroldego | Rebo | Vino Santo